University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    Risultati dell’indagine su "Costi di accesso e disseminazione della conoscenza scientifica"

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    In Europa le contrattazioni consortili per l’acquisto di risorse elettroniche hanno subito un grosso scossone per via del tentativo di alcuni consorzi (DEAL, Bibsam) di inserire i costi per l’accesso aperto nei contratti consortili alla ricerca di una più equa ridistribuzione dei costi. Lo scopo è quello di evitare che le istituzioni paghino per gli abbonamenti e anche per la pubblicazione open access (in gergo si chiama double dipping). La situazione in Italia ha preso una piega ben diversa perché il pacchetto contrattato dal consorzio nazionale prevede proprio questo double dipping. Quali sono le ragioni che hanno portato il consorzio italiano a concludere una trattativa in controtendenza con gli altri consorzi? AISA ha cercato di comprendere le ragioni degli atenei che hanno acconsentito a questa iniziativa, attraverso un questionario indirizzato a parte politica e parte tecnica degli atenei membri della associazione. L’intervento illustra i risultati del questionario. [Third talk of the second session of the AISA 4th annual conference "Scienza aperta, pubblicità, democrazia".

    Costi di accesso e disseminazione della conoscenza scientifica

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    Tavola rotonda conclusiva della IV conferenza AISA "Scienza aperta, pubblicità, democrazia" [Final panel discussion of the AISA 4th annual conference "Scienza aperta, pubblicità, democrazia"

    Saluti istituzionali della professoressa Micaela Morelli, prorettrice alla ricerca dell'università degli studi di Cagliari.

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    La professoressa Micaela Morelli, prorettrice alla ricerca dell'università degli studi di Cagliari dà inizio ai lavori del IV convegno annuale dell'AISA [Welcoming speech to the AISA 4th annual conference "Scienza aperta, pubblicità, democrazia".

    Il femminismo e le sfide del neoliberismo. Postfemminismo, sessismo, politiche della cura

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    Siamo oggi testimoni di una nuova vita culturale del femminismo. C’è tuttavia ben poco da rallegrarsi, e ciò per diverse ragioni. Da un lato, infatti, il riemergere dei movimenti femministi è un segno tangibile delle violenze epistemiche, concrete e ordinarie che le donne ancora vivono quotidianamente; del peso che gli effetti delle politiche di austerità sortiscono soprattutto sulle loro vite; dell’anti-femminismo dichiarato e aggressivo che anima battaglie come quella contro la cosiddetta “ideologia gender”; della misoginia palese contenuta nei siti dedicati alla riscoperta e alla valorizzazione della “mascolinità” (in cui le femministe vengono eloquentemente definite feminazi); o del sessismo che, periodicamente, si scatena sui social network, soprattutto nei confronti delle esponenti della politica parlamentare e istituzionale. Dall’altro lato, nel discorso politico contemporaneo si assiste alla diffusione di idee e posizioni in cui il femminismo si mescola e contamina con ordini discorsivi che lo trasformano in un’ombra di se stesso, nel suo “doppio inquietante” o, meglio, forse, nei suoi “doppi inquietanti”. Che si tratti del cosiddetto trickle down corporate feminism, di cui sono fautrici donne di successo come Sheryl Sandberg e Anne- Marie Slaughter; o che si tratti invece del post-femminismo, di un femminismo “complice”, come sostiene Nancy Fraser, o forse meglio “sposato” o “adottato” dal neoliberismo, come suggerisce invece Angela McRobbie, è certo che le idee e le teorie femministe sono chiamate a misurarsi con la complessità del presente. Non solo per resistere alle strumentalizzazioni o alle sfide del neoliberismo, ma anche per rispondere a una crisi economica, politica, sociale, ambientale che appare come il frutto avvelenato di una modernità costituitasi sulla rimozione della vulnerabilità e dell'interdipendenza sociale. E sulle quali paradigmaticamente continuano a insistere, e a persistere, le teorie femministe contemporanee, alle quali questo libro è dedicato

    Oltre l'amministrazione - L'università e la scienza che non c'è

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    The conference presents an attempt to deal with the controversy about research quality control: should it only be individual and "artisanal", on a case by case basis, or can it be general and industrial-scale, e.g. bibliometric? The Italian advocates of the latter argues that the failures of bibliometric offer only anecdotal evidences. Showing them yet another instance of failures and distortions caused by blind applications of bibliometric and quantitative assessment criteria is pointless: like ancient sophists, they will keep on answering that our instances are not enough to make a “heap”. To avoid the trap of the sorites paradox, an alternative strategy would be A different answering strategy would be analyzing individual cases of scientific mistakes, showing if and how they received a social correction, to ask whether we could actually trust a general, industrial-scale quality control. 1. Wikipedia in Italian: the correction of a misleading entry about DOI. Even if Wikipedia community open peer review corrected the entry as soon as the mistake was detected, the source of the mistake, outside Wikipedia, could not be corrected, and the misleading information is still reported on other sites. And it would be pointless to state that a single mistake is just anecdotal, because there are thousands of accurate entries in Wikipedia and we can easily correct the mistaken one. Indeed, (1) each Wikipedia entry is a kind of unique piece (you cannot replace a misleading entry about the DOI with a very good entry about cats); (2) a mistaken entry, even after being corrected, keeps on yielding a wide and persistent social effect. Correcting a single Wikipedia entry is not the same as replacing a defective product issued from a mass production assembly line because a single customer among 10.000 is unsatisfied due to a single quality control failure. 2. Wakefield, The Lancet and the vaccine row: we can apply the arguments above, but with, at least, two differences: (a) the social correction process was much slower (12 years: https://www.the-tls.co.uk/articles/public/the-end-of-an-error-peer-review/) (b) the huge, persistent social damage was increased by the social trust in top journals as magical excellence bearers: while every perceptive Wikipedia user is aware that a Wikipedia entry is just a work in progress, many of us are encouraged to believe that a paper published in “The Lancet” is excellent by definition. In conclusion, such case by case analysis suggests that there is, indeed, an unbalance between the quality control of science - artisanal and case by case - and its industrial dimension

