University of Salerno

EleA@UniSA - Università degli Studi di Salerno
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    6957 research outputs found

    Le verlan est-il soluble dans l’orthographe française?

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    As an oral lexicogenic process, verlan is not intended to be written down, but the question of its spelling may arise for lexicography, literature, intralinguistic subtitling and advertising. Based on a study of the spellings of verlanised words in a corpus of transcriptions of rap lyrics, our analysis will focus in particular on the singular use of the hyphen used to indicate syllable inversion, and to clarify at various levels the source form of the verlanised word. Through the analysis of a marginal scriptural practice, the aim is to examine the linguistic challenges raised by verlan in relation to the morpho-syntactic structure of stan- dard French by examining the strategies used, which oscillate between two tendencies: the assimilation of verlan to the French orthographic system on the one hand (standardisation), and on the other the tendency to indicate is not belonging to it (exoticization)

    La figura di Torquato Tasso nel Madrigale senza suono. Morte di Carlo Gesualdo, Principe di Venosa di Andrea Tarabbia

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    Memoria, cancellazione, spazio pubblico

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    Claims that are hastily classified as acts that want to erase history and memory are actually an opportunity to reflect on our public space and public memory. They run the risk of being instrumentalised by a kind of memorial populism that deprives them of their communicative power. They do not, in fact, invite us to erase, but rather to broaden our view on the past. Public authorities have the difficult task of taking up the challenge, managing the conflict that these claims open up and proposing paths of memorial re-semantisation and re-contextualisation. These actions, rather than choosing between maintaining the status quo and removal, give space to a third possibility: telling history and constructing memory with new words. More correc

    Quel S. Giacomo (e altri dipinti) di Nicola Cacciapuoti a Monteforte

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    Attraverso un attento studio di ricerca l’autore attribuisce i dipinti che sono nell’altare maggiore della Chiesa di San Nicola a Monteforte Irpino al pittore giuglianese Nicola Cacciapuoti, allievo del Solimena e di Domenico Antonio Vaccaro. In particolare egli evidenzia l’accostamento del Cacciapuoti, tra il 1742 e il 1748, anche allo stile di Francesco De Mura. Attraverso un’analisi stilistica ed iconografica dei dipinti, emerge la figura di Nicola Cacciapuoti, di considerevole spessore culturale e protagonista nell’ambito della pittura della prima metà del Settecento nel Meridione. Il lavoro contribuisce a far luce su un pittore sinora ancora non sufficientemente conosciuto ed ap prezzato come merita.Through a careful research study, the author attributes the paintings that are in the high altar of the Church of San Nicola in Monteforte Irpino to the Giugliano’s painter Nicola Cacciapuoti, a pupil of Solimena and Domenico Antonio Vaccaro. In particular, he highlights the combination of Cacciapuoti, between 1742 and 1748, with the style of Francesco De Mura. Through a stylistic and iconographic analysis of the paintings, the considerable cultural value of Nicola Cacciapuoti emerges as protagonist in the painting of the first half of the eighteenth century in the South Italy. The current study helps to shed light on a painter not yet sufficiently known and appreciated as he deserves

    Dalla non discriminazione alle pari opportunità: un itinerario di confronto, ricerca e sperimentazione di buone prassi a UNISA... e oltre

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    Atti del Convegno internazionale di studi tenuto in occasione della Giornata internazionale della donna 2023L’opera raccoglie gli Atti del Convegno internazionale tenuto presso l’Università degli Studi di Salerno in occasione della Giornata internazionale della donna 2023. Il Convegno ha rappresentato un momento di corale partecipazione da parte dell’intero Ateneo salernitano: il tutto nella direzione di realizzare, come indica il titolo dell’Iniziativa culturale svolta, un “Itinerario di confronto, di ricerca e di sperimentazione di buone prassi a UNISA (e oltre…)“. La risultante è testimoniata da questo volume, multi e interdisciplinare, in cui il fecondo confronto tra le best practices esistenti nell’Università di Salerno e la felice “contaminazione” tra saperi differenziati, nonché la valorizzazione di un ingente patrimonio di competenze e di professionalità presenti in questo Ateneo sono posti al servizio del consolidamento di una cultura di genere, atta a garantire parità e non discriminazione, nel rispetto e nella valorizzazione delle specificità e dei talenti, in una dimensione anche intergenerazionale

