University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    436 research outputs found

    L’onore degli ambasciatori: citazioni ad accesso aperto

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    In un’opera pubblicata in rete le citazioni, in forma di link, sono moneta anche nel senso dell’economia dell’attenzione: tutte le volte che faccio un collegamento a una risorsa, migliorando il suo ranking nei motori di ricerca e rendendola più visibile, aumento il suo valore. E dato che i testi ad accesso aperto sono citati di più, ottenervi citazioni significa ricevere un bellissimo regalo. Se le risorse citate sono a loro volta ad accesso aperto, la citazione è un segno di gratitudine per il dono della loro presenza. Ma se sono ad accesso chiuso si può dire lo stesso? L'articolo propone una politica di citazione per chi pubblica ad accesso aperto, che riconosca scientificamente il dovuto senza offrire pubblicità gratuita a chi, pubblicando ad accesso chiuso, non può ricambiarla

    Dmytri Kleiner, Manifesto telecomunista

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    Secondo Klein, l’economia materiale ridurrà ai propri termini quella immateriale finché il modo di lavorare sperimentato in rete rimarrà confinato alla rete. Il software libero, con la licenza GPL, usa il copyright – che pur affonda la sue radici nella censura e nello sfruttamento – per garantire che quanto è prodotto con mezzi di produzione comuni rimanga comune. I mezzi di produzione di uno scrittore di programmi, immateriali, sono altri programmi altrettanto immateriali, e facilmente collettivizzabili, perché non rivali. Si può fare lo stesso con mezzi di produzione materiali e rivali

    Marco Calamari, La scomparsa della rete

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    Se la connettività “sparisce” negli oggetti e diventa un orizzonte invisibile, anziché uno spazio di partecipazione che dipende dalle nostre competenze e dalle nostre scelte, anche i cittadini della rete tendono a scomparire a favore di “una vastissima maggioranza di plebei sazi di quotidiano e privi di domande ed aspirazioni, unicamente concentrati sulla promozione del proprio sé come brand personale.” Al di fuori della plebe rimangono due minoranze: “quella dei potenti”, di “coloro che sanno, decidono cosa fanno gli oggetti, li progettano, e li danno da realizzare ad una parte della plebe (oggi in oriente, ma domani chissà) che in condizioni di sfruttamento produce cose che non comprende e che probabilmente non può permettersi”, e “quella dei ribelli, dell’underground digitale” – “ribelli certo, geniali forse, ma ghettizzati e autoghettizzati.

    Sette scritti politici liberi

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    Versione ipertestuale del volume I. Kant, Sette scritti politici liberi, Firenze U.P., 2011. L'ipertesto contiene sette nuove traduzioni dei più importanti scritti politici di Kant, sottoposte separatamente a una licenza Creative Commons by-sa, in modo tale che siano liberamente modificabili. L'introduzione spiega le ragioni scientifiche e ideali di questa scelta. Ciascun saggio è inoltre provvisto di un'ampia annotazione della curatrice. La forma ipertestuale permette al lettore di costruire i suoi percorsi di lettura e di confrontarsi direttamente con la versione originale tedesca. ABSTRACT A new open access Italian translation of Kant's seven major political writings. Every single essay is under a Creative Commons License by-sa, so that future translators will be able to enhance and amend this work without wasting their time in "reinventing the wheel". The curator has chosen to annotate the translation in a hypertextual form, to enable readers to select their reading route and to compare the Italian version with Kant's original German text

    Comunicare la cultura. Il dibattito sulla repubblica delle lettere nell'illuminismo tedesco

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    L'articolo ricostruisce le origini dell'espressione respublica literaria concentrandosi sul dibattito settecentesco sulla repubblica delle lettere in ambito germanico. In particolare, vengono prese in esame e messe a confronto le posizioni di Friedrich Gottlieb Klopstock e di alcune figure di spicco dell'illuminismo tedesco

    Il crepuscolo delle idee

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    Internet offre l’accesso a una quantità senza precedenti di informazione, che però non si trasforma in sapere, sia per la sua sovrabbondanza, sia il nostro imbarbarimento. Secondo Neal Gabler - che riecheggia forse inconsapevolmente le tesi del Fedro - stiamo attualmente vivendo in un’età post-illuministica e “post-ideale

    Dalla governamentalità alla biosocialità biopolitica e comune

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    LA RERUM NOVARUM E LOCKE: INCONTRO RIUSCITO?

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    It is known that the doctrine of property as an individual natural right expounded in the Encyclical Rerum Novarum (1891) is Lockean more than Thomistic. Locke’s thought provided a convenient shield against the Church’s new enemy, Socialism. But the Church had also to face her own newly rediscovered tradition, dating back to Gratian’s Decree: natural law prescribed the commonality of natural resources, human law instituted private property. Rerum Novarum had two options: (i) to sterilize the “scholastic tradition” through a reductive interpretation, or (ii) to shift to an altogether different (Lockean) theory. It is shown that in its uneasiness it cannot choose. No consistent theory of appropriation can be found in the Encyclical

    Diritti, pace, democrazia e relazioni internazionali nel pensiero di Condorcet

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    La tutela dei diritti universali, l'origine consensuale del potere, l'universale razionalità della natura umana sono principi cardine di tutto il pensiero condorcetiano, che trovano, nella sua visione cosmopolitica l'espressione più compiuta del loro potenziale. Il saggio analizza il pensiero del filosofo e costituzionalista Condorcet in materia di relazioni internazionali, argomento quasi del tutto ignorato dalla critica storica. La proposta di Condorcet giunge in un momento di maturità della riflessione illuministica, sviluppatasi in Francia, sul tema del rapporto tra le nazioni e del cosmopolitismo. Nella prima parte del lavoro vengono analizzate le concrete proposte di riforma istituzionale avanzate dal filosofo prima e dopo la rivoluzione. Mettendo da parte l’utopica clausola del progetto dell’Abbé de Saint Pierre della rinuncia del diritto alla guerra da parte degli Stati, Condorcet cerca di trovare delle soluzioni per una pacifica composizione delle controversie tra le nazioni e per il graduale superamento della guerra, che ritiene un prodotto storico legato al contingente assetto politico. La soluzione individuata da Condorcet ruota innanzitutto attorno al principio del trasferimento del potere di fare la guerra e di dichiarare la pace dall’esecutivo al popolo. Nella fase rivoluzionaria, Condorcet può trasfondere le proprie convinzioni nella codificazione del primo progetto costituzionale repubblicano. Si cercano di comprendere, altresì, le ragioni della sua evoluzione dal pacifismo pre-rivoluzionario all’interventismo. Nella seconda parte del lavoro si esamina l’utopia cosmopolitica condorcetiana, basata sulla convinzione dell’esistenza di una ragione universale, fondamento sul quale edificare i futuri rapporti internazionali. L’approdo è quello di un’unificazione cosmopolitica agevolata dall’uso di una lingua universale e dal ruolo di guida ed esempio delle nazioni più avanzate nel processo di liberazione ed emancipazione di ciascun individuo da ogni forma di dispotismo e schiavitù materiale o culturale

    Vito Mancuso e l´Arnoldo Mondadori editore: quale problema di coscienza?

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    Il problema di coscienza sollevato da Vito Mancuso riguardo alla sua casa editrice, l´Arnoldo Mondadori, posseduta dal Berlusconi, autore di alcune leggine ad hoc per risolvere il contenzioso con l´erario della Mondadori, ne suscita di più generali ma anche di specifici dell´attività editoriale

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