University of Salerno

EleA@UniSA - Università degli Studi di Salerno
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    Intervista a Joëlla van Donkersgoed. La storia di Esch in 25 oggetti

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    Esch-sur-Alzette è una cittadina di circa 36.000 abitanti situata nell’area mineraria del Lussemburgo. Un’esposizione temporanea all’Escher Pop-Up-Store ha inteso misurarsi con un approccio creativo allo storytelling. Venticinque oggetti hanno raccontato la storia della città multiculturale di Esch con un focus sul Novecento. Un progetto partecipativo e di co-curatela che trasforma la cittadinanza in comunità patrimoniale inducendola a prendersi cura della propria storia.Esch-sur-Alzette is a town of about 36,000 inhabitants located in the Luxembourg mining area. A temporary exhibition at the Escher Pop-Up-Store intended to compete with a creative approach to storytelling. Twenty-five objects told the story of the multicultural city of Esch with a focus on the twentieth century. A participatory and co-curatorship project that transforms citizenship into a patrimonial community, inducing it to take care of its own history

    Il ruolo dell’avvocato nei più recenti assetti della tutela “multilivello” dei diritti umani

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    This contribution proposes a reflection on the central role played by the lawyer in today’s dynamics of trial and the protection of rights. While there has been a proliferation of conventions on the protection of human rights, today, on the other hand, we find ourselves witnessing a halt - sometimes a real retreat - in the protection offered in practice at both the national and international levels. In this context, the contribution examines the function of the lawyer before the European Court of Human Rights: he is the driving force behind a “circular” movement between the applications made to the European Court of Human Rights, the judgments pronounced by the Court and the impact that these judgments have in the domestic legal system.Il presente contributo propone una riflessione sul ruolo centrale ricoperto dall’avvocato nella dinamica odierna del processo e della tutela dei diritti. Infatti, a fronte del proliferare di convenzioni aventi ad oggetto la tutela dei diritti umani, per converso, oggi, ci troviamo ad assistere ad un arresto – talvolta ad un vero e proprio arretramento – delle tutele offerte in concreto tanto a livello nazionale che internazionale. In tale contesto, viene esaminato in modo puntuale il ruolo assunto dinanzi la Corte EDU dall’avvocato: quest’ultimo è protagonista di una sorta di movimento “circolare”, che si determina fra i ricorsi che vengono portati all’attenzione della Corte EDU, le sentenze da questa pronunciate e l’impatto che le stesse sentenze assumono negli ordinamenti interni

