University of Molise

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    311 research outputs found

    A Simple Panel-CADF Test for Unit Roots

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    In this paper we propose a simple extension to the panel case of the covariate- augmented Dickey Fuller (CADF) test for unit roots developed in Hansen (1995). The extension we propose is based on a p values combination approach that takes into account cross-section dependence. We show that the test is easy to compute, has good size properties and gives power gains with respect to other popular panel approaches. A procedure to compute the asymptotic p values of Hansen’s CADF test is also a side-contribution of the paper. We also complement Hansen (1995) and Caporale and Pittis (1999) with some new theoretical results. Two empirical applications are carried out for illustration purposes on international data to test the PPP hypothesis and the presence of a unit root in international industrial production [email protected]@unimol.i

    Relationships between prosecutor and investigative police: autonomy of inquiry and functional dependence

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    L’indagine muove da un’ampia ricognizione del panorama giurisprudenziale e dottrinario, necessaria per inquadrare i problemi applicativi connessi ai rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria caratterizzati dall’autonomia nelle investigazioni e dalla dipendenza funzionale nei rapporti fra gli organi citati. La tematica ha registrato nel nostro ordinamento soluzioni differenziate e notevolmente problematiche sia nelle disposizioni codicistiche che nei progetti di riforma del codice di procedura penale che, da ultimo, nel recente disegno di legge governativo n. 1440\S presentato dal Ministro della Giustizia Alfano nella presente Legislatura. Articolata in cinque capitoli la tesi muove dall’analisi dei soggetti della investigazione pubblica, pubblico ministero e polizia giudiziaria, per giungere alla verifica delle soluzioni fornite, de iure condendo, dalla dottrina sui difficili rapporti caratterizzati dall’autonomia nelle investigazioni e nella acquisizione della notitia criminis. La tesi di ricerca fornisce, quindi, una disamina delle attività investigative tipiche della polizia giudiziaria partendo dalle finalità delle indagini preliminari per giungere all’analisi delle proposte di riforma del codice di procedura penale formulate dalle commissioni di riforma del codice di procedura penale ed ad una critica delle innovazioni previste dal d.d.l. n. 1440\S.The research starts from a broad investigation of jurisprudential and doctrinaire scene that is needed in order to set application problems related to relationships between public prosecutor and investigative police due either autonomy of inquiry and functional dependence on relationships between the organs mentioned. In our system the topic has registered differentiated and significant problematic solutions either regarding the provisions of the law and amendments of the code of criminal procedure as the recent bill n. 1440\S presented by Minister of Justice Alfano during this legislature. Divided into five chapters, the thesis starts from an analysis of the parties to an action, public prosecutor and investigative police in order to verify the provided solutions (de iure condendo), to the doctrine on the difficult relationship that are due to the autonomy of inquiry and the acquisition of notitia criminis. The thesis provides a close examination of investigative activities typical of the investigative police starting from the purpose of the preliminary inquiries in order to analyse amendments of the code of criminal procedure formulated by committees of the amendments of the code of criminal procedure, and to criticize the modifications provided in d.d.l. n. 1440\S.Dottorato di ricerca in Politiche penali dell'Unione Europea (XXII Ciclo

