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L’intervento di medici ed infermieri nella Grande Guerra.
[email protected] al Convegno: “Pax in Bello … sempre dalla parte di chi soffre. Croce Rossa e Sanità Militare nella Grande Guerra”, organizzato dalla C.R.I. Comitato Provinciale di Campobasso, in collaborazione con l'Università degli Studi del Molise e la Regione Molise. Campobasso, 29 maggio 2015, Università degli Studi del Molise, Aula "Colozza"
Abuse of Correctional Measures or Discipline
L’Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina è una fattispecie delittuosa che attribuisce rilevanza penale ad un uso distorto del potere disciplinare posto in essere da soggetti che rivestono una posizione di autorità nei confronti della persona offesa del reato (si pensi alle relazioni familiari) o che sono a quest’ultima legati da rapporti di affidamento per ragioni, ad esempio, di educazione, istruzione, cura o vigilanza.
Il saggio descrive i requisiti strutturali del delitto, analizzandoli alla luce del dato normativo e del contributo interpretativo della giurisprudenza. Lo stesso, inoltre, tenta di porre in rilievo le problematiche applicative dell’ipotesi criminosa, esprime brevi riflessioni critiche e si conclude accennando ad auspicabili prospettive di riforma.This offense consists of a distorted use of disciplinary actions in the home, in schools and in institutions such as correctional facilities, or centres where people receive any type of care.
This essay examines the structural requirements of the offense and analyzes them based on law and jurisprudence.
This work also attempts to bring to light various problems and questions concerning the interpretation of this criminal code. It expresses critical reflections and conludes with recommendations for amending the criminal code
Monopolization laws of the United States and of the European Union: comparative legal and economic analysis
The primary mission of the essay is twofold: on the one hand, it intends to account of the complexity of the monopoly phenomenon, which is reflected in its regulation in the United States and in the European Union; on the other hand, it intends to display the close interaction among the market process, the judicial process, and the political process in the molding of the laws of monopolization. The colliding forces of fostering private enterprise, on the one hand, and of protecting the openness of the market and the competitive process to the benefit of both competitors and consumers, on the other hand, show the difficulties of making “good law” when it comes to monopoly.
The choice of comparing the American laws of monopoly of and the European laws of abuse of dominant position originates from the fact that the two systems can be regarded as models embodying the two most typically recognized legal families of comparative science, the Common Law family, as regards the United States, and the Civil Law family, as regards the European Union.
The two models are analyzed and compared from a functional perspective, whose common departing point is the situation in which a firm abuses its market power to eliminate competition on the market for a good or a service, to the detriment of both competitors and consumers.
Along with the claim that “law” is not merely statutory law, the inquiry into the legal models selected accounts of the different weight of the legislative formant, of the judicial formant and of the doctrinal formant on the question. The legislative formant is represented by Section 2 of the American Sherman Act and of article 102 of the Treaty on the Functioning of the European Union, which both consist of broad invitations to courts to develop a law of unilateral abusive practices of the firm; thus, the judicial formant plays a pivotal role in both systems, in a way that is more familiar with the Common law tradition, together with the doctrinal formant, in particular with the tenets of the Freiburg ordoliberal school, of the Chicago School of law and economics and of the Harvard structure-conduct-performance School.
Despite a rather similar impact of the three formants, the two models display sensibly different concerns in the regulation of the monopoly phenomenon, in turn a concern for efficiency and for the enhancement of consumer welfare as regards the US, and a concern for the fairness of transactions and for the fostering of the Internal Market as regards the EU. The differences between the two models can be recollected in two antipodal ways of intending capitalism, the individualist laissaz faire capitalism inspiring the American model, based on the idea that free market is the most powerful driver of development, and the altruist capitalism aiming to further a social market economy inspiring the European model, based on the balance between the stakes of private enterprise and the long-term needs of society as a whole.
