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L’ultimo spettacolo di Eleonora Duse: il debutto di Spettri a Trieste
Attrice internazionale, Eleonora Duse ha avuto un
rapporto privilegiato con Trieste, città nella quale si
recava molto spesso sia perché qui aveva numerosi
amici – come l’intellettuale Silvio Benco – sia perché
il pubblico di questa città, al tempo appartenente
all’Impero Austro-ungarico, possedeva una cultura
diversa rispetto a quello italiano. Non a caso la Duse
scelse di proporre proprio qui alcune “chicche” del
suo repertorio e di far debuttare sul palcoscenico del
Teatro Verdi quello che sarebbe stato l’ultimo spettacolo della sua luminosa carriera: Spettri di Henrik
Ibsen. Spettò quindi ai critici triestini giudicare per
primi questa messinscena, cogliendo immediatamente l’importante novità che – rispetto alle interpretazioni date al testo da Ermete Zacconi – ricollocavano al centro dell’azione la figura materna della
Signora Alving.As an international actress, Eleonora Duse had a
privileged relationship with Trieste, a city to which
she went very often both because she had numerous
friends here - such as the intellectual Silvio Benco –
and because the audiences of this town, which at the
time belonged to the Austro-Hungarian Empire, possessed a different culture than the Italian ones. It was
no coincidence that Duse chose to offer here some
rarities of her repertoire and to debut on the stage of
the Teatro Verdi what would be the last show of her
luminous career: Ghosts by Henrik Ibsen. It then fell
to the Triestine critics to be the first to judge this
staging, immediately grasping the important novelty
that – compared to the interpretations given to the
text by Ermete Zacconi – relocated the maternal figure of Mrs. Alving to the center of the action
«cinecatacombe tenebrose» e «ciechi occhi»: Luis Buñuel e il Surrealismo nella lente di Edoardo Sanguineti
A partire dai materiali documentari conservati
presso il Centro Studi Interuniversitario “Edoardo
Sanguineti” – tanto le schede lessicografiche
quanto i documenti del Fondo Eredi – il presente
articolo indaga il legame che Edoardo Sanguineti
ha intessuto attraverso la sua produzione giornalistica e lessicografica con Luis Buñuel e il Surrealismo. Un ulteriore sguardo sarà riservato al rinvenimento di possibili tracce buñueliane e surrealistiche nella produzione teatrale del poeta genovese.From the documentary materials stored at Centro
Studi Interuniversitario “Edoardo Sanguineti”,
both lexicographic cards and documents of Fondo
Eredi, this essay investigates the connection which
Sanguineti has woven through his journalistic and
lexigopgraphic production with Luis Buñuel and
Surrealism. Then possible buñuelian and surrealistic traces surfacing in the theatrical production
of the Genoese poet will be explored
Episodio 79. Resistenza e guerra di Liberazione. I Carabinieri Martiri delle Fosse Ardeatine
Consultare la pagina https://linktr.ee/storiadeicarabinieri per informazioni sul progettoÈ possibile ascoltare il podcast su: Spreaker Podcast Player, Apple Podcasts, Spotify, iHeartRadio, Google Podcasts, Castbox, Podcast Addict, PodchaserAbbiamo deciso di soffermarci sulla Resistenza a Roma. Questa volta vogliamo ricordare i Carabinieri "Martiri delle Fosse Ardeatine", già appartenenti al Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri di cui abbiamo dato cenno la volta scorsa con la puntata “Ancora i Carabinieri di Filippo Caruso”.
Ci sembra doveroso dedicare un intero episodio per ricordare alcuni militari dell’Arma tra i tanti caduti nella lotta di Resistenza contro i repubblichini e i nazisti.
La Resistenza fu un movimento di uomini e donne, di ogni orientamento politico, ceto sociale, età e regione d’Italia, va sempre ricordato!
E tale movimento di popolo si può “leggere” anche attraverso le lapidi dei 335 martiri della Fosse Ardeatine.
Chi è romano o abita a Roma conosce forse meglio la vicenda terribile a cui furono sottoposti i Martiri, ma chi non ha mai conosciuto questa triste storia è opportuno che ascolti...