    The liability for environmental damage and the environmental damage insurance

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    L’inquinamento, la preservazione dell’ambiente, e lo sfruttamento sostenibile delle risorse sono necessità sempre più sentite dalle aziende, che si dirigono consapevolmente verso l’adozione di politiche di riduzione dell’impatto ambientale, interessandosi concretamente al sostegno ed all’attuazione di azioni di riciclo dei materiali, oltre che all’efficienza energetica. Sono quindi predisposte verso uno sforzo supplementare, che va oltre la mera riduzione delle emissioni nell’ambiente, e procede verso il crescente ricorso alle compagnie di assicurazione, al fine di attivare strumenti idonei a tutelare l’ambiente ed i soggetti danneggiati. Per far fronte alla gestione di eventuali rilasci inquinanti diffusi nell’ambiente, idonei a causare lesioni personali a terzi, oppure danni materiali a beni di proprietà, oltre che all’habitat naturale circostante, si registra, ormai da tempo, il sempre maggior ricorso, ad apposite polizze assicurative, che non si limitano a coprire il rischio inquinamento tramite mere polizze di responsabilità civile generale (RCG), normalmente limitate al solo evento accidentale, ma si indirizzano alla copertura dell’intera gamma dei rischi ambientali generati. Dopo la nuova disciplina sulla responsabilità ambientale, emanata nel 2004 con la Direttiva 2004/35/CE, destinata ad imporre alle imprese industriali italiane e dell’Unione europea il ripensamento delle proprie strategie organizzative e gestionali, nell’esigenza di variabili strategiche più rilevanti, nell’ambito del settore assicurativo, che si serve di istituti assicurativi e riassicurativi, al fine di integrare la variabile ambientale nelle operazioni di routine, per favorire lo sviluppo sostenibile e la preservazione dell'ambiente, si è reso necessario il delineamento di un sistema produttivo idoneo a concorrere attivamente alla protezione ed al miglioramento della qualità dell’ambiente, sia per salvaguardare la salute dei cittadini, che per utilizzare in modo razionale le risorse naturali. Tramite la Direttiva 2004/35/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa alla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, si stabilisce un quadro di riferimento incentrato sul principio "chi inquina paga", già riconosciuto nel Trattato istitutivo della Comunità europea (articolo 174 (2) Trattato CE), destinato a condurre gli Stati membri verso il pieno recepimento di principi già vigenti nel contesto europeo ed internazionale. Fu dato un termine di tre anni per procedere al recepimento ma, nonostante la scadenza, a metà novembre 2008 solo i due terzi degli Stati membri avevano recepito appieno la ELD, e nei confronti di quegli che non si erano attenuti alle prescrizioni indicate, nel giugno 2007, la Commissione si trovò costretta ad avviare procedure di infrazione. Altro problema, ampiamente dibattuto, all’interno del settore in analisi, è quello dell'assicurabilità del danno all'ambiente, che ha portato a dover contemperare due interessi totalmente contrastanti, da un lato quello di garantire ai danneggiati di essere in ogni caso risarciti, anche nel caso in cui la momentanea situazione finanziaria del danneggiante non lo consente, dall’altro quello di mantenere la funzione di deterrence caratteristica della responsabilità civile. Nel contempo è necessario debellare la convinzione per cui l’assicurazione serve a coprire i comportamenti illeciti dell'inquinatore, che si sente pertanto autorizzato ad agire senza alcun accorgimento a favore della tutela ambientale.The pollution, the preservation of the environment, and sustainable use of resources are needs that companies feel increasingly, therefore today all companies are directed consciously to adopt policies to reduce environmental impact. They are interested in the practical implementation of activities to support and recycling of materials, and also energy efficiency, so they are prepared to make an extra effort, which goes beyond the mere reduction of emissions into the environment, because it pushes them towards the increasing use of insurance companies, in order to enable tools to protect the environment and the damaged goods. In order to manage the release of pollutants into the environment, which are likely to cause bodily injury to people, or damage to property ownership, and natural habitat, there is increasing the use of any appropriate insurance policies. This policies dosn’t covers only the cost of pollution through mere general liability insurance (RCG), that are normally restricted to accidental events, but they are directed to cover the full range of environmental risks. After the promulgation of new rules on environmental liability, introduced by Directive 2004/35/EC, to impose on the Italian enterprises and European Community industrial companies to rethinking their organizational strategy and management, these has increased the need that are in the national and international industry to have more insurance efficient tools. Today the companies use insurance and reinsurance instruments, especially in order to integrate the environmental variable in routine operations, to promote sustainable development and preservation of the environment. Even the production system contribute actively to the protection and improvement of environmental quality, both for the health of citizens, who use natural resources rationally. In the field investigated, the environmental damage insurance is a problem much debated, and it leads to having to reconcile two very conflicting interests, specifically it must ensure compensation to the injured in any case, even if the financial situation of the hurting doesn’t permit this. On the other hand, it must maintain the function of deterrence, which is characteristic of civil liability, because the insurance haven’t to cover the illegal behavior of the polluter.Dottorato di ricerca in Diritto Pubblico dell'Economia e dell'Ambiente (XXII ciclo

    Bioclimatic principles in rural architecture in Molise region: recovery strategies with respect to the energy quality

