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Integrated approach to investigate molecular mechanisms in woody root response to bending
The studies presented in this PhD thesis have the general aim to contribute in the understanding the complex and almost unknown “world” of woody root biology.
In particular the work has been focused on two major issues: 1) root response to mechanical stress and 2) mechanisms involved in lateral root emission from a secondary structure. Results of these studies are described in the chapter I and chapter II.
Chapter I. The response of Populus nigra woody root to mechanical stress imposed by bending.
To investigate the root response to mechanical stress, during the first period of the PhD project an experimental system represented by bent poplar taproots has been set up. The first results obtained by the analysis of this experimental system are reported in the paper published by Scippa et al., (2008). The data obtained showed that poplar taproot responds to mechanical stress increasing the lateral root emissions, biomass and lignin content, activating stress-responsive genes and altering the metabolic pathways. Starting from these results, in the second phase, to dissect the mechanisms involved in the woody root response to bending a temporal and spatial analysis have been carried out. In particular after modeling the forces distribution along the bent taproot, the morphological and lignin changes were analyzed together with the alteration of proteins profiles. The use of 2DE coupled to the MS/MS allowed the identification of 211 well resolved proteins which represent the first woody root proteome map. In addition all the data obtained at the different level of investigation were further verified and elaborated by multivariate statistical analysis identifying important temporal and spatial protein markers.
Chapter II. Identification and characterization of an activation-tagged gene encoding an AP2/ERF protein that regulates lateral root emission.
To investigate mechanisms involved in lateral root emission from a secondary structure, a suitable experimental system is required. In details, after screening of 627 independent activation-tagged transgenic lines in tissue culture, a transgenic hybrid poplar (Populus tremula X Populus alba), with dominant root phenotype, was identified. The cause of the observed phenotype was the hyperactivation (insertion of a strong 35S transcriptional enhancer) of the gene encoding for a protein of AP2/ERF family (PtaERF003). The root phenotype was increased through IAA application to the growth medium and metabolic profiling was characterized. The data obtained address the use of the transgene as model to further identify the molecular factors controlling lateral root emission from the secondary growth. In addition the possibility of producing trees with strongly lateral root phenotype could have significant economic and environmental benefits, including ensure of a good anchorage, slopes stabilization and reduced risk of landslides.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo
The Handbook of recovery and protection of the "suburban landscape" of the lower Molise. A proposal of method
Se si volesse dare una definizione di “paesaggio agrario suburbano”, l’oggetto di questa ricerca, si potrebbe dire che esso è, parafrasando un concetto già citato e ripreso da Emilio Sereni, “quella forma che l’uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole e delle sue necessità abitative a quelle strettamente connesse, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale”.
Una prima spinta nella scelta del tema in questione deriva da una riflessione fatta durante la lettura del libro di Sereni: in particolare mi ha colpita un’immagine del dipinto di Ambrogio Lorenzetti, denominato “Buon Governo”, nella quale si nota una forte analogia con quello che è oggi il paesaggio in alcune zone del Molise. La particolarità ravvisabile si trova in un’illustrazione del paesaggio italiano medievale che rispecchia perfettamente parti di un paesaggio del 2007, e del rapporto che quest’ultimo può avere con paesaggi adiacenti che sono stati invece completamente trasfigurati dalle dinamiche evolutive della società .
Lo studio parte dunque dalla volontà di procedere nell’individuazione dei diversi aspetti che caratterizzano il paesaggio suburbano, sia in relazione a scenari che possono portare alla definizione delle dinamiche evolutive in atto, sia riguardo alla formazione di quadri conoscitivi storico-critici.
Ai fini della ricerca si è considerato il paesaggio come un complesso di vari sistemi (naturali, artificiali) tra loro mutuamente integrati; nella trattazione il fenomeno sarà analizzato in rapporto sia all’ambito naturale sia a quello antropico.
Per tener conto di questi aspetti si devono analizzare le caratteristiche fisico-morfologiche, le caratteristiche vegetazionali, le trasformazioni antropiche e degli insediamenti su di un lasso di tempo definite, un’analisi storico critica e l’analisi della viabilità.
Non può di certo mancare una parte introduttiva dove vengono date definizioni circa il concetto di paesaggio, e questo non è possibile senza un excursus storico che ne delinei l’evoluzione sia a livello teorico, sia anche a quello legislativo.
E’ certamente necessario dare una prima definizione di “paesaggio suburbano”, definizione che subirà di sicuro un’evoluzione man mano che si procede con la raccolta dei dati sul territorio.
Il procedimento che si è messa a punto prevede l’individuazione di significative zone omogenee, che partono dall’esamina della suddivisione in zone territoriali omogenee che i comuni definiscono all’interno del proprio territorio negli strumenti urbanistici che li governano. Queste rappresentano il punto di partenza per la definizioni delle tessere paesaggistiche: si distinguono le varie zone in urbane, sub-urbane e agricole attuali, in modo da evidenziare immediatamente il campo di interesse della ricerca. L’unione delle Zone Territoriali Omogenee A, B, e in parte C è sicuramente quella che determina il poligono della zona urbana, o TU.
Di più difficile individuazione sono invece le zone sub-urbane, le TSU, soprattutto nella distinzione dalle zone agricole, ossia le TA, le quali possono essere identificate con le Zone Territoriali Omogenee E, dove l’elemento discriminante può essere la percentuale di fabbricati presenti e/o la vicinanza con una viabilità importante come indice quantitativo; la catalogazione dei manufatti, che avviene in un secondo momento, può invece fornire un indice qualitativo per cui si possono poi trattare in modo differente le aree dove i fabbricati sono di recente costruzione rispetto a quelle dove sono presenti manufatti con una dignità storica.
Una conoscenza sistematica di alcuni aspetti del territorio, obiettivo assieme ad altri della ricerca, non solo da un punto di vista morfologico, ma anche storico e sociale, farà emergere dati utili a comprendere aspetti specifici dell’architettura rurale sparsa che costella il Molise, in generale, ed il basso Molise in particolare. A tal proposito si è scelto di definire dei comuni “campo-prova” all’interno dei quali testare la metodologia messa a punto; i comuni prescelti sono: Montenero di Bisaccia, Montecilfone e Ripalimosani. Nel mettere in relazioni le analogie e le differenze di questi tre comuni ci si è ritrovati ad affrontare problematiche differenti ma che insieme compongono un unicum che possa far comprendere in maniera efficace tutte le diverse sfaccettature presenti sul territorio regionale. La metodologia elaborata nel presente studio, pur nascendo nello specifico per l’analisi e la tutela del paesaggio suburbano del Basso Molise, potrebbe trovare applicazione anche nei comuni che geograficamente si trovano nel Molise Centrale e nell’Alto Molise. In tal senso si giustifica la scelta di un comune dell’entroterra, Rpalimosani, che può, con la sua analisi, già dare una prima risposta circa la validità della metodologia proposta per zone dove i cambiamenti dovuti a fenomeni legati all’economia del luogo sono meno evidenti.
I problemi del paesaggio, così come quelli della città, e dunque del territorio, non possono essere affrontati semplicemente adottando atteggiamenti “vincolistici” e statici; che, come vedremo, trattandosi di un fenomeno di carattere interdisciplinare nel quale rientra non solo materie di natura geografica, ma anche architettonica, storiografica e sociale, avrà bisogno dell’ausilio di più punti di vista, di un equilibrio fra più metodi di ricerca.
