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The calculation of insurance premium for catastrophic events
Tra i problemi che pone la Matematica Attuariale ha un rilievo non indifferente la questione del calcolo del premio, ovvero il prezzo da far pagare all’assicurato per garantirgli la copertura assicurativa. Nella presente tesi si esaminano i più moderni principi di calcolo del premio per le assicurazioni danni, in particolare si considerano i rischi catastrofali e si utilizza come modello per il rischio “il danno cumulato” ovvero la variabile casuale S=X1+X2+…..+XN, con Xi≥0 variabili casuali non negative e caratterizzate da code piatte e spesse ovvero fat e thin tailed, indipendenti e identicamente distribuite e la variabile casuale N, numero dei sinistri, indipendenti dalle Xi.
Ciò premesso, la tesi è articolata come segue: nel Capitolo 1 si esaminano i principali principi di calcolo del premio, tra i quali il premio di Wang e di Esscher; si esaminano, inoltre, alcune proprietà desiderabili per tali principi. E’ inoltre effettuata l’applicazione di una trasformata di tipo comonotona e di tipo esponenzial tilting ai principi di calcolo del premio di Wang ed Esscher, mostrando che i risultati verificano per i predetti principi talune fondamentali proprietà del calcolo del premio.
Nel Capitolo 2 si studia l’assicurabilità dei rischi catastrofali, in particolare del rischio terremoto, focalizzando l’attenzione sulla sismicità in Italia. Si stima, inoltre, un premio assicurativo applicando il principio di calcolo del premio proposto da Wang alle le frequenze dei terremoti avvenuti in Italia e dintorni in un ampio intervallo temporale (217 a.C.–2002).
Nel Capitolo 3 infine si esamina la gestione alternativa degli eventi catastrofali, intesa come insieme di soluzioni alternative all’assicurazione tradizionale. Tra tali soluzioni si distinguono le operazioni di securitization, cioè cartolarizzazione di rischi assicurativi ed i cosiddetti catastrophe bonds (Cat bonds), innovativi strumenti finanziari che hanno un ruolo importante nel finanziamento di mega-catastrofi ed altri tipi di perdite. Ciò in quanto il bisogno di assicurazione da sinistri catastrofali è in continua crescita, a causa di molteplici fattori: aumento della densità della popolazione, maggiore concentrazione di valori nelle zone a rischio ed aumento del numero delle catastrofi naturali. Oltre tutto il settore riassicurativo si trova regolarmente a dover far fronte a limiti di capacità per determinate esposizioni catastrofali. E’ bene precisare che tali prodotti finanziari non sostituiscono la riassicurazione, ma la affiancano, per una migliore gestione dei sinistri catastrofali.One of the most relevant problems in actuarial mathematics is the question of calculating the premium, i.e the price to be paid to insurance companies to provide coverage insurance. In this thesis we examine the most modern premium calculation principles, in order to consider the catastrophic risks. We will use as a model for the risk the cumulative claim: S = X1 + X2 +...+ XN, where Xi are nonnegative random variable characterized by flat and thick tails and thin or fat tailed, independent and identically distributed and the random variable N represents the number of claims, independent of Xi.
Accordingly, the thesis is structured as follows: in Chapter 1 we will examine main premium calculation, including Wang principle and Esscher principle. We will also examine some desirable properties of these principles and after we will produce an application of a transformation of comonotonic and exponential tilting to the principles of Wang and Esscher premium calculation, showing how the results occur some fundamental calculation premium properties.
In Chapter 2 we will study the insurability of catastrophe risks, including earthquake risk, focusing on seismicity problem in Italy. We will estimate moreover an insurance premium by applying the Wang calculation principle at frequencies of Italian earthquakes in a large time interval (217 BC-2002).
Finally, in Chapter 3 we will examine the alternative management of catastrophic events, i.e a set of alternative risk transfer instead of traditional insurance. Among these solutions, we will focus on securitization transactions, i.e. the securitization of insurance risks, particularly on Catastrophe Bonds (Cat Bonds) CAT bonds are innovative financial instruments that have an important role in the financing of mega-catastrophes and other losses. One of the reason of wide use of these financial solutions is the increasing need of insurance for catastrophic risks, due to several factors: increased population density, greater concentration of valuables in small areas, finally the increasing number of natural disasters. Moreover, financial resourses of insurance companies regularly faced with severe capacity limits for catastrophic exposures. It should be underlined that these financial products are not a substitute for reinsurance, but they are complementary, for a better management of catastrophic events.Dottorato di ricerca in Teoria e metodi Quantitativi per l'Analisi dello Sviluppo (XX ciclo
Antiproliferative activity and oxydative stress in prostate cancer cells (PC3) after treatment with alpha-tocopherol and naringenin
I flavonoidi sono un gruppo di composti polifenolici che si trovano nella piante e che giocano un ruolo importante in molti processi fisiologici. Tali composti hanno infatti un notevole spettro di attività biologiche tra cui proprietà antiallergiche, antinfiammatorie, antiossidanti e anticarcinogeniche. Numerosi studi sia in vivo che in vitro dimostrano un ruolo importante dei flavonoidi nella prevenzione e nella cura del cancro. Tali proprietà antitumorali e pro-apoptotiche sono generalmente attribuite alla loro capacità di agire come antiossidanti, ovvero di fungere da scavengers dei ROS intracellulari.
La naringenina è un flavonoide che possiede benefici effetti sulla salute umana; è infatti un antiossidante, un antiinfiammatorio, promuove il metabolismo glucidico e modula la risposta del sistema immunitario. È il principale flavonoide (sottogruppo dei flavanoni) presenti nelle arance. Sfortunatamente questo flavonoide è difficilmente assorbibile da parte della mucosa intestinale (nel migliore dei casi il suo up-take non supera il 15%).
I tocoferoli sono una classe di composti chimici che mostrano un’attività simile alla vitamina E. Poiché tale attività come vitamina fu identificata per la prima volta nel 1936 come fattore stimolante la fertilità nei ratti, è stato dato appunto il nome di tocoferolo (dal greco “τόκος” [nascita], and “φέρειν”, [portare]). Altri composti che mostrano attività vitamina E-simile sono detti tocotrienoli. I tocoferoli e i tocotrienoli sono antiossidanti apolari (solubili in olio) che mostrano numerose funzioni nel corpo umano.
Lo scopo di questo studio è stato quello di indagare il ruolo della naringenina e dell’α-tocoferolo come molecole potenzialmente antineoplastiche. Inoltre è stato studiato anche il loro possibile ruolo nell’induzione del differenziamento, dell’apoptosi e nel bloccare il processo metastatico.
