TESeO - Trento Editions Service for Open science
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Sensibilità e alienazione
Nell’era contemporanea l’uomo sembra alla costante ricerca dell’esaltazione delle sue caratteristiche esclusive, forse intimorito dalla non più così remota possibilità che un giorno l’I.A. possa confondersi con ciò che fino a poco tempo fa veniva considerato unico ed irripetibile. In questo breve scritto, si recupererà la prospettiva di Feuerbach, secondo cui l’uomo ha oggettivato le sue qualità nella divinità, sviluppando ciò che egli ha definito «alienazione religiosa». Tale prospettiva fungerà da utile strumento per indagare l’ipotesi di una nuova oggettivazione, l’«alienazione artificiale»: nello specifico, cercheremo di capire perché il ruolo dei cinque sensi è cruciale nel rendere questa possibilità incapace di concretizzazione. Come ha affermato Remo Bodei, «i sensi sono delle finestre sul mondo, delle vie d’accesso del mondo dentro di noi»: è anche quest’esperienza a “doppia corsia” che custodisce e protegge la nostra peculiare modalità dell’essere
L\u27immagine rimediata. Diagrammi e riproduzioni di opere pittoriche come fonti visive negli anni sessanta
This essay is focused on some cases (Roy Lichtenstein, Tano Festa and Giulio Paolini) of art-historical reproductions used as a visual resource for the artworks, occured during the 60s. Through the parallel investigation concerning the historiographic debate on reproductions and thanks to the notions of Intermediality and Remediation, this essay points out an unexpected interference between art praxis and Art History in the field of media. The resort to reproduction, as a tool for art historians and a visual resource for the artists, introduces new issues about methodology in Art History.Il saggio esamina alcuni casi, occorsi negli anni sessanta (Roy Lichtenstein, Tano Festa e Giulio Paolini), di impiego delle riproduzioni storico-artistiche come fonti visive per l\u27opera d\u27arte. Attraverso la parallela analisi del dibattito storiografico sulle riproduzioni e attraverso le nozioni di intermedialità e rimediazione, emerge una inaspettata interferenza - di carattere mediale- tra la prassi artistica e la storia dell\u27arte di quella decade. Il ricorso alle riproduzioni, strumento per gli storici e fonte visiva per gli artisti, apre interrogativi di carattere più generale sulla metodologia storico-artistica
Scuola deangelisiana: l’esempio della collana Niebo
In questo articolo si analizza la collana di poesia “niebo”, diretta da Milo De Angelis e pubblicata a Milano dal 2002 al 2008. Studiando il rapporto tra il poeta caposcuola e gli allievi è possibile descrivere i caratteri di una tendenza poetica diventata corrente e i modi in cui il campo letterario si forma. Da una parte si approfondisce la conoscenza del mondo deangelisiano, con la sua forte postura autoriale, dall’altra si comincia una mappatura degli autori che imitano o riprendono la lezione deangelisiana.
This paper focuses on the series of poetry “niebo”, managed by Milo De Angelis and published in Milan from 2002 to 2008. Studying the relationship between a pioneer-poet and his disciples it is possible to describe the characters of a poetic tendency and its development in the literary field. The paper delves into De Angelis’s poetic world and begins mapping the authors who reflect or recall De Angelis’s lesson. In questo articolo si analizza la collana di poesia “niebo”, diretta da Milo De Angelis e pubblicata a Milano dal 2002 al 2008. Studiando il rapporto tra il poeta caposcuola e gli allievi è possibile descrivere i caratteri di una tendenza poetica diventata corrente e i modi in cui il campo letterario si forma. Da una parte si approfondisce la conoscenza del mondo deangelisiano, con la sua forte postura autoriale, dall’altra si comincia una mappatura degli autori che imitano o riprendono la lezione deangelisiana.
This paper focuses on the series of poetry “niebo”, managed by Milo De Angelis and published in Milan from 2002 to 2008. Studying the relationship between a pioneer-poet and his disciples it is possible to describe the characters of a poetic tendency and its development in the literary field. The paper delves into De Angelis’s poetic world and begins mapping the authors who reflect or recall De Angelis’s lesson. In questo articolo si analizza la collana di poesia “niebo”, diretta da Milo De Angelis e pubblicata a Milano dal 2002 al 2008. Studiando il rapporto tra il poeta caposcuola e gli allievi è possibile descrivere i caratteri di una tendenza poetica diventata corrente e i modi in cui il campo letterario si forma. Da una parte si approfondisce la conoscenza del mondo deangelisiano, con la sua forte postura autoriale, dall’altra si comincia una mappatura degli autori che imitano o riprendono la lezione deangelisiana.
This paper focuses on the series of poetry “niebo”, managed by Milo De Angelis and published in Milan from 2002 to 2008. Studying the relationship between a pioneer-poet and his disciples it is possible to describe the characters of a poetic tendency and its development in the literary field. The paper delves into De Angelis’s poetic world and begins mapping the authors who reflect or recall De Angelis’s lesson. In questo articolo si analizza la collana di poesia “niebo”, diretta da Milo De Angelis e pubblicata a Milano dal 2002 al 2008. Studiando il rapporto tra il poeta caposcuola e gli allievi è possibile descrivere i caratteri di una tendenza poetica diventata corrente e i modi in cui il campo letterario si forma. Da una parte si approfondisce la conoscenza del mondo deangelisiano, con la sua forte postura autoriale, dall’altra si comincia una mappatura degli autori che imitano o riprendono la lezione deangelisiana.
