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Spett-attori e autori: tre paradigmi partecipativi a confronto
In the contemporary scenic context are always more numerous the theatre's companies that involve audience in the performance. This essay attempts to analyse participation's meanings for the companies which dedicate its work to this particular kind of theatre and, at the same times, for the spect-actors who are involved in it. For this reason, it is essential the examination of three different performances, in particular Pequeños ejercisios para el Buen Morir/Vivir of the Teatro de Los Sentidos guided by Enrique Vargas; Home visit Europe of the German company Rimini Protokoll; We need to talk of the catalan company FFF (The Friendly Face of Fascism), guided by Roger Bernat. If the scenic experience of the Teatro de Los Sentidos belongs to a kind of ritual's participation which has a finality, Rimini Protokoll and Roger Bernat's scenic declinations characterize itself for a participation which bring the spect-actor to live a particular kind of state in being.Nel panorama scenico contemporaneo sono sempre più numerose le compagnie che decidono di coinvolgere lo spettatore nel momento performativo. Il contributo qui proposto si pone l'obiettivo di indagare il significato assunto dalla partecipazione sia per le compagnie che decidono di dedicarsi a tale pratica scenica, sia per gli spett-attori che vi prendono parte. A tale scopo, si analizzeranno tre creazioni artistiche differenti, tra cui Pequeños ejercisios para el buen morir del Teatro de Los Sentidos, diretto dal regista Enrique Vargas, Home visit Europe di Rimini Protokoll e We need to talk della compagnia FFF (The Friendly Face of Fascism) guidata da Roger Bernat. Se il Teatro de los Sentidos si distingue per l'aderenza a una ritualità partecipativa dotata di una finalità, le declinazioni partecipative adottate da Rimini Protokoll e da Roger Bernat si caratterizzano invece per una parteciapzione che espone gli spett-attori a vivere un particolare stato in essere
Presenze competenti. Approcci somatici al gesto e dispositivi partecipativi nelle creazioni di Frédéric Gies e di Virgilio Sieni
Dance (Praticable) (2005-2008) by Frédéric Gies and Pinocchio - leggermente diverso (2013-2015) by Virgilio Sieni are contemporary dance projects relying on methods of transmission and composition based on, or influenced by, somatic practices. Such practices are defined as those aiming at enhancing bodily and gestural awareness by focusing on the movers’ subjective and inter-subjective experience. Through these two case studies it is considered how these compositional processes can express potentially anti-conventional instances concerning the quality of the performer’s presence as well as the final structure of the piece. Having such intentions in mind, the artists induced what we call an intuitive adherence between their gesture and thought (Cveijć in Gies 2008b), and subsequently turned their works into participatory dispositives. It is thus possible to disempower some categories opposing “professionism”, “non-professionism” or “amateurism”, “ability”, and “disability” by considering each participant from the perspective of their competences; besides, such choreographic practices are not exempt from the possibility of endorsing normative approaches or applications.Dance (Praticable) (2005-2008) di Frédéric Gies e Pinocchio - leggermente diverso (2013-2015) di Virgilio Sieni si basano su metodi di trasmissione e di composizione mutuati o influenzati dalle pratiche somatiche, volte all’educazione alla consapevolezza corporea e al movimento ponendo attenzione all’esperienza soggettiva e inter-soggettiva degli stessi. Un’analisi delle due pièce permette di valutare come questi processi di composizione esprimano potenziali anti-convenzionali per quanto riguarda la qualità della presenza del performer e le strutture finali delle opere, in specie promuovendo una aderenza intuitiva tra gesto e pensiero (Cveijć in Gies 2008b) e trasformandole in dispositivi partecipativi. Se, da un lato, è qui possibile depotenziare le categorie che oppongono “professionismo” e “amatorialità”, abilità e disabilità, permettendo una lettura di tutti i partecipanti dal punto di vista delle competenze, si vedrà come queste pratiche non siano esenti da possibili normalizzazioni
Scenario e ruoli sociali delle Associazioni teatrali non professionistiche italiane
