University of Bologna

AMS Tesi di Laurea
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    Estrazione di fonti proteiche dal batterio Arthrospira platensis tramite campi elettrici pulsati

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    La crescente domanda di fonti proteiche sostenibili ed efficienti ha portato a un interesse crescente per le microalghe, in particolare per la Arthrospira platensis (comunemente nota come spirulina), grazie al suo elevato contenuto proteico e al suo valore nutrizionale. I metodi tradizionali di estrazione delle proteine, come la distruzione meccanica e i trattamenti chimici, spesso presentano una bassa efficienza, un elevato consumo energetico e il rischio di degradazione dei composti bioattivi. Negli ultimi anni, i campi elettrici pulsati (PEF) si sono affermati come una promettente tecnologia non termica per aumentare la permeabilità della membrana cellulare, facilitando il rilascio dei composti intracellulari con danni minimi alle biomolecole sensibili. Diversi studi hanno valutato l’applicabilità del PEF per l’estrazione di ficocianina, ottenendo risultati incoraggianti. Tuttavia, rimangono ancora aperte domande relative all’effetto di alcune specifiche variabili di trattamento (come frequenza, lunghezza degli impulsi e temperatura) che devono essere affrontate al fine di poter ottimizzare l’applicazione ai fini industriali. Questa tesi si proponeva di indagare l'applicazione dei campi elettrici pulsati per l'estrazione di ficocianina da Arthrospira platensis, con particolare attenzione all’ottimizzazione dei parametri di processo per massimizzare la resa proteica e confrontare l’efficienza dell’estrazione assistita dai PEF con i metodi convenzionali. Inoltre, è stato valutato l’effetto dello stoccaggio refrigerato al buio per un tempo totale di tre giorni sulla resa di estrazione, purezza e struttura di ficocianina

    Model-based tool for design of excavator digging kinematics

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    In this thesis, a study of the kinematics of the digging equipment of an excavator is carried on. A model was built for Boom, Arm and Bucket through the use of Excel sheets with the intent of helping the designer in the preliminary stages of the design of a new machine. The model was then validated with the design of a bucket linkage for which prototypes were developed and tested

    Valutazione dello stato nutrizionale in pazienti con ileostomia in relazione all’aderenza alle indicazioni nutrizionali

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    Razionale: i pazienti con ileostomia necessitano di indicazioni nutrizionali specifiche finalizzate a mantenere un buono stato di nutrizione e idratazione. Obiettivo: descrivere lo stato nutrizionale di adulti con ileostomia, in relazione all’aderenza alle indicazioni dietetiche fornite dal Centro IICB. Metodi: studio osservazionale retrospettivo con confronto tra prima valutazione (T0) e follow-up (FUP). Per ciascun paziente sono stati raccolti: antropometria e bioimpedenziometria, pattern alimentare con ripartizione dei macronutrienti, assunzione di bevande, output stomale, diuresi e profilo laboratoristico con elettroliti e micronutrienti. Le analisi hanno considerato sia il cambiamento complessivo T0→FUP sia la direzione del cambiamento per singola variabile, in un’ottica clinica descrittiva. Risultati: il follow-up nutrizionale si associa a segnali favorevoli su peso e parametri della composizione corporea relativi alla massa magra, a un incremento dell’introito energetico con riallocazione dei macronutrienti verso una quota lipidica relativamente maggiore, e a un aumento delle fibre gestito in modo personalizzato. L’assetto biochimico risulta in larga parte stabile; la gestione pratica dell’idratazione è supportata da un output mediano sostanzialmente invariato e dalla presenza di sottogruppi con diuresi in miglioramento. Conclusioni: in pazienti con deficit intestinale secondario a ileostomia, un counseling nutrizionale strutturato appare associato a miglioramenti clinicamente rilevanti dei parametri nutrizionali, a fronte di stabilità laboratoristica. È indicato un monitoraggio individuale di output e diuresi e un aggiustamento dinamico di ripartizione dei macronutrienti e fibre. Studi prospettici controllati potranno validare ulteriormente l'efficacia del counselling nutrizionale in pazienti con ileostomi

    Analisi di sottospazi latenti nell'attività di due aree del lobulo parietale superiore

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    Il lobulo parietale posteriore è coinvolto nell’integrazione di informazioni visive e motorie, fondamentali per la pianificazione e l’esecuzione dei movimenti. In questa tesi sono state analizzate le dinamiche neurali di due aree corticali, V6A e PEc, attraverso registrazioni in primati non umani durante un compito visuo-motorio. L’obiettivo è stato caratterizzare la natura dell’informazione rappresentata in ciascuna area e distinguere le componenti comuni da quelle esclusive. È stato adottato un approccio ispirato al metodo O2-PLS per decomporre l’attività neurale in sottospazi latenti condivisi ed esclusivi, implementato con il toolbox ManOpt per garantire vincoli di ortogonalità. Le rappresentazioni neurali sono state quindi analizzate mediante Representational Similarity Analysis (RSA) e regressione LASSO, al fine di identificare i pattern informativi associati alle variabili sperimentali. I risultati mostrano che una quota consistente dell’informazione è codificata in componenti condivise tra V6A e PEc, particolarmente evidenti nelle fasi preparatorie del compito, indicando una dinamica cooperativa tra le due aree. Con l’avanzare dell’esecuzione, la rappresentazione si differenzia in sottospazi funzionali parzialmente autonomi, suggerendo una specializzazione locale dei processi sensori-motori. L’analisi temporale del contenuto informativo ha inoltre evidenziato una modulazione coerente con le fasi del compito. Questo lavoro offre nuove prospettive sulla comprensione delle interazioni funzionali tra aree corticali e sull’organizzazione distribuita della rappresentazione visuo-motoria nel cervello, proponendo un approccio quantitativo estendibile ad altre regioni e condizioni sperimentali

