University of Molise

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    311 research outputs found

    Annali 15/2013

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    The impact of the National control system on food sector: the case of products following quality sciences according to the Regulation no. 1151-2012

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    Negli ultimi anni - anche a seguito di gravi episodi di cronaca (dalla BSE, all’influenza aviaria, fino alla cosiddetta “terra dei fuochi”) ed in generale dell’interesse dei media per la tematica dell'alimentazione - l'attenzione dell’opinione pubblica sul sistema di controllo degli alimenti si è notevolmente accresciuta. Non sempre però la suddetta opinione pubblica percepisce correttamente la complessità del sistema in questione, complessità che in gran parte deriva proprio dalla multiforme articolazione dell’apparato produttivo che, nella fase attuale, realizza la produzione e la distribuzione degli alimenti, nonché dalla pluralità di modelli organizzativi costruiti dal mercato o definiti in sede istituzionale (basti pensare ad esempio al biologico). Rispetto al sistema dei controlli le opinioni correnti sono abbastanza contraddittorie oscillando, a seconda della situazione, tra l’accusa di “opprimere” gli operatori economici e la difesa incondizionata di essi in quanto baluardo dei consumatori. Il primo obiettivo della ricerca realizzata nell’ambito del dottorato è stato pertanto quello di analizzare lo scenario normativo – relativo alla sicurezza, alla qualità, etc. - dal quale promanano le diverse esigenze di controllo e di vigilanza. Connesso a questo scenario vi è il processo normativo avviato, sempre a livello europeo, negli ultimi decenni, che ha teso a uniformare proprio il sistema dei controlli in ambito agroalimentare, sistema del quale si è proceduto a ricostruire il quadro normativo vigente così come definito in ambito europeo e nazionale. Sulla base di tale ricostruzione sono stati analizzati in dettaglio tutti i soggetti (pubblici e privati) che, nel caso italiano, rappresentano gli attori del sistema dei controlli e le funzioni loro attribuite. Il modello organizzativo risultante – costituito da più di trenta soggetti (amministrazioni statali, regionali, locali, e privati che esercitano funzioni pubbliche), di cui ben ventitré coinvolti nell’attività ispettiva – appare molto articolato e lascia di per sé ipotizzare l’esistenza di sovrapposizioni e duplicazioni nei controlli. Tali fenomeni sono stati analizzati in dettaglio, considerando le diverse aree del controllo (igienico-sanitario, merceologico e fiscale), attraverso delle matrici di interazione che hanno evidenziato la sussistenza di livelli elevati di interazione non solo all’interno della stessa area, ma anche tra le diverse aree. Il sistema dei controlli nel suo insieme (comprensivo delle diverse aree sopra indicate) realizza una mole di attività davvero consistente: basti pensare che, facendo riferimento alle sole visite ispettive, nel 2011 sono stati effettuati oltre un milione di sopralluoghi e nell’anno successivo più di ottocentomila. Nel caso delle produzioni a qualità regolamentata ai sensi del Reg. (CE) n. 1151/2012 il sistema dei controlli appare ulteriormente complesso; tali produzioni (DOP e IGP) sono infatti sottoposte ad “doppio meccanismo” di controllo, nel senso che sono soggette ai controlli “ordinari” e a quelli derivanti dalla loro specificità normativa. Per i prodotti in questione il sistema dei controlli è articolato in quattro “canali”: quello propriamente ispettivo, quello della certificazione (svolto dagli Enti di Certificazione), quello di vigilanza “al commercio” (svolto dai Consorzi) e quello di vigilanza sugli Enti di Certificazione (svolto dall’ICQRF e/o dalle Regioni). L’intero sistema agisce su uno scenario produttivo estremamente differenziato nel quale coesistono denominazioni caratterizzate da produzioni su larga scala, denominazioni “di nicchia” e denominazioni in fase di avvio. Sulla base di tale schema interpretativo l’ultimo obiettivo perseguito attraverso la ricerca è stato quello di realizzare una indagine empirica finalizzata a quantificare il “peso” del sistema dei controlli nel caso delle produzioni in parola. L’indagine è stata realizzata integrando dati di fonte amministrativa con informazioni reperite attraverso una indagine diretta. Le elaborazioni effettuate considerano progressivamente le diverse tipologie di controllo fino ad integrare le informazioni disponibili in un modello di regressione, finalizzato a spiegare la numerosità dei controlli stessi in funzione delle altre variabili disponibili. Il quadro risultante evidenzia, per un numero consistente di denominazioni, che il sistema di controllo appare coerente con il quadro normativo e per certi versi - specie per alcune classi di prodotto - abbastanza efficiente. Per altre denominazioni, tuttavia, il quadro che emerge dalle elaborazioni evidenzia alcune criticità. Infine le stime della regressione evidenziano che le variabili che influenzano in maniera significativa il numero dei controlli sono rappresentate dal numero degli operatori assoggettati e dal numero di campioni prelevati.In recent years - partly as a result of severe chronicle episodes (from BSE, to Avian Influenza, to the so-called "Terra dei Fuochi") and in general of the interest of the media in the issue of alimentation - the attention of the public opinion on the food control system has increased greatly. Not always, however, the above mentioned public opinion correctly perceives the complexity of the system in question, a complexity that largely derives from the manifold articulation of the productive system that, at this stage, fulfils the manufacturing and distribution of food, as well as the plurality of organizational models, created by the market or institutionally defined (for example, organic food). Regarding the control system, the current opinions are quite contradictory, oscillating, depending on the situation, from the accusation of "oppressing" the economic operators (traders) and their unconditional defense as a “bulwark” of the consumers. The first aim of the research carried out as part of the PhD was therefore to analyze the regulatory set – about safety, quality, etc. from which the different needs of control and supervision emanate. Connected to this scenario, there is a regulatory process started, always at an European level, in the last decades, which has tended to standardize just the system of controls in the agricultural and food sector, the system of which we proceeded to rebuild the existing regulatory framework as defined at European and national levels . On the basis of this reconstruction all the subjects (public and private) were analyzed in detail and, in the Italian case, they are the actors of the control system and the functions assigned to them. The resulting organizational model - consisting of more than thirty subjects (central, regional, local governments and private individuals wielding public functions), of which twenty-three are directly involved in the inspection - looks very articulate and lets assume the existence of overlaps and duplications in the controls. These phenomena have been analyzed in detail, considering the different areas of control (sanitary and commodity-related and fiscal) through some interaction matrices that have shown the existence of high levels of interaction not only within the same area, but also between different areas. The control system as a whole (including the various areas mentioned above) makes a really significant amount of activities: in fact, referring only to the inspections in 2011 there were over a million of visits and in the following year more than eight hundred thousand. In the case of the quality productions regulated by the Regulation (EC) No . 1151/2012, the control system is further complicated; such productions (PDO and PGI) are in fact subject to a "dual control mechanism", meaning that they are subject to "ordinary" inspection and to those resulting from their specific regulations . For the products in question, the control system is divided into four "channels": the one of proper inspection, the one of certification (played by Certificate Authorities), the one of trade supervision (played by Consortiums) and that of supervision of Certificate Authorities (played by 'ICQRF and / or by Regions) . The entire system operates at a highly differentiated production scenario in which names characterized by large-scale productions, “niche” names and names at start-up point coexist. On the basis of this interpretative scheme the ultimate goal pursued by the research was to provide an empirical study aimed at quantifying the "weight" of the control system in the case of the productions in question. The survey was undertaken by integrating administrative data with information obtained through a direct survey . The performed calculations progressively consider the different types of control up to supplement the available information in a regression model, which aims at explaining the plurality of checks themselves in relation to other available variables. The resulting picture shows, for a large number of names, that the control system appears to be coherent with the regulatory framework and in some ways - especially for some classes of product - very efficient. For other denominations, however, the picture that emerges from the elaborations underlines some critical issues. Finally, the estimates of the regression show that the variables that significantly influence the number of controls are represented by the number of operators subjected and by the number of samples taken.Dottorato di ricerca in Biotecnologia degli alimenti (XXVI ciclo