The difficulty of achieving the social policy goals to which the two models are devoted also stems from the constraints of different processes impacting the monopoly phenomenon: the market process, and its laws of demand and supply, the judicial process, and the structural lack of expertise of courts to adjudicate complex economic questions, and the political process, and the majoritarian or minoritarian biases. Each of the three processes is not a standalone viaticum for the enhancement of consumer welfare, for the protection of fairness or for fostering of the internal. However, an account of the impact of the three processes can better reveal the variances inherent to the legal question at issue.L’obiettivo principale del lavoro è duplice: da un lato, esso intende partecipare la complessità del fenomeno del monopolio, che si riflette sulla disciplina dello stesso negli Stati Uniti e nell’Unione Europea; dall’altro, intende riflettere sull’interazione tra i processi di mercato, i processi giurisdizionali ed i processi politici nella formazione del diritto del monopolio.
Le opposte istanze rappresentate dalla necessità di promuovere l’intrapresa privata, da un lato, e dalla salvaguardia dell’accesso al mercato e del processo competitivo a vantaggio delle imprese concorrenti e dei consumatori, dall’altro, rivelano la difficoltà di plasmare un efficace diritto delle pratiche unilaterali dell’impresa.
La scelta di comparare la disciplina del monopolio negli Stati Uniti con la disciplina dell’abuso di posizione dominante nell’Unione Europea è giustificata dal fatto che i due sistemi sono rappresentativi dei due modelli di famiglia legale tradizionalmente più riconosciuti dalla sistematica giuridica comparata, il modello di Common Law, con riferimento agli Stati Uniti, e quello di Civil law, con riferimento all’Unione Europea.
I due modelli sono comparati in una prospettiva funzionale, il cui comune punto di partenza è la situazione in cui un’impresa abusa del suo potere di monopolio per eliminare la concorrenza sul mercato, a danno delle imprese concorrenti e dei consumatori. In linea con l’argomento per cui l’idea di “diritto” non è rappresentata meramente dal contributo positivo del legislatore, l’analisi dei modelli tiene conto del diverso impatto del formante legislativo, di quello giurisprudenziale e di quello dottrinale. Il formante legislativo è rappresentato dalla § 2 dello Sherman Act per il modello Statunitense e dall’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea per il modello Europeo, ambo costituenti, stante la loro genericità, ampie deleghe al giudice di sviluppare un diritto delle pratiche unilaterali abusive dell’impresa; pertanto, il formante giurisprudenziale svolge un ruolo basilare in entrambi i modelli, in una guisa più connaturata ai sistemi di Common Law, insieme al formante dottrinale, ed in particolar modo ai contributi della scuola ordoliberale di Friburgo, della Scuola di Chicago di diritto ed economia e della scuola di Harvard della struttura-condotta-prestazione.
A dispetto di un impatto dei tre formanti piuttosto simile sulle due discipline, i modelli spiegano rilevanti differenze per ciò che attiene agli obiettivi politici che si prefiggono, rappresentati dall’efficienza della transazione e dall’aumento del benessere dei consumatori nel modello americano, e dalla garanzia della correttezza dello scambio e dalla promozione del mercato interno nel modello Europeo. Le differenze dei due modelli sono ricomprese in due modi antitetici di concepire il capitalismo, il capitalismo individualista ispirato al laissaz faire caratterizzante il modello americano, la cui idea sostanziale è che il libero mercato sia il principale fattore di sviluppo di un sistema, ed il capitalismo altruista finalizzato al raggiungimento di un’economia sociale di mercato caratterizzante il modello Europeo, il cui scopo cardinale è conciliare le istanze dell’impresa privata con i bisogni a lungo termine della società.
Le difficoltà di raggiungere gli obiettivi politico-legislativi che i due modelli si propongono derivano, tra l’altro, dall’impatto di differenti processi sul fenomeno del monopolio, in particolare dei processi di mercato, obbedienti alle leggi della domanda e dell’offerta, del processo giurisdizionale, caratterizzato dalla strutturale inadeguatezza dei giudici a decidere di complesse questioni economiche, e dei processi politici, tradizionalmente contraddistinti da tendenze maggioritarie o minoritarie. Ciascuno dei tre processi isolatamente considerato non costituisce un viatico per favorire tali obiettivi. Tuttavia, la ricognizione dell’impatto dei tre processi può aiutare a comprendere meglio le molteplici variabili del fenomeno oggetto di studio.Dottorato di ricerca in Persona, impresa e lavoro: dal diritto interno a quello internazionale (XXVI ciclo
Individual dismissals in U.S. and in Italy: analysis and comparative remarks
Nel primo capitolo, l’elaborato approfondisce il sistema statunitense dei licenziamenti individuali, basato sulla regola dell’Employmet at-will. In applicazione di tale regola, il datore di lavoro - al pari del lavoratore - può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato in ogni momento, senza una giustificazione e senza un obbligo di preavviso.
