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“LA CRUDELTÁ NON FA PER ME” - Pasolini, Artaud e il teatro del “quasi”
Abstract – ITArtaud e il suo “teatro della crudeltà” costituiscono il paradigma attraverso il quale comprendere l’estromissione dell’idea di teatro di Pasolini dal sistema storiografico del Nuovo Teatro. Se oggi il teatro di Pasolini si candida ad essere il lascito più importante della drammaturgia italiana del ’900 al secolo successivo, questa conquista è stata possibile a fronte di una lunga, volontaria rimozione da parte della società del teatro. Per comprendere le cause di questo esilio è particolarmente efficace ritornare proprio alla sua esplicita distanza da Artaud. Il grande francese è stato, infatti, per la ricerca teatrale italiana, l’elemento chiave per una propria autopercezione e per una esposizione di identità. Ciò che è dunque importante mettere a fuoco non è tanto il rapporto diretto tra l’opera di Artaud e Pasolini, quanto piuttosto ciò che Pasolini connette al termine “crudeltà”, che tipo di teatro egli associa a questa parola, quale linguaggio della scena e dell’attore.Abstract – FRArtaud et son «théâtre de la cruauté » forment le paradigme par lequel on comprend l'exclusion de l'idée de théâtre de Pasolini par le système historiographique du Nouveau Théâtre. Si aujourd'hui l'oeuvre théâtrale de l'auteur pose sa candidature en tant qu'héritage le plus important de la dramaturgie italienne du XX siècle au succédant, cette conquête a été possible à travers un long et volontaire refoulement par la société du théâtre. Pour mieux comprendre les causes de cet exile, une perspective efficace est celle de revenir à son explicite écart à Artaud. Le grand français, en fait, a été l'élément-clé, pour la recherche théâtrale italienne, à remporter une perception de soi et à exposer sa propre identité. Ce qui est important à éclaircir n'est pas le rapport direct entre l'oeuvre d'Artaud et de Pasolini, mais plutôt ce que Pasolini joint au mot « cruauté », quelle sorte de théâtre il y inscrit, enfin quel langage de la scène et de l'acteur.Abstract – ENArtaud and his « theatre of cruelty » form the paradigm by which we understand the exclusion of Pasolini's theatre from the New Theatre historiographic system. The chance, for Pasolini's theatre, to propose itself as the most important inheritance of Italian dramaturgy of the XX century to the present one, has been possible throughout a long, intentional removal by the theatrical cultural milieu. To understand the reasons concerning this exile, an effective perspective implies beginning from its explicit distance from Artaud. The great French author, in fact, represented the key for Italian theatrical research, in order to perceive itself and to lay its identity out. The important matter to display it is not quite the direct relation between Artaud's and Pasolini's work, but rather what the Italian author connects to the word « cruelty », which kind of theatre, which language for the stage and the actor he associates to it
Il bharata natyam: l’addomesticamento di una tradizione
Abstract – IT Il bharata natyam, stile coreutico dell’India meridionale, viene generalmente considerato una danza tradizionale che ha mantenuto immutate nel tempo le proprie caratteristiche contenutistiche e formali. In realtà questo stile proviene da una danza precedente, il sadir, alla quale sono state apportate profonde trasformazioni dalla riformatrice Rukmini Devi. Nel passaggio dal sadir al bharata natyam vi è stata la sostituzione di un gruppo di specialisti di tradizione ereditaria con musicisti e danzatrici appartenenti a caste elevate, l’eliminazione di brani coreografici considerati eccessivamente erotici, il passaggio dal tempio al teatro nell’esecuzione delle performance, e infine l’introduzione di Shiva Nataraja come dio patrono della danza e come soggetto delle coreografie. Abstract – EN Bharata natyam, a dancing style from southern India, is commonly regarded as a traditional dance that preserved its features of content and form through time. Actually it takes its origins from a former dance, sadir, profoundly altered by the reformer Rukmini Devi. She replaced the hereditary specialized musicians and dancers with upper-cast performers, removed the most erotic choreographies from the repertory, moved the setting from the temple to the public stage and introduced Shiva Nataraja both as patron and topic of the dance
Il corpo emotivo e poetico: l'insegnamento della Bioenergetica per la formazione dell'attore
