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Cat Taming in the Western Mediterranean. Issues, Problematics and Unpredictability in the Light of Bio-archaeological Approaches to a Museum Specimen
The vast wealth of cultural artifacts and ancient biological samples can today be investigated using a great variety of methods and technologies. The result is a growing diffusion of studies on DNA, isotopes and morphometrics, and the exponential growth of publications and bio-archaeological discoveries of inestimable value for different areas of interpretation, such as phylogeny, history and archaeology. This paper describes the morphological and molecular study of a rare specimen of Felis from an Early Bronze Age horizon. The report offers the opportunity for a brief discussion on cat taming, on the origin of this practice and on the archaeological importance of this specimen for the reconstruction of taming practices in the Western Mediterranean Basin.Il vasto patrimonio culturale di manufatti e di reperti biologici antichi può attualmente essere investigato con molte metodologie e tecnologie. Ne deriva una crescente diffusione di studi sul DNA, isotopici e morfogeometrici e una crescita esponenziale delle pubblicazioni e dei risultati bio-archeologici di inestimabile valore per ambiti interpretativi diversi, filogenetici, storici, archeologici. Il presente lavoro descrive uno studio morfologico e molecolare di un raro reperto di Felis proveniente da un orizzonte del Bronzo Antico. Il report offre per altro l’occasione per una breve disamina sull’addomesticamento del gatto, la provenienza di tale pratica e sull’importanza zooarcheologica della relazione con Homo nel Mediterraneo occidentale
Battles of Himera (480 and 409 b.c.): Analysis of Biological Finds and Historical Interpretation. Experiences of Restoration in the Ruins of Himera 2008-2010
Excavations conducted in the western necropolis of Himera by the Superintendence of Palermo, between 2008 and 2011, made it possible to investigate more than 9,500 graves of the 7th and 6th centuries B.C. It is a study of great importance as it gives a detailed historic and archaeological view of the funerary context of a Greek colony. Taphonomic studies of the tombs are of great interest to know the composition of the bodies in the graves and the rituals associated with the burial. Finally, the examination of hundreds of skeletons of children has provided data on child mortality. This report, briefly, also aims to present the restoration of the artifacts discovered. The article describes the organization of the restoration laboratory, built and equipped directly in situ at the excavation, the materials used during the restoration, the main problems presented during the various phases of restoration and several results.Gli scavi condotti nella necropoli occidentale di Himera dalla Soprintendenza di Palermo, tra il 2008 e il 2011, hanno consentito di indagare oltre 9500 sepolture, del VII e il VI sec. a.C. Si tratta di uno studio di eccezionale importanza che consente di avere un quadro storico e archeologico molto dettagliato della sfera funeraria di una colonia greca. Si accennerà anche allo studio dei reperti biologici attraverso uno scheletro di un individuo affetto da nanismo e prove di interventi chirurgici al cranio. La lettura tafonomica delle sepolture, è di grande interesse per conoscere la composizione dei cadaveri nelle tombe e dei rituali connessi alla sepoltura. Infine, l’esame di centinaia di scheletri di bambini, ha fornito dati sulla mortalità infantile. Viene inoltre illustrato sinteticamente il lavoro svolto in occasione del restauro dei manufatti rinvenuti. In particolare vengono descritte l’organizzazione del laboratorio di restauro, realizzato ed attrezzato nell’area di scavo; i materiali utilizzati durante gli interventi; le principali criticità presentate dai manufatti sottoposti alle diverse fasi di restauro e alcuni risultati raggiunti
New Applications in the Use of Cellulose Pulp for the Integration of Wooden Supports
Cellulose pulp, mainly utilized as a support for cleaning stone material, in this study, is proposed as a filler for wooden supports. In the last 10 years, pulp has been used in many restoration works carried out in the laboratory of the Diocesan Museum (MDP) in Palermo, including both wooden sculptures and panel paintings. These artworks, exhibited in the MDP, are constantly monitored in order to evaluate the effectiveness of cellulose pulp as a filler, assessing its durability and bio-receptivity. In particular, structural characteristics, drying time, shrinkage, loss in weight, affinity to the pigments, etc., were simultaneously evaluated. Tests were also carried out on artificially aged cellulose pulp samples, in order to appraise if cellulose could be a source of nourishment for microbial growth.Il presente studio