Negli ultimi 50 anni, buona parte della dottrina statunitense (Blades, Summers, Perrit, Krueger; contra, invece, Epstein e Verkerke), anche in ragione delle pronunce giurisprudenziali in materia di licenziamento, ha supportato l’introduzione di una disciplina legislativa in materia di licenziamenti individuali, a livello statale come a livello federale.
Oltre ai casi di discriminazione, le common law Courts, hanno infatti eroso la regola dell’Eaw, riconoscendo l’illegittimità del licenziamento in caso di contrarietà a: 1. il principio di “public policy”; 2. la promessa implicita di stabilità del rapporto di lavoro; 3. i principi generali di buona fede e correttezza. In tali ipotesi, le Corti hanno spesso condannato il datore di lavoro alla reintegrazione del lavoratore ovvero ad un risarcimento del danno molto oneroso.
In tale scenario, il Montana è, ad oggi, l’unico Stato ad aver adottato una disciplina statale dei licenziamenti individuali.
Il secondo capitolo descrive il sistema italiano dei licenziamenti individuali, analizzando le limitate ipotesi di recesso ad nutum previste dalla legge e, dunque, la nuova formulazione dell’art. 18 Statuto dei lavoratori, ispirata ai principi di law and economics e finalizzata a ridurre i casi di reintegrazione del lavoratore.
Si propongono quindi tre profili di comparazione tra il sistema italiano e quello statunitense, vale a dire: a. il licenziamento discriminatorio e per motivo illecito determinante; b. buona fede e correttezza nel rapporto di lavoro, con particolare attenzione alla malattia del lavoratore; c. tutela del whistleblower.
Il terzo capitolo, infine, offre brevi conclusioni sul sistema statunitense e sul sistema italiano dei licenziamenti individuali.In the first chapter, the paper analyzes the U.S. system of individual dismissals, based on the Employment at-will rule. By applying this rule, the employer as the employee may terminate an indefinite term employment contract at any time, without justification and without notice.
Over the past 50 years, U.S. doctrine (i.e. Blades, Summers, Perrit, Krueger; contra see. Epstein and Verkerke), even due to the Court rulings in regard of dismissals, has however supported the introduction of a legislative framework about individual dismissals, adopted by state or federal legislation.
In addition to discrimination cases, the common law Courts tarnished the Eaw rule, by recognizing a dismissal as wrongful in case of contrast to: 1. the "public policy" 2. the implicit promise of the stability of an employment contract 3. the principles of good faith and fair dealing. In such cases, Courts have often sentenced the employer to reinstate the employee or to pay very expensive damages.
In the abobementioned scenario, only Montana adopted a state legislation about individual dismissals.
The second chapter describes the Italian system of individual dismissals, by analyzing the limited cases of “ad nutum” dismissal as provided by Law and, therefore, the new wording of art. 18 of the Workers’ Statute, inspired by the principles of law and economics and aimed at reducing cases of employee’s reinstatement.
Therefore, the paper proposes three profiles of comparison between Italian and U.S. system, such as: a. dismissal for discriminatory reason or for unlawful determinant reason; b. good faith and fair dealing in the employment relationship, with particular regard to the illness of the employee; c. whistleblower’s protection.
