University of Salerno

EleA@UniSA - Università degli Studi di Salerno
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    G. ANTONUCCI, Memorie e incontri. Una vita dentro lo spettacolo, Editoria&Spettacolo, Spoleto 2023, pp. 254.

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    Il contributo è inserito nella rubrica Il Parlaggi

    “Il Visconte dimezzato” in versione facilitata: una serie di riscritture per BES e DSA

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    L’articolo affronta il tema della traduzione in linguaggio facilitato di un classico della letteratura italiana, Il Visconte dimezzato di Italo Calvino. L’autrice propone una riflessione sulla necessità di elaborare un corpus letterario accessibile, a disposizione di alunni con Bisogni Educativi Speciali e dei loro insegnanti, basato su un approccio multimodale che utilizzi diversi linguaggi e stili per fornire una traduzione fedele all’originale; a tal fine viene presentato il lavoro effettuato dalla stessa sull’opera di Calvino, mostrando alcuni esempi di riscrittura in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), in fumetto e in audiolibro, in sequenze e ad alta leggibilità. Gli esempi presentati – elaborati grazie al coinvolgimento di un logopedista – offrono una vivida rappresentazione delle possibilità offerte dal lavoro di traduzione e accessibilità delle opere letterarie, utile a colmare il divario educativo che non permette alle persone con Bisogni Educativi Speciali di poter accedere alla letteratura.The article addresses the theme of the translation into facilitated language of a classic of Italian literature, Il Visconte dimezzato by Italo Calvino. The author proposes a reflection on the need to develop an accessible literary corpus, available to pupils with special educational needs and their teachers, based on a multimodal approach that uses different languages and styles to provide a translation faithful to the original; for this purpose, it is presented the work carried out on Calvino’s work, showing some examples of rewriting in AAC (Alternative Augmentative Communication), in comic and audiobook, in sequences and high readability. The examples presented – developed through the involvement of a speech therapist – offer a vivid representation of the possibilities offered by translation work and accessibility of literary works, useful to bridge the educational gap that prevents people with Special Educational Needs from accessing literature

    The history of reading is the history of each reader: a Public History of Education project [poster]

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    The aim of this research is to investigate Public History and its relationship with the History of reading using digital resources, social memory and libraries. A new partnership to enhance the past and to promote the importance of reading through two projects: Madeleine in biblioteca and Un libro insieme

    ‘La Crociata degli Innocenti’ e dintorni. D'Annunzio al bivio tra i generi

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    Unico soggetto originale che d'Annunzio abbia affidato al cinematografo, La crociata degli innocenti, pensata a partire dal 1912, elaborata nello stesso periodo della collaborazione a Cabiria, lascia tracce della sua persistenza anche dopo la realizzazione del film, che esce nel gennaio 1917. I generi chiamati in causa per le riscritture de La crociata sono l'opera musicale, il teatro (entro cui ormai la componente musicale è pervasiva) e il cinema. Sembra quasi che il plot di quest'opera entri in un circuito che non è azzardato definire narrazione transmediale, un processo lungo il quale gli elementi di un racconto attraversano diversi canali di distribuzione. Al centro del fare artistico non c’è tanto il prodotto in sé, quanto l’insieme delle operazioni che lo determinano e accompagnano. Al bivio fra i generi - una destinazione talvolta non esclude un'altra - l'opera, o meglio, l'idea dell'opera attraversa metamorfosi diverse e diverse responsabilità, sempre sotto la supervisione e il controllo dell'autore. Tutta la vicenda dell'elaborazione della Crociata può leggersi come un episodio emblematico all'interno dell'evoluzione del sistema della comunicazione letteraria e dello spettacolo in un momento preciso della storia della cultura italiana, che poi coincide con uno snodo altrettanto significativo nell'ambito del succedersi delle stagioni creative di d'Annunzio. Circostanze che portano in superficie addentellati con l'evoluzione dei singoli linguaggi artistici da una parte, e con fenomeni di interrelazione fra gli stessi, dall'altra.La crociata degli innocenti, the only original subject that d'Annunzio wrote for the cinema, conceived from 1912, developed at the same time as his collaboration on Cabiria, leaves traces of its persistence even after the making of the film, which was released in January 1917. The reference genres for the rewrites of La crociata are musical opera, theater (where the musical aspect is pervasive) and cinema. It seems that the plot of this work enters a circuit that we can define as transmedia narration, a process along which the elements of a story pass through different distribution channels. At the center of the work of art there is not so much the product itself as the set of operations that generate and accompany it. At the crossroads between genres - one destination sometimes does not exclude another - the work, or rather, the idea of the work goes through different metamorphoses and different responsibilities, always under the authorial supervision. We can read the story of the elaboration of La crociata as an emblematic episode of the evolution of the system of literary communication and entertainment in a precise moment in the history of Italian culture. It coincides with an equally significant turning point in the context of d'Annunzio's creative seasons. All this brings to light in connection with the evolution of individual artistic languages and with the interrelationship between them

    Il terremoto dell’Aquila e il progetto INCIPICT – Innovating City Planning through Information and Communications Technology: nuovi strumenti per la Public HIstory [poster]

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    A nove anni dal sisma del 6 aprile 2009 L’Aquila si contraddistingue per la presenza di un cantiere che occupa la quasi totalità del centro storico. Con lo scopo di sostenere la ricerca, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), ha finanziato il progetto triennale (2015-2018) INCIPICT

    NICOLETTA MAINARDI, Luzi e lo sguardo dell’arte, Edizioni ETS, Pisa 2020, pp. 108.

