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    2407 research outputs found

    Perché l’alba sia alba e la notte meno buia. Riflessioni sulla salute mentale e le nostre collettive fragilità

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    The article explores the concept of mental frailty, often misunderstood as a synonym for mental illness. Through historical analysis, it highlights the revolutionary impact of Venetian psychiatrist Franco Basaglia, who transformed Italian psychiatry-understanding these mental disorders as irreversible and socially dangerous-by closing asylums thanks to Law 180/78, which allowed the possibility of other readings to the social meanings and functions of mental diversity. This law ended centuries of segregation by introducing treatment practices based on social inclusion and human dignity, offering creative solutions respectful of singular and collective needs. Psychiatria Democratica, the Association founded in 1973 by Professor Basaglia together with other practitioners, played a crucial role, opposing exclusionary institutional mechanisms towards patients and promoting Mental Health practices at the territorial level.L’articolo esplora il concetto di fragilità mentale, spesso frainteso come sinonimo di malattia mentale. Attraverso l\u27analisi storica, si sottolinea l\u27impatto rivoluzionario dello psichiatra veneziano Franco Basaglia, che trasformò la psichiatria italiana – intendendo questa i disturbi mentali come irreversibili e pericolosi socialmente – chiudendo i manicomi grazie alla legge 180/78 che consentì la possibilità di altre letture ai significati e funzioni sociali della diversità psichica. Questa legge pone fine a secoli di segregazione, introducendo pratiche di cura basate sull\u27inclusione sociale e sulla dignità umana, offrendo soluzioni creative e rispettose dei bisogni singolari e collettivi. Psichiatria Democratica, l’Associazione fondata nel 1973 dal professor Basaglia insieme ad altri operatori, ha giocato un ruolo cruciale, opponendosi a meccanismi istituzionali escludenti nei confronti dei pazienti e promuovendo pratiche di Salute Mentale a livello territoriale

    Far divenire pazzo l\u27essere: Alcuni cenni su Rosmini critico di Hegel

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    The article aims to outline some of the fundamental junctures of the close polemical confrontation Antonio Rosmini engaged in with Hegel’s philosophy; more specifically, the paper will deal with the peculiar categories used by Rosmini to polemically describe idealism, such as ‘madness’, ‘dream’, ‘imagination’, ‘fantasy’, ‘enchantment’, ‘delirium’ and ‘absurdity’. Thus new light will be shade on a relevant, but often neglected, chapter in the history of Italian, but also European, anti-Hegelism.The article aims to outline some of the fundamental junctures of the close polemical confrontation Antonio Rosmini engaged in with Hegel’s philosophy; more specifically, the paper will deal with the peculiar categories used by Rosmini to polemically describe idealism, such as “madness”, “dream”, “imagination”, “fantasy”, “enchantment”, “delirium” and “absurdity”. Thus, new light will be shed on a relevant, but often neglected chapter in the history of the Italian, but also European, anti-Hegelism.

    Introduzione: Lectio Magistralis

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    Espressioni urgenti tra scienza e società

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    The essay is a consideration on the relationship between visuality and the urgencies that often live science and society. The assumption that thought is structured through images and that images guide thought is the backdrop to research that crosses the world of visuality. Thanks to images and drawing it is possible to find answers to unresolved issues (Friedrich Kekulé), propose solutions to react to urgent and pressing needs (Renzo Piano), but also denounce and raise awareness regarding compelling issues (Banksy). In the visual arts, the response to ecological crises takes various forms, ranging from graphs and infographics illustrating climate datato works of art where the artist’s actions merge with evolving landscapes, prompting reflections on the relationship between man and nature. Art, as a means to address social crises, takes the form of protest pieces that often reinterpret symbols rooted in the collective consciousness and express themselves through street art. Initiatives aimed at preserving these artworks through digital archives are also emerging. To understand what is happening around us, the performing arts also operate with transversal gazes, often tracing social and environmental urgencies in the interactions between the virtual and the real. The imminence of needs is expressed in the dynamic languages of ballet reinterpretations, sometimes proposing grotesque images that amplify human impotence in the face of drastic epochal changes. Lights, syncopated choreographies and augmented reality experiments propose a multiplicity of gazes that are integrated into contemporary gestures, to reveal just some of the possible urgent performativity.Il saggio è una riflessione sul rapporto tra la visualità e le urgenze che scienza e società spesso vivono. L’assunto che il pensiero si strutturi per immagini e che le immagini guidino il pensiero fa da sfondo a una ricerca che attraversa il mondo della visualità. Grazie alle immagini e al disegno è possibile trovare risposte a questioni irrisolte (Friedrich Kekulé), proporre soluzioni per reagire a urgenze e necessità impellenti (Renzo Piano), ma anche denunciare e sensibilizzare riguardo questioni stringenti (Banksy). Nelle arti visive, la risposta alle crisi ecologiche assume varie forme, da grafici e infografiche che illustrano dati climatici, fino ad opere d’arte in cui l’azione dell’artista si fonde con quella del paesaggio in evoluzione, suscitando riflessioni sul rapporto tra uomo e natura. L’arte come strumento per affrontare le crisi sociali si concretizza in opere di protesta che spesso reinterpretano simboli radicati nell’immaginario collettivo e si esprimono attraverso la street art. Emergono anche iniziative per preservare queste opere tramite archivi digitali. Per comprendere cosa sta accadendo intorno a noi, anche le arti performative operano con sguardi trasversali, spesso rintracciando nelle interazioni tra virtuale e reale, urgenze sociali e ambientali. L’imminenza delle necessità si risolve nei linguaggi dinamici di reinterpretazioni ballettistiche, talvolta proponendo immagini grottesche che amplificano l’impotenza umana di fronte ai drastici cambiamenti epocali. Luci, coreografie sincopate e sperimentazioni in realtà aumentata propongono una molteplicità di sguardi che si integrano nelle gestualità contemporanee, per rivelare soltanto alcune delle possibili performatività urgenti

