University of Bologna

AMS Tesi di Laurea
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    Valutazione dell'asetticità del processo di preparazione dei radiofarmaci da kit: dal controllo ambientale al Media Fill test

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    La preparazione dei radiofarmaci in ambienti a contaminazione controllata richiede l’applicazione di controlli microbiologici rigorosi, per garantire la sterilità e la sicurezza del prodotto destinato al paziente, spesso oncologico o immunocompromesso. L’elaborato analizza nel dettaglio le normative di riferimento, tra cui la Farmacopea Ufficiale Europea, le Norme di Buona Preparazione dei radiofarmaci e le Good Manufacturing Practices (Annex 1 e 3). In particolare, sono stati approfonditi i test di simulazione asettica (Media Fill test) e i controlli microbiologici ambientali, con specifico riferimento ai sistemi HVAC e alle modalità di campionamento. I risultati mostrano come la mancanza di protocolli standardizzati e il rischio di manipolazione dei dati rappresentino una criticità rilevante per l’affidabilità dei controlli. Viene, inoltre, discussa la possibilità di introdurre procedure di verifica più stringenti, come la presenza di un doppio operatore per ridurre i bias e aumentare la tracciabilità. L’obiettivo finale dell’elaborato è quello di proporre un approccio metodologico che, partendo da lacune normative e operative, contribuisca a migliorare la qualità e la riproducibilità dei controlli microbiologici in radiofarmacia

    Analisi modale di un pannello di fusoliera con approcci numerici e analitici

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    In questa tesi viene svolta un’analisi modale di un sottile pannello curvo di fusoliera in alluminio. In particolare, vengono studiate le frequenze naturali e i modi del pannello, per evitare di incorrere in fenomeni che ne compromettano l’integrità strutturale durante il volo. Viene presentato un confronto tra tre diversi approcci, in particolare tra il software commerciale Ansys, il software MUL2, che si basa sulla formulazione della teoria avanzata Carrera’s Unified Formulation (CUF), e i risultati ottenuti a partire da un modello analitico. Le analisi svolte mostrano la validità dei risultati ottenuti con CUF, quindi la possibilità di studiare un pannello curvo di fusoliera con un ottimo grado di accuratezza usando elementi 2D, che permettono la riduzione del costo computazionale. Tutto ciò in futuro permetterà di estendere le analisi a strutture multistrato o a spessore variabile

    Esperimenti di radar bistatico con JUICE: opportunità di sovrapposizione delle tracce con RIME durante la fase orbitale GCO500

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    La missione JUICE, sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), raggiungerà il sistema gioviano nel 2031 con l’obiettivo di caratterizzare Ganimede e le altre lune ghiacciate di Giove. Due degli strumenti a bordo, 3GM e RIME, offrono la possibilità di investigare la struttura e le proprietà della superficie e del sottosuolo delle lune: il primo con gli esperimenti di radar bistatico, mentre il secondo con osservazioni radar. Gli esperimenti di radar bistatico permettono di ricavare proprietà come la costante dielettrica e la rugosità nei primi metri/centimetri di superficie. L’osservazione della medesima regione con RIME fornirebbe ulteriori vincoli alla caratterizzazione della superficie, utilizzabili in sinergia con i risultati degli esperimenti di radar bistatico. In aggiunta, anche l’indagine della sottosuperficie, possibile solo a RIME grazie alla sua lunghezza d’onda maggiore, potrà trarre vantaggio da una conoscenza più accurata delle proprietà superficiali delle lune osservate. Il presente elaborato si è focalizzato sullo sviluppo di simulazioni numeriche in ambiente MATLAB, al fine di ricostruire le zone osservabili dai due strumenti durante la fase orbitale circolare intorno a Ganimede a 500 km (GCO500). Nel caso degli esperimenti di radar bistatico, seppur in maniera preliminare, è stata considerata anche la potenza dei ritorni attesi a Terra. Sono state così generate heatmap delle regioni osservate in condizioni più favorevoli, quantificando il numero di sovrapposizioni delle aree illuminabili dai due strumenti. I risultati hanno mostrato che i terreni osservabili sono quelli compresi tra i 69◦ e −67◦ di latitudine, con una copertura delle regioni di interesse quasi completa. L’analisi ha confermato che l’esperimento di radar bistatico, nonostante sia un esperimento detto di opportunità, presenta numerose occasioni per fornire risultati complementari a quelli di RIME e arricchire ulteriormente il ritorno scientifico della missione

    Potenzialità, limiti, sfide e prospettive dell’applicazione di materiali ceramici innovativi in sistemi di microturbine a gas e/o ORC di taglia medio/piccola