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    L’integrazione differenziata nello spazio Schengen: profili “costituzionali” di legittimità democratica

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    L’integrazione differenziata rappresenta una soluzione promettente per il futuro dell'Unione, in vista soprattutto di un suo possibile ulteriore allargamento, perché può consentire un approfondimento dell'integrazione anche laddove non tutti gli Stati membri sono d'accordo. Tuttavia, la partecipazione di solo alcuni Stati membri e l’associazione di Stati terzi ad un processo uniforme di integrazione europea solleva una serie di interrogativi riguardo alla legittimità democratica di questo tipo di integrazione. In che misura i regimi di differenziazione garantiscono l’eguaglianza tra gli Stati membri, e quindi tra cittadini europei? Seguono essi gli stessi canali di accountability dell’integrazione uniforme o ne prevedono altri che siano altrettanto efficaci? Il presente contributo si pone l’obiettivo di esaminare i profili “costituzionali” di legittimità democratica nei regimi di integrazione differenziata all’interno dell’area Schengen, settore chiave dello Spazio di libertà, sicurezza e giustizia, e caratterizzato da un’alta densità di differenziazione interna ed esterna. L’analisi rivela un panorama di integrazione differenziata “a mosaico”, dove diversi pattern di partecipazione si sovrappongono. Se l’appartenenza all’Unione resta il criterio discriminante per la piena partecipazione ai processi decisionali, nella pratica lo spazio Schengen presenta un paradigma flessibile e intrecciato di partecipazione, in cui lo status di paesi associati e stati membri non sempre risulta ben definito, con ricadute in termini di legittimità democratica sull’ordinamento giuridico e di controllo democratico sia degli Stati terzi, sia degli Stati membri, partecipanti e non.In view of its potential to advance European integration even when not all EU Member States agree, differentiated integration constitutes a promising EU integration path, especially in view of a possible further enlargement of the Union. However, the participation of only some Member States and the association of third countries in a uniform process of European integration raises questions as to the democratic legitimacy of this type of integration. To what extent can differentiation regimes ensure the equality among Member States, and therefore among European citizens? Do they follow the same accountability channels of uniform integration, or do they provide for alternative mechanisms that are equally effective? This paper aims to examine the “constitutional” foundations of democratic legitimacy in differentiated integration regimes within the Schengen area, a key sector of the Area of Freedom, Security and Justice, characterized by a high density of both internal and external differentiation. The analysis reveals a patchwork model of differentiated integration, where various participation patterns overlap. While EU membership remains the key criterion for full participation in decision-making, in practice the Schengen area exhibits a flexible and intertwined paradigm of participation, in which the statuses of associated countries and Member States are not always clearly defined. This has significant implications for the legal system and for the democratic accountability channels of third countries and EU Member States

    ANDREA CAMPANA, PANTALEO PALMIERI (A CURA DI), Il carteggio Leopardi-Pepoli (1826-1832), Olschki, Firenze 2023, 164 pp.

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    Il Museo si fa storia. La valorizzazione della storia di Firenze e del suo patrimonio civico [poster]

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    Attraverso il potere della parola viene messa in atto una restituzione del dato storico che è riportato al presente di chi ascolta: le modalità di narrazione sono la visita guidata e il percorso tematico, declinati per il pubblico giovane e adulto

    Parliamo di… Franca Rame, autrice

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    Il contributo è inserito nella rubrica Il ParlaggioNel corso della lunghissima collaborazione artistica di Franca Rame col marito Dario Fo, Parliamo di donne (1991) costituisce il primo spetta colo derivato da un copione originariamente redatto dall’autrice-attrice e, solo successivamente, revisionato da parte di Fo. Per questo, si tratta di una drammaturgia che permette di cogliere in modo esemplare la specifica cifra poetica della Rame rispetto a quella del marito: una specificità che risiede nell’attenzione dell’autrice-attrice nei confronti della “micropolitica” e dei temi del privato, congiuntamente ad una propensione al registro drammatico-tragico da cui, al contrario, Fo è sempre rifuggito.During Franca Rame’s very long artistic collaboration with her husband Dario Fo, Let's Talk About Women (1991) is the first show derived from a script originally written by the author-actress and, only subsequently, revised by Fo. For this reason, it is a dramaturgy that allows us to recognize in an exemplary way the specific poetic style of Rame compared to that of her husband: a specificity that lies in the attention of the author-actress towards “micropolitics” and private issues , together with a propensity for the dramatic-tragic register which, on the contrary, Fo has always shied away from

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