Abstract – IT Un percorso sperimentale sull'insegnamento della Bioenergetica, alla Scuola di Teatro di Bologna A. Galante Garrone, diviene occasione per una riflessione sulla credibilità dell'attore contemporaneo e su come le conoscenze delle psicoterapie a mediazione corporea possano essere implementate, pur con finalità differenti, nei contesti di formazione degli attori. I corpi di molti tra loro sono agili ed elastici, sembrano vitali e graziosi, eppure il loro comportamento pare privo di sentimenti. La struttura caratteriale psico-corporea è il miglior compromesso che, nei primi anni di vita, l'individuo sia stato capace di raggiungere, come risultato del conflitto tra natura e cultura, tra bisogni istintuali e richieste culturali che agiscono tramite i genitori. Le esperienze vissute nel corso dello sviluppo si sono strutturate nel corpo, condizionando spesso, con contrazioni muscolari croniche di interi distretti corporei, una libera e creativa manifestazione del Sé. Ogni insieme di tensioni rappresenta un conflitto emotivo risolto tramite l'inibizione di determinati impulsi, che comporta un obnubilamento della funzione percettiva e un eccessivo investimento nel potere dell'intelletto. Nella formazione dell'attore molto può essere fatto, oltre a far acquisire competenze tecniche specifiche, per diminuire tali 'effetti invalidanti', accompagnando lo studente a ri-conquistare un maggior contatto con i propri affetti, come pro-motore dell'azione scenica. L'equilibrio tra l'esperienza interiore e l'espressione manifesta sembra il fattore più significativo del lavoro su di sé che lo spazio teatrale può fornire. A questo può contribuire la teoria e la tecnica bioenergetica, che si propone di aiutare a sentire i blocchi, a capirli, allentarli e ridurre il rischio di fare una narrazione sempre uguale a se stessa. Si risponde in tal modo alla necessità di realizzare un teatro del Sé, del corpo emotivo, degli affetti autentici, contrapposto ad un teatro dell'Io, che egemonizza, enfatizzandolo, il potere della parola, della ragione e degli intelletti. Abstract – FR Un chemin expérimental d'apprendissement de la Bioénergétique dans la Scuola di Teatro di Bologna A. Galante Garrone donne l'opportunité pour réfléchir à propos de la crédibilité de l'acteur contemporain et de la mise en œuvre des psychothérapies à médiation corporelle, bien suivant de différentes finalités, dans la formation des acteurs. Les corps de nombreux entre eux sont agiles et élastiques, ils semblent vitales et élégants, encore leur attitude paraît sans sentiment.. La structure psycho-somatique du caractère représente le meilleur compromis dont le sujet est capable, pendant les premières années de son existence, dans le conflit entre ses besoins instinctuels et les demandes culturelles qui agissent par ses parents. Les expériences vécues dans le développement se sont structurées dans le corps, souvent tout en conditionant, par des contractions musculaires chroniques d'entières régions, une expréssion libre et creative du Soi. Chaque ensemble de tensions musculaires représente un conflit emotif résous par l'inhibition de certaines impulsions, qui comporte l'oubli de la fonction perceptive et un engagement excessif dans le pouvoir de l'intellect. Dans la formation de l'acteur on peut travailler beaucoup, à côté des techniques particulières, pour baisser ces “effects invalitants”, tout en suivant l'élève dans la re-conquête d'un contact avec ses émotions, à pro-mouvoir l'action en scène. L'équilibre entre l'expérience interiéure et l'expréssion évidente paraît le facteur le plus significative du travail sur soi que le theâtre peut engendrer. A ce niveau, la théorie et la technique bioénergétique peuvent contribuer, tout en aidant à ressentir les blocages, à les comprendre, à les baisser et à reduire le risque d'une narration toujours égale à soi-même. On répond, ainsi, à la nécessité creative d'un théâtre du Soi, du corps émotif, des sentiments authentiques, en opposant à un théâtre du Moi, qui exaspère le pouvoir de la parole, de la raison et des intellects
La chiesa che si fa presepe: visita al Presepe della Chiesa del Rosario di Mottola