propone l’analisi e l’approfondimento di un materiale già noto nel campo del restauro: la polpa di cellulosa, utilizzata da sempre come supportante per impacchi di pulitura su materiale lapideo, qui analizzata in veste di stucco per supporti lignei. Il materiale è stato utilizzato in alcuni interventi di restauro eseguiti nel laboratorio del Museo Diocesano di Palermo nel corso degli ultimi 10 anni su sculture lignee e dipinti su tavola. Le opere conservate in sale espositive costantemente monitorate hanno permesso, fino ad oggi, di valutare l’efficacia dell’intervento. Lo studio propone alcuni test eseguiti su campioni di stucco di cellulosa realizzati con leganti di origine diversa, valutando le caratteristiche di ciascuna tipologia, i tempi di essiccamento, ritiro, perdita in peso, affinità al colore, etc. Inoltre sono stati effettuati test d’invecchiamento, reversibilità e test microbiologici per determinare la resa della cellulosa all’invecchiamento e valutare se il substrato in cellulosa possa costituire un supporto alla colonizzazione microbica
Quella gastronomia che resiste alla crisi economica: la gastronomia etnica non conosce confini né geografici né culturali
Gastronomy and, in particular, ethnic cuisine is synonymous with cultural identity. On the basis of an informative picture of the current situation in the food sector, it is evident that the art of eating well, defines the level of welfare and quality of life in a community. It also true, however, that the prerogative of a given community knows no boundaries, whether geographical or cultural, undoubtedly representing a synergy between peoples and countries in a globalized world.Gastronomia e, in particolare, gastronomia etnica, è sinonimo di identità culturale. Sulla base di un quadro informativo circa l’attuale situazione del settore alimentare, si sottolinea come l’arte del mangiar bene definisca il livello di benessere e di qualità della vita di una comunità. È altrettanto vero, tuttavia, che tale prerogativa di quella data comunità non conosce confini, siano essi geografici o culturali, rappresentando un aspetto senza dubbio sinergico fra popoli e paesi in un mondo globalizzato
La protezione e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali nel processo di sviluppo del territorio
As is well-known, art and science are two ways of presenting the history of the world, not two subjects in contrast with each other. Art, in other words cultural and landscape heritage, rightly considering as such also the environment, is linked to the history of man. Related to this, are the various artistic expressions and, therefore, the various generational movements with their related social events and problems from the past to the present, which are linked to each other temporally. It is true that “Nature does not support the human footprint”: this is what the World Wide Fund for Nature highlights in describing the great imbalance that exists due to the consequent irreversible damage that occurs with the passing of time. In the processes directed at the possible reacquisition of the compatibilities to protect nature, life conditions and the historical-artistic heritage, some case studies are reported that have been carried out over the years. The research concerned the protection and valorization of the “system: artifact of historical-artistic interest-conservation environment-biota” and dealt with the following problems: atmospheric pollution, degradation of monuments and historical-artistic environments – protection and consequent benefits; conservation and monitoring in confined environments.Com’è noto, l’arte e la scienza rappresentano due modi di presentare la storia del mondo, non due soggetti in contrasto tra loro. L’arte, in altre parole i beni culturali e paesaggistici, giustamente considerati anche come ambiente, è legata alla storia dell’uomo. Relazionate a questa sono le diverse espressioni artistiche e, dunque, le diverse attività generazionali con i loro relativi eventi sociali e problemi attraverso il tempo fino al presente, collegati tra loro temporalmente. È vero che “la Natura non sostiene l’impronta dell’uomo”: questo è ciò che the World Wide Fund for Nature evidenzia nel descrivere il grande squilibrio con il conseguente irreversibile danno che avviene con il passare del tempo. Nel processo diretto alla possibile riacquisizione delle compatibilità per proteggere la natura, le condizioni della vita e i beni storico-artistici, sono riportati alcuni casi studio condotti nel corso degli anni. La ricerca riguarda la protezione e la valorizzazione del “sistema: manufatto di interesse storico-artistico – conservazione dell’ambiente – biota”. In essa sono state affrontate le seguenti problematiche: inquinamento atmosferico, degrado dei monumenti e degli ambienti storico-artistici – protezione e conseguenti vantaggi; conservazione e monitoraggio degli ambienti confinati