La raccolta dei dati mediante schede porterà inoltre a conoscere alcune delle caratteristiche costruttive e tecnologiche specifiche dell’edilizia rurale molisana. L’intersezione dei dati raccolti sul territorio con le valenze paesaggistiche desunte dalla carta del suolo, dall’analisi dei Piani Paesistici, dalla conoscenza dell’evoluzione storica e sociale del territorio dovrà portare alla individuazione di elementi peculiari dell’architettura rurale legate non solo alle valenze architettoniche, ma anche a quelle paesaggistiche.
Tale conoscenza può essere efficace e capillare solo se fatta in modo attento e sistematico. A tal proposito si è cercato di mettere a punto delle vere e proprie schede di catalogazione dei dati di maggior rilevo per il tipo di indagine e la finalità della ricerca stessa. Tale scheda, che ha subito dei cambiamenti inevitabili durante il percorso di dottorato, racchiude delle descrizioni e valutazioni di carattere oggettivo circa i manufatti catalogati..
Nell’ultima parte della ricerca si darà vita ad un “prontuario” per il recupero del paesaggio suburbano, laddove esso risulta compromesso; ciò anche al fine di tutelarle, esigenza che, in una realtà frequentemente e miracolosamente conservata come quella di alcune zone del Molise, dovrebbe rappresentare una assoluta priorità.
Il risultato sarà di definire una metodologia che vada a definire delle tessere paesaggistiche che vanno a suddividere il territorio tessere urbane, tessere agricole e tessere suburbane; saranno poi quest’ultime ad essere studiate in dettaglio e al loro interso sarà proposta una catalogazione degli edifici rurali. Partendo dalla convinzione che un mezzo per poter tutelare il paesaggio è sicuramente la tutela degli elementi che lo compongono, si sono definite delle linee guida di intervento, che hanno avuto come risultato la definizione di un abaco degli interventi da effettuare nel rispetto sia del manufatto che del paesaggio in cui si trova.
Infine si sono presi in esame dei manufatti particolari dei tre comuni campi prova, due per ogni comune, per i quali si suggeriscono in maniera forte questi interventi al fine di un recupero e di una valorizzazione del manufatto stesso. Si tratta infatti di edifici ricchi dal punto di vista architettonico ed inseriti in scorci di paesaggio di elevato valore intrinseco. La definizione di una nuova destinazione d’uso di questi edifici potrebbe soddisfare contemporaneamente sia la Tradizione, sia la necessità di incentivare l’economia di aree dell’entroterra molisano.If he was wanted to give a definition of "suburban agrarian landscape", the object of this search, could be said that it is, paraphrasing a concept already quoted and taken back by Emilio Sereni, "that form that the man, in the progress and to the goals of its agricultural productive activities and its housing necessities to those tightly connected, consciously and systematically it engraves to the natural landscape."
A first push in the choice of the theme in matter derives from a reflection done during the reading of the book of Calms: particularly an image of the painting of Ambrogio Lorenzetti has struck me, denominated "Good Government", in which a strong analogy is noticed with what is the landscape in some zones of Molise today. Recognizable particularity is found in an illustration of the medieval Italian landscape that perfectly mirrors 2007 landscape parts, and of the relationship that this last can have with adjacent landscapes that have been instead completely transfigured by the evolutionary dynamics of the society.
The study departs therefore from the wish to proceed in the individualization of the different aspects that you/they characterize the suburban landscape, both in relationship in sceneries that can bring to the definition of the evolutionary dynamics in action both respect to the formation of historical-critical cognitive pictures.
To the goals of the search the landscape is considered as a complex of various systems (natural, artificial) among them mutually integrated; in the treatment the phenomenon will be analyzed in relationship both to the natural circle is to that antropico.
For tener account of these aspects they are had to analyze the physical-morphological characteristics, the characteristic vegetazionalis, the transformations antropiche and of the installations on a weary of time defined, an analysis historian critical and the analysis of the viabilità.
It is not able of certain an introductory part to miss where definitions are given around the concept of landscape, and this is not possible without a historical excursus that delineates the evolution of it both to theoretical level, both also to that legislative.
And' certainly necessary to give a first definition of "suburban landscape", definition that will suffer of sure an evolution as soon as he proceeds with the harvest of the data on the territory.
The procedure that he is debugging foresees the individualization of meaningful homogeneous zones, that you/they depart from it examines him some subdivision in the homogeneous territorial zones that the communes define inside his/her own territory in the urbanistic tools that govern them. These represent the point of departure for the definitions of the to plot landscape: the various zones are distinguished in urban, sub-urban and agricultural actual, so that to immediately underline the field of interest of the search. The union of the Zones Territorial Homogeneous Á., B, and partly C it is surely that that determines the polygon of the urban zone or You.
More difficult individualization they are instead the sub-urban zones, the TSUs, especially in the distinction from the agricultural zones or rather the TAs, which can be identified with the Homogeneous Territorial Zones And, where the discriminating element can be the percentage of present buildings e/o the proximity with an important viabilità as quantitative index; the cataloguing of the manufactured articles, that happens in a second moment, can furnish instead a qualitative index for which he can treat then in different way the areas where the buildings are of recent construction in comparison to those where present manufactured articles are with a historical dignity.
A systematic knowledge of some aspects of the territory, objective together to others of the search, not only from a morphological point of view, but also historical and social, it will make to emerge data profits to understand specific aspects of the shed rural architecture that Molise studs, in general, and low Molise particularly. To such intention you/he/she is chosen to define some communes "field-test" inside which to make a will the methodology debugging; the select communes are: Montenero of Haversack, Montecilfone and Ripalimosani. In to put in relationships the analogies and the differences of these three communes there you/he/she is found again to face different problem list but that together they compose an unicum that can make to understand in effective way all the different present facets on the regional territory. The elaborate methodology in the present study, also being born in the specific one for the analysis and the guardianship of the suburban landscape of Low Molise, you/he/she could also find application in the communes that are geographically found in Central Molise and in tall Molise. In such sense the choice of a commune of the hinterland is justified, Rpalimosani, that is able, with its analysis, already to give a first answer around the validity of the methodology proposed for zones where the due changes to tied up phenomenons to the economy of the place are less evident.
The problems of the landscape as those of the city, and therefore of the territory, you/they cannot simply be faced adopting attitudes "vincolistici" and static; what, as we will see, treating himself/herself/itself of a phenomenon of interdisciplinary character in which it not only reenters subjects of geographical nature, but also architectural, storiografica and social, it will need more the aid points of view, of an equilibrium among more methods of search.
The harvest of the data through cards will bring besides to know some of the characteristics constructive and technological specifications of the rural housebuilding molisana. The intersection of the picked data on the territory with the landscape values inferred by the paper of the ground, from the analysis of the Plain Paesisticis, from the knowledge of the historical and social evolution of the territory it will have to not only bring to the individualization of peculiar elements of the rural architecture tied up to the architectural values, but also to those landscape.
Such knowledge can be effective and capillary only if done in careful and systematic way. To such intention you/he/she is tried to set of the real cards of cataloguing of the data of greater I notice for the type of investigation and the finality of the same search. Such card, that has suffered some inevitable changes during the run of doctorate, contains some descriptions and evaluations of objective character around the listed manufactured articles..
