University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    436 research outputs found

    L’accademia dei morti viventi. Parte prima: la revisione paritaria

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    La revisione paritaria (peer review) com’è condotta tradizionalmente, in un dialogo notturno fra redattori e revisori, esclude gli autori dalla conversazione e ostacola la circolazione delle idee. La rete non solo rende possibile spostare la revisione dopo la pubblicazione, ma, soprattutto, trasforma il giudizio in una peer-to-peer review. L’autore non è più un ‘individuo “originale” artificiosamente isolato dal contesto, ma un nodo di citazioni e di rielaborazioni: la ricerca può tornare a essere, come nei dialoghi platonici, partecipazione a uno scambio comunitario di idee. Se la rete si trasforma in un medium universale, gli studiosi che non sapranno trascendere se stessi, per restare incatenati in sistemi che li separano gli uni dagli altri, diventeranno morti viventi, con i loro libri e la loro profession

    Don’t hate the aggregator. Become the aggregator

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    L’accademia dei morti viventi. Parte terza: i testi

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    “Le nostre nuove tecnologie testuali ed editoriali devono riconoscere da una parte che pubblicare semplicemente i testi on-line e riuscire a riprodurre le strutture del libro in forma digitale non basta, in quanto la rete non può e non deve replicare il codice; e, dall’altra, che spostarsi semplicemente a una forma editoriale più connessa internamente non rivoluzionerà parimenti la circolazione dei testi, perché l’accento resta sul testo individuale, l’autore individuale, la mente individuale.“ “Ogni pubblicazione è parte di una serie progrediente di conversazioni pubbliche, condotte in molteplici registri temporali e attraverso molteplici testi. Rendere questo conversazioni il più possibile accessibili e invitanti dovrebbe essere lo scopo di chi immagina il corso delle comunicazioni testuali del futuro.

    Recensione a Valeria Ottonelli, "La libertà delle donne. Contro il femminismo moralista"

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    Recensione a Valeria Ottonelli, La libertà delle donne. Contro il femminismo moralista, il melangolo, Genova 2011, pp. 125

    Ugo Spirito e la "rivoluzione passiva". Note a margine

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    Il saggio prende spunto dal libro di Danilo Breschi "Spirito del Novecento" (Rubbettino, 2010), per trattare il tema della relazione fra le posizioni politiche e ideali del filosofo aretino e il comunismo. In particolare viene chiamato in causa il giudizio di Gramsci, secondo cui il corporativismo spiritiano è un riflesso ideologico tipico della "rivoluzione passiva" in atto. Queste pagine procedono altresì ad una critica dell'eccessiva enfatizzazione con cui, secondo l'autore, una parte della storiografia e della pubblicistica guarda alle componenti di "sinistra" del fascismo, rimuovendo talvolta la sua funzione di reazione sociale ai processi di democratizzazione non gerarchica

    L’accademia dei morti viventi. Parte seconda: il fantasma dell’autore

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    Come possono i nostri testi rimanere unici, discreti, originali, in un ambiente in cui perfino la lettura di una pagina web richiede un’operazione di copia? Il concetto di autore moderno riposa sul presupposto che il suo testo sia finito, compiuto, perfectum e originale, come so fosse stato partorito armato dalla sua mente. Tutto ciò che è preso da altri testi, se non è chiaramente delimitato, è un plagio. Ci sono però state epoche in cui la cultura progrediva per piccole addizioni, e si preferiva la compilazione e il commentario all’opera “originale”, insostenibile perché idiosincratica. Quando le barriere si affievoliscono e i testi diventano aperti, come nel Medioevo, il valore aggiunto di un nuovo contributo si trasferisce nella creatività combinatoria dei curatori. Dobbiamo soltanto imparare di nuovo ad apprezzarlo e a ritrovarlo nei libri tradizionali, traendo profitto dalla multimodalità offerta dalle tecnologie digitali

    Su tre luoghi comuni

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    Brevissima discussione dei tre seguenti luoghi comuni: 1) in Italia c´e' un conflitto magistratura-politica. 2) Esistono solo le opinioni sui fatti, non i fatti. 3) Lo Stato tratta con tutti perché non anche con la Mafia

    Riviste all'Indice. La controriforma dell'Anvur

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    In questo momento la vita della cultura si sta spostando sulla rete. Attivamente promossa dalla Crui e catalogata in database internazionali come il Doaj, la pubblicazione ad accesso aperto sta sperimentando sia un dibattito scientifico più vicino all’ideale dell’uso pubblico della ragione, perché privo di barriere proprietarie, sia forme alternative di revisione paritaria, successive alla pubblicazione e pubbliche, anziché anteriori e segrete. In Italia le liste dell’Anvur soffocheranno questo fermento. Il loro messaggio, specialmente nel settore delle scienze politiche, è chiaro: anche se oggi un giovane studioso può facilmente ottenere gli strumenti e le competenze per accedere al pubblico senza la mediazione editoriale, tutto il suo lavoro non conterà nulla. “Pubblicazione” è solo quando sta rinchiuso dietro i cancelli degli editori commerciali più accreditati o gode del favore di qualche professore potente. L’Anvur regala ai poteri morenti dell’età della stampa una controriforma che rischia di condannare quanto resta della ricerca italiana all’irrilevanza e alla sudditanza, e quanto resta della società civile a un’ignoranza insopportabile perché fondata sul divieto di leggere testi a cui avrebbe diritto ad accedere in quanto pagati con le sue imposte

