University of Bologna

AMS Tesi di Laurea
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    Qualità dei dati e accuratezza delle previsioni in sistemi di agricoltura di precisione: un’indagine sull’International Soil Moisture Network (ISMN)

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    Questo lavoro analizza la possibilità di ricavare previsioni affidabili dell’umidità del suolo a partire dalle serie in situ raccolte dall’International Soil Moisture Network (ISMN) e valuta come la presenza di buchi temporali condizioni il loro utilizzo operativo. Partendo da un’istantanea completa dei file .stm, è stata sviluppata una pipeline in Python nella quale i dati ISMN sono stati raccolti e armonizzati. Successivamente, i dati sono stati sottoposti a controlli di qualità e a valutazioni quantitative della copertura per verificarne estensione e durata. Per la previsione, come baseline sono stati adottati modelli stagionali interpretabili (SARIMA). Il confronto tra le strategie per il trattamento dei valori mancanti (rimozione, interpolazione, medie mobili) è stato effettuato sulla base delle metriche MAE e RMSE. I risultati mostrano come SARIMA fornisca previsioni coerenti quando la copertura è elevata (tipicamente tra il 90% e il 95%) e il campionamento è regolare. Al contrario, in presenza di gap temporali estesi o irregolari, la stima può essere compromessa, rendendo così ingannevoli metriche apparentemente buone. Per migliorare la capacità previsionale e rendere le previsioni effettivamente utilizzabili in contesti operativi, si consiglia di stabilire soglie minime di copertura e procedure rigide di controllo qualità, accompagnate da analisi di sensibilità sulle tecniche di imputazione e sugli schemi di validazione temporale. È inoltre consigliabile confrontare sistematicamente i modelli con baseline robuste e adottare soluzioni che aumentino la resilienza in presenza di dati frammentati. Combinando tali misure con criteri trasparenti per la selezione e la ricostruzione delle serie, si faciliterebbe l’adozione delle previsioni per decisioni irrigue e per una gestione agricola più efficiente

    Biodiversità umana, cultura gastronomica e nutrizione - studio preliminare della distribuzione geografica e storica dei nutrienti in tre ricettari italiani

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    La presente ricerca indaga le relazioni tra biodiversità umana, cultura gastronomica e nutrizione applicando le metodologie della ricerca dell’antropologia biologica, attraverso l’analisi delle ricette provenienti da tre ricettari italiani appartenenti a epoche differenti (1909, 2006, 2015). L’obiettivo è valutare se la distribuzione geografica dei nutrienti rifletta la diversità bioculturale italiana, mettendo in relazione i pattern nutrizionali con la strutturazione genetica della popolazione delineata dai più recenti studi di genetica delle popolazioni e analizzarne l’evoluzione nel tempo. A partire dai dataset elaborati precedentemente, sono stati integrati dati di composizione alimentare CREA e frequenze d’uso degli ingredienti, calcolando medie ponderate di macronutrienti, micronutrienti e indici di qualità nutrizionale (NRF) per area geografica (Nord, Centro, Sud, Sardegna) e anno. Le analisi statistiche, condotte in ambiente R mediante metodi descrittivi e multivariati, hanno permesso di visualizzare le differenze territoriali e temporali nella composizione nutrizionale. I risultati evidenziano una marcata variabilità geografica: il Nord presenta una maggiore incidenza di proteine e lipidi animali, il Sud si distingue per carboidrati complessi, fibre e grassi vegetali, il Centro mostra un profilo intermedio, mentre la Sardegna mantiene peculiarità legate alla pastorizia. L’analisi diacronica rivela una progressiva uniformazione dei profili nutrizionali, coerente con la modernizzazione e la diffusione dei modelli alimentari nazionali, senza tuttavia cancellare del tutto le specificità regionali. Nel complesso, la distribuzione dei nutrienti appare coerente con la storia bioculturale e biodemografica della penisola, testimoniando l’intreccio tra genetica, ambiente e cultura gastronomica. La gastronomia emerge così come un osservatorio privilegiato per comprendere l’evoluzione alimentare italiana e i processi di coevoluzione tra cibo, ambiente e società

