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Episodio 63. L'erosione del controllo del territorio. L'OVRA, la MVSN e gli altri
Consultare la pagina https://linktr.ee/storiadeicarabinieri per informazioni sul progettoÈ possibile ascoltare il podcast su: Spreaker Podcast Player, Apple Podcasts, Spotify, iHeartRadio, Google Podcasts, Castbox, Podcast Addict, PodchaserIn questo episodio 63 cerchiamo di capire e spiegare il ruolo dei Carabinieri nel controllo del territorio durante gli anni trenta e dopo l’importante fase di consolidamento del regime fascista.
Il ruolo dell'Arma dei Carabinieri Reali fu limitato al controllo delle zone rurali, con funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, e ancora con l'impiego in ordine pubblico dove però la situazione rimaneva piuttosto tranquilla tenuto conto dell'apparato di regime che la contornava.
Le attività di polizia politica rimasero nelle mani dell'OVRA e da chi ebbe un ruolo nella
gestione della pubblica sicurezza tout court e quindi principalmente Arturo Bocchini, il capo della polizia dal 1926 al 1940, mentre parzialmente vi fu un ruolo degli Uffici Politici
Investigativi della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Durante il periodo 1933 - 1935, ad esempio, presso l'Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza per la Sicilia, un tenente colonnello dei Carabinieri Reali, Filippo Caruso, fu
encomiato per ben tre volte con queste motivazioni:
- “Intervenuto quale elemento coordinatore, in indagini di natura molto elaborata e complessa, assicurò ad esse mediante la sua efficace collaborazione lo sviluppo necessario per conseguire brillante risultato concretatosi con la denunzia di bene 115
persone associate per delinquere singolarmente responsabili di vari delitti contro la persona ed il patrimonio”. Salemi – Vita (Trapani), ottobre 1933 – marzo 1934.
- “Addetto all’ispettorato Generale di pubblica sicurezza per la Sicilia fu prezioso elemento coordinatore in indagini di natura molto elaborata e complessa e superando con intelligente attività e con alto spirito di sacrificio le difficoltà dell’ambiente, assicurò col suo personale impulso brillanti risultati nei molteplici e delicati servizi per la repressione della delinquenza nell’Isola”. Sicilia, settembre 1933 gennaio 1935.
- “Ufficiale superiore presso l’Ispettorato Generale di P.S. per la repressione della
delinquenza in Sicilia, coordinò e diresse con singolare perizia l’azione dei dipendenti, riuscendo ad identificare, dopo oltre otto mesi di paziente lavoro d’investigazione, una pericolosa organizzazione di abigeatori che agiva in tre province dell’Isola composta di ben 225 persone, in maggior parte arrestate, addividendo [addivenendo] al sequestro di ingente refurtiva”. Provincia di Agrigento, Trapani, Palermo, maggio 1934 – gennaio 1935.
Filippo Caruso rappresenta uno dei militari più conosciuti tra quelli che si distinsero negli
anni successivi durante la difficile occupazione tedesca di Roma dove egli diede vita, con l’appoggio di militari dell’Arma, alla cosiddetta “Banda Caruso” che tanto diede filo da torcere agli occupanti fino alla liberazione della capitale del nostro Paese.
Dalla semplice lettura delle motivazioni, emerge che il ruolo dei militari dell’Arma all’interno dell’Ispettorato fu orientato verso la polizia giudiziaria e verso il controllo del territorio che la propaganda fascista aveva dichiarato libero ma che, invece, continuava a vedere i mafiosi farla da padroni.
