University of Bologna

AMS Tesi di Laurea
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    Progetto, realizzazione e caratterizzazione sperimentale di un circuito per la misura dei segnali EMG

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    L’obiettivo di questo lavoro di tesi è quello di progettare, implementare e valutare sperimentalmente un circuito per l’acquisizione di segnali elettromiografici di superficie (sEMG). La configurazione adottata prevede due elettrodi attivi in configurazione bipolare, impiegati per la rilevazione differenziale del segnale muscolare. A differenza della quasi totalità dei sistemi di acquisizione di biopotenziali, in cui un terzo elettrodo di riferimento consente l’impiego del circuito della gamba destra per la riduzione delle interferenze di modo comune, in questo progetto, scegliendo di non avere il terzo elettrodo, non è stato adottato questo schema. É stato invece sviluppato e implementato un circuito di bootstrap, basato su una retroazione positiva controllata, con lo scopo di incrementare l’impedenza di ingresso di modo comune del front-end analogico alla frequenza di distribuzione della rete elettrica (50 Hz). Grazie a questo circuito la componente di ingresso di modo comune a 50 Hz che viene convertita in componente differenziale, a causa di sbilanciamenti delle impedenze dei cavi degli elettrodi o del CMRR finito degli op-amp reali, viene minimizzata. Il circuito progettato è stato simulato tramite il programma LTSpice. Il circuito è stato successivamente realizzato su breadboard e interfacciato con un microcontrollore per l’acquisizione digitale e l’analisi dei dati. L’acquisizione di segnali EMG reali ha permesso di valutare la corretta funzionalità del circuito progettato e di fare un confronto fra la configurazione in cui il front-end analogico prevede il bootstrap attivo e una configurazione con collegamento diretto degli elettrodi all’amplificatore per strumentazione. I risultati sperimentali mostrano che l’adozione del circuito di bootstrap comporta un’attenuazione dell’armonica a 50 Hz e un miglioramento della qualità del segnale acquisito, sia in termini di stabilità della baseline che di SNR

    L'attività elettrodermica come variabile dipendente nei paradigmi di condizionamento avversivo

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    Il presente elaborato ha l’obbiettivo di indagare l’attività elettrodermica come strumento di misura dell’attivazione psicofisiologica in paradigmi di condizionamento avversivo. Nei primi due capitoli teorici vengono descritte le conoscenze presenti in letteratura relative a condizionamento avversivo e attività elettrodermica, nel terzo verrà presentato un esperimento condotto su tali aspetti. Nello specifico, è stato svolto uno studio che prevedeva una fase di condizionamento Pavloviano durante la quale sono stati presentati tre stimoli visivi inizialmente neutri di cui due associati a una stimolazione elettrotattile, di tipo doloroso o tattile, e uno mai associato a stimolazioni elettrotattili. È stata quindi svolta una analisi dell’attività elettrodermica registrata durante l’esperimento. Dai risultati emerge che la risposta di conduttanza cutanea si modula durante l’anticipazione della stimolazione elettrotattile discriminando lo stimolo che predice la stimolazione dolorosa dalle altre condizioni. Tale misura può essere quindi considerata uno strumento sperimentale specifico per l’acquisizione della minaccia

