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Sviluppo di metodi di triangolazione per la modellazione di strutture reticolari in ambito aerospaziale
Di anno in anno, nel settore aerospaziale cresce sempre di più la necessità di sviluppare componenti complessi e dettagliati e di cercare tecniche alternative per la produzione degli stessi, come l’utilizzo delle tecnologie additive. Questa tecnica di produzione, a differenza della modellazione del singolo componente tramite rimozione di materiale, si basa sull’aggiunta di materiale strato per strato, portando vantaggi significativi, tra cui il risparmio di tempo nella produzione e la possibilità di creare un componente anche molto complesso in un unico pezzo. I software adibiti alla modellazione dei componenti sono i CAD, che tuttavia non sono ottimizzati per lavorare con delle strutture così complesse – specialmente le strutture reticolari, cioè strutture bio-ispirate composte da strutture trabecolari che si ripetono continuamente nel dominio. Il presente elaborato ha lo scopo di proporre metodi alternativi all’utilizzo dei tradizionali software CAD, utilizzando il linguaggio di programmazione Matlab, e di analizzarne prestazioni, vantaggi e svantaggi. Le strutture trabecolari prese in considerazione partono da una struttura semplice, per arrivare a una più complessa. Dai risultati ottenuti emerge che è possibile utilizzare i linguaggi di programmazione per creare una struttura reticolare, anche di grandi dimensioni, utilizzando un calcolatore di fascia media. Uno dei vantaggi di tale metodo alternativo è poter evitare quasi totalmente la creazione diretta della geometria sul CAD e la conseguente esportazione come file STL. Si tratta della parte più delicata del processo, poiché richiede altissime prestazioni dall’unità di elaborazione centrale e dalla scheda video. Per la realizzazione del file STL che comprende la struttura reticolare si propone l’utilizzo di MeshLab, un software che permette di processare la mesh in 3D, controllare che la struttura sia “two-manifold” e che non abbia fori, nonché scegliere se aumentarne o diminuirne la qualità qualora fosse necessario
Il ruolo dell’ostetrica nel processo di commemorazione e mantenimento del legame affettivo durante e dopo la morte perinatale: una prospettiva pratica ed emotiva
Background: La morte perinatale è un evento complesso e traumatico che coinvolge una famiglia italiana su sei, toccando profondamente la dimensione fisica, psicologica e relazionale dei genitori. Vivere la perdita di un figlio interrompe un progetto di vita, lasciando intatto il legame affettivo con il bambino. In questo contesto, l’ostetrica svolge un ruolo centrale nell’accompagnare i genitori, offrendo assistenza clinica e supporto emotivo empatico e rispettoso, sostenendo il riconoscimento della perdita e la continuità del legame.
Obiettivo: Esplorare il ruolo delle ostetriche e le modalità con cui accompagnano le famiglie dopo la morte perinatale, analizzandone il vissuto professionale ed emotivo, le pratiche assistenziali e i bisogni percepiti.
Materiali e metodi: È stato condotto un Focus Group online con ostetriche del registro “Footprint” della Fondazione CiaoLapo ETS, previo consenso informato. I dati sono stati trascritti e analizzati tramite analisi tematica riflessiva, con approccio qualitativo induttivo e costruzionista, al fine di individuare le principali aree di significato.
L’interpretazione è stata condotta in chiave critica e riflessiva, al fine di valorizzare le esperienze delle partecipanti e cogliere le dimensioni professionali ed emotive.
Risultati: Sono emersi cinque temi principali: modalità di accompagnamento, organizzazione assistenziale, comunicazione, carico emotivo e formazione. Le ostetriche descrivono un’assistenza empatica e personalizzata, che favorisce l’incontro con il bambino e la creazione dei ricordi. È emersa la necessità di maggiore coerenza organizzativa, continuità assistenziale e supporto emotivo per le professioniste.
Conclusioni: L’assistenza al lutto perinatale è parte integrante della pratica ostetrica e richiede formazione specifica, riconoscimento istituzionale e supporto multidisciplinare, per promuovere una cultura della cura competente, rispettosa ed empatica
Dal dato all’azione: analisi e ottimizzazione dei flussi logistici interni in una realtà produttiva - il caso Saica Flex IT
La logistica interna è un elemento determinante per l’efficienza di un impianto produttivo ad elevata variabilità operativa come Saica Flex Italy. Questo lavoro ha l’obiettivo di quantificare con rigore il carico reale di lavoro associato alle movimentazioni interne, così da definire il fabbisogno ottimale di personale logistico e individuare eventuali aree di squilibrio organizzativo.