    Guglielmo di Ockham: una ragione nobilissima

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    Una ragione evidente, una ragione politica, una ragione nobilissima: un solo termine, tre modi diversi per intendere l'unica vera luce che guida l'intelletto umano nella conoscenza naturale. Epistemologia, politica, scienza morale ricondotte ad un unico filo conduttore: "una nobilissima ratio". Senza disconoscere però l'insegnamento agostiniano che valorizza la dimensione volontaristica dell'agire umano

    Vulnerabilità: etica, politica, diritto

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    Nelle scienze sociali, politiche e giuridiche si è diffuso negli ultimi anni il ricorso alla nozione di “vulnerabilità”. Ad essa sono tuttavia attribuiti significati diversi, talora contraddittori, in particolare quando dalla definizione di determinati soggetti o gruppi sociali come “vulnerabili” si cerca di ricavare delle conseguenze sul piano politico e giuridico. I saggi contenuti in questo volume si soffermano sul “vulnerability turn”. Muovendo dalle prime elaborazioni della nozione di vulnerabilità nel dibattito etico e filosofico-politico, essi ne indagano criticamente gli usi attuali, rilevando tanto le potenzialità del “paradigma della vulnerabilità”, quanto i rischi che esso reca con sé

    Aprire il sapere, aprire il mondo. Che cos'è la scienza aperta?

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    Vaccinarsi contro il morbillo provoca l'autismo? Questa domanda ha provocato un dibattito acceso, che ha visto schierati i sostenitori della scienza "ufficiale", da una parte, e gli “alternativi”, dall'altra. Per gli uni, pubblicare su riviste scientifiche edite da importanti editori internazionali, che selezionano gli articoli sulla base di una selezione compiuta da esperti anonimi è un marchio di validità. Per gli altri, l'intero sistema, dalle riviste di proprietà di editori importanti, ma commerciali, fino alle industrie farmaceutiche che mirano al profitto, è viziato da conflitto di interessi. Come può orientarsi, qui, chi desidera sapere, senza essere ricercatore di professione? Un articolo recente del matematico Timothy Gowers ci aiuterà a rispondere con gli strumenti della scienza aperta – strumenti che non servono a prendere partito ma a partecipare alla discussione come persone che pensano da sé e non come clienti di maghi

    La catalogazione degli strumenti musicali fra open knowledge e semantic web

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    Il semantic web e la tecnologia dei Linked Open Data implicano un ripensamento dell’attività di catalogazione: musei, archivi e biblioteche sono incentivati a svolgere un ruolo attivo nella definizione del nuovo Web, soprattutto nella redazione di vocabolari e di ontologie di dominio che ne rappresentano la base semantica. In questo quadro di interesse multidisciplinare l’organologia lamenta l’assenza di standard di catalogazione consolidati, e la conseguente compresenza e incompatibilità di sistemi e tecnologie diversi. I Linked Open Data forniscono strumenti per l’armonizzazione di dati eterogenei, garantendo accessibilità a informazioni e risorse tramite strategie di interoperabilità e condivisione. Il progettodi maggior rilievo che implementa i Linked Open Data applicati al patrimonio organologico è MIMO: il presente lavoro ne esamina obiettivi e caratteristiche implementative, quali l’adozione di LIDO e del CIDOC-CRM come modelli per la strutturazione dei metadati. Il nuovo contesto tecnologico è messo a confronto con il modello catalografico elaborato dall’etnomusicologo Febo Guizzi. La tesi, ponendo particolare attenzione alla preservazione delle competenze di dominio, elabora una prima digitalizzazione della “Scheda Guizzi” e restituisce un’analisi dettagliata dei vocabolari relativi al dominio degli strumenti musicali, con attenzione particolare per la Classificazione Hornbostel-Sachs e i thesauri digitalizzati da MIMO con le tecnologie semantiche. Infine redige un corpus di linee-guida per successive implementazioni che, orientate alle tecnologie interoperabili del semantic Web, intendono confluire nell’elaborazione di un’ontologia specifica per il dominio degli strumenti musicali. [AISA 4th annual conference "Scienza aperta, pubblicità, democrazia"

    La scienza come ignoranza degli esperti ed il governo del numero

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    Reti per mettere in contatto la diversità e potenziare le singolarità oppure per produrre effetti di “campo medio”? Dinamiche della conoscenza in rete, nuove ed adattive, dai limiti mobili, oppure appiattimento normato su standard identici? Nella società, la “governance by numbers” impedisce il “governo” che dovrebbe risultare dall’interpretazione e dal dibattito nell’agorà. In scienza, il senso dei limiti e l’interpretazione dei dati contribuiscono alla novità del sapere. Le scelte vanno fatte ora, prima che Big Data non interpretati, dimostrabilmente ricchi di “correlazioni spurie”, l’immensa audience in rete di tweets senza senso e di articoli scientifici solo “main stream”, uccidano politica e scienza

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