University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    Giuliano Marini interprete di Kant

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    Una ricostruzione dei motivi ispiratori dell'interpretazione kantiana di Giuliano Marini

    Il processo a Socrate

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    Ipertesto dedicato all'Apologia di Socrate e al suo sfondo storico-giuridic

    Carlo Rosselli e il socialismo delle autonomie

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    L’impegno teorico di Carlo Rosselli è riconducibile alle molteplici esperienze minoritarie (almeno a livello continentale) che, negli anni ’20, mirano al superamento dell’impianto dottrinario del socialismo marxista. Tanto nella variante riformista, quanto in quella massimalista, classismo, olismo e collettivismo sono principi tendenzialmente comuni alla cultura del marxismo; principi dicotomici rispetto al liberalismo e problematici nei confronti della democrazia. Rosselli, contro questa tradizione, cerca di costruire un socialismo che postuli la centralità dell’individuo, una visione pluralistica della società e la diffidenza verso la centralizzazione del potere

    Proprietà letteraria, politica e sapere: due illuministi a confronto

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    Mentre in Inghilterra, dal 1710, era già in vigore una legge sul copyright, nella Francia del XVIII secolo persisteva il regime del privilegio. Il privilegio era nato quale punto di convergenza dell’interesse politico della monarchia a detenere il controllo sulla stampa esercitando la censura preventiva e dell’interesse economico degli editori a porsi al riparo dalla concorrenza. I conflitti economici tra la corporazione degli editori parigini e quelle di provincia ed i conflitti istituzionali tra parlamenti e cancelleria condussero all’emanazione dei sei decreti del 30 agosto 1777, che innovarono la disciplina giuridica del settore editoriale francese. Questo è lo sfondo del dibattito illuministico che oppone Diderot a Condorcet - un dibattito tuttora interessantissimo, perché i suoi ingredienti sono assai simili a quelli della attuale discussione sulla proprietà intellettuale. Diderot, che si ispira alle tesi esposte dal giurista Louis D’Hericourt in una memoria del 1725, rivendica, nella "Lettre sur le commerce de la librairie", il diritto di proprietà intellettuale sulla base di una applicazione perfetta della teoria lockeana della proprietà. Il privilegio è interpretato come sigillo reale al diritto dell'autore al suo lavoro: i contratti di compravendita con l'editore sono uno strumento di emancipazione dal mecenatismo. Condorcet, a partire dai "Fragments sur la liberté de la presse", progetta una lingua universale e una comunità scientifica transnazionale. Sebbene entrambi i filosofi mirino a diffondere la conoscenza, le loro analisi approdano l’una agli antipodi dell’altra. Diderot abbraccia la prospettiva strettamente individuale dell’autore; Condorcet, invece, ha una prospettiva collettiva, o, meglio, pubblica. Diderot ricompone l’atomizzazione della conoscenza, che procede dalla rivendicazione della soggettività dei discorsi, nel dialogo, le cui condizioni politiche richiedono che l’individuo sia economicamente indipendente. Da un punto di vista storico, l’immissione del discorso scritto nel circuito della proprietà e la rivendicazione della sua soggettività ha l’obiettivo politico di estromettere il potere monarchico dalla sfera culturale ponendolo innanzi ad un limite invalicabile. Nel pensiero di Condorcet, garante di questo limite è la legge, la quale deve essere elaborata da un legislatore illuminato e puntare ad un progressivo rafforzamento e ampliamento del dominio pubblico quale condizione di possibilità di un dialogo che, libero dalle pastoie della proprietà e tessuto di generazione in generazione, può indurre ad una emancipazione che non si limita al singolo, ma coinvolge una intera collettività umana

    Critica della ragione impratica: il kantismo etico di Ermanno Bencivenga

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    Intervento al seminario “Kant e la legittimazione del discorso morale”, Scuola Normale Superiore, Pisa, 22 gennaio 2007

    John Locke, Due trattati sul governo

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    Nuova traduzione dei "Due trattati sul governo" di John Lock

    Breve commento ai paragrafi 4-6 del prologo di Tommaso d’Aquino alla Politica di Aristotele

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    Traduzione e commento dei paragrafi 4-6 del prologo di Tommaso d’Aquino alla Politica di Aristotele

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