L’effetto della naringenina (10μM) e dell’α-tocoferolo (100μM) è stato saggiato sulla proliferazione di cellule di carcinoma prostatco umano PC-3. I trattamenti con le due molecole per 24, 48 e 72 ore ha notevolmente ridotto la crescita, rispetto al controllo, delle cellule PC-3. Stabilito il ruolo antiproliferativo della naringenina e dell’α-tocoferolo, si è andati a valutare la loro capacità di influenzare un'altra caratteristica delle cellule tumorali, ovvero, il processo metastatico. Prima di tutto, mediante un saggio di migrazione in vitro, si è visto che le due molecole sono in grado di ridurre la capacità di migrazione delle PC-3. Un saggio di invasione in vitro utilizzando le camere di Boyden e Matrigel è stato effettuato per valutare le possibili proprietà anti invasive delle nostre molecole. Dall’analisi dei filtri impiegati per l’esperimento (mediante analisi computerizzata) è stato visto che la naringenina e l’α-tocoferolo sono in grado di ridurre sensibilmente l’invasione (soprattutto a seguito del trattamento combinato delle due molecole in esame).
Per quantificare i livelli di metallorpoteasi (MMPs) secrete è stata effettuata una zimografia. Dall’analisi densitometrica delle bande del gel si è osservata una diminuzione dell’attività della MMP-9 (ma non della MMP-2).
Il passo successivo è stato quello di verificare se la capacità antiproliferativa di queste molecole fosse associata all’induzione del differenziamento cellulare. Per questo si è analizzata l’attività dell’enzima tansglutaminasi (TGase, E.C. 2.3.2.13) come marker del differenziamento cellulare. La naringenina l’α-tocoferolo assieme sono in grado di aumentare l’attività di questo enzima.
Inoltre per indagare un possibile ruolo dell’apoptosi nella riduzione della crescita delle PC-3 a seguito dei trattamenti, si è misurata la quantità di DNA frammentato mediante citofluorimetria a seguito di colorazione dei nuclei con lo ioduro di propidio. La percentuale di cellule che si trovano nel picco sub G0/G1 (cellule apoptotiche) aumenta a seguito dei trattamenti (soprattutto a seguito del trattamento combinato). Questi dati sono stati confermati analizzando la morte cellulare programmata con l’APOAC kit. Inoltre si è osservato che in questa induzione dekll’apoptosi potrebbero giocare un ruolo importante p16 e p21, i cui livelli sono stati analizzati mediante tecnica Western Blot. La proteina p16 (proapoptotica) aumenta, mentre p21 (antiapoptotica) diminuisce in cellule PC-3 trattate con naringenina e tocoferolo, confermando l’ipotesi che queste due proteine siano coinvolte nell’induzione dell’apoptosi.
Inoltre è stato studiato l’effetto del trattamento con alfa-tocoferolo e naringenina sulle cellule in coltura per quanto riguarda i seguenti enzimi: Catalasi, Sod totale, GPx GR, GST . Altri saggi hanno riguardato lo studio dei T-BARS e del glutatione totale.Flavonoids are a group of polyphenolic compounds occurring in plants, where they play a role in many physiological process. They possess a remarkable spectrum of biological activities, including antiallergic, antiinflammatory, antioxidant, antimutagenic and anticarcinogenic properties. Compelling data from in vivo and in vitro studies, epidemiological investigations and human clinical trials have evidenced the important role of flavonoids in cancer chemoprevention and therapy. The chemopreventive properties of flavonoids are generally believed to reflect their ability to scavenge endogenous ROS. However their antioxidant action may be an mechanism dealing with the anticancer and apoptosis-inducing properties, as ROS can mediate apoptotic DNA fragmentation.
Naringenin is a flavonoid that is considered to have a bioactive effect on human health as antioxidant, free radical scavenger, anti-inflammatory, carbohydrate metabolism promoter, and immune system modulator. It is the predominant flavanone in grapefruit. Unfortunately, this bioflavonoid is difficult to absorb on oral ingestion. In the best case scenario, only 15% of ingested naringenin will get absorbed in the human gastrointestinal tract.
Tocopherols are a class of chemical compounds of which many have vitamin E activity. It is a series of organic compounds consisting of various methylated phenols. Because the vitamin activity was first identified in 1936 from a dietary fertility factor in rats, it was given the name "tocopherol" from the Greek words “τόκος” [birth], and “φέρειν”, [to bear or carry] meaning in sum "to carry a pregnancy," with the ending "-ol" signifying its status as a chemical alcohol. Tocotrienols, which are related compounds, may also have vitamin E activity. All of these various derivatives with vitamin activity may correctly be referred to as "vitamin E." Tocopherols and tocotrienols are fat-soluble antioxidants but also seem to have many other functions in the body.
The aim of this study was to highlight the role of naringenina and α-tocopherol as potential chemopreventive and chemotherapic molecules. Moreover, the possible induction of tumor cell differentiation and antimetastaticity have been investigated.
The effects of naringen (10μM) and tocopherol (100μM) on proliferation rate of PC-3, human prostate cancer cells, was investigated. Treatments with the two molecules were carried out for 24, 48 and 72 hours and cell growth decreased after treatment, with respect to the control. Established the anti-proliferative role of naringenina and tocopherol, the possible effect of these molecules on another characteristic process of cancer cells, the metastatic process, was studied. First of all, the action on cell migration was evaluated. The migration ability of treated cells remarkably decreased.
The in vitro invasion assay, using Boyden Chamber and Matrigel, was performed to highlight the modulation of antimetastatic properties of cancerous cells by naringenina and vitamin E. Porous filters employed in this experiment were analysed by a computer-assisted image analysis method: the invasive power of treated cells was reduced, with respect to the control (in particular after combined treatment).
For the quantification of secretory metalloproteinase (MMPs) levels, we performed a zymographic technique. Densitometric analysis of gel spots showed, with respect to the control, a decrease of MMP-9 activity. On the contrary, MMP-2 activity was not influenced by the treatment with the same molecules.
The next step was to verify if the anti-proliferative capacity of these molecules could be associated to the induction of cell differentiation; we have analysed the in vivo activity of transglutaminase (TGase, E.C. 2.3.2.13), marker of terminal differentiation. TGase increased its activity, with respect to the control.
Additionally to elucidate the mode of inhibition of PC-3 cell growth by naringenina and α-tocopherol, we measured DNA content using flow cytometry after propidium iodide staining of nuclei. The proportion of subG0/G1 cell population was change after drugs exposure (in particular after combined treatments). To further confirm this result, we analyzed apoptotic cell death using APOAC apoptosis detection kit.
To elucidate an effect of these molecules on p16 expression and its relation to p21, western blot analyses was performed on PC-3 cells. Increases in the levels of p16 protein in PC-3 after combined treatment occurred. The reduced expression of p21 was also observed. These results indicate that together with p21, p16 protein may play an important role for apoptosis response to naringenin and tocopherol combined treatment.
Furthermore, it was investigated the effects of alpha-tocopherol and naringenin on antioxidant enzymes of PC3 cell line: catalase, total SOD, GPx, GR, Glyoxalase I and II, GST as well as on the concentration of total glutathione and lipid peroxide (T-BARS).