This paper focuses on the series of poetry “niebo”, managed by Milo De Angelis and published in Milan from 2002 to 2008. Studying the relationship between a pioneer-poet and his disciples it is possible to describe the characters of a poetic tendency and its development in the literary field. The paper delves into De Angelis’s poetic world and begins mapping the authors who reflect or recall De Angelis’s lesson. 
Il paradosso della coscienza: oblio e consapevolezza in The Suffering Channel di David Foster Wallace
Starting from the reconstruction of the literary context and the theoretical assumptions that derive from it, the article aims to analyze the "paradox of consciousness" in David Foster Wallace\u27s The Suffering Channel. It is a vicious circle in which the exaggeration of self-awareness leads to its semantic opposite, oblivion, understood in the dual sense of "unconsciousness, unawareness" and "heedlessness" (designating an attitude of indifference and inattention). The linguistic representation of this narcissistic mental loop, which alienates the characters from the intersubjective environment and makes every attempt at communication self-referential and futile, is offered by the relational mechanisms of identity performance and dialogic manipulation. The paradoxical logic of oblivion is also systematically configured within a "rhetoric of reticence", so that the crucial facts of the story are only indirectly evoked, through ellipses and allusions that, by determining the lacunarity of the narrative, reflect the lacunarity of consciousness. Through textual analysis, the article will therefore examine the concept of "oblivion" understood as a constant thematic and stylistic feature.A partire dalla ricostruzione del contesto letterario e dei presupposti teorici che da esso scaturiscono, l’articolo si propone di analizzare il “paradosso della coscienza” in The Suffering Channel di David Foster Wallace. Si tratta di un circolo vizioso secondo cui l’esasperazione dell’autocoscienza conduce al suo opposto semantico, all’oblio inteso nel duplice senso di “unawareness” (che indica uno stato di “inconsapevolezza”) e “heedlessness” (che designa un atteggiamento di indifferenza e disattenzione). Del narcisismo, che aliena i personaggi dall’ambiente intersoggettivo e rende autoreferenziale e velleitario ogni tentativo di comunicazione, i meccanismi relazionali della performance identitaria e della manipolazione dialogica offrono la rappresentazione linguistica. La logica paradossale dell’oblio è inoltre sistematicamente configurata entro una “retorica della reticenza”, per cui i fatti cruciali della storia vengono evocati soltanto indirettamente, attraverso ellissi ed allusioni che, determinando la lacunosità della narrazione, rispecchiano la lacunosità della coscienza. Tramite l’analisi testuale, l’articolo analizzerà quindi il concetto di “oblio” inteso come costante tematica e costante stilistica
Il fine vita pediatrico tra categorie classiche e approdi del diritto minorile. Osservazioni a margine del documento del Comitato etico per la pratica clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliera-Università di Padova
 
End-of-Life Situations in Some Western European Countries: Towards a Common European Approach?
This paper discusses the possibility of a common European approach to end-of-life situations by focusing on the case of advance directives and physician-assisted suicide. Nevertheless, this research does not address whether end-of-life situations can be harmonized at a supranational level, the EU, or, at an international level, the Council of Europe. While this contribution gives an overview of the national legislations of advance directives in some Western European Countries, in the case of a physician assisting suicide, the research reviews the approach of the national Constitutional Courts of Austria, Italy, and Germany.This paper discusses the possibility of a common European approach to end-of-life situations by focusing on the case of advance directives and physician-assisted suicide. Nevertheless, this research does not address whether end-of-life situations can be harmonized at a supranational level, the EU, or, at an international level, the Council of Europe. While this contribution gives an overview of the national legislations of advance directives in some Western European Countries, in the case of a physician assisting suicide, the research reviews the approach of the national Constitutional Courts of Austria, Italy, and Germany
Giudicare l’incertezza: il caso della Corte di Giustizia dell’Unione Europea
The contribution aims to analyze the jurisprudence of the CJUE in the scientific-technical field. The thesis put forward is that the CJEU usually does not seek elements or data on its own to assess the merits of the scientific opinion challenged, preferring to operate an external review of the legitimacy of the contested act that is based on that opinion, aimed at excluding that there has been excess of power on the part of those who adopted it. And yet, it is also shown how in the jurisprudence of Luxembourg there is nevertheless a “scientific” protagonism when it is necessary to offer interpretation to dubious concepts.Il contributo propone un’analisi della giurisprudenza della CGUE in ambito tecnico-scientifico, dalla quale emerge come questa Corte non sia solita cerca autonomamente elementi o dati per valutare la fondatezza delle valutazioni scientifiche di caso in caso contestate, preferendo operare un controllo esterno sulla legittimità dell’atto che si fonda sulle valutazioni in questione, volto ad escludere che vi sia stato un eccesso di potere da parte di chi lo ha adottato. Non mancano, tuttavia, ipotesi in cui anche questa Corte riveste un certo “protagonismo scientifico”, spingendosi ad offrire proprie interpretazioni di concetti dubbi e controversi (come nel caso della nozione di embrione o di organismo geneticamente modificato)
