Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    421 research outputs found

    Quali sono i bisogni dei caregiver di persone che vivono una condizione di cronicità: ricerca qualitativa

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    Background: The population ageing generates new challenges related to the treatment of chronic diseases. The course of the disease makes patients and caregivers (CGs) vulnerable and their ability to self-care is threatened. CGs can be supported by the Advanced Practice Nurse (APN). Objective: The aim is to deepen the CGs’ needs of people with chronic conditions in Insubrica region. Method: It’s a qualitative descriptive survey, conducted between September 2019 and February 2020. The CGs’ convenience sample of people with chronic illness was differentiated by age, gender, profession, chronic diseases and included 20 participants. Data were collected through short motivational interviews and the compilation of a socio-family genogram. The thematic analysis of the interviews’ Verbatim transcription was carried out by 4 researchers. Results: The thematic analysis has shown 26 themes collected in 6 macrothemes and in addition highlighted that the chronic condition and vulnerability are linked together; therapeutic adherence and self-care depend on disease awareness, and CGs make little use of the social support network; Conclusion: Based on the results, it can be said that the APN can meet the GCs' needs through the skills gained in training (CanMEDS and Hamric model); encourage inter-professional and integrated care, and promote the formal and informal network.Introduzione: L’invecchiamento della popolazione genera nuove sfide nella cura delle malattie croniche. Alcuni eventi nel corso della malattia rendono pazienti e caregiver (CG) vulnerabili quando viene minacciata la loro capacità di self-care. Il CG può essere sostenuto dall’infermiere di pratica clinica avanzata (APN). Obiettivo: Approfondire i bisogni dei CG di persone in condizioni croniche nella regione insubrica. Metodo: Indagine descrittiva qualitativa, condotta fra settembre 2019 e febbraio 2020. Il campione di convenienza di CG di malati cronici differenziato per: età, sesso, professione, malattie croniche ha incluso 20 partecipanti. La raccolta dati è avvenuta tramite interviste motivazionali brevi e la compilazione di un genogramma socio-familiare. L’analisi tematica della trascrizione Verbatim delle interviste è stata svolta da 4 ricercatori. Risultati: L’analisi tematica ha fatto emergere 26 temi raggruppati in 6 macrotemi oltre ad evidenziare che le condizione di cronicità e vulnerabilità sono legate fra loro; l’aderenza terapeutica e il self-care dipendono dalla consapevolezza della malattia; i CG utilizzano scarsamente la rete di sostegno sociale; il malato e il CG, attraverso la sofferenza e le difficoltà, mettono in discussione molti aspetti della vita. Conclusioni: Sulla base dei risultati emersi è possibile affermare che l’APN può essere utile a soddisfare i bisogni dei CG grazie alle competenze acquisite nella formazione (basata su modello CanMEDS e Hamric), favorire una presa a carico interprofessionale e integrata e promuovere la rete formale e informale

    Studio osservazionale multicentrico sulle cadute dei bambini ospedalizzati e validazione linguistico-culturale della Humpty Dumpty Fall Scale

