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Kant con buona pace di Bobbio
Recensione del volume di G. Marini "La filosofia cosmopolitica di Kant" comparsa su un quotidiano
Come si valuta la qualità nella Repubblica della Scienza? Una riflessione sul concetto di peer review
Peer reviewing is often called for as an essential divide between scientific knowledge and bare opinion. In general terms, it is an evaluation tool consisting in the formula through which an academic submits a text to the opinion of other academics (the so-called “peers”) who state its legitimacy; as a technical term, it amounts to the specific evaluation process that comes before publication on a scientific journal, a presentation’s approval to a conference or funding and grant allocation by funding agencies. In the abstract, peer review is required for appraising the quality of knowledge while it helps assuring its truthfulness and reputation; significantly, in the current transition between print and digital era, peer review itself is evoked as an element of continuity with the past and as a guarantee of scientific quality: while technology continuously upgrades, it is claimed, the knowledge validation process remains the same. Actually, it is one of the engines propelling research funding: as a filter by which it is decided whether to publish a scientific result, it influences both recruitment and career in the Republic of Science phaenomenon (that is, both in the academia and within research institutions), and public and private research funding. In practice, it often leaves room for abuses and frauds, allowing the darkest exertion of academic power. It may be for these reasons that peer review is acknowledged as the distinguishing feature of the modern academic system and, although legally unbinding, not only it is embraced (as a tool of the trade) by generations of scholars, but also it is very often deemed as the establishing and distinguishing feature of scientific knowledge. In the following pages I will examine the current praxis of peer review, to meditate then on the evolution and the future of this tool and, eventually, I will cast a glance at the historical and technological framework in which it first came to light. Il peer reviewing è spesso invocato come essenziale linea di demarcazione tra sapere scientifico e semplice opinione. Inteso in senso generico, esso è una forma di valutazione che consiste nella procedura tramite la quale un accademico sottopone un testo al giudizio di altri accademici (i cosiddetti “pari”) che ne stabiliscono la validità; come termine tecnico, corrisponde allo specifico processo di valutazione che precede la pubblicazione su una rivista scientifica, l'accettazione di una presentazione a una conferenza o l'assegnazione di fondi da parte di agenzie di finanziamento. Ma come si è definito il processo di accreditamento del sapere ancora oggi in vigore? Le tre sezioni in cui si articola questo lavoro sono dedicate: a) a considerare le diverse modalità in cui il concetto di peer review è stato declinato in epoca recente; b) a suggerire nuovi possibili modelli di peer review alla luce delle trasformazioni tecnologiche (la diffusione di Internet e del Web) che stanno rivoluzionando la pratica della comunicazione scientifica; e infine c) a ricostruire come è nato l'attuale processo di validazione della scienza, quali idee e tecnologie vi stanno alla base
The pirate from Koenigsberg: why closed source software is not worth of copyright protection
According to Kant, property applies only to touchable things, among which he includes the works of art. For the very principle of private property, a legitimate purchaser has the right to replicate and to share them without restrictions. Kant recognizes copyright only on written texts, by conceiving them as speeches that exclusively authorized spokespersons - the publishers - may convey to the public in the name of their authors. The rights of the authorized publishers, however, are justified only if they help the public to get the texts. In a Kantian environment, open source software would be worth of copyright protection, because it can be conceived as a speech meant to human beings. On the contrary, Kant would treat closed source programs as works of art, without according them copyright protection, because, as none is allowed to read and to understand them, they cannot be conceived as a speeches meant to the public. Closed source programs are like sealed books that no one is allowed to read: why do we keep on taking for granted that they are worth of copyright protection
La via verso l'alto: autonomia dell'anima e politica nella Repubblica di Platone
Un'ipotesi di lettura della "Repubblica" di Platone finalizzata a mostrare che il suo fondamento non è nell'antropologia, bensì nell'autonomia dell'anima razionale - contro un diffusa interpretazione per la quale la filosofia politica platonica è riducibile alle sue basi antropologiche
Dahl e i limiti dell'elitismo
