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Sull’effetto del sale e della sua rimozione dalle fibre di tessuti di lana rinvenute insieme ai “Salt Men” nella miniera di sale di Chehr Abad, Zanjan
Examination of the salt men and their accompanying objects in Chehr Abad Salt Mine, Zanjan, has opened up an interesting research area for archaeologists and conservators. In addition to the historical and cultural values of these works, indicating the rich civilization of that period, investigation into the preservation and type of remaining ingredients, often putrescible organic materials, provides a rich field of research. In this case study, research was conducted on the discovered objects in Chehr Abad salt mine, with identification of the objects and hand-woven artifacts found in the mine and, more importantly, the effect of salt on the hand-woven artifacts. Since discovered artifacts are often sensitive to changes in environmental conditions, salt absorption and the role of salt as a disinfectant, are obvious factors to be considered. The discovered hand-woven artifacts are of paramount importance due to their history. They were discovered as a result of cooperation between archaeological teams working in Iran and Germany (from the Bochum museum and University). As these weavings were soaked in minerals and other wastes, the cleansing procedure was done by water washing. In order to protect the weavings, unearthed and removed from their original site of discovery, research on issues such as the removal and retention of salt, its impact on the life-span of organic materials, the probability of the hand-woven fibers being destroyed by salt crystals and the reaction of water and salt, all needed to be considered. In this paper an introduction is given to the discovered objects and artifacts from Chehr Abad salt mine, with a study of the wool fibers, examined by visual (macroscopic) inspection, optical micrographs, electron SEM micrographs, including an EDX analysis of the hand-woven artifacts. The results of the investigations have shown the conservative effect of the salt on the fibers.L’analisi dei Salt man e dei relativi oggetti, rinvenuti nella miniera di sale Chehr Abad, Zanjan, ha avviato un’importante area di ricerca per archeologi e conservatori. L’indagine sulla conservazione e sulla tipologia dei resti, spesso materiali organici putrescibili, oltre ad indicare il valore storico e culturale di queste opere come testimonianza della cospicua civilizzazione di quel periodo, fornisce un importante campo di ricerca. Per questo caso di studio sono state condotte diverse analisi sugli oggetti ritrovati nella miniera di sale di Chehr Abad, al fine di ottenere la caratterizzazione dei tessuti lavorati a mano e per valutare gli effetti del sale sugli oggetti stessi. Poiché i manufatti ritrovati sono solitamente sensibili ai cambiamenti delle condizioni ambientali, l’assorbimento del sale e il suo ruolo come disinfettante sono evidenti fattori da considerare. I manufatti tessili rinvenuti sono da ritenersi di fondamentale importanza a causa della loro storia. Essi furono ritrovati grazie alla cooperazione di squadre archeologiche che lavoravano in Iran e in Germania (museo Bochum e università). Poiché questi tessuti erano coperti di minerali e altri residui, l’operazione di pulitura è stata eseguita utilizzando un lavaggio acquoso. Al fine di proteggere gli intrecci di tessuto una volta riportati alla luce e rimossi dal loro sito originario, è stato necessario considerare alcune questioni, come la rimozione e la ritenzione del sale, il suo impatto sul ciclo vitale dei materiali organici, l’eventualità che i cristalli salini potessero distruggere le fibre dei tessuti e la reazione di acqua e sale. In questo lavoro si fornisce un’introduzione sugli oggetti e manufatti ritrovati nella miniera di sale di Chehr Abad, accompagnata dallo studio delle fibre di lana, esaminate macroscopicamente o con micrografie ottiche e micrografie al SEM, nonché analisi EDX dei manufatti. I risultati delle indagini hanno mostrato l’effetto conservativo del sale sulle fibre
Biodeterioration of the Wooden Roof of the Phnom Penh National Museum