    Experimental analysis of dialysate conductivity as a function of sodium content

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    This thesis investigates the relationship between sodium concentration and conductivity of the dialysate used in hemodialysis treatment. In hemodialysis, the composition of the dialysate is crucial, particularly the sodium concentration, which regulates plasma osmolarity and fluid balance. Sodium levels are not measured directly by dialysis machines but are inferred from the dialysate conductivity, which depends on the total ionic concentration. Two models were developed to describe this relationship: the first normalized the correction factor by the total ionic concentration, while the second related it to the square root of the ionic concentration. Experimental measurements were performed on dialysate prepared with K3 and K2.5 acid concentrates and bicarbonate solutions. They showed approximately linear trends with mild exponential behaviors relating sodium concentration to conductivity and mild behavior relating conductivity to sodium concentration. No significant difference exists between the two dialysate types. From the comparison between the theoretical and experimental models, results demonstrated that the first theoretical model was unable to accurately predict the relationship under investigation; whereas the second model provided reliable predictions for sodium concentration within the range of interest, except near the upper limit. These findings open the way for further work focusing on repeating the experimental measurements under the operational condition of the dialysis machine, as well as validating the results using different measurement instruments to ensure accuracy and reproducibility

    Diagnosi dell’adenocarcinoma polmonare: stato dell’arte e ruolo dell’intelligenza artificiale

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    L’adenocarcinoma polmonare (LUAD) è la principale causa di morte per neoplasia polmonare. Il ruolo di una diagnosi efficace è fondamentale per trattare la malattia nel modo più tempestivo possibile. L’obiettivo della tesi è effettuare una revisione narrativa della letteratura scientifica per condurre un’analisi dello standard of care diagnostico attualmente utilizzato per la diagnosi del LUAD (TC al torace con mezzo di contrasto) e una comparazione delle tecniche alternative alla TC. Inoltre, si pone l’obiettivo di analizzare il ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento integrativo alle tecniche diagnostiche tradizionali, evidenziandone i limiti e le potenzialità. Sono state effettuate ricerche nelle principali banche dati biomediche, tra cui la principale è PUBMED. Sono state anche consultate le linee guida europee e internazionali. Dagli articoli selezionati sono stati estratti i parametri diagnostici utili nell’analisi delle singole tecniche. Inoltre, sono stati anche presi in considerazione i parametri di dose effettiva, le disponibilità e i costi in Italia delle singole tecniche. TC e DECT hanno mostrato una sensibilità molto elevata ma una specificità bassa. PET-CT e PET-MRI hanno mostrato ottime performance sia in termini di sensibilità che in termini di specificità. La CXR ha mostrato le migliori performance in termini di specificità, sebbene la sensibilità sia decisamente minore. IA integrata alla TC ha registrato un aumento della specificità a scapito di una riduzione di sensibilità. I risultati suggeriscono TC e DECT se l’obiettivo è ridurre i falsi negativi, CXR se si vogliono ridurre i falsi positivi. PET-CT e PET-MRI mostrano il miglior compromesso tra sensibilità e specificità sebbene con il limite rappresentato dai costi e disponibilità. L’IA ha mostrato un aumento della specificità se utilizzata con TC, sebbene l’utilizzo di un protocollo standard uniforme e l’integrazione di dati clinici eterogenei siano ancora sfide da superare

    Identification of autonomic biomarkers of transcutaneous auricular vagus nerve stimulation

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    Transcutaneous auricular vagus nerve stimulation (taVNS) is a non-invasive neuromodulatory technique with promising therapeutic applications, particularly in neurorehabilitation, as it can elicit physiological effects comparable to invasive VNS without requiring surgical implantation. However, the lack of reliable biomarkers confirming effective vagal engagement during taVNS remains a barrier to its clinical translation. Such biomarkers are essential to identify responders, optimize stimulation parameters, and improve reproducibility across studies. Heart Rate Variability (HRV), derived from electrocardiography (ECG), provides a non-invasive way to investigate the autonomic nervous system activity and has been widely explored as a candidate biomarker of vagal activation. This thesis systematically investigates the effects of short (2 s) and longer (30 s) taVNS bursts on HRV in healthy adults. Data were analyzed from two independent experiments involving healthy adults. HRV features, primarily the root mean square of successive differences (RMSSD), were computed within short (5 s) and longer (30 s) windows to assess transient changes in autonomic activity. Our results show that neither short nor longer taVNS bursts produced consistent changes in HRV metrics compared to sham stimulation. These results provide insights into the complexity of taVNS-induced autonomic effects and indicate that HRV may have limited sensitivity as an acute biomarker of vagal engagement under these conditions. Overall, this work advances our understanding of the autonomic effects of taVNS and underscore the need for future research to identify reliable physiological markers to guide personalized, clinically relevant stimulation protocols, particularly in movement-paired neurorehabilitation settings

    “Immersione in acqua durante il travaglio ed il parto: possibili outcome materni e neonatali associati.” Prosecuzione di uno studio osservazionale prospettico nel Punto Nascita Infermi di Rimini.