Fonti consultate:
Mario Avagliano, Marco Palmieri, Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine. Le storie della 335 vittime dell’eccidio simbolo della Resistenza, Torino, Einaudi, 2024;
I Carabinieri 1814 – 1980, Roma, Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, 1980;
Arnaldo Ferrara (a cura di), I Carabinieri nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione, Roma, Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, 1978
Peculiaridades del código civil cubano. Una aproximación casuística a la recepción del derecho de obligaciones y contratos romano
El Código Civil cubano se trata de un código representativo de la culminación de un
proceso de cambio en la sociedad cubana, el cual no reniega sus raíces hispánicas y de ahí, su
esencia romana. Esta encuentra abrigo en el Libro dedicado al Derecho de Obligaciones y
Contratos, al presentarse principios e instituciones como el consensualismo, las acciones
edilicias, el saneamiento por evicción y las garantías contractuales legadas por Roma. Aunque sí
se distanció en algunos aspectos de su predecesor, no supuso una ruptura en el orden técnico con
su pasado. El Derecho Privado Romano desde siempre jugó un papel trascendental en nuestro
ordenamiento jurídico. Su riqueza y adaptabilidad permitieron que perviviera en el tiempo, que
se convirtiera en una fuente eterna de sabiduría y tradiciónSo far, the Cuban Civil Code is a code representative of the culmination of a process of change
in Cuban society, which does not deny its Hispanic roots and hence, its Roman essence. This
finds shelter in the book dedicated to the Law of Obligations and Contracts, when presenting
principles and institutions such as consensualism, edilicial actions, eviction and contractual
guarantees bequeathed by Rome. Although it did distance itself in some aspects from its
predecessor, it did not represent a break in the technical order with its past. Roman Private Law
has always played a transcendental role in our legal system. Its richness and adaptability allowed
it to survive over time, becoming an eternal source of wisdom and traditio
I procedimenti di separazione e divorzio alla luce del d.lgs 149/2022
Il presente scritto si occupa della riforma della giustizia familiare operata dalla c.d.
“Riforma Cartabia”, considerando specificamente le novità che attengono ai procedimenti di
separazione e di divorzio. Attesa la delicatezza e la complessità del tema, l’obiettivo prefissato
è di illustrare la nuova disciplina attraverso un’indagine critica che ne evidenzi i punti di forza,
ma anche di debolezza.This paper deals with the family justice reform provided by “Cartabia Reform”, specifically
considering the innovations concerning separation and divorce proceedings. Given the
delicacy and complexity of the topic, the intended goal is to illustrate the new discipline through
a critical survey that highlights its strengths as well as weaknesse
Crisis y transformaciones en el control social penal en el contexto de la cultura jurídica colombiana
Se exponen los lineamientos teóricos principales sobre la cultura jurídica y el control
social penal. Estos son fundamentos teóricos de la discusión crítica que enseguida se
emprende contra la teoría colonialista que sostiene el predominio, en Colombia y en
América Latina, de una cultura de incumplimiento de normas. Refutada la teoría anterior a partir del examen de tres instituciones penales que son tomadas como ejemplo,
esto es, la policía, la administración de justicia y la prisión, se hace un examen sobre
su papel para lograr resultados eficientes, proteger a los grupos más vulnerables de la
población y amparar los derechos humanos y fundamentales. El ejercicio anterior se realiza contextualizando las instituciones mencionadas en términos culturales, relacionados
con los rasgos culturales presentes en su génesis y en su actualidad.This paper outlines the principal theoretical guidelines on legal culture and criminal
social control. It lays the groundwork for a critical discussion challenging the colonialist
theory that suggests a prevalence of non-law-abiding culture in Colombia and Latin
America. By examining three key criminal institutions—law enforcement, the administration of justice, and prison—as examples, the paper refutes the aforementioned theory.
It also assesses their role in producing effective results, protecting the most vulnerable
segments of the population, and ensuring human and fundamental rights. This evaluation involves contextualizing these institutions within their cultural framework and
examining the factors that influenced their formation and their current dynamics.
Intorno ad un anniversario manzoniano
Il saggio intende recuperare alcuni contributi che la rivista «Humanitas» (1911-1924), nel 1923 pubblicò per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Alessandro Manzoni, rivalutato, al di là del suo indiscutibile moderatismo, nei suoi elementi democratici, e riletto nella prospettiva, all’epoca non da tutti condivisa, della formazione della coscienza nazionale.This essay seeks to restore some articles published in 1923 by the magazine "Humanitas" (1911– 1924) in commemoration of the fiftieth anniversary of Alessandro Manzoni's death. Within these contributions, Manzoni's democratic elements are subjected to reevaluation while transcending his indisputable moderatism. Additionally, Manzoni is reexamined within the context of the formation of the national conscience, with a perspective not universally embraced during that era
L’Antonia. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi, a cura di Paolo Cognetti, Ponte alle Grazie, Milano 2021, 240 pp.
Un caso di divulgazione storica attraverso la memoria collettiva: il progetto pluriennale del Museo Martinitt e Stelline con i licei milanesi
A project by the Martinitt and Stelline museum in Milan with the threeyear high school period led to a multi-year historical dissemination work, thanks to the
timetable possibilities offered by school-work alternation. The project was based on the
reading, analysis and restitution of the data contained in the personal dossiers of orphans,
male and female, hospitalized in institutions between the 19th and 20th centuries. The
method of approaching historical sources is multidisciplinary and different sources were
taken into consideration, from strictly documentary ones, to iconographic ones, to oral
ones. Seven years of educational workshops, implemented with 150 high school classes,
have produced hundreds of files, with data collected from over 6,000 personal dossiers
and processed by the students into graphs, tables and histograms, in which the salient elements are reported. The work of historical dissemination forms the basis of the site www.
lamemoriadellavoro.it, which makes the materials produced available under a free license
El escritor y el «delincuente»: algunas consideraciones sobre José Saramago y Loro 1 de Paolo Sorrentino
La película Loro 1 (2018) de Paolo Sorrentino, dedicada a la vida de Silvio Berlusconi,
había suscitado mucho debate incluso antes de su estreno oficial en los cines italianos.
Entre admiradores y detractores, muchos habían hecho especial hincapié en la escena en
la que Veronica Lario, la exmujer del protagonista, interpretada por Elena Sofia Ricci,
lee El hombre duplicado de José Saramago. Y, bien mirado, no es la única escena en la
que el escritor aparece en la película, siempre a través de sus obras. Este trabajo investiga, por tanto, la recepción italiana del conocido Premio Nobel portugués precisamente
a través de su más reciente «aparición» en el mundo cinematográfico por medio de la
película de Sorrentino, sin olvidar que en 2009 la editorial Einaudi no quiso publicarlo
en Italia precisamente por sus enérgicas acusaciones contra el ex primer ministro a quien
definía muy explícitamente, en O caderno, como un «delincuente». La relación entre
Saramago y la política italiana, entre ficción y realidad, sigue siendo objeto de debate
incluso después de su muerte, y esta contribución pretende analizar algunas de sus peculiaridades a través de la lente de la cinematografía más reciente.Loro 1 (2018), a film by Paolo Sorrentino about the life of Silvio Berlusconi, sparked
much debate even before its official release in Italian cinemas. The scene in which
Veronica Lario, the main character’s ex-wife, played by Elena Sofia Ricci, is seen reading José Saramago’s The Double was a point of focus for both admirers and detractors. Looking closely, it is not the only scene in which the writer appears in the
film—always through his works. This paper investigates the Italian reception of the renowned Portuguese Nobel Prize-winning author through his most recent «appearance»
in Sorrentino’s film, noting that in 2009, the publisher Einaudi refused to publish him
in Italy precisely because of his bitter accusations against the former prime minister
whom he very explicitly defined as a «criminal» in O caderno. The relationship between
Saramago and Italian politics, between fiction and reality, continues to be a matter of
discussion even after his death, and this paper seeks to explore some of the nuances of
this relationship through the lens of recent films