The third chapter provides some brief remarks on U.S. and Italian system of individual dismissals.Dottorato di ricerca in Persona, impresa e lavoro: dal diritto interno a quello internazionale (XXVI ciclo
Isolation, identification and tecnological characterization of Lactobacillus plantarum from traditional red southern Italian wines
Obiettivi: La fermentazione malolattica svolge un ruolo importante nella produzione dei vini soprattutto per quanto riguarda i rossi, infatti i suoi principali effetti sono stabilità da un punto di vista microbiologico, abbassamento dell’acidità del vino ed inoltre contribuisce ad un miglioramento del loro profilo aromatico . Al giorno d'oggi, l'uso di starter di batteri lattici per migliorare la qualità del vino è una pratica enologica molto diffusa. Tuttavia, l'induzione della fermentazione malolattica, mediante l'utilizzo di ceppi reperibili in commercio, non è sempre un gran successo. Diversi studi hanno dimostrato che la riuscita o meno della fermentazione malolattica dipende dal ceppo, ed è influenzato da diversi fattori, tra cui l'origine geografica e l'adattamento alle condizioni di vinificazione. Recentemente alcuni autori hanno evidenziato che la specie L. plantarum mostra un profilo enzimatico diverso rispetto ad altre specie di batteri lattici tanto che potrebbe svolgere un ruolo importante nella modifica del profilo aromatico dei vini. Pertanto, questo lavoro è stato finalizzato all'isolamento ,all'identificazione e alla caratterizzazione tecnologica di L. plantarum da vini rossi tradizionali dell’Italia Meridionale da poter utilizzare per la disacidificazione biologica dei vini.
Metodi e Risultati: I ceppi di L. plantarum sono stati isolati da ventitre tipologie di vino. I campioni di vino sono stati prelevati a fine fermentazione alcolica e durante la fermentazione malolattica, entrambe spontanee. Sui campioni di vino sono state fatte le diluizioni decimali seriali, utilizzando soluzione fisiologica sterile, ed inoculate in piastra utilizzando come terreno MRS agar. L'identificazione dei ceppi è stata effettuata prima attraverso la caratterizzazione fenotipica e dopo mediante PCR-DGGE, sequenziamento del gene che codifica per il 16S rRNA e mediante MALDI-TOF/TOF. I ceppi sono stati biotipizzati mediante analisi RAPD-PCR.
Dei ceppi isolati, cinquantotto di essi, appartenenti alla specie L. plantarum, sono stati inoculati in un vino sintetico per valutare la loro capacità di crescere e di svolgere la fermentazione malolattica.
Una correlazione positiva tra la performance dell'attività malolattica e la capacità di sviluppare e tollerare condizioni di stress è stato osservato in ben undici ceppi di L. plantarum selezionati.
Particolare attenzione è stata data anche ai composti fenolici infatti è stato studiato il potenziale effetto di un composto fenolico (malvin-3,5-diglucoside) sulla crescita dei ceppi di L. plantarum.
Altre importanti proprietà tecnologiche considerate per questo studio sono state, valutare la capacità dei ceppi nel produrre batteriocine, e la produzione di ammine biogene; questo è molto importante perché la loro presenza nel vino è sinonimo di perdita di qualità inoltre le ammine biogene possono essere tossiche per la salute umana.
La fase finale di questo lavoro è stato quello di valutare come gli undici ceppi di L. plantarum potevano influenzare le proprietà organolettiche dei vini. I batteri lattici possono possedere enzimi in grado di trasformare composti inodori in composti aromatici-attivi, per questo motivo è stata valutata la loro capacità nell’idrolizzare precursori aromatici glucosidici.
Significato e impatto dello studio: I risultati riportati sono utili per la selezione di colture starter di batteri lattici indigeni da utilizzare per la fermentazione malolattica dei vini, ricollegandoli il più possibile al territorio. Queste dovrebbero rappresentare la base per il miglioramento della qualità organolettica dei tipici vini rossi prodotti nell’Italia meridionale.Aims: Malolactic fermentation (MLF) plays an important role in the production of wine, especially red wines, resulting in microbial stability, deacidification, as well as contributing to the aroma profile. Nowadays, the use of lactic acid bacteria (LAB) strains as malolactic starter cultures to improve the wine quality is a common winemaking practice. However, the induction of malolactic fermentation by use of commercially available strains is not always successful. Several reports have shown that the success of MLF starters depends on strain and is influenced by several factors, including geographical origin and adaptation to the winemaking conditions of each wine. Recently some authors have evidenced that L. plantarum specie shows a more different enzymatic profile than others LAB species, which could play an important role in the modification of the wine aroma profile. Therefore, this work, was focused to the isolation, identification and technological characterization of L. plantarum from traditional red southern Italian wines that can be used in the biological deacidification of wines.