L’analisi è stata svolta su tre orizzonti temporali (15 giorni, un mese e dodici mesi rolling), che hanno restituito valori omogenei del carico medio giornaliero, permettendo di utilizzare il periodo più breve per le elaborazioni dettagliate. I dati estratti da SAP tramite la transazione YWM_HU_LOG sono stati integrati con rilevazioni sul campo, misurazioni cronometriche e questionari al personale operativo, così da includere anche le attività non tracciate digitalmente, come la gestione degli scarti, lo scarico camion, il supporto ai reparti e la gestione del citofono, attraverso cui gli autisti richiedono accesso e indicazioni nel piazzale.
L’integrazione delle diverse fonti ha consentito di stimare un carico complessivo di circa 80 ore di lavoro giornaliere che, ponderate con un rendimento operativo dell’85%, hanno portato a un fabbisogno ottimale di 12–13 operatori equivalenti. Il confronto con l’organizzazione attuale ha evidenziato una forte concentrazione delle attività nel turno mattutino e un’eccedenza nei turni successivi, suggerendo la necessità di riequilibrarne la distribuzione.
Pur non essendo obiettivi iniziali del progetto, l’analisi ha fatto emergere ulteriori spunti di miglioramento, tra cui una diversa ripartizione delle attività tra i turni e la possibile introduzione di sistemi automatizzati, come gli AGV, per la gestione di flussi ripetitivi. Questi elementi rappresentano potenziali sviluppi futuri per un’ottimizzazione più ampia dei processi logistici interni
Governance e Digital Transformation a supporto della diversificazione dei modelli di business: il caso SCS Azioninnova
Questa tesi esplora come la governance e la digital transformation possano abilitare la diversificazione dei modelli di business, con un focus su un caso studio reale relativo a una grande impresa del settore assicurativo. Il lavoro analizza le dinamiche organizzative che, attraverso l'adozione di pratiche di governance adattiva e l'integrazione di tecnologie digitali, creano le condizioni per un riposizionamento strategico e una potenziale evoluzione del modello di business. L’approccio metodologico utilizzato è un single case study che ha permesso di osservare da vicino le dinamiche di governance, leadership, e apprendimento organizzativo nel contesto di un progetto di innovazione digitale in corso. Le evidenze empiriche, raccolte attraverso documentazione interna, osservazioni dirette e colloqui con i principali attori coinvolti nel progetto, sono state triangolate con la letteratura esistente. Il caso evidenzia che, sebbene la diversificazione non sia stata un obiettivo immediato del progetto, le pratiche di governance e il coordinamento tra funzioni, supportati dalla digitalizzazione, hanno abilitato le condizioni per una futura diversificazione. I principali contributi di questa ricerca sono l'identificazione di come la governance possa fungere da catalizzatore per l'innovazione e la diversificazione e come la digital transformation possa agire come fattore abilitante, senza generare un cambiamento radicale, ma piuttosto evolutivo. Le conclusioni offrono anche spunti per future ricerche sull'interazione tra governance e innovazione digitale in contesti aziendali complessi
Materiali rinforzati in fibra continua realizzati mediante manifattura additiva: studio sperimentale del comportamento a trazione per differenti configurazioni di rinforzo
Questo lavoro analizza l'influenza della tipologia di fibre continue e della loro orientazione sulle proprietà meccaniche dei materiali compositi realizzati mediante il processo di fabbricazione a filamento fuso con fibra continua (CF4). Sono stati considerati tre rinforzi continui: fibra di carbonio, fibra di vetro e fibra di Kevlar, i quali presentano intrinsecamente proprietà meccaniche superiori rispetto alla matrice polimerica, ma la cui efficacia dipende fortemente dall'orientazione del rinforzo rispetto alla direzione del carico e dai parametri di stampa utilizzati durante il processo. La produzione additiva ha consentito la fabbricazione di provini con configurazioni controllate di orientazione delle fibre, rendendo possibile un confronto sistematico tra orientazione stessa e materiali di rinforzo. Le prove di trazione ottenute sono state analizzate applicando sia i metodi previsti dalla normativa di riferimento per prove di trazione nel campo dei materiali compositi rinforzati in fibra continua, sia da un'elaborazione statistica basata sull'analisi dei residui, volta a migliorare l'identificazione del tratto elastico e la stima delle proprietà meccaniche. I risultati mostrano che l'approccio statistico offre un miglioramento significativo solo nei provini rinforzati con fibra di carbonio, mentre nei casi di fibra di vetro e Kevlar la procedura della normativa si conferma più affidabile. L'analisi complessiva evidenzia come la scelta della tipologia di fibra e della sua orientazione rivesta un ruolo cruciale nella risposta meccanica del composito, confermando l'importanza di un'accurata definizione dei parametri di processo. Il lavoro si conclude proponendo possibili sviluppi futuri, tra cui l'approfondimento dei parametri legati alla fabbricazione e l'estensione della caratterizzazione a componenti reali con fibre multi-orientate
ClientShield: Implementazione di un Servizio Windows per la Sicurezza DNS
Lo sviluppo della tecnologia cresce sempre più velocemente: il costante incremento della potenza computazionale e l'avvento dell'intelligenza artificiale hanno consentito lo sviluppo di malware sempre più sofisticati, aumentando i rischi che gli utenti corrono semplicemente navigando sul web.