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    INTRODUCTION: Falls in hospitals are a major problem also in pediatric settings. No Pediatric Fall Risk Assessment Scales (PFRAS) are validated in Italian. Goals: to perform the Italian validation of the Humpty-Dumpty Falls Scale (HDFS); to assess its predictive performance; to estimate the frequency of falls in hospitalized children and to analyze possible associations between children’s clinical variables and falls. METHODS: The study’s first step was the cultural-linguistic validation of HDFS in Italian. Second, evaluation of the Italian HDFS’s performance on 1500 hospitalized children. Third, modifications of the Italian HDFS to improve its performance. Fourth, analysis of falls frequency and associations between falls and patients’ clinical variables. RESULTS: The Italian HDFS (HDFS-ita) showed good Validity (SCVI=0.92) and inter-rater Reliability (Cohen’s kappa=0.965), but poor Sensitivity (77.8%) and Specificity (36.6%). A new 3-item version of the HDFS-ita (HDFS-ita-M) was set, with a cut-off of 7, only for subjects 1 to 15 year-old. Although better, the HDFS-ita-M’s performance remains poor (Sensitivity=77.8%, Specificity=53.3%, ROC curve’s AOC=0.670). The frequency of pediatric falls was 6.38 per thousand children (CI95% 3.36–12.08) with a maximum frequency in children aged 3 to 6 years (11.28 per thousand children, CI95% 3.84–32.63). Motor/walking disorders (p=0.005), enuresis (p=0.0002), being in single room (p=0.04), admittance to pediatric neuropsychiatry/neurology wards (p=0.001), and neurological disorders (p=0.02) were associated to falls. DISCUSSION: HDFS-ita-M has a better -but still poor- performance than HDFS-ita. This study provides useful data about pediatric falls and their possible risk factors which will help pediatric hospitals in determining patient safety policies. Further studies are needed to determine an adequate panel of variables to estimate pediatric falls risk.INTRODUZIONE: Le cadute in ospedale sono un rilevante problema anche in ambito pediatrico. Al momento non esistono scale per la valutazione del rischio di cadute pediatriche (PFRAS) validate in italiano. Obiettivi: effettuare la validazione in italiano della scala Humpty-Dumpty Falls Scale (HDFS); valutare la sua performance predittiva; stimare la frequenza delle cadute nei bambini ospedalizzati e analizzare le associazioni tra le variabili cliniche dei bambini e l'evento caduta. METODI: La prima fase è consistita nella validazione linguistico-culturale italiana della HDFS. La seconda, nella valutazione della performance della HDFS italiana su 1500 bambini ospedalizzati. La terza, nella modifica della HDFS italiana per migliorarne la performance. La quarta fase è consistita nell’analisi della frequenza delle cadute e delle possibili associazioni tra queste ed alcune variabili cliniche dei pazienti. RISULTATI: La versione italiana della HDFS (HDFS-ita) ha validità (SCVI=0.92) e affidabilità inter-valutatori (Cohen’s kappa=0.965) soddisfacenti ma ha mostrato scarse sensibilità (77.8%) e specificità (36.6%). È stata quindi approntata una versione modificata (HDFS-ita-M) con tre soli items e cut-off 7, solo per soggetti da 1 a 15 anni. Sebbene migliore della HDFS-ita, la performance della HDFS-ita-M rimane però non ottimale (Sensibilità=77.8%, Specificità=53.3%, ROC-AOC=0.670). La frequenza di cadute di bambini ospedalizzati è stata 6.38 per mille bambini (CI95% 3.36–12.08) con picco tra i bambini da 3 a 6 anni (11.28 per mille bambini, CI95% 3.84–32.63). I disturbi motori o della deambulazione (p=0.005), l’enuresi (p=0.0002), l’essere in stanza singola (p=0.04), l’essere ricoverato in reparti di neuropsichiatria o neurologia pediatrica (p=0.001), e una diagnosi di patologia neuropsichiatrica (p=0.02) sono associati alle cadute in modo statisticamente significativo. DISCUSSIONE: La HDFS-ita-M mostra una performance migliore della HDFS-ita ma ancora poco soddisfacente. Ulteriori studi sono necessari per determinare un set affidabile di variabili utili a predire il rischio di cadute dei bambini in ospedale. Questo studio fornisce dati sulla frequenza e sui possibili fattori di rischio delle cadute di bambini in ospedale che potranno essere utili agli ospedali pediatrici nella pianificazione delle misure di sicurezza dei pazienti PAROLE CHIAVE: Cadute accidentali, bambini, scale di valutazione del rischio, ospedali pediatrici, gestione del rischio

    L’infermiere scolastico, la prevenzione della diffusione delle malattie infettive e la riapertura delle scuole nell’era della pandemia da SARS-Cov2. Revisione integrativa della letteratura