    Gli effetti neurofisiologici e metabolici della terapia manuale: una revisione sistematica con meta-analisi

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    Obiettivo: L’obiettivo di questa revisione era valutare alcuni effetti neurofisiologici e metabolici della terapia manuale, confrontando le tecniche non-HVLA con quelle HVLA, sia in soggetti sani che in persone con MSP. Metodi: La ricerca, condotta su diversi database fino al 14 luglio 2025, ha incluso 53 studi per un totale di 2293 partecipanti. Tutte le fasi di selezione e analisi sono state svolte in modo indipendente da due autori. Gli esiti di outcome primari sono stati sintetizzati con metanalisi e la qualità delle prove è stata valutata con il sistema GRADE. Risultati: In sintesi, sui soggetti sani abbiamo osservato che la mobilizzazione lombare ha aumentato in modo significativo la conduttanza cutanea, sia durante (MD: 21,12 [18,48 to 23,75]) che dopo il trattamento (MD: 20.12 [18.01 to 22.22]), GRADE rispettivamente moderato e basso. Lo stesso è avvenuto con la mobilizzazione spinale sulla conduttanza cutanea al termine (MD: 20,05 [17,97 to 22,13]), ma con un aumento non significativo della temperatura cutanea (MD: 0,72 [-1,27 to 2,7]), entrambi con evidenza bassa. Per quanto riguarda altri parametri autonomici, la terapia non-HVLA ha ridotto significativamente la frequenza cardiaca (MD: -5,79 [-6,8 to -4,79]) e la pressione sistolica (SMD: -0,25 [-0,48 to -0,1]), mentre la manipolazione HVLA ha modificato significativamente l'RMSSD (SMD: 20,05 [17,97 to 22,13]). Al contrario, non sono emerse variazioni significative per la pressione diastolica, per il parametro LF/HF, cortisolo salivare e temperatura cutanea. Conclusione: In conclusione, la mobilizzazione spinale sembra poter influenzare l’attività del sistema nervoso simpatico in entrambe le popolazioni. Tuttavia, l'eterogeneità dei risultati per le altre misure di outcome indica la necessità di ulteriori ricerche per stabilirne la reale rilevanza clinica

    Riconoscimento dei gesti della mano tramite dispositivo wearable in soggetti sani, per applicazioni in riabilitazione post-ictus

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    Obiettivo: Lo scopo di questo studio è stato valutare l’affidabilità del dispositivo Remo, un braccialetto elettromiografico (EMG) sviluppato per il monitoraggio e la riabilitazione motoria dell’arto superiore. L’obiettivo principale era analizzare la coerenza dei segnali EMG sia inter-soggetto sia intra-soggetto in soggetti sani, per verificare la stabilità e la ripetibilità delle misurazioni. Materiali e Metodi: Sono stati arruolati sei soggetti sani (età media 31,8 ± 1,8 anni), senza patologie neurologiche o traumi agli arti superiori. Ogni partecipante ha eseguito 12 task motorie (7 della mano e 5 del polso), ripetute sei volte per arto, in due sessioni sperimentali. I segnali EMG sono stati registrati tramite Remo, e l’affidabilità è stata valutata mediante Intraclass Correlation Coefficient (ICC) e cross-correlation per analizzare la stabilità intra e inter-soggetto. È stata inoltre condotta una mappatura muscolare per associare i canali del dispositivo ai principali muscoli superficiali dell’avambraccio. Risultati: L’analisi inter-soggetto ha mostrato un ICC medio di 0,84, indicativo di buona stabilità del segnale tra soggetti, mentre il 92% delle task ha evidenziato un’affidabilità moderata o alta. L’analisi intra-soggetto ha riportato valori tra 0,80 e 0,97, confermando un’elevata ripetibilità. Conclusioni: Il braccialetto Remo fornisce misurazioni EMG affidabili e riproducibili sia tra individui sia nello stesso soggetto. L’attuale posizionamento risulta ottimale per la rilevazione dei segnali dei muscoli di mano e polso. Futuri studi su pazienti post-ictus saranno necessari per validarne l’uso in ambito riabilitativo personalizzato

