University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    436 research outputs found

    Dalla teoria alla pratica. Un Nobel per il senso comune.

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    I beni comuni della conoscenza: il regime del privilegio intellettuale, le sue radici storiche e le condizioni culturali e tecnologiche del suo superament

    Volenti non fit iniuria. Considerazioni sul concetto di diritto in Francisco de Vitoria

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    A partire dagli anni settanta del secolo scorso gli studi sul pensiero di Francisco de Vitoria si soffermano con insistenza sui rapporti che intercorrono fra la sua dottrina giuridica e quella di Tommaso d’Aquino. Alcuni ritengono che gli influssi della tradizione volontarista abbiano indotto il domenicano spagnolo ad elaborare un’articolata teoria del diritto soggettivo abbandonando di conseguenza la teoria “classica” e tommasiana del diritto propriamente inteso come “ciò che è giusto”. Altri dubitano che nell’opera teologica di de Vitoria sia effettivamente contenuta una teoria del diritto soggettivo e perciò solo concludono che la sua dottrina giuridica non si discosta in modo rilevante da quella di Tommaso. Gli uni e gli altri, tuttavia, muovono nelle loro ricerche da un particolare concetto di “diritto soggettivo”, senza tenere conto dei molti altri in uso nel lessico giuridico e politico contemporaneo. Pare dunque opportuno operare innanzitutto una sommaria ricognizione di tali concetti in modo da elaborare un paradigma interpretativo più ampio, adeguato a sottrarre la dottrina giuridica di Francisco de Vitoria ad una lettura riduttivamente binaria. L’applicazione di tale paradigma rivelerà, in effetti, la presenza nella sua opera di una teoria articolata del diritto soggettivo che, tuttavia, non è di per sé incompatibile con il concetto “classico” di diritto e che, anzi, appare per più versi dedotta proprio da tale concetto

    Il secolarismo: una ‘tragedia’ nell’ethos moderno?

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    Back to the Future: Authors, Publishers and Ideas in a Copy-Friendly Environment

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    How could scholars survive in a copy-friendly environment jeopardizing the established system of scholarly publishing in which scientific publishers seemed to be authors' best friends? A backward itinerary across three German Enlightenment thinkers who took part to the debate on (unauthorized) reprinting shows us ways – usual and unusual - in which culture can flourish in a copy-friendly environment. While Fichte endorsed an intellectual property theory, took the function of publishers for granted and neglected the interests of the public, Kant saw authors as speakers and justified publishers' rights only as long as they work as spokespersons helping writers to reach the public. Eventually Lessing's project was designed to foster authors' autonomy by means of a subscription system that could have worked only on the basis of a free information flow and of direct relationships with and within the public itself. Such a condition can be compared with the situation of ancient auctores, with one difference: while the ancient communities of knowledge were educated minorities, because of the limitations of orality and manuscript media system, we have now the opportunity to take Enlightenment seriously

    Che cos’è la filosofia?

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    Ecco una risposta che arriva dagli antipodi, tramite il blog di John Wilkins: "filosofia è quello che si fa quando i fatti non assicurano una soluzione"

    Paola Galimberti, I dati sulla ricerca: un problema aperto

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    La valutazione della ricerca vorrebbe dipendere almeno in parte da indici bibliometrici, cioè da indicatori di popolarità della produzione di ciascun ricercatore da misurarsi con le citazioni ricevute in una platea predeterminata di testi. Il fatto che i dati che dovrebbe usare siano pubblici ma nascosti, o privati e nascosti, o pubblici ma non interoperabili, parziali, e ottenibili – in tempi di crisi e di tagli – per lo più a pagamento mette seriamente a rischio l’attendibilità di questo esercizio

    Marco Calamari, Lampi di Cassandra: l’altro Steve

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    Mentre a Wozniak si devono i pochissimi momenti di apertura del software e del firmware Apple, "Jobs si è anche coperto del “fango” di aver scientemente concepito solo prodotti chiusi e di averli protetti con ogni arma fisica e legale possibile ed immaginabile, contribuendo non poco all’attuale pietoso e grave stato dell’informatica di consumo, e quindi della Rete stessa". Chi si avvicina all’informatica da utente potrebbe considerare tutto questo di interesse soltanto tecnico. Ma noi studiosi, quando così ci convinciamo che i nostri contenuti siamo tanto importanti da rendere irrilevante, “tecnica”, la loro prigionia in sistemi di valutazione e di pubblicazione informaticamente chiusi e umanamente oligarchici, rinunciamo al potere individualmente minimo ma collettivamente enorme di costruire porzioni del mondo delle idee – e infine del mondo stesso – tramite l’uso pubblico della ragione

    Libere di scegliere? Patriarcato, libertà e autonomia in una prospettiva di genere

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    Are we today in a post-patriarchal or in a neo-patriarchal society? To answer this question, the article explores – in a gender perspective – the contemporary redefinition of public and private sphere, as well as the main changes taking place in connection with reproductive and sexual freedom, and in family life

    Andrea Zanni, Collaboratory Digital Libraries for Humanities in the Italian context

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    Archiviato su E-Lis, il testo si occupa del senso attuale e futuro dell’uso delle tecnologie informatiche nella ricerca umanistica, nell’interessante prospettiva dell’autore, matematico per formazione e segretario di Wikimedia Italia. Il web, secondo Tim Berners-Lee, non è stato inventato come un mezzo per scorrere delle pagine, ma come uno spazio di informazione per permettere a chiunque di comunicare condividendo conoscenza – uno spazio nel quale perfino lo studioso di scienze umane potrebbe uscire dalla solitudine

    Andrea Capra, La tecnica di misurazione del Protagora

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    Il Protagora ha sconcertato molti interpreti, perché sembra lasciare l’immagine di un Socrate edonista, che indulge ad argomenti francamente sofistici per avere la meglio sul suo interlocutore. L’articolo di Andrea Capra, riannodando i suoi temi attraverso operazioni di contestualizzazione sie interne al corpus platonico, sia esterne, mostra che è possibile dargli un senso filosofico coerente

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