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    INTRODUCTION: School nurse is present today in many countries around the world. Its contribution within schools is described in the literature especially with regard to the management of chronic diseases and health education interventions. The Sars-CoV2 pandemic has forced many states to close schools, involving major psycho-social problems. The reopening of schools is a great challenge, in this regard this work has the goal of evaluating the literature that identifies the figure of the school nurse as a strength in containing the spread of contagious diseases and the actions that can be effective for this purpose. METHODS: An integrative literature review was conducted by interrogating the main international medical-nursing databases, all research articles were included, editorials and letters were excluded. Results were screened independently by two investigators. RESULTS: 10 articles were included, the main purpose of which was to describe outbreak cases and strategies for their management. The major nursing interventions highlighted are surveillance, case reporting, education, management of relationships with families, collaboration with other professionals. DISCUSSION: Although the identified literature was quantitatively poor, it is clear that the school nurse is central to syndromic surveillance, educational role, decision making, clinical management, collaboration with the team of experts and management of communication.INTRODUZIONE: L’infermiere scolastico è una figura che oggi è presente in molti Paesi del mondo. Il suo contributo all’interno delle scuole è descritto in letteratura soprattutto per quanto attiene la gestione delle patologie croniche e gli interventi di educazione sanitaria. La pandemia da Sars-CoV2 che sta imperversando ha obbligato molti stati alla chiusura delle scuole, implicando grossi problemi di tipo psico-sociale. La riapertura delle scuole è una grande sfida, a tal proposito questo lavoro si è posto l’obiettivo di valutare la letteratura che individua la figura dell’infermiere scolastico come punto di forza nel contenimento della diffusione di malattie contagiose e le azioni che possono essere efficaci a tale scopo. METODI: È stata condotta una revisione integrativa della letteratura interrogando le principali banche dati medico-infermieristiche internazionali, sono stati inclusi tutti gli articoli di ricerca, sono stati esclusi editoriali e lettere. Lo screening dei risultati è stato condotto in cieco da due ricercatori. RISULTATI: Sono stati inclusi 10 articoli dei quali la principale finalità era descrivere casi di outbreak e strategie per la loro gestione. I maggiori interventi infermieristici evidenziati sono la sorveglianza, la segnalazione del caso, educazione, gestione dei rapporti con le famiglie, collaborazione con altre figure professionali. DISCUSSIONE: Sebbene la letteratura individuata sia risultata quantitativamente scarsa, in essa è ben chiaro come l’infermiere scolastico sia centrale nella sorveglianza sindromica, nel ruolo educativo, nella presa di decisioni, nella gestione clinica, nella collaborazione con il team di esperti e nella gestione della comunicazione

    Il ruolo degli stili di coping e dei fattori di stress sulla qualita di vita professionale tra gli operatori di una centrale operativa delle emergenze sanitarie: uno studio preliminare cross-sectional

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    INTRODUCTION: The professional quality of life (ProQOL) is a fundamental aspect of the care providers’ working life and plays an important role in monitoring their mental health status and wellbeing. The objective of this study is to explore the level of ProQOL among the Emergency Operating Center workers in the Italian context and to examine the role of both stressors and coping strategies. Health workers from an Italian 118 Emergency Operating Center participated into the research. METHODS: A preliminar y cross-sectional study has been performed RESULTS:. The survey’s response rate was 72.04% (n = 67). Results found that Stressors arepositively correlated with Burnout and Compassion Fatigue whereas Compassion Satisfaction has a positive correlation with the Task-oriented coping strategy and with the Emotion-oriented strategy. CONCLUSIONS: In conclusion, it is pivotal to implement strategies and solutions that can enhance the levels of satisfaction of Emergency Operating Center workers in order to improve patients care and organizational outcomes. Key words: Quality of life, Coping, Stressor, Emergency, Nurse.INTRODUZIONE: La qualità della vita professionale (ProQOL) è un aspetto fondamentale della vita lavorativa del personale che eroga assistenza sanitaria e gioca un ruolo importante nel monitorare il loro stato di salute mentale e fisico. L’obiettivo di questo studio è esplorare il livello di ProQOL tra gli operatori della salute di una Centrale operativa delle emergenze sanitarie nel contesto italiano ed esaminare il ruolo dei fattori di stress e delle strategie di Coping. I partecipanti alla ricerca sono operatori sanitari appartenenti alla Centrale Operativa delle emergenze sanitarie del 118. METODO: E’ stato effettuato uno studio preliminare di prevalenza. RISULTATI: Il tasso di risposta ai questionari è stato del 72,04% (n = 67). I risultati indicano che il Burnout e la Compassion Fatigue hanno un correlazione positiva con i fattori di stress mentre la Compassion Satisfaction ha mostrato un’associazione positiva con gli stili di coping Task-oriented ed Emotion-oriented. CONCLUSIONI: In conclusione è importante implementare strategie e soluzioni che possono innalzare i livelli di soddisfazione lavorativa degli operatori delle Centrali Operative di Emergenza per migliorare l’assistenza ai pazienti e i risultati manageriali. Parole chiave: Qualità della vita, Coping, Stressor, Emergenza, Infermiere.   © 202

