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Lévi-Strauss, lo strutturalismo e l'Italia
Although after the war it was the backbone of the country's cultural rebirth, Italian historicism, marxist as an idealist, was the most vigorous obstacle to a possible productive reception of Claude Lévi-Strauss's structuralism. However, in Italy there were also expressions of interest and rigorous applications of the structural method in various fields of knowledge.Benché abbia costituito nel dopoguerra la spina dorsale della rinascita culturale del Paese, lo storicismo italiano, marxista come idealista, è stato l'ostacolo più vigoroso a una possibile ricezione produttiva dello strutturalismo di Claude Lévi-Strauss. Non sono mancate tuttavia in Italia manifestazioni di interesse e applicazioni rigorose del metodo strutturale in diversi campi del sapere
Teatro, attori e subalternità ne Il sogno della camera rossa
The article focuses on a masterpiece of Chinese literature: The Dream of the Red Chamber and investigates into the dynamics governing the relationships between actors and society during the Qing dynasty. This analysis will be carried on by means of significant episodes of the novel. It will be shown how actors are able to establish a micro-society (exemplified by a troupe employed within a court), that is the most actual alternative to the severe and strict dominant schemes. This group is criticized and misunderstood due to its distance from common morality, resulting in a complex mixture of subservience and effective dominance. In fact, its dependent role within elitist society, reveals to be revertible through the development of a symbolic autonomy, opposite to the real decadence of masters, who end up to be the actual servants. The particular freedom carried on by actors, also thanks to their art, becomes the way they use their influence onto the social environment.L’articolo analizza, all’interno dello Honglou Meng, romanzo cardine della letteratura cinese, le dinamiche che regolano il rapporto degli attori con la società di epoca Qing, attraverso alcuni episodi della narrazione. La microsocietà degli attori, esemplificata da una compagnia teatrale alle dipendenze di una corte, rappresenta la più forte alternativa ai rigidi schemi dominant. È un gruppo controverso e frainteso nella sua distanza dalle convenzioni morali, contraddistinto da un complesso connubio di subordinazione e potere effettivo. La sua posizione di sottomissione ad una società elitaria si dimostra infatti rovesciabile, tramite lo sviluppo di un’autonomia simbolica, opposta alla reale condizione decadente dei padroni, che finiscono per esserne asserviti. La particolare libertà di cui l’attore si fa paladino, grazie anche alla propria educazione all’arte, diviene il modo tramite il quale egli esercita un potere sull’ambiente che lo circonda
Lévi-Strauss, antropocene e negantropocene
Although structuralism has left a very limited legacy in the contemporary anthropological debate, to the point of suggesting it is definitively over, some fragments of Lévi-Strauss's thought are now reconsidered and made the subject of controversy. I refer here to the debate on anthropocene and neghentropy. In the first, the pessimism of Lévi-Strauss re-emerges in order to affirm the possibility of an imminent catastrophe that will results in a world without men. Similarly, the theorist of negentropy, Bernard Stiegler, starts from a deep critique of Lévi-Strauss, accused of irrationality and nihilism, to affirm the possibility for the humanity to usher in a new era, the neganthropocene, through the elaboration and adoption of new practices and knowledge aiming at counteracting entropy. This article intends to consider the way in which Lévi-Strauss's thought is taken up in these debates in order to reaffirm the validity and actuality of his anti-humanism.Sebbene lo strutturalismo abbia lasciato un’eredità assai limitata nel dibattito antropologico contemporaneo, al punto da far pensare a una stagione definitivamente chiusa, alcuni frammenti del pensiero di Lévi-Strauss vengono oggi riconsiderati e fatti oggetto di polemica. Mi riferisco qui al dibattito sull’antropocene e sulla neghentropia. Nel primo riemerge il pessimismo di Lévi-Strauss per affermare la possibilità concreta di un’imminente catastrofe che porterà a un mondo senza uomini. Allo stesso modo, il teorico della neghentropia, Bernard Stiegler, parte da una severa critica di Lévi-Strauss, accusato di irrazionalità e nichilismo, per affermare la possibilità per l'umanità di inaugurare una nuova era, la negantropocene, volta a contrastare l'entropia attraverso l'elaborazione e l'adozione di nuove pratiche e conoscenze. Questo articolo intende quindi considerare il modo in cui il pensiero di Lévi-Strauss viene ripreso in questi dibattiti al fine di riaffermare la validità e l'attualità del suo anti-umanisimo
Fondamenti o repertori? Mauss, Lévi-Strauss e alcune forme di socialità congolese
