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Recensione a R. Giannetti, Alla ricerca di una «scienza politica nuova». Liberalismo e democrazia nel pensiero di Alexis de Tocqueville, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2018, pp. 394
Jacques Maritain interprete del marxismo: critici di “destra” e critici di “sinistra”. Gli apporti ermeneutici di Italo Mancini e di Antonio Pavan
The paper analyzes some right-wing and left-wing criticisms regarding the interpretation of Marxism by Jacques Maritain, highlighting in particular the contributions by Italo Mancini and Antonio Pavan
Care of the self and subjectivity in precarious neoliberal societies
This paper aims at analyzing precarity as an existential condition that is structural and that permeates one’s affective environment. The uncaring rules of contemporary public management and their competitive spirit produce a sense of widespread precarity. This paper explores the effects of this sense of precarity on subjectivities, specifically in relation to those operating in domains with a caring mission, such as social work or university education and research, where burnout, depression and exhaustion, due to trying to comply with new rules, often occurs. However, it is also possible to find other reactions, such as cynicism, which, when directed not towards those who expect care but towards the organization itself, may be a form of resistance that signals an alternative approach to care of the self in the face of systemic neoliberal imperatives. These alternative tendencies in relation to care of the self suggest not only the relevance, from a care ethics perspective, of referring to Michel Foucault’s interpretation of neoliberalism, but also of his reflections on the link between the classical tradition of care of the self and care of others. Given the deleterious effects of neoliberalism on care of the self and of others, care ethicists in particular need to be aware of options emerging to express care of the self and of others more appropriately
L’economia della felicità: nota su "La misura sbagliata delle nostre vite. Perché il PIL non basta più per valutare benessere e progresso sociale" di J.E. Stiglitz, A. Sen, J.P. Fitoussi, Prefazione di Nicolas Sarkozy, Etas, Milano 2010, pp. XLII+166
Il modo in cui si misura la qualità della vita ha forti implicazioni per la determinazione delle scelte
pubbliche. Dopo aver ricordato i diversi significati attribuiti nel tempo al termine felicità e aver\ud
messo in luce la fondamentale dicotomia tra happiness e well-being, si offre qui una panoramica dei
diversi metodi di misurazione del benessere individuale e statale fino a quello proposto nel recente
Rapporto Stiglitz-Sen-Fitoussi, che dà un contributo fondamentale al superamento dei tradizionali
indicatori economici mediante l’introduzione di un approccio multidimensionale al concetto di
benessere
Recensione a Leo Strauss, La Città e l'Uomo. Saggi su Platone, Aristotele e Tucidide, Marietti 2010
Il popolo tra realtà politica e finzione ideologica
Testo sottoposto a revisione paritaria aperta presso http://commentbfp.sp.unipi.it/?page_id=55
M. Nicoletti. La crisi dei partiti e il problema della rappresentanza politica
Conferenza del professor Michele Nicoletti svoltasi a Pisa il 28 febbraio 2013, entro il ciclo "Politica e sapienza"
Accesso aperto e ricerca scientifica
Teoria, storie e pratiche dell'accesso aperto. Versione leggermente riadattata, per l'uso di un seminario di dottorato, della conferenza tenuta per il corso "Rivoluzione digitale" del maggio 2013 presso il Politecnico di Torino
Economia delle piattaforme e architettura digitale delle scelte. Appunti sull’alternativa cooperativa
L’economia delle piattaforme rappresenta uno dei fenomeni sociali ed economici più praticati e discussi degli ultimi anni. Molte delle esperienze più conosciute in proposito ricadono tuttavia in quello che è stato definito platform capitalism, una dimensione economica che secondo molti mostra, in ultima analisi, gli stessi limiti e problemi del capitalismo “tradizionale”, in particolar modo la tendenza a un’iniqua distribuzione della ricchezza, a riconoscere scarsi diritti ai lavoratori e a una privatizzazione del welfare che rischia di minacciarne l’universalità e la qualità. Allo scopo di individuare delle alternative a tali dinamiche, in alcuni scritti ed articoli al platform capitalism è stato contrapposto il platform cooperativism, un modello in cui la democrazia economica e lo scopo mutualistico sarebbero in grado di ovviare ad alcune di queste criticità. In questi saggi, tuttavia, alcuni specifici e importanti problemi sollevati dal capitalismo delle piattaforme, e in parallelo le rispettive potenzialità cooperative, vengono perlopiù ignorati. È il caso di quella che è possibile chiamare architettura digitale delle scelte, ovvero di quel particolare ambiente-piattaforma in cui noi prendiamo alcune delle nostre decisioni, e del suo impatto sull’identità individuale e collettiva. In questo breve scritto mi occuperò di questo tema, cercando di identificare le criticità capitalistiche e di approfondire le sfide cooperative al riguardo
Liberalismo e voto obbligatorio: un confronto
Il presente articolo propone una disamina sulla dimensione liberale del voto obbligatorio.
Lo scritto prenderà le mosse dal problema dell’astensione, fattore determinante per la scelta di adottare il voto obbligatorio. Si metteranno così in luce alcune possibili ragioni di dissenso nei confronti dell’obbligatorietà del suffragio. Con il contrasto all’astensione sembrerebbe infatti venire meno la possibilità di esprimere determinate posizioni morali e politiche, con la conseguente restrizione della libertà del cittadino. Si cercherà quindi di caratterizzare il senso che il liberalismo conferisce alla parola “libertà” nell’ambito del voto, inserendo l’esito di questa “ricostruzione” in una riflessione sulla possibile accettazione del voto obbligatorio alla luce dello stesso credo liberale