T-BARS, GST, Glyoxalase I, GR, SOD are biomarkers of oxidative stress for naringenin. GPx is a biomarker of oxidative stress for tocopherol.Dottorato di ricerca in Biochimica e Chimica Applicate (XXI ciclo
Protection of default and anticipatory processual instruments
La situazione attuale in cui versa la giustizia italiana risente dei tempi molto lunghi di definizione delle controversie. Il risvolto di una tale situazione è il sempre minore grado di effettività della tutela.
Con il lavoro svolto si è cercato di tracciare un percorso relativo all’individuazione degli strumenti rinvenibili nell’ordinamento attuale tramite i quali dare una risposta più celere a chi ricorra all’Autorità Giudiziaria per la tutela di un proprio diritto.
Si è analizzato, allora, nelle linee generali, il concetto di tutela anticipatoria per poi, nello specifico, occuparsi dei problemi relativi all’inadempimento delle obbligazioni e degli istituti cui il creditore insoddisfatto possa ricorrere per ottenere l’adempimento coatto di essa.
Si è trattato, così, delle ordinanze anticipatorie, del rito monitorio nonché dei provvedimenti cautelari anticipatori.
Oggetto di studio è stato anche il nuovo art. 614 bis c.p.c relativamente all’introduzione delle misure coercitive per obblighi non coercibili.
Nel corso del lavoro è stato, poi, introdotto il nuovo rito sommario di cognizione a cui si è volta l’attenzione quale strumento generale di anticipazione della tutela.
Lo studio del procedimento è stato affiancato all’indagine sui risvolti applicativi di un istituto in parte similare, utilizzato nella procedura civile statunitense: il c.d. summary judgments, di cui alla Rule 56 delle Federal Law of Civil Procedure.
Se ne è dedotta la necessità di promuovere l’utilizzo di procedimenti volti a disincentivare il ricorso al giudizio ordinario in favore di forme di tutela accelerate, in grado di conferire un più alto grado di effettività alla tutela giurisdizionale.The current situation about the Italian justice suffers of a very long time to define a trial.
The implications of this situation is an always lower degree of effectiveness of protection.
With the work we have tried to draw a path on the identification tools into current detectable by which to respond faster to whom recourse to the judiciary to protect its own right.
It is analyzed then, in general, the concept of anticipatory protection then, specifically studied all the questions about the problems for the dissatisfied creditor. The interest was about the anticipatory processual instruments that he can use for him protection.
So, the research was about the italian “ordinanze anticipatorie” , “rito monitorio” and “misure cautelari”. After another institute was analyzed: it was the “art. 614 bis c.p.c.” about the possibility to obtain, with the coercion, the utility that the creditor has to have to protect its own right.
While the investigation was carried out another instruments was governed by italian law: the new italian summary judgment, a general tool for a speedy trial.
The study of this procedure was done with the investigation about a similar USA insitute: the american summary judgment, in the Rule 56 of Federal Law of Civil Procedure.
It was concluded the need to promote the use of a procedure to discourage the use of the ordinary proceedings in favor of accelerated of protection, which give a higer degree of effective judicial protection.Dottorato di ricerca in L'obbligazione e il rapporto giuridico e la loro tutela processuale (XXII ciclo
Res iudicata between past and future: formation mechanism and instruments for removal of the "final decision"
La Tesi è il frutto dello studio dei maggiori contributi nazionali sul tema approfondito e contiene numerosi spunti personali dell’autore sugli argomenti trattati e sulle problematiche attuali di ciascuno di essi, caratterizzandosi per la particolare originalità delle soluzioni proposte.
Una prima parte del lavoro è dedicata all’approfondimento della nozione di giudicato penale e dei concetti di teoria generale sul giudicato e sulla sua efficacia nella evoluzione storica; l’analisi passa poi all’individuazione del giudicato penale nel codice del 1988, dei riflessi costituzionali e sovranazionali sulla disciplina del giudicato penale ed il doppio grado di giudizio sul merito, nonché della irrevocabilità della decisione, l’inammissibilità del gravame ed il proscioglimento dell’imputato.
La seconda sezione della tesi approfondisce, con dovizia di particolari, il tema della individuazione della latitudine del ne bis in idem. Viene poi analizzata la questione della identità soggettiva quale elemento costitutivo del divieto di doppio giudizio, per passare all’altrettanto fondamentale aspetto della medesimezza del fatto quale oggetto della preclusione giudiziale e l’operatività di questa nelle ipotesi di plurima rilevanza penale del fatto giudicato.
Sempre nella corposa seconda parte del lavoro si ritrovano il temi delle conseguenze del mancato rispetto del divieto di doppio giudizio, quello della c.d. sanatoria del giudicato penale e delle relative eccezioni, e quello della ammissibilità del giudicato parziale o progressivo. La sezione si conclude con lo studio delle influenze dell’effetto estensivo dell’impugnazione proposta da altro imputato sulla formazione del giudicato penale e con dei cenni sia sui rapporti tra giudicato, giurisdizioni extrapenali ed efficacia ultrapenale del giudicato penale, sia sul ne bis in idem sovranazionale.
La terza parte della tesi che studia gli strumenti codicistici di rimozione del giudicato penale. Ampi spazi sono dedicati al ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. (ed ai profili procedimentali dell’istituto), alla revisione del giudicato penale ed, infine, all’incidente di esecuzione ai sensi dell’art. 670 c.p.p.
La parte quarta conclusiva del lavoro affronta nell’incipit il rapporto tra la Convenzione europea, le decisioni della Corte europea e l’Ordinamento italiano. Si passa poi all’analisi di due casi studio analizzando le decisioni interne pertinenti.
In particolare il lavoro esamina la posizione della Corte di Cassazione italiana sull’affaire Dorigo, passando poi alla verifica dell’incidente di esecuzione quale rimedio esperibile in casi analoghi e relativa conseguenze pratiche. Si studia quindi la ritenuta mancanza di profili di illegittimità costituzionale della disciplina italiana.
La tesi passa poi ad analizzare il caso Drassich, l’intervento della Cassazione e la correttezza della scelta dello strumento processuale di cui all’art. 625-bis c.p.p.
La parte finale dell’elaborato apre scenari sulla considerazioni possibili, anche alla luce degli spunti legislativi, per rassegnare, infine, brevi ed originali conclusioni.To write the thesis have read the works of authors who have written on this subject; we then studied all the Court's most important Italian and European.
Thesis, however, is an original work for the proposed solutions.
The first part of the paper examines the traditional concept of res judicata, we then move on to the study of matter in the Criminal Procedure Code in force in Italy.
The second part of the thesis analyzes the concept of ne bis in idem, and all the consequences of the passage in res judicata of the trial story.
The third part of the thesis looks at the tools for removal of the res judicata under the Italian Criminal Procedure Code, we study the art. 630 c.p.p., art. 625bis c.p.p. and art. 670 c.p.p.