Il diritto vissuto per il riconoscimento dell’identità di genere. Una rassegna della giurisprudenza di merito (2015-2024)
The objective of this study is to examine the evolution of Italian Court rulings on the merits regarding the recognition of gender identity in the decade from 2015 to 2024. The analysis concentrates on the application by trial judges of the interpretive principles established by the Court of Cassation and the Constitutional Court concerning the mandatory requirement for sex reassignment surgery and the continuity of affective relationships. Moreover, the study analyses rulings on issues not expressly covered by Law 164/1982, including the choice of name and the issue of minors’ access to the proceeding. The objective is to demonstrate the alignment of lower court jurisprudence with the guidance provided by the higher courts and its contribution in addressing any interpretive gaps, thereby enhancing the protection of the fundamental rights of transgender individuals.Il presente lavoro si propone di esaminare l\u27evoluzione della giurisprudenza di merito italiana relativa al riconoscimento dell\u27identità di genere nel decennio 2015-2024. L\u27analisi si concentra sull\u27applicazione, da parte dei giudici di primo e di secondo grado, dei principi interpretativi affermati dalla Corte di cassazione e dalla Corte costituzionale in merito all\u27obbligatorietà degli interventi chirurgici per ottenere la rettificazione anagrafica del sesso biologico e alla continuità dei rapporti affettivi. Sono inoltre esaminate le pronunce riguardanti aspetti non espressamente disciplinati dalla legge n. 164 del 1982, quali la scelta del nome e l’accesso dei minori al procedimento di rettificazione. Lo studio mira a evidenziare l\u27allineamento della giurisprudenza di merito con le indicazioni delle Corti superiori e il ruolo della giurisprudenza nel colmare eventuali lacune interpretative, ampliando così la tutela dei diritti fondamentali delle persone trans
Il lento incedere dei diritti trans: una prospettiva critica sulla giurisprudenza delle corti sovranazionali europee
This article seeks to analyze the case-law of the Court of Justice of the European Union and the European Court of Human Rights concerning legal recognition of gender identity within member states. It adopts a critical perspective, emphasizing the actual realization of fundamental human rights. The analysis will reveal that, despite notable differences, both Courts have moved away from a biologically essentialist framework, gradually progressing toward a model focused on self-determination. However, this evolution has not yet fully embraced depathologization or the complete acknowledgment of trans identities.L’articolo mira a ricostruire la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e della Corte europea dei diritti umani sulle procedure di riconoscimento giuridico dell’identità di genere all’interno degli stati membri, adottando una prospettiva critica e guardando all’effettivo godimento dei diritti umani fondamentali. Si mostrerà come, con le relative differenze, entrambe le Corti abbiano abbandonato l’approccio dell’essenzialismo biologico, per spostarsi lentamente verso un paradigma maggiormente basato sull’autodeterminazione, ma non ancora pienamente basato sulla depatologizzazione e il pieno riconoscimento delle identità trans
Vulnerabilità. Note sul ruolo del concetto nell’AI Act
The paper aims to analyze the role of the concept of vulnerability in European Artificial Intelligence regulation (AI Act). The article will be developed in two parts. In the first we will conduct a conceptual analysis of vulnerability in its multiple dimensions, distinguishing between a universal and a particular sense, and between a categorizing and a situational approach. To do so, we will discuss the main lines of philosophical, legal and bioethical debate on the topic. In the second we will investigate the role of vulnerability in the AI Act, commenting on the most significant recurrences and major variations. We will adopt a synoptic look at the evolution of the document, from its first version to the final one, passing through the amendments proposed by the European Parliament. We will argue that in this document vulnerability is understood primarily in a particular sense, while the universal sense remains almost absent or not directly expressed. This absence, as we will show, seems only partially compensated for by the risk-based approach.Il contributo si propone di analizzare il ruolo del concetto di vulnerabilità nella regolamentazione europea sull’Intelligenza Artificiale (AI Act). L’argomentazione sarà sviluppata in due parti. Nella prima ci dedicheremo all’analisi concettuale della vulnerabilità nelle sue molteplici dimensioni, distinguendo tra un senso universale e uno particolare, e tra un approccio categorizzante e uno situazionale. Per fare ciò, discuteremo le linee principali del dibattito filosofico, giuridico e bioetico sul tema. Nella seconda passeremo ad analizzare l’impiego del termine nell’AI Act, commentando le ricorrenze più significative e le principali variazioni. Adotteremo uno sguardo sinottico all’evoluzione del documento, dalla sua prima versione a quella definitiva, passando per gli emendamenti proposti dal Parlamento Europeo. Sosterremo che nel documento la vulnerabilità è intesa principalmente in senso particolare, mentre il senso universale rimane pressoché assente o implicito. Tale assenza, come mostreremo, sembra poter essere solo parzialmente compensata dall’approccio basato sul rischio