TESeO - Trento Editions Service for Open science
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    2407 research outputs found

    Dal linguaggio della fisica al linguaggio dell’IA, passando per la fertilizzazione delle scienze incrociata

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    Il linguaggio delle scienze `e da sempre oggetto di riflessione. Ricordiamo, a tal proposito, il trattato Il Saggiatore (1623) di Galilei. In esso troviamo l’affermazione: «Egli [il libro della filosofia naturale] `e scritto in lingua matematica». Su questa scia, nel 1960 Wigner nel testo L’irragionevole efficacia della matematica nelle scienze naturali, mette in evidenza l’inspiegabile e profondo legame che permette a una scienza pura ed astratta come la matematica di descrivere fenomeni del mondo fisico con una precisione inaspettata. Lo stesso si pu`o dire per quanto concerne l’informatica teorica. Nel 2001, Halpern enfatizza il ruolo della logica matematica nei fondamenti dell’informatica. Se le discipline fisiche e informatiche possiedono un linguaggio formalizzato, l’intelligenza artificiale (IA) non ne ha ancora uno univoco: oggi si divide tra IA simbolica, basata sulla manipolazione logica di simboli, e IA sub-simbolica, fondata su metodi statistici e ottimizzazione matematica. Nonostante l’attuale mancanza di un linguaggio per l’IA, tali materie si intrecciano: molte simulazioni fisiche sfruttano algoritmi e tecniche di IA, mentre diversi modelli di IA traggono ispirazione da modelli fisici, così come le reti di Hopfield, cui `e stato assegnato il Premio Nobel per la Fisica 2024

    La semantica delle parole tra lingua e diritto

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    La riflessione nasce dall’incontro a Firenze, nel 1976, tra il linguista Giovanni Nencioni e lo storico del diritto Piero Fiorelli per la realizzazione di un Vocabolario giuridico italiano. Si mette in evidenza l’importanza di un linguaggio condivisibile e comprensibile, guidato da una semantica che governi e insieme rassicuri lo scambio verbale, e non solo, anche in ambito giuridico

    La «doppia natura» del linguaggio: Una prospettiva filosofica

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    Seguendo l’insegnamento di Ernst Cassirer (1874-1945), si indagano le due nature del linguaggio, tra mito e ragione

