University of Bologna

Antropologia e Teatro. Rivista di Studi
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    Storia di armadillo, storia di Lince. Identità e opposizione in un rituale kichwa dell’Alta Amazzonia peruviana

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    In this paper I want to analyze a problematic aspect of the Carachupeada dance of the kichwa Native Community, named Wayku (Peruvian Amazon). This ritual generates a confusion around two opposing concepts: some young people, dressed with plátano leaves, seem to symbolize (at the same time) the armadillo prey (carachupa) and the hunter. Moreover, several children represent dogs and carachupa puppies. Through some reflections presented by Claude Levi-Strauss in the essay The Story of Lynx, I’ll give a possible solution based on the philosophical sources of Amerindian dualism. I’ll also theorize the concept of fluidity, as an interpretative model of unstable human beings.Con il seguente paper mi propongo di analizzare un aspetto problematico del rituale della Carachupeada messo in scena da alcuni giovani kichwa della Comunità Nativa Wayku (alta amazzonia peruviana). Si tratta dell’apparente confusione generata intorno a due concetti opposti: i giovani, ricoperti con foglie di plátano, sembrano prendere contemporaneamente le sembianze della preda-armadillo (carachupa) e del cacciatore. Parallelamente diversi bambini vengono descritti come cani da caccia e cuccioli di carachupa. Attraverso alcune riflessioni presentate da Claude Levi-Strauss nel saggio Storia di Lince, si vuole offrire una possibile soluzione risalendo alle fonti filosofiche del dualismo amerindio. Ciò permette di individuare alcune chiavi di lettura utili a teorizzare il concetto di fluidità, inteso non soltanto come caratteristica intrinseca del confine della corporeità indigena, ma anche come modello interpretativo di una concezione di essere umano perpetuamente instabile

    Dal mito greco al mito amerindio: intervista su Lévi-Strauss con Eduardo Viveiros de Castro

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    L’enseignement de la danse contemporaine comme éducation à l’empathie

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    This text considers the role played by empathy in contemporary dance by analysing the choreographic piece Entre chien et loup (2008) created by Rodolphe Foulliot for the Compagnie du Jeune Ballet Corse. It shows how contemporary dance puts dancers animated by the same intentionality within a production, in a state of both sensory-motor interactions and expression of their ipseity. Their dancing relationship is an empathic process in which a reciprocal kinesthetic and sensory listening is exercised. This process isbased on aknow-how aimed at grasping the partners’ subjectivity.Ce texte étudie l’empathie à partir de la pièce chorégraphique Entre chien et loup (2008) créée par Rodolphe Foulliot pour la Compagnie du Jeune Ballet Corse. Il montre comment la danse contemporaine met des danseurs animés d’une même intentionnalité de production, en situation d’interactions sensorimotrices et d’expression de leur ipséité. Leur relationnel dansé relève d’un processus empathique où s’exerce une réciprocité d’écoute kinesthésique et sensorielle fondée sur un savoir capter la subjectivité des partenaires.Il presente testo studia l'empatia a partire dal pezzo coreografico Entre chien et loup (2008) creato da Rodolphe Foulliot per la Compagnie du Jeune Ballet Corse. L’intento del contributo è mostrare come la danza contemporanea riesca a mettere danzatori animati dalla stessa intenzionalità nella produzione, in condizione d’interagire a partire dal loro vissuto sensomotorio e di esprimere la propria ipseità. La loro relazione danzata è parte di un processo empatico in cui si pratica un reciproco ascolto cinestesico e sensoriale, basato su una conoscenza incorporata volta a cogliere i partner nella loro esperienza soggettiva

    Musique et conscience

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    The present article sets out to show that music can well slip through the mesh of consciousness. It is intended to foster deep inquiry and multidisciplinary research in a newly-born and very promising field of study. It could, indeed, soon, provide society with a set of scientific as well as technical innovations pertaining to different domains such as medicine, education, interrogation techniques, and neuromarketing. The ethical gap between all its possible applications and consequences raises major concerns about its implementation by private-sector companies. It should exclusively serve public interest. Music’s effects upon the human body have been rediscovered in the West, quite accidentally, through the work of anthropologists and ethnologists who carried out field studies involving total immersion in indigenous cultures. It is precisely at this point that the Lévi-straussian legacy acquires its relevance to my inquiry. Besides it is worth noting that Claude Lévi-Strauss paid great attention to musical components which, at least partially, make up the shamanistic cure.Il presente articolo vuole mostrare come la musica possa passare attraverso le maglie della rete della coscienza. Mira ad incoraggiare indagini in profondità e ricerche multdisciplinari in un promettente campo di studio. In tempi brevi potrebbe, infatti, stimolare una vasta gamma di innovazioni scientifiche e tecniche in diversi settori tra i quali la medicina, la didattica, gli strumenti d'indagine ed il neuromarketing. Lo scarto etico tra tutte le sue potenziali applicazioni e conseguenze solleva maggiori preoccupazioni afferenti alla sua messa in opera da ditte private. Dovrebbe esclusivamente servire l’interesse pubblico. Gli effetti della musica sul corpo sono stati riscoperti dall’Occidente, in maniera quasi fortuita, tramite il lavoro di antropologi ed etnologi che hanno condotto indagini sul terreno in immersione totale nelle culture “altre”. È precisamente a questo punto che l’eredità lévi-straussiana acquista la sua pertinenza nello studio qui proposto. Inoltre si deve rilevare che Claude Lévi-Strauss ha prestato grande attenzione alle componenti musicali che entrano nella formula, almeno parzialmente, della cura sciamanica

