846 research outputs found

    Per Arrigo Stara

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    Editoriale per la scomparsa di Arrigo Stara

    Rëubeni Fürst der Juden (Reubeni, principe degli ebrei) di Max Brod: un «messia» sionista dal ghetto di Praga

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    Scopo del presente saggio è offrire una succinta ancorché accurata analisi del romanzo brodiano, piccola perla letteraria scarsamente nota al di fuori delle ristrette cerchie di specialisti, e al contempo spiegare le ragioni della scelta di David Reubeni, pseudomessia ebreo del XVI secolo destinato ad oscura fama, quale protagonista della narrazione. Il contributo si propone, in particolare, sulla scorta dell’indagine critica di alcuni dei passi più rilevanti dell’opera, di evidenziare come il contesto storico-culturale in cui il romanzo vide la luce – la città di Praga all’indomani del crollo dell’impero asburgico e l’animato dibattito in seno al movimento sionista – possa fornire una probante chiave ermeneutica utile a decodificarne il segreto messaggio. It is the aim of the present essay to offer a brief albeit accurate analysis of Max Brod’s novel, a little literary gem scarcely read outside of narrow circles of specialists, as well as to explain the reasons behind the choice of David Reubeni, an almost entirely forgotten Jewish pseudo-Messiah of the XVI century, as the main character. By closely examining some of the novel’s most salient passages, this paper particularly intends to show how the historical and cultural context in which it was composed – the city of Prague in the wake of the dissolution of the Habsburg Empire, the heated debate within the Zionist movement – can provide us with a persuasive key to understanding its hidden message

    A virtual roundtable on Iser’s legacy Part III: a conversation with Marco Caracciolo

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    In this article you find the third part of a roundtable on Wolfgang’s Iser legacy with Gerald Prince, Mark Freeman, Marco Caracciolo and Federico Bertoni. In Part III we discuss with Marco Caracciolo the common grounds of Iser and cognitive literary approaches and the role of interpration in cognitive literary studies

    Ermeneutica letteraria ed esercizi spirituali: Wolfgang Iser e Pierre Hadot

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    This paper aims to highlight some interesting convergences between the theory of the meaning-construction of the literary text proposed by Iser in The Act of Reading and Pierre Hadot’s work on the hermeneutics of the text in ancient philosophy. As we know, Hadot interprets the specificities of the ancient philosophical text as functional to guide the mind of the reader in a path that does not only have a cognitive purpose, but rather a spiritual one. The concept of «spiritual excercise», central to Hadot’s work, presents similarities ­– that are potentially very productive – to the model of the use of the literary text in Iser. Moreover, it is apt to show the extraordinary theoretical importance of a series of details, which are seemingly quite technical. In particular, a dialogue between the two approaches of Iser and Hadot allows posing in a new way a question that literary theory typically marginalizes: that of the pragmatics of the literary text.Il contributo si propone di evidenziare alcune interessanti convergenze fra la teoria del significato del testo letterario proposta da Iser nell’Atto della lettura e il lavoro di Pierre Hadot sull’ermeneutica del testo filosofico antico. Come è noto, Hadot interpreta varie peculiarità formali del testo filosofico antico come funzionali alla necessità di guidare la mente del lettore in un percorso che ha un fine non semplicemente cognitivo bensì spirituale. Il concetto di «esercizio spirituale», centrale nel lavoro di Hadot, presenta analogie potenzialmente molto produttive con diversi aspetti della modellizzazione della fruizione del testo letterario di Iser, e si presta a mostrare la straordinaria rilevanza teorica di una serie di dettagli apparentemente molto tecnici. In particolare, un dialogo tra le due posizioni di Iser e di Hadot permette di impostare in maniera nuova una questione che la teoria letteraria tende a marginalizzare sistematicamente: quella della pragmatica del testo letterario

    Il romanzo familiare. Tassonomia e New Realism

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    L’articolo ipotizza e delinea la ricostruzione di una morfologia del genere family novel, considerato non solo come un particolare tipo di romanzo con un argomento ben definito ma come un tipo di romanzo con una particolare declinazione formale, in un arco cronologico che va dalla fine del postmoderno al Post-Millennium. Le caratteristiche di questa specifica forma del romanzo nella contemporaneità occidentale, americana ed europea, sono messe in relazione e rilette attraverso il prisma di alcune categorie critiche nate nella fase di passaggio dalla postmodern fiction ai connotati del New Realism. Lo studio descrive infine in quali termini alcune esigenze formali e simboliche del New Realism abbiano trovato nella forma del family novel una struttura capace di riceverle in una reciproca riconfigurazione di senso. The article considers and outlines the reconstruction of a morphology of the ‘family novel’ genre, from a thematic but especially formal point of view, over a period that goes from the end of postmodernism to the Post-Millennium. The features of this specific form of novel in the western contemporary world, both American and European, are compared and reinterpreted through the lens of critical frameworks developed between postmodern fiction and New Realism. Finally, the study describes how certain formal and symbolic necessities of the New Realism have found in the form of the family novel a structure capable of receiving them in a mutual reconfiguration of sense