Methods and Results: L. plantarum strains were isolated from twenty-three type of red wines undergoing spontaneous MLF. Samples were taken at the end of alcoholic fermentation and during MLF. Wine samples were diluted in a sterile physiological solution and plated on MRS agar. Identification of L. plantarum strains was performed before through phenotypic characterization and after by PCR-DGGE (polymerase chain reaction-denaturing gradient gel electrophoresis) using specific primers, 16S rRNA gene sequencing and by MALDI TOF/TOF. Strains were further biotyped using RAPD-PCR (randomly amplified polymorphic DNA-polymerase chain reaction) analysis.
Then, 58 strains were inoculated in a synthetic wine like media to evaluate their capacity to grow and to perform MLF.
A positive correlation between the malolactic activity performance and the ability to develop and tolerate stress conditions was observed for eleven selected L. plantarum strains.
Special attention was given to phenolic compounds infact the potentially effect of a phenol compound (malvin-3,5-diglucoside) on the growth of L. plantarum strains was investigated.
Other important technological properties that were considered for this study were the assessment of the ability of the strains to produce bacteriocins, assessment to produce biogenic amines; this is very important because their presence in wine is considered as marker molecules of quality loss and . may have toxic effects on human health.
The final step of this work has been to evaluate as the eleven L. plantarum strains can affect the organoleptic properties of wines, infact LAB can produce enzymes that can transform neutral grape compounds into flavour-active compounds, for this reason was investigated their ability to hydrolyze glucosidic aroma precursors.
Significance and Impact of the Study: The results reported are useful for the selection of indigenous MLF starter cultures with desired oenological traits from typical regional wines. It should be the base for the improvement in organoleptic quality of typical red wine.Dottorato di ricerca in Biotecnologia degli alimenti (XXVI ciclo
Management of the local economically-relevant public services: a market to open up to competition
Incertezze e contraddizioni cicliche contraddistinguono il nostro ordinamento nello sviluppo della disciplina sui servizi pubblici locali e, in particolare, di quelli a rilevanza economica.
La grande attenzione al tema dei servizi pubblici locali è dipesa anche dall’incessante e non sempre coerente produzione normativa che nell’ultimo decennio ha contraddistinto il settore, tanto da dar luogo ad uno stato di riforma e di transizione permanente, nel quale, subito dopo l’adozione di un determinato intervento normativo, iniziava a maturare l’aspettativa di ulteriori interventi, rettificativi, integrativi, correttivi, quando non addirittura di contro- riforma o, comunque, di ridefinizione delle relative dinamiche temporali di entrata a regime, alimentando dunque il senso di incertezza in ordine alla chiarezza e stabilità del quadro giuridico di riferimento.
La legge 142/1990 ha definito i servizi pubblici come quei servizi che hanno per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali; definizione ripresa nel Testo unico sulle autonomie locali, d.lgs. 267/2000.
Il primo cambiamento, sul quale soffermarsi, riguarda la concezione stessa di servizio pubblico locale. Se, in passato l’aggettivo “pubblico” era riferito al soggetto che erogava il servizio ora l’elemento qualificante è l’oggetto, ossia il bisogno, della collettività residente su un determinato territorio, da soddisfare. Ciò conduce ad un ripensamento del ruolo dello Stato nella produzione dei servizi pubblici locali: se il focus è il bisogno, è necessario individuare il soggetto che ha le capacità di soddisfarlo al meglio, che può essere tanto pubblico che privato. Se la gestione monopolistica pubblica appartenente al passato ha prodotto inefficienze, e se la massima efficienza è raggiunta in regime di assoluta competizione, allora una possibile soluzione per garantire una risposta adeguata ai bisogni della collettività da soddisfare può essere rappresentata dall’introduzione di concorrenza.
