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Dalle ignimbriti del Gruppo Vulcanico Atesino alle coperture quaternarie: evoluzione geologica dell’area di Passo Rolle (TN)
Il lavoro racchiude, oltre alla rielaborazione dei dati raccolti direttamente sul campo e nozioni tratte dalla letteratura scientifica, una carta geologica in scala 1: 10.000 e la relativa sezione. Alla sezione tradizionale è stata affiancata una sezione digitale ottenuta con il plugin qProf di QGIS, che ha consentito la costruzione di un profilo topografico estremamente preciso e coerente, pur mostrando alcune criticità nella definizione dei limiti stratigrafici.
L’obiettivo principale del rilevamento è stato quello di indagare e ricostruire l’assetto tettono-stratigrafico dell’areale di interesse attraverso l’analisi delle litologie affioranti, delle morfologie e delle strutture tettoniche presenti.
Particolare attenzione è stata dedicata all’identificazione delle successioni stratigrafiche e alla determinazione dei rapporti tra le diverse unità geologiche.
Le formazioni osservate, appartenenti alla potente successione delle Dolomiti, spaziano dal Permiano superiore al Triassico inferiore, passando dalle ignimbriti del Gruppo Vulcanico Atesino al Membro di Siusi, appartenente alla Formazione di Werfen.
Il rinvenimento di unità permiane (Gruppo Vulcanico Atesino, Arenarie di Val Gardena e Formazione a Bellerophon) a contatto con il Membro di Siusi, è stato spiegato con una grande struttura tettonica formatasi nel Permiano e riattivatasi tettonicamente nel
corso del Mesozoico: la Faglia di Passo Rolle.
I risultati riportati nella relazione contribuiscono ad una migliore comprensione dell’evoluzione geologica dell’area, inserita nel complesso sistema della catena alpino-himalayana, offrendo informazioni utili per interpretare l’interazione tra i diversi processi che si sono susseguiti nel corso del tempo
Sviluppo e integrazione di modelli di sistemi propulsivi per droni
La crescente diffusione della mobilità aerea leggera e dei droni sta trasformando profondamente i settori militare, civile e industriale. I velivoli a pilotaggio remoto sono oggi impiegati per missioni di ricognizione, supporto logistico e applicazioni civili come consegna urbana, monitoraggio ambientale e trasporto sanitario, offrendo soluzioni rapide e sostenibili. In questo contesto, autonomia ed efficienza energetica rappresentano parametri chiave per lo sviluppo di sistemi affidabili. Il presente lavoro analizza in modo comparativo le principali architetture propulsive per droni di piccola e media taglia: configurazioni completamente elettriche, motorizzazioni termiche e soluzioni a idrogeno basate su motori a combustione interna o celle a combustibile. Lo studio, condotto mediante modelli numerici sviluppati in MATLAB/Simulink, ha consentito di simulare le fasi di missione — decollo, crociera e atterraggio — e di valutare la gestione energetica tra le diverse fonti di potenza. Le simulazioni hanno permesso di stimare autonomia, peso e capacità di carico utile, variando parametri come numero di batterie, quantità di carburante e potenza installata. I risultati indicano che le configurazioni termiche offrono le migliori prestazioni complessive in termini di autonomia e carico utile, mentre le soluzioni a idrogeno, pur penalizzate dal peso dei serbatoi, rappresentano una prospettiva promettente per la riduzione delle emissioni. Le architetture full electric restano invece ideali per missioni brevi o in contesti sensibili a rumore ed emissioni. Nel complesso, il lavoro propone un modello di analisi capace di supportare le scelte progettuali e orientare lo sviluppo futuro della mobilità aerea leggera verso sistemi più efficienti e sostenibili
L’impiego della CO2 come mezzo di contrasto nell’EVAR: analisi della learning curve dosimetrica
L’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) costituisce una patologia vascolare ad elevata incidenza e mortalità, soprattutto nella popolazione anziana. La diffusione della riparazione endovascolare (EVAR) ha rappresentato una svolta terapeutica rispetto alla chirurgia open, garantendo minore invasività, riduzione delle complicanze e tempi di recupero più rapidi. La procedura richiede un imaging accurato, tradizionalmente basato su mezzi di contrasto iodati, i quali tuttavia presentano rischi significativi nei pazienti con insufficienza renale o pregressi eventi avversi.