    Analisi della frazione volatile di oli aromatizzati

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    La presente tesi ha l’obiettivo di studiare il profilo volatile e le caratteristiche sensoriali di oli di oliva aromatizzati ottenuti tramite co-frangitura di olive della cultivar Picholine Marocaine con nove diverse piante aromatiche: aglio (Allium sativum), basilico (Ocimum basilicum), limone (Citrus limon), zenzero (Zingiber officinale), mandarino (Citrus reticulata), origano (Origanum vulgare), peperoncino (Capsicum annuum), rosmarino (Rosmarinus officinalis) e timo (Thymus vulgaris). I campioni sono stati prodotti presso il laboratorio dell’Université Mohammed V - Faculté des Sciences di Rabat dal gruppo del Prof. Aadil Bajoub. L’analisi della frazione volatile nello spazio di testa è stata condotta mediante HS-SPME-GC-MS, tecnica che ha consentito di identificare e quantificare i composti volatili caratteristici degli agenti aromatizzanti e di valutare come l’aromatizzazione modifichi la concentrazione delle molecole tipiche degli oli vergini di oliva. Tutti i campioni sono stati sottoposti a valutazione sensoriale da parte del panel professionale del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL), con lo scopo di descrivere gli effetti dell’aggiunta di differenti percentuali di aromatizzante sugli attributi primari (fruttato, amaro, piccante) e sugli attributi secondari, nonché di individuare eventuali difetti presenti nell’olio tal quale o originati dal processo di aromatizzazione. In sintesi, questa tesi mira a fornire un quadro delle modificazioni compositive e sensoriali indotte dalla co-frangitura, una tecnica meno indagata rispetto al più diffuso metodo per infusione, contribuendo alla comprensione dei meccanismi attraverso cui diverse matrici vegetali influenzano il profilo aromatico e la qualità degli oli di oliva aromatizzati

    Analisi di efficienza logistica ed Impatto Ambientale del sistema di Packaging per prodotti alimentari: Il caso Ho.Re.Ca. nella distribuzione di ortofrutta

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    Il settore Ho.Re.Ca. (Hotellerie-Restaurant-Café/Catering) riveste un ruolo strategico nella filiera agroalimentare, ma presenta criticità ambientali legate all’uso intensivo di imballaggi monouso. Viene effettuata un’analisi relativa all’efficienza logistica e all’impatto ambientale del sistema di packaging per prodotti ortofrutticoli, confrontando due scenari: AS-IS, basato su imballaggi la cui maggioranza è a perdere, e TO-BE, fondato sull’impiego di sole cassette riutilizzabili CPR System. L’approccio metodologico integra strumenti di Life Cycle Assessment (LCA) e calcoli di Carbon Footprint, applicati a un dataset operativo di oltre 835.000 righe di spedizioni fornite da Conor S.r.l., azienda leader nella distribuzione Ho.Re.Ca. L’analisi è stata supportata da modelli matematici, query SQL e algoritmi di ottimizzazione sviluppati in Python per stimare il riempimento dei roll container e il numero di viaggi, considerando parametri di peso, volume e distanza. L’obiettivo è verificare il beneficio atteso dall’utilizzo di imballi riutilizzabili attraverso una funzione di costo che quantifica, in termini monetari, il costo legato al trasporto dei colli in uscita e quello legato all’impatto ambientale

    Individuazione della direzione anteriore tibiale per chirurgia del ginocchio basata sulla stima del contatto articolare: validazione su modelli derivati da imaging e studio su registrazioni intraoperatorie computer-assistite

