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«There Were Always the Stories. And They Weren\u27t Just Stories, They Were Truth»: Memoria della terra e verità storica nella poesia di Joy Harjo
How can memory be preserved when historical evidence is no longer there? Is it really possible to reconstruct a multi-layered history starting from a few remains left by a culture in danger of extinction? Do the red stones displayed in a souvenir shop really have “memory and power,” as Native American poet Joy Harjo believes in “New Orleans”?
By analyzing a selection of poems included in the collection Weaving Sundown in a Scarlet Light: 50 Poems for 50 Years (2023), the essay explores the relation between individual memory, tribal stories, and contemporary challenges.
In traditional oral cultures, such as the Native American one, it is the art of telling stories that has the noble task of recovering, passing on, and preserving memory. In order to combat the cultural amnesia resulting from the annihilation and cultural alienation induced by colonialism and aggressive assimilative practices, it is towards the earth that one must turn. By listening to the stories contained in it, by amplifying them, and by passing them down to the next generation, Harjo recovers a memory buried in the bowels of the earth for millennia, while also interrupting and complementing official colonial historiography with alternative truths.
With the earth as its focus, in this essay I will explore the role played by individual and collective memory in Harjo’s poetry and more in general in contemporary Native American poetry.Come preservare la memoria quando le evidenze storiche non ci sono più? È possibile ricostruire una storia stratificata a partire da pochi resti lasciati da una cultura in via d’estinzione? Davvero le pietre rosse esposte in un negozio di souvenir sono dotate di «memoria e potere», come afferma la poeta nativo-americana Joy Harjo in "New Orleans”?
Attraverso l’analisi di poesie selezionate dalla raccolta Weaving Sundown in a Scarlet Light: 50 Poems for 50 Years (2023), il saggio interroga il rapporto tra memoria individuale, storie ancestrali e sfide contemporanee.
Nelle culture orali tradizionali, come quella nativo-americana, è l’arte del raccontare storie che ha il nobile compito di recuperare, tramandare e preservare la memoria. Per combattere l’amnesia, frutto dell’annientamento e dell’alienazione culturale indotti dal colonialismo e da pratiche assimilative aggressive, non resta che mettersi in ascolto della terra, amplificare le storie in essa contenute e ritrasmetterle di generazione in generazione. Tali storie hanno un’importanza fondamentale per Harjo, non solo perché recuperano dalle viscere della terra una memoria sepolta da millenni, ma anche perché arricchiscono la storia ufficiale con un controcanto capace di interrompere la storia coloniale.
Sarà dunque a partire dalla terra che in questo saggio si esplorerà il ruolo della memoria nella poesia di Harjo e più in generale nella poesia nativo-americana contemporanea.
Fiducia, fiduciario e persona di fiducia nella pianificazione condivisa delle cure
The contribution focuses on the role of trust applied to the care and medical relationship, with specific attention on the related figures, also in view of law 219/17.Il contributo si sofferma sul ruolo del concetto della fiducia applicato alla relazione di cura, soffermandosi specificamente sulle figure connesse, anche alla luce della legge 219/17
La pianificazione condivisa delle cure per gli adulti privi in tutto o in parte di autonomia
Shared care planning poses several interpretative and implementation problems when the patient lacks, in whole or in part, the capacity to make informed decisions about their health. This essay aims to investigate whether, and under what conditions, access to shared care planning is allowed for non-autonomous individuals. A superficial reading of the law might lead one to believe that only adult and legally competent persons can undertake care planning. On the contrary, the general structure and spirit of Law No. 219 leads to interpreting the rules on capacity in the sense that even patients who are wholly or partially lacking in autonomy can be protagonists in planning, with the support of those who have decision-making powers over their health.La pianificazione condivisa delle cure pone diversi problemi interpretativi e attuativi quando il paziente è privo, in tutto o in parte, della capacità di prendere decisioni consapevoli sulla sua salute. Il saggio si propone di indagare se, e a quali condizioni, l’accesso alla pianificazione condivisa delle cure è ammesso a favore delle persone non autonome. Una lettura superficiale della legge potrebbe infatti portare a ritenere che solo le persone adulte e capace di agire possano intraprendere una pianificazione delle cure. Al contrario, l’impianto generale e lo spirito della l. n. 219 porta ad interpretare le regole sulla capacità nel senso che anche i pazienti privi in tutto o in parte di autonomia possono essere protagonisti di una pianificazione, con il sostegno di coloro che hanno poteri di scelta sulla loro salute
La pianificazione condivisa delle cure per i pazienti anziani con demenza
This article examines the challenges and potential benefits of implementing shared care planning (i.e., “Pianificazione Condivisa delle Cure” under Italian law) for elderly patients with dementia. The unique characteristics of this patient group give rise to critical issues within the clinical relationship, which are analyzed from both ethical and legal perspectives. The discussion highlights the importance of promoting patient autonomy, even when it is partial or diminished, and advocates for the application of PCC as a means to achieve this goal. Particular emphasis is placed on the potential appointment of a “fiduciario” (i.e., a trusted representative). In the final section, the article addresses practical obstacles to drafting a PCC and introduces two supportive tools currently employed by the Geriatrics Unit at Bassano del Grappa Hospital: an informational document and an illustrative model designed to assist clinicians in this process.L’articolo esplora le difficoltà e le potenzialità dell’applicazione della Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC) ai pazienti anziani con demenza. Le specificità di questa tipologia di pazienti determinano alcune criticità per la relazione clinica che vengono discusse dal punto di vista etico e giuridico. L’analisi svolta mette in luce l’importanza di valorizzare il livello di autonomia del paziente, seppur incompleta, e suggerisce l’utilizzo della PCC a tal fine, con particolare attenzione alla possibilità di indicare un fiduciario. Nell’ultima parte si considerano gli ostacoli concreti alla redazione della PCC e si propongono due strumenti – un’informativa e un modello esemplificativo – adottati presso l’UOC di Geriatria dell’Ospedale di Bassano del Grappa per supportare i clinici