    Prefazione al Volume 7, Numero 1

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    Dear Readers, When one thinks of a university law journal, the mind often turns to an exclusively editorial project. Yet the Trento Student Law Review is, above all, a community. A reality in which every editor is also a member, and every member contributes—with their time, dedication, and ideas—to sustaining a structure that evolves day by day. Today, we are proud to present the first issue of Volume 7. This edition is the result of collective work that goes far beyond editorial activity. In recent months, our association has launched new initiatives that reflect the vitality of our project. One particularly meaningful milestone has been the launch of a new series of events, designed to build a concrete bridge between students and the professional world. The first event, focused on the impact of digital technologies on legal writing, inaugurated a dialogic format that emphasizes participation and mutual exchange. It was an intense and necessary moment, one that gave shape to a simple yet powerful idea: law is not learned solely through books, and legal education does not end in the classroom. Another important milestone was our participation, as an editorial board, in the conference held as part of the 2025 Doctoral School of the PhD Programme in Private Autonomy, Business, Labour, and the Protection of Rights in a European and International Perspective at Sapienza University of Rome. It was an honour to represent our journal in such a stimulating context, alongside other student-led law journals from across Italy. The exchange of experiences enriched us deeply, allowing us to reflect on our role within the academic landscape—as students who choose to actively engage in legal scholarship, bringing a critical and constructive perspective both within and beyond the editorial process. The contributions published in this issue address complex and pressing legal topics, offering diverse and thought-provoking viewpoints. Our editorial team—comprising dozens of internal editors, supported by external reviewers and visiting editors—has worked with its usual scholarly rigour to ensure the quality of each publication, fully aware that every article contributes to a broader dialogue between law, society, and culture. I would like to thank the authors who placed their trust in our journal, the reviewers who supported us with precision and generosity, and all the editors who make this project possible every day. A special thanks goes to the members of the board, who face daily challenges with teamwork and unwavering commitment, demonstrating how much they care about this shared endeavour. With the hope that this new issue may offer insights for reflection, dialogue, and growth, I wish you an inspiring read. Kind regards, Rossella Borella Editor-in-ChiefCare lettrici e cari lettori, Quando si parla di una rivista giuridica universitaria, spesso si pensa a un progetto esclusivamente editoriale. Ma la Trento Student Law Review è, prima di tutto, una comunità. Una realtà in cui ogni editor è anche socio, e ogni socio contribuisce – con il proprio tempo, il proprio impegno, le proprie idee – a mantenere viva una struttura che si evolve giorno dopo giorno. Oggi siamo orgogliosi di presentare il primo numero del Volume 7. Questo numero rappresenta il frutto di un lavoro collettivo che va ben oltre le attività redazionali. Negli ultimi mesi, infatti, la nostra associazione ha intrapreso nuove iniziative che testimoniano la vitalità del nostro progetto. Un momento particolarmente significativo è stato l’avvio del nuovo ciclo di eventi, pensati per creare un ponte concreto tra gli studenti e il mondo professionale. Il primo incontro, dedicato all’impatto del digitale nella scrittura giuridica, ha inaugurato un formato dialogico che valorizza la partecipazione e l’ascolto reciproco. È stato un momento intenso e necessario, che ci ha permesso di dare forma a un’idea semplice ma potente: il diritto non si impara solo sui libri, e la formazione giuridica non si esaurisce tra le aule universitarie. Un altro traguardo importante è stata la nostra partecipazione, come redazione, al convegno organizzato nell’ambito della Scuola di Dottorato 2025 del Dottorato di ricerca in “Autonomia privata, impresa, lavoro e tutela dei diritti nella prospettiva europea e internazionale” dell’Università La Sapienza di Roma. È stato un onore rappresentare la nostra rivista in un contesto così stimolante, insieme ad altre realtà editoriali studentesche provenienti da tutta Italia. Il confronto con altre esperienze ci ha arricchiti profondamente, permettendoci di riflettere sul nostro ruolo nel panorama accademico: quello di studenti che scelgono di impegnarsi attivamente nel dibattito giuridico, portando il proprio sguardo critico e costruttivo dentro e fuori la redazione. I contributi presenti in questo numero affrontano questioni complesse e attuali, offrendo prospettive diverse e stimolanti. La nostra redazione – composta da decine di editor interni, affiancati da revisori esterni e visiting editors – ha lavorato con la consueta attenzione scientifica per garantire la qualità di ogni pubblicazione, consapevole che ogni articolo è parte di un dialogo più ampio tra diritto, società e cultura. Voglio ringraziare gli autori che hanno riposto fiducia nella nostra rivista, i revisori che ci supportano con rigore e disponibilità, e tutti gli editor che ogni giorno rendono possibile questo progetto. Un ringraziamento speciale va ai membri del direttivo, che con spirito di squadra e grande dedizione affrontano le sfide quotidiane dimostrando quanto tengono alla nostra realtà. Con l’augurio che questo nuovo numero possa offrire spunti di riflessione, confronto e crescita, vi auguro una buona lettura. Cordiali saluti, Rossella Borella Direttric

    La pianificazione condivisa delle cure come problema organizzativo

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    The contribution examines shared care planning (SCP) as an organisational issue for the National Health System. The heterogeneity of the situations in which ACP can be elaborated is declined to identify some guidelines that can guide an organisational approach that promotes ACP in the various care settings, and that can be listed as follows: personalised pathways, staff training and information to citizens, adoption of internal organisational acts.Il contributo prende in esame la pianificazione condivisa delle cure come problema organizzativo per il Sistema sanitario nazionale. L’eterogeneità delle situazioni in cui la PCC può essere elaborata viene declinata al fine di individuare alcune linee direttrici che possono orientare un approccio organizzativo che promuova la PCC nei diversi setting di cura e che si concretizza nella personalizzazione dei percorsi, nella formazione del personale e informazione ai cittadini e nell’adozione di atti organizzativi interni

    BioLaw Journal: 10 anni dopo

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    Il monitoraggio del benessere fetale in travaglio di parto: gli attuali risvolti bioetici e medico-legali