Ulteriore, elemento di instabilità è stato introdotto a seguito della consultazione referendaria svoltasi nel giugno 2011 che ha finito per travolgere l’intero assetto normativo applicabile alla generalità dei servizi pubblici locali fondato sull’articolo 23-bis del decreto legge 112/2008. Da qui, dunque, l’esigenza di definire una nuova disciplina, dettata dall’articolo 4, del decreto legge 138/2011, convertito con modifiche, dalla legge 148/2011 a sua volta modificato ed
integrato, a più riprese tra la fine del 2011 ed il primo semestre del 2012. Anche questo regime, però, avrà vita breve perché proprio mentre sembrava in via di stabilizzazione è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale con sentenza 20 luglio 2012, n. 199, che ha dunque riaperto – ove mai questo fosse stato chiuso – il cantiere per l’adozione di una ennesima nuova disciplina dei servizi pubblici locali.
Obiettivo del presente contributo è dunque quello di ripercorrere l’evoluzione normativa in materia di servizi pubblici locali, partendo da una sistemazione concettuale del servizio pubblico e di servizio pubblico locale come species del primo; si è sviluppato il discorso prendendo in considerazione, cronologicamente, tutti i risultati a cui si è pervenuti negli anni, in considerazione del fatto che il settore dei servizi pubblici locali detiene un’importanza primaria nell’intero sistema economico di un paese, e di concentrare l’attenzione su alcuni dei profili di maggiore interesse che, nell’avvicendarsi e stratificarsi dei vari regimi normativi dell’ultimo decennio continuano a rappresentare delle questioni aperte e dei nodi cruciali della disciplina. Si procede poi alla ricerca e illustrazione delle modalità di introduzione di concorrenza più adeguate e opportune per i settori dei servizi pubblici locali.
Il lavoro si propone di affrontare la tematica dei servizi pubblici locali, soprattutto tenendo conto dei recenti fermenti riformistici, delineando le tappe che, nel lungo processo di creazione del servizio pubblico locale, sono servite per arricchire la materia di prospettive sempre nuove e provenienti da più istanze, non da ultima quella comunitaria. Si cercherà, poi, di individuare, partendo dagli ultimi interventi normativi e seguendo le indicazioni della più recente giurisprudenza costituzionale, alcune coordinate su cui delineare, in chiave prospettica, l’avvio di un percorso di effettiva stabilizzazione normativa e di riforma di questi importanti comparti economici.
Quindi, dopo un inquadramento sistematico della materia e della sua evoluzione si procede all’analisi degli effetti della pronuncia di incostituzionalità (sentenza n. 199/2012), evidenziando sotto quali profili si concretizza la perdita di concorrenzialità del sistema. In esito alla sentenza, 199/2012, gli Enti locali possono affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica o meglio di scelta del soggetto gestore e/o affidatario del servizio tramite tre modalità:
1. ricorso al mercato;
2. partenariato pubblico-privato istituzionalizzato (cosiddetto PPPI);
3. affidamento in house.
La prima è il modello della così detta evidenza pubblica, ossia della scelta del soggetto affidatario previa gara, rispettosa del regime comunitario di libera concorrenza.
La seconda è il fenomeno delle società miste (che a livello comunitario è conosciuto come quello del PPPI), il quale si realizza attraverso la cosiddetta gara a doppio oggetto (riguardante sia la qualità di socio che la gestione del servizio), in cui la società viene costituita per una specifica missione in base a una gara che ha ad oggetto la scelta del socio e l’affidamento della missione medesima.
La terza è il cosiddetto in house che consente l’affidamento diretto, senza previa gara, a un soggetto solo formalmente, e non sostanzialmente, diverso dall’ente affidante. Il che è consentito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’U.E. in presenza di tre condizioni: a) totale partecipazione pubblica; b) controllo analogo sulla società affidataria a quello che l’ente o gli enti affidanti esercitano sui propri servizi; c) realizzazione, da parte della società affidataria, della parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti che la controllano. Quindi ammissibilità dell’affidamento in house senza deroghe e senza eccezioni.
