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Figyelem és idő gazdaság: Economia del tempo e dell’attenzione
Viviamo in un’epoca in cui alla nostra attenzione viene richiesto di rielaborare una quantità inimmaginabile di informazioni e, se ci prestiamo a questo, la nostra giornata (la nostra vita) dovrà necessariamente concentrarsi su quelle e dunque sullo schermo dello smartphone. Quanto influisce sulla qualità della nostra vita? Nel saggio tale domanda verrà posta all’interno di una riflessione sul turismo giovanile. Il testo dell’articolo è in ungherese, con traduzione in italiano
È tempo…
Nell’editoriale si introduce al tema del nuovo numero di Digiti e si presentano i contributi
Il profumo della carta
Prendendo spunto dall’istintivo gesto dell’annusare la carta dei libri, ne vengono esaminate le tipologie e le tecniche di realizzazione che contribuiscono alla creazione dei diversi odori e profumi
«Ma te la sai quela…»: Tra oralità e scrittura
Lo scopo dell’articolo è quello di presentare al lettore tre filastrocche in dialetto del Trentino e della Val di Non. Esse saranno attinte dal patrimonio culturale trentino, basandosi sui ricordi dei nonni vissuti tra la Val di Non e la Valsugana. I testi avranno come oggetto i cinque sensi, saranno accompagnati da una serie di disegni, i quali permetteranno di comprendere le parole e il significato generale. Per semplificare la lettura viene presentata una traduzione in lingua italiana.
«Signor, oiiés, tot li amant»: Le percezioni sensoriali nelle versioni europee della leggenda medievale di «Floire et Blancheflor»
Questo articolo esamina il ruolo dei cinque sensi, in particolare della vista e dell’udito, nelle diverse versioni del racconto medievale di Floire et Blancheflor. L’analisi si concentra in particolare sulle due versioni francesi, il Conte de Floire et Blancheflor (trasmesso da Paris, BnF fr. 375; Paris, BnF fr. 1447; Vat. Pal. Lat. 1971) e il Roman de Floire et Blancheflor (Paris, BnF fr. 19152); la versione spagnola, la Crónica de Flores y Blancaflor (Madrid, BN 7583); e le versioni scandinave, con particolare attenzione alla versione svedese Flores och Blanzeflor (Copenhagen, AM 191 fol.; Stockholm: KB Cod. D4; KB Cod. D4a; KB Cod. D3) e alla saga norrena Flóres saga ok Blankiflúr (Copenhagen, AM 757 a 4o e Reykjavik, AM 489 4o).
Giorgio Agamben als Leser Franz C. Overbecks
The thought of the German theologian Franz C. Overbeck (1837-1905) has not been well received, and yet not so much in terms of quality but of quantity. Despite the theoretical value of his œuvre, Overbeck’s name still remains mysterious, if not obscure. Nevertheless, one can come across it in the work of Giorgio Agamben (1942). Such a circumstance cannot surprise those familiar with the Italian philosopher, who often draws on even little-known authors from the most diverse disciplines. After paying the necessary attention to Agamben as a reader in general, and as a reader of theology in particular, the present paper will assess his references to Overbeck, concluding that the Italian philosopher’s appeal to the German theologian, however spare, limited, and “unaware”, does not fail to strike a chord, especially as regards the interpretation of Overbeck’s notion of “Urgeschichte”
Dalla critica ai miracoli all’amore come “miracolo”: una prospettiva negli Scritti giovanili di Hegel
According to the interpretation of Edoardo Mirri, editor of the Italian editions of Hegel\u27s Early Writings, an attempt is offered a hermeneutic about Hegel\u27s approach to religion. Observing some theoretical and interpretive issues, emerging from the early Hegelian writings devoted to the account of Jesus\u27 life and his miracles, offers a special opportunity to read this critique within the sweep of Kantianism after Bern. In the religious dimension and Christian faith, precisely the driving element of the dialectical dynamic will be grasped. Understanding the destined character of love in Christianity in Frankfurt will help to understand the maturation in Hegel of the proposed role of religion in the philosophy of Spirit.Following the interpretation of Edoardo Mirri, the editor of the Italian edition of Hegel’s Early Writings, the present paper proposes a hermeneutic line of Hegel’s approach to religion. Focusing on some theoretical and interpretive issues that emerge from the early Hegelian writings devoted to the account of Jesus’ life and his miracles, it offers a special opportunity to place this critique within the upheaval of Kantianism after Bern. The driving element of the dialectical dynamic will be grasped, precisely, in the religious dimension and in Christian faith. Understanding the “fated” character of love in Christianity will help us to understand the maturation, in Hegel’s Frankfurt period, of the role he proposes for religion in the philosophy of Spirit
Pas de deux, fenomenologia del movimento reciproco
La danza è la ricerca delle possibilità espressive del movimento. Se nel rapporto tra spazio e corpo il ballerino raggiunge la consapevolezza della propria presenza nel mondo, l’autocoscienza in moto può oltrepassare i confini della singolarità. Grazie all’interazione dei corpi di due ballerini, il pas de deux legifera l’incontro libero dell’Ego con l’essenza dell’Alter. I ballerini sacrificano l’autonomia della propria danza, giungendo all’Aufhebung delle loro identità, il dialogo delle alterità sostiene e ispira il movimento reciproco. Ricerca e allontanamento, tensione e dolcezza, scontro e accoglienza, cedimento e supporto alimentano il moto di costruzione di significato ed emozioni, replicando la struttura del gioco descritto da Eugene Fink: il flusso costante di opposizioni trova armonia, raggiungendo la poiesi semantica. Osservato secondo i criteri della fenomenologia, il passo a due colma la distanza dal Leib altrui grazie all’interazione con un Körper eccedente, che impone di essere riconosciuto come personalità collaboratrice. La presenza reciproca non è solo un rapporto estetico, ma la costruzione di un codice comunicativo – la fisicità del movimento – straordinariamente penetrante. È contemporaneamente cifrario e messaggio, artista e pubblico, arte in moto