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    Introduzione: L’immersione in acqua durante travaglio e parto può offrire benefici quali riduzione del dolore, minor ricorso a interventi ostetrici e aumentare la soddisfazione materna, ma permangono incertezze su alcuni esiti materni e neonatali. È quindi necessario fornire dati aggiornati per supportare scelte informate. Obiettivi: Raccogliere dati su travaglio e/o parto in acqua, valutando come obiettivo primario la soddisfazione materna e come secondario i benefici e i rischi su esiti materni e neonatali. Metodi: Studio prospettico presso il Punto Nascita dell’Ospedale Infermi di Rimini (16/08/2023–16/02/2024 e 13/03/2025–13/09/2025) su gravidanze fisiologiche a termine. Le partecipanti sono state suddivise in tre gruppi: A (uso dell’acqua solo in travaglio), B (uso in travaglio e parto), C (nessun uso). Esiti materni e neonatali raccolti dalle cartelle cliniche; soddisfazione materna valutata con questionario I-BSS-R a 48–72 h dopo il parto. Risultati: Sono state incluse 180 donne: 48 gruppo A, 22 gruppo B, 110 gruppo C. La soddisfazione materna è risultata elevata in tutti i gruppi, senza differenze significative. Il gruppo B ha mostrato minore ricorso all’analgesia epidurale e riduzione della durata del primo (p=0,0001) e secondo stadio del travaglio (p=0,006), nonché della durata complessiva (p=0,0001) rispetto al gruppo A, mentre i valori appaiono simili al gruppo C. L’emorragia post-partum significativa è stata leggermente più frequente nei gruppi con immersione in acqua (p=0,046), seppur con un numero limitato di casi. Nessuna differenza significativa per lacerazioni, episiotomia, secondamento o necessità di augmentation. Gli esiti neonatali (Apgar, pH cordonale, alimentazione alla dimissione) non hanno mostrato differenze rilevanti. Conclusioni: L’immersione in acqua, se condotta in sicurezza, risulta essere sicura per madre e neonato ed emergono benefici sulla fisiologia e sul benessere materno, suggerendo la necessità di studi su campioni più ampi

    Proteine alternative nella nutrizione sportiva: una revisione sistematica dell’efficacia su anabolismo, performance e recupero muscolare

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    La crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e la salute ha incrementato l’interesse per fonti proteiche alternative alle proteine animali, tradizionalmente considerate il gold standard nella nutrizione sportiva grazie all’elevato contenuto di EAA e alla loro biodisponibilità. Tuttavia, rimane controverso se le proteine alternative possano supportare in modo equivalente la sintesi proteica muscolare, la performance e il recupero in atleti e soggetti fisicamente attivi. In questa tesi è stata condotta una revisione sistematica della letteratura scientifica secondo le linee guida PRISMA, includendo 9 studi randomizzati controllati (10 interventi) pubblicati tra il 2015 e 2025, che hanno valutato diverse fonti proteiche alternative: proteine vegetali, micoproteine e proteine da insetti edibili. Gli outcome analizzati riguardano sintesi proteica muscolare (MPS), performance fisica, recupero e composizione corporea. Complessivamente, il 63,2% delle misurazioni ha mostrato equivalenza tra proteine alternative e animali, il 21,1% effetti positivi e il 15,8% effetti negativi, principalmente riferiti alla MPS acuta. Le analisi esplorative multivariate hanno evidenziato una correlazione positiva tra effetto osservato e durata dell’intervento, suggerendo che studi più lunghi riportano con maggiore frequenza outcome equivalenti o favorevoli rispetto a studi acuti. La PCA ha inoltre mostrato che le risposte alle proteine alternative sono modulate da interazioni tra fonte proteica, dosaggio, contenuto di leucina, e modalità di esercizio, indicando che strategie nutrizionali adeguate possono compensare differenze intrinseche tra le fonti. In conclusione, quando opportunamente formulate e dosate, le proteine alternative rappresentano opzioni efficaci e sostenibili per supportare anabolismo, performance e recupero negli atleti e in soggetti fisicamente attivi, offrendo un valido sostituto alle proteine animali nella nutrizione sportiva moderna

    Analisi e Modellazione di Nanofibre Piezoelettriche a Base di PVDF.

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    la tesi tratta l'analisi di nanofibre piezoelettriche a base di pvdf ma allo stesso tempo anche le sue modellazioni tramite alcuni software come comsol

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