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    I percorsi solari sono stati considerati una caratteristica fondamentale della tecnica costruttiva sin dall’antichità. Infatti sia i Sanniti che i romani conoscevano questi principi e li utilizzavano al fine di massimizzare i loro benefici effetti. L’edilizia rurale rappresenta quindi un evoluzione che dai tempi antichi sfrutta le risorse naturali. Generalmente l’orientamento dell’edificio sfrutta il massimo soleggiamento con il lato maggiore rivolto verso il sud che intercetta una maggiore radiazione solare in inverno rispetto a quella estiva. Anche i centri storici dei piccoli paesi si adagiano sui versanti meridionali di in modo da proteggersi dai venti del nord e sfruttare al massimo il soleggiamento invernale. Infatti la realizzazione di una carta della radiazione solare a terra conferma l’ubicazione dell’insediamento urbano in luoghi esposti ad una maggiore radiazione nel periodo invernale. L’individuazione delle caratteristiche bioclimatiche degli edifici rurali è stata attuata mediante una scheda di indagine attraverso la quale scaturiscono rapporti geometrici di forma, esposizione e tipologie murarie. Le finestre sono generalmente dislocate sulle pareti rivolte a sud in quanto i raggi solari sono meno inclinati e quindi, attraverso la finestra, contribuiscono a riscaldare l’ambiente. In estate, invece, i raggi solari sono più inclinati quindi la quantità di radiazione solare che attraversa la finestra è minore rispetto a quella invernale. Gli infissi antichi sono abbastanza rudimentali rispetto a quelli moderni, tuttavia la tipica finestra è dotata di due scuretti interni che vengono chiusi di sera allo scopo di aumentare la resistenza termica. Questa tipologia di finestra, con la sostituzione di nuovo sistema vetrato, riesce ad ottenere un’eccellente capacità isolante. L’istallazione di ulteriori sistemi solari passivi, quali la serra e il portico addossati alle pareti esposte a sud, contribuisce ulteriormente allo sfruttamento della radiazione solare in inverno. Inoltre il portico, se chiuso da vetrate mobili, in inverno si comporta come una serra solare ed in estate, quando le vetrate vengono aperte, lo spazio sotteso dal portico resta completamente ombreggiato e arieggiato. Tuttavia se le soluzioni proposte risultano competitive, le murature tradizionali in pietra calcarea presentano sia vantaggi che svantaggi. Durante l’estate, l’onda di calore attraverso il muro mostra uno sfasamento dell’onda di calore molto alto, superiore alle 12 ore, così pure il fattore di attenuazione risulta molto ridotto tanto da rendere questo tipo di muratura molto competitive dal punto di vista energetico nel periodo estivo. Nel periodo invernale, invece, tale muratura accumula calore grazie alla notevole inerzia termica, però l’elevata trasmittanza termica non la rende competitiva dal punto di vista dell’isolamento. Ecco che la necessità di conservazione del patrimonio rurale si contrappone a quella di aumentare le prestazioni energetiche. Tuttavia, l’attuale normativa, non impone l’obbligo del miglioramento delle prestazioni energetiche per gli edifici esistenti sottoposti a vincolo paesaggistico. Dove però non ci non ci sono vincoli paesaggistici, l’architettura rurale rischia di essere completamente coperta da sistemi isolanti che ne annullano totalmente il linguaggio formale. Una riduzione parziale degli standard normativi sulla trasmittanza, però, almeno nelle zone vincolate, potrebbe migliorare di molto le prestazioni energetiche senza stravolgere molto le componenti architettoniche.Solar paths have been considered as a key factor for building techniques since ancient history. Samnites and Romans were aware of these principles and applied them in order to maximize their good effects, Rural buildings have been developing since then according to these practical approach to the natural source. As a rule, the longest front of the buildings are south oriented in order to take advantage from the maximum solar irradiation during winter times. The ancient parts of small villages are built on the southern slopes of hills in order to protect themselves from the northern winds and make the most of winter sunshine. Indeed, the creation of a solar radiation map at the ground confirms that the location of the villages is exposed to more radiation in winter. Bioclimatic characteristics of the rural buildings have been investigated by means of data sheets which have revealed geometric relationships between form, exposure and types of walls. Windows are mainly located on the south exposed fronts. This would allow the less inclined winter solar rays, to easily penetrate and accordingly heat the rooms. On the contrary, during summer the solar irradiation reaching the inside would be lower. Doors and windows were rudimental, but a typical window was equipped with internal shutters which were closed during the night in order to improve the thermal resistance. This window type, after the implementation of the new glass system could obtain great results in terms of thermal insulation. The use of additional passive solar systems, like greenhouses an porches, built on the south façade, further contributed to the exploitation of solar irradiation during winter times. In particular a porch, equipped with mobile windows, acts like a solar greenhouse during winter, with closed windows. The open windows on the contrary create a comfortable, airy and shaded place to enjoy during the warmest season. However, even though the proposed solutions are competitive, traditional limestone walls have both upsides and downsides. During the summer the heat wave function through the wall, shows a very high difference-phase, exceeding 12 hours, so the attenuation factor is very low. This kind of masonry is highly competitive in terms of energy during the summer. In winter, instead, the masonry store up the heat thanks to the considerable thermal inertia, but the high thermal transmittance does not make it competitive in terms of isolation. So the need for conservation of rural heritage is opposed to the necessity of increasing the energy performance. However, current legislation does not require the improvement of energy performance for existing buildings subjected to landscape constraints. Where there are no constraints on the landscape, the rural architecture is likely to be completely covered with external insulation system that completely nullifies the formal language. However, a partial reduction of transmittance standards, at least in the areas with landscape constraints, could greatly improve the energy performance without upsetting the architectural elements.Dottorato di ricerca in Analisi e valorizzazione del paesaggio (XXI ciclo

    Relationship between the type of production and the microbiological and chemical features of ventricina