    L'esperienza dell'attesa in Day Hospital Oncologico - Ematologico: indagine qualitativa ai pazienti in cura

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    Introduction: “What was once considered an incurable disease has in many cases become a disease that can be cured or, in any case, a disease patients can live with: It is becoming more and more frequently a chronic illness that allows affected people to have an active and satisfactory life” (I numeri del cancro in Italia 2017, Associazione Italiana di Oncologia Medica). As such, the patient suffering from cancer needs important care, often undergoing daily hospitalization. At the same time, as the daily experience shows, waiting for blood withdrawal, oncology visit and therapy administration causes anxiety, stress and frustration that can compromise the quality of life and adherence to therapies. The aim of this survey is to investigate the experience of patients waiting their turn in the waiting room of an Oncology-Hematology Day Hospital in an Italian Cancer Center. Methods: The survey was conducted using a semi-structured interview with open and closed questions. Partecipants: We considered a convenience sample of 36 patients admitted to the Oncology -Hematology Day Hospital of a Milan Research Medical Center. Results: The analysis of the collected interviews shows that the waiting room experience involves a considerable number of sensations that can alter the psycho-physical balance of the patient. A prolonged waiting in an uncomfortable room is associated with negative emotions such as discomfort and fear. Conclusions: The achieved results show the need to make the waiting less stressful by paying particular attention to the various observed issues. In particular a more comfortable and adequate environment for different age groups can better respond to patient needs. Also, it is necessary to reduce the waiting room crowding, establishing defined paths and controlled accesses.Introduzione: “quello che veniva un tempo considerato un male incurabile è divenuto in moltissimi casi una patologia da cui si può guarire o, comunque, con cui si può convivere: sta diventando infatti sempre più frequentemente una malattia cronica che consente alle persone colpite di avere una vita attiva e soddisfacente” (I numeri del cancro in Italia 2017, Associazione Italiana di Oncologia Medica). In quanto tale il paziente affetto da cancro necessita di importanti cure, spesso in regime di ricovero giornaliero. Allo stesso tempo, come ci mostra l'esperienza quotidiana, l'attesa del proprio turno per il prelievo ematico, per la visita e per la terapia, crea nel paziente ansia, stress e frustrazione che possono compromettere la qualità di vita e l'aderenza alle terapie. Scopo di questa indagine è investigare l'esperienza vissuta dai pazienti mentre attendono il proprio turno in sala d'aspetto di un Day Hospital Oncologico - Ematologico all'interno di un Cancer Center italiano. Metodo: l'indagine è stata condotta tramite un’intervista semi-strutturata con domande aperte e chiuse. Partecipanti: è stato considerato un campione di convenienza formato da 36 pazienti assistiti presso il Day Hospital Oncologico - Ematologico di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Milano. Risultati: l’analisi delle testimonianze raccolte mostra che l’esperienza dell’attesa implica per i pazienti un numero considerevole di sensazioni in grado di alterare l’equilibrio psico-fisico della persona. Un’attesa prolungata in un ambiente non troppo confortevole è associata ad emozioni negative quali disagio e paura. Conclusioni: dai risultati ottenuti emerge le necessità di rendere l’attesa meno stressante prestando particolare attenzione ai vari temi emersi. In particolare la creazione di un ambiente più confortevole e adeguato alla varie fasce di età può rispondere meglio alle esigenze dei pazienti. È necessario inoltre ridurre l’affollamento della sala d’aspetto creando percorsi definiti e accessi controllati