Il rapporto tra Dahl e l’elitismo è qui affrontato a partire da due diverse prospettive: sono prima analizzati i motivi del confronto critico che l'autore ingaggia con quanti hanno descritto le società democratiche borghesi, e soprattutto la democrazia americana, come regimi gerarchici mascherati da governi democratici, in cui una minoranza al potere è in grado di esercitare un dominio unilaterale e incontrollato sulla maggioranza; sono, quindi, prese in considerazione le ragioni che hanno spinto molti interpreti a collocare la stessa teoria della poliarchia all’interno del c.d. «elitismo democratico»1 – una collocazione che Dahl ha sempre rifiutato, pur riconoscendo l’influenza esercitata sui suoi primi scritti da Joseph A. Schumpeter
GESAMTKVNSTWERK RES PVBLICA
Gesamtkvnstwerk Res Pvblica è un paper di Massimo Morigi che con metodo materialistico-dialettico e partendo dalla discussione sull’ estetizzazione della politica operata dal fascismo e, in genere, dai regimi totalitari del Novecento, getta le basi per una teoria politica in cui l’estetizzazione della politica è un concetto base che si rivela decisivo non solo per la critica ai regimi autoritari e totalitari ma anche per le sue potenzialità rivoluzionarie contro l’attuale sistema post-democratico e turbo-capitalistico. Gesamtkvnstwerk Res Pvblica introducendo quindi l’estetizzazione della politica come un momento positivo e decisivo nella dialettica di superamento dell’attuale fase del turbo-capitalismo finanziario, intende riannettersi, sulla falsariga di Marx e di Hannah Arendt, alla migliore tradizione del pensiero politico occidentale di liberazione dell’uomo e ricuperare quel “tesoro perduto” della rivoluzione che un piatto e cieco modo di intendere il repubblicanesimo - cui Gesamtkvnstwerk Res Pvblica intende, pur se in via eterodossa e polemica rispetto all’attuale mainstream neorepubblicano, collocarsi - vorrebbe accuratamente e scientemente ignorare
La via verso l'alto. Autonomia dell'anima e politica nella Repubblica di Platone
Platone non era un pensatore astratto e matematizzante, come lo ha rappresentato una tradizione anti-intellettualistica novecentesca. Si proponeva, piuttosto, di fare una politica della filosofia, per costruire una società della conoscenza fondata sull'autonomia della ragione. Questo lo condusse a dare per scontati - in una prospettiva pratica - alcuni limiti della politica del suo tempo: così la sua critica all'economia, che avrebbe potuto essere tanto radicale quanto il suo rifiuto della discriminazione sessuale, rimane incompiuta, alla mercé del lettore, la critica alla famiglia è costruita sull'oikos antico, schiavista e patriarcale; la teoria della comunicazione politica è costruita sul mito. Nel suo pensiero, politica e filosofia si confrontano in una lotta mortale, che alla fine ha una soluzione coerente solo nella filosofia, e non nell'antropologia politica. Questa interpretazione si basa sull'ipotesi che sia possibile leggere la Repubblica come una composizione ipertestuale
Realismo politico, democrazia, modernità. Il principato democratico di Danilo Zolo, undici anni dopo
Questo articolo propone, innanzitutto, una ricostruzione dell’analisi di Zolo intorno al “problema democratico” delle società contemporanee,così come è analizzata nel suo importante saggio che risale agli anni '90.
Nella seconda parte di questo articolo offriamo alcune considerazioni critiche. Esse rappresentano soltanto la puntualizzazione di alcune note critiche ispirateci dai contenuti del libro. Non si tratterà, considerata la brevità delle pagine che seguono, né di affrontare tutte le questioni sollevate da Zolo, né di proporre un’epistemologia o una pars costruens “alternativa” rispetto al suo complesso discorso. Più semplicemente, abbiamo annotato certe incongruenze, dissonanze interpretative, aspetti politicamente poco chiari di un’opera comunque condivisibile nella preoccupazione per le sorti della democrazia.
E’ vero che il libro non è recentissimo e che, per questo, non ha potuto tener conto dell'evoluzione del dibattito teorico-politico; così come non ha potuto considerare gli ultimi effetti della globalizzazione, incluse le esperienze dei movimenti new global. Tuttavia, una nuova sintesi della concezione democratica di Zolo può rivelarsi utile, specie se si considerano gli elementi più attuali della “crisi democratica”. Ci riferiamo al crescente deficit di rappresentanza delle democrazie occidentali, anche in relazione all’Europa; alla disaffezione per la politica istituzionale; all’affermarsi di “poteri forti” e neo-corporativi, privi di legittimazione consensuale; all’egemonia dei mass media sul processo politico e la sfera pubblica. Questo giustifica una rinnovata considerazione per la critica fondata che Danilo Zolo riserva alle teorie classica e neo-classica della democrazia e per la sua proposta d’una nuova e “realistica” teoria democratica
Arte e Modernità. I due percorsi comuni del Fascismo e dell'Estado Novo(Aesthetica Fascistica III)
Arte e Modernità. I due percorsi comuni del Fascismo e dell'Estado Novo(Aesthetica Fascistica III) è un paper di Massimo Morigi che tratta dei due percorsi distinti ma paralleli del fascismo italiano e dell'Estado Novo portoghese verso l'estetizzazione della politica. Tale disanima è intesa alla creazione di una nuova elaborazione politica neo-repubblicana che parta, appunto, dalla critica a questa visione della vita pubblica tipica dei regimi totalitari e autoritari