    Episodio 88. I Carabinieri al Nord. I Carabinieri del Trentino

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    Consultare la pagina https://linktr.ee/storiadeicarabinieri per informazioni sul progettoÈ possibile ascoltare il podcast su: Spreaker Podcast Player, Apple Podcasts, Spotify, iHeartRadio, Google Podcasts, Castbox, Podcast Addict, PodchaserLe vicende del Gruppo Carabinieri di Trento nel corso dei 20 mesi di vita della RSI sono piuttosto particolari e rappresentano una eccezione piuttosto difficile da accettare dagli stessi vertici politici della sedicente Repubblica Sociale Italiana. Abbiamo deciso dunque di dare spazio a questa vicenda attraverso la consultazione di un volume a firma di Maria Garbari che ha studiato parecchi anni or sono le vicende di quei Carabinieri che si trovarono a vivere l'armistizio e i mesi successivi nel capoluogo trentino. Il tenente colonnello Michele De Finis ebbe la capacità tra non poche insidie di tenere sotto di sè i suoi uomini e di salvarli dalla cattura e dalla deportazione, riuscendo a far indossare l'uniforme dell'Arma sino alla fine del conflitto. I Carabinieri, anche in questo caso e territorio, riuscirono ad aiutare i giovani atti al servizio militare o al lavoro coatto a non essere acciuffati dai tedeschi ed inviati alla triste sorte. Inoltre, garantirono la sicurezza pubblica e, per quanto possibile, anche l'ordine pubblico in un territorio che ricadeva nella zona del governatorato del Tiroler Vorland. Insomma con non poche difficoltà riuscirono a portare il Trentino alla fine del conflitto mondiale

    Episodio 80. La Resistenza dei Carabinieri a Roma. Le altre bande

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    Consultare la pagina https://linktr.ee/storiadeicarabinieri per informazioni sul progettoÈ possibile ascoltare il podcast su: Spreaker Podcast Player, Apple Podcasts, Spotify, iHeartRadio, Google Podcasts, Castbox, Podcast Addict, PodchaserCon l'episodio 80 dedicato alla Resistenza dei Carabinieri a Roma abbiamo pensato di sottotitolarlo "Le altre bande" per aiutare il nostro follower a comprendere la complessità che si cela dietro la semplice affermazione del Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri del Generale Filippo Caruso. In particolare, il FCRC si è creato progressivamente dai primi nuclei costituiti in modo spontaneo già all'indomani del 7 ottobre 1943 con la cattura e deportazione di molti Carabinieri romani e si è via via aggregato sotto lo sguardo attento del generale. Ciò significa anche che le varie formazioni si svilupparono autonomamente mantenendo poi questa autonomia che era coordinata dalla figura di prestigio di militare e di ufficiale dei Carabinieri come Filippo Caruso. Ecco dunque che emergono dall'oblio alcune vicende del poco conosciuto "Battaglione Carabinieri Reali Hazon" che raggiunse la consistenza di oltre 700 uomini in clandestinità (principalmente Carabinieri), la banda Montesacro - Sant'Agnese composta anche questa principalmente da Carabinieri delle due stazioni unite a quelli di Villa Savoia o ancora a Carabinieri che militavano in altre formazioni come il Gruppo Militare Clandestino Bertone che faceva capo alla Regia Aeronautica. Insomma abbiamo provato a dare qualche cenno e indicazioni su piccoli episodi di azioni lampo e di raccolta episodi utili, crediamo, a dare un'idea della complessità sia del fenomeno resistenziale, sia di quello dei Carabinieri in clandestinità, sia ancora delle difficoltà di vivere o forse diremmo meglio sopravvivere in una città sotto continua pressione e paura di arresto, torture e deportazioni

    Introduzione alla Storia della scuola italiana dalla prospettiva del corpo docente: fonti, formazione e proposte per ricerche future

