University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    436 research outputs found

    La filosofia cosmopolitica di Kant

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    Frutto di oltre dieci anni di intenso lavoro, queste lezioni vogliono essere una lettura sistematica della filosofia politica di Kant. Il tratto fondamentale di questa filosofia politica è l'idea del repubblicanesimo, valida sia per il diritto dello stato, sia per il diritto cosmopolitico, che per Kant si risolve nel progetto di una 'repubblica federale mondiale'

    Politiche del codice. Architettura e diritto nella teoria di Lessig

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    L’analisi degli aspetti più innovativi del pensiero di Lawrence Lessig, e in particolare la messa in luce del rapporto fra diritto ed architettura nello spazio digitale, mostra la necessità per le società contemporanee di dotarsi di una “politica” del codice

    Luci e ombre di Google. Futuro e passato dell’industria dei metadati

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    Recensione a Ippolita. Luci e ombre di Google. Futuro e passato dell’industria dei metadati. Feltrinelli. Milano. 2007

    “Only the philosophical eye”. La Rivoluzione francese attraverso la lettura di Mary Wollstonecraft

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    An Historical and Moral View of the French Revolution (1994) è l'opera meno nota e studiata della Wollstonecraft. Nonostante la sua veste apparentemente storica, essa offre —come si cercherà di mostrare— un necessario approfondimento di quel quadro politico normativo che nelle sue linee essenziali usciva già dalle pagine della Vindication of the Rights of Men (1790) e della successiva Vindication of the Rights of Woman (1792). In quest’opera diviene più che mai chiaro che la difesa della Rivoluzione francese, che l’aveva impegnata fin dalla stesura della prima Vindication, non è condotta solo in nome del progresso contro la conservazione, di una concezione democratica ed egualitaria contro una concezione gerarchica della politica e della vita sociale1, ma anche, in ultima analisi —come evidenzia già John Adams alla fine del Settecento nelle sue attente e appassionate note di lettura — , di una visione antropologica ottimistica, di stampo utopico, contro una concezione pessimistica di matrice realistica

    Lettera sulla tolleranza

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    Traduzione di "A Letter Concerning Toleration" di John Locke

    John Locke, Due trattati sul governo

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    Nuova traduzione dei "Due trattati sul governo" di John Lock

    Aesthetica fascistica II. Tradizionalismo e modernismo sotto l'ombra del fascio.

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    Oltre che per l’eliminazione degli spazi di libertà pubblica e privata che storicamente ha caratterizzato il fascismo italiano ed il nazismo tedesco, questi regimi possono essere consegnati alla storia per un altro tratto distintivo: l’estetizzazione della politica. Prendendo spunto dal classico giudizio di Benjamin secondo il quale l’estetizzazione della politica operata dai regimi fascisti avrebbe reso l’umanità addirittura felice per la sua stessa autodistruzione e ripercorrendo, nel contempo, l’altalenante rapporto – intessuto di libertà e costrizione - che nell’Italia fascista il regime volle praticare con le arti plastiche e figurative, si intende fare emergere un primo abbozzo di una teoria estetica che non trascuri la tragica moralità di coloro ( in primis i futuristi) che non si avvidero che l’estetizzazione della politica, operata dal fascismo, era la più totale antitesi dello spirito anarchico e libertario di cui queste avanguardie intendevano essere gelose custodi. La conclusione è che al giorno d’oggi, se è improbabile un ritorno dei fascismi che hanno infestato la storia del Novecento, ciononostante le moderne democrazie occidentali subiscono rischi di involuzioni, almeno sul piano culturale, di tipo totalitario e internet è il luogo dove queste pulsioni involutive hanno maggiore sfogo. Una teoria estetica che non rifugga di apprendere dalla tragica moralità di coloro che furono i protagonisti e/o le vittime dell’estetizzazione della politica, può costituire un antidoto contro queste nuove pulsioni totalitarie che prendono lo slancio dalla rivoluzione delle tecnologie dell’informazione delle società postindustriali

    Sul detto comune: il sapere è pubblico in teoria, ma privato nella pratica

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    While open access archiving and publishing are already common practices in many scientific, technical and medical (STM) fields, we cannot say the same for the humanities - especially in Italy. It is true that "information wants to be free" and ideas spread also in spite of all the copyright and closed access obstructions. However, the by-product of a such a situation is what we can call an incomplete library, which exacerbates the typical fragmentation of these disciplines. At the beginnings of Western philosophy, Plato dealt with the transition from orality to literacy, and met the challenge by combining freedom of the texts and knowledge communities. Now humanities have to face a similar challenge. And their fragmentation and lateness in the open access publishing can offer the opportunity to try out new filtering criteria, like open peer review, retroactive peer review and soft peer review. Outside the scientific community, a new kind of peer reviewing is emerging on-line - a kind of wisdom of the crowds that applies to de facto open access objects (see Chris Anderson, Wisdom of the crowds ). Although such a wisdom is not flawless, for humanities - which deal with human beings - it is crucial to communicate and to energize the new. cultivated public opinion that is arising from the Internet, if they want to preserve their eminence In a situation if information abundance, the well-known academic motto "publish or perish" might also be interpreted as "make your texts public, or perish"

    La società civile postnazionale

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    Recensione a Debora Spini. La società civile postnazionale. Meltemi. Roma. 2006

    Biopotere, scienza e nuove tecnologie in Woman on the Edge of Time (1976) di Marge Piercy

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    Woman on the Edge of Time (1976) di Marge Piercy si colloca nel solco della tradizione di science fiction inaugurata da Mary Shelley. Come la Shelley, la Piercy denuncia i pericoli di una scienza soggetta all'egemonia della cultura maschilista e patriarcale, sfuggendo, però, alla tentazione di demonizzare la scienza e la tecnica, sottraendosi all'atteggiamento anti-tecnologico di certo ecofemminismo e alla riproposizione dei dualismi natura/cultura, femminile/maschile. La speranza è infatti riposta in un mondo in cui una profonda rivoluzione dei rapporti sessuali, di genere e familiari produca una trasformazione culturale radicale, piegando la scienza e la tecnica al raggiungimento di nuovi e diversi obiettivi, mettendola al servizio di quei valori di care e nurturance che devono cessare di essere un patrimonio esclusivo dell’esperienza femminile

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