University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    La teoria dei diritti in Mary Wollstonecraft

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    Considering the whole corpus of Mary Wollstonecraft’s writings, this paper focuses on her view of rights, seen as moral claims and rhetoric tools. Firstly, it is argued that, in the author’s perspective, their technical and judicial dimension is peripheral, where “rights” are human features within a religious conception of life. Secondly, some consequent aspects are analysed, such as the rights’ effectiveness, their nature, their content and their entitlement

    La giustizia del diritto e il diritto della giustizia.

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    Con questo articolo mi sono proposto di mettere in evidenza il punto in cui la filosofia della politica interseca quella del diritto evidenziando tale anello di congiunzione nel tema che rappresenta un classico per eccellenza, cioè quello della giustizia. A dimostrazione di ciò mi sono richiamato alla Teoria dei sistemi di Luhmann perché essi non possono fare a meno della organizzazione funzional-strutturale della società, che ‘raccontando’ il circolo autoreferenziale del sottosistema giustizia a partire dalla civiltà della Grecia antica, torna a riflettere negli ultimi cinquanta anni su una vera e propria ‘ermeneutica greca’ dove l’interpretazione evolutiva diviene una vera e propria “tecnica a disposizione dell’interprete essendo essa anche una attività politica” (L.Vallauri)

    Cittadini fatti a macchina: neuroscienza, mito e politica

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    Molti manuali e guide pratiche, rivolti a neo-genitori ansiosi di trovare risposta a ogni loro dubbio sulle migliori condizioni di crescita del loro bambino, suggeriscono che con un’adeguata stimolazione il cervello infantile può giungere a massimizzare il suo potenziale nell’area cognitiva, sensorio-motoria, linguistica e socio-emotiva. L’estrema plasticità del cervello umano nei bambini piccoli ha potenzialità enormi che possono però andare perdute e sprecate, se manca una sua corretta “attivazione” iniziale e un suo precoce “cablaggio”