The fourth part of the final paper addresses the relationship between the European Convention, decisions of the European Court and the Italian law. We then move to the analysis of two case studies (affaire Dorigo and affaire Drassich).
The final section opens the elaborate scenarios on possible considerations, in light of legislative ideas, to resign, finally, short and original conclusions.Dottorato di ricerca in Politiche penali dell'Unione Europea (XXII Ciclo
Unborn child's rights into Italian legal system, foreign experiences and supranational rules
La posizione del concepito nell’ordinamento moderno italiano si caratterizza per un’evidente ‘discrepanza’ esistente tra l’aspetto patrimoniale (previsto nel codice civile), rispetto a quello personale del concepito (in particolare sotto l’aspetto della tutela della vita prenatale).
La dottrina italiana ha assunto posizioni diverse sul punto: per alcuni, il concepito acquisirebbe, in base alla capacità giuridica anticipata, fin dall’inizio, i diritti attribuitigli ex lege, sottoposti pertanto a condizione risolutiva.
Invece, per altri, sarebbe preferibile parlare di aspettativa di diritto.
Infine, alcuni autori propendono per la mera fattispecie a formazione progressiva, di cui la nascita costituirebbe un coelemento di efficacia.
La giurisprudenza italiana, invece, ha sempre negato il riconoscimento di qualsiasi capacità giuridica al nascituro, concepito o meno, facendo leva sull’esegesi dell’art. 1, comma 2o del codice civile (per cui la capacità giuridica del concepito sarebbe a lui attribuibile, solo al verificarsi dell’evento della sua nascita).
Attraverso un’accurata analisi comparativa della normativa di alcuni paesi UE (Francia, Germania, Gran Bretagna), degli Stati Uniti e dell’ordinamento islamico, si è potuto evidenziare che i diversi ordinamenti siano concordi sul fatto che la capacità giuridica si acquisisca al momento della nascita, per quel che concerne le situazioni soggettive di natura patrimoniale.
Attualmente l’ordinamento positivo tutela il concepito esclusivamente verso la nascita, dato che non risulta configurabile un “diritto a nascere” e a “nascere se non sano”, in quanto ci si troverebbe di fronte a un diritto adespota.
Non solo, in base al combinato disposto di cui agli artt. 4 e 6 della Legge n. 194/1978 sull’interruzione volontaria della gravidanza, pur essendo la vita del nascituro il bene giuridico tutelato dalla legge (art.1), esso si scontra con il diritto all’autodeterminazione della madre.
Comunque, dalla comparazione tra gli ordinamenti giuridici stranieri e la normativa italiana,con riferimento alla tutela risarcitoria per le lesioni subite dal nascituro nel caso di illeciti ex contractu o ex delicto, avvenuti nel periodo prenatale, si nota un’evoluzione giurisprudenziale che riconosce a favore dello stesso delle aspettative che, con la nascita, si attuerebbero in diritti (c.d. danno da nascita indesiderata).
Passando all’esame degli strumenti internazionali di tutela del nascituro, bisogna rilevare che essi, pur contendo nelle loro proclamazioni il diritto alla vita, tuttavia non contengano alcun riferimento alla vita del concepito, fatta eccezione per l’art. 4 della Convenzione interamericana sui diritti umani che lo riconosce esplicitamente.
In generale, si può affermare che gli atti internazionali a tutela dei diritti dell’uomo riconoscano il diritto alla vita venga come diritto umano essenziale, ma la sua attuazione pratica evidenzi i problemi sussistenti in tale materia.
Concludendo, per ciò che concerne l’esame dei leading cases di cui la Corte Europea dei diritti dell’uomo si è occupata con riferimento al diritto alla vita del concepito, ex art. 2 della CEDU, essa ha dimostrato di voler eludere lo spinoso problema riguardante la determinazione dell’inizio della vita umana, lasciando ancora aperti numerosi interrogativi e ponendosi nei confronti della comunità internazionale, con un atteggiamento anacronistico, non rispettoso del continuo progresso della ricerca biotecnologica.The position of the unborn child in Italian judicial system is characterized by an obvious 'gap' between the property side (provided in the Civil Code), compared to personal side of the unborn child (in particular under protecting prenatal life).
The Italian doctrine has taken different positions on this point: for some, the unborn child would acquire the rights conferred by law, on the basis of brought forward legal capacity, from beginning, therefore rights subject to resolutory condition.
Instead, for others, it would be preferable to talk about expectation of law.
Finally, some authors argue for a mere case in progressive forming, whose birth would be an effectiveness co-elemento.
The Italian case law, however, has always refused to recognize any legal status to the unborn child, conceived or not, relying on the exegesis of article 1, second paragraph of the Civil Code (for which legal capacity of the unborn would be attributed to him, only to the happen of his birth).
Through a careful comparative analysis of the legislation of some EU countries (France, Germany, Great Britain), of United States and Islamic law, has been able to show that different jurisdictions have agreed that legal capacity is acquired at birth, as regards the subjective property legal situations.
At present the positive sistem protects unborn child only to the birth, since it’s not configurable as a "right to be born" and to "be born if not healthy," because we would be faced with an anonymous right.
Not only that, under article 4 to be considered in conjunction with article 6 of Law No. 194/1978 on voluntary termination of pregnancy, although the life of the unborn child is the legal thingh protected by law (art. 1), it collides with the right to self-determination of the mother.
However, by comparison between foreign legal systems and the Italian law, in relation to compensatory protection for injuries suffered by the unborn child in case of civils wrong or crimes, which occurred in the pre-natal period, there is an evolution of case law that recognizes for the same expectations that, with birth, takes place in rights (so-called wrongful birth damage).
Considering international instruments that protect unborn, should be noted that, although they account in their proclamations the right to life, however there is no reference to life of the unborn child, with the exception of of art. 4 of the Inter-American Convention on Human Rights that recognizes it explicitly.
In general, it can be said that international instruments for the protection of human rights recognize the right to life like an essential human right itself, but its practical implementation pose problems that persist in this issue.
In conclusion, for what concerns exam of the leading cases in the European Court of Human Rights that has dealt with regarding the right to life of the unborn child, art. 2 of the ECHR, it has shown to want elude the spinate problem concerning the determination ot beginning of human life, leaving many questions still open and placing itself towards international community, with an anachronistic attitude, disrespectful of continuous of biotechnology research.Dottorato di ricerca in Promozione e tutela dei diritti dell'infanzia (XXI ciclo
DHA and thermal degradation product: isolation, spectroscopic characterization and stereodinamic studies
La comparsa di un nuovo medicinale in farmacia è l’ultimo atto di un processo che richiede molti anni di ricerche e che vede protagonisti diversi attori: i ricercatori, le università, i centri clinico-ospedalieri, le aziende farmaceutiche, le autorità sanitarie, i medici e i pazienti. Dire con esattezza quando nasce un farmaco è difficile, in realtà un farmaco comincia potenzialmente a esistere quando si è verificata la sua attività farmacologica, cioè quando si comincia a indagare a quali dosi si manifestano gli effetti sugli organismi viventi.