    The lives of Camilla Ravera and Margherita Sarfatti

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    La tesi si propone di analizzare i diversi elementi che hanno generato ed agevolato l’emancipazione della condizione femminile in età contemporanea, muovendo dall’età giolittiana ed attraversando quasi l’intero Ventennio, fino ai preparativi del secondo conflitto mondiale. Lo studio inizia da una prospettiva generale per poi focalizzare l’attenzione sul vissuto di Margherita Sarfatti e Camilla Ravera. Attraverso le due parabole individuali, cioè, lo scopo è quello di evidenziare il superamento dell’ormai passata – parafrasando Victoria de Grazia – “eredità liberale”, mediante un’attiva partecipazione alla vita politico-sociale, nonché artistico-culturale della Nazione – anche se non sempre ben accolta dall’uomo “nuovo”. Con questa ipotesi di lavoro mi sono avvalsa delle fonti reperite presso i seguenti fondi documentali: l’Archivio Centrale dello Stato, l’archivio dell’Istituto Gramsci e l’Archivio del Novecento presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, MART, con sede a Rovereto. Come progettato, grazie alle carte compulsate in questi luoghi mi è stato possibile seguire una sorta di binario parallelo, una specie di confronto permanente tra le parabole umane, culturali e politiche della “piccola grande signora del PCI” – per dirla con le parole di Nora Villa – e dell’ “altra donna del Duce” – come rimarcavano Cannistraro e Sullivan – intrecciando la loro vicenda con quella di osservatori esterni. Questo è stato utile per la ricostruzione di alcune vicende e per effettuare, laddove era fattibile, un confronto al fine di avere una visione il più possibile obiettiva. La Sarfatti e la Ravera muovono entrambe da convinzioni socialiste. La prima, la “vergine rossa”, le professava fin dagli anni veneziani; la seconda, la riservata piemontese le scopriva invece nella “maturità”. Come è noto, hanno poi preso strade profondamente diverse: Margherita accanto a Benito Mussolini e Camilla nella milizia tra le fila del Partito Comunista d’Italia. Pertanto, ho cercato di ricostruire alcune dinamiche partendo da un vissuto privato, dandone una percezione anche personale. In altre parole, ciò che ricostruisco è il corso degli eventi in relazione ai personaggi che li hanno vissuti – e alle relative impressioni, sensazioni. Proprio per questo, ovviamente, la narrazione deve tener conto di un limite intrinseco, poiché la fonte scritta, spesso, non riporta un fatto come è realmente accaduto, ma come l’autore del documento lo percepisce o come lo vuole percepire. In quanto tale, esso è corredato da una distorsione della verità, inevitabile e più o meno intenzionale. Ecco perché nel visionare le carte di cui sono venuta in possesso ho cercato di “guardare”, contemporaneamente, sia dall’esterno che dall’interno, intersecando costantemente i piani e i punti di vista. Per assolvere a questo compito, in merito all’ex prima donna del Regime, sono stati utilizzati dei documenti dell’ACS – presenti in ridotta quantità perché, appartenendo lei alla fazione “giusta”, non aveva a suo “carico”, come nel caso dei dissidenti, nessun faldone di polizia zeppo di scartoffie bensì delle cartelline dalle modeste dimensioni – ma soprattutto le carte del MART. Di contro c’era Camilla Ravera. Per ricostruire il suo vissuto ho effettuato un duplice percorso: uno interno, basato cioè su fonti quasi dirette perché appartenute alla protagonista e comunque tramandate dalla sua frazione politica; e l’altro esterno, basato cioè su fonti custodite dagli uffici del Regime e pertanto deformi, in alcune informazioni – nel senso che tutto era guardato secondo l’ottica fascista. Per quel che ha riguardato, invece, il percorso “interno”, con questa espressione mi riferisco al fatto che la documentazione è appartenuta direttamente alla Ravera o comunque non è soggetta a quel pregiudizio di cui possono risentire le carte custodite presso l’ACS. Si tratta, insomma, di ricerche condotte sempre a Roma, ma presso il “Gramsci”. Presso questa struttura ho compulsato il Fondo Memorie e Testimonianze, relativamente al fascicolo personale di Camilla Ravera, reperendo varie carte riguardanti perlopiù il periodo degli anni ’20 e ’30 che narrano il periodo della segreteria clandestina, dell’arresto nel 1930 e qualche altra vicenda raccontata da lei stessa o da qualche suo “compagno”. Ad ogni modo, al termine di questo lavoro ciò che si auspica è che si riesca – dall’intreccio delle notizie reperite – ad “impreziosire” questa pagina della storia italiana con qualche elemento di inedito interesse.The Great War is the peak of a radical shift in the world history; in other words, total war and mass society changed, irrevocably, habits and lifestyles, resulting in significant changes in political and social life, economic, financial and cultural aspects. There was no exception about the interaction between the sexes: World War I “redefined” the man- woman relationship, causing many changes in social and familiar dynamics. In this context, the objective of my research is to investigate about those tranformations that allowed the change of women status. The work, in short, is going to analyze the role of woman during fascist period, starting from a general prospect and then focuzed on Camilla Ravera and Margherita Sarfatti’s experiences. Both of them had an intense political and social life: after a common militancy in the Italian Socialist Party, they made different choices: the second forward fascist movement, close to the duce; the first in the ranks of the Italian Communist Party. In other words, with my reconstruction of Sarfatti and Ravera’s biographies, I’m going to focus on an important passage about early italian history: the collapse of the old liberal heritage, the birth of a dictatorship, the struggle against fascism, through the active partecipation of two very interesting women in the political, artistic and cultural events of Italian nation. For this purposes – that are under some aspect unreleased – I’ve examined many sources kept in some italian archives. As regards Sarfatti's Life, my studies are concentrated prevalently on documentations kept at MART (Museo d’Arte Moderna e Contemporanea) in Trento and at A.C.S'. (Archivio Centrale dello Stato) in Rome. As regards Ravera’s biography, besides A.C.S.’ papers, I’ve examined papers that are at Istituto Fondazione “Gramsci” in Roma. From my investigation I’ve discovered some original elements that add important details to the women’s biography. In other words, for the Communist leader an interesting aspects emerged about her arrest and the following political detention. As regards, instead, Margherita Sarfatti, , I’ve discovered an original details reading her diaries. In these pages, she relates – in english, in french and in german language – a lot of facts of her life, expecially some political ones; in short, the pages help us to understand her thought, her ideas, all the “sarfattiana” originality. In conclusion, according with my studies and my analysis, I decided to structuralize my work in three parts: - Women in giolittiana age - The period of the Great War and the “building” of Fascism - Since consolidation of Fascist Regime at preparations of the World War II.Dottorato di ricerca in Storia della società italiana XIV-XX secolo (XXV ciclo