Monitoring Biological Damage on Paper-based Documents in the Historical Archive of the Palermo Astronomical Observatory
Libraries and archives house a wide variety of documents made of materials of vegetal and animal origin: unbound papers and books, manuscripts and printed books, photographs (negative and positive), prints, maps, available to the public for reading needs, study and information. These materials are often subject to fluctuations in environmental and micro-environmental parameters. For this reason, it is essential to implement constant monitoring and control of environmental conditions and potential deteriogens in order to slow down deterioration processes.The monitoring of the microbial degradation of paper documents in the Historical Archives of Palermo Astronomical Observatory has revealed microorganisms (bacteria and fungi) that may be considered responsible for damaging the items examined, thus enabling an evaluation of the real risks and the proper methodologies to use to avoid future recolonization.Gli archivi e le biblioteche custodiscono diverse tipologie di documenti composti da materiali di origine vegetale e animale: carte sciolte e volumi, sia manoscritti che a stampa, fotografi e (negativi e positivi), mappe, stampe, a disposizione del pubblico per esigenze di lettura, studio e informazione. Questa varietà di materiali sono spesso sottoposti a parametri ambientali e micro-ambientali non costanti. Per questo motivo è fondamentale operare sia un controllo costante delle condizioni ambientali sia un campionamento microbiologico sulla superficie, al fine di rallentare i processi di deterioramento.Il monitoraggio del degrado microbiologico di documenti presenti nell’Archivio Storico dell’Osservatorio Astronomico di Palermo ha permesso di rilevare diversi microrganismi (batteri e funghi) che possono essere considerati responsabili del degrado dei documenti analizzati, valutando il reale rischio e le metodologie più idonee per impedire la ricolonizzazione futura
Studio analitico sui materiali utilizzati nei dipinti murali della “Camera dell’amore” del Palazzo El Sakakeny
In the present study, a comprehensive investigation has been undertaken into mural paintings dating to the 19 th century and painted by Italian students. They were initially located in El Sakakeny Palace in El Sakakeny Square in Egypt. The analytical instruments used for investigation were Optical Microscopy, Scanning Electron Microscopy with EDX, X-Ray diffraction and Fourier Transform Infrared coupled with Attenuated Total Reflectance (FTIR-ATR). The analysis revealed that the pigments used in the mural paintings were hematite, litharge, zincate, gold oxide, Goethite (brown ochre) and malachite mixed with linseed oil or animal glue. The original ground layer comprises zincate with gypsum. The medium used in the ground layer is animal glue and the support is limestone.Nel presente studio è stata realizzata un’indagine completa su dipinti murali realizzati da studenti italiani e risalenti al XIX secolo, inizialmente situati nel Palazzo El Sakakeny, nell’omonima piazza in Egitto. Gli strumenti analitici utilizzati per l’indagine sui materiali sono stati la Microscopia Ottica, Microscopia Elettronica a Scansione con EDX, Diffrazione a Raggi X e trasformata di Fourier accoppiata con Riflettanza Totale Attenuata (FTIR-ATR). Le analisi hanno rivelato la presenza di pigmenti come ematite, litargirio, ossido di zinco, ossido dioro, goethite (ocra bruna) e malachite utilizzati per la realizzazione delle pitture murali, mescolati con olio di lino o con colla animale. Lo strato di fondo originario comprende ossido di zinco e gesso; il legante utilizzato nel fondo è colla animale, mentre il supporto è costituito da una pietra calcarea
La ricerca tecnico-scientifica come supporto dello studio storico-artistico nell’attribuzione delle opere d’arte
The present work underlines the importance of an objective evaluation in the study of constituent materials and execution techniques, as well as an examination of the state of conservation of some paintings, performed during the corresponding restoration procedures. These observations, supported by analytical tests and art-historical evaluations, constitute an essential phase of the interdisciplinary research aimed at determining the attribution of a work of art. The study revolves around Pietro Novelli, the leading figurative artist of the 1600s in Sicily, who stood out amongst his peers and experienced growing fame in the centuries to follow. The interest in Monrealese is triggered by the current lack of research into recognizing his characteristic traits, accompanied by the existence of a relevant number of paintings of uncertain attribution and artifacts made by his followers or copyists. The research consists in the application of a technological