Within the framework of a training program in Cambodia, during a visit to the National Museum in Phnom Penh, the most important in the Kingdom of Cambodia, the authors noted the presence of some signs of a termite attack in the secondary elements of the roof of an inner garden. Following this observation, a further investigation was performed in order to evaluate the phytosanitary condition of the wooden bearing element of the roof. The inspection highlighted the presence of severe decay, constituting a real danger for the integrity of the roof; consequently, an intervention of restoration, conservation and safeguard was considered to be necessary and urgent. This paper presents the results of the investigation of the conservation state of the load bearing wooden structures of the National Museum in Phnom Penh, Kingdom of Cambodia; moreover, a proposal is put forward for a properly designed intervention to safeguard against the termites in the long term.Nella cornice di un programma di formazione in Cambogia, durante una visita al Museo Nazionale di Phnom Penh, il più importante nel Regno di Cambogia, gli autori hanno notato la presenza di alcuni segni di attacco di termiti negli elementi secondari del tetto di un giardino interno. In base a questa osservazione, un’ulteriore indagine fu effettuata per valutare la condizione fitosanitaria dell’elemento portante in legno del tetto. L’ispezione ha evidenziato la presenza di un grave decadimento che costituiva un chiaro pericolo per l’integrità del tetto, dunque un intervento di restauro, conservazione e salvaguardia è stato considerato come necessario ed urgente. In questo lavoro sono presentati i risultati del lavoro di indagine sullo stato di conservazione delle strutture portanti in legno del Museo Nazionale di Phnom Penh, Regno di Cambogia; inoltre è riportata una proposta di intervento correttamente progettato per la salvaguardia contro le termiti per un lungo periodo di tempo
La ricostruzione virtuale del paesaggio di Torre Guaceto (Brindisi, Italia)
This paper describes the design and development of mobile applications that use Augmented Reality technology (AR) and virtual reality (VR) to improve the dissemination of the archaeological evidence found at the State Nature Reserve and Protected Marine Area of Torre Guaceto (Brindisi); the finds are part of the Bronze Age fortified settlement of Scogli di Apani. In more general terms, they also help in understanding the natural and anthropic character of its coastal territory during the second millennium B.C.La pubblicazione descrive la progettazione e lo sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili che sfruttano le tecnologie della Realtà Aumentata (AR) e della Realtà Virtuale( VR) finalizzate a migliorare la divulgazione e la comprensione delle evidenze archeologiche presenti presso la Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto (Brindisi), facenti parte dell’insediamento fortificato dell’età del Bronzo di Scogli di Apani e, più in generale, indirizzate alla conoscenza dei caratteri naturali e antropici del suo territorio costiero nel corso del II millennio a.C
Sulfate Reducing Bacteria as Bio-cleaning Agents: Development of New Methodologies and Study Cases
In the last decades, the contribution of different scientific disciplines in the field of restoration and conservation of cultural heritage to finding alternative methods of investigation that are even more effective and fully respect artworks, operators and environment, has greatly increased.An example is the University of Milan patent that provides for the use of some specialized bacteria as cleaning agents. This method, known as biocleaning, is based on the use of Desulfovibrio vulgaris, a sulfate reducing bacterium, for the removal of sulfate alterations from stone surfaces.Recently, the university spin-off Micro4yoU purchased the patent by initiating a series of investments aimed at enhancing the commercial product from prototype. The present work describes: the desulfation mechanism operated by Desulfovibrio vulgaris and the technological shift necessary to obtain a biological formulation usable in situ, with two practical case studies.Negli ultimi decenni è cresciuto il contributo che le diverse discipline scientifiche hanno dato al recupero e alla conservazione del patrimonio artistico per trovare soluzioni sempre più efficaci e rispettose del bene, dell’operatore e dell’ambiente.Un esempio è un brevetto sviluppato dall’Università degli