    Effect of pasta processing on physicochemical properties of barley β-glucan and phenolic acids

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    The increasing interest in the relationship between health and nutrition has steered the scientific research towards studying the role of specific food components/ingredients (phytochemicals), which are naturally included in many foods, in the treatment and/or prevention of ailments. Cereals are generally suitable vehicles of bioactive substances (phytochemicals) such as β-glucan and phenolic compounds. Indeed, available literature report that β-glucan and phenolic compounds have a beneficial role in diet and health. However, the literature seems to show that processing of grains, such as pasta processing, may affect bioactive compounds, increasing or decreasing the health-enhancing properties of cereals pro-ducts. Based on these remarks, the current PhD research work aims at developing barley pasta rich in β-glucan as a functional food with the use of waxy barley as a rich source of so-luble dietary fiber, such as β-glucan, and phenolic acids. The research work includes three studies:  in the 1st study chemical, molecular and rheological properties of waxy barley individually and in blend with semolina was investigated;  in the 2nd study impact of processing (extrusion, drying and cooking) on the concentration and physicochemical properties of the flours and blends, and mo-lecular characterization of β-glucan, as well as viscosity of the developed pasta products was evaluated;  in the 3th part of the research antioxidant properties and phenolic acid composi-tion of the developed pasta products was studied. The obtained results show that pasta processing may affect β-glucan and phenolic acids. This research would make a great contribution to the barley research and assist barley industry in the development of innovative functional foods.Il crescente interesse nella correlazione tra alimentazione e salute ha indotto la comunità scientifica ad un maggior impegno nel campo della ricerca di alcune sostanze dalle ri-conosciute proprietà salutistiche (phytochemicals), naturalmente presenti in una vasta gamma di prodotti di interesse agro-alimentare. I cereali in genere, nonché i prodotti da essi derivati, sono tra gli alimenti più idonei a veicolare composti bioattivi (phytochemicals) come ad esempio β-glucani e composti fenolici. Evidenze scientifiche hanno dimostrato, infatti, che β-glucani e acidi fenolici possono avere importanti effetti fisiologici. Tuttavia, diversi studi riportano che il pro-cesso produttivo può influenzare positivamente o negativamente la componente bioatti-va, determinando pertanto cambiamenti nelle proprietà fisiologiche del prodotto finito. Alla luce di queste considerazioni, l’attività di ricerca di dottorato ha avuto come prin-cipale finalità la produzione di pasta funzionale a base d’orzo ricca in β-glucani ed è sta-ta sviluppata in tre sezioni:  valutazione delle proprietà chimiche, molecolari e reologiche di sfarinati di orzo waxy in miscela e non con semola di frumento duro;  studio dell’impatto dei processi tecnologici sulla concentrazione e caratte-ristiche molecolari e di solubilità dei β-glucani in paste funzionali;  valutazione della capacità antiossidante e degli acidi fenolici delle paste a base d’orzo waxy prodotte nell’ambito della sperimentazione. I risultati ottenuti consentono di affermare che il processo di pastificazione può influen-zare la componente bioattiva, in particolare β-glucani e acidi fenolici, presente nel pro-dotto finito. La presente attività di dottorato vuole fornire un contributo al mondo della ricerca e dell’industria, nonché fornire informazioni per la realizzazione di cibi funzionali a base d’orzo.Dottorato di ricerca in Biotecnologia degli alimenti (XXVI ciclo

    Welfare and housing in animal production: airquality evaluation and new experimental device in different species