Nonostante la pronuncia di incostituzionalità, si cercherà anche di individuare spiragli per riproporre anche nel prossimo futuro accorgimenti pro concorrenziali ammissibili, per contemperare il forzato passo indietro imposto dall’esito referendario. In ultimo, il lavoro propone una comparazione tra il sistema italiano e quello spagnolo, sulla gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Sicuramente è stata persa un’occasione. Nonostante il vento favorevole, il nostro ordinamento rimane in balia dell’incertezza, perché, condizionato dall’instabilità politica e dalle sue degenerazioni populistiche, ancora una volta, non sa dove andare.Our code is marked by cyclical uncertainties and contradictions in developing the local public services regulation, especially that of the economically relevant ones.
The great attention for the local public services issue has depended on the unending and not always coherent production of regulations which has
marked the field so much over the last decade that it has given rise to such a permanent state of reformation and transition that, as soon as a normative amendment was adopted, you started to wait for further interventions drawn up to correct, adjust, integrate it, if not even aimed at a complete reversal of it or, at least, to a redefinition of its time lag to enter into force, therefore triggering a sense of uncertainty about the juridical framework’s clearness
and stability.
The 142/1990 law defined public services as those services which have as an object the production of goods and activities aimed at realizing social goals and promoting the economical and civil development of local communities; such a definition has been drawn on the Compendium Code for the local authorities, legislative decree 267/2000.
The first alteration to linger over is the concept itself of the local public
service. If in the past the adjective “public” referred to the subject supplying the service, now the qualifying element is the object, that is the needs of the collectivity residing in a determined territory to be fulfilled. This leads to a rethinking of the role of the State in the local public services production: if the focus is on the need, it is necessary to characterize the subject that has the capabilities to fulfill it properly, being it public or private.
If the monopolistic management of the past has produced inefficiencies and if the best efficiency is achieved through absolute competition, then a possible solution to guarantee a proper answer to the needs of the collectivity to satisfy can be the introduction of competition.
Another element of instability has was introduced after the referendum of June 2011 which ended up sweeping away the whole normative set up applicable to all public local services, based on the 23-bis article of the
Legislative Decree 112/2008. Hence the need for defining a new discipline, dictated by the 4th article of the Legislative Decree 138/2011, converted by alterations from the 148/2011 law, which was amended in turn and integrated many times between the end of 2001 and the first term of 2012. This amendment is going to be short-lived though becaus
uncanstitutianal by the Caurt an J uly 20"' 2012 just while being stabilized, which has therefare re-apened - if ever clased - the process far the adaptian af an umpteenth new discipline far the public lacal services.Dottorato di ricerca in Persona, impresa e lavoro: dal diritto interno a quello internazionale (XXVI ciclo
The determinants of abandoned M&As in the banking sector
The consolidation process that characterized the banking industry in the last decades has been widely analyzed, but very few studies have investigated what are the reasons why a number of announced deals were not concluded. We fill this gap in the literature analyzing the characteristics of abandoned M&A operations in a large sample that includes all the major domestic and cross-border deals in the banking sector announced worldwide between 1992 and 2010. The results show that hostile operations, deals of larger size and deals implying swaps of shares are less likely to be concluded. Controlling for size, cross-border operations are more likely to be successfully concluded, contrary to the expectation that the presence of strong cultural barriers and regulations, implicit and explicit, could determine a higher abandonment ratio. Finally, deals announced in countries with stronger supervisory authorities have a higher probability of failure.Caiazza Stefano: [email protected] Pozolo: [email protected]
Detection of the effects of water stress on woody plants
Climate change is increasing the chronic water scarcity in many world regions, and also in Mediterranean basin. Water is the most limiting resource for plant growth and development where the climate is characterized by high potential evaporation and low and highly variable rainfall during the growing season. Water deficit constraints all the physiological processes involved in photosynthesis. In addition, drought and heat have effects on plats secondary metabolism as the synthesis and the emission of volatile organic compounds (VOCs) that, on global scale, are able to influence the chemical and physical properties of the atmosphere. Therefore, in last years has become important to develop methods enabling the detection and the description of water relations and the physiological responses of plants experiencing water stress, that could allow the monitoring on large scale of the effects of an increasing drought condition on the vegetation.