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    La chirurgia di protesi totale di ginocchio rappresenta uno degli interventi più eseguiti in Italia e beneficia sempre più dell’impiego di sistemi di navigazione, utili ad aumentare la precisione del posizionamento protesico. Tuttavia, i riferimenti anatomici utilizzati per determinare il sistema di riferimento tibiale e femorale, su cui basare il posizionamento dei componenti protesici risultano soggetti a errori e operatore-dipendenti, soprattutto nel repere della tuberosità tibiale. Questa tesi valuta un nuovo sistema di riferimento tibiale basato sulla cinematica articolare, ottenuto tramite la ricostruzione dei punti di contatto articolare mediati tra 0° e 90° di flessione. Il metodo utilizza un modello semplificato sfera-piano per approssimare condili femorali e piatti tibiali, analizzandone la stabilità al variare della superfice nota. Questo viene applicato sia a modelli reali stampati in 3D sia su dati reali. Il nuovo sistema di riferimento risulta ruotato in media di 2.95° rispetto a quello anatomico, con un intervallo compreso tra −28.06° e 25.72°. Questo sistema mostra una maggiore coerenza con la cinematica articolare e con il posizionamento protesico finale: in 22 casi su 33 fornisce un orientamento più simile alla posizione finale. Le analisi evidenziano una buona validità del modello sfera-piano, il punto determinato coincide con quello individuato nel contatto tra mesh in 10 pazienti su 11, sebbene emergano limiti per bassi angoli di flessione: la geometria del condilo reale non è perfettamente sferica. Lo studio valuta inoltre l’influenza dell’ampiezza della superficie acquisita, mostrando che acquisizioni più ampie migliorano la stima del contatto. Nel complesso, il sistema di riferimento proposto si dimostra meno sensibile agli errori relativi all’acquisizione dei riferimenti anatomici

    Sistema costruttivo ibrido legno–conglomerato: analisi LCA e comparazione con un sistema tradizionale in X-Lam

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    La ricerca analizza il sistema costruttivo ibrido legno-conglomerato NIDUS, sviluppato dall’omonima azienda, e la sua versione revisionata da CNR-IBE concepita come evoluzione ottimizzata. L’obiettivo è valutare potenzialità, criticità e prestazioni del sistema attraverso un confronto diretto con il CLT, sistema costruttivo tradizionale in legno. A partire dall’analisi di due mock-up realizzati da CNR-IBE, sono state effettuate analisi prestazionali termiche, energetiche e ambientali, attraverso software specifici. Il metodo di ricerca si è basato sullo svolgimento di un processo iterativo di progetto, analisi e successiva revisione del progetto, per ottimizzare il sistema, in termini costruttivi e prestazionali. L’obiettivo riguarda la progettazione della soluzione più efficiente, corrispondente al minimo impatto ambientale. In particolare, sono state svolte analisi delle prestazioni termiche, condotte attraverso lo studio delle stratigrafie dell'involucro con lo scopo di valutare il benessere termo-igrometrico e il rispetto dei requisiti normativi. A queste, sono state aggiunte analisi energetiche volte ad individuare le inefficienze dei sistemi costruttivi e ad avviare strategie di riduzione dei consumi. Infine, analisi di impatto ambientale (LCA) hanno consentito di quantificare le emissioni di carbonio delle diverse soluzioni durante il ciclo di vita. Il confronto tra i diversi scenari per il sistema costruttivo ibrido e quello in CLT ha confermato le potenzialità del primo – innovativo - ad essere adottato come un’alternativa valida al secondo – tradizionale. Inoltre, lo studio ha consentito di individuare le debolezze e i limiti del sistema ibrido in termini di impatto ambientale, al fine di poter indirizzare gli studi futuri volti all’ulteriore ottimizzazione. La ricerca conferma l’importanza dell’adozione del metodo di analisi LCA fondamentale per aumentare la consapevolezza dei soggetti coinvolti e per supportare e indirizzare le decisioni progettuali