La ricerca farmacologica è standardizzata a livello internazionale: le procedure sono comuni a tutti i Paesi e una molecola, prima di diventare farmaco, deve passare attraverso tre fasi di indagine, a cui fa seguito una quarta fase, non compresa nei 12 anni citati prima: quella successiva alla commercializzazione, che ha la funzione di mettere in luce eventuali effetti collaterali rari.
L’attivita’ svolta durante il triennio di dottorato ha riguardato uno studio sistematico dei metodi analitici da impiegare nell’analisi di una molecola, principio attivo di un farmaco ad attivita’ antimalarica, che ha superato le prime fasi di sviluppo ed e’ in attesa dell’immissione sul mercato. Questa molecola e’ la diidroartemisinina (DHA).
La malaria colpisce, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, World Health Organization), almeno 300 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo, con oltre il 90% dei casi in Africa e zone di epidemia malarica diffuse nel Sud-Est asiatico. Attualmente circa 2 milioni di persone sono a rischio e l’incidenza di questa patologia è in drammatico aumento.
La malattia è provocata dall’infezione di un parassita (Plasmodium) che avviene attraverso la puntura della zanzara femmina del genere Anopheles. Quattro diverse specie di Plasmodium possono infettare l’uomo: P. ovale, P. malariae, P. vivax, P. falciparum e tra queste l’ultima rappresenta la forma più aggressiva del parassita. La comparsa di resistenza dei vari tipi di Plasmodium (soprattutto P. vivax e P. falciparum, responsabili di complicazioni a livello cerebrale) ai farmaci più economici e ampiamente utilizzati è una delle più grandi sfide nella lotta contro la malaria.
La diidroartemisinina (DHA) un derivato semisintetico dell’artemisinina, nel quale il carbonile in posizione C-10 è ridotto a gruppo ossidrilico con sodio boro idruro in metanolo. Da questa riduzione si viene così a formare un nuovo centro stereochimicamente labile al carbonio 10 (C-10) responsabile dell’esistenza in soluzione di due epimeri, detti α e β, che interconvertono tra loro. In particolare durante l’attivita’ di dottorato sono stati effettuati diversi studi di seguito brevemente illustrati.
1) Caratterizzazione chimica, stereochimica e spettroscopica della DHA.
2) Pirolisi in varie condizioni sperimentali.
3) Valutazione del metodo proposto in Farmacopea Internazionale per l’analisi della DHA.
4) Sviluppodi un metodo analitico altamente chemo e stereoselettivo che tenesse conto sia della complessità della miscela ottenuta dalla degradazione termica della DHA, sia del processo dinamico di interconversione in soluzione (epimerizzazione), che avviene contestualmente alla separazione cromatografica, a causa della stereolabilità della funzione emiacetalica.
5) Caratterizzazione stereodinamica della DHA e studio della cinetica del processo di epimerizzazione in soluzione tramite HPLC dinamica (fase inversa)e mediante l’impiego di un programma di simulazione.
6) Isolamento e caratterizzazione sia dell’impurezza presente in tracce nella materia prima (DKA) che di uno dei principali prodotti della degradazione termica (MKA).
7) Caratterizzazione chimica e spettroscopica di DKA ed MKA.
8) Caratterizzazione stereodinamica della MKA e studio della cinetica del processo di epimerizzazione in soluzione tramite HPLC dinamica (fase inversa)e mediante l’impiego di un programma di simulazione.Drug development may be defined as a series of specialized events performed to satisfy criteria, internal (i.e. competitive industry benchmarks) and external (i.e. regulatory compliance), to yield a novel drug. Much attention has so far been given to the various activities in drug development. In particular Ph.D. research involved a systematic study on analytical methods to analyze Dihydroartemisinin (DHA) the active ingredient for a drug for antimalarian activity.
Artemisinin (qinghaosu), an endoperoxide sesquiterpene lactone, is considered the most important secondary metabolite and bioactive constituent (Klaiman, 1985; van Agtmael et al., 1999; Heppner and Ballou, 1998). Its relatively low yields can vary considerably, depending on the plant material, growing conditions and seasonal and geographic variations: in the plant it is generally present in the shoots and seeds (Abdin et al., 2003) with highest levels in field grown leaves and flowers (0.01e1.4% dry weight; van Agtmael et al., 1999) where artemisinin is sequestered in glandular trichomes (Duke et al., 1994). Artemisinin is considered a potent antimalarial drug, even against chloroquine- and quinineresistant Plasmodium falciparum and other malaria-causing parasites. At the moment, artemisinin is the basis of a large family of drugs recommended by the World Health Organization (WHO) to fight malaria in the countries where highly resistant strains of the protozoan have been certified.
The combination of artemisinin derivatives with other effective antimalarial medicines (artemisininbased combination therapies or ACTs) is currently the most effective treatment for falciparum malaria – the most lethal form of the disease. Since its identification in the 1970s, artemisinin as well as semisynthetic derivatives and synthetic trioxanes have been utilized in therapy. Reduction of artemisinin by sodium borohydride produced dihydroartemisinin (DHA,), which is also its main metabolite and provides improved antimalarial potency and a major route of elimination. The only drawback is that DHA is a highly neurotoxic compound as well, as demonstrated by both in vitro and in vivo studies.
The conversion of the lactone carbonyl group at C-10 of artemisinin into the hydroxyl (hemiacetal) group in DHA yielded a new stereochemically labile centre in the molecule, which in turn provided two lactol hemiacetal epimers, namely 2α and 2β
During Ph.D activities were performed several studies on DHA .
In particular:
1) Chemical, stereochemical and spectroscopic characterization of DHA.
2) Pyrolisis in different experimental conditions.
3) Evaluation of International Pharmacopoeia method for DHA analysis.
4) Development of analytical chemo and stereo selective method able to separate DHA epimers and thermal degradation impurities mixture
5) Stereodinamic characterization of DHA and study of epimerization process in solution by reverse phase dynamic HPLC.
6) Isolation and characterization of the main impurity in drug substance (DKA) and of the most important thermal degradation impurity (MKA).
7) Chemical and spectroscopic characterization of DKA and MKA.
8) Stereodinamic characterization of MKA and study of epimerization process in solution by reverse phase dynamic HPLC.Dottorato di ricerca in Biochimica e Chimica Applicate (XXII ciclo
Conservation and germination ecology studies on the coastal psammophilous species of Molise
La conservazione della biodiversità rappresenta un tema di crescente interesse nella ricerca scientifica, ma anche nell’attività governativa a livello mondiale.
