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Development of analytical methods for reliable determinations in environmental food
La presenza di sostanze tossiche nei prodotti alimentari è stato da sempre un problema di grande rilevanza e influenza sociale sia per la natura sia per l’uomo. Nel corso degli anni sono state studiate e caratterizzate diverse sostanze presenti nell’ambiente, molte catalogate come tossiche, derivanti sia da fonti naturali sia da fonti industriali. Alcune di queste sostanze sono state ritenute particolarmente pericolose e quindi è nata l’esigenza di monitorarle e/o di cercare di limitarne il più possibile la concentrazione. In questo lavoro sono stati analizzati due composti classificati come probabili cancerogeni: gli ftalati nei vini e l’acrilammide nei cibi cotti. Lo studio sugli ftalati è stato messo a punto e validato utilizzando un metodo di arricchimento e preconcentrazione, che sfrutta la tecnica della SPE (Solid Phase Extraction) e utilizza come fase adsorbente il “carbograph 1”. Le analisi degli ftalati sono state condotte utilizzando tecniche cromatografiche, in primis con un sistema GC-FID e successivamente confermate con un sistema GC-MS (Ion Trap). La determinazione dell’acrilammide è stata effettuata adottando una tecnica di derivatizzazione con un agente derivatizzante alogenato, l’anidride tri-fluoro acetica (TFAA). La presenza di alogeni rende il derivato dell’acrilammide rivelabile con rivelatori ECD. Successivamente, il derivato dell’acrilammide è stato studiato e caratterizzato con il sistema GC-MS (Ion Trap). In entrambe le metodiche si rende necessario l’utilizzo del sistema GC-MS per dare conferma e aumentare la sensibilità del metodo. Inoltre entrambi i metodi risultano semplici, affidabili, riproducibili, poco costosi.The presence of toxic substances in food is a current problem of great concern and of social influence, both for nature and human beings. Over the years many new substances present in the environment, derived from industrial processes and from natural sources, have been studied, characterized and the majority of them are listed as toxic compounds. Some of them are considered particularly dangerous, hence the need of monitoring them with the aim of reducing their concentration in the environment. In this work, two compounds classified as potential carcinogens have been analysed: phthalates in the wines and acrylamide in the cooked food. The study on phthalates has been developed and validated using a method of enrichment and preconcentration, with solid-phase extraction (SPE) system and using like adsorbent phase “carbobraph 1”. Analyses of phthalates were conducted using chromatographic techniques like Gas Chromatography-Flame Ionization Detector (GC-FID) systems and compounds confirmed by Gas Chromatography-Ion Trap Mass Spectrometry (GC-IT/MS) method. The determination of acrylamide was carried out by technique of derivatization with halogenated agent like trifluoro-acetic anhydride (TFAA). The presence of halogens makes the derivative of acrylamide identifiable with ECD detector. Then the derivate of acrylamide was studied and characterized with IT-GC/MS system. It was necessary the use of IT-GC/MS system to increase the sensitivity of the method and to confirm the compounds. Furthermore both methods are simple, reliable, reproducible and not expensive.Dottorato di ricerca in Biochimica e Chimica Applicate (XXII ciclo
Connectivity models for the European otter (Lutra Lutra, Carnivora, Mammalia) in Italy
Il lavoro rappresenta un contributo alla modellizzazione della distribuzione e della dispersione di specie semiacquatiche che dipendono dal reticolo fluviale per l’espletamento delle loro attività quotidiane e dalla permeabilità della matrice territoriale nelle fasi di dispersione.
Nella fattispecie, è stata studiata la possibilità di spostamento della lontra eurasiatica (Lutra lutra) fra gli habitat ad essa idonei nella porzione isolata più settentrionale dell’areale italiano.
L’obiettivo è stato raggiunto con lo sviluppo di una nuova procedura, basata sulla teoria dei grafi e sull’applicazione dell’indice Probabilità di Connettività (PC). L’indice integra il concetto di disponibilità di habitat a scala di paesaggio con un modello probabilistico di legami funzionali. Secondo tale approccio, la probabilità di un individuo di spostarsi da un habitat ad un altro dipende sia dalla disponibilità complessiva dell’habitat ripario idoneo alla specie, sia dalla distanza e dalla resistenza al movimento opposta dalla matrice territoriale che li separa.
L’analisi è stata effettuata a scale diverse, di intero areale e di coppie di bacini contigui. La procedura prevede una selezione degli habitat idonei alla lontra (nodi del grafo), individuati a partire da un modello di idoneità a due classi. I legami del grafo sono costituiti dai cammini di costo minimo presenti fra bacini contigui, che sono stati calcolati considerando la resistenza allo spostamento tra habitat idonei (grid di attrito); essi sintetizzano, in maniera realistica, il movimento anisotropico degli individui al di fuori del loro habitat.
Per la caratterizzazione dei valori di resistenza del grid di attrito sono stati usati i seguenti parametri: rete idrografica, altitudine, inclinazione dei versanti, copertura del suolo, strade e centri abitati e densità abitativa.
La connettività del sistema è stata espressa con il valore totale dell’indice PC, mentre l’importanza di ogni elemento territoriale (macchie di habitat e corridoi di spostamento) è stata definita con una procedura di gerarchizzazione (tecnica leave one out) consistente nel calcolo della variazione percentuale dell’indice PC (δPC%) dopo l’esclusione di ogni singolo elemento dal paesaggio e dal reticolo idrografico.
Per l’identificazione dei criteri volti alla salvaguardia o alla riqualificazione dei nodi e dei legami funzionali, si è fatto ricorso all’indagine fitosociologica.
Considerata l’elevata mortalità della lontra durante la dispersione, dovuta soprattutto al traffico stradale, è stato elaborato un modello del rischio da investimenti per l’intero areale periferico (Molise, Puglia, Calabria), che ha esaminato le caratteristiche delle strade e della distribuzione degli habitat idonei per la specie.
I risultati indicano un livello di connettività variabile nell’areale. Ad ampia scala, il bacino del Biferno svolge un ruolo chiave nella dispersione della lontra, in maniera coerente con la sua posizione nell’areale e con l’estensione e la continuità degli habitat ripari; i bacini prospicienti la costa rivelano una funzionalità molto bassa in relazione al processo ecologico considerato. A scala di dettaglio, i corridoi più funzionali nel processo di dispersione della specie si concentrano nei settori montani del Molise, mentre la loro importanza diminuisce nelle aree prossime alla costa.
L’analisi della vegetazione in alcune aree saggio ha portato a proporre alcuni potenziali interventi di riqualificazione che potrebbero comportare un miglioramento nella connettività del sistema e nello stato di conservazione di alcuni habitat di Direttiva.
Con l’analisi del rischio stradale, sono stati individuati i settori fluviali con il più alto rischio associato agli investimenti e quelli in cui la dispersione della lontra sembra meno limitata dalla mortalità causata dall’impatto contro i veicoli.
L’approccio metodologico si è dimostrato efficace nella descrizione del processo di dispersione della lontra e costituisce un valido strumento ai fini della pianificazione territoriale con scopo conservativo.The research project is a contribution to model the distribution and dispersal of semi-aquatic species, which depend on the dendritic river network for their daily activities, and on the matrix permeability for their dispersal movements among river basins.
In particular, the possibility of movement of the Eurasian otter (Lutra lutra) among the suitable patches in the most northern isolated portion of the Italian range was studied.
The objective was reached by a new procedure based on graph structures and the Probability of Connectivity (PC) index. This index is based on the habitat availability concept and dispersal probabilities between habitat patches. In this approach, the probability of an individual moving from one habitat to another depends on both the amount of suitable habitat at the source and destination areas and the distance and resistance to movement of the matrix which separates them.