Reciprocity, gift and exchange are very important concepts in the reflection of Mauss and Lévi-Strauss about the construction of human society. Mauss focuses on the gift and the exchange of objects, Lévi-Strauss on exogamy and the exchange of women. Both anthropologists want to find general principles of society. This essay examines Congolese ethnographic cases (blood brotherhood and mutual aid societies) that show the strong relationship between mobility and recreation of disrupted sociality. This correlation needs a theoretical attention useful to reflect on repertoires of sociality rather than on general principles and archetypes of society.La reciprocità, il dono e lo scambio sono concetti molto importanti nella riflessione di Mauss e Lévi-Strauss sulla costruzione della società umana. Mauss si concentra sul dono e sullo scambio di oggetti, Lévi-Strauss sull’esogamia e sullo scambio di donne. Entrambi gli antropologi vogliono rintracciare principi generali della società. In questo saggio si prendono in esame casi etnografici congolesi (la fratellanza di sangue e le società di mutuo soccorso) che mostrano la forte relazione fra mobilità e ricreazione della socialità disgregata. Questa correlazione richiede un'attenzione teorica utile per riflettere sui repertori della socialità piuttosto che sui principi generali e sugli archetipi della società
Il Giappone in Lévi-Strauss: un lavoro di bricolage
Claude Lévi-Strauss' relationship with Japan is as in-depth as it is little known. The culture and history of the archipelago were never the direct subjects of his research and studies, except for some fragmentary mentions. These writings on Japan by Lévi-Strauss have been recently collected in a volume. From this work emerges his excellent knowledge about Japan and the crucial role that the country has played since childhood in his education as a man and as a scholar.This paper focuses on the analogy between Lévi-Strauss's approach to Japan and the way we look at the world of the bricoleur through the lesson of The Savage Mind. Guided by a strong empathy, Lévi-Strauss finds many resemblances between Japan and the West, France mainly, also working through binary oppositions. With this background, this paper analyses the work of the ningen kokuhō (living national treasure) in Japan and the Maître d'art in France, and the recognition they both share for their savoir-faire.Il rapporto di Claude Lévi-Strauss con il Giappone è tanto profondo quanto poco noto: la cultura e la storia dell’arcipelago, infatti, non sono mai entrati, se non per frammenti, nelle ricerche teoriche e negli studi del padre dello strutturalismo. Lévi-Strauss ha però lasciato vari scritti e interventi sul Giappone, da poco raccolti in volume, dai quali emerge la sua ottima competenza nipponistica e il ruolo privilegiato che il Giappone ha avuto fin dall’infanzia nella sua formazione di uomo di studioso. Il presente contributo cerca di porre attenzione all’analogia tra l’approccio di Lévi-Strauss al Giappone e l’approccio del bricoleur alla conoscenza del mondo per come è descritto ne Il pensiero selvaggio. Guidato da una forte empatia Lévi-Strauss trova nel Giappone tratti di somiglianza – anche per opposizioni simmetriche – con l’Occidente e in particolare con la Francia. Questo aspetto è qui affrontato in relazione al tema del lavoro e del riconoscimento del savoir-faire dei ningen kokuhō (tesori nazionali viventi) giapponesi e dei Maître d’art francesi
La vitalità della casa. Il modello delle sociétés à maisons nella riflessione antropologica e archeologica e la sua applicazione al contesto mesoamericano
Around the mid of the Seventies, Claude Lévi-Strauss proposed the notion of sociétés à maisons to clarify some aspects of the social organization of the Kwakiutl that had caused problems to Franz Boas. Lévi-Strauss’ proposal, even if formulated in a highly synthetic manner, arose a lively debate, witnessed by a series of volumes and articles. This article provides a synthesis of Lévi-Strauss’ proposal and of the debate it caused among anthropologists and archaeologists. In the final part, the text focuses on the application of the notion of sociétés à maisons to Mesoamerican societies, also proposing a possible application in the specific context of the city of Teotihuacan.Attorno alla metà degli anni ’70 Claude Lévi-Strauss formulò la nozione di sociétés à maisons al fine di spiegare le difficoltà incontrate da Franz Boas nella descrizione della società kwakiutl. La proposta di Lévi-Strauss, per quanto estremamente sintetica, ha dato vita a un intenso dibattito, testimoniato da una serie di volumi e articoli pubblicati nei decenni successivi. Nel presente testo si fornisce una sintesi della proposta lévi-straussiana e del dibattito a cui ha dato vita tra antropologi e archeologi. Nella parte finale ci si concentra sull’applicazione della nozione di sociétés à maisons nel contesto mesoamericano, proponendo anche una sua applicazione allo specifico contesto della città di Teotihuacan