Il presente lavoro si articola operando per mezzo di un duplice approccio: sviluppando studi di conservazione in situ, attraverso l’analisi degli habitat e della flora costiera, ed attuando azioni di conservazioni ex situ, in banca del germoplasma, non solo per taxa rari o minacciati ma anche per quelle specie che, mediante le particolari caratteristiche morfofisiologiche, contribuiscono alla formazione ed al supporto strutturale delle dune (Ley Vega De Seoane et al., 2007).
Lo studio in situ, condotto sulla regione Molise, ha consentito di segnalare un totale di 636 specie rare, minacciate e/o di importanza biogeografica presenti nell’intera regione, 59 delle quali concentrate nelle 3 aree della Rete Natura 2000 individuate lungo il litorale molisano.
I dati hanno permesso di elaborare, mediante l’attribuzione di valori numerici ai taxa rapportati allo stato di minaccia, le carte della valenza floristica dei 18 habitat di Direttiva Comunitaria 43/92 insistenti nelle aree costiere della regione. Tale cartografia rappresenta una concreta base per la stesura dei Piani di Gestione dei Siti di Importanza Comunitaria che opereranno nella programmazione, gestione e monitoraggio del litorale.
Le azioni ex situ sono state eseguite conservando il germoplasma dunale presso le strutture della Banca del Germoplasma della Sardegna (BG-SAR) e hanno permesso di conservare a lungo termine i semi delle 18 specie, 8 delle quali di interesse conservazionistico.
Su Cakile maritima Scop. subsp. maritima, Euphorbia paralias L., Otanthus maritimus (L.) Hoffmanns. & Link subsp. maritimus, Calystegia soldanella (L.) Roem. & Schult., Ammophila arenaria (L.) Link subsp. australis (Mabille) Laínz, Cyperus capitatus Vand., Lotus creticus L., Ononis variegata L., Silene canescens Ten., Verbascum niveum Ten. subsp. garganicum (Ten.) Murb., Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter & Burdet, Halimium halimifolium (L.) Willk. subsp. halimifolium, Juncus littoralis C.A. Mey., Limonium narbonense Mill., Pancratium maritimum L., Sonchus bulbosus (L.) N. Kilian & Greuter subsp. bulbosus, Crithmum maritimum L., Glaucium flavum Crantz, sono stati eseguiti i test di laboratorio per studiare la fisiologia della germinazione ed individuare le corrette esigenze ecologiche di ogni singola specie al fine di pianificare una corretta conservazione ex situ a lungo termine e poter pianificare eventuali interventi futuri nelle attività di rafforzamento delle popolazioni e di ripristino dunale.
Sono state analizzate le condizioni di optimum di temperatura e di richiesta di irradiazione legate alla capacità di germinazione dei semi, gli stati di dormienza, la morfologia e le modalità di dispersione dei semi. La differenza nella tipologia delle dormienze, le diverse modalità di dispersione legate all’altezza degli individui; la richiesta eterogenea di luce etc., discusse nei risultati hanno mostrato l’eterogeneità nel comportamento delle specie analizzate, dovuta alle differenti strategie che questi taxa adottano al fine di garantirsi la sopravvivenza in questi ambienti particolarmente severi dal punto di vista ecologico.Biodiversity conservation is a topic of growing interest in scientific research, but also in the government worldwide.
This work is divided by working through a double approach: developing studies about in situ conservation, through the analysis of habitats and coastal flora, and through coordination ex situ conservation of germplasm in the seed bank, not only for rare taxa or threatened species but also for those who, by the special morphophysiological characteristics, contribute to the formation and structural support of the dunes (Ley Vega De Seoane et al., 2007).
This latter action demonstrates the close correlation between restoration ecology and conservation biology (Escudero & Iriondo, 2007), science interconnected, according to some Authors (Young, 2000; van Diggelen et al., 2001; Verhoeven, 2001) that will finally converge in the future.
The study in situ, carried out in the Molise region, helped to report a total of 636 rare, endangered and / or important biogeographical species present throughout the region, 59 of which are concentrated in 3 Natura 2000 areas identified along the coast in Molise .
These data have allowed to develop, by attributing numerical values to taxa compared to the status of threat, the maps of the valence of the 18 floristic habitat of Community Directive 43/92 insistent in coastal areas of the region. This mapping is a powerful support in administrative decision-making processes and represents a concrete basis for the preparation of management plans for Sites of Community Importance which will operate in the planning, management and monitoring of the coastline.
The actions were carried out ex situ conserving coastal germplasm at the Germplasm Bank of Sardinia (BG-SAR) and have helped keep long-term the seeds of 18 species, including 8 of conservation interest (presence in the regional Red List, protected or endemic species).
On Cakile maritima Scop. subsp. maritima, Euphorbia paralias L., Otanthus maritimus (L.) Hoffmanns. & Link subsp. maritimus, Calystegia soldanella (L.) Roem. & Schult., Ammophila arenaria (L.) Link subsp. australis (Mabille) Laínz, Cyperus capitatus Vand., Lotus creticus L., Ononis variegata L., Silene canescens Ten., Verbascum niveum Ten. subsp. garganicum (Ten.) Murb., Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter & Burdet, Halimium halimifolium (L.) Willk. subsp. halimifolium, Juncus littoralis C.A. Mey., Limonium narbonense Mill., Pancratium maritimum L., Sonchus bulbosus (L.) N. Kilian & Greuter subsp. bulbosus, Crithmum maritimum L., Glaucium flavum Crantz have been conducted laboratory tests to study the physiology of germination and identify the correct ecological requirements of each species in order to plan a proper ex-situ conservation in the long term and to plan possible future actions for populations increase and dune restoration. The conditions of optimum temperature and application of irradiation to the ability to seed germination, the states of dormancy, seed morphology and methods of seed dispersal were analyzed. Moreover, the differences of the type of dormancy and of the dispersal type in relation to the demand of light were studied.
Results showed the heterogeneity in the behavior of the targeted species, due to different strategies which these taxa adopt in order to ensure their survival in these environments, submitted to strong natural stress.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXI ciclo
Development of analytical methods for the search of chemicals in food dangerous for human health
La sicurezza degli alimenti è un obiettivo a cui tendono le società moderne per limitare il rischio per il consumatore di contrarre o sviluppare malattie acute o croniche che possono manifestarsi nell’ uomo in seguito all’assunzione di residui di xenobiotici presenti negli O.A. e che potrebbero compromettere la qualità e/o la quantità della vita dello stesso. Tale rischio, quindi, può essere oltre che farmacologico, anche tossicologico.
Sono stati sviluppati metodi di analisi per la ricerca di sostanze utilizzate nella pratica zootecnica per assicurare, in un alimento, l’assenza di residui pericolosi o livelli di residuo al di sotto di limiti autorizzati (LMR) e tutelare la salute del consumatore.