The analysis was performed at two different scales, evaluating the connectivity of the whole otter range and separately for each pair of adjacent basins. The procedure foresees an initial selection of the otter suitable habitats (which form the graph nodes) as resulting from a habitat suitability model produced by other colleagues. The links of the graph are represented by the minimum cost paths between each pair of nodes; these paths were calculated on a friction grid and synthesize, in a realistic manner, the anisotropic movement of the individuals in a heterogeneous matrix. The environmental parameters essential for otter’s movement and dispersal were taken into account for characterizing the resistance values in the friction grid: hydrographic network, altitude, slope, land cover, roads, human disturbance and inhabitant density.
The connectivity of the range was synthesized using the total value of the PC index, while the importance of each territorial element (habitat patches and corridors) was evaluated through a prioritization procedure based on a leave one out technique. This consisted in calculating the percentage variation of the PC index (δPC%) after the exclusion of each individual element from the landscape and basin network.
To determine the criteria for the safeguard or the restoration of nodes and functional links, we appealed to the phytosociological approach.
Considering the importance of the otter mortality in the dispersal process, mainly due to road traffic, a risk model of the peripheral range was also elaborated (Molise, Puglia e Calabria) taking into account the road characteristics and the distribution of the suitable habitat of the species.
The results indicate that there is a variable level of connectivity within the otter’s range. On a coarse scale, the basin of Biferno plays a key role in the process of dispersal, due to its position in the range and the extension and the continuity of the riparian habitats; the basins facing the coast reveal a very low functionality with regard to the ecological process considered. At a fine scale, the nodes prioritization highlighted that the corridors are more effective and functional in mountainous sectors of the range than in the areas near the coast. This is due to two main factors: the decrease in the number, extension and continuity of the suitable habitat patches along the river branches and the increment in the anthropogenic disturbance of the matrix therein.
The vegetation analysis in sample areas suggested some potential restoration interventions that would improve both the connectivity for the otter in the range, and the state of conservation of several EU important habitats.
The coupled analysis of the river and road networks allowed determining the river sectors with the largest risks associated with traffic accidents, as well as those habitat areas were the otter dispersal potential seems not to be significantly affected by such human-caused mortality.
The methodological approach is largely useful in the description of the process of dispersion of the otter and it is an effective tool in landscape planning that may be applied to other similar conservation problems in Italy and elsewhere.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo
The hypogean landscape in Molise: proposal for cataloguing and protection. Comparison with other Mediterranean reality
El presente trabajo se basa sobre el fenómeno de los asentamientos hipogeos y su importancia como testimonios de una intensa relación entre el hombre y su entorno, así como de historias y civilizaciones antiguas que han caracterizado intensamente el territorio de la cuenca mediterránea creando paisajes espectaculares que se pueden definir como paisajes hipogeos.
El motivo fundamental de esta investigación es conocer sobre un paisaje particular, el Hipogeo, en cuanto testimonio de una intensa realción entre el hombre y el ambiente con el pasar de los siglos; esta relación, a veces muy difícil, ha permitido al hombre desarrollar estrategias de supervivencia y adaptación en su entorno y por lo tanto lo han llevado a modificar el territorio de manera que pudiera obtener el mayor beneficio de las características físico-ambientales de la zona sin alterar los equilibrios naturales.
En toda la cuenca Mediterránea la relación del hombre con el subsuelo es muy evidente y ha creado paisajes llenos de hoyos. Sin dudas, del análisis de este fenómeno se puede afirmar que existe un paisaje hipogeo característico de toda la cuenca Mediterránea, testimonio de un modo de vivir diferente respecto a lo ordinario, que se introduce muy bien en las características típicas del paisaje mediterráneo.
Entre los sitios rupestres localizados en el área mediterránea muchos se conocen a nivel mundial, mientras muchos otros constituyen un tejido de centros menores sin ser estudiados todavía detalladadamente en cuantos considerados señales de una civilización escondida y poco visible, realizada por gente pobre que hasta hoy no ha sido de interés para los investigadores. Éste es el caso del paisaje hipogeo de la región Molise.
En Molise, como en otras partes del Mediterráneo, el fenómeno de los asentamientos hipogeos ha sido considerado en un contexto paisajístico regional que es típicamente rural.
El problema mayor es que si se sigue sin explorar y dentro de lo posible de la investigación científica estas huellas importantes del paisaje y la historia de las poblaciones locales se corre el riesgo de perder el patrimonio hipogeo presente en la región.
Después de haber localizado numerosos sitios rupestres algunos de ellos han sido localizados para que pudieran ser representativos del fenómeno dentro de la región y para llegar a la determinación de una metodología de investigación y de análisis del paisaje hipogeo, experimentada en las áreas tipo, que también podrá ser utilizada para analizar el restante patrimonio hipogeo de la región realizando así un geodatabase con todas las informaciones relativas a este patrimonio que no puede y no tiene que ser estudiado sólo por los espeleólogos pero también por los que se ocupan de paisaje y de la salvaguardia del patrimonio histórico y cultural.La ricerca mira ad analizzare e comprendere il paesaggio ipogeo del Molise nel confronto con altre realtà del Mediterraneo. Solo alcune ricerche sono state effettuate per quanto riguarda le strutture sotterranee del Molise e solo pochi studi di carattere organico sono stati condotti sul fenomeno troglodita nel bacino del Mediterraneo. L’utilizzo del sottosuolo per uso civile e residenziale da parte dell’uomo è stato, in primo luogo, condizionato dal tipo di ambiente, mentre d’altra parte, è stato la causa di alcuni cambiamenti dell’ambientale stesso.
L’utilizzo del sottosuolo per uso civile e abitativo da parte dell’uomo è stata, da una parte, una conseguenza della tipologia di ambiente in cui questo si è trovato a vivere e, dall’altra, la causa che ha portato a diverse modificazioni, anche se ad uno sguardo superficiale non visibile, dell’ambiente originale.
La storia dell’umanità è strettamente legata alle strutture ipogee e allo sfruttamento del sottosuolo. L’uomo, infatti, ha sempre avuto un rapporto privilegiato col sottosuolo, fin dagli albori della sua civiltà. Diverse sono le cause che hanno indotto l’uomo a trovare riparo nel grembo della terra, tra cui si può elencare la necessità di un rifugio protetto, il culto, il seppellimento dei morti, la possibilità di sfruttare le risorse del sottosuolo, la necessità di avere ambienti adatti alla conservazione di derrate alimentari, la necessità di avere ambienti adatti alla conservazione dell’acqua e la necessità di avere strutture adeguate per l’approvvigionamento idrico.
La geologia è un fattore determinante per lo sviluppo di tali insediamenti: le zone caratterizzate dalla presenza di tale tipologia insediativa sono caratterizzate da rocce tenere e compatte facilmente scavabili. Gli uomini ben presto si resero conto che scavare una città era più economico che costruirla all’aperto, soprattutto dove scarseggiavano materie prime come il legno. Questa tipologia di insediamento, a causa della sua mimetizzazione nella natura, assicurava una maggior difesa dai nemici e garantendo protezione dalle condizioni atmosferiche. In questo modo non si veniva ad occupare terreno prezioso sfruttabile per l’agricoltura.
Questo patrimonio ipogeo è esteso in tutto il bacino del Mediterraneo dall’Algeria, al Marocco, alla Tunisia, dalla Cappadocia alla Macedonia, dalla penisola Iberica all’Italia Meridionale. La maggior parte delle popolazioni, dai primi cristiani, ai romani, agli etruschi, che hanno abitato i territori del bacino del Mediterraneo hanno presto imparato a sfruttare una risorsa importante come quella del sottosuolo.
All’interno della presente ricerca è stato effettuato anche il confronto con altri paesaggi ipogei nazionali ed esteri all’interno del bacino del Mediterraneo, come Matera (Italia), Granada, Guadix e Freila (Spagna), soprattutto in termini di gestione e conservazione di tali patrimoni di storia e cultura. Questa ricerca si propone di comprendere e catalogare questo patrimonio che è la prova della cultura contadina che ha caratterizzato la regione. La ricerca mira inoltre alla realizzazione di un GIS per il paesaggio ipogeo che potrà essere di supporto alla realizzazione di ipotesi per la gestione, la protezione e la valorizzazione delle strutture ipogee del Molise, al fine di implementare lo sviluppo sostenibile del territorio rurale molisano.