studi di Milano che prevede l’utilizzo di alcuni specifici batteri come agenti di pulitura. Tale metodo, indicato col termine di bio-pulitura propone, tra gli altri, l’impiego del batterio solfato riduttore Desulfovibrio vulgaris per la rimozione di alterazioni solfatiche da superfici litoidi. Recentemente, il brevetto è stato acquisito dallo spin-off universitario Micro4yoU che ha avviato una serie di investimenti per sviluppare, a partire dal prototipo di laboratorio, un prodotto commerciale.Nel presente lavoro verranno illustrati: il meccanismo di desolfatazione ad opera di Desulfovibrio vulgaris, il processo di trasferimento tecnologico affrontato per ottenere un formulato microbico utilizzabile in cantiere e due casi studio applicativi
RETRACTION: Heritage Management Of Temple Tanks In An Urban Scenario: A Case Study Of Thirupporur, a Traditional Town In the State of Tamilnadu, India, by Kubilay Kaptan
The Editor-in-Chief retracts this paper in accordance with recommendations of the Committee on Publication Ethics – COPE, after finding evidence of plagiarism. The retraction note is applicable to the following article: “Heritage management of temple tanks in an urban scenario - a case study of Thirupporur, a traditional town in the state of Tamilnadu, India”, https://doi.org/10.6092/issn.1973-9494/4188 published online and in the print version of the Journal Conservation Science in Cultural Heritage, N.13 – 2013. The article plagiarized is the following: R. Vedamuthu and D. Jayanthi, “Heritage Management of Temple Tanks in an Urban Scenario - A Case Study of Thirupporur, a Traditional Town in the State of Tamilnadu, India” in “Studies on Historical Heritage” in the Proceedings of the International Symposium, Antalya, Turkey, September 17-21, 2007 http://www.tamir.yildiz.edu.tr/images/images/SHH07-2%20Ch3,%204.pdf.pdfReaders are strongly encouraged to refer to this article instead of the retracted item. We apologize to readers and to the authors of the previously published paper for this very serious oversight.L’Editor-in-Chief ritira questo articolo secondo le raccomandazioni del Committee on Publication Ethics - COPE, dopo aver riscontrato prova di plagio. Il ritiro si riferisce al seguente articolo: “Heritage management of temple tanks in an urban scenario - a case study of Thirupporur, a traditional town in the state of Tamilnadu, India”, https://doi.org/10.6092/issn.1973-9494/4188 pubblicato online e nella versione cartacea del fascicolo N.13-2013 del Journal “Conservation Science in Cultural Heritage”. È stato effettuato il plagio del seguente articolo: R. Vedamuthu e D. Jayanthi, “Heritage Management of Temple Tanks in an Urban Scenario - A Case Study of Thirupporur, a Traditional Town in the State of Tamilnadu, India” presente in “Studies on Historical Heritage”, Proceedings of the International Symposium, Antalya, Turchia, 17-21 settembre 2007 http://www.tamir.yildiz.edu.tr/images/images/SHH07-2%20Ch3,%204.pdf.pdfSi invitano i lettori a consultare questo articolo e non quello ritirato. Pertanto ci scusiamo con i lettori e con gli autori per quanto avvenuto
Sviluppo sostenibile, legge morale e legalità per la difesa del patrimonio culturale paesaggistico
Moved by Pope Frances’ urgent call to protect our common home by dealing with the environmental challenge and its human roots to achieve sustainable and integral development, the historical-legislative and institutional recognition act was drawn up on the protection and valorization of cultural-landscape-environmental heritage, matrix of the progress of civilization outlined in the fundamental principles of the Italian Constitution in the “cultural programme” focused on the relationship between cultureperson and environment-person. It recalls the action of the institutions to protect nature and the ecological-environmental balance and the activities of international organizations to safeguard nature from human actions. They are a sign of the critical issues of codification in the field of cultural, landscape and environmental heritage (2006-2009) due to a departure from natural legal right (jus) envisaged as a moral law for enjoyment, compatible with a loving, responsible and prudent use, aimed at guaranteeing an integral sustainable development for future generations. In losing the natural moral law, one encounters