Tali metodi sono stati validati nel rispetto delle norme tecniche vigenti (EC/657/2002), procedendo alla determinazione dei parametri analitici di qualità riconosciuti nella Comunità Europea quali il limite di rivelazione (LOD), il limite di quantificazione (LOQ), limite di decisione (CCα), capacità di rilevazione (CCβ), accuratezza, precisione, specificità, selettività robustezza, riproducibilità ripetibilità, recupero ecc..
I metodi sviluppati, di screening e di conferma, utilizzato le tecniche di separazione cromatografiche (gascromatografia e cromatografia liquida ad alte prestazioni) e i sistemi di rivelazione spettroscopici (UV, FL, DAD) e/o di spettrometria di massa (ESI, EI, PCI, NCI, APICI, ecc).
In particolare sono stati sviluppati metodi per la ricerca di residui di coccidiostatici nelle uova quali la Nicarbazina, la robenidina, il diclazuril, il clazuril, il toltrazuril, e il suo metabolita per mezzo di un’estrazione con divinilbenzene stirene e purificazione con colonne divinilbenzene stirene; infine sottoposti ad analisi Multi Reaction Monitoring (MRM) in tandem mass spectrometry stimando un limite di decisione (CCα) inferiori a 6 mg / kg e una capacità di rilevazione (CCβ) inferiore a 10 mg / kg, per tutti i coccidiostatico indagati.
Altro metodo ha riguardato la ricerca di residui di anabolizzanti steroidei nelle urine di bovini ed equini. Sono stati stimati i livelli degli steroidi naturalmente presenti in tale matrice e si è cercato di interpretare le variazione dei profili ormonali naturali in funzione delle modalità di campionamento, trasporto/conservazione, manipolazione di laboratorio.
Nell’ambito di tale attività di studio sono stati prodotti alcuni lavori presentati in convegni internazionali e, recentemente, sottoposti a peer review di riviste scientificheFood safety is a goal to which modern societies tend to limit consumer risk of contracting or developing acute or chronic diseases that may occur in humans following intake of residues of xenobiotics present in food and could jeopardize the quality and / or quantity of life of the product.
Analytical methods have been developed for the detection of chemicals used in animal husbandry practices to ensure a food safety and to protect the consumers’ health.
These methods have been validated according to technical regulations (EC/657/2002), the evaluation of the analytical parameters such as limit of detection (LOD), limit of quantification (LOQ), decision limit (CCα), detection capability (CCβ), accuracy, precision, specificity, selectivity, robustness, reproducibility, repeatability, recovery, etc. ..
The methods developed for screening and confirmatory purposes have based on chromatographic separation techniques (gas chromatography and high performance liquid chromatography) and spectroscopic detection systems (UV, FL, DAD) and / or mass spectrometry (ESI, EI, PCI , NCI, APIC, etc.) for the residues detection in eggs (coccidiostats like nicarbazin, robenidine, diclazuril the clazuril, toltrazuril and its metabolites) by means of extraction and purification with divinylbenzene styrene and divinylbenzene styrene columns. The final analysis Multi Reaction Monitoring (MRM) tandem mass spectrometry is performed, in assessing decision limit (CCα) less than 6 mg/kg and detection capability (CCβ) less than 10 mg/kg, for all investigated coccidiostats.
Another method has been developed and validated for the detection of residues of anabolic steroids in the urine of cattle and horses. The level of natural amount of endogenous steroids was investigated
As part of the present study have been produced some scientific works presented at international conferences and, recently, subjected to peer reviewing by scientific journals.Dottorato di ricerca in Scienze per la salute (XXII ciclo
Transport of microbial contaminants in topsoil of pyroclastic origin
L'obiettivo della ricerca è stato quello di analizzare l'influenza di un suolo di origine piroclastica sulla contaminazione microbiologica delle acque sotterranee in un acquifero carbonatico dell’Appennino meridionale. La ricerca è stata effettuata attraverso prove in colonna in laboratorio su campioni di suolo indisturbati prelevati nei siti sperimentali. Tutti gli esperimenti sono stati effettuati utilizzando ceppi batterici antibiotico resistenti, per distinguerli dal background batterico naturalmente presente nel suolo.
In una prima fase della ricerca è stata analizzata la ritenzione, nel suolo, dei principali indicatori di contaminazione microbiologica di origine fecale, Escherichia coli ed Enterococcus faecalis. Da tale fase della ricerca è emerso che il suolo analizzato è in grado di ritenere in modo significativo sia E. coli, sia E. faecalis. Risultati delle prove in colonna suggeriscono che E. coli è ritenuto maggiormente rispetto a E. faecalis, anche se questa differenza è risultata statisticamente significativa solo in due dei sei campioni di suolo analizzati.
In una seconda fase della ricerca è stato effettuato uno studio comparativo sull’adsorbimento delle cellule di E. coli in due diversi suoli piroclastici prelevati in due siti sperimentali dell’Appennino carbonatico dell’Italia meridionale. Sono stati utilizzati due diversi surfattanti, sodio dodecil solfato, (SDS, surfattante anionico), e octylphenoxypolyethoxyethanol, (Triton X100, surfattante non ionico). Entrambe le tipologie di suolo sono ricche di materia organica (fino al 35%), ma solo uno contiene una significativa percentuale di argilla (2-5%). Gli esperimenti hanno dimostrato che cellule di E. coli sono significativamente adsorbite alla frazione argillosa presente nel suolo, mentre il contenuto di materia organica non gioca un ruolo significativo.
In una terza fase della ricerca è stata analizzata l'influenza del pH delle acque di precipitazione sul trasporto delle cellule di E. coli e delle spore di Bacillus subtilis. Le prove in colonna sono state effettuate a 3 differenti valori di pH (1.5, 5.6, 8.0). Nonostante le diverse condizioni sperimentali, sono stati ottenuti risultati comparabili in tutte le prove effettuate. E’ stato osservato che la ritenzione di entrambi gli indicatori, cellule di E. coli e spore di B. subtilis, è indipendente dal pH delle acque piovane. Questo fenomeno è dovuto ad un’alta capacità tampone del suolo studiato, a sua volta funzione di un elevato contenuto in carbonati.The aim of the research was to analyse the influence of a topsoil of pyroclastic origin on microbial contamination of groundwater in a carbonate aquifer in southern Italy. The research was carried through column tests in soil blocks collected randomly in experimental sites. All experiments were performed using antibiotic-resistant bacterial strains, to differentiate them from background bacteria naturally present in topsoil.
In a first phase of the research the retention of Escherichia coli and Enterococcus faecalis through the topsoil was analyzed. Both microorganisms were significantly retained, but retention of E. coli cells was more efficient than that of E. faecalis cells in some of the analyzed soil blocks.
The second phase of the research demonstrated that retention of E. coli cells in pyroclastic soil is not significantly influenced by adsorption of cells to organic matter, despite the high organic matter content of such soil (up to 35%). Conversely, E. coli cells were significantly adsorbed to the clay fraction of the same soil. These results were obtained through column test that were carried out using different surfactants: sodium dodecyl sulphate, (SDS, anionic), and octylphenoxypolyethoxyethanol, (Triton X100, non-ionic).