In questo scenario, l’anidride carbonica (CO2) si è affermata come valido mezzo di contrasto alternativo, sicuro e ben tollerato. Le sue proprietà fisiche e biologiche – tra cui elevata solubilità, bassa viscosità e rapida eliminazione polmonare – la rendono idonea alla visualizzazione dell’albero vascolare, riducendo il rischio di nefropatia da mezzo di contrasto e ampliando le possibilità di trattamento anche in soggetti fragili. L’introduzione di iniettori digitali e tecniche di fusion imaging ha ulteriormente migliorato la qualità delle immagini e standardizzato le procedure, incrementando sicurezza ed efficacia.
Scopo dello studio è valutare, attraverso l’analisi della learning curve dosimetrica, l’impatto dell’imaging con CO2 nelle procedure EVAR, con particolare attenzione alla riduzione della dose radiologica, all’accuratezza diagnostica e alla sicurezza per pazienti e operatori. I risultati confermano come l’utilizzo sistematico della CO2 consenta un’efficace pianificazione intraoperatoria, un monitoraggio accurato e una diminuzione del carico di radiazioni, configurandosi come un’importante innovazione nella pratica della radiologia interventistica vascolare
Additive Manufacturing di rame e ottone: analisi comparativa delle proprietà meccaniche e microstrutturali
Le tecnologie di Additive Manufacturing (AM) stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella produzione di componenti metallici complessi, aprendo nuove opportunità anche per materiali ad alta conducibilità come il rame e le sue leghe. Questi materiali trovano impiego in ambiti strategici – elettronica, aerospazio, energia – grazie alla loro eccellente conducibilità termica ed elettrica, proprietà che, insieme all’elevata riflettività, pongono sfide significative nella lavorazione additiva.
La presente tesi, di natura compilativa, analizza la letteratura recente relativa all’AM di rame e leghe di rame, con particolare attenzione al comportamento meccanico e alla resistenza a fatica, parametro essenziale per l’affidabilità strutturale. Sono stati esaminati diversi articoli scientifici che riportano prove di trazione, fatica, durezza, analisi microstrutturale e resistenza alla corrosione, evidenziando il ruolo dei parametri di processo e dei trattamenti post-processo.
L’analisi comparativa mostra come tecniche quali trattamenti termici e HIP migliorino le proprietà meccaniche, mentre la microstruttura evidenzia difetti e geminazioni che influenzano la vita a fatica. I risultati raccolti mostrano un quadro delle potenzialità e dei limiti dell’AM per il rame e le sue leghe, suggerendo prospettive applicative e direzioni di ricerca future
Valutazione delle opportunità di misura di same beam interferometry per le missioni JUICE ed Europa Clipper
Nel prossimo decennio, le missioni JUICE ed Europa Clipper studieranno il sistema di Giove, con particolare attenzione alle sue lune Europa, Ganimede e Callisto. Gli obiettivi scientifici principali delle missioni riguardano l’indagine della costituzione interna e composizione dei satelliti naturali del gigante gassoso, al fine di individuare condizioni potenzialmente favorevoli alla vita. La presenza simultanea di JUICE ed Europa Clipper nel sistema gioviano rappresenta un'opportunità per l’utilizzo di misure di Same Beam Interferometry (SBI), una tecnica di radio tracking che prevede l’osservazione simultanea dei due spacecraft, possibile solamente quando questi si trovano vicini tra loro. L’implementazione di SBI nel processo di determinazione orbitale delle sonde potrebbe portare miglioramenti rilevanti nell’accuratezza della stima dei parametri in studio, con un possibile arricchimento della risposta scientifica delle due missioni. Si vogliono quindi trovare le opportunità di utilizzo di Same Beam Interferometry durante le missioni JUICE ed Europa Clipper. Per farlo si effettuano simulazioni che prevedono la ricerca dei flyby delle missioni sulla base degli ultimi tour rilasciati, la determinazione dei passaggi di tracking su diverse stazioni a terra e l’identificazione di sorgenti quasar utili alla calibrazione degli strumenti, al fine di ridurre ulteriormente il rumore. Le simulazioni vengono realizzate in ambiente di programmazione Python con l’ausilio di librerie MONTE (Mission-analysis and Operations Navigation Toolkit Environment) dedicate