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    The research has been divided into two step: the first one concerning the evaluation of ventilation in cattle and broilers houses, the second one concerning the study of a new experimental device for pigs breeding. Ventilation flow in livestock buildings can determine the indoor climate and air quality and so it affects directly the welfare of the reared animals. The realization of the animal houses in many cases, has not allowed the correct activation of the plants caused by the objective difficulty of testing and the absence of regulations with fixed numerical parameters. Studies were carried out in a typical dairy farm and in a broiler house in Molise region (central Italy). It was set up a control procedure and the planning of the ventilation using the measured carbon dioxide concentration in animal houses as basis for estimation of ventilation flow (as the ventilation flow is a key parameter of aerial emissions from animal houses). In dairy farm, after the evaluation of the air quality trough the analysis of temperature, humidity and CO2 production, it was installed a fan to improve ventilation rates and air quality and then we evaluated climate conditions by mean of temperature distribution in space and time and carbon dioxide in two given points inside the building in order to highlight not so good air mixing and renewing. In the experimental study carried out in poultry house different configurations of the ventilation system were tested to find the optimum ventilation system to improve the rearing conditions in broiler house. In broilers breeding the contact with gaseous emissions produced by different factors is continuous, so it is necessary an appropriate ventilation in order to discharge them. Climate conditions were evaluated by mean of temperature, relative humidity and carbon dioxide concentration. During experimental trials the tested different configurations of the ventilation system showed a little influence on CO2 average concentration and an irregular distribution was detected due to a wrong activation of the fans in the ventilation system. A more homogeneous condition of temperature and R.H. in the farm could be reached working on smoother ventilation and testing the cooling The optimization of the ventilation system could be done changing the ON-OFF working with the VFD working. The VFD system, thanks to the opportunity to control the speed, guarantees a better ventilation control and a higher energy saving. Experimental device for pigs breeding Many studies have indicated the large effect that good vs. poor handling and housing systems can have on pig physiology, behavior, and pork quality. Ease of routine moving and handling of pigs can affect the final outcome of meat quality and overall welfare of pigs. Despite the need for pork producers to move large numbers of farm animals, little is published about how best to move animals based on scientific evaluations. The broad objective of this case study was to evaluate the efficacy of a new moving devices for pigs. Considering the animal well-being concept and the rules that regulate it, the ethology and the behavior of pigs, it was investigated a “more appropriate” handling method, both from the ethological and operative point of view; it was planned and assembled a new tool, to be used inside the pens, to support the pigs during the handling and transfer procedures limiting the stress phenomena. The use of the tool during the trial showed a positive effect on the time requested by pigs to go out of pens; in fact, when the tool was used fewer stops were observed. Moreover, the tool requires the presence of one worker only in order to move the animals. Consequently, the animals are calmer and no squirrels/vocalizations have been recorded during the experimentation; that is why they did not require of any external stimuli for going on and, additionally, they were less dangerous for workers also. Finally, the need of one worker only is an important factor even for the economic efficiency.Valutare correttamente la progettazione dei ricoveri e la funzionalità degli impianti in essi presenti è il primo passo da fare per salvaguardare il benessere degli animali. L’isolamento termico, il riscaldamento e la ventilazione devono consentire di mantenere entro limiti non dannosi per gli animali, la circolazione dell’aria, la quantità di polvere, la temperatura, l’umidità relativa dell’aria e la concentrazioni di gas (anidride carbonica, ammoniaca, ecc.). Al sistema di ventilazione è affidato il compito di ricambiare l’aria all’interno dei locali di allevamento; esso deve essere in grado di controllare la temperatura ambiente, l’umidità relativa e la velocità dell’aria all’altezza degli animali e, inoltre, deve mantenere tollerabile la concentrazione dei gas, della polvere e dei microorganismi nell’aria. In Italia la norma non fornisce limiti ai suddetti parametri, ma dispone che le condizioni microclimatiche siano tali da non essere nocive agli animali allevati. La quantità di aria di ricambio, necessario al benessere degli animali, dipende dalle dimensioni degli stessi, dalla densità di allevamento, dal tipo di animale, e dalla temperatura dell'aria in entrata. Il controllo della ventilazione si può attuare monitorando la temperatura, l’umidità relativa e la presenza di anidride carbonica. Quest’ultima grandezza si presta molto bene sia per il calcolo della portata minima di ventilazione sia per il controllo del sistema adottato per realizzare il ricambio d’aria (Pedersen et al, 2002). La produzione di CO2 dipende dalla specie, dalla massa corporea e dal livello di alimentazione, variando da circa 0,16 a circa 0,21 m3h -1hpu-1. Per quanto riguarda le valutazioni operative derivanti dal monitoraggio dell’anidride carbonica occorre predisporre un abaco di calcolo della portata di ventilazione collegato alle dimensioni del ricovero e alle caratteristiche dimensionali, e di specie, degli animali ospitati. Nella sperimentazione effettuata all’interno della struttura per l’allevamento di vacche da latte, dopo la valutazione della qualità dell’aria mediante lo studio della temperatura, dell’umidità relativa e dell’Anidride Carbonica è stato installato un ventilatore per migliorare il ricambio d’aria ed è stata verificata nuovamente la qualità dell’aria. I risultati ottenuti hanno evidenziato un “microambiente” generalmente ottimale all’interno della struttura anche se non sempre uniforme. In merito alla valutazione del microclima nell’allevamento avicolo, sono stati rilevati i valori di temperatura, umidità, velocità dell’aria e anidride carbonica. Le misurazioni sono state effettuate durante un intero ciclo di allevamento, con cadenza settimanale, durante la tarda mattinata. Al fine di valutare il corretto funzionamento dell’impianto di ventilazione, i rilievi sono stati eseguiti nel periodo estivo, quando è richiesta la massima portata di aria. I risultati ottenuti hanno dimostrato che la temperatura e l’umidità presenti all’interno della struttura potrebbero essere distribuite in modo più omogeneo mediante un sistema di ventilazione in grado controllare la velocità dell’aria e garantendo allo stesso tempo anche risparmio in termini energetici. Realizzazione e sperimentazione di un nuovo strumento per la movimentazione dei suini. Diversi studi hanno dimostrato che una buona od una cattiva manipolazione può influenzare la fisiologia, il comportamento ed anche la qualità della carne dei suini. Considerando da un lato il concetto di benessere animale e le leggi che lo regolamentano e, dall’altro, l’etologia ed il comportamento dei suini è stato progettato e realizzato uno strumento, da utilizzare all’interno dei box, per movimentare in maniera più agevole i suini e limitarne lo stress. Per verificare l’efficacia dello strumento è stata predisposta una sperimentazione con l’obbiettivo di valutare il tempo che gli animali impiegavano per uscire fuori dai propri box. Gli animali movimentati con l’ausilio dello strumento hanno fatto registrare un tempo inferiore rispetto agli animali movimentati senza di esso e, inoltre, non hanno richiesto sollecitazioni per proseguire il percorso. Si vuole precisare, infine, che lo strumento richiede la presenza di un solo operatore per il suo utilizzo.Dottorato di ricerca internazionale in Benessere, biotecnologia e qualità delle produzioni animali - Welfare, biotechnology and quality of animal productions (XXV ciclo - XXV cycle

    Role of large conductance CA2+- and voltage-activated K+ channels in leptin induced neuroprotection