Fonti consultate:
Domizia Carafòli – Gustavo Bocchini Padiglione, Il Viceduce. Arturo Bocchini capo della polizia fascista, Milano, Mursia, 2003;
Giovanna Tosatti, La repressione del dissenso politico tra l’età liberale e il fascismo. L’organizzazione della polizia, in Studi Storici, 1997, n.1;
Alberto Aquarone, La milizia volontaria nello stato fascista, in Alberto Aquarone, Maurizio
Vernassa, Il regime fascista, Bologna, Il Mulino, 1974;
Alberto Aquarone, L’organizzazione dello Stato totalitario, Torino, Einaudi, 2003;
Vittorio Coco, Polizie speciali. Dal fascismo alla repubblica, Bari, Laterza, 2017
Narrativas sobre Parentalidad y Transmisión de la Identidad Étnica de Madres y Padres Mapuche Urbanos
2021 - 2022Contesto: come molti popoli indigeni, la maggior parte della popolazione mapuche è stata sfollata dal proprio territorio ancestrale. Gli studi sulle famiglie mapuche che vivono nelle aree urbane mettono in dubbio se le loro dinamiche di educazione dei figli implichino o meno specificità culturali e se questo gruppo possa essere considerato pienamente come popolo mapuche nonostante viva in modo molto simile alle persone non indigene. Obiettivo: Questo progetto di dottorato mira a comprendere i significati legati all'esperienza genitoriale e alla trasmissione dell'identità etnica nelle madri e nei padri mapuche urbani. Metodo: è stato eseguito uno studio qualitativo, con un disegno narrativo. Sono stati intervistati 14 partecipanti ei dati sono stati sottoposti ad un'analisi tematica, sia a livello individuale che di gruppo. Risultati: le madri e i padri urbani Mapuche concepiscono la genitorialità profondamente correlata alla prospettiva tradizionale del popolo Mapuche sull'infanzia, il che significa la promozione dell'autonomia, la capacità di collaborare e di essere consapevoli dell'ambiente e l'importanza di includere la famiglia allargata nell'educazione dei figli processi. La trasmissione dell'identità etnica è intesa come un canale che collega i bambini alle loro radici e alla possibilità di preservare la conoscenza ancestrale. La trasmissione si basa anche sul senso di orgoglio e di appartenenza a un gruppo indigeno profondamente legato alla natura. Conclusione: Al di là della prospettiva dell'assimilazione, i Mapuche dovrebbero essere affrontati come un gruppo in situazione diasporica, la cui identità etnica circola al di fuori di un territorio specifico. La popolazione urbana mapuche vive in una condizione di confine, rappresentando per la psicologia un interessante caso per comprendere le trasformazioni identitarie tra le tensioni tra la società cilena e quella mapuche e il futuro incerto. Prestare attenzione allo spazio quotidiano della famiglia è necessario per rendere visibile l'eterogeneità all'interno del popolo mapuche e riconoscere i processi di rielaborazione identitaria molto spesso oscurati dal predominio della discussione politica. [a cura dell'Autore]XXXV cicl
Il valore partecipativo delle fonti e l'ecosistema Wikimedia: questioni di Public History
Pierluigi Feliciati insegna all'Università di Macerata.
Nel suo intervento si concentra sul rapporto tra Wikipedia e la Public History. L'intervista è stata realizzata nel corso della V Conferenza dell'AIPH (Associazione italiana di Public History) da Micaela Antelmi e Andrea Cortesogno, studenti del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze
Le vittime di mutilazioni genitali femminili tra riconoscimento dello status di rifugiato e (discutibile) giurisprudenza europea sui rimpatri
Female genital mutilation constitutes a serious violation of individual rights
due to the persisting physical and psychological consequences that it entails. In the
last few decades, the phenomenon has come to prominence in relation to the issue of
granting international protection to its victims. The paper will highlight the legal
elements that make it possible for female genital mutilation to be included among the
reasons for granting refugee status, basing this exam on the main international legal
acts and some recent national rulings in this field. This framework will be compared
with European and national jurisprudence concerning any existing limits on the
expulsion of women who have suffered (or are at risk of being subjected to) female
genital mutilation, in order to highlight the positive elements but also the critical ones
and to underline possible evolutions.La pratica delle mutilazioni genitali femminili costituisce una grave
violazione dei diritti individuali a causa delle perduranti conseguenze fisiche e
psicologiche che comportano. Ciò ha fatto sì che il fenomeno venisse in rilievo anche
in relazione alla questione dell’attribuzione della protezione internazionale. Nel
presente contributo, si tenderà a evidenziare quali siano gli elementi che permettono di inquadrare le mutilazioni genitali tra le ipotesi per cui è possibile accordare lo
status di rifugiato, conducendo tale disamina anche alla luce dei principali atti
internazionali e della giurisprudenza nazionale in materia. Se ne ricaverà un quadro
normativo che verrà confrontato con la più significativa giurisprudenza interna ed
europea in materia di espulsione di donne oggetto (o che rischiano di essere oggetto)
di mutilazioni genitali al fine di metterne in evidenza gli elementi positivi ma anche
quelli critici e di sottolineare possibili evoluzioni
GeoVisual Analytics methods and techniques for territorial sustainable development
2020 - 2021In order to reduce poverty and improve people’s lives everywhere, territorial development must be sustainable. Data science
and analytics can offer fundamental contributions to it. Moreover, to achieve the 17 goals in the 2030 Agenda for Sustainable
development defined by United Nations, citizens’ participation
in decision processes is paramount. Indeed, it helps fight against
corruption and facilitates the policymakers aligning their decision with the needs of citizens.
