University of Bologna

AMS Tesi di Laurea
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    Ottimizzazione del processo di cristallizzazione di una linea produttiva

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    In questa tesi è stata analizzata l’influenza dei parametri di cristallizzazione sulla resa di cristallizzazione e sulla trasmittanza dei cristalli ottenuti. I parametri sono i seguenti: rapporto tra la massa della miscela contenente il prodotto da cristallizzare e la massa di solvente necessaria per solubilizzare la miscela; percentuale del reagente critico nel solvente. Lo scopo di questo elaborato è individuare i valori dei parametri che consentano di massimizzare contemporaneamente la resa di cristallizzazione e la qualità dei cristalli, espressa in termini di trasmittanza. La ricerca delle condizioni ottimali è stata realizzata con il supporto di Minitab, un software statistico che ha formulato due modelli capaci di interpretare il comportamento di resa e trasmittanza, sulla base di risultati ottenuti da un set di prove sperimentali condotte in laboratorio. Il punto di ottimo che è stato individuato è caratterizzato da un rapporto simile a quello attualmente impiegato, ma da una percentuale di reagente critico decisamente maggiore rispetto quella attuale. Per verificare l’attendibilità dei modelli è stata valutata l’influenza dei parametri sulle concentrazioni di prodotto e impurezze nelle acque madri. Attraverso quest’ulteriore analisi si evince che nel modello della trasmittanza sia stato erroneamente escluso un termine legato al contributo del reagente critico. Di conseguenza è stato nuovamente valutato il punto di ottimo, questa volta tenendo in considerazione l’influenza del reagente critico sulla trasmittanza, ricavando un risultato pressoché identico a quello precedentemente ottenuto. Al termine di un’approfondita analisi del comportamento di resa e trasmittanza si è scelto di aggiornare i parametri operativi della sequenza adottando i valori ottimali individuati. Tuttavia, per poter sfruttare al pieno la potenzialità della cristallizzazione è necessario indagare nel dettaglio la dipendenza della trasmittanza dalla percentuale di reagente critico

    Studio di trattamenti fotonici per la preparazione di incollaggi composito-composito

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    Le strutture composite sono sempre più utilizzate in diversi settori industriali non solo per ridurre il peso strutturale, ma anche per le eccellenti proprietà di resistenza alla fatica e alla corrosione. Per minimizzare ulteriormente il peso senza compromettere questi vantaggi, l’incollaggio adesivo è oggi ampiamente utilizzato per unire materiali compositi avanzati. Tuttavia, trattamenti superficiali efficaci sono essenziali per garantire proprietà meccaniche adeguate del giunto, come la resistenza, la tenacità alla frattura e la durabilità a lungo termine. Il presente studio indaga metodi di preparazione superficiale efficaci per un composito rinforzato con fibra di carbonio ottenuto tramite stampaggio a compressione. Sono stati valutati sia l'abrasione meccanica standard sia un trattamento avanzato con laser UV a impulsi ultracorti. L’effetto della modifica superficiale sulla morfologia è stato analizzato mediante Microscopia Elettronica a Scansione (SEM), mentre le variazioni nella chimica superficiale sono state determinate utilizzando la Spettroscopia a Raggi X Dispersiva in Energia (EDS). I risultati combinati hanno permesso di valutare la capacità delle strategie proposte di modificare la morfologia superficiale e di rimuovere i contaminanti post-processo, principalmente a base di silicio. Inoltre, sono stati condotti test di trazione controllati su giunti a sovrapposizione singola incollati per valutare la resistenza del giunto. I risultati mostrano che l’ablazione laser UV rimuove efficacemente i contaminanti dalla matrice senza danneggiare le fibre di carbonio, migliorando così la resistenza al taglio rispetto ai campioni trattati con abrasione meccanica

    Strumenti parametrici di supporto decisionale per la riqualificazione energetica degli edifici storici