the decisive factor in the fall of legality, with serious consequences for heritage protection and people’s growth, based on shared standards. A glimmer of hope can be discerned in the community/EU legislation to harmonize the protection and valorization of the environment according to criteria of substantive law, where the primary aims for the guarantee of future generations lead to regulatory processes anchored to the ethics of natural moral law, under the bulwark of true cooperation and good faith, in a strict justicial and sanctioning system, tempered by the use of fairness when the general interest of the common good prevails.Mossi dall’appello urgente di Papa Francesco a proteggere la casa comune affrontando la sfida ambientale e le sue radici umane con la ricerca dello sviluppo sostenibile ed integrale, gli autori profilano la ricognizione storico-normativa ed istituzionale della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale-paesaggistico-ambientale, matrice del progresso di civiltà delineato tra i principi fondamentali della Costituzione italiana nel “Programma culturale” unitariamente incentrato sul rapporto uomo-cultura ed uomo-ambiente. Ricordano l’azione delle istituzioni per la preservazione della natura e degli equilibri ecologico-ambientali e l’attività delle Organizzazioni internazionali per la preservazione della natura dall’azione umana. Segnalano le criticità delle codificazioni nel campo dei beni culturali, del paesaggio e dell’ambiente (2006-2009), dovute all’allontanamento dallo jus naturale quale norma morale della fruizione compatibile con l’uso amorevole, responsabile e prudente, atto a garantirne lo sviluppo sostenibile integrale per le generazioni future. Riscontrano, nello smarrimento della legge morale naturale, l’elemento determinante della caduta della legalità, che determina gravi conseguenze per la tutela dei beni e per la crescita delle persone secondo canoni condivisi. Ravvisano qualche spiraglio di speranza nella normativa comunitaria volta all’armonizzazione della tutela e della valorizzazione ambientale secondo criteri di legalità sostanziale, ove le finalità primarie per la garanzia delle generazioni future inducono a processi normativi ancorati all’etica della legge morale naturale, sotto il baluardo della leale collaborazione e della buona fede, in un sistema giustiziale e sanzionatorio severo, temperato dal ricorso all’equità quando prevalga l’interesse generale del bene comune
L’importanza della normativa asismica e del béton armé nella ricostruzione delle città dello stretto di Messina
Through the example of the cities of Reggio Calabria and Messina, which were completely destroyed by the earthquake of 28th December 1908, this paper examines the importance of anti-seismic regulations in the redefinition of the urban planning of these two cities, as well as the national situation during the early part of the century. It also looks at the question of how to limit the effects of earthquakes through the use of absolutely innovative materials for the time, such as reinforced concrete. Rightly considered the first examples of earthquake-resistant cities in Italy, Reggio Calabria and Messina became a testing ground not only for a new construction technique but also for a new idea of city. In rebuilding ex novo what had been destroyed by the earthquake, the intent was to readapt the urban theories of the late nineteenth century to the architectural and urban needs deriving from the seismic legislation emanated in the aftermath of the terrible event.Attraverso l’esempio di Reggio Calabria e Messina, completamente distrutte dal terremoto del 28 dicembre 1908, ci si interroga sull’importanza del ruolo della normativa asismica nella ridefinizione urbanistica delle due città dello Stretto, nonché sulla realtà nazionale di inizio secolo volta ad intervenire sulle conseguenze dei terremoti ed a prevenirne gli effetti disastrosi attraverso l’uso di materiali assolutamente innovativi per l’epoca, quali il cemento armato. Giustamente considerate primo esempio di città antisismiche in Italia, Reggio Calabria e Messina, agli inizi del XX secolo, diventano contro la loro volontà un banco di prova non solo per una nuova tecnica costruttiva ma anche per una nuova idea di città che, nella ricostruzione ex novo di ciò che è stato distrutto dal terremoto, intende riadattare le teorie urbanistiche di fine ‘800 alle esigenze architettoniche ed urbane provenienti dalla normativa antisismica emanata in seguito al terribile evento