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    L’ormone adipocitario leptina agisce su neuroni ipotalamici regolando l’assunzione di cibo e la spesa energetica. I recettori della leptina sono espressi in diverse aree cerebrali e le azioni extraipotalamiche sono state ampiamente riconosciute: la leptina influenza la plasticità sinaptica ed inibisce l’attività simil-epilettiforme sia in neuroni ippocampali che corticali. Molti studi hanno inoltre evidenziato la sua capacità di esercitare neuroprotezione sia in vitro che in vivo contro deprivazione di ossigeno e glucosio, ipossia, ischemia o stimoli ossidativi su neuroni di diverse aree cerebrali. Tra i meccanismi responsabili degli effetti della leptina, il silenziamento neuronale attraverso l’attivazione dei canali del potassio sembra svolgere un ruolo importante: recenti evidenze hanno suggerito che i canali del potassio ad alta conduttanza Ca2+- e voltaggio-dipendenti (canali BK), che stabilizzano il potenziale di membrana neuronale e regolano il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori, mediano almeno parte degli effetti della leptina sull’eccitabilità neuronale. Infatti, l’attivazione dei canali BK inibisce l’aberrante firing neuronale ippocampale. Inoltre, l’attivazione dei canali BK esercita significativi effetti neuroprotettivi in modelli animali di ischemia cerebrale e attenua il danno neurologico dopo lesione cerebrale traumatica. L’attivazione dei canali BK sembra anche mediare gli effetti della leptina sull’eccitabilità di neuroni ippocampali durante l’ipossia. Nonostante tali risultati, non esiste nessuna evidenza diretta dell’attivazione dei canali BK da parte di tale ormone durante la neuroprotezione. Nel presente studio, gli effetti neuroprotettivi della leptina ed i meccanismi molecolari coinvolti sono stati valutati in vitro in neuroni corticali di ratti e topi esposti a N-Metil-D-Aspartato (NMDA),. In neuroni corticali di ratto, gli effetti neuroprotettivi della leptina contro la morte cellulare indotta da NMDA erano dose-dipendenti (10-100 ng/ml) e maggiori quando la leptina era incubata per 2 ore prima dello stimolo neurotossico. Sia in neuroni corticali di ratti che di topi, la neuroprotezione indotta dalla leptina era interamente antagonizzata da Paxillina e Iberiotossina, due bloccanti dei canali BK; inoltre, i neuroni corticali di topi che mancavano di uno e di entrambi gli alleli codificanti per le subunità  formanti il poro dei canali BK erano insensibili alla neuroprotezione. In cellule HEK293T che esprimevano transientemente la subunità  dei canali BK o in cellule Ea.hy926 che la esprimevano costitutivamente, l’esposizione alla leptina induceva un robusto spostamento a sinistra della voltaggio dipendenza di attivazione dei canali; questo effetto era ampiamente prevenuto in presenza di chelanti del Ca2+ oppure in cellule che esprimevano canali BK insensibili a tale ione, puntando verso un meccanismo Ca2+-dipendente alla base dell’attivazione dei canali indotta dalla leptina. Inoltre, sia in neuroni corticali che in entrambe le linee cellulari utilizzate, la leptina aumentava i livelli di Ca2+ intracellulare. Infine, il blocco della PI3K o delle subunità P110 e  preveniva l’aumento delle correnti. In conclusione, questi risultati suggeriscono che l’attivazione dei canali BK successiva all’aumento di Ca2+ è uno step critico per la neuroprotezione indotta dalla leptina, di neuroni corticali esposti in vitro a NMDA, facendo di tale evento una potenziale strategia per contrastare le malattie neurodegenerative.The adipocyte hormone leptin controls appetitive behaviors by acting on hypothalamic neurons involved in food intake and energy expenditure. Leptin receptors are expressed in diverse brain regions and extrahypothalamic actions of leptin are increasingly being recognized; for example, leptin influences synaptic plasticity in hippocampal neurons and inhibits epileptiform-like activity in hippocampal as well as in neocortical neurons. Several studies have also highlighted the ability of leptin to exert both in vitro and in vivo neuroprotective effects against oxygen-glucose deprivation, hypoxia, ischemia and excitotoxic or oxidative stimuli in neuronal populations from distinct brain areas. Among the molecular mechanisms responsible for the effects of leptin, neuronal silencing via activation of potassium (K+) channels appears to play a major role: recent evidences have suggested that large-conductance, Ca2+- and voltage-activated K+ channels (BK channels), which stabilize the neuronal membrane potential and regulate excitatory neurotransmitter release, mediate at least part of leptin effects on neuronal excitability. In fact, activation of BK channels mediates the inhibition of aberrant hippocampal neuronal firing. Notably, BK channel activation exerts strong neuroprotective effects in animal models of cerebral ischemia, and attenuated cerebral edema and neurologic motor impairment after traumatic brain injury. Activation of BK channels also seems to mediate leptin effects on primary hippocampal neuronal excitability during hypoxia. Despite these results, direct evidence for BK channel activation by this adipokine during neuroprotection is lacking. In the present study, the neuroprotective effects of the adipokine leptin, and the molecular mechanism involved, have been studied in rat and mice cortical neurons exposed to N-methyl-D-Aspartate (NMDA) in vitro. In rat cortical neurons, leptin elicited neuroprotective effects against NMDA-induced cell death which were concentration-dependent (10-100 ng/ml) and largest when the adipokine was preincubated for 2 hours before the neurotoxic stimulus. In both rat and mouse cortical neurons, leptin-induced neuroprotection was fully antagonized by Paxilline and Iberiotoxin, two BK channel blockers; moreover, cortical neurons from mice lacking one or both alleles coding for Slo1 BK channel pore-forming  subunits were insensitive to leptin-induced neuroprotection. In HEK293T cells transiently expressing the  subunit of BK channels or in Ea.hy926 constitutively expressing the subunit, leptin exposure evoked a robust leftward-shift of the half-maximal activation voltage; in both cases this effect was largely reversed in presence of Ca2+-chelators in the patch pipette, or when BK channels insensitive to modulation by intracellular Ca2+ were expressed, pointing towards a Ca2+-dependent mechanism underlying leptin-mediated BK channels activation. Moreover, both in cortical neurons and in cell lines, leptin increased intracellular Ca2+ levels. Finally, the blockade of PI3K or P110 or  subunits prevented the current increase. In conclusion, these results suggest that BK channel activation following increases in intracellular Ca2+ levels is a critical step for leptin-induced neuroprotection in NMDA-exposed cortical neurons in vitro, thus highlighting leptin-based intervention via BK channel activation as a potential strategy to counteract neurodegenerative diseases.Dottorato di ricerca in Scienze per la salute (XXVI ciclo