    Studio sulle note biografiche: posture d’autore e antologie di letteratura italiana contemporanea

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    Tra gli studi condotti sul paratesto, le micro-scritture che compongono la nota biografica di un autore non sono state messe dovutamente in rilievo. Scopo dell’articolo è studiare queste forme brevi entro un macro-genere in cui esse assumono uno statuto paratestuale autonomo. Nelle antologie letterarie (poetiche e narrative, non scolastiche) le note biografiche occupano spesso un capitolo a parte o sono presenti in successione. Dapprima se ne definiscono le caratteristiche formali e la funzione paratestuale specifica. Poi se ne ricavano modelli ricorrenti, che possono corrispondere ad altrettante posture con cui l’autore negozia la propria posizione nel campo letterario. Infine, si cercano di individuare le relazioni che intercorrono tra certe tipologie di note e alcuni tipi di antologia, per comprendere come anche un paratesto marginale contribuisca ai meccanismi di legittimazione cui ricorre il genere dell’antologia nell’approntamento di un canone

    L’antologia come principio di ‘falsificabilità’ della letteratura

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    abstractIl presente saggio intende riflettere sul problematico rapporto fra il genere dell’antologia poetica e il canone che essa avvalora ex ante spesso senza intravederne i punti di criticità. Attraverso alcuni esempi, che riportano a secoli diversi, il percorso storico dell’antologia rivela elementi di interessante continuità dalla fondazione del primo Canone alessandrino alle ultime esperienze in rete, ma anche momenti di svolta che coincidono sempre con l’evoluzione del sistema editoriale in cui la letteratura è inserita. Rispetto alla produzione contemporanea, l’autore sottolinea l’importanza per l’antologia di sganciarsi, da un lato, dai condizionamenti del canone, ormai sventolato da improbabili programmi scolastici e, di rimando, da un mercato librario precarizzato dalla concentrazione monopolistica della filiera; e di presentarsi, dall’altro lato, come un “gesto critico” il cui valore cioè sarà tanto più interessante e credibile quanto più la personalità del curatore, di provata competenza, saprà dimostrare, con profondità di interpretazione, nuove prospettive e nuovi orizzonti di lettura di fronte alla galassia in espansione della letteratura

    Le antologie e le grandi opere come contributi alla costruzione dei canoni

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    In this paper, Remo Ceserani reflects upon the notions of canon and anthology in relation to the institutions behind them. After a short premise in which the traditional role of Church and school in the process of canonization is taken into account, the discussion moves to the present age, focusing on the idea of canon that lies at the basis of both North-American and Italian anthologies. In the former case, Ceserani highlights how the emergence of world literature has led to revise the structure of anthologies; in the latter case, the author argues that the canon mutuated from the work of Francesco De Sanctis still functions as the main source for many anthologies. He then concludes by stating that a thematical approach could constitute an alternative structuring criterion for a scholastic anthology.Nel presente intervento Remo Ceserani riflette sui concetti di «canone» e «antologia» in relazione alle istituzioni che li determinano. Dopo una premessa in cui è discussa la funzione ‘canonizzante’ di Chiesa e scuola già a partire dall’antichità, la riflessione si sposta verso la contemporaneità e si concentra in particolare sull’idea di canone sottesa alle antologie scolastiche, sia nordamericane che italiane. Nel caso delle prime, Ceserani sottolinea fra l’altro come l’affermazione della world literature abbia portato a rivedere la forma stessa delle antologie; nel caso delle seconde, l’autore argomenta invece intorno al canone desanctisiano su cui ancora oggi molte di esse sono costruite, e suggerisce come una possibile via alternativa sia rappresentata da un’impostazione di tipo tematico

    Poetic tradition and the voice of the translator: The first verse translations of Dante’s Commedia

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    This paper analyses and compares the variety of text types in the first verse translations of Dante’s Commedia: the Catalan translation by Andreu Febrer (1429), the Spanish translation by Pedro Fernández de Villegas (printed in 1515), and an anonymous French translation preserved in a manuscript dating from between 1491 and 1530. All these translations are the first verse translations of the work into their respective languages

    All That Was Lost. German Life in Kafka’s  Prague Before World War I, During the War, and At Its End

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    In this paper I want to trace briefly how Franz Kafka reacted to some salient cultural features of his time. I will select segments of his writings which I believe reflect his view, or even his characterization of the three main historical periods he lived through: pre-World War I, the war years 1914 to 1918, and five and one half of the postwar years. Of course, this is by no means a complete, thorough discussion of those periods and his works that I mention

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    ENTHYMEMA
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