In the last part of the search life will be given to a "manual" for the recovery of the suburban landscape, whereas it results compromise; this also with the purpose to protect her, demand that, in a reality frequently and miraculously preserved as that of some zones of Molise, you/he/she should represent an absolute priority.
The result will be to define a methodology that goes to define to plot landscape that you/they go to divide the territory to plot urban, to plot agricultural and to plot suburban; they will be then this last to be studied in detail and to their interso a cataloguing of the rural buildings you/he/she will be proposed. Departing from the conviction that a mean to be able to protect the landscape is surely the guardianship of the elements that you/they compose him/it, they are defined some lines it drives of intervention, that you/they have had resulted as the definition of an abacus of the interventions by to effect in the respect both of the manufactured article that of the landscape in which is found.
They are finally taken in examination of the particular manufactured articles of the three common fields test, two for every common, for which you/they are suggested in strong way these interventions to the purpose of a recovery and of an exploitation of the same manufactured article. You treats in fact of rich buildings from the architectural point of view and inserted in foreshortenings of landscape of elevated intrinsic value. The definition of a new destination of use of these buildings could contemporarily satisfy is the Tradition, is the necessity to stimulate the economy of areas of the hinterland molisano.Dottorato di ricerca in Analisi e valorizzazione del paesaggio (XXII ciclo
The role of agriculture in local development processes: elements of rural development in Apulian Wide Area Strategic Plans
Acknowledging that agriculture has important public functions in the form of positive externalities (non commodity output) along with commodity output, placing agriculture in a more complex system strongly linked to territory. However the lack of a parallel resizing of the sectorial nature of public agricultural policies ends in shaping them on agricultural development logic, opening up a new front of conflict between traditional and new actors of rural development. The paper presents some reflections on the role attributed to agriculture in the Apulian Wide Area Strategic Plans, so highlighting the persistence of an ideological developmentalist approach, recorded particularly in rhetorical modes through which multifunctionality and rural district concepts were integrated in some plans
Damages and specific compensation in public procurement
La materia degli appalti pubblici costituisce la principale palestra per l’elaborazione di nuovi e più efficaci strumenti di tutela. Infatti, con la legge n. 142/92 era stata prevista per la prima volta in Italia la tutela risarcitoria per le imprese concorrenti alle gare pubbliche. Il riconoscimento della risarcibilità degli interessi legittimi, affermato dalla Cassazione nel 1999 con la sentenza numero 500 ha determinato, tra l'altro, una radicale trasformazione del sistema di tutela per le imprese concorrenti alle gare, in quanto alla tradizionale tutela conseguente all'annullamento dell'aggiudicazione è venuta ad affiancarsi la tutela risarcitoria.
Alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale in continua evoluzione, la tesi analizza il tema dei rapporti tra la tutela reintegratoria e risarcitoria, muovendo da una sintetica analisi dei rapporti tra queste forme di tutela nella disciplina codicistica, per esaminare poi «l’adattamento» dei principi enucleati alla fattispecie dei contratti pubblici.
In particolare, lo studio si sofferma sulle teorie che giurisprudenza e dottrina hanno avanzato circa la natura giuridica della responsabilità della P.A., superando l'iniziale ricostruzione della Cassazione, che aveva ritenuto di inquadrare tale responsabilità nell'ambito della responsabilità extracontrattuale, per avvicinarla alla responsabilità contrattuale, attraverso la rielaborazione della risalente teoria dei rapporti contrattuali di fatto, ovvero attraverso una ricostruzione originale che valorizza le peculiarità dell’interesse legittimo pretensivo.
Ulteriore questione esaminata - incidente sui rapporti tra tutela per equivalente ed in forma specifica - è quella della pregiudiziale amministrativa. Lo studio evidenzia il contrasto tra la giurisdizione ordinaria e quella amministrativa. Detto contrasto sembra aver trovato una soluzione a livello normativo, orientata dai principi contenuti nella nuova direttiva ricorsi – di cui vengono considerate le principali innovazioni tese a valorizzare l’effettività delle tutela attraverso un’applicazione più ampia del risarcimento in forma specifica - attraverso l'attribuzione al giudice amministrativo di una giurisdizione esclusiva (anche sul contratto).
Quindi, la possibilità per il giudice amministrativo di fornire una effettiva tutela reintegratoria passa attraverso il riconoscimento della possibilità per lo stesso giudice di condannare l’amministrazione ad un facere specifico, ovvero condannare l'amministrazione a stipulare il contratto con il legittimo aggiudicatario. Sotto questo profilo si osserva che negli ultimi anni dottrina e giurisprudenza si sono confrontate attribuendo poteri più incisivi al giudice amministrativo fino al punto di configurare nel nostro ordinamento una azione di adempimento. Detta posizione dottrinaria sembra essere stata recepita dal legislatore che ha introdotto nello schema del nuovo codice amministrativo al fianco delle tradizionali azioni anche l'azione di adempimento.The topic related to public procurements is a valid exercise in order to elaborate new and more effective tools of protection. In fact, for the first time in Italy the law n. 142/92 provided for the damages protection on behalf of enterprises involved in public competitive biddings. The Cassazione in 1999 with the decision n. 500 recognized on behalf of the enterprises involved in public competitive biddings damages as protection of the class having a common interest, apart from the adjudication annulment.
Being in a continuous evolution the legislative and jurisprudential framework, the essay analyzes the relationship between specific compensation and damages, starting from a synthetic analysis of the relationships between those two forms of protection provided by the Civil Code, analysing also the “adaptation” of principles of the public contracts.
In particular, the thesis outlines theories that doctrine and jurisprudence created on the P.A. liability, overcoming the initial Cassazione’s reconstruction, organizing the liability within the tort liability in order to draw it up to the contractual liability, using the old theory of the factual contractual relationships, or analysing the original theory appreciating the peculiarities of the “pretensivo” class having a common interest.
Further question examined – having a relevance on the relationships between damages and specific compensation – is the administrative preliminary, analysing the contrast between the ordinary and administrative jurisdiction. The contrast seems to have a legislative solution, based on the principles contained in the new directive on the petitions – of whom the most important innovation are considered that appreciate the protection effectiveness trough a wide application of the specific compensation – attributing to the administrative judge an exclusive jurisdiction (also concerning the contract).