    JWST observations of the stellar system Terzan 5 in the Galactic Bulge

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    Among the stellar systems in the Milky Way, Terzan 5 stands out as one of the most intriguing. Hidden in a heavily obscured bulge region, it preserves traces of the galaxy’s earliest formation. Despite its globular cluster–like morphology, extensive studies have revealed stellar populations with very different ages and chemical compositions (Ferraro et al. 2009; Ferraro et al. 2016). These findings show that Terzan 5 is in fact a "Bulge Fossil Fragment" (Ferraro et al. 2021), the relic of a primordial building block of the bulge. This interpretation links Terzan 5 to high-redshift stellar clumps observed in star-forming galaxies (Elmegreen et al. 2009), suggesting it may be the fossil remnant of an early massive structure formed through disk instabilities (Immeli et al. 2004). In this thesis I exploit the unprecedented resolution and NIR capabilities of JWST/NIRCam, combined with archival HST optical data, to further investigate Terzan 5’s sub-populations. This combination overcomes the severe extinction along the line of sight and provides the deepest, most accurate color–magnitude diagram to date. Proper motion selections and differential reddening corrections allowed us to isolate members and unveil the intrinsic features of the evolutionary sequences. Thanks to significantly increased stellar samples with respect to previous works, this study reveals with unparalleled accuracy the complex structure of the main-sequence turnoff, the most reliable stellar clock. Isochrone comparison identifies an old, metal-poor component (12.7 ± 0.5 Gyr) and a younger, metal-rich one (4.6 ± 0.5 Gyr). Moreover, we provide the first photometric evidence for an even younger population, extending recent star formation down to ~3.8 Gyr ago. Altogether, these results confirm the composite nature of Terzan 5 and strongly support its identification as a bulge fossil fragment, reinforcing the scenario of bulge assembly through the merger of massive clumps in the early universe

    Normal Total Variation flow su varietà 2-dimensionali discrete e sua applicazione alla decomposizione di superfici

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    In questa tesi ci proponiamo di implementare un modello in grado di separare i diversi livelli di dettaglio di una superficie data. Le superfici oggetto di studio sono varietà 2-dimensionali immerse nello spazio euclideo e le discretizziamo mediante mesh a facce quadrilatere definite su griglia rettangolare. Formuliamo il modello di decomposizione come un modello evolutivo guidato dalle proprietà geometriche della superficie stessa. Diamo alcuni esempi di funzionali d'energia che descrivono le proprietà geometriche di una superficie. Definiamo il flusso geometrico come il flusso gradiente che evolve la superficie per minimizzare l'energia associata. Il nostro modello consiste nell'evolvere il campo delle normali della superficie minimizzando l'energia Total Variation. Muniamo il modello Normal TV flow di un termine di fedeltà e poi lo discretizziamo. Per le dimensioni spaziali adottiamo il metodo dei volumi finiti che consiste nell'approssimare il valore sul singolo vertice con la media su un intorno. Il Teorema della Divergenza conduce il calcolo al bordo dell'intorno. Dalla formulazione numerica otteniamo un sistema algebrico lineare semi-implicito. Possiamo distinguere i diversi livelli di dettaglio di una superficie evolvendo la superficie stessa. Al procedere dell'evoluzione, la componente diffusiva porta la superficie a perdere prima i dettagli di scala minore e poi i dettagli di scala maggiore. A seconda di quando si arresta il processo e di quanto si pesa il termine di fedeltà, si ottiene la perdita di una certa scala di dettaglio. Tramite le differenze tra la superficie originale e le superfici ottenute durante le evoluzioni si ottengono i diversi livelli di dettaglio, quali macro, meso e micro. Infine mostriamo il modello applicato a varie superfici campionate a partire da oggetti reali del contesto tessile

    Gravity and Yang-Mills in d=2+ε

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    This thesis explores the ultraviolet behavior of gravity coupled to Yang-Mills fields within the Asymptotic Safety scenario. We employ a perturbative approach based on the dimensional expansion in d=2-ε, which allows for a controlled analytical continuation and circumvents ambiguities associated with heat kernel methods for quantizing the metric. We calculate the one-loop beta functions for the Einstein-Yang-Mills system and analyze the renormalization group flow. To interpret the physical implications, we evaluate the flow on-shell using two different schemes to handle the equations of motion. In both schemes, we identify a non-Gaussian fixed point, suggesting the theory could be asymptotically safe. However, we discover a discrepancy between the schemes in the limit d->4, where in one case the non-Gaussian fixed point merges with the Gaus- sian fixed point. This result highlights a potential scheme dependence in the on-shell analysis. A parallel investigation in d = 4 - ε dimensions confirms the perturbative non-renormalizability of the theory, as no interacting fixed point is found. Our findings support the utility of the d = 2 - ε expansion as a tool to investigate quantum gravity while also underscoring the challenges in extrapolating results to four dimensions

