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Letzter Zweck e Endzweck. Osservazioni critiche intorno a una questione non solo terminologica fra Kant e Hegel
Una riflessione comparata sul significato etico e politico dei concetti di "scopo ultimo" (letzter Zweck) e "scopo finale" (Endzweck) nel pensiero dei due filosofi. All'opposizione kantiana tra un chiliasmo filosofico e un chiliasmo teologico Hegel sostituisce la dialettica tra finità e infinità nella sfera etica. Riferendo il concetto di scopo ultimo alla 'società civile', questi risolve lo scopo finale nello stato politico, ora divenuto la figura immanente del sommo bene
Bibliografia di Giuliano Marini su virmap.unipi.it
Si tratta della bibliografia delle ultime opere pubblicate da Giuliano Marini, aggiornata al 2004
Per la pubblicità del sapere I bibliotecari, i ricercatori, gli editori e il controllo dell editoria scientifica
Una pubblicazione, per avere un valore “scientifico”, deve uscire presso un editore noto e su una rivista prestigiosa. Nel mondo delle scienze naturali questo luogo comune ha fatto la fortuna degli editori: se ci sono riviste così importanti che tutte le biblioteche universitarie devono averle, i loro prezzi di abbonamento possono essere aumentati a piacere. Il sistema editoriale tradizionale ha inoltre sfruttato la digitalizzazione per restringere l’accesso ai testi, tramite licenze che riconoscono agli utenti delle biblioteche diritti di lettura soltanto temporanei. Ne risulta un sapere per pochi e controllato da pochi, perché le sue fonti sono saldamente in mano a poteri oligopolistici e oligarchici. Jean-Claude Guédon dimostra che il luogo comune all’origine di questo esito vale solo per il mondo della stampa e non per quello della rete. I costi e la tecnologia delle pubblicazioni a stampa richiedono sia la mediazione di un editore, sia la selezione preliminare di ciò che si deve pubblicare. In rete, di contro, gli autori possono pubblicare direttamente tutto quello che vogliono; la selezione avviene successivamente, attraverso l uso. Se la vita della scienza dipende dalla discussione pubblica, la pubblicità del sapere non è un problema tecnico o editoriale: è un problema politico e culturale. Un problema che ha a che vedere con la libertà degli studiosi stessi, sia come autori sia come lettori
Una rivoluzione da ricordare: il caso DeCSS
Un vecchio articolo per "Linux Magazine" sul caso DeCSS, fra libertà del consumatore e libertà d'espressione
Nei limiti della ragione. Il problema della famiglia in Kant
L'atto sessuale può essere visto come la strumentalizzazione di un altro per il piacere di uno solo; e i bambini vengono a far parte di una famiglia senza il loro consenso. Per questo, secondo Kant, i rapporti familiari non possono essere intesi come contrattuali. D'altra parte, dal momento che le persone non sono cose, non possono neppure essere compresi come una collezione di diritti reali o diritti sulle cose. Kant sentì la necessità di aggiungere un nuovo titolo ai diritti personali e ai diritti reali, allo scopo di rispondere a una domanda fondamentale, connessa ad alcuni momenti essenziali dell esistenza umana (il rapporto sessuale e la nascita): a quali condizioni è possibile istituire una famiglia giusta? Il nuovo titolo fu molto criticato, e la teoria di Kant fu dimenticata. La Rechtslehre, tuttavia, riconosce il bambino come primo cittadino del mondo, tratta il diritto alla genitorialità come indistinto e congiunto e postula l'uguaglianza delle donne. Tale modello supera così la dicotomia tra pubblico e privato, e anticipa le teorie femministe che riconoscono la necessità di fondare la prima comunità umana su basi razionali. Nei limiti della ragione si propone di mostrare la forza innovativa del progetto di famiglia razionale kantiana grazie al confronto con Fichte e Mary Wollstonecraft, e attraverso il dialogo con il dibattito femminista di oggi. È infatti possibile progettare una famiglia giusta, che tuteli i soggetti più deboli, a partire da Kant
Letzer Zweck e Endzweck. Osservazioni critiche intorno a una questione non solo terminologica fra Kant e Hegel
Workshop nazionale. Gli atenei italiani per l'Open Access: verso l'accesso aperto alla letteratura di ricerca
Cronaca del convegno svoltosi presso Università degli studi di Messina il 4-5 novembre 2004