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    La ventricina, prodotta nell’area a confine tra Abruzzo e Molise, è un insaccato stagionato preparato con carne suina, abbondantemente speziata con peperone dolce e peperoncino piccante. La presente tesi di dottorato ha rivolto l’attenzione allo studio degli aspetti microbiologici di ventricine differentemente preparate, seguendo scrupolosamente la ricetta tradizionale o mediante triturazione meccanica della carne. In particolare, con tale ricerca è stata studiata l’influenza delle dimensioni dei pezzi di carne utilizzati ai fini della produzione sul processo di fermentazione delle ventricine oggetto di studio. I risultati hanno mostrato in entrambi i lotti una simile evoluzione della popolazione microbica. Tuttavia i ceppi isolati durante la maturazione hanno evidenziato differenti caratteristiche tecnologiche in relazione al lotto di appartenenza. Lactobacillus sakei e Streptococcus equorum sono risultate le specie maggiormente rappresentative in tutti i campioni durante tutto il periodo di maturazione. Mediante SDS-Page è stato possibile evidenziare come l’attività proteolitica sia una caratteristica propria del ceppo isolato. Tuttavia, è stata evidenziata una relazione tra l’effettiva attività sulle proteine sarcoplasmatiche e il tempo e/o il lotto da cui ogni ceppo è stato isolato. Pertanto è possibile asserire che la tecnologia di produzione potrebbe influenzare la selezione di ceppi che, pur se appartenenti alla stessa specie, sono dotati di caratteristiche tecnologiche diverse.Ventricina produced at the boundary between Abruzzo and Molise, two Italian regions, is a fermented sausage prepared with pork meat and fat chopped in cubes and abundantly spicy by sweet and hot pepper. This PhD thesis dealt with the study of microbiological aspects of two different type of Ventricina salami, produced with the traditional recipe or with meat grinding. In particular, the research was planned in order to investigate the influence of the meat size on the fermentation process. Results showed a similar microbial composition in the two type of Ventricina but strains isolated during the ripening evidenced different technological features, depending on the batch of isolation. Lactobacillus sakei and Streptococcus equorum were the main representatives species in all samples during all time of ripening. The SDS-Page evidenced that the proteolytic capability is a strain-specific character. Moreover, a relationship between the effectiveness of the action on sarcoplasmic proteins and the age and/or batch of isolation of each strain was found. Data obtained demonstrated that the technology of production could select strains belonging to the same species but characterised by different features.Dottorato di ricerca in Biotecnologia degli Alimenti (XXII ciclo

    Geological-stratigraphical and geomorphological study of the coastal sector between the Trigno river and Fortore river

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    Lo studio geologico-stratigrafico e geomorfologico nel settore costiero compreso tra i fiumi Trigno e Fortore ha permesso di definire l’evoluzione quaternaria dell’Avanfossa appenninica plio-pleistocenica. In particolare, sono state definite: le caratteristiche stratigrafiche e sedimentologiche della successione sedimentaria, i rapporti tra tettonica e sedimentazione e le principali sequenze morfoevolutive del paesaggio. La dettagliata analisi stratigrafica e di facies, in particolare, ha consentito di delineare un chiaro quadro stratigrafico per tutto il settore analizzato e di definire i principali ambienti deposizionali. La sovrapposizione verticale delle associazioni di facies (offshore, offshore transition, lower shoreface, upper shoreface, foreshore, backshore, mouth bar, alluvial fan, braided plain e flood plain) testimonia la tendenza regressiva che caratterizza la successione sedimentaria. Tale tendenza è confermata dal passaggio circalittorale esterno/batiale-infralittorale, nei termini inferiori argillosi della successione. Tali dati mostrano una transizione dal basso verso l’alto da depositi marini di piattaforma (Argille di Montesecco) a depositi costieri di spiaggia (Sabbie di Serracapriola) e, infine, a depositi continentali di ambiente alluvionale (Conglomerati di Campomarino). Lo studio stratigrafico in termini sequenziali ha definito cinque sequenze deposizionali: Qm, Qm1, Qc1, Qc2 e Qc3. I depositi di offshore sono rappresentativi della sequenza Qm (Piacenziano sup. - Santerniano, intervallo cronologico attribuito in base alle analisi biostratigrafiche). Il contatto stratigrafico con la sequenza Qm1 è definito da una angular unconformity, riconosciuta a livello regionale, di età emiliana, che suggerisce la presenza di uno hiatus deposizionale. La sequenza Qm1 (Siciliano) è costituita da depositi di transizione e costieri e distinta in due unità: una inferiore (offshore transition) e una superiore che rappresenta un corpo di spiaggia progradante. La sedimentazione continentale è rappresentata dalle sequenze Qc1 e Qc2 (Pleistocene inferiore - Pleistocene medio) e dalla Qc3 (Pleistocene medio - Olocene). La successione mostra forti analogie con i depositi presenti lungo il margine appenninico centro-settentrionale. I contatti stratigrafici tra le sequenze “continentali” e quelli con la sequenza Qm1 sono rappresentati da una lieve discordanza angolare. Sono state identificate quattro fasi tettoniche. La prima (Pliocene superiore) controlla la sedimentazione della sequenza Qm. La seconda fase (emiliana) determina un primo forte sollevamento e basculamento della sequenza Qm, con la formazione dei primi paesaggi d’erosione. La fase tettonica successiva (Pleistocene inferiore finale-Pleistocene medio), che segue una fase di relativa stasi tettonica durante la quale avviene la deposizione delle sequenze Qm1 e Qc1, determina il sollevamento ed il basculamento della successione e la formazione delle prime superfici di erosione preservate (I ordine, 370-250 m). Ne consegue la deposizione della sequenza Qc2 con la formazione delle paleosuperfici di II ordine e delle valli asimmetriche. La quarta e ultima fase tettonica (Pleistocene medio) determina il sollevamento finale di tutta la successione e l’attuale conformazione delle valli. In questa fase comincia la deposizione dei depositi della sequenza Qc3. I tassi di uplift stimati e validi almeno per tutto il Pleistocene medio sono compresi tra 0,1 mm/a e 0,25 mm/a.The geological, stratigraphical and geomorphological study of the coastal sector between the Trigno and Fortore rivers allowed to investigate on the Quaternary evolution of the Plio-Pleistocene Apennine foredeep. Specifically, stratigraphical and sedimentological characteristics of the Plio-Pleistocene succession and its tectono-sedimentary and geomorphological evolution were reconstructed. A detailed stratigraphical and facies analysis of the succession allowed to define the stratigraphic setting and the related depositional environments. The vertical overlay of facies (offshore, offshore transition, lower shoreface, upper shoreface, foreshore, backshore, mouth bar, alluvial fan, braided plain e flood plain) evidences a clear regressive trend from open marine to alluvial depositional systems. This trend is confirmed by palaeoecological data which display the vertical transition from circalittoral to infralittoral depositional setting of open marine deposits. The latter open marine deposits are represented by clayey terrains (Argille di Montesecco), while the offshore transition and nearshore deposits refer to the Sabbie di Serracapriola formation. Finally the continental deposits were related to the Conglomerati di Campomarino formation. The performed sequence stratigraphy analysis allowed to identify five depositional sequences: Qm, Qm1, Qc1, Qc2 and Qc3. Qm (Late Piacenzian-Santernian age) is represented by offshore deposits. The stratigraphic boundary between the Qm and the Qm1 sequences is characterized by a regional angular unconformity of Emilian age, which suggests that a stratigraphic hiatus separates the two sequences. The Qm1 sequence (Sicilian age) is established by two units: a lower one represented by offshore transition deposits and an upper one represented by a wide spectrum of littoral deposits, forming a peculiar progradational beach sequence. The “continental” sequences Qc1 and Qc2 (early Pleistocene-middle Pleistocene age) and Qc3 (middle Pleistocene-Holocene are made up of alluvial deposits. The stratigraphic boundary between these “continental” sequences and the other sequences is marked by a gentle angular unconformity. The stratigraphic framework displays strong similarities with the stratigraphic framework being reported for the northern and the central sectors of the Apennine (periadriatic) foredeep. Four tectonic phases were identified. The first one (Late Pliocene) controlled the deposition of the Qm sequence. The second one (Emilian age) produced an important uplift and tilting of the Qm sequence and the formation of the first erosion surfaces. The third one (Late Lower Pleistocene-Middle Pleistocene) was preceded by a phase of relative tectonic stability during which the deposition of the Qm1 and Qc1 sequences occurred. This tectonic phase caused a further tilting and uplift of this sector and the formation of the erosion surfaces which are the oldest ones preserved in the study area (I order, 370-250 m). After this phase, the deposition of the Qc2 sequence occurred. The fourth and last tectonic phase produced the final uplift of the area, the formation of asymmetric valleys and the sedimentation of the Qc3 sequence. The estimated uplift rates, valid at least for the Middle Pleistocene are comprised between 0.1-0.25 mm/yr.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo

    Molecular and Functional Characterization of Polynucleotide Phosphorylase from the Antarctic Eubacterium Pseudoalteromonas haloplanktis

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    L’enzima polinucleotide fosforilasi (PNPasi, E.C. 2.7.7.8) è coinvolto nel metabolismo dei nucleotidi, sia negli eucarioti che nei procarioti. L’enzima catalizza la degradazione fosforolitica dell’RNA, rilasciando nucleosidi 5’-difosfato dall’estremità 3’ del substrato, e la reazione inversa di polimerizzazione. In questo lavoro è descritta la purificazione e la caratterizzazione biochimica della PNPasi isolata dall’eubatterio psicrofilo di origine Antartica Pseudoalteromonas haloplanktis (Ph, temperatura ottimale di crescita 4-20°C) identificata sulla base della sua capacità di catalizzare la seguente reazione reversibile: RNA(n) + Pi ↔ RNA(n-1) + ppN L’enzima ha mostrato una struttura omotrimerica con un Mr pari a 255000, come valutato da analisi della massa molecolare in condizioni native e denaturanti. Utilizzando software bioinformatici dedicati sono state ottenute, a partire dalla sequenza amminoacidica, predizioni della struttura secondaria e terziaria del monomero. Inoltre, sono stati condotti studi sulla composizione amminoacidica che hanno permesso di evidenziare che la PhPNPasi mostra i tipici adattamenti delle proteine psicrofile. I parametri cinetici sono stati determinati a 15°C, utilizzando poli(A) come primer e GDP marcato come substrato. E’ stato valutato l’effetto sull’attività enzimatica di concentrazioni crescenti di GDP, consentendo di calcolare i parametri cinetici. L’attività della PhPNPasi è risultata essere stimolata dalla presenza di alcuni cationi monovalenti nella miscela di reazione, caratteristica già evidenziata per un altri enzimi isolati da P. haloplanktis. Tra essi il CsCl ad una concentrazione 0,9 M è risultato il più efficace, aumentando l’attività dell’enzima di circa 7 volte. L’attività enzimatica della PhPNPasi aumenta con l’incremento della temperatura, raggiungendo un valore massimo a 40°C; oltre questa temperatura si osserva un decremento della velocità di reazione, probabilmente dovuto alla sua inattivazione termica. Nell’intervallo 0-40°C è stato calcolato un valore di energia di attivazione (Ea) pari a 87 kJ/mol. La PhPNPasi è un enzima piuttosto sensibile al trattamento termico, infatti l’energia di attivazione della reazione di inattivazione termica nell’intervallo 30-70°C è risultata pari a 96,7 kJ/mol, valore significativamente più basso di quello osservato per altre proteine isolate da fonti mesofile o termofile. La termostabilità di questo enzima è stata valutata anche con analisi di tipo spettroscopico. Le curve di UV melting hanno mostrato una temperatura di semidenaturazione di 46°C, valore significativamente più alto di quello a cui si registra la massima attività catalitica. I risultati indicano che il centro catalico della PhPNPasi è molto meno stabile del resto della struttura della proteina.Polynucleotide phosphorylase (PNPase) is involved in the nucleotide metabolism pathway of both eukaryotes and prokaryotes. The enzyme catalyzes the phosphorolytic degradation of RNA, releasing nucleoside 5’-diphosphates from the 3’ end of the substrate, and the reverse reaction of nucleoside 5’-diphosphate polymerization. In this work it’s described the procedure of isolation and the characterization of PNPase from the psychrophilic eubacterium Pseudoalteromonas haloplanktis (Ph, optimal growth condition 4-20°C), identified for its ability to catalyse the following reversible reaction: RNA(n) + Pi ↔ RNA(n-1) + ppN PhPNPase showed a homotrimeric structure of 255 kDa, as evaluated by molecular mass analysis under native and denatured conditions. Using bioinformatic software, starting from the amino acid sequence, a prediction of the secondary and tertiary monomer structure have been obtained. Besides, studies on the amino acid composition have been carried out, thus evidencing that PhPNPase shows the typical adaptation of proteins isolated from psychrophilic organisms. The kinetic parameters have been determined at 15°C, using poly(A) as a primer and [3H]GDP as substrate. The effect of increasing concentration of [3H]GDP on the activity has been evaluated, thus allowing the determination of the kinetic parameters of the polymerization reaction. The activity of PhPNPase is stimulated by selected monovalent cations added in the reaction mixture, a feature already observed for other enzymes isolated from P. haloplanktis. Among the cations tested, CsCl, added to 0.9 M final concentration, has resulted the most effective, enhancing PhPNPase activity of about 7-fold. The effect of temperature on the activity and stability of PhPNPase has also been tested. In particular, the activity of PhPNPase increases with increasing temperature, reaching a maximum at 40°C; beyond this temperature a straight decay of the activity has been observed, due to thermal inactivation of the enzyme. In the 0-40°C interval, a value of 87 kJ/mol for the energy of activation of the reaction (Ea) has been calculated. Studies about the effect of temperature on PhPNPase stability have shown that this enzyme is a quite thermolabile protein; in fact, the Ea of the thermal inactivation reaction in the 30-70°C interval, is 96.7 kJ/mol, a value significantly lower than those observed for other proteins isolated from mesophilic and thermophilic sources. The thermostability of this enzyme has also been investigated by spectroscopic analysis. UV-melting curves have shown a temperature for half-denaturation of 46°C, a value significantly higher than that found for the maximum catalytic activity. These results indicate that the catalitic centre of PhPNPase is less stable of the overall protein structure.Dottorato di ricerca in Ambiente e Territorio (XXII ciclo

    Annali 11/2009

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    The administrative jurisdiction according to the Constitution

