University of Salerno

EleA@UniSA - Università degli Studi di Salerno
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    6957 research outputs found

    ANNARITA CAVALIERE, Gerardo Mele, Amore a prima vista. Cinema & Animazione Americana, Eretica, Buccino 2018, pp. 119.

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    Il Liutaio nel Bazaar. Un viaggio nel tempo e nel digitale [poster]

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    Il Liutaio nel Bazaar si propone di costruire un ponte fra il mondo accademico e il pubblico più ampio, creando uno spazio condiviso aperto a studenti, docenti, ricercatori e appassionati della materia. Il progetto intende, inoltre, promuovere la conoscenza e lo studio della storia a un pubblico non specialistico attraverso l'uso di discorsi chiari e accessibili coniugati alla serietà e al rigore scientifici. Un ulteriore obiettivo del progetto consiste nell'incoraggiare lo studio della storia da una prospettiva interdisciplinare aperta all'indagine di differenti tematiche che includono diverse aree geografiche e altrettante periodizzazion

    Cina Cina di Luigi Malerba: l’immagine moltiplicata di un «altrove letterario»

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    Il contributo è inserito nella rubrica OdeporicaIl saggio propone un’analisi di Cina Cina (1985) di Luigi Malerba, un’opera che rielabora il viaggio in Cina del 1980 in chiave frammentaria e narrativa, superando i confini del reportage tradizionale. Attraverso l’ironia, il simbolismo e una scrittura sperimentale, infatti, Malerba esplora la Cina come “altrove letterario”, interrogando il rapporto tra realtà e immaginazione, tradizione e modernità. Questo studio pone l’attenzione alle modalità attraverso cui l’opera decostruisce stereotipi occidentali sulla cultura cinese, affrontando temi universali come l’alterità e il potere, e trasformando il viaggio in una profonda riflessione filosofica e sociologica.The following essay proposes an analysis of Cina Cina (1985) by Luigi Malerba, a work that rewrites his 1980 trip to China in a fragmentary and narrative way, transcending the boundaries of the traditional reportage. Through irony, symbolism and experimental writing, in fact, Malerba explores China as a "literary elsewhere", questioning the relationship between reality and imagination, tradition and modernity. This study focuses on the ways in which the work deconstructs Western stereotypes about Chinese culture, addressing universal themes such as otherness and power, and transforming the journey into a profound philosophical and sociological reflection

    Il malinconico ed il mannaro: tangenze ed emersioni nella letteratura siciliana del Novecento

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    Il presente articolo analizza la figura del lupo mannaro, la sua ampia fenomenologia in antropologia e letteratura e la sua presenza in alcune opere scelte di tre autori siciliani, Luigi Pirandello (Male di luna), Stefano D’Arrigo (Il licantropo) e Vincenzo Consolo (Nottetempo, casa per casa). In queste opere, una chiara ripresa di elementi tratti dalla tradizione popolare dell’isola si accompagna a una profonda riflessione sulla malinconia e a una decisa rilettura del mannaro, più che come feroce persecutore, come vittima innocente degli uomini e della Storia.This article analyzes the figure of the werewolf, its broad phenomenology in anthropology and literature, and its presence in some selected works by three Sicilian authors, Luigi Pirandello (Male di luna), Stefano D'Arrigo (Il licantropo) and Vincenzo Consolo (Nottetempo, casa per casa). In these works, a clear revival of elements taken from the popular tradition of the island is accompanied by a profound reflection on melancholy and a decisive reinterpretation of the werewolf, rather than as a ferocious persecutor, as an innocent victim of men and History

    Cartoline dal passato. gli album di famiglia. Dalle memorie private alla memoria collettiva [poster]

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    Nel tentativo di introdurre gli studenti allo studio e analisi delle fonti e alla loro storicizzazione, sono stati sollecitati a recuperare e condividere gli album fotografici di famiglia ai fini della realizzazione di un archivio digitale, aperto alla consultazione on line e all’implementazione da parte degli utenti