In conclusione il presente documento ha tentato di definire alcune indicazioni per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ipogeo del Molise in modo che questo possa rimanere testimonianza di un modo di vivere che ha da sempre posto l’uomo in relazione con l’ambiente circostante e che ha modificato il paesaggio che noi oggi percepiamo. La conservazione di paesaggi che testimoniano la storia del nostro paese risulta di notevole importanza in questo tempo in cui molti hanno perso le proprie radici e le proprie origini.The research aims to understand the hypogean landscape of Molise in comparison with other Mediterranean reality. Little research has been undertaken regarding the underground structures of the Molise and only a few studies have been performed on the underground phenomenon in the Mediterranean basin. The use of subsoil for civil and residential use by the man was, first, a consequence of the type of environment in which he was living, and on the other hand, was the cause of several changes to the original environmental, although that change is not visible at a first glance. Human history is closely linked to hypogean structures and the exploitation of the subsoil. Man, in fact, has always had a privileged relationship with the underground, since the dawn of civilization. Several causes led man to take shelter in the womb of the earth, such as the need for a protected shelter, cult use, the need to bury
the deceased, the exploitation of subsoil resources, the need for suitable environments for food conservation, the need for suitable environments for water conservation and water supply. The geology is a determining factor in the development of these settlements: the areas, affected by the presence of this type of settlement, are characterized by rocks that are soft and compact and easy to excavate. Man soon realized that excavating a city was cheaper than building one, especially where raw materials like wood were scarce. This type of settlement was camouflaged by nature and insured greater protection from enemies and from atmospheric conditions.
This hypogean heritage extends throughout the Mediterranean area from Algeria, to Morocco and Tunisia, from Cappadocia to Macedonia, from the Iberian peninsula to Southern Italy. Most populations, from the Etruscans, to the Romans and early Christians, who inhabited the lands of the Mediterranean basin soon learned to exploit such an important resource as the subsoil.
The presence of these settlements in some Molise villages has marked not only the place’s history and culture but also the agricultural landscape; in this landscape, these signs are still legible and it is necessary to analyze them.
The research was implemented also the comparison with other national and foreign hypogean landscape of the Mediterranean basin such as Matera (Italy), Granada, Guadix and Freila (Spain), especially in terms of management and conservation of these history heritages.
This research aims to understand and catalogue this heritage which is evidence of the peasant culture which has characterised the region. The research also aims to create a Geographical Information System. The hypogean landscape GIS will support the management, protection and ideas for re-use of the structures in order to set up the sustainable development of the rural territory.
This paper will attempt, in conclusion, to indicate some guidelines for the conservation and valorization for the Molise hypogean heritage so that it can be witness to a way of life that has always placed the man in correlation with the environment and that has changed the landscape. The conservation of landscapes that bear witness to the history of our country has a considerable importance in this period when many of us have lost their roots and their origins.Dottorato di ricerca in Analisi e valorizzazione del paesaggio (XXII ciclo
Regulation and market in infrastructural public services. Gas market
La presente ricerca affronta il nodo delle interazioni tra le politiche di liberalizzazione e gli effetti pro-competitivi che esse producono –o dovrebbero produrre- in termini di maggiore concorrenza e migliore efficienza allocativa nei mercati considerati.
Nello specifico, nell’ambito dei servizi pubblici, la trattazione ne prende in considerazione il segmento rappresentato dai servizi ad infrastruttura di rete. Quei servizi, cioè, per i quali il tratto peculiare è rappresentato dalla presenza di reti infrastrutturali, indispensabili all’erogazione del servizio.
In particolare, dunque, sarà affrontato il mercato del gas.
Prendendo le mosse da un inquadramento dogmatico dell’argomento, la ricerca si sviluppa nell’indagine sui nuovi paradigmi del diritto pubblico dell’economia.
Una trattazione, dunque, in cui si intersecano elementi propri del diritto delle amministrazioni pubbliche, specificamente per quanto concerne l’assetto istituzionale ed organizzativo del mercato indagato - ivi compresi i nuovi scenari delineati dall’”erompere delle autorità indipendenti”, segnatamente quelle di regolazione-, nonché concetti propri dell’economia pubblica e delle sue istituzioni. E naturalmente le nozioni pubblicistiche classiche quali quelle di servizio pubblico, servizio pubblico locale, servizi di interesse economico generale, regolazione, concorrenza e gare per l’affidamento dei servizi.
Non mancano, altresì, spunti di carattere commercialistico, in particolare per quanto concerne l’argomento dell’impresa pubblica, nelle differenti configurazioni assunte negli anni, con riferimento a quei servizi pubblici instabili tratteggiati attraverso una ricostruzione che va dalle modalità di gestione dei servizi al modello dell’in house providing, di creazione giurisprudenziale comunitaria ed attualmente sotto stretta osservazione, sia da parte della giurisprudenza che del legislatore nazionale, per gli effetti distorsivi sulla concorrenza prodotti da una applicazione che nella pratica si è rivelata sostanzialmente elusiva delle norme in materia di appalti pubblici.
Fino ad arrivare, invadendo il terreno dei servizi pubblici locali, alle recenti e tutt’ora in corso aggregazioni e fusioni delle imprese multiutilities ex municipalizzate. Il tutto, nella cornice di quel ritorno ad un neosocialismo municipale, ossia al “recupero di una dimensione pubblica”, evidente in modo particolare nella disciplina –de jure condendo- dei servizi pubblici locali, i cui esiti appaiono particolarmente contraddittori, “al punto da portare a ritenere che gli anni ’90 segnino in materia, diversamente da quanto è avvenuto al centro, più una espansione che una riduzione dell’area di intervento pubblico.” (Cammelli, 2003) e tale da rendere paradossalmente provocatoria la domanda se sia in atto una “riduzione della sfera pubblica” .
I riferimenti a cui si è accennato sono il risultato di molteplici fattori, politici ed istituzionali, giuridici ed economici.
Nella trasformazione e modernizzazione delle categorie portanti del diritto pubblico dell’economia hanno concorso, in maniera decisiva, da un lato la modifica dell’assetto istituzionale e della Costituzione economica materiale, con particolare agli artt. 41 e 43 cost., innescati dal processo di integrazione europea e dall’innesto di concetti giuridici relativamente sconosciuti al nostro ordinamento quali il principio di concorrenza, nonché cause interne di natura politica e finanziaria quali l’esplosione del debito pubblico negli anni ’90.
In definitiva, dunque, la presente analisi non si pone soltanto come una ricostruzione cronologica della dicotomia tra modelli gius-economici astratti –stato e mercato, liberalizzazioni e concorrenza, socialismo e neoliberismo, regolazione e libertà d’iniziativa economica- bensì come indagine compiuta che aspiri a delineare le ipotesi di correzione del modello attuale a partire dalle criticità riscontrate.
Tale sforzo risulterà evidente –negli auspici di chi scrive- nella prospettazione di ipotesi di intervento concreto nel settore specificamente indagato -il mercato del gas- attraverso l’applicazione di concetto e di modelli giuspositivi precedentemente approfonditi in astratto.The present work is dedicated to the matter of the relationship between liberalization policies and their pro-competitive effects under the point of view of the market.
The goal of the research is mostly pointed at the branch of the infrastructural public services, the feature of which is a good infrastructural set needed.
The specific point of view assumed is, finally, that of the gas market.
Starting by a dogmatic approach to the subject, the present study tries to find new paradigmatic solutions under the point of view of the public law, that’s why the research will show the intersection between public law (in its institutional aspects) and economic public law (with an eye to the institutional aspect again).
Traditional concepts of administrative law such as “public service”, “local government of public service”, or “competition” will be obviously involved into the study.