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    Lo scopo della presente ricerca è stato analizzare l’evoluzione compiuta dall’ordinamento italiano in materia di funzioni amministrative, nonché analizzarne l’attuale connotazione. Nella prima parte della trattazione l’attenzione è stata dedicata alla disamina storica della funzione amministrativa pubblica, con una prima sezione descrittiva in cui si dà conto delle diverse impostazioni adottate negli ordinamenti anteriori all’attuale sulla pubblica amministrazione, intesa qui essenzialmente nell’accezione di apparato. Nella seconda sezione, invece, partendo dal concetto di Pubblica Amministrazione come attività, si è operata una rielaborazione critica delle fasi storiche attraversate dal pensiero teorico-dogmatico sulla funzione pubblica amministrativa come potere dello Stato. La seconda parte è occupata dalla descrizione del complesso di norme, costituzionali ed ordinarie, che presiedevano alla ripartizione della competenza amministrativa fra stato, regioni ed enti locali prima che intervenisse la riforma costituzionale del 2001. Dalla disamina del dato concreto circa la suddivisione dei compiti amministrativi – con l’attenzione centrata sull’istituzione dell’ordinamento regionale e sulle norme di trasferimento di cui alla legge 22 luglio 1975, n. 382 ed al successivo D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 – si è dunque risaliti fino alle istanze di semplificazione e decentramento che hanno portato, nel volgere di circa un ventennio, alla creazione del sistema delle Conferenze unificate ed alla cosiddetta riforma Bassanini (di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59; legge 15 maggio 1997, n. 127; d. lgs. 31 marzo 1998, n. 112). Lo scenario giuridico attuale vede infatti la regione al centro di un continuo flusso di riforme che, mentre le assegnano un ruolo nominalmente centrale nel panorama costituzionale, in realtà aprono la strada a penetranti ed invasivi interventi del legislatore statale che la pongono di fatto ai confini del sistema. L’ultima parte del lavoro espone infine l’analisi della riforma costituzionale del 2001, nel suo portato storico ed in quello normativo. Infatti, alla descrizione delle vicende storico-politiche che hanno anticipato l’approvazione della legge (e qui il primo richiamo è alla Commissione bicamerale cd. D’Alema e poi alle successive) segue l’esame dei nuovi articoli del Titolo V, Parte II della Costituzione, con particolare attenzione per quelli inerenti alla nuova distribuzione del potere legislativo, di quello amministrativo ed all’introduzione di meccanismi riequilibrativi come quello di cui all’articolo 120, valutato quest’ultimo alla stregua di clausola di chiusura del sistema delineato dal legislatore della riforma costituzionale. In questa parte, naturalmente, l’attenzione si focalizzerà anche sulla nuova concezione dei rapporti fra stato, regioni ed enti locali contestualmente ad un’ampia illustrazione dei principi che hanno storicamente ispirato la riforma e che presiedono alla sua interpretazione ed alla sua attuazione, come quelli di sussidiarietà (orizzontale e verticale), differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione. Uno degli obiettivi di questa sezione è inoltre, come già si è anticipato, analizzare il nodo interpretativo posto dalla fisionomia ancora incerta e dai precari limiti che incontrerebbe il potere sostitutivo del legislatore nazionale di fronte all’inerzia del legislatore regionale nel riallocare, per le materie rientranti nella propria potestà legislativa esclusiva, le funzioni fondamentali ritenute di competenza degli enti locali alla stregua dell’art. 117, comma 2° lett. p). A tale proposito, non può non darsi conto del disegno di legge presentato dal governo lo scorso novembre in tema di individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali che, ponendo fine ad una serie di questioni importanti, ne aprirà sicuramente delle altre. Nondimeno, infine, l’analisi tiene conto della giurisprudenza costituzionale in materia, prima studiando il contenzioso fra stato e regioni in materia di riparto legislativo e poi spostando l’asse sulle pronunce della Corte in tema di individuazione delle «funzioni fondamentali» e di effettiva concretizzazione della riforma dal punto di vista finanziario.The purpose of the present work is to study the development made by the italian legal order in the field of the administrative jurisdiction and to explain its actual connotation. The first part of the work contains two undersections, the fires of which is mostly dedicated to the history of the italian administrative jurisdiction, with a focus on the various organizational solutions adopted along the years, starting by an idea of the civil service as an organization. In the second undersection, instead, the civil service has been considered as an activity and as it is it’s been studied in its historical development. Then, in the second part, the work analizes the constitutional distribution of the administrative jurisdiction before the great reformation brought by the l. cost. n. 3 of november 18, 2001. Starting by the actual segmentation of the administrative tasks – with a focus on the devolution regulation come out in seventies – the work gets to the requests of simplification issued in nineties which brought into the italian legal order new rules and a new conception of the civil service, by the introduction of the so called Bassanini reformation (l. n. 59/1997; d. lgs. n. 112/1998). The present constitutional set, infact, shows a central position of the regions in the entire system, but it’s not supported by a real (economic and juridical) independence of them and leaves an «open door» for the regulating intervention of the state legislator. Finally, the last part of the work analizes the constitutional reformation of 2001 starting by its historical course. This section is obviously focused on the new conception of the relationship between state, regions and local government introduced by the reformation, and most of all on the principles which inspired the legislator, such as subsidiarity, differentiation and suitability. One of the most important goals of the research, moreover, is to make clear the exact issue of the rule about the administrative jurisdiction devolution to the local government, which has not been implemented for years, though it must be said that a bill in the matter of «individuation of fundamental jurisdiction of the local government» it’s been presented by the state government the last november. None the less, and finally, the present work studies the copious constitutional jurisprudence in this field, not forgetting the pivotal contribute made by the Court a propos of legislative jurisdiction allocation and administrative contentious between state, regions and local government.Dottorato di ricerca in Diritto Pubblico dell'Economia e dell'Ambiente (XXII ciclo