    Alle origini della prospettiva Dall'arte intuitiva al formalismo matematico: il De Prospectiva Pingendi di Piero Della Francesca

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    Questa Tesi è un viaggio nella storia della prospettiva: racconta ed analizza le fasi che hanno caratterizzato il passaggio dall'arte intuitiva al formalismo Matematico della Geometria Proiettiva, attraverso l'analisi del primo trattato sitematico della Storia riguardante la prospettiva: il De Prospectiva Pingendi di Piero Della Francesca. Vengono messi in luce gli aspetti sociali, culturali del contesto storico nel quale tutto ha inizio (il Rinascimento) e si descrivono, a partire dagli artisti propagonisti di questo cambiamento, gli aspetti pratici e teorici che hanno portato sapienti e scienzianti alla negazione del V postulato di Euclide e la formalizzazione della Geometria Proiettiva,la quale traduce in linguaggio matematico ciò che avviene rappresentando il mondo tridimensionale sulla tela bidimensionale. Nel dettaglio si analizza il De Prospectiva Pingendi, partendo dalla visione diretta delle copie originali del trattato, in volgare ed in latino, giunte sino ai nostri giorni

    Molten salt reactor: source terms due to gas leakage and nuclide volatilization

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    This study investigated realistic source terms for molten salt reactors (MSRs) by analyzing the parameters influencing radionuclide release and the containment performance of a core cavity during severe accidents. The research focused on gaseous leakage, fission product volatilization, and the relationship between vapor pressure and salt temperature. Results show that containment pressures remain below safety limits under all scenarios, with major contributors being gaseous leakage and temperature-driven pressure rise. Salt temperature is identified as the dominant factor determining release magnitude: at 900 K, releases are minimal (I-131 = 1.5 * 10^5 Bq), whereas at 1500 K, volatilization significantly increases, producing up to 1.50 × 10^14 Bq I-131—comparable to the Three Mile Island event. The gaseous inventory, primarily tritium ( 1.76 * 10^15 Bq) and xenon (≈ 8.48 * 10^16 Bq), is fully released in any core damage scenario, though the low operating pressure results in a slow release over two years. A Hastelloy N core cavity can contain volatile nuclides effectively if structural integrity is maintained, preventing external release. Overall, the findings indicate that realistic MSR source terms are dominated by gaseous products at low temperatures and by fission product volatilization at high temperatures, emphasizing the critical role of temperature control and cavity integrity in mitigating environmental releases

    Dissipation of primordial gravitational waves into CMB spectral distortions: theory and observation prospects

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    Primordial gravitational waves (PGWs) from inflation can leave observable imprints in the Cosmic Microwave Background (CMB), not only as B-mode polarization but also as spectral distortions (SDs), i.e. tiny deviations from the blackbody spectrum. These distortions, caused by inefficient thermalization in the early plasma, probe primordial perturbations on smaller scales (k ∼ 50–10⁴ 1/Mpc) than those accessible by CMB anisotropies or galaxy surveys. PGWs can even generate distortions at k > 10⁴ 1/Mpc, revealing unexplored early-Universe physics, though their amplitudes are expected to be much lower than scalar-induced ones. To study the SDs induced by the dissipation of PGWs, we modified the CLASS code to compute the energy injected into the primordial plasma by this process.. This implementation allowed for the Green’s function method to be applied to PGWs for the first time, providing an exact treatment of the μ–y transition. We found that large-scale PGWs (k ∼ 10⁻³–10⁻¹ 1/Mpc) re-entering the horizon during this era can enhance μ-distortions by a factor of two for nearly scale-invariant spectra. We also analyzed a log-normal bump in the PGW power spectrum at 10 1/Mpc. For amplitudes ∼ 10⁻³–10⁻² and widths 0.1–1, distortions comparable to scalar-induced ones can arise. Increasing the width broadens the overlap with the μ window function, leading to a saturation of the SD amplitude. Finally, we forecast the science capabilities of a PIXIE-like experiment on the tensor power spectrum by a Markov Chain Monte Carlo (MCMC) analysis. We combined data from BICEP/Keck 2018 and a PIXIE-like experiment to constraint the tensor-to-scalar ratio at two scales. Then, using only PIXIE-like data, we constrained the amplitude of a log-normal bump. This work demonstrates, for the first time, that PGW-induced spectral distortions can jointly constrain the tensor power spectrum with CMB polarization, opening new possibilities for combined analyses with Planck and future missions

