University of Bologna

AMS Tesi di Laurea
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    Modelli predittivi per l’outcome riabilitativo precoce in pazienti sottoposti a protesi articolare di anca e ginocchio con l’utilizzo del machine learning: un protocollo di studio

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    Gli interventi di protesi totale d'anca e ginocchio sono trattamenti efficaci, tuttavia il 10-20% dei pazienti ottiene risultati sottoperformanti con persistenza di dolore e deficit nel recupero motorio. Questa variabilità dipende da molteplici fattori tra cui età, BMI, comorbidità e condizioni psicologiche. L'impossibilità di prevedere il decorso riabilitativo comporta un utilizzo subottimale delle risorse sanitarie. Il presente protocollo descrive la metodologia per sviluppare e confrontare modelli predittivi basati su machine learning per identificare precocemente pazienti a rischio di recupero funzionale lento dopo artroprotesi. L'endpoint primario è lo sviluppo e il confronto delle performance predittive tra regressione logistica e Random Forest. Lo studio retrospettivo osservazionale sarà condotto presso l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, analizzando 659 pazienti sottoposti a protesi d'anca o ginocchio nel periodo 2022-2024. I modelli predirranno la capacità di salire autonomamente tre gradini standardizzati alla quarta giornata post-operatoria. I predittori includeranno variabili demografiche, antropometriche, cliniche preoperatorie e parametri chirurgici disponibili dal primo giorno post-intervento. L'analisi sarà condotta mediante validazione incrociata stratificata a 10-fold, seguendo le linee guida TRIPOD-AI e SPIRIT. Le performance saranno valutate mediante AUC-ROC, sensibilità, specificità, valori predittivi e calibrazione. L'implementazione di questo protocollo permetterà di sviluppare uno strumento predittivo affidabile e clinicamente applicabile per stratificare precocemente il rischio riabilitativo, consentendo la personalizzazione degli interventi e l'ottimizzazione delle risorse nella pratica clinica quotidiana

    Il ruolo della fisioterapia nella diminuzione del rischio di caduta nei pazienti affetti da sindrome di Charcot-Marie-Tooth: case series

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    La sindrome di Charcot-Marie-Tooth (CMT) è una neuropatia ereditaria rara che consiste in una degenerazione assonale progressiva che coinvolge il sistema nervoso periferico. Nonostante la sua elevata eterogeneità, si manifesta principalmente come polineuropatia sensitivo-motoria che si sviluppa lentamente in senso disto-prossimale. Porta a ipotonotrofia muscolare, riduzione della sensibilità e deformità articolari con conseguente instabilità durante la deambulazione ed elevato rischio di caduta. Attualmente il trattamento riabilitativo risulta essere il più efficace per contenere i sintomi e migliorare la qualità di vita. Lo scopo del presente studio è quello di valutare il contributo della fisioterapia nella prevenzione del rischio di caduta e confermare quanto già evidenziato in letteratura. Lo studio, condotto su un campione di quattro pazienti, prevede un’iniziale valutazione clinica e strumentale presso il Laboratorio di Biomeccanica dell’Ospedale "Cervesi" di Cattolica. Il trattamento riabilitativo, comprendente quattro sedute due volte a settimana, è caratterizzato da esercizi individualizzati. In prima e in ultima seduta sono state somministrate le seguenti scale di valutazione: Questionario Walk-12, Scala CTSIB-M, Berg Balance Scale, Scala SPPB al fine di individuare eventuali miglioramenti clinico-funzionali. Alla conclusione del trattamento i pazienti hanno ricevuto un opuscolo contenente gli esercizi personalizzati per l’auto trattamento. I risultati emersi dal confronto fra la valutazione iniziale e finale, evidenziano miglioramenti per ogni paziente in tutte le scale utilizzate. In particolare, si osservano progressi nel controllo posturale in stazione eretta, nella resistenza muscolare e nella qualità del pattern deambulatorio. I risultati ottenuti avvalorano quanto riportato in letteratura: l’intervento fisioterapico riveste un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio di caduta e nel miglioramento della qualità di vita

    Eye-movement training nella riabilitazione post ictus:case report con valutazione su pedana baropodometrica