    The project financing in the italian legal

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    Oggetto di questo lavoro di ricerca è, come si evince chiaramente dal titolo, l’istituto del Project financing e i suoi rapporti con l’ordinamento giuridico italiano. Preliminarmente è sembrato opportuno, ai fini di una più chiara ed esaustiva indagine speculativa, analizzare lo scenario istituzionale e giuridico in cui il Project Financing si colloca e di cui rappresenta uno dei più validi istituti, ossia il Partenariato pubblico privato, spesso abbreviato tramite l’utilizzo dell’acronimo PPP. Quest’ultimo si configura come una delle più recenti branche avanguardiste del diritto dell’economia e della governance economica. La prima definizione di Partenariato pubblico privato che rinveniamo è datata 2004 ed è una definizione documentale, che deriva cioè da un documento della Commissione Europea, più precisamente dal “Libro Verde relativo ai partenariati pubblico-privati ed al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni” e che definisce, appunto, il PPP come una formula onnicomprensiva con cui si fa riferimento a “forme di cooperazione tra le autorità pubbliche e il mondo delle imprese che mirano a garantire il finanziamento, la costruzione, il rinnovamento, la gestione o la manutenzione di un’infrastruttura ovvero la fornitura di un servizio”. Ogni operazione di Partenariato pubblico privato, comprese anche quelle di Project financing, è caratterizzata da una serie di elementi che si possono così sintetizzare: durata relativamente lunga dell’operazione, forte finanziamento da parte dei soggetti privati e la ripartizione dei rischi dell’operazione tra soggetto pubblico e soggetto privato. A questa definizione documentale,ormai datata e superata, è necessario affiancare, o meglio sostituire, la definizione normativa che del PPP ha recentemente dato il nostro legislatore: infatti, con il D.Lgs. 11 settembre 2008, n. 152 (Terzo Decreto Correttivo al Codice dei Contratti Pubblici) si sono definiti i contratti di partenariato pubblico privato. Nella definizione codicistica di contratto di Partenariato pubblico privato rientrano tutte le tipologie alternative all’appalto e finalizzate a realizzare opere pubbliche o a fornire pubblici servizi. Da ciò si evince come il Partenariato pubblico privato non si sostanzi in una mera operazione economica, ma sia una nuova categoria negoziale, alternativa all’appalto, per la realizzazione di opere pubbliche. Dopo questa necessaria premessa sul PPP, la dissertazione prosegue, al capitolo 3, con l’analisi dell’istituto della “Concessione”, che si può definire come l’istituto giuridico che costituisce, nel nostro ordinamento, una sorta di antenato del Project financing, e, al capitolo 4, che costituisce la parte centrale di questo lavoro di ricerca, con l’analisi dei diversi soggetti che fanno parte di un’operazione di PF, con i possibili schemi di PF, con il suo ambito di applicazione oggettiva, con l’analisi dei rischi di progetto e il piano di fattibilità economico-finanziaria, con l’analisi della disciplina legislativa, che ripercorre l’evoluzione storica e normativa del PF dalla nascita dell’istituto stesso fino all’ultima novella legislativa, che è costituita dal Terzo Decreto correttivo al Codice dei Contratti pubblici. Il lavoro si conclude con due capitoli finali dedicati, rispettivamente, alla natura giuridica dell’istituto del Project financing ed ad una raccolta giurisprudenziale che analizza il PF nella giurisprudenza dei TAR, del Consiglio di Stato, della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea.The object of this research is, as is clear from the title, the institution of the project financing and its relationship with the Italian legal system. Preliminarily it appears desirable in order to more clearly speculative and exhaustive investigation, analyze the institutional and legal scenario in which the Project Financing takes place and which represents one of the most valuable institutions, namely the public-private partnership, often abbreviated by 's use of the acronym PPP. The latter is configured as a vanguard of the latest branches of business law and economic governance. The first definition of public-private partnership that was found is dated 2004 and is a definition document, which is derived from a document that the European Commission, more specifically, the "Green Paper on public-private partnerships and Community law on public contracts and concessions "and defines it as the PPP as a comprehensive formula which refers to" forms of cooperation between public authorities and the business community aimed at guaranteeing the financing, construction, renovation, management or maintenance infrastructure or the provision of a service. " Each operation of public-private partnership, including that of project financing, is characterized by a series of elements that can be summarized as follows: relatively long duration of the operation, stronger financial commitment from the private operation and the sharing of risks between public and private person. To this definition documentary, outdated and outmoded, it is necessary to add, replace or rather, the definition of PPP legislation has recently given our legislature: in fact, with the Leg. September 11, 2008, No 152 (Third Corrective Decree of the Code of Public Contracts) have defined the public-private partnership contracts. In the definition of codicistica public private partnership contract covers all types of alternative procurement and spending to provide public works or public services. This shows how the public-private partnership does not consist merely in a purely economic transaction, but is negotiating a new category, alternative contract for the construction of public works. After this necessary background on PPP, the thesis continues in Chapter 3, with the analysis of the institution of "concession", which can be defined as the legal institution which is, in our system, a sort of ancestor of the Project financing , and, in Chapter 4, which forms the core of this research, the analysis of the different subjects that are part of an operation of PPP with the patterns of PF, with its scope, objective, with the analysis of project risks and plan of economic and financial feasibility, with the analysis of legislative framework, which traces the historical evolution and regulatory institution of the PF from birth until the last legislative news, which is consisting of the Third Order Healing Public Contracts Code. The work concludes with two chapters devoted respectively to the legal nature of project financing institution and a collection of case law analyzing the PF in the case of TAR, the Council of State, the Constitutional Court and the Court of Justice.Dottorato di ricerca in Diritto Pubblico dell'Economia e dell'Ambiente (XXII ciclo

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