Therefore, the possibility for the administrative judge to provide effective protection “reintegratoria” through the recognition of the possibility for the court to order the administration to a specific positive act, or order the administration to contract with a legitimate contractor. In this regard it is noted that in recent years doctrine and the case has been compared by giving stronger powers to the administrative judge to the point of a set in our legal action compliance. This doctrinal position seems to have been implemented by the legislator who introduced the scheme of the new administrative code alongside the traditional measures of performance also action.Dottorato di ricerca in L'obbligazione e il rapporto giuridico e la loro tutela processuale (XXII ciclo
Isolation and characterization of mutants of Trichoderma harzianum strain ITEM 908 tolerant to antifungal metabolites of Fusarium oxysporum
La lotta biologica mediante l’impiego di funghi antagonisti è un utile mezzo di difesa delle colture agrarie da agenti fitopatogeni fungini. Il fungo antagonista Trichoderma harzianum viene impiegato efficacemente per contrastare l’azione di funghi fitopatogeni terricoli come Pythium spp., Sclerotinia spp. e Rhizoctonia spp. Risultati meno soddisfacenti si sono avuti nel controllo di Fusarium oxysporum ff.sp. Ciò è dovuto alle forti attitudini competitive di F. oxysporum che, almeno in parte, dipendono dalla produzione di sostanze antimicrobiche che assicurano al fungo un vantaggio competitivo nell’ambito delle biocenosi del terreno. Obiettivo di questo lavoro di tesi è stato il miglioramento della tolleranza dell’isolato T. harzianum ITEM 908 (Th908) all’azione di metaboliti antifungini di F. oxysporum. Ciò al fine di I) migliorare le prestazioni antagonistiche del ceppo Th908 nei confronti di forme fitopatogene di F. oxysporum e II) rendere possibile l’uso combinato del ceppo Th908 con ceppi di F. oxysporum non patogeni per colture agrarie e utilizzati come agenti di biocontrollo. E’ stata investigata la produzione di metaboliti bioattivi da parte di due isolati di F. oxysporum, di cui uno fitopatogeno (Fo2797) e l’altro impiegato come micoerbicida (FoFT2), mediante TLC e HPLC. L’acido fusarico (AF) e il suo analogo acido 9,10-deidrofusarico (ADF) sono stati identificati come i principali metaboliti bioattivi di entrambi gli isolati (Fo2797:AF=46 mg/ml, ADF=151 mg/ml;FoFT2: AF=51 mg/ml, ADF=34 mg/ml). Sia l’AF che gli estratti organici dei brodi colturali di Fo2797 e FoFT2 mostravano una forte attività d’inibizione verso Th908. L’attività antifungina di AF, generalmente considerata una fitotossina, è qui riportata per la prima volta. Allo scopo di generare mutanti di Th908 migliorati nella tolleranza ai metaboliti antifungini di Fo2797 e FoFT2, conidi di Th908 sono stati esposti a irraggiamento con UV-C. La sucessiva selezione, condotta su oltre 300 mutanti utilizzando substrati arricchiti con AF o estratti colturali di FoFT2, ha consentito di selezionare due mutanti (Th908-5 e Th908-81) dotati di migliorata resistenza ai metaboliti bioattivi e la cui mutazione è risultata stabile nel tempo. Successive indagini di tipo eco-fisiologico hanno escluso variazioni peggiorative di importanti caratteristiche, quali la competenza per la rizosfera e la capacità di diffusione nel terreno, rispetto al ceppo selvatico (Th908-wt). I nuovi biotipi mostravano inoltre una maggiore competitività nei confronti degli isolati di F. oxysporum in colture duali. Quando saggiati in vivo su germinelli di pomodoro, il mutante Th908-5 è risultato più efficace di Th908-wt e del mutante Th908-81 nel contrastare l’effetto patogenico di Fo2797, riducendo del 40% (p<0,05) la mortalita delle piantine causata da Fo2797. Inoltre, l’azione di Th908-5 non è stata ridotta da FoFT2, dimostrando la compatibilità dei due funghi. Infine, è stata indagata la base genetica della resistenza acquisita dai nuovi biotipi attraverso l’analisi dell’espressione di 5 geni, codificanti proteine transmembrana potenzialmente coinvolte nella polichemioresistenza (MDR) di T. harzianum, mediante RT-PCR. In risposta all’AF, il gene putativamente codificante la proteina Multidrug resistance protein B è risultato espresso in maniera differenziale nei due mutanti, permettendo così di ipotizzare una possibile implicazione in tale fenomeno.The use of fungal antagonists is regarded as an effective mean of control of soil-borne plant pathogens. Trichoderma harzianum is a well-known fungal antagonist that has been shown to be an effective biological control agent (BCA) against Pythium spp., Sclerotinia spp., Rhizoctonia spp. and Fusarium spp. The biological control of Fusarium oxysporum ff. spp. by T. harzianum has been less successful. Probably, this is due to the highly competitive nature of F. oxysporum, at least in part related to the production of antimicrobial compounds used as weapons within the soil microbial consortium. The aim of this work was to improve the tolerance of the antagonistic strain T. harzianum ITEM 908 (Th908) to antifungal metabolites produced by F. oxysporum, in order to I) improve the antagonistic performance of Th908 against phytopathogenic F. oxysporum strains; II) enhance the compatibility between Th908 and non pathogenic strains of F. oxysporum used as BCA. The production of bioactive metabolites by two F. oxysporum strains, a phytopathogenic strain (Fo2797) and a mycoherbicidal strain (FoFT2), was investigated by TLC and HPLC. Fusaric acid (FA) and its analogous 9,10-Dehydrofusaric Acid (DHFA) were identified as the major bioactive compounds produced by the analysed strains (Fo2797:AF=46 mg/ml, ADF=151 mg/ml;FoFT2: AF=51 mg/ml, ADF=34 mg/ml). Both FA and culture extracts of Fo2797 and FoFT2 showed a strong inhibitory effect towards Th908. This is the first report of the antifungal activity of FA. In order to generate mutants of Th908 resistant to antifungal metabolites of Fo2797 and FoFT2, a UV-mutagenesis strategy was used. Among 300 presumptive UV-C mutants isolated, two mutants (Th908-5 e Th908-81), which bore stable mutation, were resistant to AF and FoFT2 organic extracts. Further, eco-physiological investigations did not show any detrimental effects of mutation with regard to rhizosphere competence and soil colonization capability of the new biotypes, compared to the wild type strain (Th908-wt). In addition, in dual culture assays both mutants were more competitive than Th908-wt to F. oxysporum. When tested in vivo on tomato germlings, Th908-5 showed a greater biocontrol efficacy than Th908-wt and Th908-81. Th908-5 was able to reduce by 40% (p<0,05) the germling mortality caused by the pathogenic strain Fo2797. At the same time the mutant was compatible with the non pathogenic strain of F. oxysporum (FoFT2). Finally, the genetic basis of mutants’ acquired tolerance to antifungal metabolites of F. oxysporum was studied by a RT-PCR gene expression analysis of 5 genes coding for proteins putatively involved in Multi Drug Resistance (MDR) of T. harzianum. In response to the exposure to FA, the mutants showed a differential expression of the gene putatively coding for the Multi drug resistance protein B, suggesting the involvement of this gene in the resistance of T. harzianum to FA.Dottorato di ricerca in Difesa e qualità delle produzioni agro-alimentari e forestali (XXI ciclo
Plasmatic oxidative status and some blood and productive parameters in Lacaune sheeps and suckling lambs supplemented with verbascoside
Ricerca N° 1
E’ stato valutato l’effetto della somministrazione del verbascoside, nella pecora da latte, durante il periodo del periparto, sullo stato ossidativo plasmatico e su alcuni parametri ematici e produttivi in pecore Lacaune. Allo scopo sono state utilizzate 40 pecore, pluripare, di razza Lacaune, al 5° mese di gestazione, da 20 giorni prima del parto fino a 40 giorni dopo. Gli animali sono stati suddivisi in 2 gruppi, di 20 soggetti ciascuno, omogenei, per peso vivo (62,70±2,72) e ordine di parto (4±1d) ed alloggiati in 4 box, in numero di 10 per ciascuno di essi, delle dimensioni di 12 m², di cui un gruppo è stato utilizzato come controllo, mentre l’altro gruppo, sperimentale, era costituito da soggetti che hanno ricevuto individualmente, mescolato al mangime, un’integratore alimentare allo 0,5% di principio attivo a base di verbascoside.