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    Introduzione L’ictus ischemico del circolo posteriore può causare disturbi oculomotori e posturali che influiscono sull’equilibrio e sulla deambulazione. Le alterazioni oculomotorie, pur essendo comuni, sono spesso sottovalutate nella riabilitazione, nonostante il loro impatto sulla qualità della vita (QoL). Questo caso esplora l’integrazione dello eye-movement training in un programma di fisioterapia secondo concetto Bobath per migliorare la stabilità posturale, la coordinazione e l’autonomia nelle attività quotidiane (ADL). Descrizione del caso Un uomo di 56 anni con ictus ischemico del circolo posteriore aveva sviluppato instabilità posturale, vertigini, difficoltà di coordinazione e deficit motori nell’emisoma sinistro, persistenti a 2 anni dall’evento. Il paziente riportava limitazioni nelle ADL e nella deambulazione autonoma. Il trattamento è stato strutturato in due fasi: 4 settimane di eye-movement training domiciliare, seguite da 3 settimane di fisioterapia neuromotoria ambulatoriale secondo il concetto Bobath. Risultati Al termine del trattamento, il paziente ha mostrato miglioramenti significativi in tutti gli outcome valutati (motilità oculare, visione spaziale e coordinazione oculomotoria), mentre la fisioterapia Bobath ha aumentato la stabilità posturale, riducendo le vertigini e migliorando l’equilibrio. L’analisi baropodometrica ha mostrato un miglioramento della distribuzione del peso e della stabilità nella deambulazione. Inoltre, il paziente ha riportato un miglioramento nella deambulazione autonoma e nelle ADL. Conclusioni Questo caso suggerisce che l’integrazione dello eye-movement training in un programma riabilitativo Bobath può migliorare la stabilità posturale, la coordinazione oculomotoria e l’autonomia nelle ADL nei pazienti con ictus ischemico del circolo posteriore, supportando l’inclusione di esercizi specifici per la motilità oculare nella riabilitazione post-ictus. Parole chiave Ictus, eye-movement training, concetto Bobath, ADL, Qo

    Allattamento nei neonati con trisomia 21: frequenza, difficoltà e fattori associati

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    La letteratura parla di una minore incidenza dell’allattamento al seno nei bambini con Sindrome di Down rispetto i loro pari, con maggiori difficoltà riscontrate associate alla loro condizione genetica, ospedalizzazione e inesperienza dei professionisti. L’obiettivo di questo studio è valutare la frequenza di allattamento al seno in bambini con trisomia 21, conoscerne le relative complicazioni e valutare l’assistenza che i genitori hanno ricevuto per quanto riguarda l’alimentazione del loro bambino. Per raggiungere questo obiettivo si è strutturato il lavoro in due fasi. La prima fase prevedeva una revisione della letteratura in merito all’argomento. La seconda fase la Somministrazione di un questionario ai genitori che accedevano all’ambulatorio Unità semplice di assistenza al neonato con malformazione congenita e comfort care presso Policlinico Sant’Orsola. E’ emerso che più della metà del nostro campione ha allattato e all’88% è stato consigliato di farlo. Le principali difficoltà riscontrate sono relative alle cardiopatie e altre comorbidità con conseguente ospedalizzazione anche prolungata e alla difficoltà di suzione legata alla condizione di base. Questo lavoro vuole descrivere l’allattamento in questa popolazione e individuare possibili punti di debolezza e punti di forza al fine di raggiungere una percentuale di allattamento nella popolazione con trisomia 21 pari a quella della popolazione di neonati fisiologici

    Implementation of a Transverse MPC Controller on a Simulated Autonomous Vehicle Model

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    This thesis develops a transverse Model Predictive Control strategy for minimumtime racing applications, where the vehicle dynamics are reformulated with respect to the arc length to explicitly optimize the progression along a reference track. The approach leverages curvilinear coordinates to separate longitudinal advancement from lateral deviation, enabling the controller to regulate motion directly in the spatial domain without relying on time-parameterized trajectories. A curvaturebased soft-minimum operator is introduced to construct a reasonably smooth and anticipative upper bound on the admissible velocity, with the goal of constructing a velocity profile as realistic as possible. The proposed controller is first evaluated on a unicycle model through numerical Python-based simulations and subsequently validated in the high-fidelity CarRealTime environment by supplying only the curvature-dependent velocity profile to the native driver. Two soft-minimum tunings (aggressive and safe) are compared across nominal and challenging circuit configurations, highlighting their respective advantages and limitations in terms of performance, robustness and adherence to the reference path