Questa tesi si inserisce nell'ambito della sicurezza in rete, trattando di internet filtering, cioè la possibilità di filtrare il traffico in rete negando l'accesso a siti potenzialmente pericolosi.
L'obiettivo di questo progetto è lo sviluppo di un software che sia facilmente installabile su un dispositivo Windows e filtri tutte le richieste web effettuate.
Si vuole offrire la possibilità ad un amministratore di rete di attivare e disattivare la protezione del dispositivo da remoto, decidendo eventualmente anche quali categorie di siti bloccare.
Per lo sviluppo è stata fondamentale la collaborazione con FlashStart, azienda di riferimento nel mercato italiano per quanto riguarda il filtraggio DNS.
Il software è stato sviluppato in contesto aziendale come prototipo e sfrutta ampiamente le soluzioni di filtraggio aziendali.
Ciò ha facilitato la gestione delle categorie e dell'effettivo filtraggio DNS, permettendo al progetto di focalizzarsi sulla cattura e redirezione del traffico internet del dispositivo verso i server gestiti da FlashStart
Il tema della permeabilità nel progetto di recupero del Monastero dei Benedettini di Catania ad opera di Giancarlo de Carlo
Il Monastero dei Benedettini di Catania, fondato nel XVI secolo e ampliato nei secoli successivi, rappresenta il secondo complesso monastico più vasto d’Europa; nato come spazio di clausura e di isolamento, esso ha attraversato profonde trasformazioni, culminate nell’importante progetto di recupero condotto da Giancarlo De Carlo, che ha segnato una svolta nel rapporto tra l’edificio e il contesto urbano. La trasformazione del Monastero in sede universitaria ha reso necessaria una riflessione su come un’architettura originariamente concepita per l’esclusività e l’autonomia potesse essere reinterpretata per accogliere la collettività e dialogare con la città. La presente tesi si propone di analizzare questo processo di transizione, ponendo particolare attenzione al concetto di permeabilità come strumento progettuale per ribaltare la logica originaria di separazione e isolamento. Attraverso lo studio di alcuni interventi emblematici, la ricerca indaga le soluzioni adottate per garantire questa permeabilità: l’apertura dell’angolo sud-est, nota anche come angolo fatale; l’ingresso da via Teatro Greco, che attraversa il decumano romano; il giardino di via Biblioteca, trasformato in spazio polifunzionale; la pedonalizzazione di Piazza Vaccarini con la realizzazione di un’autorimessa. L’imprescindibile strategia messa in atto per questa trasformazione, durata trent’anni, è stata il Progetto Guida, concepito come uno strumento metodologico flessibile, capace di adattarsi nel tempo al mutare delle necessità, proponendo il Monastero, non più come un manufatto cristallizzato, ma come un organismo dinamico. A vent’anni dal completamento dei lavori, la tesi si interroga sull’effettiva durata e persistenza delle soluzioni adottate nel Progetto Guida: se da un lato il Monastero è diventato un polo culturale e accademico fondamentale per la città, dall’altro alcuni degli elementi chiave della sua trasformazione hanno subito alterazioni o limitazioni nel tempo
Il letteraturocentrismo della cultura russa e l'interpretazione tra il russo e l'italiano: uno studio sperimentale