Abstract – ITIn occasione del Natale, la vie della città di Mottola (Ta, Italia) fioriscono di presepi, che i visitatori possono liberamente ammirare. Quella del presepe è una tradizione molto sentita dagli abitanti della cittadina pugliese, nella quale viene allestito un grande presepe che occupa e cela l’intera navata della Chiesa del Ss. Sacramento e Rosario. Gli allestitori, appartenenti ad una storica Confraternita locale dedicano settimane a costruire un presepe plastico della Betlemme nella notte di Natale, che mescola icone della tradizione italiana della Natività – alcuni pezzi, ad esempio, sono preziosi manufatti di scuola napoletana – ed elementi naturali tipici della terra delle gravine. Il presepe del Rosario, inoltre, mostra un’interessante ricerca dell’effetto prospettico e forse un ancor più interessante cornice di ciclicità, ottenuta tramite l’alternanza del giorno e della notte, musica ed effetti sonori, che proietta la scena verso un orizzonte atemporale. Questo articolo nasce dalla visita degli autori a Mottola, in occasione della presentazione del libro La Settimana Santa a Mottola, di cui essi sono stati co-autori, e quindi rappresenta il frutto di un nuovo capitolo di lavoro con la viva comunità mottolese ed i suoi riti.Abstract – FRPour l'occasion de Noël, les rues de la villes de Mottola (Ta, Italie) sont embellies de crèches que les visiteurs peuvent admirer en toute liberté. La tradition de la crèche est une tradition très ressentie par les habitants de la petite ville pugliaise, dans laquelle on prépare une grande crèche qui occupe et cache tout le nef de l'église du très Ss. Sacramento e Rosario. Les préparateurs qui appartiennent à une Confrérie historique locale dédient plusieurs semaines pour la construction d'une crèche comme celle de Betleemme de la nuit de Noël - certaines pièces, par exemple, sont de précieux produits manufacturés provenant de l'école napolitaine - et sont des éléments naturels tipiques de la terre des Gravines. La crèche du Rosario, en outre montre une intéressante recherche de l'effet perspectif et peut-etre un cadre encore plus intéressant de cyclicité, obtenu à travers le courant alternatif du jour et de la nuit, musique et effets sonores, qui projète la scène vers un horizon temporel. Cet article est né grace à la visite des auteurs à Mottola, à l'occasion de la présentation du livre La Settimana Santa a Mottola, duquel ils sont co-auteurs, et donc qui représente le fruit d'un nouveau chapitre de travail avec la vive comunauté mottolaise et ses rites.Abstract -ENOn the occasion of Christmas, several "Presepi" (Nativity Scenes) pop up all along the streets of Mottola (Ta, Italy), and free-moving visitors can admire them. The spirit of the Nativity Scene tradition is particulary felt in this Apulian town. Each year, a huge "Presepe" is set into the Church of SS. Sacramento e Rosario, filling up the whole aisle. The members of a local historical Religious Confraternity spend weeks to stage this representation of the Christmas Night of Betlemme. Here, the icons of the italian tradition - there are some of most precious pieces from the heritage of neapolitan school - meet the local landscape's natural elements, the Gravine. Besides, the Rosario's Nativity Scene displays an interesting research about perspective effect of the stage and a round-history feeling that frames all the stage. As days and nights go by, music and environmental sounds throw the scene in a atemporal atmosphere. This article comes from the second trip to Mottola the two authors made; also coauthors of "La Settimana Santa a Mottola", they were in the Apulian town to present the book when they discovered this interesting tradition. Therefore, this article is a new chapter of the strong cooperation with the Mottola community and its rites
Teatro comunitario in Argentina. Trasformazione sociale, memoria collettiva e identità
Abstract – IT Questo articolo si basa sui risultati di un'indagine di campo condotta, nell'estate del 2010, a Buenos Aires, culla del Teatro Comunitario. Si tratta di un fenomeno teatrale inedito nel panorama artistico novecentesco, che affonda le sue radici nella metropoli argentina degli anni Ottanta, all'indomani della dittatura militare. La ricerca si pone l'obiettivo di delineare i principi fondanti di questa esperienza e sottolineare i risvolti sociologici e antropologici, legati al tema della memoria e dell'identità del Paese. Oggetto principale dello studio è il gruppo Catalinas Sur, pioniere del Teatro Comunitario, di cui sono stati analizzati il metodo di lavoro, le dinamiche di gruppo, il processo drammaturgico (attraverso l'analisi dei due spettacoli più emblematici), e la gestione delle risorse economiche. Arricchiscono il lavoro le testimonianze dirette dei protagonisti e le immagini più significative degli spettacoli