The research described in this thesis has two main objectives,
namely to harness Big Data for sustainable spatial development
and to promote citizen involvement in decision-making processes
by offering them a new tool for geovisual analysis of spatial data.
The growing number of devices and people connected to the
Internet are valuable sources of geographically localized information, not yet fully exploited. Although this data has all the
characteristics of the Big Data for the Sustainable Development,
as defined by United Nations, it requires innovative architecture
and tools to be managed. Furthermore, citizens’ involvement
requires that these tools should be simple to use and understand,
even during complex data analyses.
The dissertation describes the research that led to the layered
framework that helps leverage Big Data for Sustainable Development, and the new visual tool that helps citizens participate in
data analysis. [edited by Author]XXXIV cicl
For a New International Public History
Proposed in the United States of America in the 1970s, the term “public history” is now used in various parts of the world. The internationalization of the field of public history raises various questions about its definition, its practices, and its theories. Based on sometimes long-established practices, public history reflects new approaches to audiences, collaboration and authority in history production. The article distinguishes and analyses the different phases of internationalization in the 1970s, 1990s, and 2010s and argues for a new international public history. Instead of a spread of public history, the new internationalization lies upon multicultural approaches and understandings of the field. Symbolized by the rise of public history in Italy, the glocal process of defining and practicing public history – where the local practices and theories relate and influence global definitions – provides more nuanced and richer understandings of the field. The new internationalization has concrete consequences on the public history structures, resources, languages, and projects
Omessa verifica dell’idoneità tecnico-professionale del lavoratore autonomo e responsabilità penale del committente. Osservazioni su una recente decisone della Corte di legittimità.
La tratta di esseri umani nel diritto dell'Unione europea: politiche di contrasto e protezione delle vittime
La piaga della tratta di esseri umani, moderna evoluzione delle antiche pratiche della tratta degli
schiavi e della tratta di donne a scopo di prostituzione, ha assunto una rilevanza peculiare nello
scenario del contemporaneo mondo globalizzato. Il presente lavoro, dopo una ricostruzione del
quadro degli strumenti di diritto internazionale finalizzati a combatterla, si occupa di analizzare quelli
predisposti dal diritto dell’Unione Europea e in particolare dalla direttiva 2011/36/UE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, che ha disciplinato organicamente la materia,
soffermandosi anche sui risvolti applicativi e le prospettive di riforma della stessa ad ormai undici
anni dalla sua introduzione. L’attenzione viene incentrata in particolare sul profilo della protezione
delle vittime e, in questo contesto, muovendo dalla sempre più stretta connessione tra la tratta di esseri
umani e il fenomeno migratorio, viene osservato il rapporto tra il sistema di protezione specificamente
destinato alle vittime di tratta e quello della protezione internazionale, con un focus finale sulla tratta
delle ragazze nigeriane, che assume attualmente rilevanza paradigmaticaThe scourge of trafficking in human beings, a modern evolution of the ancient practices of the slave
trade and the trafficking of women for the purpose of prostitution, has assumed a peculiar relevance
in the scenario of the contemporary globalized world. This work, after a reconstruction of the framework of international law instruments aimed at combating it, analyzes those established by
European Union law and in particular by Directive 2011/36/EU of the European Parliament and of
the Council, of 5 April 2011, which organically regulated the matter, also focusing on the application
implications and the prospects for reform of the same now eleven years after its introduction.
Attention is focused in particular on the profile of the protection of victims and, in this context,
starting from the increasingly close connection between trafficking in human beings and the
migratory phenomenon, the relationship between the protection system specifically intended for
victims of trafficking and that of international protection, with a final focus on the trafficking of
Nigerian girls, which currently assumes paradigmatic relevanc
Un compromiso civil. Sobre el magisterio filosófico de Giuseppe Cacciatore.
El ensayo recorre brevemente las etapas fundamentales del itinerario fi-losófico de Giuseppe Cacciatore, destacando en particular el profundo vínculo de su actividad como historiador de la filosofía con su propues-ta teórica de un historicismo crítico-problemático declinado en sentido ético-político.The essay briefly retraces the highlights of Giuseppe Cacciatore’s philo-sophical itinerary, bringing out the profound link between his activity as a historian of philosophy and his theoretical proposal of a critical-proble-matic historicism declined in an ethical-political sense