    A computed tomography atlas of pulmonary nodules for lung cancer screening

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    Lung cancer is the leading cause of cancer-related mortality worldwide, and early detection remains critical for improving survival rates. This thesis proposes an integrated framework for automated construction of a probabilistic nodule atlas using low-dose computed tomography (LDCT) data from the National Lung Screening Trial (NLST). The approach leverages two key methodologies: Lesion Locator, a deep learning model for zero-shot segmentation, and the Advanced Normalization Tools (ANTs) framework for inter-subject registration. Together, these tools address challenges of anatomical variability, segmentation consistency, and inter-patient comparison in LDCT screening data. LesionLocator was applied to the NLST dataset to generate nodule masks. Subsequently, these masks were transformed into a standardized anatomical space defined by a previously obtained lung template via Symmetric diffeomorphic (SyN) non-linear registration. A nodule frequency map in the template space is then constructed by accumulating the warped nodule masks. This map highlights high-density nodule regions in the upper lobes and lung periphery, validating both the registration accuracy and the model’s capacity to reproduce clinically known nodule distribution patterns in lung cancer screening. This work establishes a reproducible computational workflow that generates objective spatial priors for population-based analysis. The resulting atlas can serve as a foundational component for future risk stratification tools and detection models, thereby complementing current radiological assessment by automating high-throughput spatial measurements. Overall, this thesis lays the groundwork for next-generation diagnostic systems that integrate machine learning, medical imaging, and population-based analysis to enhance early cancer detection and personalized patient care

    MOMO. Progettazione di un gelato funzionale di supporto al benessere psicofisico nelle terapie oncologiche.

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    La tesi presenta MOMO, un progetto di Food & Packaging Design orientato al supporto dei pazienti oncologici affetti da carcinoma mammario durante i trattamenti chemioterapici e radioterapici. L’obiettivo principale è promuovere il benessere sensoriale, fisico e psicologico attraverso la progettazione di un alimento funzionale, un gelato a base di cardamomo e limone, e di un sistema di accompagnamento esperienziale che trasforma il momento della cura in un’esperienza di sollievo, equilibrio e normalità. Il progetto MOMO si fonda su tre valori chiave: la funzionalità alimentare, intesa come capacità del prodotto di apportare benefici fisiologici reali; il benessere fisico, grazie a ingredienti naturali e attivi in grado di alleviare alcuni effetti collaterali delle terapie oncologiche; e il benessere sociale, dato dalla volontà di restituire alla paziente un senso di inclusione, partecipazione e normalità attraverso un alimento condivisibile da tutti, non esclusivamente legato alla condizione di malattia. Il gelato è concepito come alimento attivo, capace di intervenire sugli effetti collaterali dei trattamenti oncologici come nausea, mucosite e disgeusia. Parallelamente, il progetto sviluppa un kit esperienziale ispirato al concetto di NANAI (“la coccola”), che accompagna la paziente lungo il percorso terapeutico. Il kit include una coppetta di gelato, dei supporti emozionali e un inalatore per l’aromaterapia, con l’intento di offrire un prodotto-servizio di cura empatica, capace di sostenere non solo il corpo, ma anche la mente. Dal punto di vista metodologico, MOMO si fonda sui principi dell’Advanced Design e dell’Human-Centred Design, ponendo al centro l’esperienza della persona e la relazione tra alimento, packaging e benessere emotivo. Il progetto propone una nuova visione di design per la cura, in cui il cibo diventa medium terapeutico e simbolo di resilienza, trasformando l’atto alimentare in un gesto quotidiano di gentilezza

    Analisi comparativa dell’impatto del pitch e della tecnologia sull’Internal Rate of Return (IRR) su impianti fotovoltaici utility-scale