The Dramaturg’s Gaze: About the role of the dramaturg in contemporary theatre and dance practice
This article proposes the positioning of the figure of the dramaturg within post-dramatic theatrical practice. It questions, on one hand, the ways in which the dramaturg’s agency influences artistic creation, while taking into account the possible controversies around his status as an intellectual, his ideological preferences and his subjectivity, and on the other hand, the potential which nests precisely in the philosophical capacity of this figure to problematise and analyse from the inside, even of his own gaze, the very idiom which connects the parties of the creative totality. In order to approach this very sophisticated and multi-layered theatrical presence, this article will address, among other, Saint-Exupéry’s drawings from his classic The Little Prince, Rafael Spregelburd’s visual experiments and Vincent Dunoyer’s dance of absence.L’articolo tratta il posizionamento della figura del dramaturg all’interno della prassi del teatro post-drammatico. Si interroga, da un lato, sui modi in cui il lavoro del dramaturg influenza la creazione artistica, prendendo in considerazione possibili controversie riguardo il suo status di intellettuale, le sue preferenze ideologiche e la sua soggettività e dall’altro, il potenziale che si annida nella capacità filosofica della figura di problematizzare e analizzare, tenendo conto anche del proprio sguardo, un vero e proprio idioma il quale connette diverse parti della totalità creativa. Con l’obiettivo di approcciare questa presenza teatrale molto sofisticata e polivalente, quest’articolo si riferirà, tra altre risorse, ai disegni di Saint-Exupéry del suo classico Il piccolo principe, agli esperimenti visivi di Rafael Spregelburd e alla danza d’assenza di Vincent Dunoyer
Guerra, religione e rituali in Africa. La Lord’s Resistance Army di Joseph Kony (Uganda)
This article focuses on the religious discourse behind the rebellion among the Acholi in northern Uganda. The war began in 1986, after Alice Auma, a young Acholi woman, had been possessed by a spirit called Lakwena. Alice founded an armed movement called the Holy Spirit Movement and she tried to conquer the capital Kampala, but she was defeated by the national army. For a short period, the rebellion was led by his father Severino Lukoya. Later a new leader emerged, Joseph Kony, who founded a movement called Lord’s Resistance Army (LRA). The religious discourse of the different rebel leaders is characterized by a millenarian and apocalyptic conception of history inspired by the Bible. During the 80s the idea of being an impure people had spread among the Acholi because of the horrible crimes committed by their soldiers during the civil war. Once possessed, Alice began to purify the ex-combatants and to enrol them in the Holy Spirit Movement. Her goal was to rid the country of witchcraft and to redeem Acholi of the sins they committed in the past. On the contrary, once at head of the rebellion, Kony began to consider the Acholi guilty and to take revenge against them. Consequently, the rebellion became a fratricidal war characterized by massacres and forced enrolment of children. The Ugandan army weakened the LRA and the rebels left Uganda, but they are still active in a large area between Congo, Sudan and Central Africa.Questo articolo analizza il discorso religioso che sottende la ribellione tra gli Acholi nel Nord dell’Uganda. La guerra iniziò nel 1986, dopo che una giovane donna Acholi, Alice Auma, era stata posseduta da uno spirito chiamato Lakwena. Alice fondò un movimento armato chiamato Holy Spirit Movement col quale cercò di conquistare la capitale Kampala, ma venne sconfitta dall’esercito governativo. Per un breve periodo la ribellione fu guidata da suo padre, in seguito emerse come nuovo leader Joseph Kony, che fondò un movimento chiamato Lord’s Resistance Army (LRA). Il discorso religioso dei diversi leader ribelli è caratterizzato da una concezione millenarista e apocalittica della storia, ispirata alla Bibbia. Durante gli anni Ottanta si era diffusa fra gli Acholi l’idea di essere un popolo empio a causa degli orribili crimini commessi dai loro soldati durante la guerra civile. Una volta posseduta, Alice iniziò a purificare gli ex-combattenti per arruolarli nell’Holy Spirit Movement. Il suo obiettivo era di liberare il paese dalla stregoneria e di redimere gli Acholi dai peccati commessi in passato. Al contrario, una volta a capo della ribellione, Kony iniziò a considerare il suo popolo impuro e a vendicarsi contro di esso. La ribellione divenne così una guerra fratricida caratterizzata da molteplici massacri e dall’arruolamento forzato di numerosi bambini. L’esercito ugandese è riuscito a inferire duri colpi alla LRA e i ribelli hanno lasciato l’Uganda, ma sono ancora attivi in una vasta area fra Congo, Sudan e Centrafrica