investigative methodology on two examples of paintings from the 1600s, featuring David with the Head of Goliath and Our Lady of Sorrows. During their recent restoration, a study was conducted of the techniques used for their execution, accompanied by appropriate comparisons with artifacts of certain attribution. In both cases, it was possible to relate them directly to Novelli and identify the works of art respectively as replica and attributed.Il lavoro presentato sottolinea l’importanza della valutazione oggettiva e soggettiva nello studio dei materiali costitutivi e delle tecniche esecutive nonché dello stato di conservazione di alcuni dipinti effettuato nell’ambito dei corrispondenti interventi di restauro. Tali osservazioni, supportate da indagini analitiche e da valutazioni storico-artistiche, si configurano come una fase imprescindibile di una ricerca interdisciplinare mirata all’attribuzione di un’opera d’arte. Lo studio è incentrato su Pietro Novelli, il massimo esponente dell’arte figurativa del Seicento in Sicilia con un significativo riscontro tra i suoi contemporanei ed una fortuna perpetuata anche nei secoli successivi. L’interesse nei confronti del Monrealese scaturisce dall’attuale mancanza di ricerche mirate al riconoscimento dei tratti caratterizzanti, che si accompagna all’esistenza di un numero rilevante di dipinti di incerta attribuzione e di manufatti eseguiti da seguaci e copisti. La ricerca consiste nell’applicazione di una metodologia di indagine di carattere tecnico e mostra due esempi di dipinti seicenteschi raffiguranti Davide con la testa di Golia e la Madonna Addolorata. In occasione dei recenti restauri è stato condotto uno studio delle procedure esecutive affiancato da opportuni raffronti con manufatti di sicura attribuzione: in entrambi i casi è stata possibile un’assegnazione diretta al Novelli ed un’identificazione delle opere rispettivamente come replica e attribuita
Michelangelo Buonarroti: il restauro degli affreschi della volta e del Giudizio della Cappella Sistina
The last restoration of Michelangelo’s frescoes in the Sistine Chapel was directed and conducted by the internal staff of the Vatican Museums, in the period from June 1980 to April 1994. The historical importance of this restoration is found in the recovery of the unexpected chromatic tones used by Michelangelo and hidden for centuries by the dust, black smoke and grease produced by candles and braziers, and by the animal glue, gum resin and ox bile used by restorers in the past to revive the colors. The important result was obtained without any risk, thanks to developments in the field of methods and materials, the progress made in diagnostics, and the elaboration of a theory of restoration (Brandi C. 1950) which still acts as a support to the scientific and technical guidelines used in restoration today. The good preservation of the frescoes in the Chapel is entrusted to a filter and air conditioning system which was renewed and upgraded in 2015, and to modern LED lighting installed in the same year. The cleaning of the frescoes, which were almost perfectly preserved thanks to Michelangelo’s technique, allowed us to study the artist’s painting technique and to learn that some of the techniques he employed in marble sculpting were applied to his painting, and that he introduced novel methods, such as the technique used to give three-dimensionality to figures or his particular brushstrokes, which anticipated divisionism and pointillism.L’ultimo restauro degli affreschi di Michelangelo in Cappella Sistina è stato diretto e condotto da personale interno ai Musei Vaticani dal giugno 1980 all’aprile 1994. L’importanza storica di questo restauro sta nel recupero dell’imprevedibile cromia michelangiolesca occultata per secoli da polvere, fumo nero e grasso di ceri e bracieri, da colla animale, gommoresine e fiele di bue dati dai restauratori del passato come ravvivanti dei colori. L’importante risultato si è potuto ottenere in completa sicurezza grazie ai progressi fatti nel campo delle metodiche e dei materiali, al forte sviluppo della diagnostica, e alla elaborazione di una teoria del restauro (C. Brandi 1950) che ancora oggi fa da supporto agli orientamenti tecnico-scientifici del restauro. La buona conservazione degli affreschi della Cappella è affidata ad un impianto di filtraggio e condizionamento d’aria rinnovato e potenziato nel 2015, e ad una moderna illuminazione a LED attivata nello stesso anno. La pulitura degli affreschi, che si sono conservati quasi perfettamente grazie alla tecnica di Michelangelo, ha permesso di studiare il modo di dipingere dell’artista e di scoprire che alcuni caratteri della tecnica della scultura in marmo sono stati da lui riprodotti in pittura, o novità assolute come la tecnica per dare tridimensionalità alle figure o le pennellate che anticipano il divisionismo e il puntinismo