    Synergistic effects of dietary bioactive compounds and investigation of Nrf2/HO-1 axis in HIV-1 transgenic rat

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    Considerable evidence suggests that the combinatorial effect dietary bioactive compounds may be useful in preventing or reducing aging features. Therefore, a synergistic multi-target approach in dietary intervention may be effective in slowing down the aging process and increase healthy aging. Functional foods and nutraceuticals can exert specific anti-aging benefits such as improvement in mitochondrial function or induce neuroprotective effects to counteract the deleterious consequences of oxidative stress. In this project, we evaluated a novel treatment strategy by combining two bioactive dietary constituents (resveratrol and equol) to determine their effect on mitochondrial function. The combined use of both compounds increased mitochondrial mass, mitochondrial DNA content, SIRT1 enzymatic activity and induced mitochondrial biogenesis factors such as PGC1-α, TFAM and NRF-1. Therefore, identification of this novel synergism may provide a new perspective for future treatments aiming to modulate the mitochondrial activity. Next, we investigated the combined effect of L-Carnosine and EGCG, two bioactive dietary compounds that have received particular attention because of their potential role in modulating oxidative stress associated with aging. We demonstrated that the neuroprotective effects of EGCG and L-Carnosine are achieved through the modulation of HO-1/Hsp72 systems. Our results indicate that the combined administration of EGCG and L-Carnosine reduces the neuronal damage caused by oxidative stress. Since chronic oxidative stress plays a central role in the pathogenesis of many diseases, including HIV-1 associated disorders, the last part of the project aimed to investigate the age-related patterns of Nrf2 and HO-1 in different brain regions and tissues of HIV-1 transgenic rat. The Nrf2/HO-1 axis constitutes a crucial cell survival mechanism to counteract oxidative stress and several recent studies have shown that bioactive food compounds can modulate Nrf2/HO-1 pathway. However, in the context of HIV-1 infection its role remains largely uncharacterized. In HIV-1 transgenic rat, we observed a significant reduction in the protein levels of Nrf2 and HO-1, suggesting a weakening in the cytoprotection exerted by Nrf2/HO-1 system. Moreover, the declined protein function of Nrf2 and HO-1 was accompanied by the acquisition of premature senescence phenotype in HIV-1 transgenic rat. Dietary inducers of Nrf2 and HO-1 may provide a novel strategy for restoring this pathway and mitigate oxidative stress during HIV-1 infection.Evidenze significative suggeriscono che sfruttare l’effetto combinatoriale di composti bioattivi derivanti dalla dieta può essere utile per prevenire o ridurre alcuni aspetti legati all’invecchiamento. Di conseguenza, interventi nutrizionali con approccio sinergico multi-target potrebbero essere efficaci nel rallentare il processo dell’invecchiamento e promuoverne la qualità. Alimenti funzionali e nutraceutici possono esercitare benefiche proprietà anti-invecchiamento, come miglioramento della funzione mitocondriale o indurre effetti neuroprotettivi per contrastare le conseguenze deleterie dello stress ossidativo. In questo progetto, abbiamo valutato una nuova strategia di trattamento, combinando due composti bioattive della dieta (resveratrolo ed equolo), per determinare il loro effetto sulla funzione mitocondriale. L’uso combinato di entrambi i composti ha incrementato la massa mitocondriale, il DNA mitocondriale, l’attività enzimatica di SIRT1 e indotto fattori di biogenesi mitocondriale come PGC1-α, TFAM and NRF-1. Quindi, l’identificazione di questo sinergismo potrebbe fornire una nuova prospettiva per futuri trattamenti aventi lo scopo di modulare l’attività mitocondriale. Successivamente, abbiamo investigato l’effetto combinato di L-Carnosina ed EGCG, due composti bioattivi presenti nella dieta che hanno ricevuto particolare attenzione dato il loro potenziale ruolo nel modulare lo stress ossidativo associato all’invecchiamento. Abbiamo dimostrato che gli effetti neuroprotettivi di EGCG ed L-Carnosina vengono raggiunti attraverso la modulazione dei sistemi HO-1/Hsp72. I nostri risultati indicano che l’amministrazione combinata di EGCG ed L-Carnosina riduce il danno neuronale causato dallo stress ossidativo. Dato che lo stress ossidativo gioca un ruolo centrale nella patogenesi di molte patologie, compresi i disturbi associati all’HIV-1, l’ultima parte del progetto ha avuto come scopo investigare i “patterns” di Nrf2 ed HO-1, in relazione all’età, in diversi tessuti e regioni del cervello di un ratto HIV-1 transgenico. L’asse Nrf2/HO-1 costituisce un meccanismo essenziale di sopravvivenza cellulare per contrastare lo stress ossidativo e diversi studi recenti hanno mostrato come composti alimentari bioattivi possono modulare il pathway dell’Nrf2/HO-1. Tuttavia, il suo ruolo nel contesto dell’infezione da HIV-1 rimane ampiamente non caratterizzato. Nel ratto HIV-1 transgenico abbiamo osservato un riduzione significativa dei livelli proteici di Nrf2 ed HO-1, suggerendo un indebolimento della citoprotezione esercitata dal sistema Nrf2/HO-1. Inoltre, il declino della funzione proteica di Nrf2 ed HO-1 è stata accompagnata dall’acquisizione di un fenotipo senescente. Induttori di Nrf2 ed HO-1, presenti nella dieta, potrebbero fornire una nuova strategia per ripristinare questo pathway e ridurre lo stress ossidativo durante l’infezione da HIV-1.Dottorato di ricerca in Scienze per la salute (XXVI ciclo

    Italian agri-food exports in the international arena

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    We study the performance of the so called Made in Italy agri-food exports over the last fifteen years, merging the strand of analysis that estimated price and demand elasticities with that considering more explicitly the role of product quality. We proceed in three steps. First, we estimate the elasticities of exports with respect to world imports, export prices and the competitors’ prices, both at aggregate and product level. Second, we calculate an index of sophistication capturing the position of each product in different layers of world markets. Finally, we compare the outcomes of the estimates of the long-run elasticities with the changes in sophistication levels. The picture we got is a coherent synthesis of the tendencies and forces shaping world competition in the agri-food sector. Our results show that the strategy of Italian exporters varies according to the type of product and to the degree of market completion. In some cases, Italian exports contrast increasing world competition by increasing quality levels (i.e. their sophistication content); in other cases, price competition is chosen by keeping average unit values at lower levels than those of the competitors. All considered, in many cases, these strategies are successful in allowing Italy to defend and sometimes even to increase its positions in the world markets, in spite of a growing world competition.Anna Carbone; email: [email protected] Henke; email: [email protected] Franco Pozzolo; email: [email protected]