    Conflittualità, onore e potere in età barocca

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    L’immagine tradizionale del Seicento italiano come un’età di stagnazione politica e di decadenza culturale, segnata dal malgoverno spagnolo, è stata oramai superata dalla storiografia grazie a un rinnovato e ancora vivo interesse per le dinamiche politiche e sociali dell’epoca. Linee di indagine più o meno recenti hanno riconsiderato il rapporto Italia-Spagna in età barocca e i motivi della sua lunga durata individuando, tra i fattori che permisero il perdurare della presenza iberica nella penisola, anche l’ampio utilizzo, da parte della Monarquía, del proprio sistema degli onori per premiare vecchie e nuove fedeltà. Tra le onorificenze simboliche del sovrano cattolico più ambite dalle élite italiane vi furono gli abiti degli Ordini militari castigliani che nel presente studio vengono esaminati per mostrare come l’accesso a questi Ordini potesse trasformarsi in un terreno di scontro e competizione, influenzato da relazioni personali, gelosie e rivalità familiari e politiche.Historiography has overcome the view of seventeenth-century Italy as an era of political stagnation and cultural decadence, marked by Spanish misrule, due to a renewed and still lively interest in the political and social dynamics of the period. More or less recent research have reconsidered the Italy-Spain relationship in the Baroque age and the reasons for its long duration. One of the factors that allowed the persistence of the Iberian presence on the Peninsula was the strategic use of the honours system by the Spanish Monarchy to reward old and new loyalties. Among the Catholic sovereign’s symbolic honours most coveted by the Italian elites were the crosses of the Castilian Military Orders. The paper exposes how access to these Orders could turn into a field of confrontation and competition, influenced by personal relationships, jealousies and family and political rivalries

    Figli del Fuoco. Storia di un popolo e della sua montagna [poster]

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    “Figli del fuoco” è il progetto di Public History coordinato dal Comune di Abbadia San Salvatore che riunisce insieme, oltre all’ente, anche i suoi più importanti musei di riferimento: il Museo di Arte Sacra dell’Abbazia del SS. Salvatore e il Parco Museo Minerario. Il progetto si propone di costruire un percorso di valorizzazione dell’intera storia del paese di Abbadia San Salvatore, dalle origini vulcaniche e geologiche della sua montagna (il Monte Amiata), passando per il periodo preistorico e il periodo medievale, con la fondazione dell’abbazia longobarda nell’VIII secolo e il borgo, nato proprio per la presenza dell’abbazia ed allargatosi già a partire dall’XI secolo, per poi finire all’epoca moderna con l’avvento della miniera di mercurio che ha cambiato per sempre le abitudini della gente di montagna

    Storia e identità civica a Benevento e nella sua Provincia [poster]

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    La riflessione sulla percezione ed elaborazione della storia da parte delle comunità e delle ricadute sui musei di ente locale e sui monumenti civici sono parte di un progetto in corso su diversi livelli sia all’interno della S.A. del Telesi@ che della S.S.B.A

    Does the EU Corporate Sustainability Due Diligence Directive protect indigenous peoples’ right to food? Assessment and future prospects

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    The paper seeks to assess whether, and to what extent, indigenous peoples’ rights – in particular, their right to adequate food – are protected by the EU Corporate Sustainability Due Diligence Directive 2024/1760, which identifies adverse human rights impacts with reference to a closed set of human rights provisions listed in its Annex. To this end, the paper discusses a number of relevant treaty provisions included in the Annex – in particular, of the International Covenant on Civil and Political Rights, the International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights and the Convention on the Rights of the Child – in light of the position of the competent UN treaty bodies. It concludes that the Directive already provides a high standard of protection for indigenous peoples, even though it does not make binding references to international instruments specifically enshrining indigenous peoples’ rights. This notwithstanding, it is advisable that EU Member States enlarge the scope ratione materiae of the Directive in the adaptation process, either by specifying that the human rights provisions listed in the Annex are not exhaustive, or by including further human rights instruments in it

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