Automatic quantification of adipose tissue in autosomal dominant polycystic kidney disease: a new tool for better understanding the disease pathophysiological mechanisms
Autosomal Dominant Polycystic Kidney Disease is the most common inherited nephropathy, characterized by progressive cyst growth that enlarges the kidneys and ultimately leads to renal failure. While Total Kidney Volume is a well established marker of disease progression, recent studies suggest that body fat distribution, particularly Visceral Adipose Tissue (VAT), may influence metabolic and inflammatory mechanisms contributing to cyst development. However VAT estimation using conventional MRI-based methods relying on single slices at fixed L3-L4 vertebrae, may be unreliable in ADPKD due to severe abdominal distortion caused by organomegaly.
This thesis describes the development of an automatic and fully reproducible framework for volumetric quantification of abdominal adipose tissue in ADPKD using T1-weighted dual-echo axial MRI data. The algorithm, implemented in MATLAB, integrates adaptive image selection and dedicated correction steps for liver and intestine exclusion, enabling precise 3D segmentation of Subcutaneous and Visceral Adipose Tissue.
Applied to MRI scans from 24 ADPKD patients, the method identified the slice at the inferior margin of the L3 vertebra as the most representative of total VAT volume in this population. A strong correlation was observed between VAT and Abdominal Circumference, confirming it as a more reliable indicator of visceral adiposity than Body Mass Index. No significant association emerged between VAT and renal function markers, suggesting that visceral fat primarily reflects systemic metabolic alterations rather than direct kidney impairment.
Overall, this work introduces a robust and anatomically consistent tool for the objective assessment of adipose tissue distribution in ADPKD, supporting more accurate metabolic evaluation and personalized monitoring of disease progression
La biomeccanica del cammino in tandem nella sclerosi multipla: il ruolo degli arti superiori nell’equilibrio dinamico
La sclerosi multipla (SM) è una patologia neurodegenerativa e infiammatoria del sistema nervoso centrale che compromette la trasmissione nervosa, determinando alterazioni motorie e dell’equilibrio anche nelle fasi iniziali della malattia. Tali disturbi, spesso sottovalutati, incidono in modo significativo sulla qualità della vita e sull’autonomia dei pazienti. In questo contesto, l’analisi biomeccanica del movimento offre strumenti quantitativi per individuare precocemente deficit motori e strategie compensatorie. L’obiettivo di questa tesi è presentare l’articolo “Upper limb contribution during tandem gait in multiple sclerosis: An early marker of balance impairments” (Massot et al., 2023), che indaga il contributo degli arti superiori all’equilibrio dinamico durante il cammino in tandem in soggetti affetti da SM rispetto a controlli sani. Lo studio introduce due nuovi indici biomeccanici – di contribuzione e di inefficienza – volti a quantificare il ruolo dei segmenti corporei nella progressione e nella stabilità del corpo. I risultati evidenziano che, pur non mostrando differenze significative a livello degli arti inferiori e del tronco, i pazienti con SM presentano una maggiore inefficienza e un minore contributo degli arti superiori durante la fase di oscillazione, suggerendo un utilizzo compensatorio delle braccia per mantenere l’equilibrio. Questi risultati supportano l’importanza di un’analisi biomeccanica tridimensionale del cammino in tandem come strumento sensibile per la rilevazione precoce delle alterazioni dell’equilibrio nei pazienti con sclerosi multipla e per l’impostazione di programmi riabilitativi mirati
Machine Learning Applicato alla Risonanza Magnetica per la Diagnosi Precoce dell'ASD