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    L’obiettivo di questo lavoro di tesi è l’ottimizzazione del layout di impianti fotovoltaici utility-scale al fine di individuare, per ciascun sito analizzato, la configurazione che massimizza il rendimento economico dell’investimento, espresso come IRR (Internal Rate of Return). A tal fine sono stati studiati nove impianti localizzati nel Nord, Centro e Sud Italia, selezionati per rappresentare condizioni territoriali, geometriche e climatiche significativamente diverse. Dopo una descrizione dei principali componenti di un impianto fotovoltaico utility-scale e dei relativi costi, il lavoro approfondisce i criteri progettuali che guidano la definizione del layout, con particolare attenzione al ruolo della distanza di pitch e al confronto tra strutture fisse e tracker monoassiali. Per ogni sito sono state sviluppate più configurazioni tramite AutoCAD®, tenendo conto dei vincoli presenti. Le prestazioni energetiche sonno state stimate mediante simulazioni con PVsyst®, mentre le analisi economiche sono state effettuate attraverso strumenti di calcolo dedicati, elaborati sulla base delle voci di costo e dei modelli economici illustrati nel lavoro. L’impostazione metodologica adottata consente di valutare in modo sistematico l’impatto delle scelte progettuali sulla producibilità e sulla redditività dell’investimento, offrendo un quadro chiaro delle relazioni tra risorsa solare, vincoli territoriali, tecnologia impiegata e performance economiche. Il percorso sviluppato costituisce quindi un approccio replicabile per la fase preliminare di progettazione di futuri impianti utility-scale, supportando una progettazione orientata all’ottimizzazione degli investimenti nel settore fotovoltaico

    Resilient architecture in a living landscape: a proposal for the former Perotti Barracks call

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    The objective of this thesis is to explore strategies for the redevelopment of a disused urban area in Bologna, specifically the Fossolo Due Madonne area of the Savena district. The project focuses on the site of the former Perotti Barracks and is conceived as a potential response to the international Reinventing Cities competition, organized by the C40 network. The aim is to propose innovative and sustainable solutions capable of generating environmental, economic, and social value, while addressing contemporary challenges of urban regeneration. The design process investigates how green infrastructures, energy efficiency, climate resilience, and biodiversity can be integrated into a coherent masterplan that also promotes accessibility, safety, and social inclusion. Particular attention is given to the role of hybrid spaces, such as the portico and flexible pavilions, which act as connective infrastructures between the neighbourhood and the park, hosting cultural, recreational, and community activities. The reflections and methodological approach were guided by supervisor Beatrice Turillazzi and co-supervisors Jacopo Carli and Anna Letizia Monti, whose encouragement fostered creative solutions to overcome the difficulties often encountered in professional practice

    Validazioni dei parametri di processo su prodotti gastronomici formato take-away ai fini della sicurezza alimentare

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    La tesi, realizzata presso l’azienda EmmeFOOD, ha avuto lo scopo di validare i parametri di processo di tre prodotti gastronomici ready to eat (RTE) per take away (petto di pollo alla griglia, tacchino ai funghi e broccoli a vapore), categoria in crescita ma coinvolta in malattie a trasmissione alimentare quali Listeriosi e Salmonellosi ed infezioni da E. coli STEC. Per tenere sotto controllo questi rischi alimentari l’attuale normativa comunitaria stabilisce la loro assenza (Reg. 2073/2005) e l’applicazione rigorosa del sistema HACCP (Reg. 852/2004). A tal fine sono stati elaborati diagrammi di flusso e monitorati i trattamenti di cottura, pastorizzazione e abbattimento con termometri certificati e Datalogger; sono stati eseguiti controlli con metal detector ed analisi dell’atmosfera modificata. I dati raccolti sono stati confrontati con i limiti del piano HACCP e le linee guida volontarie (BRCGS). Infine, per validare il tutto si sono condotte analisi microbiologiche sui prodotti finiti. I risultati microbiologici hanno confermato l’assenza di L. monocytogenes, Salmonella, E. Coli ed evidenziato valori < 10 UFC/g per stafilococchi, muffe, Bacillus cereus e Clostridium perfringens. Il processo di validazione ha confermato che cotture oltre 70 °C per 2 minuti, un abbattimento sotto 4 °C e una pastorizzazione a 90 °C per circa 10 minuti sono in grado di assicurare la conformità dei prodotti RTE analizzati al Reg. (CE) 2073/2005. Inoltre, il sistema di autocontrollo, integrato con standard volontari ed una formazione continua del personale, è essenziale per mantenere i rischi sanitari sotto controllo

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