    Macrocycles: new properties and applications

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    2021 - 2022Peptoids (polymers of N-substituted glycines) constitute a fascinating class of biomimetic oligoamides as peptides but exhibiting distinct structural and biological features. Cyclic peptoids, macrocycles derived from the cyclization of linear peptoids are attractive scaffolds for several applications. They are stable and easily accessible by the so called submonomer approach on solid-phase and subsequent cyclization in solution in high dilution conditions. Within last years, cyclic peptoids have been investigated as versatile scaffolds to perform numerous functions. In particular, macrocyclic N-substituted glycine oligomers have shown a significant potential in catalysis, as bioactive agents, in material science and as precursors of peraza-macrocycles. Moreover, the versatility of their preparation method enables wide structural flexibility and effortless introduction of diverse aromatic spacers into the peptoid oligoamide backbone, producing the valuable class of “extended” peptoids with excellent conformational properties and metal chelating abilities. This PhD thesis is focused on developping new sequence-defined macrocycles based on peptoidic scaffold. Chapter describes synthesis and characterization of new chiral peraza macrocycles and their sodium complexes. The preparation of such macrocyclic ligands has been accomplished via backbone amides’ reduction of corresponding cyclic peptoids. Chapter is devoted to attempt the synthesis of cyclic thiopeptoids (possessing C=O backbone bonds replaced with C=S ones). The synthesis of two thioamide bond precursors in peptoids and on resin thioacylation trials are described. Chapter 4 can be considered as an interface between the versatility of the copper(I)-catalyzed alkyne-azide cycloaddition chemistry and peptoid synthesis. In the first place, preparation, and characterization of a new class of macrocyclic triazole-containing “extended” peptoids are described. The next study is dedicated to expanding the concept of backbone amide reduction for these new oligoamide macrocycles (including chiral derivatives), which leads to a new class of macrocycles possessing complexation abilities. Lastly, a preparation of new polar macrocyclic peptoids via CuAAC mediated conjugation between propargyl-functionalized cyclopeptoidic platforms and suitably designed azides is described. [edited by Author]I peptoidi (polimeri di glicine N-sos2tuite) cos2tuiscono un'affascinante classe di oligoammidi biomimetiche, simili ai peptidi, ma dotate di caratteristiche strutturali e biologiche distinte. I peptoidi ciclici, macrocicli derivati dalla ciclizzazione di peptoidi lineari, rappresentano scaffold interessanti per diverse applicazioni. Sono stabili e facilmente accessibili attraverso il cosiddetto approccio submonomerico su fase solida e successiva ciclizzazione in soluzione in condizioni di alta diluizione. Negli ultimi anni, i peptoidi ciclici sono stati studiati come scaffold versatili per svolgere numerose funzioni. In particolare, gli oligomeri macrociclici di glicine N-sostituite hanno mostrato un potenziale significativo nella catalisi, come agenti bioattivi, nella scienza dei materiali e come precursori di peraza-macrocicli. Inoltre, la versatilità del metodo della loro preparazione consente un'ampia flessibilità strutturale e l'introduzione agevole di diversi spaziatori aromatici nel backbone oligoammidico dei peptoidi, generando la preziosa classe dei peptoidi "estesi", con eccellenti proprietà conformazionalie capacità chelanti. Questa tesi di dottorato è focalizzata sullo sviluppo di nuovi macrocicli a sequenza definita basati sullo scaffold peptoidico. Il capitolo 2 riguarda la sintesi e la caratterizzazione di nuovi peraza-macrocicli e dei loro complessi sodici. La preparazione di tali ligandi macrociclici è stata realizzata mediante riduzione delle ammidi del backbone dei corrispondenti peptoidi ciclici. Il capitolo 3 è dedicato al tentativo di sintesi di tiopeptoidi ciclici (che possiedono legami C=O sostituti da legami C=S). Sono state descritte: la sintesi di due precursori del legame tioammidico nei peptoidi e le prove di tioacilazione su resina. Il capitolo 4 può essere considerato come un'interfaccia tra la versatilità della chimica di cicloaddizione azide-alchino catalizzata da rame(I) e la sintesi di peptoidi. In primo luogo, è stata studiata la preparazione e la caratterizzazione di una nuova classe di ciclopeptoidi estesi contenenti residui triazolici. Il prossimo studio è dedicato invece all'espansione del concetto di riduzione del backbone ammidico verso nuovi macrocicli oligoammidici (compresi i derivati chirali), che ha portato ad una nuova classe di macrocicli dotati di capacità di complessazione. Infine, è stata descri;a la preparazione di nuovi peptoidi macrociclici polari tramite coniugazione CuAAC-mediata tra piattaforme ciclopeptoidiche propargil-funzionalizzate e azidi opportunamente progettate. [a cura dell'Autore]XXXV cicl

    La riservatezza dei dati biometrici nello Spazio europeo dei diritti fondamentali: sui limiti all’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale

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    Facial recognition technology is a biometric-based technology that processes sensitive personal data, namely biometric data, and thus constitutes a limitation of the right to privacy. Moreover, with reference to its most alarming applications, this technique operates on the basis of a generalised and indiscriminate collection of biometric data, and thus holds a prominent place in the context of state and non-state electronic surveillance measures. The serious absence, at international and European level, of a clear and uniform legal framework on the legitimate use of facial recognition technologies has been denounced in many contexts. This paper aspires to assess the validity of this assumption, in order to understand whether, and if so within what limits, the use of facial recognition technology can be considered compatible with the system of the European Convention on Human Rights and with European Union law; and whether, consequently, specific legislation aimed at sanctioning its lawfulness or unlawfulness is actually necessary or even desirable.La facial recognition technology è una tecnologia a base biometrica che elabora dati personali sensibili, per l’appunto i dati biometrici, sicché essa costituisce una limitazione del diritto alla privacy. Peraltro, con riferimento alle sue più temute applicazioni, tale tecnica opera sulla base di una raccolta generalizzata ed indiscriminata di dati biometrici, ed in tal guisa ricopre un posto di primo piano nel contesto delle misure di sorveglianza elettronica statale e non. Da più parti è stata denunziata la grave assenza, a livello internazionale ed europeo, di un quadro giuridico chiaro ed uniforme sull’uso legittimo delle tecnologie di riconoscimento facciale. Il presente lavoro aspira a ponderare la veridicità di tale assunto. Ciò, all’auspicato fine di comprendere se, ed eventualmente entro quali limiti, l’utilizzo della facial recognition technology possa ritenersi compatibile rispettivamente con il sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e con il diritto dell’Unione europea; e se, conseguentemente, sia effettivamente necessaria o anche solo auspicabile una legislazione specifica diretta a sancirne la liceità o l’illiceità

    Jinu Potó, ¿Mito o historia? Desplazamientos del saber y cuestionamientos epistémicos en la narración oral del pueblo Embera Dóbida