The third phase of the research demonstrated that transport of E. coli cells and spores of Bacillus subtilis is not significantly influenced by rainwater pH. This is due to the high buffering capacity of the soil.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo
Intraspecific variation of the bottlenose dolphins Tursiops truncatus (Montagu, 1821): sexual dimorphism, ontogenetic and static allometry investigated through Geometric morphometrics of the skull and the mandible. Implications for conservation and management of the European stocks
The geographic and non geographic variation of the bottlenose dolphin Tursiops truncatus (Montagu, 1821) were investigated through two- and three dimensional GM of the skull and of the mandibles. A total 422 specimens (151 males, 141 females and 130 unsexed; 65 sub-adults and 357 adults) were analyzed by 2D GM photographing various projections, and recording 20, 20, 12, 10, 8, 8 two-dimensional landmarks respectively on the dorsal, ventral, lateral, and occipital projections of the skull, and on the left and the right lateral and medial projections on the mandible, and by 3D Geometric Morphometrics digitalizing 38 three-dimensional landmarks using a 3D scanner Microscribe. Landmarks configurations of each projection were superimposed through a Generalized Procrustes Analysis; size and shape differences were evaluated by ANOVA on centroid size and by MANOVA on Procrustes coordinates. Non geographic variations included the analysis of sexual dimorphism, ontogenetic allometry, morphological integration and asymmetry; geographic variation included the analysis of populations distribution and static allometry. No differences in skull size were found between males and females, while significant sexual dimorphic traits were evidenced in the shape of the occipital bones of the North Sea dolphins, the female having a more marked incision of the cavity hosting the left tympanic bulla. Linear allometric trajectories characterized the growth of the dorsal, ventral and occipital traits, polynomial curves the lateral views of the skull, while step clines best fitted the growth of the mandibles. Presence/absence of sexual dimorphism among populations were interpreted in the light of intra and interspecific competition related to multispecific associations. Differential allometric growth patterns were discussed in relation to feeding shift and the establishment of asymmetry in the braincase during growth. The morphological integration was investigated analyzing the three modules identified in the skull and two in the mandible; the hypotheses about the boundaries among the modules identified was evaluated by partitioning the configuration in different ways and comparing the significance of RV coefficients and analyzed by 2B-PLS calculating a cross-covariance matrix for the two blocks of data. The analysis of the asymmetry was performed by Procrustes ANOVA testing the main variation’s effects among individuals, age-classes and populations. The geographic variation was investigated subdividing the whole sample was in six putative genetic populations (East Mediterranean, West Mediterranean, Central Atlantic, North Atlantic, North, and Baltic) to analyze morphological differences. Were found six morphological populations: the Adriatic, the Levantine and the W Mediterranean populations in the Mediterranean Sea; the central Atlantic population along Portuguese, Spanish and French coasts and the northern Atlantic one in the Scottish waters; the North/Baltic population in the eastern North and in the Baltic Sea, showing different patterns of intraspecific allometric trajectories investigated by multivariate regression of shape coordinates on centroid size. The results obtained became relevant for the first morphological analysis of bottlenose dolphins from North and Baltic Sea and for the recognition of isolated populations in the specific habitat as the first step for the protections of the bottlenose dolphin.La variabilità geografica e non geografica del tursiope Tursiops truncatus (Montagu, 1821) è stata studiata nel cranio e nella mandibola meditante l’utilizzo della GM bi- e tri-dimensionale. Un totale di 422 esemplari (151 maschi, 141 femmine 130 indeterminati; 65 sub-adulti e 357 adulti) sono stati analizzati mediante GM 2D, fotografando le proiezioni e digitalizzando 20, 20, 12, 10, 8, 8 landmark 2D, rispettivamente sul dorsale, ventrale, laterale e occipitale nel cranio e sulla mandibola esterna e interna, sinistra e destra, e mediante GM 3D digitalizzando 38 landmark 3D usando un 3D scanner Microscribe. La configurazione di landmark per ogni proiezione è stata sovrapposta mediante la Generalized Procrustes Analysis; le differenze di taglia e di forma sono state determinate tramite ANOVA sul centroide e tramite MANOVA sulle coordinate di Procuste. Lo studio della variabilità ha incluso l’analisi di dimorfismo sessuale, allometria ontogenetica, integrazione morfologica e asimmetria per quella non geografica; per la variabilità geografica sono state prese in considerazione la distribuzione delle popolazioni e l’allometria statica. Non sono state rilevate differenze nella taglia dei crani tra maschi e femmine; un dimorfismo sessuale significativo è stato evidenziato nella forma dell’osso occipitale dei tursiopi del Mare del Nord, caso in cui le femmine presentano una incisione della cavità timpanica sinistra maggiormente marcata. Le traiettorie allometriche lineari caratterizzano la crescita della proiezione dorsale, ventrale e occipitale; la proiezione laterale del cranio, inoltre, presenta una curva polinomiale, mentre la mandibola esterna una crescita a step cline. La presenza/assenza di dimorfismo sessuale tra le popolazioni è stata interpretata alla luce della competizione intra- ed inter-specifica legata ad associazioni multispecifiche. Differenti schemi di crescita allometrica sono stati discussi in relazione alla necessità di spostamento per l’alimentazione e alla stabilizzazione dell’asimmetria della scatola cranica durante la crescita dell’individuo. L’integrazione morfologica è stata studiata analizzando tre moduli individuati nel cranio e due nella mandibola; l’ipotesi dei confini tra i moduli individuati è stata valutata ripartendo la configurazione in differenti moduli e comparando la significatività dei coefficienti RV e analizzata mediante 2b-PLS calcolando una cross-covariance matrix per i due blocchi di dati. Procrustes ANOVA è stato utilizzato per condurre l’analisi dell’asimmetria, testando le variazioni della media tra gli individui, le classi di età e le popolazioni. La variabilità geografica è stata analizzata suddividendo l’intero campione in sei popolazioni genetiche (Mediterraneo est, Mediterraneo ovest, Atlantico centrale, nord Atlantico, mare del Nord, Baltico). Sono state trovate sei popolazioni morfologiche: adriatica, levantina e mediterranea ovest nel mar Mediterraneo, atlantica centrale lungo le coste portoghesi, spagnole e francesi, e nord-Atlantica nelle acque scozzesi; quella Nord/Baltica nel sud-est del mare del Nord e nel Baltico, mostrando differenti schemi di traiettorie allometriche intraspecifiche, studiate mediante regressione multivariata delle coordinate della forma sul centroide. I risultati ottenuti sono rilevanti per la prima analisi morfologica del tursiope del mare del Nord e del Baltico e per la ricognizione di popolazioni isolate in habitat specifici come primo passo nella protezione del tursiope.Dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie biologiche ed ambientali (XXVII ciclo