    Attendere la fine dei tempi: La dottrina della parusia

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    Questo articolo vuole sottolineare un aspetto spesso sottovalutato del tempo, ovvero la sua possibile fine, in particolare analizzando un modello filosofico di comprensione della storia chiamato apocatastasi. Facendo riferimento al libro dell’Apocalisse della dottrina religiosa cristiana e alla concezione della fine dei tempi come raggiungimento di un telos, di uno scopo della propria esistenza, si vuole introdurre il doppio concetto di parusia e di exousia. Entrambi i termini, di origine greca, fanno riferimento alla sostanza (ousia), all’essenza da cui tutta la realtà ha inizio, ma in cui ha anche la sua fine: la parusia è ciò che tende, ciò che si accosta all’ousia, mentre il termine exousia indica qualcosa che proviene da quell’ousia, che ne deriva. Quella sostanza da inverare è quindi la parusia (che nella dottrina cristiana si tratta della seconda venuta di Cristo), mentre l’exousia è il provenire stesso da quell’essere. L’exousia non è l’essere nella pienezza dell’ousia, ma è qualcosa di provvisoriamente ‘orientato a’: è la dimensione di spazializzazione del tempo nell’attesa della parusia. Il vero compimento dell’esistenza viene proiettato in una dimensione che trascende la vita terrena

    «Caciando per gustar»: Viaggio sensoriale nel XIV secolo

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    Di fronte all’esecuzione di una composizione poetico-musicale, un ascoltatore si aspetterà di essere stimolato per lo più dal punto di vista uditivo. Tuttavia, in questa caccia risalente alla fine del XIV secolo, Zachara sollecita nello spettatore tutti e cinque i sensi, portando così in vita una scena di mercato della Roma di fine Trecento, donandoci un’immagine talmente vivida da permetterci di vedere, toccare, odorare, ascoltare e addirittura gustare quanto descritto. In questo lavoro si analizzeranno, pertanto, gli espedienti sensoriali utilizzati dal poeta, e cantore, dal punto di vista testuale e musicale. Attraverso questa analisi, si dimostrerà quindi l’importanza del rapporto tra testo e musica nel restituire all’ascoltatore non solo un’esperienza completa dell’opera, ma anche, in questo caso, un testo di senso compiuto. Si evidenzierà inoltre come la performance canora permetta, a differenza di una semplice lettura del testo, di non affrettare le parole o accavallare le frasi, trasformando così il trambusto e la confusione in armonia. Potendo “masticare” i versi, infatti, si ha la sensazione di gustare davvero le delizie del mercato descritto da Zachara, di odorare realmente la scena, di poter toccare con mano le bancarelle, di vedere la gente affrettarsi a concludere un affare e di sentire le voci di richiamo dei mercanti come se ci trovassimo immersi nella scena e catapultati indietro nel tempo

    Sul bisogno di senso

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    Dal De Anima aristotelico a oggi i cinque sensi, ambasciatori eletti della più vasta percezione sensoriale, hanno dominato la gerarchia degli strumenti volti a impedire la discesa di un velo di nulla sulla nostra realtà. La percezione dell’esistente è ciò che concretizza la nostra realtà e, in quanto tale, è difenditrice ultima del nostro bisogno di esperire, senza cui nulla sarebbe comprensibile e, tanto meno, avrebbe senso. L’essere umano segue, dunque, la necessità naturale di percepire per non affondare nel terrore dell’assenza. Esso, però, ha sorpassato tale necessità, creandone una artificiale che lo porta ad ampliare il concetto di senso, attribuendogli il ruolo di creatore di valori. In questo testo si affronterà il tema della paura dell’assenza di senso e della spasmodica ricerca di esso in ogni componente del reale come sua reazione. Si analizzerà, quindi, il bisogno di senso come risultato della predisposizione biologica alla percezione sensoriale e come certezza nietzschiana a cui l’individuo delega la costruzione di sicurezze. Da tali analisi si concluderà che l’onnipresenza di tale bisogno nella comprensione della realtà vincola l’umanità a una percezione dell’esistente figlia di una costante attribuzione di valori artificiali, basati su un confortevole senso

    Cinque sensi per un solo scatto: Intervista a Paolo Chistè

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    Il ruolo dei cinque sensi nella fotografia

    Un vampiro: Nuove dolorose consapevolezze lo conducono a una seconda morte

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    Il protagonista del racconto è un vampiro che vive in una grotta e che riflette sulla sua condizione di isolamento e di non morte-morte, che gli impedisce di provare sensazioni: si chiede a cosa gli serva l’udito se non sente altro che il silenzio, il gusto e l’olfatto se l’unica cosa che beve è il sangue, la vista se vive al buio, il tatto se la sua pelle è come il marmo

    Rosmini, Newman e il “Catholic Revival” nell’Inghilterra vittoriana

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    The author tries to illustrate the contacts and influences that, on a historical level, existed between the Rosminians and the main representatives of the Anglican Oxford Movement in the years of the "re-Catholicisation" of Victorian England (1837-1901), with a particular attention to the events and protagonists who characterized the phenomenon of the so-called British "Catholic Revival".The author tries to illustrate the influences and contact points that, on a historical level, existed between the Rosminian Fathers and the main representatives of the Anglican Oxford Movement in the years of the “re-Catholicisation” of Victorian England (1837-1901), with a particular attention to the events and protagonists who characterized the phenomenon of the so-called British “Catholic Revival”

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