    Il mito vedico di Śunaḥśepa tra sacrifici umani e fondazioni di genealogie

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    The story of Śunaḥśepa is one of the most important vedic myths and it centres three basic mythemes: the presence of the death, a very life and the wish of transcendency. This myth tells us the story of a man earthly life, tells us about the overcoming of the death and about a upper life. The myth is not a story of gods or a cosmic story, it tells us events, it is a iniziatory myth, wich is its likely historical beginning.La storia di Śunaḥśepa è uno dei più importanti miti vedici e si incentra su tre fondamentali mitemi: la presenza della morte, la qualità della vita e il desiderio della trascendenza. Questo mito racconta la storia della vita di un uomo sulla terra, parla del superamento della morte e del raggiungimento di una vita superiore. Non è un racconto sugli dèi o una narrazione cosmica, non teorizza la rinascita, espone dei fatti, è un rito iniziatico, sua più probabile origine storica

    Nota dei curatori

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    Tradizione collettiva e invenzione individuale: Lévi-Strauss e lo studio dello sciamanismo

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    The year 1949 has been of crucial importance in the life of Claude Lévi-Strauss, both for his academic career and for the theoretical development of his thought. In this phase of alternative possibilities and afterthoughts, he published two texts about shamanism, which became the classic references for every scholar interested in this phenomenon. These texts reveal profound reflections, innovative solutions, originality and easiness in facing up big theoretical questions. They show as well a thought in the making, which begins to explore new fields and topics of research, and which is evaluating his own strengths and interests. However, Lévi-Strauss will quickly decide to abandon the study of rituals and shamanistic practices, choosing to devote his research to the systems of thought: totemism, classification systems, and, at last, mythical thought, a topic to which he will be devoted until the end of his long scientific career.L’anno 1949 ha costituito un momento cruciale nella vita di Lévi-Strauss, tanto per la sua carriera accademica quanto per lo sviluppo teorico del suo pensiero. In questa fase di snodo e di ripensamento, si colloca la pubblicazione di due articoli dedicati allo sciamanismo che sono divenuti dei classici riferimenti per ogni studioso interessato al fenomeno. Questi testi rivelano profonde riflessioni, soluzioni innovative, originalità e disinvoltura nell’affrontare grandi questioni teoriche. Essi mostrano anche un pensiero in formazione, che sta esplorando nuovi terreni e settori di studio, che sta valutando le proprie forze e i propri interessi. Rapidamente, tuttavia, Lévi-Strauss deciderà di abbandonare lo studio dei rituali e delle pratiche sciamaniche, optando per lo studio dei sistemi di pensiero: il totemismo, i sistemi di classificazione e, infine, il pensiero mitico, che occuperà il suo lavoro fino alla fine della sua lunga carriera scientifica

    Lévi-Strauss: la forza della trasversalità e della connettività interculturale

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    Per Claude Lévi-Strauss

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    Oltre l’efficacia simbolica. Produttività e criticità di un concetto

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    Claude Lévi-Strauss has inaugurated a fruitful tradition of studies on the symbolic dimensions of therapeutic efficacy, which still represents a fruitful source of inspiration today. This paper examines the developments that, from the masterful lesson of the French scholar, have allowed a profound rethinking of the subject, capable of taking into account the role of both: the patient and the social relations in which s/he participates, in promoting the transformation of experience. The conclusion calls for the overcoming of the divide between the analysis of symbolic dimensions and the promotion of the right to health, a split that still characterizes much of the anthropological research on therapeutic efficacy.Il contributo di Claude Lévi-Strauss ha inaugurato una feconda tradizione di studi sulle dimensioni simboliche dell’efcacia terapeutca che ancora oggi contnua a dare preziosi frut. In questo contributo si prendono in esame gli sviluppi che, dalla magistrale lezione dello studioso francese, hanno permesso un profondo ripensamento dell’argomento, capace di tenere in debita considerazione il ruolo, sia del paziente, sia delle relazioni sociali di cui partecipa, nella promozione della trasformazione dell’esperienza. In conclusione si segnala la necessità di superare la scissione fra analisi delle dimensioni simboliche e promozione del dirito alla salute che ancora oggi caraterizza buona parte della ricerca antropologica sull’efficacia terapeutica

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