Il presente elaborato ha l’obiettivo di indagare l’impatto del letteraturocentrismo della cultura russa sulla pratica dell’interpretazione dal russo all’italiano. Partendo dal presupposto che ci si aspetta da un interprete non solo che abbia approfondite conoscenze linguistiche, ma anche culturali, a proposito dei contesti in cui si parlano le proprie lingue di lavoro, il primo capitolo dell’elaborato approfondisce l’importanza della cultura generale in interpretazione, la correlazione tra lingua e cultura e la sua rilevanza per la traduzione e l’interpretazione. Il secondo capitolo si concentra invece su una caratteristica fondamentale della cultura russa, ovvero il letteraturocentrismo, fenomeno che attribuisce alla letteratura un ruolo centrale e di rilievo all’interno del sistema culturale russo. Dopo aver tracciato la storia del letteraturocentrismo dalla sua nascita fino ai giorni nostri, il terzo capitolo propone uno studio sperimentale. L’obiettivo è di dimostrare che, dato che il letteraturocentrismo influenza notevolmente la lingua russa, intessendo una rete di riferimenti intertestuali a autori e opere della letteratura, è importante che le conoscenze in materia di letteratura facciano parte del bagaglio culturale di un interprete che lavora con il russo. L’elaborato si conclude con riflessioni derivanti dai dati ottenuti dalla sperimentazione e con l’idea di elaborare una proposta didattica per aiutare gli studenti di interpretazione russofoni a gestire i riferimenti letterari, laddove emergano in un discorso di partenza in lingua russa
Sviluppo di un'applicazione per la realizzazione di un laboratorio didattico 4.0 per ingegneri meccanici
Nel mondo dell'ingegneria, la realtà virtuale sta emergendo come una tecnologia trasformativa, ottimizzando processi all’interno di aziende e promettendo di rivoluzionare il modo in cui gli studenti affrontano e apprendono concetti complessi all’interno delle università.
In un'epoca in cui la tecnologia avanza a passi da gigante, l'integrazione della realtà aumentata nei dipartimenti di ingegneria rappresenta un’operazione cruciale per preparare gli studenti all'ambiente professionale, anch’esso in continua evoluzione.
In particolare, l'ingegneria meccanica è un campo intrinsecamente legato alla manipolazione e alla comprensione degli oggetti fisici e di meccanismi in movimento. Tuttavia, l'apprendimento tradizionale basato su libri di testo accompagnato da lezioni frontali offre solo una visione limitata di concetti articolati e processi dinamici, la cui visualizzazione può essere supportata da nuove tecnologie al fine di facilitarne la comprensione.
Qui entra in gioco la realtà virtuale, che consente agli studenti di interagire con modelli tridimensionali e simulazioni virtuali in tempo reale. Questa modalità di apprendimento immersivo consente loro di visualizzare e interagire con oggetti complessi in modo più intuitivo, favorendo una comprensione più approfondita dei principi di funzionamento di macchine e apparecchiature utilizzate nel settore.
L’obiettivo di questo elaborato è quindi quello di sviluppare un’applicazione per riprodurre un’esperienza di laboratorio riguardo la macchina per la prova di trazione, ma in modalità virtuale, partendo dal progetto e dal design delle interazioni per arrivare infine a un prototipo
Stato dell'arte degli impianti fotovoltaici con accumulo
La tesi analizza il funzionamento e l’evoluzione degli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, concentrandosi sulla composizione degli impianti, il principio di funzionamento dei pannelli solari e le tecnologie attuali delle batterie di accumulo.
Vengono approfonditi i diversi tipi di celle fotovoltaiche, dai tradizionali pannelli in silicio monocristallino e policristallino alle nuove tecnologie come PERC, HJT e IBC. La tesi esamina anche le prestazioni e i parametri di efficienza dei pannelli solari e delle batterie, con un focus sulle più recenti innovazioni, come le batterie al litio e i sistemi di accumulo a idrogeno.
Infine, il lavoro affronta le problematiche ambientali legate al riciclo e allo smaltimento di pannelli e batterie a fine vita, con un’analisi delle prospettive future per la sostenibilità del settore fotovoltaico