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    Al giorno d’oggi la produzione di energia in maniera più efficiente, con consumi ed emissioni inquinanti ridotti, è diventata una prerogativa sempre più importante per i moderni impianti industriali. Per questo motivo il presente lavoro di tesi si occupa di analizzare nel dettaglio una soluzione innovativa per uno dei principali componenti dell’impianto, ovvero la turbina. Da essa, infatti, dipendono il rendimento generale dell’impianto, i consumi e le emissioni inquinanti che vengono erogate nell’ambiente esterno. Un forte limite della massima efficienza raggiungibile dalle turbine è la temperatura massima che queste possono sopportare se realizzate con materiali metallici a causa della loro sensibilità al calore; perciò, è stata studiata come alternativa l'implementazione dei materiali compositi in ceramica all’interno della macchina, sostituendo i metalli più comunemente utilizzati. L’elaborato analizza in dettaglio questi materiali mettendone in evidenza le proprietà meccaniche e le caratteristiche, così come i limiti e gli svantaggi; analizza i principali processi produttivi utilizzati per realizzare i componenti nelle turbine, confrontando soluzioni più tradizionali con processi innovativi e ancora in fase sperimentale, ma con forti potenzialità; e mette a confronto direttamente le prestazioni di modelli simili di turbine e impianti ORC realizzati in materiale metallico e in materiale ceramico, analizzando in particolare alcuni elementi della turbina principalmente responsabili del rendimento e dei consumi della macchina. La presente attività di tesi ha l’obiettivo di mettere in evidenza quali sono i vantaggi, i limiti e le sfide rispetto all’utilizzo dei materiali ceramici in impianti ORC con microturbine a gas di piccola-media taglia, facendo anche alcune considerazioni sulle prospettive future di questa applicazione nel breve e nel medio-lungo termine

    Analisi dello stato dell’arte dei sistemi di stoccaggio dell’idrogeno per applicazioni aerospaziali

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    La tesi analizza lo stato dell’arte dei serbatoi per idrogeno liquido (LH₂) in aviazione, con focus su materiali, architetture e integrazione aeronautica. Dopo aver motivato la transizione energetica (limiti delle misure incrementali, impatto non-CO₂), si confrontano GH₂, LH₂ e Jet-A1: l’H₂ ha altissimo potere calorifico specifico ma bassa densità volumetrica; il LH₂ triplica la densità del GH₂ e consente pressioni di esercizio modeste, al prezzo di criogenia (~20 K), isolamento spinto e gestione del boil-off. Il cuore progettuale è il tank-system: forma a basso rapporto superficie/volume (sfera o cilindro con fondi emisferici), isolamento vacuum-jacketed con MLI, dimensionamento di MEOP/venting e strategie di riempimento (95–98%) per garantire ullage. Sul piano dei materiali, le leghe di alluminio costituiscono la baseline per robustezza e costo; i compositi CFRP con liner offrono alleggerimento ma introducono trade-off (permeazione, CTE mismatch, cicli termici). Sono discussi i fenomeni critici — heat-inleak, boil-off, permeazione, fragilizzazione H-indotta, buckling della camicia in vuoto — e le relative mitigazioni (tenute e linee vacuum-jacketed, sensori H₂ in intercapedine, leak detection e vent sizing per loss-of-vacuum). La parte applicativa mappa programmi e dimostratori: A380 Hydrogen Demonstrator/ZEDC di Airbus (industrializzazione e sistemi LH₂→GH₂), approcci modulari retrofit (Universal Hydrogen), ricerca materiali/strutture (CHATT, fLHYing, NLR) e linee guida di sistema (ATI FlyZero, GKN per catene MW-class). In conclusione, una prima generazione di aeromobili LH₂ è tecnicamente plausibile con serbatoi Al o CFRP+liner, isolamento MLI+vuoto e integrazione fusoliera-centrica; la seconda generazione punterà a innalzare l’efficienza gravimetrica e a ridurre il boil-off, abilitando un contributo concreto alla decarbonizzazione del trasporto aereo