    La Gestione infermieristica del paziente colpito da ictus dopo la dimissione dall’ospedale a domicilio. Una revisione sistematica e GRADE

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      AIM. Stroke is the second cause of death worldwide and the third cause of death in industrialized countries. To investigate the effectiveness of the nurse's role the management for people affected by stroke after discharge from hospital to home. METHOD. A systematic review was performed. The Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-analyses (PRISMA) guidelines was carried out. MEDLINE, CINAHL, Web of Science and Scopus were searched for studies on the effectiveness of the nurse's role in managing the stroke rehabilitation process after discharge from the home hospital from 2000 to June 2018 in English. The methodological quality was assessed by the Cochrane Collaboration’s tool for assessing Risk of Bias (RoB). The GRADE system was used for evaluating evidence quality of each outcome. RESULTS. 7,025 studies were identified, 12 met the inclusion criteria. The outcomes in the literature are quality of life related to the degree of independence and depression, to the perception and health management and to the adaptation and stress tolerance. No primary outcome is reported in the literature with a high degree of confidence. DISCUSSION. The nurse's role the management for people affected by stroke after discharge from hospital to home represent an effective strategy for an improvement in the functional outcome, quality of life and reduction of costs.  SCOPO. L'ictus è la seconda causa di morte in tutto il mondo e la terza causa di morte nei paesi industrializzati. Scopo di questo lavoro è fornire una sintesi della letteratura sull'efficacia del ruolo dell'infermiere nella gestione del processo di riabilitazione delle persone colpite da ictus dopo la dimissione dall'ospedale a casa. METODO. Revisione sistematica della letteratura di tipo quantitativo effettuata seguendo il metodo PRISMA. La ricerca è stata condotta su: Cinhal-EBSCO, Medline-PUBMED, Web of Science e Scopus. Sono stati ricercati studi sulla efficacia del ruolo dell’infermiere nella gestione del processo di riabilitazione del paziente colpito da ictus dopo la dimissione dall’ospedale a domicilio in lingua inglese dal 2000 al 2018. La selezione è stata effettuate utilizzando criteri di inclusione ed esclusione. La qualità degli articoli è stata valutata con il Risk of Bias (RoB) della Cochrane Collaboration. Il sistema GRADE è stato utilizzato per valutare la qualità delle prove di ciascun risultato. RISULTATI. Sono stati identificati 7.025 studi, di questi 12 hanno soddisfatto i criteri di inclusione. I risultati in letteratura sono la qualità della vita correlata al grado di indipendenza e depressione, alla gestione della percezione e della salute, all’adattamento e alla tolleranza allo stress. Nessun risultato primario è riportato in letteratura con un alto grado di sicurezza. DISCUSSIONE. Il ruolo dell'infermiere nella gestione delle persone colpite da ictus dopo dimissione dall'ospedale a casa rappresenta una strategia efficace per un miglioramento del risultato funzionale, della qualità della vita e della riduzione dei costi

    Gestione dell’epidemia Covid-19 nei centri di oncoematologia pediatrica Italiani: survey nazionale AIEOP condotta da infermieri