    Importanza del territorio e del valore di percezione delle denominazioni d’origine

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    La presente tesi analizza il valore e l'importanza delle denominazioni di origine controllata (DOC) nel settore vitivinicolo italiano, mettendo in evidenza il loro impatto sul comportamento dei consumatori. Il vino riveste un ruolo cruciale nell'economia agroalimentare del Paese, con oltre il 70% della produzione vinicola rappresentato da vini a denominazione. Attraverso un'analisi dei fondamenti teorici e normativi delle denominazioni d'origine, si esamina il contesto legislativo, evidenziando i meccanismi di riconoscimento e controllo delle indicazioni geografiche. L’elaborato esegue un'analisi sulle strategie di marketing associate alle denominazioni d'origine, esplorando le dinamiche del mercato italiano e l'importanza dello storytelling nel posizionamento del brand. Si evidenzia come i consumatori, sempre più attenti all'autenticità e alla qualità, tendano a preferire vini con certificazioni DOC. Presenta un'indagine empirica condotta tramite un sondaggio, finalizzato a comprendere le abitudini di consumo e i fattori decisionali degli intervistati. I risultati mostrano che la presenza di denominazioni di origine è percepita come un indicatore di qualità, con una crescente predisposizione dei consumatori a pagare un premium price per vini certificati. La ricerca sottolinea l'importanza del legame tra vino e territorio, suggerendo che le certificazioni non solo garantiscono la qualità, ma contribuiscono anche a costruire un'identità di marca forte e riconoscibile. Quindi la tesi evidenzia come le denominazioni d'origine rappresentino un valore aggiunto nel mercato vitivinicolo, non solo per la loro funzione di tutela e valorizzazione del patrimonio enologico italiano, ma anche per il loro ruolo strategico nelle scelte dei consumatori. La ricerca bibliografica delle fonti è stata condotta tramite diverse banche dati quali Scopus, Researchgate, Google Schoolar oltre a distinte fonti sitografiche

    Il ruolo della nutrizione nella gestione del peso: approcci dietetici efficaci per la prevenzione e cura dell'obesità

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    Questa tesi si propone come strumento educativo volto a sensibilizzare il lettore sull’obesità e sulle malattie croniche ad essa correlate, analizzando non solo gli aspetti clinici e nutrizionali, ma anche quelli psicologici e sociali. Attraverso un’analisi approfondita della letteratura, è stato possibile evidenziare come l’aderenza a regimi alimentari con comprovati effetti salutistici, come la Dieta Mediterranea, sia fortemente associata ad un minor rischio di sovrappeso e obesità, nonché una maggiore efficacia nella riduzione del peso corporeo e nel miglioramento dei parametri metabolici, soprattutto quando la dieta è combinata ad uno stile di vita attivo e ad una moderata restrizione calorica. E' inoltre emerso come la disinformazione, la mancanza di educazione alimentare e i fattori emotivi influenzino negativamente le scelte di vita degli individui obesi, spesso aggravandone la condizione. L’elaborato mira a offrire informazioni chiare e consigli pratici per promuovere uno stile di vita più sano, dimostrando che il cambiamento è possibile e può portare benefici sia fisici che psicologici. Educare per prevenire diventa quindi il messaggio centrale, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza individuale e collettiva

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