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    L’articolo prende in esame le fonti più facilmente accessibili per lo studio del sistema scolastico italiano. Negli ultimi trent’anni la storiografia, le amministrazioni pubbliche e gli attori sociali hanno prodotto sempre più fonti utili per la Storia dell’istruzione, che tuttavia non sono ancora state sfruttate in modo sistematico. Questa breve rassegna, con la proposta di una periodizzazione, vuole essere una guida per gli studenti che si affacciano sul tema e un punto di partenza per una discussione più ampia delle ricerche in istruzione.The article examines the most easily accessible sources for studying the Italian school system. Over the last thirty years, historians, public administrations and social actors have produced more and more useful sources for the History of Education, which however have not yet been systematically explored. This brief review, with the proposal of a periodization, is intended as a guide for students approaching the subject and a starting point for a broader discussion in the field of education research

    Fotografia digitale per il rilievo e la rappresentazione di dettaglio. Processi image-based per la digitalizzazione a scala sub-millimetrica

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    2021 - 2022The widespread popularity of digital photography and the ongoing implementation of equipment with an extremely high processing power are among the main reasons for the extensive and popular use of image-based surveying techniques. However, especially in extreme conditions, such as activities involving the representation of sub millimetre details, the systematisation of photogrammetric applications at relatively low costs, as well as the methodological rigour imposed on the technique, generally constitute exceptions to widespread practice. Nevertheless, such circumstances are not to be considered as exceptions in the museum digitisation context, as in cases of accurate representations of numerous small artefacts; moreover, the demand also has a metrological character, as the level of accuracy of the generated models may allow experts to verify or formulate key hypotheses for the valorisation of the asset. The result is an unbalanced scenario, due to the presence of an offer limited both by application specificity and by best practices, thus creating a clear gap with the growing emerging demand catalysed by recent European actions for heritage digitisation. The reasons for a certain mistrust in the use of very close-range photogrammetry are mainly due to the necessary specialist knowledge and the costs, which are not always low, in addition to the further difficulties posed to the surveyor in situ, including the unfavourable context for complex survey campaigns. Through a necessary in-depth study of the topic and an examination of the instrumentation that can be used, the overall objective of the thesis work can be summarised as the proposal of innovative solutions for the accurate, descriptive and metric representation of objects with millimetre and sub-millimetre characteristics. The specific aim was to close a gap in the representation of objects that were too small for ordinary close-range workflows, or too large for the instruments used in precision micromechanics or microscopy of microorganisms. Hence, the key to this work lies in the systematisation of – truly accessible – approaches for the acquisition and restitution of digital models with a high power of detail, making it possible to reveal material characteristics, textures and morphologies that were hitherto not always perceptible and/or representable, and do it cost-effectively. In other words, the possibility of representing more data and on a larger scale. This aim is pursued both by codifying the use of: (i) apparatus commonly used for detailed photogrammetric applications, such as professional cameras with specific optics, but combined with ad hoc designed accessories; (ii) devices born in different fields and subsequently adapted for the purpose, e.g., portable USB microscopes. In this sense, the customisation of specifically designed accessories for the integration of USB microscopes in the photogrammetric process constitutes the innovative part of the experiment. This scenario will be dealt with by means of a compendium of ten articles written during the doctoral years, which place the purpose and results of the work in the broader context of the current state of international research and manifest the intention to conduct constant research work and continuous scientific verification and dissemination. The introduction to this context and the development of the research activity – a deliberately non-technical and/or specialised approach, connotations for which, otherwise, please refer to the following chapters – is geared towards outlining the motivations behind the thesis work, to promote and encourage reading. Following the contributions, technical considerations (see § Approfondimenti) contain more detailed analyses of the photographic and photogrammetric process and a description of