I componenti della malta di calce storica risalente al periodo coloniale spagnolo nelle Filippine
Detailed scientific research applied to the field of cultural heritage is rarely practiced in the Philippines. This study intends to present a systematic approach to the proper chemical characterization of an old lime mortar sample from a Spanish-era church ruin. The analytical techniques employed were: atomic absorption spectroscopy (AAS), infrared spectroscopy (IR), scanning electron microscopy and energy-dispersive x-ray spectroscopy (SEM-EDX), and thermogravimetric analysis (TGA). Results showed that the binder is mostly calcitic, non-dolomitic and air-hardening lime. A slight hydraulic character was observed due to possible clay impurities. Besides the typical sand mixture in mortars, crushed shell fragments were used as aggregates. Possible organic compounds were also identified. The data obtained from this study is very important in understanding traditional building techniques that can enhance heritage conservation work in the Philippines.Raramente una ricerca scientifica dettagliata applicata al settore dei beni culturali viene praticata nelle Filippine. Questo studio intende presentare un approccio sistema- tico nella corretta caratterizzazione chimica di un campione di antica malta di calce proveniente dalle rovine di una chiesa dell’era spagnola. Le tecniche analitiche impiegate sono state: assorbimento atomico spettroscopia (AAS), spettroscopia infrarossa (IR), microscopia elettronica a scansione a raggi X e spettroscopia a dispersione di energia (SEM-EDX), analisi termogravimetrica. I risultati hanno mostrato che si tratta di una calce aerea, perlopiù calcitica e non dolomitica. È stato osservato un leggero carattere idraulico a causa di possibili impurità di argilla. Oltre alla miscela di sabbia tipica nelle malte, come aggregati sono stati anche utilizzati frammenti di conchiglie. Sono stati inoltre individuati dei possibili composti organici. I dati ottenuti da questo studio sono molto importanti per comprendere le tecniche di costruzione tradizionali che possono migliorare il lavoro di conservazione del patrimonio nelle Filippine
Biological Macro and Micro Systems Co-existing in the “Fountain of the Two Dragons”, Palermo
Stone works of art located outdoors are exposed to natural deterioration, due to several physical, chemical and biological factors. Biological macro- and micro-systems (e.g. weeds, insects, algae, mosses, fungi and bacteria) may induce the biodeterioration of stone materials. In February 2014, the state of conservation of the Fountain of the two Dragons in Palermo was examined, during which time biological colonization in some areas of the fountain and statues, was also detected. The monument represents an excellent substrate for the development and growth of microrganisms and organisms that need a continuous supply of water. Direct solar irradiance promotes the development of photoautotrophic organisms, bryophyte flora, in addition to several microbial genera, responsible for pigmentation, discoloring, efflorescence. After autotrophic colonization, some organisms find an ideal habitat also during wintertime, including two species of gastropods and two species of Hemiptera, omnivorous, a species of Collembola, mostly fungivorous. This interdisciplinary study has enabled the detection and identification of different biological communities, providing information for a subsequent project of preventive conservation of the fountain and its surroundings.I manufatti lapidei esposti all’aperto sono sottoposti a processi naturali di deterioramento, dovuti a fattori di natura fisica, chimica e biologica. I macro e micro sistemi biologici (per esempio semi, insetti, alghe, muschi, funghi e batteri) possono causare il deterioramento dei materiali lapidei. Nel Febbraio del 2014 è stato effettuato uno studio sullo stato di conservazione della Fontana dei due Draghi, Palermo, durante il quale sono state individuate diverse aree interessate da colonizzazione biologica, sia all’interno della fontana e sia sulle statue decorative. Il monumento rappresenta un substrato di