Le pecore sono state sottoposte ai seguenti controlli sperimentali, ad intervalli di 20 giorni, durante l’intero periodo di prova:
- Rilievi dei pesi vivi e BCS
- Rilievi della produzione individuale di latte
- Rilievi delle caratteristiche chimico-bromatologiche del latte
- prelievi ematici
I risultati hanno evidenziato, nell’ambito del gruppo che ha ricevuto l’integrazione alimentare, modificazioni significative della produzione di latte e di alcuni parametri ematici, trigliceridi, colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL, AST, ROMs, Vitamina A ed E per P<0,01 e bilirubina e TBARS per P<0,05.
Ricerca N° 2
E’ stato valutato l’effetto della somministrazione del verbascoside sullo stato ossidativo plasmatico e su alcuni parametri ematici e produttivi in agnelli allattati naturalmente. Allo scopo sono stati utilizzati 40 agnelli di razza Lacaune, dell’età di 2-3 giorni, suddivisi in 4 gruppi di 10 soggetti ciascuno, omogenei tra loro per sesso e peso vivo (5,340±0,466 Kg) ed allattati naturalmente sino al termine della sperimentazione.
I gruppi a confronto sono stati così caratterizzati:
a) Gruppo T (controllo): pecore e agnelli non hanno ricevuto integrazione di verbascoside per l’intero periodo sperimentale
b) I gruppo: gli agnelli, durante l’allattamento, hanno ricevuto un’integrazione alimentare a base di verbascoside nella misura di 0,90 mg/kg p.v.0,75/giorno, mentre le madri non hanno ricevuto alcuna integrazione
c) II gruppo: gli agnelli, durante l’allattamento, non hanno ricevuto l’integrazione alimentare a base di verbascoside, mentre le madri hanno ricevuto tale integrazione nella misura di 0,49 mg/kg p.v.0,75/giorno, a partire da 20 giorni prima della data prevista del parto fino al termine della sperimentazione (40d)
d) III gruppo: gli agnelli durante l’allattamento, hanno ricevuto verbascoside nella misura di 0,90 mg/kg p.v.0,75/giorno; le madri hanno ricevuto anch’esse tale integrazione nella misura, però, di 0,49 mg/kg p.v.0,75/giorno, a partire da 20 giorni prima della data prevista del parto fino al termine della sperimentazione (40d)
Gli agnelli sono stati sottoposti, nel corso della prova, ai seguenti controlli sperimentali:
- rilievo del peso vivo e degli accrescimenti giornalieri
- rilievo del consumo di latte e del relativo indice di conversione
- prelievi ematici
I risultati hanno evidenziato un maggior effetto nel III gruppo con modificazioni significative dei pesi vivi, degli accrescimenti giornalieri, dei consumi di latte e di alcuni parametri ematici, trigliceridi, colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL, bilirubina per P<0,05 e ROMs, TBARS, Vitamina A ed E per P<0,01.Plasmatic oxidative status and some blood and productive parameters in Lacaune sheeps supplemented with verbascoside during the period of peripartum were evaluated.
The experiment was performed on 40 Lacaune sheeps, multiparous, , divided into two groups of 20 subjects each, homogeneous for live weight (62.70 ± 2.72) and order to delivery (4 ± 1d) at 5th month of gestation, from 20 days before calving until 40 days later. All them are housed in 4 boxes, numbering 10 for each of them, of which one group was used as a control, while the other, experimental, composed of subjects who received individually, mixed with feed, a dietary supplement of 0.5% in principle active based of verbascoside.
The sheeps were subjected to the following experimental controls at intervals of 20 days during the trial:
-Relief of live weight and BCS
-Relief of individual milk production
-Relief of chemical-bromatological characteristics of milk
- Blood samples
The results showed, in the group that received dietary supplementation, significant changes of milk production and of some blood parameters as triglycerides, total cholesterol, HDL cholesterol, LDL cholesterol, AST, ROMs, Vitamin A and E for P <0.01 and bilirubin and TBARS for P<0.05.
Research N°2
Plasmatic oxidative status and some blood and productive parameters in suckling lambs supplemented with verbascoside were evaluated. The experiment was performed on 40 Lacaune lambs, 2-3 days old, divided into 4 groups of 10 subjects each, homogeneous for sex and live weight (5.340 ± 0.466 kg) and suckled until the end of experimentation.
The groups compared were thus characterized by:
a) Group T (control): sheeps and lambs have not received verbascoside integration during all experimental period
b) Group I: lambs, during lactation, received verbascoside in a measure of 0.90 mg/kg p.v.0,75/day, while mothers have not received any integration
c) Group II: lambs, during lactation, have not received the integration, while mothers have received verbascoside in a measure of 0.49 mg/kg p.v.0,75/day, from 20 days before calving until the end of experimentation (40d)
d) Group III: lambs during lactation, received verbascoside in a measure of 0.90 mg/kg p.v.0,75/day; mothers have also received the supplement in a measure, however, of 0.49 mg/kg p.v.0,75/day, from 20 days before calving until the end of experimentation (40d)
The lambs were subjected during the test to the following experimental controls:
- Relief of live weight and avarage daily gain
- Relief of milk consumption and its index of conversion
- Blood samples
The results showed, in the group III, significant changes of live weight, avarage daily gain, milk consumption and of some blood parameters as triglycerides, total cholesterol, HDL cholesterol, LDL cholesterol, bilirubin for P <0.05 and ROMs, TBARS, Vitamin A and E for P <0.01.Dottorato di ricerca in Benessere animale e qualità delle produzioni zootecniche (XXII ciclo
The liability deriving from a social contact
La responsabilità da contatto sociale rappresenta una tematica che, già conosciuta nella elaborazione dottrinaria da tempo, di recente ha trovato riconoscimento anche in giurisprudenza.
Il fascino indubbio di tale istituto deriva da ciò, che esso raccoglie, secondo la tesi che ne sostiene le ragioni, una serie di ipotesi di danno che si collocano a metà strada tra il contratto e il torto, cioè in quella che è stata felicemente definita come la zona grigia tra la responsabilità contrattuale e la responsabilità extracontrattuale.
Le ipotesi in cui si è messo in evidenza il contatto tra sfere giuridiche di soggetti determinati corrispondono a fattispecie in cui, pur mancando un contratto, non sembra potersi ritenere del tutto inesistente un rapporto tra i soggetti secondo il paradigma extracontrattuale della “responsabilità del passante”.
In questo quadro, si è proceduto, nel Capitolo 1, a individuare il campo di applicazione rispettivamente attribuito a ciascun tipo di responsabilità, anche alla luce della necessaria indagine sul contenuto del rapporto obbligatorio, posto che dalla ricostruzione del nucleo dell’obbligazione dipende l’applicazione della disciplina della responsabilità contrattuale piuttosto che dell’illecito aquiliano.
Si è dato conto dell’origine storica della teoria del contatto sociale e degli sforzi profusi dai teorici tedeschi in ordine all’elaborazione dei cd. obblighi di protezione (Schutzpflichten).