In the present study phenotyping methods have been applied to monitor water relations, photosynthetic status and physiological responses in woody plants experiencing water stress. The aim of the study was to evaluate the reliability of remote sensing techniques, based on the passive analysis of spectral reflectance, to monitor the water status of plants and different functions that are affected by drought. Thereafter, a new application of these methods was tested for the detection of the indirect estimation of foliar isoprenoid emissions, in order to sense them remotely. In addition, the relationships and the interactions of chemical and hydraulic signals from root to leaves and the emission of VOCs were investigated in a partial root zone drought experiment on Populus nigra saplings.I cambiamenti climatici in corso stanno aumentando la cronica scarsità di acqua in molte regioni del mondo, come anche nel bacino del Mediterraneo. L'acqua è la principale risorsa limitante per la crescita e lo sviluppo delle piante, in aree in cui il clima è caratterizzato da un elevato potenziale di evaporazione e precipitazioni scarse e molto variabili nel corso delle stagioni vegetative. Il deficit idrico vincola tutti i processi fisiologici coinvolti nella fotosintesi. Inoltre, la siccità e la temperatura hanno anche effetti sul metabolismo secondario delle piante, come la sintesi e l’emissione di composti organici volatili (VOC) che, su scala globale, sono in grado di influenzare le proprietà fisiche e chimiche dell'atmosfera. Pertanto, negli ultimi anni è diventato di rilevante importanza sviluppare metodi che consentano l'individuazione e la descrizione delle relazioni idriche e le risposte fisiologiche delle piante sottoposte a stress idrico, che potrebbero consentire il monitoraggio su larga scala degli effetti della condizione crescente di scarsa disponibilità idrica sulla vegetazione.
Nel presente studio sono stati applicati metodi di fenotipizzazione per monitorare le relazioni idriche, lo stato della fotosintesi e le risposte fisiologiche di piante legnose sottoposte a stress idrico. Lo scopo dello studio è stato di valutare l'applicabilità di tecniche di telerilevamento, basate sull'analisi passiva della riflettanza spettrale, per monitorare lo stato idrico e le diverse funzioni di piante legnose sottoposte a siccità. Successivamente, una nuova applicazione di questi metodi è stato impiegata per la stima indiretta delle emissioni fogliari di isoprenoidi, al fine di consentirne il rilevamento da remoto. Inoltre sono stati studiati, in un esperimento in condizione di parziale siccità della zona radicale in piante in vaso di Populus nigra, i rapporti e le interazioni esistenti tra i segnali chimici e idraulici dalle radici alle foglie e l'emissione di VOC.Dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie biologiche ed ambientali (XXVI ciclo
The sustainability of rural diversification into tourism: a study in the Italian regions of the «convergence» objective
This paper deals with the issue of the sustainability of policies of agricultural diversification towards tourism which is emphasised in the programmes of rural development in many agricultural regions, like those of the “convergence objective” on which the analysis concentrated. In the paper it is pointed out that the way the regional authorities incentivate or assist farms to diversify into tourism could have implications for sustainability, examined in this study thorough the presence of five indicators. The weight of these per region, obtained from the combination of structural variables (number of accommodation facilities and of beds) and of flows (arrivals and presences) registered in farm tourism, was estimated by applying Index Decomposition Analysis (IDA) to the variation in presences recorded in the period 2002-2011. By introducing the institutional aspect of the sustainability of rural development processes, the paper also identifies “integrated rural tourism” as the most effective model of tourism diversification for farms, since this brings the focus back onto the local food producing system
A new family of nonexchangeable copulas for positive dependence
This note contributes to the development of the theory of stochastic dependence by employing the general concept of copula. In particular, it deals with the construction of a new family of non-exchangeable copulas characterizing the multivariate total positivity of order 2 (MTP2) [email protected]@unimol.i