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    El presente artículo pretende aportar una reflexión en el ámbito de las metodologías de estudio acerca de las formas contemporáneas de la narración oral, en el contexto de la producción mitopoiética embera dóbida en el Pacífico colombiano. El análisis compa-ra dos narraciones orales del relato fundacional de Jinu Potó, realizadas por un joven miembro de la comunidad embera dóbida de Boca de Jagua y por un mayor pertene-ciente a la comunidad embera dóbida de Yucal, ambas ubicadas en el departamento del Chocó (Colombia). El artículo entreteje un estudio de los motivos narrativos (motife-mas) del relato con un análisis de ‘lo que acontece entre’ la narración. Según la tesis pro-puesta, lo que acontece entre la narración integra la misma dimensión epistemológica de la producción oraliteraria embera y condensa huellas y trayectorias del proceso futural de reconfiguración epistémica en curso en distintas culturas indígenas colombianas con-temporáneas, particularmente en contextos de desplazamiento forzado.This essay aims to provide a reflection in the field of analysis methodologies about con-temporary forms of oral narration, in the context of embera dóbida mythopoietic pro-duction in the Colombian Pacific region. The analysis compares two oral narrations of the cosmogonical story of Jinu Potó, made by a young member of the embera Dóbida community of Boca de Jagua and by an older member of the embera Dóbida community of Yucal, both located in the Department of Chocó (Colombia). The article interweaves a study of the narrative motifs (motifemes) of the story with an analysis of ‘what happens between’ the narrative. According to the proposed thesis, what happens between the narration integrates the epistemological dimension of the embera oraliterary production and condenses traces and trajectories of the contemporary futural process of epistemic reconfiguration in different colombian indigenous cultures, particularly in contexts of forced displacement

    Soft Biometrics: Periocular Features and applications on Humanoid Social Robots

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    2021 - 2022The market for biometric technology continues to grow. Biomet rics is used in the real world in a wide variety of fields, from surveillance, health care, advertising, Human-Robot Interaction to security and trust. Interest in this field is transversal. Soft biometrics have emerged in recent years as a potential alternative to and useful ally of primary biometrics (also known as hard biometrics). Any anatomical or behavioral feature that gives some information about a person’s identity but does not provide sufficient evidence to accurately determine identity can be called a "soft biometric trait." In addition to the evidence that these characteristics can be used to improve the accuracy of a recognition system, the study of soft biometrics has shown that additional information about people, such as age, gender, eth nicity, and information about emotional and cognitive state, can be inferred from these soft data, demonstrating their broader potential. Based on this, it is a study area that has garnered considerable interest over the past decade but has never quite taken off. In fact, there has been an absence of a more verticalized and system atic examination of certain characteristics and their purposeful and widespread use in applications such as HRI. For this rea son, after a thorough examination of the literature, this thesis focused on two aspects. First, the potential of soft biometrics when integrated with the native capabilities of social humanoid robots was studied to demonstrate how their application can make this type of robot even more effective in the sectors of elderly care, security, and also become a danger in the area of So cial Engineering. Then, periocular soft biometric features (blink, eye-movements, fixations, and pupil) were studied in detail to demonstrate their potential for the purposes of recognition, de mographic classification, emotion detection, and cognitive state analysis. [edited by Author]XXXV cicl

    «Forme di stati. Forme di governi. Forme di regimi»: la riflessione comparata di Rolando Quadri

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    Con il presente contributo si elaborano delle brevi considerazioni sulla «riflessione comparata» di uno dei più noti giuspubblicisti del secolo scorso, Rolando Quadri, a partire da un volume pubblicato nella forma di appunti dalle lezioni, di cui pur conoscendone la casa editrice (Liguori) e luogo di edizione, non si è ancora in grado di individuarne una data certa. L’A. offre un confronto tra modelli giuridici di diritto positivo inquadrando l’esperienza statuale nella più ampia cornice del diritto internazionale e del diritto comparato. Individuati un concetto unitario di Stato e gli elementi costitutivi di quest’ultimo, l’illustre A. si preoccupa di studiarne le classificazioni, nella specifica prospettiva di funzionalizzarle alla comparazione.This contribution elaborates some brief considerations on the «comparative reflection» of one of the best-known authors of the last century, Rolando Quadri, starting from a volume published in form of lecture notes, of which, although it’s known the publishing house (Liguori) and the place of edition, it is not yet possible to identify a certain date. Here, it’s offered a comparison between legal models of positive law by analyzing the state experience from the point of view of international and comparative law. After having identified a unitary concept of the State and its constituent elements, the illustrious A. studies its classifications, with the specific perspective of functionalizing the classifications for comparison

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