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    INTRODUZIONE: la pandemia COVID-19 sta causando un'emergenza sanitaria globale. I sistemi sanitari sono sottoposti a pressioni estreme a causa dell'epidemia. La popolazione pediatrica sembra essere meno incline a sviluppare un decorso grave della malattia. Tuttavia, le informazioni sull'infezione COVID-19 e sui bambini affetti da cancro sono poche OBIETTIVO: Questo sondaggio ha lo scopo di evidenziare le misure preventive e di controllo per la gestione dell'infezione COVID-19 nei centri AIEOP (Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica). METODO: È stato realizzato un sondaggio multicentrico e descrittivo. Tutti i centri AIEOP sono stati invitati a completare un sondaggio online. La raccolta dei dati è stata effettuata tra il 15 marzo 2020 e il 15 aprile 2020. RISULTATI: Trentasei centri su 48 hanno risposto al sondaggio. Tutti i centri hanno implementato misure preventive simili al fine di controllare la diffusione di COVID-19 e il 77,8% dei centri ha creato percorsi strutturati, protocolli o procedure specifici; Il 30% dei centri ha ridotto il numero di letti di degenza e il 90% di attività ambulatoriale. I dati sulla prevalenza raccolti riportano 14 bambini positivi e 35 operatori sanitari positivi. DISCUSSIONE: COVID-19 non si sta diffondendo in modo omogeneo in Italia e i bambini sono meno infetti. Sarà necessario definire nuovi processi e nuove strategie per garantire la sicurezza e la continuità delle cure ai bambini affetti da cancro, anche in futuro, quando terminerà il blocco e saranno implementate nuove misure.  INTRODUCTION: The COVID-19 pandemic is causing a global health emergency. Health systems are under extreme pressure because of the outbreak. Pediatric population seems to be less prone to develop a severe course of the disease. Still the information about COVID-19 infection and children affected by cancer are few. OBJECTIVE/AIM: This survey aims to highlight preventive and control measures to manage COVID-19 infection in Italian Pediatric Oncology and Hematology Association (AIEOP) centers. METHODS: A multicenter, descriptive survey design was used. All the AIEOP centers were invited to complete an on-line survey. Data collection was performed between March 15, 2020 and April 15, 2020. RESULTS: Thirty six out of 48 centers responded to the survey. All the centers implemented similar preventive measures in order to control the COVID-19 spread and 77.8% of centers have created structured pathways, specific protocols or procedures; 30% of centers reduced the number of inpatient beds and 90% outpatient activity. The prevalence data collected report 14 children positive and 35 healthcare professionals positive. DISCUSSION: COVID-19 is not spreading homogeneously in Italy and children are less infected. It will be necessary to define new processes and new strategies to ensure safety and continuity of care to children affected by cancer, even in the future, when the lockdown will end, and new measures will be implemented

    Fattori predittivi delle aggressioni nel personale sanitario: uno studio multicentrico

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    INTRODUCTION: Nurses are at greater risk of violence during their working hours. About 31% of all aggressions towards nurses occur in hospital or in care settings. The problem of aggressions on healthcare workers is difficult to classify, as the number of aggressions is often underestimated. For this reason, the aim of this study is to analyze physical, verbal and sexual aggressions on nursing staff and identify their predictors. METHODS: A cross sectional study was performed. A sample of convenience was recruited consisting of nurses practicing in the Italian territory. The research team recruited subjects from various hospital, outpatient or territorial settings. The criteria for participation in the study were: (1) being registered nurses; (2) not being in an idle state (e.g. retirement). Multiple linear regression was used to identify the predictive variables of physical, verbal and sexual aggression. RESULTS: The sample consisting of 518 nurses had an average age of 37.5 years.The sample consisted prevalently of female subjects, with medium-high educational attendance. About 90% of the sample claims to have suffered physical, verbal and / or sexual aggressions during their working hours. People with a lower educational level, belonging to the southern regions are more at risk of physical and verbal aggression, while the female gender is a predictor of sexual assaults. CONCLUSIONS: The results of this study highlight how physical, verbal and sexual violence in nursing staff are non-isolated but highly frequent issues, being part of the daily working life of many health professionals.INTRODUZIONE: il personale sanitario risulta essere maggiormente a rischio di violenza durante l’orario lavorativo. Tuttavia, il problema è difficilmente inquadrabile, in quanto il numero di aggressioni viene spesso sottostimato. Per tale motivo l’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare le aggressioni fisiche, verbali e sessuali nel personale infermieristico ed identificarne i predittori. METODI: Il disegno dello studio è stato di tipo cross sectional, cui campione era costituito da infermieri che esercitano nel territorio nazionale. Il gruppo di ricerca ha reclutato soggetti provenienti da vari setting ospedalieri, ambulatoriali o territoriali. I criteri per la partecipazione allo studio erano: (1) essere infermieri abilitati; (2) non essere in uno stato di inattività (es. pensionamento). La regressione lineare multipla è stata utilizzata per identificare le variabili predittive dell’aggressione fisica, verbale e sessuale. RISULTATI: Il campione composto da 518 infermieri aveva un’età media di 37.5 anni. Prevalentemente il campione era costituito da soggetti di sesso femminile, con una scolarità media-alta. Circa il 90% del campione afferma di aver subito durante il proprio orario di servizio un’aggressione fisica, verbale e/o sessuale. Le persone con un livello di istruzione più basso, appartenenti alle regioni del sud sono soggetti più a rischio di un’aggressione fisica e verbale, mentre il sesso femminile è un predittore delle aggressioni a carattere sessuale. CONCLUSIONI: I risultati di questo studio evidenziano come la violenza fisica, verbale e sessuale nel personale infermieristico sia una problematica non isolata ma altamente frequente, facendo parte della vita lavorativa quotidiana di molti operatori sanitari