    Hybrid identities in intercultural post-migration and postcolonial contexts in Italy and France: transdisciplinary itineraries

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    Le grandi migrazioni internazionali, la globalizzazione, i processi di decolonizzazione hanno favorito incontri interculturali che hanno prodotto una serie di conseguenze sul piano sociale, culturale e linguistico. L’obiettivo del presente lavoro è quello di utilizzare fonti letterarie e porsi come studio transdisciplinare per analizzare queste conseguenze attraverso la comparazione di due realtà, diverse per storia coloniale e di immigrazione, come l’Italia e la Francia. Le ricerca intende indagare su come gli incontri interculturali abbiano messo in crisi i fondamenti stessi dell’identità, il luogo, la lingua e la cultura, definendoli come non più qualcosa di stabile e unitario, ma piuttosto come qualcosa di dinamico, ibrido e in continua trasformazione. L’analisi dei testi letterati proposti, da un lato quelli della recente letteratura dell’immigrazione e delle seconde generazioni in Italia, dall’altra quelli della letteratura dei giovani figli di immigrati del Maghreb in Francia, prevalentemente edita negli anni Ottanta-Novanta del secolo scorso, offre un parallelo fra due realtà che ci porta a riflettere su alcune questioni comuni riguardanti la cultura e la lingua delle società accoglienti, che risultano essere declinate non più al singolare, ma alla pluralità e alla molteplicità. I fenomeni migratori e le condizioni postcoloniali hanno portato alla nascita di nuove soggettività – il migrante, l’immigrato di seconda generazione, il soggetto postcoloniale –, figure caratterizzate da una crisi che produce un’identità fortemente scissa, figure ibride che vivono idealmente in uno spazio di frontiera, per cui il concetto di “luogo” viene scardinato portando con sé una ridefinizione dei concetti di appartenenza, cittadinanza, confine, e a nuove dinamiche fra centro e periferia. La cittadinanza diventa il simbolo della rivendicazione di una identità “multipla”, ricostruita sulla base di coordinate spaziali, culturali e linguistiche che non rispettano le linee dure dei confini geopolitici. I confini stessi non rappresentano più rigide linee di separazione fra stati, ma spazi modificabili e riscrivibili, linee che possono essere mescolate e giustapposte per creare spazi dinamici in cui le identità sono in costante sviluppo e riformulazione. Chi vive a cavallo fra due mondi manifesta un’identità culturale lacerata e, nel tentativo di trovare un equilibrio, si rifugia in un “terzo spazio” fatto di contaminazioni e creolizzazioni. Il contatto fra le culture e i continui scambi fanno sì che tutto il mondo, secondo il pensiero di Édouard Glissant, si creolizza, perché elementi culturali eterogenei si intervalorizzano reciprocamente e spontaneamente. L’ibridità, la cultura creola, si presentano come valori in grado di proporre un nuovo modello di identità che si pone come alternativa alla certezza monolitica delle identità europee. Così come le culture, anche le lingue si “creolizzano”, si contaminano, si mescolano. Le opere letterarie analizzate mostrano come il plurilinguismo diventa necessità di riposizionamento identitario, per cui la lingua non riflette un’appartenenza specifica ad una nazione, ma la volontà di situarsi tra due luoghi, in una posizione ibrida e dinamica. In ambito postcoloniale reinventare una lingua significa rifiutare la rigida contrapposizione fra colonizzatori e colonizzati, oppressori e oppressi, bianchi e neri, e rivendicare il proprio esserci “attraverso” le lingue, le culture, le nazioni.The processes of international migration, globalization, decolonization have bought to intercultural contacts that have produced a great number of social, cultural and linguistic consequences. The aim of this work is to use literary sources in order to carry out a transdisciplinary study and analyze these consequences through the comparison of two realities, different for colonial history and immigration, such as Italy and France. The research aims to explore how intercultural contacts have undermined the very foundations of identity – place, language and culture – defining them not as stable and unified, but rather as dynamic, hybrid and transforming. The analysis of literary texts, on the one hand those of the recent italian literature of the second generation of immigrants, on the other hand those of the young children of North African immigrants in France, mainly published in the eighties - nineties of the last century, offers a parallel between two realities that leads us to reflect on some common questions dealing with the language and the culture of receiving societies, which are no longer definied as singular, but as plural and multiple. The migration and the postcolonial conditions have led to the emergence of new subjectivities – the immigrant, the second generation immigrant, the postcolonial subject – which are hybrid beings living in an ideal borderland and characterized by a crisis that produces a strongly divided identity. So the concept of “place” is broken up, bringing to a new definition of the concepts of belonging, citizenship, border, and to new dynamics between center and periphery. Citizenship becomes the symbol of the claim for a “multiple” identity, reconstructed on the basis of spatial, cultural and linguistic coordinates not respecting the hard lines of the geopolitical boundaries. The boundaries themselves are no longer rigid lines of separation between states, but modifiable and rewritable spaces that can be mixed and juxtaposed in order to create dynamic spaces in which identities are in constant development and reformulation. Those who live between two worlds show a divided cultural identity searching for a balance, taking refuge in a “third space” made up of contamination and creolisation. The contact and the exchanges between cultures make the whole world creolising, according to Édouard Glissant, because of the interaction of heterogeneous linguistic and cultural elements. Hybridity and creole culture are positive values proposing a new model of identity that stands as an alternative to the monolithic certainty of European identities. As well as cultures, languages are also creolising and contiminating. The literary works analyzed show how multilingualism symbolises the need of redefining identity, so the language does not reflect the belonging to a specific nation, but the desire to live between two places in a hybrid and dynamic position. In postcolonial literature reinventing a language means rejecting the rigid opposition between colonizer and colonized, oppressor and oppressed, white and black , and claiming to be “through” languages, cultures and nations.Dottorato di ricerca in Relazioni e processi interculturali (XXVI ciclo

    Effects of different kind of physical exercise on cognitive function in older adults