Mentions of commercial law will be showed also, particulary about public enterprise, in the many connotations it showed through the years (such as the new formula of in house providing, made up by UE jurisprudence and actually quite controversial).
The work, finally, is reported to the so called multiutility corporations.
The subject of the work, moreover, seems particulary interesting because it’s concerned to the institutional reformation brought by the introduction in the italian legal order of the UE competition principle, particulary for what concerns the gas-service regulation.Dottorato di ricerca in Diritto Pubblico dell'Economia e dell'Ambiente (XXI ciclo
The integration of separated minors. A case study: Moroccan minors between Khourigba and Rome
La presente ricerca si è proposta di evidenziare le strategie di integrazione ovvero le pratiche di cittadinanza adottate in favore di un particolare segmento dei fenomeni migratori internazionali attuali: quello dei minori stranieri che soli varcano le frontiere del nostro paese alla ricerca di generiche migliori condizioni di vita. La conoscenza del loro patrimonio culturale e l’analisi delle procedure di accoglienza e di integrazione adottate nelle società di accoglienza, rappresentano una sfida stimolante nella prospettiva della disciplina antropologica, da sempre considerata la scienza ‘dell’altro’ e della ‘differenza culturale’ (Callari Galli, 2005).
In generale, l’importanza di tale studio è resa evidente certamente dai numeri sempre più consistenti di minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro paese, ma ancor più dalla necessità di ridefinire le strategie dell’integrazione sociale complessive se non si vuole alimentare quella che già dagli anni 70 è stata definita da alcuni criminologi come una “una bomba sociale a scoppio ritardato” (Bovenkerk 1973, cit. in Barbagli 2002, p. 31); tanto è la posta in gioco.
Sebbene la letteratura sulle seconde generazioni e in particolare quella sui minori stranieri non accompagnati sia ormai cospicua tanto in Italia quanto a livello internazionale, mancano ancora monografie antropologiche su singole nazionalità immigrate soprattutto che siano capaci di accedere, investigare ed indagare il controverso universo emozionale dei minori. La presente ricerca nasce dall’esigenza di colmare questo gap esperienziale assumendo come protagonisti una frangia specifica della categoria minorile: i giovani di origine marocchina che si innescano su uno specifico segmento delle attuali tratte migratorie transnazionali, l’asse Khourigba – Roma. In accordo con le recenti acquisizioni degli studi antropologici (Persichetti, 2003; Riccio; 2007; Capello, 2008) si è ritenuto inoltre opportuno procedere con uno studio multisituato capace di ricomprendere al suo interno i due aspetti del binomio migratorio: il contesto di partenza e quello di arrivo dei giovani migranti. “Prima di diventare un immigrato, il migrante è sempre innanzitutto un emigrato” scrive il sociologo algerino Abdelmalek Sayad (2002) intendendo con tale affermazione che emigrazione ed immigrazione sono due facce della stessa realtà. Uno studio dei fenomeni migratori cioè dimentico delle condizioni di origine si condanna ad offrire degli stessi solo una versione parziale e connotata etnocentricamente.
L’etnografia, iniziata nel 2006 e terminata nel 2008, è stata quindi integrata da due viaggi in Marocco con l’intenzione appunto di cogliere quella parte di vissuto fatto anche di suoni, colori, immagini altrimenti non “accessibile” e non “trasmissibile” nel solo contesto di accoglienza. Chiaramente si è fatto largo uso di metodologie qualitative (osservazione partecipante, focus group, interviste in profondità) in quanto maggiormente adatte ad indagare in profondità le complesse dinamiche caratterizzanti i vissuti esperienziali; a cogliere le sfumature di contesto e di restituire per queste stesse ragioni un quadro vivo e frastagliato fuori da logiche pre- costituite. La restituzione delle testimonianze raccolte - grazie a un capillare lavoro di conoscenza della realtà romana dell’immigrazione e a un ‘patto’ etnografico molto forte intrattenuto con i giovani testimoni nonché con gli operatori che in molte occasioni se ne fanno carico - fa risaltare gli aspetti non solo politico-culturali della questione, ma anche l’intreccio di emotività e fragilità che si cela al centro della loro condizione di minori non accompagnati.
La particolare condizione di vulnerabilità di cui sono vittima deriva certamente da una condizione giuridica fortemente “incerta”, ma anche dal doppio ruolo sociale che il minore straniero non accompagnato assume su di sé: come “minore” è soggetto di un tradizionale percorso pedagogico, come “straniero” è un pericolo per l’ordine pubblico. La tutela “naturale” viene in questo modo costantemente infranta o finisce per dissolversi in uno spazio che non può essere indirizzato o controllato su logiche o prassi proprie dell’ordine nazionale. Soggetto “anomalo” e “sovversivo”quindi, il minore straniero non accompagnato, spesso relegato negli ambiti bui e marginali delle metropoli odierne, con la sua stessa presenza pone seri interrogativi rispetto alla capacità della nostre società di accoglienza di produrre coesione sociale e di riformulare le regole del gioco di un sistema che sia realmente inclusivo delle parti.
Adolescenti (e) immigrati la cui vita si svolge su rotte transnazionali. Il loro percorso è intessuto di piccole casualità - incontri, parole, piccoli gesti - che ne determinano l’intrigo. Sono storie fatte di alternanza di successi e sbandamenti, integrazione e devianza, intreccio di trame che si snodano sul confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Minori al “bivio”, dunque, qualcuno dice, “tra integrazione e rimpatrio”. Questi giovani, figli di una diaspora migratoria che ha tessuto legami sociali internazionali in vari continenti, tendono a pensarsi come cittadini del mondo e possono immaginare il loro futuro in Italia, nel paese d’origine, così come in un altro luogo, conoscono la fatica dell’adattamento, e stanno imparando a gestirlo; sanno che la loro “differenza”, le loro conoscenze di un’altra lingua, cultura e religione, il loro aspetto, le loro esperienze non sempre facili di socializzazione, potranno rivelarsi un limite o una risorsa. E’ questa nuova consapevolezza che si sta faticosamente facendo strada oggi tra le coscienze a far sperare oggi in un destino per loro diverso da quello vissuto dai loro coetanei delle banlieues francesi o delle inner cities britanniche, dove l’essere cresciuti in quartieri in cui problemi sociali e esistenziali simili tendono a sovrapporsi, ha portato molti giovani a sentirsi collettivamente parte di una generazione tradita e sacrificata, maturando così rancore sociale e desiderio di imporsi, attraverso un’identità fiera o desiderosa di ricreare una sua purezza.
La scommessa di una integrazione sociale riuscita per i giovani stranieri cresciuti nel nostro paese, ma ancora più per i minori stranieri non accompagnati, si gioca essenzialmente quindi nelle reti dell’assistenza sociale e quindi nella scuola. Tale scelta pur essendo molto lontana dal conseguimento degli obiettivi economici, e quindi dall’ottemperamento del mandato migratorio, consente di rivendicare principi e ragioni di “somiglianza – uguaglianza” con i compagni di scuola autoctoni; confronto prima pressoché impossibile data la clandestinità cui sono di sovente costretti i minori stranieri non accompagnati e la peculiarità del tipo di lavoro svolto dai marocchini, quello ambulante, per sua natura itinerante e fortemente stigmatizzato dall’opinione comune. Nonostante le evidenti lacerazioni che questa scelta comporta in termini di: rottura con vecchi schemi di comportamento; ridefinizione dei ruoli all’interno della famiglia, nell’ambito societario di arrivo, così come in quello di appartenenza; riapporpiazione della propria identità, questa strada sembra a tutt’oggi l’unica in grado di preservare questi giovani migranti o di stornarli dal destino di devianza e marginalità che spesso si apre loro come scelta obbligata.
