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Trading Butterflies: The Representation of Asian Sex Workers in Vollmann and Houellebecq
The article compares the representation of Asian sex workers in William T. Vollmann’s Butterfly Stories(1993) and Michel Houellebecq’s Platform(Plateforme, 2001). Both the novels are set in South-East Asia, and both involve an apologetic and romanticised description of the sex trade. By comparing the two novels, I argue that both authors’ treatments of the sex industry develop a critique of Western Orientalism, and at the same time sympathy for and complicity with the colonial power dynamics that regulate the relationships between Asian countries and the West
Balocchi e lucignoli nella poesia meteorologica di Andrea Zanzotto
Meteoesce nel 1996: è una silloge poetica di Andrea Zanzotto, i cui caratteri sono quelli della frammentarietà, della provvisorietà, dell’ibridazione. L’obiettivo è dare forma, nello spazio dei versi, alla rappresentazione di un mondo devastato, che evoca gli oggetti e i luoghi dell’infanzia per capovolgerne la valenza, che annulla il tempo storico e cronologico, attraverso una lingua che è a sua volta scomposta, e violata nelle norme grammaticali e sintattiche.Meteois published in 1996: it is a book of poetry by Andrea Zanzotto, whose main characteristics are fragmentism, precariousness, hybridism. The aim is to give form, within the textual space of verses, to the representation of a devasted world, that evokes childhood’s objects and places in order to overturn its significance, and erases historical and chronological time, through a broken down language
L’eros e il desiderio. Tradurre l’intraducibile?
Introduction to the annual supplement “Volti del tradurre” edited by Helena Aguilà Ruzola and Donatella Siviero. The section includes a selection of papaers presented at the 5th International Translation Day, held on 3-4 December 2018 at the University of Catania, in collaboration with the Universitat Autònoma de Barcelona and the University of Messina.Introduzione al supplemento annuale “Volti del tradurre” a cura di Helena Aguilà Ruzola e Donatella Siviero. La sezione accoglie una selezione di contributi presentati alla V Giornata internazionale sulla traduzione, tenutasi nei giorni 3 e 4 dicembre 2018 presso l’Università di Catania, in collaborazione con l’Universitat Autònoma de Barcelona e l’Università di Messina
La costruzione del self narratologico: deterritorializzazione e flusso transnazionale
This essay aims to investigate the construction of the autobiographical self, in the light of contemporary narratives theories. The aim of this essay is to analyse not only the narrative styles, the cultural traditions and the social context from which the narrations take place, but also the possible distance between the construction of the Western self and of the Eastern one. The analysis will try to understand if the contemporary transnational flows and the deterritorialization could be taken into account by the cognitive narratology. In particular, the attention will be focused on the chance of this theoretical approach to keep in mind these changes and the fluidity of contemporary storytelling, which inevitably lead to the existence of flexible identity structures.Questo intervento ha lo scopo di indagare la costruzione dell’autobiographical self, alla luce delle attuali teorie narratologiche. L’intento del saggio è quello di analizzare non solo gli stili narrativi e le tradizioni culturali del contesto sociale da cui la narrazione prende le mosse, ma soprattutto la possibile distanza tra la costruzione del self occidentale e quello orientale. L’analisi tenterà di comprendere se l’ampliamento del flusso transnazionale e la deterritorializzazione, che caratterizzano la contemporaneità, vengono presi in considerazione dalla cognitive narratology. In particolare, sarà focalizzata l’attenzione sulla capacità di questo filone teorico di tenere conto di tali cambiamenti e della fluidità dello storytelling contemporaneo, che conducono inevitabilmente alla necessità di strutture identitarie sicuramente più flessibili
Scrupulously Avoid the Desire for Results. Interview with William T. Vollmann
A shorter version of this interview was published in The Claw, Fall 2009, Vol 2, No 1. © by Max McClure. Reprinted by permission
La trottola cosmica: da Manilio (Astronomica 3, 356-61) a Roger Caillois
In un passo del terzo libro degli Astronomica il poeta latino Manilio (I sec. d.C.) introduce una breve similitudine con la trottola (turbo) per descrivere il fenomeno di rotazione della sfera celeste dal punto di vista di un osservatore che si trovi al polo nord. Il presente articolo esplora gli antecedenti culturali di questa immagine curiosa e, al tempo stesso, feconda di significati letterari, tentando di restituirle una funzione ludica secondo la classificazione dei giochi proposta dall’antropologo Roger Caillois.A brief simile with a spinning top (turbo) occurs in a passage of Manilius’ Astronomicathird book (I a. D.) to describe the cosmic rotation of the celestial sphere as it appears to a viewer staying at the North Pole. This article investigates some cultural antecedents of such an odd but meaningful image. Furthermore, a ludic role for this simile may be imagined, using the main categories which Roger Caillois adopted in classifying ludic activities of humankind
I classici ‘proibiti’ nell’età vittoriana tra pornografia e poesia saffica