Parte della dottrina italiana non ha mancato di porre attenzione alla ricostruzione del rapporto obbligatorio come rapporto complesso e alla teoria degli obblighi di protezione, spingendosi fino alla analisi in chiave sistematica del rapporto obbligatorio senza obbligo primario di prestazione.
Non sono mancate forti critiche da parte della dottrina invero maggioritaria, che ha ritenuto in ultima analisi inutile oltre che decettiva l’elaborazione della figura dell’obbligazione senza prestazione nonché la teoria del contatto sociale qualificato.
A rinvigorire un dibattito mai sopito ci ha pensato la giurisprudenza, esaminata nel Capitolo 2: con la storica sentenza n. 589/1999 i giudici di legittimità hanno, infatti, accolto in modo risoluto la teoria in parola ricostruendo la responsabilità del medico dipendente dalla struttura sanitaria come responsabilità contrattuale da contatto sociale qualificato.
Successivamente, la giurisprudenza ha individuato altre ipotesi di danno collocate nella zona grigia tra contratto e torto e le ha attratte all’area della responsabilità contrattuale in virtù del contatto sociale tra sfere giuridiche: tale relazione qualificata è stata “isolata” in fattispecie come la responsabilità dell’insegnante per le autolesioni dell’alunno, la responsabilità per illegittimo pagamento di assegni non trasferibili, la responsabilità del mediatore, nel particolare rapporto procedimentale che viene a instaurarsi tra il privato e la Pubblica Amministrazione.
Alla fine di questo excursus (Capitolo 3), nonostante le suggestioni suscitate dalle elaborazioni dottrinarie e dagli ultimi arresti della giurisprudenza, si sono rassegnate conclusioni critiche sulla portata e sulla utilità effettiva della teoria del contatto sociale qualificato nell’ambito del nostro ordinamento.
Le fattispecie che la giurisprudenza riconduce alla responsabilità contrattuale attraverso la teoria del contatto sociale non possono essere trattate in modo unitario in quanto le situazioni giuridiche soggettive ad esse sottese devono ritenersi di contenuto non omogeneo e tale disomogeneità produce naturaliter conseguenze altrettanto differenziate in tema di responsabilità.The liability deriving from a social contact represents a subject that, already known by the literature, has recently found a recognition in the jurisprudence.
Its charm derives from the circumstance that the theme gathers together some hypothesis of damage that stand half-way between the contact and the tort, in a sort of grey zone of the liability.
There are some cases of damage in which there is no contract but there is a relationship between two persons and so the aquilian liability seems to be inadeguate.
In the Chapter I, the Author deals with the distinction between the two types of liability, how the meaning of the obligation influences this distinction, the origin of the theory in the German literature and the approach of the Italian literature to the problem.
In the Chapter II, the Author analyses some cases in which the jurisprudence has applied the theory of the social contact: in particular, the medical liability, the liability of the teacher when a child hurts himself or the liability of the Public Administration and other discussed cases.
In the Chapter III, the Author examines critically the theory and concludes that the cases in which the jurisprudence has applied the theory are not comparable each other and so are the forms of liability that they generate.Dottorato di ricerca in L'obbligazione e il rapporto giuridico e la loro tutela processuale (XXII ciclo
Tariff regulations in the services of economic general interest
Questo lavoro parte dalla domanda se e quanto la nozione di “tariffa” che con il tempo si è strutturata nella disciplina come corrispettivo di un bene o servizio determinato dalle autorità pubbliche a cui di solito corrisponde la sottrazione alla negoziazione delle parti contrattuali” sia ancora valida nel quadro dell’assetto normativo odierno dei pubblici servizi.
La prima parte del lavoro segue il processo evolutivo dell’esercizio della potestà tariffaria dall’Unità d’Italia alla Costituzione repubblicana per comprendere quale ruolo la determinazione delle tariffe abbia avuto all’interno del più ampio sistema politico ed economico. Nelle pieghe della legislazione postunitaria relativa ai principali servizi pubblici a rete si è visto emergere anche attraverso una ricerca giurisprudenziale un doppio aspetto dei regimi tariffari : da una parte essi sono una manifestazione dei rapporti tra Stato e cittadini, dall’altra essi stessi sono parte attiva del sistema e introducono nuovi elementi nelle relazioni degli attori in campo.
Nella seconda parte del lavoro si analizza la disciplina delle tariffe con riferimento al rapporto con le norme costituzionali. Due aspetti si sono voluti approfondire in questo contesto. Il primo è quello dell’ esercizio della potestà tariffaria volta alla realizzazione di obiettivi macroeconomici dello Stato che coincidono con interessi generali: per esempio la redistribuzione del reddito o il contenimento dell’inflazione o l’assorbimento della disoccupazione. Il secondo aspetto è quello che interessa l’attribuzione delle competenze in materia ai Comitati interministeriali.
Nella terza parte la fissazione delle tariffe è vista all’interno della normativa Comunitaria. Dall’analisi dei principi generali del Trattato emerge una lettura dei rapporti economici entro cui l’economia di mercato e la libera concorrenza devono armonizzarsi con la necessità da parte degli Stati di stabilire regole che condizionino i privati a prendere in carico la responsabilità dei servizi di pubblica utilità. Lo Stato si sottrae ad un intervento diretto nell’economia e al contempo la determinazione delle tariffe viene, in linea generale, demandata alle Autorità di regolazione che devono individuare meccanismi tariffari il più possibile certi e trasparenti, basati su criteri predefiniti. La potestà tariffaria assume quindi i caratteri di proporzionalità e di tempestività, tema questo che viene riletto alla luce di quanto espresso da larga parte della dottrina di fine secolo scorso.
Nella quarta parte si ricerca una nuova nozione di tariffa tenendo conto di due fattori essenziali: da una parte il mercato che sempre di più determina le tariffe e dall’altra l’ineludibile tutela dei cittadini da parte dei pubblici poteri. Una risposta è l’obbligo, affidato anche al mercato, di servizio universale.This work starts from the question if and how the term "tariff" that with time it is structured in the discipline as payment for goods or services given by public authorities, which usually corresponds to the subtraction of the parties to the negotiation, it's still valid within the legal framework of today's public services.
The first part of the work follows the evolutionary process of the exercise of power tariff from the Unification of Italy to the Republican Constitution to understand what role the determination of tariffs has had within the larger political and economic system. In the folds of the post-unity's legislation covering the primary public services to the net has seen born (through a search of case law) a double aspect of tariff schemes: on the one hand they are a manifestation of the relationship between state and citizens, on the other they themselves are an active part of the system and introduce new elements in the reports of the field.
In the second part of the work examines the regulation of tariff with reference to the relationship with the constitutional requirements. Two factors are taken further in this context. The first is that of 'exercise of the power tariff after the achievement of macroeconomic objectives of the State which coincide with the general interests: for example, the redistribution of income or low inflation or absorption of unemployment. The second aspect is what interests the allocation of responsibilities with regard to inter-ministerial committees.