La ricerca consta di due parti: la prima rende conto della letteratura in materia di seconde generazioni e la seconda restituisce i risultati dell’etnografia. In particolare il primo capitolo affronta i termini generali della questione con l’intenzione di chiarire i diversi misunderstanding che costellano il dibattito in materia di immigrazione attraverso una lettura critica della letteratura nazionale e internazionale.
Il secondo e il terzo capitolo si occupano rispettivamente della normativa europea e italiana. Quanto al primo contesto sono evidenziate le diverse pratiche adottate in materia di ingresso dei minori stranieri non accompagnati all’interno dei confini di alcuni Paesi membri di vecchia e nuova immigrazione (Francia, Inghilterra, Germania, Belgio e Spagna) e posti in luce i gaps presenti così come le falle del sistema; quanto al contesto italiano, si mettono in rilievo le criticità che gli apparati giuridici presentano rispetto a una realtà concreta del fenomeno caratterizzata, come è ovvio, da straordinaria fluttuanza e informalità.
Il quarto capitolo è stato dedicato alla scuola in quanto considerata la vera fucina del cambiamento sociale per la sua capacità di rappresentare l’occasione primaria di formazione linguistica, di costruzione di reti interne al Paese di accoglienza, di apprendimento di concetti e modalità didattiche ad esso omogenee; un paragrafo a parte è stato riservato all’inserimento lavorativo essendo questo il principale movente della migrazione di questi giovani.
Infine il quinto capitolo si è prefisso di indagare il contesto di provenienza dei minori intervistati, il Marocco, ricostruendo l’eredità del passato coloniale, le scelte economiche del Marocco Indipendente, i fattori di push and pull dietro i flussi migratori di ieri e di oggi.
Il quadro finale ha permesso di sondare la salute del sistema. Riconoscere diritto di parola e di ascolto dell’infanzia e dell’adolescenza ha significato fare un passo importante in avanti nella comprensione della loro soggettività, consentendo di fare emergere tutti quegli aspetti di conformità, progressivo adattamento ovvero di riottosità rispetto tanto alla propria comunità di appartenenza quanto alla società di arrivo. Considerare i minori come “soggetti di diritto” ha significato in altre parole ripensare sotto un altro punto di vista l’organizzazione e le strutture profonde che quella società regolano con il merito di porre in luce aspetti e problemi inediti, frizioni interne al gruppo normalmente sfuggevoli e molto riposte ed elementi di scarto rispetto a un modello omogeneo e granitico di una data cultura.
Occorre sobriamente riconoscere che non si danno più né immigrati né emigrati, ma “pari” cittadini (o spiranti tali) che tessono relazioni effettivamente ed affettivamente collegate in un unico destino interdipendente. La consapevolezza di questo richiede competenza, intelligenza, impegno e determinazione nelle scelte operative da intraprendere; l’altra faccia della medaglia è solo devianza ed emarginazione.The following research is aimed to underline the strategies of integration and the practices of citizenship utilized in favor of a particular segment of the actual international migratory phenomenon: the one about foreign minors who alone pass the borders of our country to search for better conditions of life. The knowledge of their cultural background and the analysis of the procedures of the ways in which one is welcomed and the integration adopted by the receiving countries represent a stimulating challenge from the anthropological perspective, always considered the science of “cultural differences” (Callari Galli, 2005).
The importance of this study is obviously given forth by the increasing numbers of “separated” minors in our country, but moreover by the necessity to re-define the strategies of social integration tout court if we don’t want to feed what has, since 1970, been defined by some criminologists as a real “time bomb” (Bovenkerk 1973, cit. in Barbagli 2002, p. 31).
Although nowadays both of the international and Italian literature, about the second generation and in particular those that talk of separated minors are conspicuous, we are still missing anthropological monographs on single nationalities of immigrants able to access, investigate and inquire into the complex emotional world of these minors. The following research was born from the necessity to fill in this experiential gap assuming as its subject a specific part of the category of minors: youth of Moroccan origin that are situated on a particular segment of the transnational migratory trades, the axis Khourigba- Rome.
According to the recent anthropological acquisition (Persichetti, 2003; Riccio; 2007; Capello, 2008) it became appropriate to proceed with a multi-situated study able to embrace both of the aspects of the migrants lives: the context of origin and the context of arrival of the young migrants. “Before becoming an immigrant, the migrant is always an emigrant” wrote the Algerian sociologist Abdelmalek Sayad (2002), intending by this affirmation that immigration and emigration are both faces of the same reality. A study of the migrant phenomenon that forgets or leaves behind the condition of origin of immigrants people is condemned to offer only a partial and ethnocentric version of this phenomenon.
The ethnography, started in 2006 and finished in 2008, has been integrated by two journeys in Morocco with the purpose to investigate those part of lives – made principally also by sounds, colors and images - not “accessible” and “communicable” in the receiving countries. Clearly the research has required a large use of qualitative methodologies (participant observation, focus group, interview in depth, etc) because of their characteristic to be more adapted to investigate the complex dynamics typical of the lived experience; to catch the shades of content and to give back, for these same reasons, a lively and unusual picture out of rules and schemes prior established. The feedback from the gathered stories – by a meticulous work which consisted in the knowledge of the Roman immigrants reality and a strong ethnographical “pact” with the minors on one hand and the social operators on the other – has brought to light not only the political and cultural aspects of the phenomenon, but moreover the tangle of sensitiveness and fragility hidden behind their condition of separated minors.
The particular condition of vulnerability of which they are victims firstly came from an “uncertain” juridical condition, but more so by the double rule that the separated minor assumes on himself: as a “minor” he is subject to a traditional pedagogic approach and as a “stranger” he is considered dangerous to the public order. The natural guardianship which they should enjoy is continuously breached and threatened and dissolves in vague promises and empty rituals. Separated minors are “anomalous” and “subversive” subjects who too often are relegated to the dark and marginal spheres of the actual metropolis. Furthermore, their own presence, even if it is made invisible by the viewpoint of the system, impose serious and urgent questions to contemporary society; in respect of our capacity to produce social cohesion and re-formulate the rules of a game which has to be really inclusive in all its parts. It compromises the global issues of our society.
Adolescents (and) immigrants who are living their lives on transnational routes. Their course is woven together by many little causalities - encounters, words and simple gestures that determine its outcome. These are stories made up of alternations of successes and disbandment, integration and deviance, a tangle of plots that lie on the border of what is licit and what is not. Minors on a “crossroad”, some say, between “integration and repatriation”.
These young, son of numerous migratory diasporas that have banded together into international social links in many continents, tend to think themselves as citizens of the world and are able to imagine their future in Italy, in their own country or everywhere. They have lived the fatigue of adaptation and are learning to manage it. They know that their “difference” - the knowledge of another tongue, culture, religion, their physical appearance, their experiences of socialization, not always so simple and immediate - can be either a limit or a resource. Is this new consciousness - that nowadays is hardly rousing our consciences - to leave us the hope in a different destiny from that lived by their residing in the French banlieues or in Britain's inner cities. These communities, where to be brought up in districts in which social and existential problems tend to overlap, has brought many young persons to feel part of a generation betrayed and sacrificed and to foster social resentment and wishes of revenge through an identity that is proud and intent on recreating its original purity.
The bet of a successful social integration for the young people growing up in our country, but moreover for the separated minors, is played on the circuits of social assistance and then on the capacity of school to create cohesion as an agency of socialization. This choice, though it is really far away from the fulfillment of their economic objectives and then from the attainment of the migratory cause, allows them to claim principles and reasons of “ similarity – equality” with their coetaneous friends of school. This is a kind of comparison that was impossible before because of the irregular condition to which separated minors are often obliged and the peculiar characteristics of the type of job done by Moroccan people, usually pitchmen, from its nature an itinerant job hardly stigmatized by common opinion. Although the evident lacerations that this choice implies in terms of breaking old schemes of behaviours; redefinition of rules in the family, in the society of arrival (as well as in the society of origin); re-appropriation of one's own identity; this road appears uniquely to be able to preserve these young migrants from the solitude of a destiny otherwise made up of deviance and marginality.