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    La tesi si colloca nell’ambito della riqualificazione del patrimonio edilizio storico, con particolare riferimento alle attività del progetto europeo Horizon Europe “Herit4Ages”, focalizzato sullo sviluppo di soluzioni innovative capaci di incrementare l’efficienza energetica degli edifici storici, preservandone le peculiarità architettoniche e culturali. Una delle soluzioni previste consiste nell’implementazione di moduli prefabbricati di tipo “Plug and Play”, installabili all’interno, assemblabili a secco e, dunque, reversibili, per aumentare le prestazioni termoigrometriche delle chiusure esterne opache senza alterare i caratteri originali delle superfici esterne. La tesi affronta la progettazione di tali componenti tramite lo sviluppo di un algoritmo parametrico, che prevede l’integrazione di diversi strumenti digitali per supportare il progettista durante il processo di analisi e progetto secondo precisi requisiti prestazionali e architettonici. La prima fase del processo riguarda il rilievo delle caratteristiche geometriche e costruttive dell’edificio, svolto grazie all’ausilio di tecnologie laser scanner, finalizzato alla creazione di un modello energetico. Su questo modello viene svolta una analisi dello stato di fatto, finalizzata alla valutazione delle prestazioni energetiche del fabbricato. Successivamente, il modello è implementato con l’inserimento dei pannelli isolanti “Plug and Play” sulle pareti opache, caratterizzato da una serie di parametri geometrici, costruttivi e prestazionali variabili (features). Attraverso l’impostazione di obiettivi progettuali numerici relativi alle prestazioni finali da raggiungere (targets), l’algoritmo permette di individuare e confrontare diverse soluzioni progettuali per l’efficientamento dell’involucro edilizio, svolgendo una analisi di tipo multicriteriale volta all’ottimizzazione degli obiettivi a seconda delle diverse priorità progettuali

    Modellazione numerica del getto di un distributore Pelton

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    Questo lavoro presenta lo studio di un modello CFD per l’applicazione di modelli multifase al getto d’acqua in uscita del distributore di una turbina Pelton. Il presente elaborato è stato svolto all’interno de lreparto R&D di TROYERAG, azienda leader nel settore delle macchine per la produzione di energia idroelettrica. Il primo capitolo introduce al mondo idroelettrico e la sua importanza nel panorama energetico. Il secondo espone tutti i parametri fondamentali per lo studio energetico di una turbina Pelton e il suo distributore. Nei capitoli successivi sono riportate le basi teoriche della fluidodinamica computazionale, con particolare attenzione all’utilizzo di Volume of Fluide Adaptive Grid Refinement, due tecniche adottate fondamentali per lo studio approfondito di getti e di interazioni multi-fluide. Lo studio vuole anche approfondire l’utilizzo del software ISIS-CFD per questo tipo di analisi numerica. Sono poi riportati i risultati per un caso bidimensionale in cui viene mostrata la coerenza dei risultati ottenuti con quelli presenti negli articoli in letteratura. L’ultimo capitolo riporta la differenza tra due casi tridimensionali, in cui si studiano le differenze nei casi con condotta e senza condotta di adduzione

    Progettazione di un sistema di accumulo per dosi in fibra naturale in una linea di macchine automatiche

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    Il presente lavoro di tesi si concentra sulla progettazione e sviluppo di un sistema meccanico, esplorando le fasi del processo progettuale. Il contesto di applicazione riguarda il settore delle macchine automatiche, con particolare attenzione alla produttività nelle linee di produzione industriali. Il sistema progettato, in collaborazione con l’azienda Protesa, è un buffer che collega due macchine con produttività diverse, destinate alla prototipazione. Il prodotto da accumulare è una dose di fibra naturale a forma di disco circolare, utilizzata nella produzione di tappi e capsule per il rigid packaging, con un focus sulla transizione ecologica e l'uso di materiali alternativi alla plastica. Il sistema è inoltre progettato per gestire una varietà di formati, a seconda del prodotto finale. Il processo progettuale è stato avviato con un’analisi dello stato dell’arte e una ricerca sui brevetti relativi ai sistemi di buffer simili. Questa analisi ha fornito spunti utili per le prime soluzioni proposte, che sono state valutate mediante una matrice decisionale per selezionare la più promettente. La soluzione scelta è stata sviluppata, progettata e modellata nel dettaglio, con una particolare attenzione alle scelte progettuali in base alle specifiche tecniche e alle esigenze del sistema. Il progetto ha incluso la modellazione dei sistemi di attuazione necessari per le movimentazioni richieste. Per testare la fattibilità della soluzione, sono state effettuate simulazioni cinematiche e agli elementi finiti, al fine di verificare il comportamento del sistema rispetto ai requisiti tecnici e prestazionali. Infine, sono state eseguite prove sperimentali per validare il progetto e ottimizzare la soluzione, confermando che il sistema soddisfa le specifiche richieste