    REPVBLICANISMVS GEOPOLITICVS FONTES ORIGINES ET VIA

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    Il presente file, titolo: Republicanismvs Geopoliticvs Fontes Origines et Via, contiene testi e link di Massimo Morigi sull’estetizzazione della politica e sul ‘Repubblicanesimo geopolitico’. Il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ è una dottrina politologica e filosofico-politica elaborata negli ultimi anni dall’ autore in cui i sette paper copia-incollati nelle pagine di questo file costituiscono l’elaborazione storico-filosofica che ha portato all’elaborazione finale del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’, di cui si potrà prendere visione cliccando nei link posti nella parte finale del file al termine dei sette paper copia-incollati nel file. In questi precedenti paper era stato messo a fuoco, fra le altre cose, un nuovo tipo di repubblicanesimo profondamente debitore delle suggestioni dell’estetizzazione della politica, con le sue luci delle avanguardie artistiche e con le sue terribili ombre dei regimi totalitari, così come si era manifestata nel corso del Novecento (il numero della nota a piè di pagina che all’inizio di ogni nuovo paper non riparte da 1 ma aggiunge 1 all’ultimo numero di nota del precedente paper pur essendo dovuto ad un automatismo del copia-incolla è, se vogliamo, anche un accidente altamente simbolico del filo rosso, fra riflessioni sul repubblicanesimo e sulla estetizzazione della politica, che attraversa tutti questi interventi). Il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ raccoglie queste suggestioni ed intende innestarle nel tronco della tradizione realista della Geopolitica. Un realismo politico quello del ‘Repubblicanesimo geopolitico’ che però, rinnovato dalla scuola costruttivista delle relazioni internazionali (Alexander Wendt), pone in primo piano una spazialità non solo geografica ma anche di natura mentale, rappresentativa e culturale (in fondo la moderna noopolitik non è che una riscrittura postmoderna dell’estetizzazione della politica novecentesca) e che, proprio perché strettamente vincolato in senso machiavelliano all’effettualità, rifiuta con irrisione tutte le ingenue, quando non interessate, visioni liberal-neopositivistiche alla Popper e si riallaccia direttamente ai grandi pensatori dialettici Hegel e Marx (da questo punto di vista, il ‘Repubblicanesimo geopolitico’ si distacca drasticamente da tutte le vulgate neomarxiste: in primo luogo perché integralmente dialettico, in secondo luogo perché non cerca surrogati salvifici alla classe operaia ma individua, sulla scia di Gianfranco La Grassa, negli agenti strategici interni ed internazionali gli autentici operatori dell’evoluzione delle società capitalistiche – ma a differenza della versione lagrassiana del marxismo, il ‘Repubblicanesimo geopolitico’ si tiene ben stretta, ed intende sviluppare, la visione dialettica hegelo-marxiana della realtà). Possiamo così affermare che generare una profonda dialettica fra realismo politico e le mai sopite pulsioni verso l’estetizzazione della politica (impresa alla quale fu dedicata la vita del più grande rappresentante della filosofia politica del Novecento, Hannah Arendt, alla quale però fece sempre velo la sua formazione kantiana) sia il compito che si prefigge il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’. Un repubblicanesimo, quello geopolitico, che ha pertanto definitivamente abbandonato una visione della libertà intesa come non dominio che ha segnato – ed estenuato – le ormai vecchie ed attardate vulgate del neorepubblicaneismo e che è invece fermamente indirizzato alla realizzazione di una autentica, profonda ed intima Vita Activa. Massimo Morigi – Ravenna, 8 ottobre 2014 Segue ora una più dettagliata descrizione del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’. Il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ partendo da una rieleborazione del repubblicanesimo classico, intende introdurre nell'ambito del dibattito neo-repubblicano gli apporti della scienza geopolitica e utilizza anche il concetto di ‘Lebensraum’ come pure quelli di ‘conflitto strategico’ e di ‘agenti strategici’ di matrice marxista (fondamentale nello sviluppo di queste due chiavi interpretative il grande pensatore marxista Gianfranco La Grassa). Rispetto al ‘conflitto strategico’ di marca lagrassiana, nel ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ non viene abbandonata una visione dialettica e a differenza del Lebensraum della scuola tedesca della geopolica il ‘Lebensraum republicanism’ intende lo spazio vitale non solo in senso territoriale ma anche culturale. Da questo punto di vista, il repubblicanesimo geopolitico risulta affine agli studi sulla ‘noopolitik’ e alla dottrina sulle relazioni internazionali che va sotto il nome di costruttivismo.Gli argomenti affrontati dalla dottrina politologica e filosofico-politica del Repubblicanesimo geopolitico sono il repubblicanesimo sviluppato dal punto di vista della geopolitica, il neo-repubblicanesimo, il marxismo ed il neomarxismo, la globalizzazione politica e finanziaria e gli agenti strategici nazionali ed internazionali che costituiscono la trama significativa di questa globalizzazione. Nei file qui di seguito vi sono link, saggi, articoli, interviste e dibattiti sul repubblicanesimo geopolitico in cui l’autore di questa nuova dottrina filosofico-politica e politologica, Massimo Morigi, traccia le linee-guida del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ e, in base a questo, giudica anche casi concreti della situazione politica internazionale, vedi il caso della crisi Ucraina, analizzata in diversi articoli raggiungibili attraverso i link presenti nel file Republicanismvs Geopoliticvs Fontes Origines et Via alla luce dei principi e linee interpretative sviluppati dal ‘Repubblicanesimo geopolitico’

    Senso e valore della metafisica nel pensiero di Antonio Rosmini e di Edmund Husserl

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    [Italiano] La inderogabile necessità del ritorno a una rivalutazione della metafisica, che ancori il sapere a un saldo realismo, è un tema comune sia a Rosmini che a Husserl, personalità appartenenti a due epoche diverse e con intenti e interessi filosofici anche profondamente diversi, ma accomunati dallo scopo di ricostituire il significato della tradizione filosofica occidentale. [English]The author exposes the re-proposal of the meaning and value of metaphysics in the thought of A. Rosmini and E. Husserl