The research consists of two parts: the first one proposes a general framework about second generation literature and the second one provides the results of the ethnography. In particular, the first chapter copes with these questions in general terms with the intent to clarify the different misunderstandings in the debate about immigration, through a critical reading of national and international literature.
The second and third chapters talk respectively of the European laws concerning separated minors and the Italian ones. In regard to the first context, it underlines the different practices adopted about the entry of separated minors in the territories of several old and new European immigration countries (such as France, Britain, Germany, Belgium and Spain) and point out the gaps and problems of these systems. As regards the Italian context, instead, emphasize is put on the critical points of the actual juridical systems in respect to a reality of the phenomenon characterized, as obviously it is, by remarkable unbalance and changeability.
The fourth chapter has been dedicated to the school because it is considered the real forge of the social changing in its capacity to represent the primary occasion of: linguistic training, constructing of intern links in the receiving countries, learning of concepts and didactic modalities homogenous to it. A specific paragraph has been reserved to the introduction to the working environment because it is the main reason of the migration of these young people.
The fifth chapter is aimed to investigate the context of provenience of minors interviewed, the Moroccan Country, reconstructing the heredity of the colonial past, the economic choices of the Independent Morocco, and the factors of push and pull behind the migratory flows of yesterday and today.
The final picture is used to verify the health of the system. Recognizing the right of “speech” and “listening” to infancy and adolescence has meant to make an important step forward in the knowledge of their individuality, making arise all aspects of conformity and progressive adaptation or, on the contrary, their rebelliousness to their own culture as well as to the receiving society. In other worlds, considering minors “subjects of right” has meant rethinking the organization and obscure structures that manage the same societies in which they live, with the merit to point out aspects and elements of forsaking respect to a homogenous and given model of a culture.
Nowadays more than ever it is necessary to admit that there are no more immigrants or emigrants, but “equal” citizens (or aspirant ones) who weave together elements of every type in a unique interdependent destiny. The consciousness of this claim calls for competence, intelligence, dedication and determination in the choice to engage; the rest is made by deviance, frustration, marginalization.Dottorato di ricerca in Tutela e Promozione dei Diritti dell'Infanzia (XXII ciclo
Analysis and characterization of microbial communities in groundwater
L’obiettivo del lavoro è stato quello di analizzare le comunità microbiche in acquiferi caratterizzati da differenti peculiarità idrochimiche (acque oligominerali fredde; acque saline ed ipersaline fredde; acque saline calde) e da differenti fattori di condizionamento del circuito delle acque sotterranee. Ciò al fine ultimo di verificare sperimentalmente se le suddette comunità possono essere utilizzate efficacemente come nuovi traccianti naturali per studiare alcune dinamiche idrogeologiche in contesti a differente grado di complessità.
L’obiettivo è stato conseguito mediante l’utilizzo di due differenti tecniche di fingerprinting genetico: DGGE e T-RFLP.
La DGGE permette di risolvere, separare frammenti di DNA della stessa dimensione, basandosi esclusivamente sulle differenze nella sequenza nucleotidica. La T-RFLP è basata sulla digestione con endonucleasi di restrizione di prodotti di PCR; uno o entrambi i primers utilizzati sono legati ad una molecola fluorescente che permette di rilevare, mediante elettroforesi capillare, solo la presenza del frammento di restrizione terminale.
I risultati principali conseguiti nel corso del dottorato possono essere sintetizzati come segue.
All’interno degli ambienti acquatici analizzati è stata riscontrata la presenza di comunità microbiche “sito-specifiche”, piuttosto che “sistema-specifiche”, ed il carattere “sito-specifico” di tali comunità è apparso fortemente influenzato anche da fattori ambientali arealmente poco rappresentativi nell’ambito dei sistemi acquiferi esaminati. Ciò porta a ritenere che, contrariamente a quanto riportato nella recente letteratura, non esista necessariamente un’unica comunità microbica autoctona acquatica all’interno di sistemi naturali che possono essere considerati un “unicum” dal punto di vista idrogeologico.
Dal punto di vista metodologico è emerso che l’attesa frammentazione e diversificazione delle comunità microbiche all’interno di un sistema acquatico può essere accertata e caratterizzata soprattutto mediante il prelievo di campioni in punti ubicati anche all’interno del sistema stesso e non esclusivamente presso il collettore principale (ad esempio, una sorgente) del corpo idrico sotterraneo.The aim of the research was to characterize microbial communities in aquifers with different hydrochemical properties (oligomineral cold waters; saline and hypersaline cold waters; saline hot waters) and different factors affecting the hydrogeological behaviour of the aquifer systems. The goal of the work was to experimentally verify if microbial communitites can be used as new effective natural tracers to analyze hydrogeological phenomena within different aquifer systems, characterized by different degrees of complexity.
Two fingerprinting techniques have been used: DGGE and T-RFLP.
DGGE is based on the separation of PCR amplicons of the same size but with different sequences. T-RFLP is based on the digestion with restriction endonucleases of PCR products: one or both the primers used in the PCR reaction are labeled with a fluorescent dye which allow to detect, through capillary electrophoresis, only the presence of the terminal restriction fragment.
The main results obtained can be summerized as follows.
In the aquatic environments analyzed, “site-specific” microbial communities were detected, instead of “system-specific” communities. The character “site-specific” of these communities is strongly influenced even by environmental factors little representative in the general context of the aquifers examined. Differently from the existing knowledge, this leads to the possible absence of single autochtonous microbial communities also in natural systems that can be considered as an “unicum” from a hydrogeological point of view.
From a methodological point of view, the fragmentation and diversification of microbial communities in an aquatic system can be determined and characterized especially sampling at different points inside the system itself and not solely at the principal collector (for example, a spring) of the groundwater system.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo
Sports performance of the professional athlete in the sports labour contract
Il lavoro svolto traccia i delicati profili della relazione tra sport e diritto, evidenziando i rilevanti aspetti giuridici del fenomeno sportivo. L’indagine parte dai profili istituzionali relativi ai rapporti tra ordinamento sportivo e ordinamento statale, per giungere ai profili civilistici della prestazione sportiva con particolare riferimento a quella resa dall’atleta professionista nel rapporto giuridico con la società sportiva. Con la Legge, 23 Marzo 1981 n. 91, recante “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti” il rapporto di lavoro sportivo professionistico è passato dall’elaborazione dottrinaria e giurisprudenziale alla sistemazione normativa. Il fenomeno lavorativo viene così inquadrato nello sport, concentrando l’attenzione sul concetto di prestazione sportiva.