the latest activities conducted, followed by a section of concluding considerations and observations on potential future developments. [edited by Author]La grande diffusione della fotografia digitale e la continua implementazione di attrezzature dalla capacità di elaborazione estremamente elevata costituiscono tra le principali ragioni dell’ampio e diffuso impiego di tecniche di rilievo image-based. Tuttavia, specialmente in condizioni limite, come attività di rappresentazione di dettagli sub-millimetrici, la sistematizzazione di applicazioni fotogrammetriche a costi relativamente contenuti, così come il rigore metodologico a cui la tecnica deve soggiacere, generalmente, costituiscono un’eccezione alla pratica comune. Eppure, tali circostanze non sono da considerarsi eccezionali nell’ambito della digitalizzazione museale, come nel caso di rappresentazioni accurate di numerosi piccoli reperti; la domanda, inoltre, ha anche un carattere metrologico, dal momento che il livello di accuratezza dei modelli generati può consentire agli esperti di verificare o formulare ipotesi chiave per la messa in valore del bene. Ne risulta un quadro sbilanciato, per la presenza di un’offerta limitata sia dalla particolarità delle applicazioni che dalle buone prassi, creando, quindi, un'evidente divergenza con la domanda emergente sempre più ampia, mobilitata dalle recenti azioni europee per la digitalizzazione del patrimonio. Le motivazioni di una certa sfiducia nell’utilizzo della fotogrammetria very close-range sono da imputare principalmente alle necessarie conoscenze specialistiche e ai costi, non sempre contenuti, oltre alle ulteriori difficoltà poste al rilevatore in situ, tra le quali l’incertezza del contesto adeguato a campagne di rilievo complesso. Attraverso un necessario approfondimento del tema e una disamina delle strumentazioni vagliabili, l’obiettivo generale del lavoro di tesi si può sintetizzare nella proposta di nuove soluzioni per una rappresentazione accurata, descrittiva e metrica, di oggetti con caratteristiche millimetriche e sub-millimetriche. Il fine specifico è stato quello di colmare un gap nella rappresentazione di oggetti che risultavano troppo piccoli per gli ordinari workflow close-range, o troppo grandi per le strumentazioni impiegate nel settore della micromeccanica di precisione o della microscopia di microrganismi. Per cui la chiave di lettura del lavoro è nella sistematizzazione di approcci – veramente accessibili – per l’acquisizione e la restituzione di modelli digitali con un elevato potere di dettaglio, consentendo di rivelare caratteristiche di materiali, texture e morfologie fino a ora non sempre percepibili e/o rappresentabili, e a costi perdipiù abbastanza contenuti. In altre parole, la possibilità di rappresentare un numero maggiore di dati e a una scala più grande. Tale scopo è perseguito sia con la codifica dell’impiego di apparati già utilizzati per applicazioni fotogrammetriche di dettaglio, quali fotocamere professionali con ottiche specifiche, però abbinate ad accessori progettati ad hoc, sia con dispositivi nati in ambiti differenti e successivamente adattati allo scopo, quali i microscopi portatili USB. In tal senso, la customizzazione di accessori ideati appositamente per l’inserimento dei microscopi USB nel procedimento fotogrammetrico costituisce la parte innovativa della sperimentazione. Questo scenario verrà trattato attraverso un compendio di dieci articoli scritti durante gli anni del dottorato, che collocano lo scopo e i risultati del lavoro nel più ampio contesto dello stato attuale della ricerca internazionale e manifestano il proposito di condurre un lavoro di ricerca costante e una continua verifica e divulgazione scientifica. L’introduzione a questo contesto e allo sviluppo dell'attività di ricerca – una presentazione volutamente di natura non tecnica e/o specialistica, connotazioni per le quali, diversamente, si rimanda ai successivi capitoli – è orientata a delineare le motivazioni sottese al lavoro di tesi, al fine di agevolarne e invogliarne la lettura. A valle dei contributi, considerazioni di carattere tecnico (cfr. § Approfondimenti) contengono delle analisi più dettagliate del processo fotografico e fotogrammetrico e la descrizione delle ultime attività condotte, a cui fa seguito una sezione di considerazioni conclusive e riflessioni sui possibili sviluppi futuri. [a cura dell'Autore]XXXV cicl

    La gioia di scrivere, l’arte di conservare: tra la vita e le carte d’archivio di Goliarda Sapienza

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    Attraverso l’analisi dei materiali conservati presso l’archivio appartenuto a Goliarda Sapienza, l’intervento a due voci esaminerà i legami strettamente connessi tra le vicende biografiche e l’opera di Sapienza. Sottolineando la correlazione esistente tra i dati biografici, le modalità di sedimentazione dei documenti e la produzione letteraria, sarà possibile far emergere la figura poliedrica di Goliarda Sapienza, le cui attività si sono da sempre mosse tra il teatro, il cinema e l’ambiente letterario

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