    Tecniche di rilevazione automatica dell'ammoniaca in atmosfera

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    L’obiettivo di questa tesi è quello di analizzare le principali tecniche di rilevazione automatica dell’ammoniaca (NH₃) in atmosfera, da un lato evidenziando l’importanza del monitoraggio di questo inquinante e dall’altro, ponendo a confronto i metodi tradizionali con le tecniche automatiche più recenti, sia ground-based che space-based, in modo da delinearne i vantaggi, i limiti e le prospettive di sviluppo futuro. L’ammoniaca interagisce con gli acidi presenti in atmosfera come l’acido solforico, nitrico e cloridrico, portando alla formazione del particolato fine (PM₂.₅), noto per contribuire all’insorgenza di infezioni e malattie respiratorie, cancro ai polmoni e malattie cerebrovascolari. Oltre agli effetti diretti sulla salute umana, occorre tenere in considerazione anche gli impatti negativi che l’ammoniaca ha sull’ambiente. Infatti, essa viene trasportata dal vento e depositata attraverso meccanismi di deposizione secca e umida negli ecosistemi acquatici e terrestri portando a eutrofizzazione e acidificazione, con conseguente perdita di biodiversità. Alla luce di questi aspetti, il monitoraggio dell’ammoniaca riveste un ruolo cruciale sia per la tutela della salute pubblica sia per la protezione degli ecosistemi. I metodi tradizionali per il monitoraggio dell’ammoniaca atmosferica prevedono limiti significativi. L’evoluzione tecnologica però, ha reso possibile lo sviluppo di tecniche automatiche in grado di superare tali vincoli, garantendo monitoraggi continui, ad alta risoluzione temporale e maggiore affidabilità. Con questa tesi si intende offrire una panoramica critica dei diversi approcci sviluppati, ed un accenno alle tecnologie future, sottolineando come il passaggio da tecniche manuali a sistemi automatici rappresenti una tappa fondamentale per le esigenze attuali e future del monitoraggio ambientale e per la mitigazione degli impatti legati all’ammoniaca

    Valutazione della stabilità di decodifica neurale di coordinate spaziali e parametri biomeccanici dell'arto superiore di macaco durante compiti di reaching mediante modellazione deep learning e OpenSim

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    Le interfacce cervello-computer traducono l'attività neurale in comandi per dispositivi esterni, offrendo opportunità riabilitative per pazienti con deficit motori. La loro efficacia dipende dalla comprensione di come il cervello codifichi i movimenti: attraverso coordinate spaziali (rappresentazione estrinseca) o parametri biomeccanici corporei (rappresentazione intrinseca). L'area F2 della corteccia premotoria dorsale, ponte tra percezione sensoriale ed esecuzione motoria, gioca un ruolo cruciale nella pianificazione del movimento. Questo studio investiga quali aspetti del movimento siano codificati in F2 di Macaca fascicularis durante reaching, confrontando la decodifica neurale di coordinate spaziali, angoli articolari, velocità, accelerazioni e lunghezze muscolari. È stato sviluppato un protocollo integrando tracciamento markerless e modellazione biomeccanica in OpenSim per estrarre parametri intrinseci. Una rete LSTM ha decodificato l'attività di popolazioni neuronali di diverse dimensioni mediante cross-validation su due registrazioni dello stesso soggetto. Le coordinate spaziali sono state predette con elevata accuratezza, mentre angoli articolari e velocità hanno mostrato performance inferiori. Le lunghezze muscolari hanno raggiunto risultati promettenti. L'analisi tra le due registrazioni ha rivelato variabilità nelle performance, pur confermando la riproducibilità metodologica. I risultati suggeriscono che F2 codifichi maggiormente rappresentazioni spaziali estrinseche rispetto a parametri articolari, mantenendo informazioni su configurazioni corporee e stati muscolari. Il protocollo costituisce una pipeline funzionale per l'analisi integrata di parametri estrinseci e intrinseci, aprendo possibilità per analisi su altre aree corticali e compiti motori più complessi

    Delay-Doppler Modulation and Software Defined Radio Implementation

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    Modern wireless communication networks, including future 6G systems, are expected to support use cases in high-mobility environments. These scenarios often involve Non-Terrestrial Networks (NTNs), unmanned aerial vehicles (UAVs), vehicular communications, and high-speed railway systems. The Orthogonal Frequency-Division Multiplexing (OFDM) scheme is widely employed today thanks to its great properties in static multipath channels. The strength of OFDM lies in the use of the cyclic prefix (CP), which enables a low-complexity single-tap equalization at the receiver. While OFDM is expected to remain a baseline waveform in 6G systems, it faces significant challenges in rapidly time-varying environments. In such scenarios, the strong Doppler effect disrupts subcarrier orthogonality, leading to inter-carrier interference (ICI). Thus, OFDM performance degrades, and the great advantage of having a low complexity receiver is lost. To overcome OFDM's limitations in high-mobility scenarios, one approach is to employ it with additional precoding. Building on this idea, Orthogonal Time Frequency Space (OTFS) is a novel modulation scheme that has gained growing interest as a promising alternative to OFDM in strongly time-variant channels. In this thesis, channel estimation algorithms for OTFS systems are investigated. The presented embedded pilot approach inserts a single pilot and guard symbols within the delay-Doppler grid. Numerical results compare channel estimation performance accounting for both integer and fractional Doppler shifts. The outcomes show that the impact of fractional Doppler can be effectively mitigated with relatively simple additional signal processing, resulting in only minor performance differences. The ultimate objective of this thesis is the integration of the complete OTFS transceiver chain on a Software Defined Radio (SDR) platform. In particular, a loop-back configuration is implemented and preliminary results confirm the correctness of the system