Nella relativa autonomia ordinamentale da riconoscere allo sport, la prestazione sportiva è oggi giuridicamente caratterizzata solo in funzione del professionismo. Le specificità dello scambio tra prestazione sportiva e retribuzione rendono problematico l’inquadramento del contratto di lavoro sportivo attraverso le categorie giuslavoristiche comuni. Siamo di fronte ad nuova tipologia contrattuale che la legge “presume” di lavoro subordinato, ma che si caratterizza per un assoggettamento ad etero direzione più intenso di quanto avvenga nella generalità dei lavori subordinati. Da qui il dubbio che l’art. 2094 c.c. sia ancora in grado di individuare il “tipo” lavoro subordinato e, quindi, la necessità di valutare proposte di riforma volte ad introdurre nuove definizioni di contratto di lavoro subordinato, capaci di cogliere le nuove forme in cui si esprime l’attività lavorativa. Il tipo contrattuale, tuttavia, è pur sempre nell’art. 2094 c.c., per cui il contratto di lavoro sportivo è inquadrato anche come sottotipo rispetto allo schema generale del tipo di subordinazione di cui al codice civile. L’analisi evidenzia come sotto alcuni profili la legge che disciplina il rapporto tra società e sportivi professionisti ed il contratto di lavoro sportivo si presenta di dubbia legittimità costituzionale, lasciando preoccupanti zone d’ombra. Essa, infatti, è rivolta esclusivamente ai rapporti tra sportivi professionisti e società. Ai rapporti giuridici tra società e atleti dilettanti si applicherà, nei casi in cui ricorrano i requisiti di cui all’art. 2094 c.c., la normativa di diritto comune. L’indagine evidenzia profili critici della attuale legge sul professionismo sportivo, tanto più se confrontata con la disciplina comune. Quando l’attività sportiva è esercitata a livello professionistico, infatti, la decantata libertà dell’esercizio dell’attività sportiva è fortemente ridimensionata. Infatti, per conseguire lo status di sportivo professionista gli atleti devono ottenere la previa qualificazione da parte delle federazioni a cui appartengono; il contratto che essi stipulano con la società sportiva deve rivestire forma scritta, deve essere depositato presso la federazione competente e deve essere approvato; gli accordi individuali devono essere conformi ad un contratto tipo predisposto con accordi collettivi ad efficacia generalizzata anche in difetto dell’iscrizione alle associazioni stipulanti; non ultimo, il contratto può intercorrere esclusivamente con società sportive affiliate alle federazioni. Pur con le sue criticità si tratta in ogni caso di un testo normativo fondamentale a disposizione degli interpreti che si propongono di studiare la figura dell’atleta professionista nell’ambito dell’ordinamento giuridico, tuttavia, è auspicabile una riforma della legge non già per quanto attiene alla qualificazione del lavoro sportivo, ma per ridurre le zone d’incertezza ancora presenti nella regolamentazione dello stesso.The essay realized outlines the delicate profiles of the connection between sport and law, emphasizing the considerable legal appearance of the sports phenomenon. From the institutional profiles related to the relations between sports regulation and state regulation, to the civil law profiles of the sports performance paying a particular attention to the professional athlete’s service and the legal relation with the sports society. The L. n. 91, dated 23 of March 1981, "Rules concerning relations between sports society and professional athletes", provides with a normative accommodation this field left to the doctrinal and the judges elaboration . The professional service in the sports is therefore organized by concentrating the attention on the sports concept of performance.
In a relative autonomy of the system to be recognized to the sport’s one, the sports service is nowadays, from a juridical point of view, characterized exclusively in function of the professionalism. Peculiarities of the exchange between sports services and its remuneration makes quite complex the arrangement the sports labour contract by using the common categories of the labour law. It is a new contractual typology that the law assumes as a subordinate employment even though it is characterized by a subjection to a more intense etero direction compared to one exercised in a normal subordinated activity. Hence the doubt than the article 2094 c. c. is still able to indicate the category of subordinated work and the necessity of evaluating reforms proposals in order to introduce new definitions for the contract of subordinated employment, fit for catching new forms of the labour activity. The contractual type, nevertheless, is still elaborated thanks to the article 2094 c. c., so that the sports labour contract is arranged as a subtype of the general scheme of subordination outlined in the civil code. The analysis underlines that in some aspects the law that disciplines the relation between society and sports professionals and, therefore, the sports labour contract sporty let arise some doubts of constitutional legitimacy, leaving worrying zones of shadow. In fact, it is exclusively directed to the relationship between sports professionals and sports society. To the legal relationships between sports society and amateur athletes it is applied, if the requirements set in the article 2094 c. c. are satisfied, the general rules. The study emphasizes critical profiles of the present law concerning the sports professionalism, even more if it is compared with the general discipline. When the sports activity is exercised as a professional athlete, in fact, the freedom of exercising the activity itself is severely reduced. In order to achieve the status of sports professional the athletes should obtain a previous qualification by the federations to that they belong; the contract stipulated with the sports society must be in writing, must be deposited at the competent federation and must be approved; individual agreements must be similar to a contractual type arranged on the basis of the collective agreements effective towards the generality even in lack of a formal enrolment to the contracting associations; furthermore, the contract can exist only with sports societies affiliated to the federations. Even with its critical aspects the law has to be considered as a fundamental text on behalf of the interpreters aiming to study the professional athlete on our legal system, nevertheless, is desirable a law reform in order to reduce the shadows still present in the legislation.Dottorato di ricerca in L'obbligazione e il rapporto giuridico e la loro tutela processuale (XXII ciclo
Modelli di idoneità ambientali per la lontra euroasiatica a diverse scale
The Eurasian otter (Lutra lutra L.) underwent a strong decline in Europe between the 1960s and the 1980s. The decrease in the concentration of harmful pollutants in the environment due to more stringent regulations and the enactment of legal protection have allowed otter populations to gradually recover since the 1980s in several European countries.
Compared to other populations in Europe, the Italian population has recovered rather slowly,
and signs of the species expanding its range have only recently started to become apparent. The Italian range of the otter is confined to the southern part of the Italian peninsula. The residual population is relatively small and it is geographically isolated separeted from other European populations. Furthermore, this population is currently separated into two isolated subpopulations. Given the small size and the current expansion trend of the south-central subpopulation, it is important to identify areas that can potentially host otters and also to identify the areas through which the species could. The habitat suitability models represent important tool to produce maps of the potential distribution of the species and to identify dispersion ways.
The aims of the research project was to identify the factors that influence otter distribution and habitat suitability models at different scale, regional and European.
The regional model aimed to identify the distribution, quality and connectivity of habitats of seven river catchments located in the northern portion of the current otter range in Italy. An expert-based Habitat Suitability (HS) model was developed. Connectivity was assessed within and between river basins through landscape algorithms by taking into account variables that could influence otter dispersal.
In the same study area we developed inferential models to assess the capacity identifying areas of species expansion. We used data before recolonization events to produce HSMs, one using presence-only data (Ecological Niche Factor Analyses, ENFA) and a second using presence-absence data (Generalized Linear Model, GLM). We used data from the recolonization event to validate these models. We also compared the spatial predictions of these models to a second set of models, using the recolonization data. Our results demonstrated that taking into account absence data can produce wrong predictions of the areas suitable for the recovery of the species. The presence-absence model built with data before recolonization disagrees with the other models about the environmental factors important for that species and the location of the suitable areas. As a conclusion, in non-equilibrium situations, the prediction process could be fooled by misleading absence data. If the problem is ignored, it may misinform wildlife conservation efforts to the point that management actions are non- or counter-effective.
At European scale we attempted to determine which factors influence the otter distribution and use them to predict the potential distribution of the species in Europe, under current and future climate. The environmental variables used are related to water availability, food supply, resting site and human disturbance using six different modelling approaches. Future projections are derived by running the CCM3 climate model under a 2xCO2 increase scenario. At the European scale, the otter is mostly influenced by water availability. The current potential distribution reveals large gaps of unsuitable habitats limiting connectivity between otter populations in Europe. Climate change would have different effects on otter habitat suitability in Europe. In the Western part, the model predicts losses of suitable habitats, whereas gains are predicted in central Europe and Eastern Europe shows equal rates of losses and increases of suitable habitat. Our results are important in helping setting up conservation actions and promote otter recovery in Europe.Durante gli ultimi cinquanta anni, l’areale europeo della lontra euroasiatica (Lutra lutra) si è drammaticamente ridotto. Attualmente la lontra sembra stia recuperando in alcuni paesi europei, ma alcune popolazioni sono ancora frammentate e la specie è tuttora quasi assente dall’ Europa centrale. In Italia la situazione è particolarmente critica, con un piccola popolazione che sopravvive nei bacini merdionali, a sua volta divisa in due nuclei isolati. Promuovere l’espansione delle popolazioni redisidue è di vitale importanza per assicurare il mantenimento della diversità genetica e la persistenza a lungo termine della specie. A questo proposito i modelli di idoneità ambientale (HSM) rappresentano potenti strumenti per valutare la qualità degli habitat e produrre carte di distribuzione potenziale e dispersione naturale della specie. Il progetto di ricerca ha avuto come obiettivo primario l’individuazione dei fattori che influenzano la distribuzione della lontra in Italia e la messa a punto di modelli in grado di predire la distribuzione potenziale della specie a diverse scale, regionale e europea.