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    Introduzione Diversi studi hanno dimostrato che l'attività fisica può ritardare l'insorgenza di disabilità cognitiva in anziani sani. Tuttavia, ci sono pochi studi riguardanti il più efficace tipo di allenamento. Lo scopo di questo studio è quello di confrontare gli effetti prodotti da diversi protocolli di allenamento in una popolazione di anziani, al fine di individuare quella che produce i maggiori benefici. Questo studio è stato preceduto da altri due studi. Nel primo studio osservazionale, è stata analizzata la correlazione tra la pratica di attività fisica e le funzione cognitiva. Nel secondo studio (uno studio controllato randomizzato ) sono stati invece valutati gli effetti di un allenamento non specifico di due anni, sulle funzioni cognitive. Entrambi questi studi hanno suggerito un effetto significativo dell'attività fisica per aumentare le prestazioni di memoria ( valutate il test di Rey) . Metodi È stata condotto un trial randomizzato controllato di 12 settimane di attività fisica monitorata. Ottanta soggetti di età 66,96 ± 6,21 anni sono stati sottoposti a screening per l'ammissibilità. I soggetti sono stati divisi in modo random in quattro gruppi: gruppo FORZA ( n = 20 ), che ha eseguito un allenamento di forza per i 6 principali gruppi muscolari (dal 60 % al 85 % del - RM ); gruppo AEROBICO ( n = 20 ), che ha eseguito esercizi aerobici ad una intensità di 70-95% MaxHR ; gruppo POSTURALE ( n = 20 ) , che ha eseguito esercizi di ginnastica posturale; e gruppo CONTROLLO ( n = 20 ) , che non ha ricevuto alcun trattamento . Gli outcomes misurati sono stati: Mini-Mental State Examination ( MMSE ), Frontal Assessment Battery ( FAB). Test di Rey, Matrici Attentive, Matrici Progressive di Raven , Test di Stroop , Test della memoria di prosa , Test della copia di disegni con e senza programmazione, Trial Making Test (TMT) versione A e B , Memory Assessment Questionnaire - Cliniche (MAC - Q) e la Geriatric Depression Scale ( GDS ) . Risultati L’analisi della varianza per misure ripetute ( RM - ANOVA ) ha mostrato differenze significative tra i 4 gruppi relativamente alle Matrici Progressive del Raven , sia nel tempo che nel numero di risposte corrette (p <0.05) , nelle Matrici Attentive (p< 0.05) , nel tempo per la Copia di disegni ( p < 0.05 ) e nel MAC-Q (p<0.05). Nessuna differenza significativa è stata trovata nelle altre prove. L’analisi post hoc ha mostrato i seguenti risultati :nelle Matrici Progressive di Raven , il gruppo AEROBICO ha raggiunto i migliori risultati rispetto al CONTROLLO (p<0,05) . Allo stesso modo nel test del Matrici Attentive, il gruppo AEROBICO ha raggiunto i migliori risultati rispetto al CONTROLLO (p<0.05). Nel tempo per la copia dei disegni il miglior risultato è stato raggiunto dal gruppo FORZA vs. CONTROLLO (p<0.05). Nel MAC-Q, tutti i 3 gruppi sperimentali ottenuti i punteggi migliori vs CONTROLLO (p<0.05) Discussione I risultati mostrano che diversi protocolli di esercizio fisico producono effetti diversi sulle funzioni cognitive, ma questi risultati confrontati ai risultati emersi da 2 studi preliminari suggeriscono che i migliori effetti dell'attività fisica sulla memoria, non sono prodotte da un singolo tipo di allenamento, ma probabilmente i migliori punteggi nei test di memoria di memoria vengono raggiunti da un programma misto di attività fisica. Tuttavia, i punteggi dei tre gruppi sperimentali erano generalmente migliori rispetto CONTROLLO. Probabilmente un tempo più lungo di osservazione è necessaria per ottenere risultati significativi anche nelle altre prove.Introduction Several studies have shown that physical activity delays the onset of cognitive disability in healthy older adults. However, there are few specific studies regarding the most effective kind of training. The aim of this study was to compare the effects of different training methods in older adults, in order to identify the one that brings the greater benefits. This study is preceded by two previous studies. In the first observational study, the correlation between physical activities practice and cognitive function was analyzed. In the second study, a randomized controlled trial, the effects of a 2 year general training on the cognitive function were evaluated. Both these studies suggested a significant effect of the physical activity on the memory performances, evaluated by Rey's word list recall tests.. Methods A Randomized controlled trial of 12 week monitored physical activity was conducted. Eighty subjects, aged 66.96 ± 6.21 years, were screened for eligibility. The subjects were randomly assigned in four groups: STRENGTH Group (n=20), performing resistance training for the 6 major muscle groups (60% - 85% of 1-Repetition Maximum); AEROBIC Group (n=20), performing aerobic exercises at intensity range of 70-95% of Maximum Heart Rate); POSTURAL Group (n=20), performing postural exercises and CONTROL Group (n =20), which has not received any treatment. Outcome measures were Mini-Mental State Examination (MMSE), Frontal Assessment Battery (FAB), Rey's word list recall tests, Attentional Matrices, Raven’s Progressive Matrices, Stroop test, Prose memory test, Copying of Drawings with and without landmarks, Trial Making Test (TMT) version A and B, Memory Assessment Clinics-Questionnaire (MAC-Q) and Geriatric Depression Scale (GDS). Results Repeated Measures Analysis of Variance (RM-ANOVA) showed significant differences among the 4 groups in the Raven’s Progressive Matrices, both in time and correct answers (p<0.05), in the second test of Attentional Matrices (p< 0.05), in Copying of Drawing time (p<0.05) and in the MAC-Q (p<0.05). No significant differences were found in the other tests. Post hoc analysis showed the following results: in the Raven’s Progressive Matrices, the AEROBIC group reached better results than CONTROL group (p< 0.05). Similarly in the Test of Attentional Matrices, the AEROBIC group reached better results than CONTROL group (p<0.05). In in Copying of Drawing time better results were reached by the STRENGTH group vs. CONTROLS (p<0.05). In the MAC-Q, all the 3 experimental groups obtained better scores than CONTROLS (p<0.05). Discussion These results showed that different protocols of physical exercise produced different effects on cognitive functions, whereas in comparison with the two preliminary studies results, the study suggests, that the best effects of the physical activity on the memory are not produced by a specific kind of training. The best scores in the memory tests are reached by a mixed program of physical activity. However the scores of the 3 experimental groups were generally better than CONTROLS. A longer time of observation is required to obtain more significant results also in the other tests.Dottorato di ricerca in Scienze per la salute (XXVI ciclo

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