This paper investigates the present scenario of the non-professional theater associations in Italy so as to understand their current form of organization. The study focuses on the changes that have characterized in time the non-professional associations (due also to the improvement of the legislation regulating the no profit sector) and the social role in contemporary local communities. The survey was conducted within the two most relevant Italian associations of non-professional theater: the Italian Federation of non-professional Theatre (Federazione Italiana Teatro Amatori) and the Italian Union of Free Theatre (Unione Italiana Libero Teatro).Il presente contributo indaga l'attuale universo del teatro non professionistico italiano nel tentativo di comprenderne la consistenza in termini di organizzazione. I quesiti dai quali scaturisce questa riflessione riguardano i cambiamenti che hanno caratterizzato nel tempo le formazioni non professionistiche (cambiamenti dovuti anche a una legislazione più specifica a regolare il comparto no profit) e svolgono nella contemporaneità all'interno delle comunità locali in cui stanziano. L'indagine è stata condotta all'interno della cornice delle due grandi associazioni italiane di teatro non professionistico: la Federazione Italiana Teatro Amatori e l'Unione Italiana Libero Teatro
Giovanni Azzaroni e Matteo Casari, a cura di, Raccontare la Grecìa. Una ricerca antropologica nelle memorie del Salento griko
Massimo Castri alla Scuola di Ert: un Maestro e il suo metodo
This paper intends to deepen a subject that has not so much explored within the Italian’s performance studies: the pedagogic commitment and the experience as “Actors’ guide” of Massimo Castri. Specifically, the essay analyses two courses kept in Modena between 2006 and 2009, promoted by Emilia-Romagna Teatro Fondazione. The study of the different aspects of these two pedagogical occasions can be an opportunity to approach the theatrical poetic and the teaching method developed by Castri during his other stagings and his past pedagogic activities (as, for example, the two-year didactic experience of Progetto Euripide, taken place between 1989 and 1992). Using direct interview given by the participants of Ert’s courses, documents held by the theatre’s archive and the bibliography related to Castri’s work, this article tries to explain both the concrete history of these two courses and the complex knowledge that Castri shared with actors involved in these important experiences.L’articolo si propone di approfondire un argomento poco indagato all’interno del panorama italiano degli studi teatrologici: l’impegno pedagogico e l’esperienza di ‘Maestro di attori’ di Massimo Castri. In particolare, il saggio analizza due corsi di alta formazione attoriale tenuti a Modena da Castri per conto di Emilia-Romagna Teatro Fondazione fra il 2006 ed il 2009. Lo studio dei vari aspetti di tali iniziative permette di avvicinarsi alla poetica teatrale e al metodo d’insegnamento sviluppati da Castri nel corso dei suoi anni di lavoro registico e delle sue precedenti attività pedagogiche (in proposito, va ricordato almeno il biennio di formazione del Progetto Euripide, tra l’89 e il ‘92). Attraverso interviste agli allievi, documenti d’archivio e la relativa bibliografia in materia, si è dunque provato a rendere conto sia dello svolgimento concreto dei due corsi presi in esame, sia del complesso patrimonio di competenze che Castri mette a disposizione dei suoi giovani allievi
Journeying as Amateur and Professional – A Somatic Movement Approach
This account is an interactive case study co-authored by a teacher and her student on the topic of moving from amateur to professional. It highlights the role of somatic education in equalizing the experience of amateurs and professionals as well as pointing to specific curricula, public performances, participatory events and volunteer work that are made uniquely available to students of programs related to Dynamic EmbodimentTM Somatic Movement Therapy (known as the Somatic Movement Therapy Training – SMTT from 1991-2005). Written in first-person narrative style (Powdermaker 1966), this inquiry supports the primary methodology of somatic education – the process of self-discovery “from within” (Hanna 1976) emphasizing the physical body with a focus on bodily proprioception and kinesthetic awareness – as well as the humanistic nature of the student-teacher relationship and the value of each in performance and education.Questo resoconto rappresenta uno studio interattivo e co-autoriale condotto da un’insegnante e dalla sua allieva sul tema del movimento dall’amatore al professionista. Esso evidenzia il ruolo dell’educazione somatica nell’equiparare l’esperienza di amatori e professionisti così come nell’indicare specifici percorsi, performance pubbliche, eventi partecipativi e attività di volontariato che vengono offerti, in maniera esclusiva, a studenti di programmi di formazione legati al Dynamic Embodiment™ Somatic Movement Therapy (conosciuta come Somatic Movement Therapy Training – SMTT tra il 1991 e il 2005). Scritta in stile narrativo, in prima persona (Powdermaker 1966), quest’indagine supporta la metodologia primaria dell’educazione somatica – il processo di scoperta di sé “dal didentro” (Hanna 1976) che pone l’accento sul corpo fisico concentrandosi sulla propriocezione corporea e sulla consapevolezza cinestetica – così come la natura umanistica della relazione allievo-insegnante e il valore di ciascuno nella performance e nell’educazione