Il modello a scala regionale riguarda il nucleo settentrionale dell’areale della lontra in Italia, principalmente costituito dalla regione Molise. Per quest’area è stato sviluppato un modello di idoneità ambientale deduttivo, basato sull’opinione degli esperti. Questo modello è stato utilizzato come base per effettuare un’analisi di connettività, longitudinale e laterale.
Nella stessa area di studio sono stati sviluppati modelli inferenziali per testare la capacità di individuare potenziali aree di espansione per la specie. Per testare la capacità di predizione dei modelli sono stati usati dati raccolti in due campagne di rilevamento, una effettuata prima della colonizzazione e l’altra dopo la ricolonizzazione. Sono stati utilizzati l’ENFA (Environmental Niche Factor Analysis) e il GLM (Generalised Linear Model). Il primo approccio utilizza solo i dati di presenza, il secondo anche quelli di assenza. I due modelli sono stati calibrati con dati raccolti prima della colonizzazione e poi con i dati raccolti sul fiume ricolonizzato. I modelli sono stati comparati e i modelli sviluppati con i dati pre-colonizzazione sono stati validati con i dati post-colonizzazione. Questo studio ha dimostrato che i dati di assenza in una situazione di instabilità tra la specie e le aree idonee occupate portano ad errori di predizione.
Nel modello a scala europea sono state considerate sia le condizioni climatiche attuali sia le predizioni relative ai cambiamenti climatici futuri. Nell’analisi sono state considerate le variabili ambientali che posso essere in relazione ai requisiti ecologici della specie, ovvero alla disponibilità di acqua, alla disponibilità di risorse trofiche, di siti di rifugio e al disturbo antropico. Gli scenari futuri sono stati ottenuti utilizzando i parametri disponibili relativi al raddoppio della CO2 nell’atmosfera (modello CCM3). I risultati hanno mostrato come a scala europea la distribuzione della lontra sia influenzata principalmente dalla disponibilità di acqua. La distribuzione attuale potenziale mostra larghe aree di habitat non idonei nel centro Europa, che limitano la connettività tra le tre sub-popolazioni occidentale, orientale e italiana. Gli scenari futuri indicano una potenziale perdita di habitat idonei nelle regioni occidentali, mentre in Europa centrale e orientale il modello predice un incremento. Le previsioni future indicano anche una diversa localizzazione dei corridoi di habitat che potrebbero favorire l’espansione e il collegamento delle popolazioni. Il modello è stato quindi integrato con i dati relativi alle aree protette. Il confronto ha permesso di individuare le aree più critiche che attualmente e in futuro dovranno essere preservate per garantire la sopravvivenza e il flusso genico delle popolazioni di lontra in Europa.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo
Precautionary principle and nanotechnology applications
Gli obiettivi principali di questa ricerca sono da ravvisare nell'esigenza di analizzare il valore giuridico ed il ruolo del principio di precauzione, non solo nel contesto normativo ambientale nazionale e comunitario, ma anche nel progressivo cambiamento dei rapporti tra diritto e scienza.
Per questo motivo quindi, si è scelto di dare il giusto rilievo anche agli sviluppi critici che hanno interessato l'approccio precauzionale nel diritto statunitense ed internazionale, cercando infine di valorizzare l'importanza di questo prezioso strumento normativo, nel disciplinare e guidare un settore chiave della ricerca e dello sviluppo economico e sociale, nella moderna Società del Rischio: quello delle Nanotecnologie .
Nel corso della sua problematica evoluzione, il principio di precauzione si è prestato a molteplici interpretazioni, e tuttora la sua applicazione continua a dare luogo ad interminabili dispute in conseguenza della sua potenziale ambiguità: tuttavia l’applicazione del metodo precauzionale non deve essere intesa come un limite, ma piuttosto come uno stimolo alle attività di ricerca scientifica, al fine di ridurre considerevolmente la condizione di rischio, e quindi di fare chiarezza scientifica in quelle ipotesi connotate da forte incertezza, rendendo al contempo più sicure le applicazioni industriali.
Per evitare quindi che il principio di precauzione rimanga una semplice dichiarazione di intenti, oppure venga interpretato esclusivamente secondo l’impostazione estrema del perseguimento del rischio zero, la ricerca si sofferma sull'individuazione di tutti quegli strumenti procedurali che ne consentono una applicazione realmente bilanciata, equilibrata e ragionevole nelle situazioni di incertezza scientifica: alla costante ricerca di un punto di equilibrio tra interessi economici, di tutela dell'ambiente e della salute.
La ricerca infine, pone una certa attenzione anche alle nuove e diverse forme di decisione in grado di favorire il confronto ed il dialogo tra tutti gli interlocutori coinvolti nelle decisioni precauzionali: autorità decisionali, esperti scientifici, opinione pubblica informata, ed operatori economici. La richiesta dei cittadini di essere preventivamente informati e di partecipare alle decisioni che riguardano lo sviluppo tecnico-scientifico, si pone infatti perfettamente in linea con l’esigenza di individuare una comune convergenza di volontà e di azioni.The main objectives of this research are to be found in the need to analyze the legal status and role of the precautionary principle, not only in the context of national environmental regulation and community, but also the gradual change in the relationship between law and science.
For this reason, therefore, it was decided to also give due importance to the critical developments that have affected the precautionary approach in U.S. law and international, seeking finally to build the importance of this valuable legal instrument, in regulating and guiding a key area research and economic and social development in the modern risk society: that of nanotechnology.
During his critical developments, the precautionary principle is open to different interpretations, and
still its application continues to give rise to endless disputes as a result of its potential ambiguity: however, the application of the precautionary approach should not be construed to limit, but rather as a stimulus to scientific research in order to significantly reduce the risk condition, and thus to clarify the scientific hypothesis connoted by high uncertainty, making it both more secure industrial applications.
To avoid so that the principle of precautionary remain a mere declaration of intent, or is interpreted exclusively according to the setting of extreme pursuit of zero risk, the research focuses on the identification of all these procedural tools that enable its applications really balanced and reasonable in situations of scientific uncertainty: in the constant search for a balance between economic interests, environmental protection and health.
The research finally put some attention to new and different forms of decision that can foster dialogue among all stakeholders involved in precautionary decisions: decision-making authorities, scientists, opinion informed public and economic operators.
The demand of citizens to be informed in advance and to participate in decisions concerning the scientific and technological development, there is in fact perfectly in line with the need to identify a common convergence of will and action.Dottorato di ricerca in Diritto Pubblico dell'Economia e dell'Ambiente (XXII ciclo
NMR study of Mediterranean foodstuff
Oggetto di studio dell’attività di dottorato è stata l’identificazione del profilo metabolico di oli d’oliva aromatizzati, gelatine reale e di estratti di campioni di spigola e di lattuga tramite spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare. Il profilo metabolico è stato ottenuto tramite esperimenti NMR 1D e 2D ed è stato utilizzato insieme ad una appropriata analisi statistica per raggruppare i campioni secondo il problema specifico. Sono stati caratterizzati oli di oliva aromatizzati molisani ed stata ottenuta una discriminazione tra campioni di spigola di mare aperto e di allevamento, tra campioni di lattuga transgenica e “wild type” e tra gelatine reali di provenienza italiana e cinese.This PhD thesis aims to investigate foodstuff as sea bass, lettuce, flavoured olive oils and royal jelly by means of Nuclear Magnetic Resonance spectroscopy. Metabolic profiling of these foodstuff was obtained by means of 1D and 2D NMR techniques and was used together with a suitable statistical analysis to characterize and grouping the products according to the specific problem. Flavoured olive oils from Molise region were characterized and discrimination between wild and cultured sea bass samples, transgenic and wild type lettuce samples, Italian and Chinese royal jelly was obtained.Dottorato di ricerca in Biotecnologia degli Alimenti (XXII ciclo