crescita eccellente per lo sviluppo di microorganismi e di organismi che necessitano di un continuo supporto di acqua. Inoltre, l’irradiamento solare diretto promuove lo sviluppo di organismi autotrofi , briofite oltre a diversi generi microbici responsabili dei fenomeni di pigmentazione, alterazioni cromatiche, efflorescenze. Dopo la colonizzazione autotrofi ca, molti organismi trovano l’habitat ideale anche durante il periodo invernale, incluse due specie di gastropodi e due specie di Hemiptera, onnivori, una specie di Collembola, principalmente fungivoro. Questo studio interdisciplinare ha permesso di identificare differenti comunità biologiche, fornendo informazioni utili per un futuro progetto di conservazione preventiva della fontana e il suo ambiente circostante
Ecological Mapping for the Preventive Conservation of Prehistoric Mural Paintings in Rock Habitats: the Site of Filiano (Basilicata, Italy)
Biodeterioration phenomena are of great relevance in rock settlements, due to favourable environmental conditions, such as the infiltration of rainwaters, condensation phenomena and abundance of salts and organic nutrients. Rinaldi’s rock shelter in Filiano, which is located in a natural forest of mixed oaks is of great value due to the important traces of prehistoric paintings. It is an emblematic case of the delicate balance, achieved throughout the centuries, between the environment and artwork. During the plurimillenarian history of the site, a portion of the ceiling that covered the shelter collapsed, leaving signs that are still visible today, together with traces of blackening left by the fires of ancient settlements. Several of the biodeteriogens typical of rocky habitats have already been detected and include algae, cyanobacteria, mosses, lichens, vascular plants and fungi, which form macroscopic communities.Each community has an ecological preference and the mapping of their distribution is a suitable tool for understanding variations in the environmental factors that most affect them. Relating ecological data to the taxonomical characterization of the species and to the spatial distribution of each community, a site map of the humidity and of the nutrients was obtained. Among the various communities, microcolonial fungi (MCF), which appear as little black spots, here, represent the most critical risk factor, due to their low water needs. An evaluation of the biological risk for the possible future attack of such a biological community was made, suggesting indirect mitigation measures, through modification of the microclimatic and local ventilation conditions.I fenomeni di biodeterioramento causati da condizioni ambientali favorevoli, come infiltrazioni di acqua piovana, fenomeni di condensazione e abbondanza di sali e nutrienti organici, sono di grande importanza negli insediamenti rupestri. Il rifugio Rinaldi, all’interno di un habitat forestale naturale a querceto misto presente nella località di Filiano, rappresenta un sito di particolare importanza per la presenza di pitture preistoriche. Il sito costituisce un caso emblematico del delicato equilibrio raggiunto attraverso i secoli, tra ambiente e opera d’arte. Sono oggi visibili le tracce del collasso di parte della volta che copriva il rifugio e i segni di annerimento causati dai fuochi degli antichi insediamenti. Sono stati già individuati molti dei biodeteriogeni tipici dell’habitat roccioso, come alghe, cianobatteri, funghi, licheni, muschi e piante vascolari, che formano comunità individuabili macroscopicamente. Ogni comunità ha una propria preferenza ecologica e la mappatura della loro distribuzione è uno strumento utile per capire le variazioni dei fattori ambientali maggiormente incidenti. Applicando le informazioni ecologiche alla caratterizzazione tassonomica delle specie e alla distribuzione spaziale di ogni comunità, è stata costruita una mappatura dell’umidità e della presenza di nutrienti nel sito. Fra le varie comunità, i funghimicrocoloniali (MCF), che appaiono come piccoli spot neri, rappresentano il maggior fattore di rischio del sito a causa del loro scarso bisogno d’acqua. È stata effettuata anche una valutazione del rischio biologico legato alla loro presenza, suggerendo delle misure di mitigazione indiretta tramite la modificazione del microclima e delle condizioni di ventilazione locali