Regolare le terapie digitali: una prospettiva comparata
Digital therapeutics (DTx) are defined as software intended to treat or alleviate a disease, disorder, or condition. DTx may be conceptualised as technologies based on cognitive behavioural therapy techniques, which are capable of influencing patients’ behaviours. At present, there is a lack of clarity regarding the applicable legal framework for DTx, with only a limited number of solutions having been granted market authorisation. This paper investigates key legal issues regarding the regulation of DTx. First it is necessary to ascertain whether the regulations pertaining to medical devices are applicable. Other relevant issues include whether DTx could be prescribed by a medical practitioner, whether there should be a reimbursement from the national or local health service, as is in the case with pharmaceuticals, and who is liable for damage resulting from by malfunction or misuse of a defective instrument. The analysis employs comparative law methodologies and considers the following legal frameworks: the United States, the United Kingdom, the European Union, Germany, France, Belgium, and Italy.Le terapie digitali (DTx) sono definite come software destinati a trattare o alleviare una malattia, un disturbo, una condizione. Le DTx possono essere concettualizzate come tecnologie basate su tecniche di terapia cognitivo-comportamentale, in grado di influenzare i comportamenti dei pazienti. Attualmente, non c\u27è chiarezza sul quadro giuridico applicabile alle DTx, e solo un numero limitato di tecnologie ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio. Il presente contributo analizza gli aspetti chiave della regolamentazione delle DTx. In primo luogo, è necessario verificare se siano applicabili le normative relative ai dispositivi medici. Altre questioni rilevanti riguardano la prescrittibilità di una DTx, la rimborsabilità da parte del servizio sanitario nazionale o locale, come nel caso dei prodotti farmaceutici, e l’individuazione di chi sia responsabile per i danni derivanti dal malfunzionamento o dall’uso improprio di uno strumento difettoso. L’analisi si avvale delle metodologie del diritto comparato e prende in considerazione i seguenti ordinamenti giuridici: Stati Uniti, Regno Unito, Unione Europea, Germania, Francia, Belgio e Italia
Il principio Do Not Significant Harm (DNSH) e i costi ambientali dell’intelligenza artificiale
The European Union believes that digital technology, and in particular Artificial intelligence (AI), can make an essential contribution to the achievement of climate neutrality. However, the environmental footprint of IA seems not adequately addressed. The purpose of this paper is to verify whether the DNSH (Do Not Significant Harm) principle, which constitutes a horizontal conditionality within the Recovery and Resilience Facility, which should be respected also by those measures that involve the use of IA systems, is able to detect and limit the damages that AI could cause to the environment.L’Unione Europea ritiene che un contributo essenziale per il raggiungimento della neutralità climatica possa essere fornito dalla tecnologia digitale e, in particolare, dall’intelligenza artificiale (IA). Tuttavia, tale fiducia non sembra considerare adeguatamente il suo elevato costo ambientale. Lo scopo dello scritto è verificare se il principio DNSH (Do Not Significant Harm), il quale costituisce una condizionalità orizzontale del Dispositivo per la ripresa e resilienza, che dovrebbe essere rispettato anche da quelle misure che implicano l’utilizzo dell’IA, sia in grado di intercettare e limitare i danni che i sistemi di IA potrebbe cagionare all’ambiente
PRO-AI in Healthcare: Participatory Protocol for Drafting Guidelines. A Proposal for a Tool of Responsive Regulation
 
La precarietà giuridica ed esistenziale delle persone straniere in Italia
The article analyzes the impact of Italian migration policies on the legal, existential, and health conditions of foreign nationals, highlighting how legal fragmentation and administrative practices generate structural insecurity and inequalities in access to fundamental rights. Using the framework of the social determinants of health, it underscores how precarious legal status—shaped by political choices, arbitrary classifications, and restrictive mechanisms of entry and residence—negatively affects migrants’ physical and psychological well-being. The exclusion from, or conditional access to, social rights—particularly the right to health and stable employment—exposes migrants to systemic vulnerability, marginalization, and exploitation. This resulting “legal poverty” emerges not only as a limitation of self-determination but also as a concrete risk factor for individual and collective health.L’articolo analizza l’impatto delle politiche migratorie italiane sulla condizione giuridica, sociale e sanitaria degli immigrati extra UE, evidenziando come la frammentazione normativa e le prassi amministrative generino insicurezza strutturale e disuguaglianze nel godimento dei diritti fondamentali. Attraverso il paradigma dei determinanti sociali della salute, viene messo in luce come lo status giuridico precario — prodotto da scelte politiche irragionevoli, classificazioni arbitrarie, e meccanismi restrittivi di ingresso e permanenza — condizioni negativamente il benessere psicofisico dei migranti. L’esclusione o l’accesso condizionato ai diritti sociali, in particolare al diritto alla salute e a un’occupazione regolare, li espone a forme di vulnerabilità sistemica, marginalizzazione e sfruttamento. La “povertà giuridica” che ne deriva ostacola la possibilità di condurre una vita libera e autonoma, configurandosi essa stessa come uno specifico fattore di rischio per la salute, sia individuale che collettiva