    Repubblicanesimo geopolitico. Anticipating Future Threats

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    Si tratta di un lavoro sulla moralità politica del Repubblicanesimo Geopolitico. Fa parte di un trittico sulla dialettica che comprende "Dialecticvs Nvncivs" già pubblicato sul blog di Geopolitica e teoria marxista "L' Italia e il Mondo" e "Glosse al Repubblcanesimo Geopolitico", di prossima pubblicazione

    La cooperazione tra interdipendenza e reciprocità. Sulla struttura cooperativa del mercato e del denaro

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    Nel presente articolo miro ad evidenziare un possibile approccio alla questione della cooperazione in cui questa non sia vista esclusivamente nel senso di una virtù personale da coltivare ma come una caratteristica inerente alla realtà sociale in generale ed economica in particolare. Ciò verrà fatto analizzando la struttura cooperativa di istituzioni economiche quali il mercato, il denaro, il lavoro e il risparmio; al fine di evidenziare i requisiti di proposte politiche maggiormente coerenti con tale struttura

    Introduzione al IV convegno annuale dell'AISA "Scienza aperta, pubblicità, democrazia"

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    Il professor Roberto Caso,, presidente dell'AISA, dà inizio ai lavori del IV convegno annuale "Scienza aperta, pubblicità, democrazia". [Welcoming speech from the president at the AISA 4th annual conference "Scienza aperta, pubblicità, democrazia".

    P. Della Posta, La crisi del debito sovrano, l'euro e l'Unione Europea

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    Conferenza del professor Pompeo Della Posta svoltasi a Pisa il 18 aprile 2013, entro il ciclo "Politica e sapienza"

    Ragione pubblica e giustizia interspecifica: appunti per una teoria minimale dei diritti animali

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    La teoria politica formulata da John Rawls, con le sue idee chiave di ragione pubblica, liberalismo politico e giustizia come equità, rappresenta senza dubbio una delle proposte più interessanti offerte dalla filosofia politica contemporanea. Com’è noto, tale concezione presenta però anche un notevole limite: quello di rimanere all’interno di un paradigma antropocentrico della giustizia. Il filosofo americano, infatti, non si è mai occupato approfonditamente della “questione animale”, e per quel poco che ne ha discusso lo ha fatto attraverso degli argomenti che hanno sollevato più di una perplessità. Partendo da queste difficoltà, ma cercando di rimanere comunque all’interno dell’idea di liberalismo politico, nelle prossime pagine proverò a suggerire degli argomenti in favore dell’estensione della teoria rawlsiana oltre la specie umana. La strategia argomentativa che adotterò, tuttavia, non si baserà né sul cosiddetto “argomento della contingenza” né sul contrattualismo della posizione originaria, percorsi standard attraverso i quali generalmente si discute di giustizia interspecifica in termini rawlsiani, bensì si svilupperà attraverso la formulazione di un discorso politico pubblico costruito a partire da una rielaborazione del noto “principio del danno” suggerito oltre un secolo fa da John Stuart Mill. Nello specifico, il testo è diviso in tre parti. La prima è dedicata a una breve ricostruzione dei tratti principali del pensiero rawlsiano, e in particolare dell'idea di ragione pubblica. Nella seconda, cercando di argomentare nei termini prescritti da tale idea, sosterrò la tesi secondo cui tutti gli esseri capaci di un punto di vista interno dovrebbero essere considerati persone politiche, ovvero soggetti che “in qualche modo” rientrano nella sfera di giustizia. Su questa base, nella terza parte cercherò di individuare alcuni diritti fondamentali che una teoria ragionevole della giustizia dovrebbe assegnare a tutte le persone politiche: come tenterò di suggerire, anche se minimi tali diritti potrebbero comunque aiutarci a orientare il nostro giudizio in molti importanti casi in cui a essere in questione sono i rapporti tra umani e non

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