    Tecniche di ottimizzazione e adattamento di antenne rettificatrici per il trasferimento di micropotenze wireless

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    Il presente elaborato si inserisce nell’ambito del Wireless Power Transfer e dell’Energy Harvesting a radiofrequenza, con l’obiettivo di progettare e analizzare l’antenna e la rete di adattamento di un sistema operante in banda UHF e ISM, alla frequenza di 868 MHz. Tale sistema è destinato ad alimentare in maniera wireless dispositivi elettronici a bassissima potenza, impiegabili in molteplici applicazioni e scenari d’uso. A partire dal valore di impedenza all’ingresso del rettificatore incluso nel sistema di energy harvesting, è stata modellata e simulata dal punto di vista elettromagnetico un’antenna, al fine di valutarne le principali caratteristiche radiative e di impedenza alla porta. Successivamente, l’attività si è focalizzata sulla progettazione della rete di adattamento, sviluppata attraverso un processo graduale di ottimizzazione che ha previsto la valutazione di diverse architetture e configurazioni circuitali, con lo scopo di massimizzare il trasferimento di potenza dall’antenna al rettificatore. Infine, sono stati raccolti e confrontati i risultati di simulazioni relative a reti di adattamento fisicamente realizzabili, considerando parametri quali il coefficiente di riflessione, la potenza in uscita, l’efficienza di conversione del rettificatore, la banda operativa e la stima dell’area occupata dal circuito. Ciò ha permesso di individuare la soluzione più idonea da integrare con l’antenna e il rettificatore di riferimento, così da massimizzare la conversione di energia nel sistema di energy harvesting, con particolare attenzione alle dimensioni fisiche complessive

    Accuratezza delle analisi statistiche negli studi controllati randomizzati di fisioterapia muscoloscheletrica: uno studio di metaricerca

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    Introduzione: Tra le patologie dell’apparato muscoloscheletrico il Low Back Pain (LBP) è tra le più frequenti e, determinando un non trascurabile carico assistenziale, è oggetto di numerosi studi clinici. Tuttavia, la scarsa qualità di analisi statistiche e loro reporting negli studi randomizzati controllati (RCT) ne limita l’interpretabilità e generalizzabilità dei risultati. Per migliorare la qualità metodologica degli studi clinici sono stati sviluppati diversi strumenti, tra cui il CONSORT. Obiettivi: Lo scopo dello studio è valutare la qualità del reporting statistico degli RCT sul trattamento riabilitativo del LBP che dichiarano di seguire le linee guida CONSORT mediante l’utilizzo della Checklist CHAMP . Materiali e Metodi: È stata realizzata una revisione sistematica della letteratura biomedica sui database: CENTRAL, CINAHL, MEDLINE, Web Of Science, PEDro a partire dal 1996, anno di prima pubblicazione del CONSORT mentre le rispettive strategie di ricerca sono state lanciate in data 10/03/2025. Sono stati inclusi RCT a gruppi paralleli che dichiaravano di aver seguito le linee guida CONSORT, su pazienti adulti affetti da LBP aspecifico. Il processo di screening delle referenze è stato effettuato da 2 coppie di revisori per titolo e abstract e successivamente in full text. Il rischio di bias e l’analisi statistica e il suo reporting sono stati valutati mediante gli strumenti ROB-2 e CHAMP. Risultati: La revisione ha identificato 90 RCT, 10 dei quali vengono qui preliminarmente presentati. Solamente 3 studi presentavano un basso rischio di bias secondo il ROB-2 e 4 studi su 10 presentavano risposte positive almeno nel 90% degli item della CHAMP checklist. Un confronto delle valutazioni dei due strumenti suggerisce una convergenza su problemi nel reporting dei risultati. Conclusioni: Gli RCT di ambito fisioterapico sul LBP che dichiarano di seguire il CONSORT presentano limitazioni metodologiche legate a rischio di bias e analisi e reporting statistico

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