Questo saggio si serve degli strumenti metodologici degli studi culturali e di genere, dei Translation Studies e della critica letteraria femminista per esaminare i modi in cui i testi classici con un contenuto sessualmente esplicito, o socialmente inaccettabile perché omoerotico, circolano nella cultura vittoriana attraverso diverse strategie traduttive ed editoriali. Se, da una parte, l’età vittoriana è stata definita «the great age of expurgation» per la tendenza censoria di curatori e traduttori, dall’altra l’Inghilterra vittoriana vede una proliferazione di discorsi sul sesso. Nella seconda metà dell’Ottocento fiorisce la produzione di pornografia, mentre le discipline dell’antropologia e della sessuologia rendono il desiderio sessuale oggetto di studio ‘scientifico’ – tutti ambiti discorsivi che attingono alle traduzioni dei classici. Al tempo stesso, l’Ellenismo tardo-vittoriano svolge un ruolo centrale nella riconfigurazione dei discorsi su sessualità e genere: la classicità viene evocata ai fini di una legittimazione culturale dell’omosessualità maschile, mentre l’omoerotismo della poesia di Saffo, puntualmente soppresso dai traduttori, alla fine del secolo viene rivelato al grande pubblico nel volume di traduzioni a cura di Henry Wharton, Sappho. Questo volume ispira la creazione di un nuovo linguaggio poetico, per la prima volta apertamente omoerotico, nelle liriche saffiche raccolte in Long Ago da ‘Michael Field’ (Katherine Bradley e Edith Cooper). La traduzione dei classici ‘proibiti’, lungi dall’essere mero oggetto di bowdlerization, emerge così come uno degli ambiti che regolamentano, e al tempo stesso alimentano, la produzione di discorsi sul sesso nell’Inghilterra vittoriana e la creazione di nuovi linguaggi poetici nella letteratura inglese
La poesia è una telegrafia
Pensiamo perlopiù l’atto libero, il gesto creativo, come qualcosa di endometabolico, di aderente a una disposizione profonda e introversa, come un’azione che risponde alla volontà dell’agente, sincera, fedele. Il fantasma ci obbliga a una virata, a un cambio di prospettiva. Esso si scrive laggiù, lontano dal nostro corpo, in uno spazio separato, grazie a una telegrafia. Se balza fuori da cripte segrete, queste ultime non sono luoghi intimi, assimilati, bensì spazi mondani che della cripta condividono la latenza, il carattere inconscio, non certo la prossimità al soggetto. I fantasmi arrivano da lontano e diamo loro forma non plasmando materiali tra le mani, ma attraverso una tattilità a distanza. A mani libere.We mostly think of the free act, the creative gesture, as something endometabolic, adhering to a deep and introverted disposition, like an action that responds to the will of the agent, sincere, faithful. The phantom forces us to turn, to a change of perspective. It is written down there, away from our body, in a separate space, thanks to a telegraphy. If it leaps out of secret crypts, the latter are not intimate, assimilated places, but mundane spaces that share with the crypt the latency, the unconscious character, not the proximity to the subject. The phantom comes from afar and we give it form not by shaping materials between the hands, but through distant tactility. Hands-free
La monofagia del moderno egoista. Servitù e ‘vita activa’ in Leopardi
Il saggio prende spunto da un ricordo d’infanzia annotato nello Zibaldoneil 26 marzo 1820, che Leopardi rubrica sotto la voce “Servitori”. A partire da questo appunto, il contributo indaga la presenza del motivo della servitù, e del rapporto servo-padrone, nel diario leopardiano e nei ricordi autobiografici raccolti nella Vita abbozzata di Silvio Sarno, intrecciandolo dapprima con le considerazioni rousseauiane sul tema (Émile e Confessions) e poi con il concetto arendtiano di ‘vita activa’. Attraverso l’analisi di temi (la schiavitù, il pubblico e il privato, il consumo alimentare, l’egoismo) e di figure emblematiche (il domestico, il tiranno, il monofago, il viaggiatore solitario), il saggio mostra le implicazioni autobiografiche, storiche (l’«umanità degli antichi») e filosofiche dell’interesse leopardiano per il motivo della servitù: la desolata presa d’atto che la società moderna condivide con la natura un inevitabile egoismo, nella misura in cui il bisogno del singolo prevale su valori durevoli e pubblici come la gloria e l’onore.The essay starts from a childhood memory recorded in Zibaldone the 26th of May 1820, indexed under the heading “Servants.” It explores the theme of “servitude” (servitù, or schiavitù, “slavery”), and the relationship master/slave in the Zibaldone and in the autobiographical memories known as Vita abbozzata di Silvio Sarno, relating them with Rousseau’s Émile and Confessions, and with Arendt’s concept of “vita activa.” Through the analysis of themes such as slavery, egoism, consumption, public/private, and of paradigmatic figures such as the servant, the tyrant, the solitary traveller and especially the “monophagous”, by which term Leopardi understands somebody who doesn’t like to eat in company, the essay shows the autobiographical, historical and philosophical implications of Leopardi’s interest in the issue of servitude, and in particular his disillusioned acknowledgement that modern society shares with nature egoism and selfishness, since individual commodities tend to prevail over values such as glory and honour
Il gioco e l’erotismo: David Foster Wallace, Michel Houellebecq e Walter Siti
L’obiettivo di questo articolo è analizzare le modalità in cui la dimensione del gioco incontra quella del sesso nelle rappresentazioni letterarie dell’erotismo in alcune opere di David Foster Wallace, Michel Houellebecq e Walter Siti. Nello specifico si sottolineerà come la rappresentazione dei giochi sessuali e, in particolare, del sesso sadomaso sia utilizzata dai tre autori per condurre un discorso parallelo sulla volontà di potenza e di possesso come risposta a una diffusa incapacità di amare dei loro personaggi.The aim of this paper is to analyze the ways in which sex and games interplay in the literary works of David Foster Wallace, Michel Houellebecq and Walter Siti. In particular I will focus on the representation of sexual games highlighting the discourse on the desire for power and control through which the characters try to cope with the loss of love and meaning in the contemporary world