In the third part the tariff pricing is seen within the Community legislation. An analysis of the general principles of the Treaty shows a reading of economic relations within the market economy and free competition must harmonize with the need from the states to establish rules that are wrapped individuals to take over the responsibilities of utilities. The state is beyond the direct intervention in the economy and at the same time pricing is, in general, left to the regulatory authorities that are required to identify certain tariff rules more certain and transparent as possible, based on predefined criteria. The power tariff takes then the characters of proportionality and timeliness, a theme that will be reread in light of the large part of the doctrine expressed by the end of last century.
The fourth section seeks a new notion of tariff taking in mind about two essential factors: on one hand the market that increasingly determine the rates and the other the inevitable protection of citizens by public authorities. A response is required, also entrusted to the market, universal service.Dottorato di ricerca in Diritto Pubblico dell'Economia e dell'Ambiente (XXI ciclo
Reflections on constitutional liberalization of professions
Il lavoro è dedicato all’approfondimento del rapporto tra le professioni e la Costituzione economica. In particolare, si propone di dimostrare la piena ammissibilità dell’inquadramento della vicenda di liberalizzazione delle professioni all’interno della mutata interpretazione degli articoli 41, 43 e 117 della Costituzione. Il taglio pubblicistico, con l’attenzione privilegiata ai riflessi costituzionali dei cambiamenti intervenuti a livello amministrativo e comunitario, nella specie del diritto della concorrenza e delle libertà di circolazione, rappresenta una particolare originalità del lavoro. L’indagine integra organicamente l’esame della disciplina di ciascun argomento, con riferimenti puntuali alla giurisprudenza della Corte di giustizia, affiancata a quella della Corte costituzionale e delle principali corti ordinarie e non manca di considerare tutti gli aspetti normativi dei principali ordinamenti professionali, nonché l’evoluzione sia giurisprudenziale, sia delle decisioni delle autorità indipendenti nella materia. La particolare mole degli argomenti e le circostanze di una ancora non compiuta transizione del sistema ad una piena liberalizzazione rendono il tema particolarmente incerto e di difficile inquadramento.
La tesi consta di quattro capitoli. Il primo capitolo è dedicato all’analisi della nozione e della natura giuridica delle professioni. Sotto questo punto di vista, sono evidenziate le difficoltà ricostruttive del sistema, sia dal punto di vista normativo, sia dal punto di vista della letteratura che più si è dedicata alla materia. In tal senso, posta ed esaminata attentamente la divergenza tra la nozione di professioni e quella di impresa, sia nella tradizionale interpretazione della disciplina interna, sia nelle più avanzate e ormai pacifiche interpretazioni del diritto comunitario, pone in luce con sufficiente attenzione e in modo problematico le premesse della ricerca e le criticità dello studio. Il secondo capitolo si occupa di tracciare un confronto tra la libertà professionale implicitamente contenuta nella Costituzione repubblicana e la libertà professionale affermatasi all’interno delle libertà di circolazione della Comunità europea. In questo contesto non si trascura l’evoluzione più recente del diritto comunitario, in particolar modo quella della Carta dei diritti fondamentali, evidenziando le criticità che possono emergere da una equiparazione sic et simpliciter tra l’attività professionale e l’attività di impresa. In questo senso, si pongono le riflessioni intorno alla nuova lettura degli articoli 41 e 43 della Costituzione. Il terzo capitolo si occupa della disciplina delle professioni nella riforma del Titolo V. Il capitolo evidenzia, attraverso l’analisi della giurisprudenza costituzionale successiva all’anno 2001, le principali criticità emerse intorno alla collocazione della materia delle professioni e degli ordini professionali. In questa parte del lavoro, si evidenzia la contiguità tra l’etichetta delle professioni e quella della concorrenza. Il quarto capitolo riguarda l’analisi dell'assetto pubblicistico di ordini e collegi professionali, alla luce delle criticità sopra rappresentate e si conclude con una riflessione sulle possibilità di una rinnovata collocazione degli enti professionali all’interno della Costituzione.The work is dedicated to deepening the relationship between liberal professions and the part of the Italian Constitution that deals with Economics. In particular, it aims to demonstrate the full story of liberalization in the changed interpretation of Articles 41, 43 and 117 of the Constitution. Therefore it is a survey of how public law, with a privileged attention to constitutional changes, has been object of a new interpretation due to competition law and freedom of movement. The survey integrates precise references to the European Court of Justice, together with that of the Constitutional Court and ordinary courts and does not fail to consider the prononciations of the main legal professional bodies. The particular amount of arguments and the circumstances of a still unfinished transition to full liberalization makes the issue particularly uncertain and of difficult classification.
The thesis consists of four chapters. First chapter is devoted to the analysis of the concept of legal professions. From this point of view, it highlights the difficulties of the reconstruction system from a regulatory standpoint and from the perspective given by the prevalent literature. In this sense, the chapter carefully examines the difference between the nature of professions and that of company/enterprise and in this frame it shows the most advanced interpretations of EU Courts.
Second chapter deals with drawing a comparison between professional freedom implicitly contained in the Republican Constitution and the affirmed freedom of movement within the European Community. In this context, it does not neglects the most recent development of Community law, particularly that of the Charter of Fundamental Rights, highlighting the critical issues that can emerge from purely and simply drawing an equivalence between professional activity and the activity of enterprise.
Third chapter deals with the regulation of professions in the reform of Title V. The chapter shows, through the analysis of constitutional jurisprudence subsequent to the year 2001, the main problems that emerged around the location of the labels professions and professional associations. In this part of the work, it shows the closeness between the label of the professions and that of competition.
Fourth chapter covers the analyzes of public law colleges and concludes with a reflection on the possibility of a renewed place of professional bodies within the Constitution.Dottorato di ricerca in Diritto Pubblico dell'Economia e dell'Ambiente (XXI ciclo
Innovative experiences of forest district planning: the Territorial Forest Plan of the Asiago Plateau
Le Regioni hanno competenza esclusiva in materia di pianificazione forestale e adottano approcci, interpretazioni e scelte metodologiche in base al proprio contesto territoriale, ambientale, socioeconomico e culturale. I livelli di pianificazione consuetudinari, ove presenti, sono due: i Piani Forestali Regionali che forniscono linee generali di tutela, valorizzazione e sviluppo del sistema forestale e i Piani di Assestamento (o Economici o di Riassetto) che hanno invece valenza locale e scopi gestionali a scala aziendale. A quest’ultimo livello di pianificazione sono riconducibili anche altri strumenti di pianificazione come i Piani dei Tagli e i Piani di Riordino.
Negli ultimi anni esigenze riconosciute sia a livello europeo che nazionale hanno indotto varie Regioni a sperimentare le potenzialità di un ulteriore strumento di pianificazione: il Piano Forestale Comprensoriale (PFC), da applicare a territori coerenti nel loro insieme e riferibili ad ambiti amministrativi omogenei, come ad esempio le Comunità Montane o le Autorità di Bacino.
Il PFC, ponendosi a un livello intermedio tra i Piani di Assestamento e i Piani Forestali Regionali, opera a una scala tale da considerare in modo integrato le necessità e problematiche del settore forestale in relazione alla sua multifunzionalità e alle connessioni con la pianificazione urbanistica, paesistica e naturalistica.
La tesi di dottorato ha l’obiettivo di sviluppare una metodologia per la redazione di una moderna pianificazione forestale di livello comprensoriale, orientata alla gestione multifunzionale del bosco. Scopo della tesi è inoltre la sperimentazione della metodologia proposta nella sua applicazione all’altopiano di Asiago.