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    Pregnancy and childbirth are biological events whose experience is conditioned by the culture and society in which they occur. The purpose of this paper is to highlight the need for a paradigm shift in the surveillance of intrapartum fetal well-being, in order to solve the double Gordian knot, bioethical and medico-legal, which pre-vents in industrialized countries from experiencing those archetypal emotions inherent of the joy that accompanies the birth event. In the conclusions it is suggest-ed that the adoption of informed consent in the delivery rooms and the Daubert criteria in the courtrooms may lead to a resolution of the tense relationships between parturient and doctors and between Science and Justice.La gravidanza e la nascita rappresentano eventi biologici la cui esperienza è condizionata dalla cultura e dalla società nelle quali esse avvengono. Il proposito del presente contributo è quello di mettere in evidenza la necessità di un paradigm shift nella sorveglianza del benessere fetale intrapartum, al fine di sciogliere il duplice nodo gordiano, bioetico e medico-legale, che impedisce nei Paesi Industrializzati di vivere quelle emozioni archetipiche proprie della gioia che accompagna l’evento nascita. Nelle conclusioni si suggerisce che l’adozione di un consenso informato in sala parto e dei criteri di Daubert nelle aule di tribunali possa portare a una risoluzione dei rapporti di tensione tra partorienti e medici e tra Scienza e Giustizia.  

    Etica, diritto e dignità. Sul contributo di Manuel Atienza al biodiritto

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    In his work, Manuel Atienza considers the legal argument essential to legitimise decisions in a democratic society, avoiding both authoritarian formalism and the dissolution of law in morality. A key area of application is bioethics, where issues such as end of life and access to care involve fundamental values. Atienza criticises the rigidly legalistic approach, the moral prejudices and the political exploitation that complicate the debate more than the nature of the problems themselves. Instead he proposes bioethics as an argumentative dialogue, based on rational discussion and the collective construction of shared solutions. From this perspective, human dignity emerges as the founding principle of rights, guiding legal and ethical choices towards solutions that respect the plurality of values. This contribution explores his theory with particular attention to the role of dignity in legal and ethical discourse.Nella sua opera, Manuel Atienza considera l’argomentazione giuridica essenziale per legittimare le decisioni in una società democratica, evitando sia il formalismo autoritario sia la dissoluzione del diritto nella morale. Un ambito chiave di applicazione è la bioetica, dove temi come il fine vita e l’accesso alle cure coinvolgono valori fondamentali. Atienza critica l’approccio rigidamente legalistico, i pregiudizi morali e la strumentalizzazione politica, che complicano il dibattito più della natura stessa dei problemi. Propone invece una bioetica intesa come dialogo argomentativo, basato sul confronto razionale e la costruzione collettiva di soluzioni condivise. In questa prospettiva, la dignità umana emerge come principio fondante dei diritti, guidando le scelte giuridiche ed etiche verso soluzioni rispettose della pluralità di valori. Questo contributo esplora la sua teoria con particolare attenzione al ruolo della dignità nel discorso giuridico ed etico

    La privazione di libertà dello straniero irregolare. Le forme mutevoli di una libertà minore

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    The paper analyzes the evolution of the various measures with which, since the end of the last century, the irregular aliens has been deprived of their liberty: first with deprivation of liberty in criminal cases, then with administrative detention in Detention Centers for Repatriation and Hotspots. The text reconstructs the complex events that accompanied the development of this discipline on personal liberty for irregular aliens, seeking to highlight the reasons behind this development and its critical issues.Il lavoro analizza l’evoluzione delle diverse misure con cui, a partire dalla fine del secolo scorso, il legislatore è intervenuto sulla libertà dello straniero irregolare: prima con la privazione di libertà in sede penale, poi con la detenzione amministrativa nei Centri di permanenza per il rimpatrio e negli hotspot. Il testo ricostruisce le complesse vicende che hanno accompagnato lo sviluppo della disciplina ad hoc in tema di libertà personale per gli stranieri irregolari, cercando di mettere in luce le ragioni alla base di tale sviluppo e le sue criticit

    Balancing Innovation and Regulation: A Critical Look at the AI Act’s Research Exemptions

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