    Progettazione di attrezzature per carpenteria sfili: il caso Effer Modello 395

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    Il presente elaborato tratta la progettazione e lo sviluppo di maschere per carpenteria destinate agli sfili delle gru a braccio articolato Effer 395. Il progetto nasce nell’ambito del rinnovamento del settore manifatturiero della Effer Crane, azienda acquisita da Hiab nel 2018 e recentemente integrata nei processi produttivi della multinazionale. Il focus principale è l’ottimizzazione della produzione degli elementi strutturali della gru, con particolare attenzione alla gestione delle tolleranze dimensionali e geometriche, alla riduzione degli errori di assemblaggio e all’influenza del ritiro delle saldature sulle deformazioni dei componenti. Lo studio analizza i principi fondamentali del disegno tecnico applicati alla progettazione delle maschere, evidenziando l'importanza di riferimenti di quotatura alternativi per garantire un’elevata precisione nelle fasi di lavorazione. Il lavoro affronta inoltre le problematiche legate alla carpenteria pesante, come la necessità di mantenere elevati standard qualitativi nonostante le tolleranze ristrette, e la gestione del ritiro termico dei materiali, in particolare dell’acciaio S1100QL, utilizzato per la realizzazione degli sfili. Attraverso l’introduzione di maschere modulari e di sistemi di allineamento avanzati, il progetto ha permesso di migliorare significativamente l’efficienza produttiva, riducendo gli scarti e ottimizzando i tempi di lavorazione. I test sperimentali condotti hanno confermato la validità delle soluzioni adottate, fornendo dati utili per un ulteriore sviluppo tecnologico. Le conclusioni delineano possibili miglioramenti futuri, tra cui l’integrazione di processi di automazione avanzata e l’uso di metodologie predittive per il controllo qualità, con l’obiettivo di massimizzare l’affidabilità e la durata delle strutture prodotte

    Progettazione di una macchina per il sollevamento di bobine metalliche

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    Il presente elaborato di tesi descrive il processo di progettazione del prototipo di una macchina per il sollevamento di coils metallici in tutte le sue fasi. In particolare ci si è occupati di slit coils, caratterizzati da una larghezza ridotta. A seguito di un'analisi delle soluzioni esistenti e della definizione dei requisiti necessari, si è optato per un dispositivo di sollevamento per attrito a tre bracci. Dopo aver visionato la normativa di riferimento, si è proceduto con la progettazione e il dimensionamento dei componenti commerciali. Infine, sono state svolte simulazioni agli elementi finiti per una verifica preliminare della resistenza della struttura. La macchina consente il sollevamento e il ribaltamento dei coils, non necessita che i coils vengano mantenuti separati durante lo stoccaggio ed è caratterizzata da ingombri ridotti

    Effetto del colore determinato mediante colorimetro Minolta e sensore Nix sulla qualità della carne di petto di pollo

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    Negli ultimi anni è stata sviluppata una nuova generazione di colorimetri denominati sensori di colore, più economici e maneggevoli. Fra questi, il sensore basato sulla tecnologia NIX™ è stato recentemente testato per la misurazione oggettiva del colore di diverse tipologie di carni. Pertanto, lo scopo di questo lavoro di tesi è stato quello di testare l’impiego del sensore innovativo (Nix Spectro 2 Color Sensor) in comparazione con il colorimetro Minolta (CR-400) su carni di petto di pollo. A tale scopo, sono stati effettuati tre campionamenti indipendenti, nel corso di ciascuno dei quali sono stati selezionati, a 24h post-mortem, 90 filetti suddivisi in tre gruppi in base al colore (pallidi, normali e scuri). Oltre alla misurazione del colore mediante colorimetro Minolta e sensore Nix, sono state condotte le principali determinazioni per la caratterizzazione tecnologica delle carni. I risultati ottenuti hanno confermato quanto ampiamente consolidato in letteratura. Il colore può essere quindi considerato un valido indicatore della qualità tecnologica delle carni di pollo, permettendo di definire tre categorie di carni (scure, normali e pallide), dotate di diversa acidità e capacità di ritenzione idrica. Dal confronto dei dati ottenuti con i due strumenti, sono stati rilevati valori significativamente diversi. Questa differenza è attribuibile alla diversa sorgente di emissione luminosa di cui sono provvisti i due strumenti; infatti, a causa della sua interazione con la superficie e/o struttura della carne, può comportare una diversa diffusione della luce incidente. Tuttavia, dall’esame delle correlazioni semplici, è stato rilevato un elevato grado di correlazione (r=+0,90) soprattutto per la luminosità (L*). Inoltre, dallo studio delle correlazioni con i parametri tecnologici presi in considerazione, è emerso che il sensore di colore Nix Spectro 2 consente di predire la qualità delle carni avicole in maniera pressoché analoga rispetto al colorimetro Minolta

    Implementation and exploitation of new bolometer electronics at ASDEX Upgrade

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    Foil bolometry is a diagnostic technique used in many nuclear fusion machines, like tokamaks and stellarators, to measure the electromagnetic power radiated by thermonuclear plasmas, integrated from near infrared to soft X-rays. ASDEX Upgrade (AUG) is a mid-size tokamak owned by Max Planck Institute for Plasma Physics (IPP), in Munich, which is exploited to conduct highly relevant research in the field of nuclear fusion for energy production. AUG makes use of foil bolometry. A new electronic system has been recently developed by the electronics department of IPP, to improve the time resolution and signal to noise ratio (SNR) of foil bolometers. The aim of this thesis is to characterize the new electronic system and implement a data acquisition and data processing algorithm on an FPGA with the LabVIEW software. The final goal is to implement a new system that performs real-time measurement of the plasma-radiated electromagnetic powers on foil bolometers. The new system is meant to complement an existing one which is already in operation at AUG. The new electronic system has been tested in the laboratory with artificial light sources and has been used in the latest AUG experimental campaign, from October 2024 to January 2025. The new system has been compared to the existing one, to determine whether a signal improvement was achieved

    Metodi di antropologia biologica per lo studio della variabilità geografica della cultura gastronomica italiana nel XIX secolo

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    Il cibo è uno degli aspetti più significativi della cultura umana, che va oltre la semplice funzione nutrizionale, diventando simbolo di identità e appartenenza culturale. Non si tratta solo di un atto di nutrirsi, ma di un processo che coinvolge produzione, preparazione, trasformazione, consumo e trasmissione intergenerazionale. Il cibo è anche simbolo di diversità, in quanto le pratiche alimentari variano a seconda di fattori ecologici, storici, geografici, religiosi e sociali. Questa tesi si basa sull'analisi della cultura gastronomica italiana del XIX secolo, utilizzando metodi di antropologia biologica, e ha sviluppato tecniche per l'analisi quantitativa a partire da testi scritti. Essa rappresenta uno studio preliminare sulla variabilità gastronomica italiana. I dati, ottenuti dalla ricostruzione degli ingredienti presenti in ricettari italiani rappresentativi delle diverse regioni della penisola, evidenziano la possibilità di ricostruire una diversità geografica in ambito gastronomico. In particolare, l'analisi delle componenti principali mostra una certa omogeneità tra le regioni del Centro-Sud Italia, mentre Lombardia e Piemonte si differenziano maggiormente, probabilmente a causa di una maggiore influenza delle cucine internazionali, in particolare quella francese. Future analisi, mirate ad aumentare il numero di testi analizzati, consentiranno di ottenere una maggiore precisione e accuratezza nella descrizione di tale variabilità

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