Gli obiettivi specifici considerati nello sviluppo della metodologia sono:
redazione di una procedura adatta alle diverse realtà territoriali della Regione Veneto, potenzialmente applicabile anche in altre Regioni e facilmente replicabile da parte dei tecnici del settore;
valorizzazione delle informazioni pre-esistenti contenute nei sistemi informativi regionali, per ridurre al minimo indispensabile la fase di rilievo in campo;
integrazione del processo partecipativo nelle fasi decisionali della pianificazione;
zonizzazione del territorio per l’allocazione di risorse finanziarie pubbliche;
individuazione di aree boschive suscettibili di trasformazione in altri usi del suolo e delle correlate misure compensative.
La metodologia proposta e il caso di applicazione pratica all’altopiano di Asiago sono stati sviluppati nell’ambito di un progetto pilota promosso dalla Regione Veneto, costituendo la base sulla quale la Regione emanerà il proprio regolamento per la redazione della pianificazione forestale comprensoriale. La tesi si articolata nei capitoli di seguito elencati.
Cap. 1 – Sono riportati lo stato dell’arte della pianificazione forestale comprensoriale in Italia e gli obiettivi della ricerca.
Cap. 2 – Viene esposta la metodologia per la redazione del PFC: sono descritte in dettaglio le fasi chiave della metodologia, attinenti all’attribuzione funzionale delle superfici boscate, alla strutturazione del processo partecipativo, alla compartimentazione gestionale e alla redazione della cartografia accessoria.
Cap. 3 – Il PFC viene inquadrato nella normativa della Regione Veneto: sono definite le caratteristiche generali del PFC e i suoi rapporti con gli altri strumenti normativi e pianificatori.
Cap. 4 – La metodologia proposta è applicata alla realizzazione del Piano Forestale d’Indirizzo Territoriale dell’altopiano di Asiago: questa sezione comprende le analisi di base del territorio (fattori fisici, climatici, aspetti forestali, etc.), l’attribuzione funzionale delle superfici boscate, la compartimentazione attuata, gli obiettivi e le linee di gestione forestale, le fonti di finanziamento disponibili.
Cap. 5 – Sono riportate le considerazioni sullo studio svolto e le prospettive future di ricerca.
La tesi di dottorato prospetta una metodologia dettagliata in grado di guidare i tecnici del settore in tutte le fasi della redazione di una moderna pianificazione forestale comprensoriale e una sua applicazione sperimentale nella stesura del piano forestale comprensoriale dell’altopiano
di Asiago.
Rispetto ad altre proposte metodologiche le innovazioni apportate dalla presente ricerca sono di seguito esposte.
1) Particolare attenzione viene posta alla gestione multifunzionale e sostenibile del territorio: l’identificazione della funzione preminente e delle eventuali funzioni secondarie di ogni soprassuolo forestale viene guidata da un sistema di supporto decisionale (SSD) messo a punto. Il SSD è basato su una metodologia di analisi multicriteriale gerarchica che permette di integrare gli indici relativi alle realtà e potenzialità territoriali con i risultati del processo partecipativo. I risultati del SSD, oltre a guidare l’identificazione delle funzioni dei soprassuoli forestali consentono una zonizzazione del territorio funzionale all’allocazione di risorse pubbliche che razionalizza e incentiva la pianificazione aziendale, nel rispetto delle aspettative sociali, e individua le aree di interesse per lo sviluppo della viabilità forestale;
2) Viene proposto uno sviluppo del processo partecipativo con il coinvolgimento dei portatori di interessi nelle principali fasi decisionali della pianificazione. L’adozione del sistema di supporto decisionale permette inoltre di sviluppare e proporre vari scenari di pianificazione forestale costituendo una solida base del processo partecipativo. Il sistema approntato prevede inoltre la possibilità di adeguare gli indirizzi colturali al mutare delle condizioni sociali ed economiche del comprensorio in quanto il modello è in grado di prospettare nuovi scenari di gestione forestale sulla base dei risultati del processo partecipativo.
3) L’elaborazione e la redazione dei PFIT è particolarmente snella. La metodologia si basa in massima parte sull’uso di informazioni pre-esistenti, contenute nel sistema informativo delle Regioni e negli altri strumenti pianificatori, di ordine superiore e inferiore, che riguardano il territorio oggetto del piano; in questo modo: si valorizza la mole di dati disponibili, si riducono al minimo indispensabile le spese per i rilievi in campo, si rende più organica e coordinata la gestione del territorio.Italian Administrative Regions have full competence in forest planning; therefore they adopt approaches, methodological interpretations and choices suited to their social, environmental, economic and cultural context. There are two main levels in forest planning: i) the Regional Forest Plan (PFR) providing guidelines for forest protection and sustainable forest management at regional scale; ii) Forest Management (or Economic) Plan (PA) setting out forest management goals and actions at local scale (i.e. forest property).
In the last years European and national discussion on the reorganization of forest planning levels has pushed several Regions to introduce and test the potentialities of a new planning instrument: the District Forest Plan (PFC). The PFC is conceived as a tool for managing forest areas characterized by similar operational contexts on a landscape level.
The PFC planning scale is an intermediate level between the Regional Forest Plan and Forest Management Plans, a suited scale to address connections between forest and other planning tools like urban development and nature conservation plans. This thesis aims to develop an operative model for the elaboration of a PFC and includes a case study. Specific aims of methodology are:
developing a suitable procedure for various district of the Veneto Region, potentially applicable in other Regions and easily replicable by forest engineers;
exploitation of the information contained in the pre-existing regional informative systems, to reduce the field survey phase;
integration of the participatory process in decision-making phases of planning;
land zoning management for allocation of public financial resources;
identification of suitable areas for forest conversion into other land uses.
The study is structured into five chapters:
Chap. 1 – Introduction. This section gives a short description of district forest planning level in Italy Regions.
Chap. 2 – Methodology for PFC development. Forest functions, structure of the participative process, land zoning management and forest planning are described in details.
Chap. 3 – Contextualization of PFC in Veneto Region: it’s reported a general description of the PFC and its relationships with other normative and planning tools.
Chap. 4 - The proposed methodology is applied for the realization of the PFC of Asiago. This section analyses the territory (physical, climatic, forest conditions, etc.), identifies the function(s) of each forest zone, their management objectives and actions.
Chap. 5 – Discussion of proposed methodology, comprehensive of results analysis, comparisons with other methodologies and future research perspectives.
Methodological innovations coming from this study are indicated below.
1) Particular attention is given to multifunctional and sustainable land management: the primary and secondary forest function is guided by a developed decision support system (DSS). The DSS is based on a hierarchical multi-criteria analysis methodology that combines indexes considering territorial realities with the results of participatory process. The management zoning accomplished with such criteria allows a public resources allocation that rationalizes the forest management planning and identifies suitable areas for forest viability development.
2) It’s proposed a participatory process that involves stakeholders in key decision-making phases of planning. The adoption of DSS allows the proposal of various forest planning scenarios in the participatory process.
3) The editing and elaboration of the PFC is slim. The methodology is based on the use of pre-existing information contained in the regional informative systems and other planning instruments. In this way: the cost of field surveys is minimized and the district management is more systematic and coordinated.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo