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Contrasto alla povertà e cooperazione internazionale nell’area euro-mediterranea
Il problema della povertà è emerso nel diritto internazionale
contemporaneo acquisendo notevole rilevanza nel dibattito relativo agli obiettivi di
sviluppo sostenibile. Sebbene non si riscontrino attualmente norme vincolanti che
disciplinano l’obiettivo di eradicare la povertà a livello globale, dall’analisi dei diritti
economici e sociali, degli strumenti di soft law e della prassi degli Stati sembrano
emergere alcuni standard che dovrebbero essere rispettati dagli attori internazionali
quando agiscono in materia di cooperazione internazionale contro la povertà. In
particolar modo, il presente contributo indica quali requisiti essenziali della
cooperazione internazionale il rispetto del principio di solidarietà, la destinazione
delle risorse agli obiettivi di sviluppo sostenibile, l’adozione di Human Rights Impact
Assessments HRIA, uguaglianza tra i partner. In tale contesto, il presente contributo
studia le relazioni euro-mediterranee, in particolar modo la politica europea di
vicinato e le attività nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo, osservando che la
prassi evidenzia la formazione di tali standard, e mostrando che essi sono essenziali
affinché la cooperazione internazionale sia coerente con l’obiettivo di eradicare la
povertà.The issue of poverty has emerged as a significant concern in contemporary
international law, gaining considerable relevance in discussions on sustainable
development goals. Although no binding legal norms currently regulate the objective
of eradicating poverty at the global level, an analysis of economic and social rights,
soft law instruments, and state practice suggests the emergence of certain standards that international actors should observe when engaging in international cooperation
against poverty. In particular, this study identifies key requirements for international
cooperation, including adherence to the principle of solidarity, the allocation of
resources to sustainable development goals, the adoption of Human Rights Impact
Assessments (HRIA), and equality among partners. Within this framework, the
present contribution examines Euro-Mediterranean relations, with a specific focus on
the European Neighbourhood Policy and initiatives within the Union for the
Mediterranean. It argues that state practice indicates the consolidation of such
standards and demonstrates their essential role in ensuring that international
cooperation aligns with the overarching objective of poverty eradication
Le transizioni dell’Occidente europeo: dalla traslatio imperii alla pace di Westphalia e oltre
Possibili sviluppi in tema di contrasto alle mutilazioni genitali femminili: la recente direttiva UE 2024/1385 e gli obblighi per il legislatore italiano
Il presente contributo esamina la portata e le implicazioni della direttiva
UE 2024/1385 sul rafforzamento del quadro normativo volto al contrasto delle
MGF. Il lavoro muove dall’analisi degli strumenti internazionali, adottati sia
nell’ambito delle Nazioni Unite che di alcune organizzazioni regionali, che
delineano il sistema di norme applicabili in materia. Partendo da tale sistema di
norme, specie quelle adottate a livello regionale, il lavoro si sofferma sul ruolo che
la direttiva potrà svolgere nel delineare, in linea con la sua funzione armonizzatrice,
un quadro normativo non solo uniforme, ma altresì idoneo a garantire la piena
attuazione della Convenzione di Istanbul. Saranno analizzate infine le carenze
strutturali della legislazione italiana in vigore, alla luce delle critiche avanzate dal
GREVIO nell’ultimo Rapporto.This article examines the scope and implications of EU Directive
2024/1385 on strengthening the legal framework for combating female genital
mutilation. It firstly focuses on the international instruments adopted within the
framework of the United Nations and some regional organizations, that outline the
system of applicable rules in this area. Given this normative framework, and
especially the system of regional rules, the article analyses the role that the recent
EU Directive may play not only in aligning and harmonising national legislations,
but also in achieving the goal of full implementation of the Istanbul Convention.
Finally, it focuses on the structural weaknesses of Italian legislation in light of the
observations made by GREVIO in its last Report
Storia dell'esplorazione spaziale e media [poster]
Immaginare il futuro dell'esplorazione spaziale è intrinseco nella natura umana; se già con le prime narrazioni scritte di viaggi interstellari emergono quesiti sulle prospettive dell'umanità, con i fumetti degli anni '50 inizia ad essere necessario visualizzare e concretizzare l'immaginazione
S. Giovanni Battista de La Salle, Strade di apertura. Quando le vite si intersecano e si trasformano [poster]
Il 7 aprile 1719, Giovanni Battista de La
Salle morì nella città di Rouen, in Francia. Ha
lasciato in eredità le sue due grandi opere: la
comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane e
una rete di 22 scuole cristiane libere sparsi in
tutto il regno di Francia e uno a Roma. Mentre
commemoriamo i trecento anni di questo
evento, raccontiamo attraverso l’esperienza
personale del fratello Jean Jacquot, uno dei
protagonisti dei primi quarant’anni dell’Istituto
dei Fratelli delle Scuole Cristiane, la vita di La
Salle come itinerario di incontri intrecciati nel complesso contesto della Francia del Re
Sole. Abbiamo concepito questa biografia come esercizio della storytelling, facendo
parlare in prima persona fratel Jean Jacquot, compiendo un esercizio di memoria con lui
Alcune considerazioni in merito alla base giuridica della nuova direttiva sui lavori resi tramite piattaforme digitali
La nuova direttiva sui lavori resi tramite piattaforme digitali è stata
accompagnata da un lungo percorso di analisi teorica nonché da un’importante
evoluzione giurisprudenziale soprattutto di livello nazionale, data la ricca e variegata
prassi applicativa, riscontrabile in pressoché tutti gli Stati membri dell’Unione (per
l’Italia, assume rilievo significativo la pronuncia della Cassazione resa nel caso
Foodora). Il tema suscita molteplici spunti di riflessione sotto diverse angolazioni,
ed in primis, lapalissianamente, per quanto riguarda gli sviluppi della materia
giuslavoristica all’incedere incessante dell’innovazione tecnologica. Il contributo si
limita a suggerire alcune riflessioni sotto l’angolo degli studi precipuamente dedicati
al diritto dell’Unione europea e, ancor più precisamente, per quanto riguarda le
questioni di scelta della base giuridica nonché la non sempre chiara riconducibilità
delle attività oggetto della nuova disciplina all’alveo delle vere e proprie attività
lavorative di tipo subordinato o, alternativamente, alla più articolata materia della
libera prestazione di servizi.The new Directive on work carried out through digital platforms has been
accompanied by a long process of theoretical analysis along with a meaningful
evolution in the case-law, especially at national level, due to the rich and varied
practice present in almost any of the EU Member States (for Italy, the ruling issued
by Court of Cassation in the Foodora case is especially meaningful). The topic
suggests many considerations from different points of view, and in the first place, of course, with regard to the developments of labor law in the face of the continous
advancements of technological innovation. The paper proposes some reflections in
the context of studies mainly devoted to European Union law. More precisely, we
will touch upon issues on the choice of the relevant directive’s legal basis and the not
always clear qualification of the activities covered by the new legislation as true labor
activities or, alternatively, as activities to be seen through the lens of the freedom to
provide services
«Una parola che valica la siepe». Funzione-Leopardi nell’opera di Consolo
Il dialogo tra l’opera di Consolo e i versi di Leopardi è particolarmente intenso e non limitato alla sola «favola drammatica» Lunaria, oggetto quasi esclusivo d’interesse critico grazie alle note di Cesare Segre. L’articolo percorre l’intera opera consoliana, mette in evidenza la presenza diffusa di citazioni leopardiane e la loro alta ricorsività lessicale interrogandosi sulla funzione di questo leopardismo. L’analisi rivela un caso emblematico di accesso ideologico a Leopardi, confacente ai nuclei ideologici cari a Consolo.The connection between Consolo's work and Leopardi's verses is particularly intense and not limited to the «dramatic fable» Lunaria, an almost exclusive object of critical interest thanks to Cesare Segre's notes. The article covers Consolo's entire oeuvre and highlights the widespread pres ence of Leopardi's quotations and their high lexi cal recursion, questioning their function. The analysis reveals an emblematic case of ideological access to Leopardi, suited to the ideological nuclei dear to Consolo
Immagini dall’Irpinia [poster]
Il Centro di Ricerca Guido Dorso di Avellino
dal 1978 opera nel capoluogo irpino e in
provincia, divenendo un punto di riferimento
per lo studio del pensiero meridionalistico e
della storia del Mezzogiorno. L’ente, oltre
all’archivio personale di Guido Dorso e ad un
cospicuo patrimonio librario, conserva un
archivio fotografico riconosciuto dal MiBACT
nel 2015 come bene di interesse storico
particolarmente importante
«Anche dal di fuori si posson prender molte cose buone». Carlo Linati recensore di Paesi tuoi di Cesare Pavese
L’articolo ripropone il testo della recensione di Paesi tuoi di Cesare Pavese firmata da Carlo Linati sulle pagine dell’«Ambrosiano» il 12 giugno 1941, pressoché dimenticata negli studi sulla ricezione del romanzo d’esordio pavesiano e frequentemente omessa nelle bibliografie critiche su Pavese. Oltre a procedere a una collocazione della recensione all’interno del dibattito scaturito all’indomani della pubblicazione del romanzo, della stessa si offre una lettura volta a evidenziare il carattere per molti versi anticipatorio di vari nuclei tematici su cui la critica si sarebbe successivamente soffermata.The article presents the text of the review of Paesi tuoi by Cesare Pavese signed by Carlo Linati on the pages of «L’Ambrosiano» on 12 June 1941, almost forgotten in studies on the reception of Pavese’s debut novel and frequently omitted in critical bibliographies on Pavese. In addition to positioning the review within the debate that arose following the publication of the novel, the article offers a reading of the review aimed to highlighting the in many ways anticipatory nature of various thematic nuclei on which criticism would subsequently focus