L’oggetto di studio della presente tesi è l’applicazione del Machine Learning (ML) alle tecniche di neuroimaging, con particolare riferimento alla risonanza magnetica per la diagnosi precoce dell’Autism Spectrum Disorder (ASD) nei primi 24 mesi di vita. L’elaborato costituisce una revisione sistematica e comparativa della letteratura più recente, che analizza le ricerche basate sull’integrazione tra dati di neuroimaging e tecniche di ML, al fine di individuare potenziali biomarcatori predittivi dell’ASD in età infantile. La ricerca sistematica ha considerato gli studi pubblicati nel periodo 2015–2024. Gli studi selezionati utilizzano sia approcci tradizionali (SVM, Random Forest) sia architetture di Deep Learning (CNN, CVAE, Siamese Network), condotti su dataset pubblici come NDAR/IBIS e su coorti cliniche multicentriche. Dal confronto emergono ancora limiti significativi legati all’eterogeneità dei dataset, alla ridotta numerosità campionaria e alla scarsa standardizzazione delle pipeline di analisi. Gli approcci di ML applicati alla MRI mostrano un potenziale promettente per la diagnosi precoce dell’ASD; tuttavia, solo attraverso una maggiore qualità metodologica e una migliore replicabilità dei modelli sarà possibile tradurre questi risultati in strumenti clinici affidabili
La pulsossimetria come strumento predittivo del mal di montagna acuto: adattamenti fisiologici all’altitudine e revisione della letteratura
Il mal di montagna acuto (Acute Mountain Sickness, AMS) è la forma più comune di malattia da alta quota. Si manifesta generalmente oltre i 2.500–3.000 m, dove la ridotta pressione parziale di ossigeno provoca ipossia. L’AMS, pur presentando sintomi lievi, può evolvere in patologie più gravi, costituendo un fattore di rischio se non gestito correttamente. In questo contesto, la misurazione non invasiva della saturazione periferica di ossigeno (SpO₂) tramite pulsossimetria è stata proposta come possibile strumento predittivo dell’AMS, offrendo un’integrazione ai criteri clinici tradizionali
EEG Power Analysis of Imagination, Perception, and REM Sleep: A Step Toward Understanding Dream Generation
The brain generates vivid sensory experiences both through externally driven perception and in the absence of external input, via imagery during wakefulness and dreaming during sleep. Understanding the neural mechanisms behind these forms of conscious experience remains a major challenge. This thesis compares the spectral characteristics of brain oscillations during internally generated imagery, externally driven perception, and REM sleep, a stage characterized by vivid dreams, using high density EEG (256-channel Geodesic Sensor Net). Twenty-one healthy participants completed a wakefulness experiment involving resting state, mental imagery (free and prompted), mental arithmetic, and video watching, and underwent overnight sleep recordings from which REM sleep segments were analyzed. We developed a comprehensive preprocessing pipeline, including bad channel detection, artifact removal via ICA, and quality controls. Spectral power was analyzed across six frequency bands and three scalp regions (frontal, centro-parietal, occipital) using cluster-based permutation test. Imagery showed higher alpha and beta power relative to video watching, particularly over posterior regions, while video watching exhibited stronger delta, posterior theta, and gamma activity. Wake-REM comparisons showed higher delta and theta power in REM sleep, while wakefulness exhibited higher alpha, sigma, beta, and gamma activity. Regional variations emerged: theta elevation in REM sleep was widespread relative to eyes-closed wakefulness but localized to frontocentral regions relative to eyes-open conditions. Eye state further modulated spectral dissimilarity with REM sleep, with eyes-closed conditions appearing more dissimilar. This work provides initial spectral characterization of sensory experiences but is limited to scalp-level power analysis. Future work using source reconstruction and directional connectivity analyses are essential to better address questions about dream generation