    Automazione della reportistica operativa per l'analisi ed il controllo della logistica industriale: il caso Luxottica srl

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    La tesi si focalizza sull’analisi e sull’ottimizzazione dei processi logistici di Luxottica S.r.l., attraverso lo sviluppo di progetti orientati all’automazione della gestione dati. L’obiettivo è stato quello di migliorare l’efficienza, la precisione e la tempestività delle informazioni operative lungo la supply chain, con particolare riferimento ai progetti di logistica industriale riguardanti il “Global Stock” (giacenze), gli “Outbound” (Trasferimenti tra magazzini, flussi in uscita), gli “Inbound” (Ricevimenti d’acquisto, flussi in ingresso) e il “Lead Time degli spedizionieri”. In particolare, nel progetto Global Stock è stato introdotto un modello di monitoraggio automatizzato delle giacenze basato su estrazioni BOXI (collegato a SAP) e dashboard in Power BI. Nel progetto Outbound è stato sviluppato un flusso di automazione dei dati basato sull’integrazione tra sistemi SAP, Python e Power BI e mirato al controllo e alla gestione dei flussi tra magazzini. Lo stesso vale per il progetto Inbound (Ricevimenti d’acquisto), dove è stata sempre sviluppata una routine automatizzata basata sull’integrazione tra SAP, Python e Power BI e che va a monitorare tutti i ricevimenti d’acquisto da fornitori o da vendite Intercompany. Infine, nel progetto Lead Time Spedizionieri si è costruito un modello automatizzato di valutazione delle performance dei trasportatori, basato sull’analisi dei tempi di transito; anche in questo caso basato su estrazioni BOXI e portato in Power BI. Questo lavoro ha fornito un importante supporto, non solo alle attività giornaliere della logistica industriale, ma anche a tutti i responsabili di magazzino, che dispongono così di uno strumento di controllo interattivo e facilmente consultabile tramite dashboard aggiornate quotidianamente

    Characterization of a magneto-optical trap of 87Rb atoms

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    This thesis presents the optimization and characterization of a magneto-optical trap (MOT) setup for rubidium-87 atoms. The apparatus is designed to provide a source of cold atoms, with temperatures around 100 μ\muK, near the tip of a hollow-core photonic crystal fiber. The ultimate goal is to load the cold atomic cloud into the fiber to explore the unique properties of this hybrid system. Since the number of captured atoms depends on the interplay between the magnetic field and detuning, a detailed study was conducted to investigate the number of trapped atoms as a function of different detuning values and magnetic field gradients. By comparing two measurement methods, it was determined that the MOT is capable of trapping approximately 10710^7 rubidium atoms. The optimal magnetic field gradient and laser detuning frequency were found to be B=9.32G/cmB' = 9.32 \, \text{G/cm} and δ13\delta \approx -13 MHz, respectively. Additionally, the number of captured atoms was found to be strongly dependent on the background pressure inside the MOT chamber. In this regard, it was observed that by closing the rubidium source valve, the pressure can be reduced by up to 80\% over a 24-hour period, and one possible way to measure it could be through the background signal with the magnetic field gradient turned off. Then we analyzed the trap lifetime τ\tau, which is also inversely proportional to the partial pressure of rubidium. Under optimal conditions, we obtained a trap lifetime of 0.31s0.31 \, \text{s}. Furthermore, a temperature estimation of the atomic cloud was performed using the time-of-flight (TOF) method. The velocity distribution along the xx-axis, which lie in the imaging plane, was captured with a CMOS camera and yielded temperature of Tx=(252±20)μKT_x = (252 \pm 20) \, \mu\text{K}. These results provide essential insights into the optimization of the MOT parameters and lay the foundation for future studies involving the loading of cold atoms into hollow-core photonic crystal fibers

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