    La nozione di egemonia. La concettualizzazione di Antonio Gramsci e alcuni sviluppi più recenti

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    In questa tesi si presenta l’indagine svolta sulla concettualizzazione gramsciana dell’«egemonia» e sulle interpretazioni più recenti e rappresentative delle diverse correnti di studi. Nella prima parte della tesi si prendono in esame gli scritti di Gramsci: con l’analisi delle Tesi di Lione e del saggio sulla Questione meridionale si ricostruisce la funzione teorica e politica dell’«egemonia» nell’elaborazione tattica del Partito Comunista d’Italia, impegnato a creare un sistema di alleanze tra operai e contadini e a raggiungere gli obiettivi della liberazione dal fascismo e della rivoluzione, sull’onda del bolscevismo (CAP. I). Seguendo questa prospettiva, di modernizzazione economico-sociale e giuridico-politica delle nazioni, si ricostruisce la trama concettuale dei Quaderni del carcere in cui l’«egemonia» è rappresentata come un fatto filosofico che riguarda la coscienza e la conoscenza collettiva della storia dei conflitti (CAP. II). Con particolare attenzione verso le note sull’emancipazione delle classi subalterne, si rileva che la funzione teorica e politica dell’«egemonia» si situa nella sfera della scienza della politica: con l’analisi del giacobinismo francese e del risorgimento italiano (Q. 19), Gramsci compone il quadro analitico e comparativo utile ad una lettura innovativa delle diverse fasi dello sviluppo politico del capitalismo tra il XVIII e il XX secolo. La razionalizzazione delle attività produttive, emblematicamente espressa nel fordismo e nell’americanismo (Q. 22), è rappresentata come la tendenza storica immanente entro cui il «gorilla ammaestrato» (l’operaio) può elevarsi se matura la consapevolezza di dover produrre un’«egemonia» alternativa, ai gruppi sociali e politici dominanti, e una frattura nei continui ricorsi storici dell’autoritarismo (CAP. III). In questo contesto, si ricostruiscono i parametri con cui giudicare l’alternativa civile, tra una pratica politica democratica e una burocratica, e la dicotomia tra la soggettivazione e la subordinazione. Ripercorrendo la concettualizzazione dell’«egemonia» si ottiene una teoria della «bipolarità» del potere politico quale risultato di processi storici molecolari in cui trionfa sempre il partito più organizzato e capace di guidare la costruzione di un «apparato egemonico». Su questa base, si ricostruisce il ruolo decisivo degli «intellettuali organici» nella composizione e nella connessione degli strumenti e degli istituti fondamentali su cui si fonda l’unità civile e politica di qualsiasi vita statale. La produzione del potere è il tema che riconduce, infine, al periodo precedente il carcere: la funzione soggettiva e determinante attribuita al partito politico risulta il completamento della concettualizzazione, in continuità con il progetto di Lione (CAP. IV). Nella seconda parte della tesi, invece, si prendono in esame le posizioni di Louis Althusser e di Christine Buci-Glucksmann rappresentative del dibattito sul pensiero politico di Gramsci all’interno dei partiti comunisti europei negli anni Settanta. Usando gli scritti postumi di Althusser si nota una convergenza sostanziale con la teoria del partito di Gramsci. Fa eccezione, tuttavia, il tema della guerra di posizione che viene rielaborata da Buci-Glucksmann per dimostrare la necessità della costruzione del consenso all’interno della società civile oltre che nelle classi di riferimento. Althusser incontra Gramsci sul terreno della scienza politica di Machiavelli, mentre Buci-Glucksmann avvia una riflessione sul significato filosofico-civile dell’«egemonia» (CAP. V). Le concettualizzazioni successive focalizzano l’attenzione sulla crisi della politica all’interno del conflitto di civiltà e riscoprono la funzione teorica e politica dell’«egemonia» nel rappresentare una nuova logica politica. Si ricostruiscono, in questa cornice, le posizioni Ernesto Laclau, Edward Said, Ranaijt Guha, Partha Chattereje e Robert W. Cox. Con le prime due, espressive dei Cultural Studies, si ricostruisce l’approccio di movimento e di contrappunto che si intende dare alla produzione culturale contemporanea nel tentativo di superare le frontiere simboliche e repressive poste dal rafforzamento dei nazionalismi e degli essenzialismi identitari. Con le altre due, espressive dei Subaltern Studies, si ricostruisce la prospettiva che si intende dare alle classi subalterne ridotte, nella maggior parte del mondo, in uno stato di frammentarietà politica e di indigenza. Con la posizione di Cox, espressiva degli studi gramsciani nelle Relazioni Internazionali si dà conto della prospettiva intergovernativa ed interstatale con cui uscire dall’attuale fase post-egemonica e trovare le soluzioni adeguate alle sfide del XXI secolo (CAP.VI). Il filo conduttore tra la prima e la seconda parte della tesi, dunque, è rappresentato dall’indagine il più possibile esaustiva sul significato originario e sull’attualità dell’«egemonia»

    L’università e le sue crisi: una riflessione storica

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    L'università dal medioevo ad oggi, nella prospettiva di uno storico dell'economia

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