    Past, present and future

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    La pandemia da COVID-19 ha colpito duramente tutti i paesi, ma il suo impatto è stato più duro su quelle comunità che erano già vulnerabili, più esposte alle malattie, con meno probabilità di avere accesso a servizi sanitari di qualità e maggiori probabilità di subire conseguenze negative come risultato delle misure attuate per contenere la pandemia. Questo aspetto ha fatto riflettere ognuno di noi sulle scelte compiute per la  Sanità in Italia e nel mondo nel passato, nel presente e in quelle che dovranno essere prese per il futuro ed in cui chiediamo un ruolo centrale degli infermieri Le Organizzazioni Internazionali infermieristiche hanno chiesto a tutti i leader e capi di governo di garantire che tutti abbiano condizioni di vita e di lavoro che favoriscano una buona salute. Allo stesso tempo, hanno indicato la necessità di monitorare le disuguaglianze sanitarie e ad assicurare che tutte le persone siano in grado di accedere a servizi sanitari di qualità quando e dove ne hanno bisogno. Anche per sottolineare questi aspetti la CNAI ha recentemente scritto al Ministero della Salute per il potenziamento della professione infermieristica a tutti i livelli con particolare riferimento all’inserimento stabile nelle strutture strategiche di responsabili infermieristici a livello ministeriale e a livello regionale e per dare rilievo a tutti gli ambiti di esercizio professionale, dalle cure fondamentali alle competenze avanzate, con prescrizione. E allo stesso tempo avere un ruolo centrale nelle vaccinazioni e nella transizione verso un nuovo futuro dei servizi sanitari. L’infermieristica è una professione cruciale per avere un mondo più sano e più giusto. Quando si investe in assistenza infermieristica, l'intero sistema sanitario sarà meglio allineato per migliorare la salute dei cittadini. Gli infermieri si trovano in ogni fase del continuum sanitario, dalla promozione del benessere, alla prevenzione delle malattie, dalla diagnosi, al trattamento e all'assistenza di fine vita e nella sanità pubblica, nelle cure ospedaliere e nelle cure primarie.La pandemia da COVID-19 ha colpito duramente tutti i paesi, ma il suo impatto è stato più duro su quelle comunità che erano già vulnerabili, più esposte alle malattie, con meno probabilità di avere accesso a servizi sanitari di qualità e maggiori probabilità di subire conseguenze negative come risultato delle misure attuate per contenere la pandemia. Questo aspetto ha fatto riflettere ognuno di noi sulle scelte compiute per la  Sanità in Italia e nel mondo nel passato, nel presente e in quelle che dovranno essere prese per il futuro ed in cui chiediamo un ruolo centrale degli infermieri Le Organizzazioni Internazionali infermieristiche hanno chiesto a tutti i leader e capi di governo di garantire che tutti abbiano condizioni di vita e di lavoro che favoriscano una buona salute. Allo stesso tempo, hanno indicato la necessità di monitorare le disuguaglianze sanitarie e ad assicurare che tutte le persone siano in grado di accedere a servizi sanitari di qualità quando e dove ne hanno bisogno. Anche per sottolineare questi aspetti la CNAI ha recentemente scritto al Ministero della Salute per il potenziamento della professione infermieristica a tutti i livelli con particolare riferimento all’inserimento stabile nelle strutture strategiche di responsabili infermieristici a livello ministeriale e a livello regionale e per dare rilievo a tutti gli ambiti di esercizio professionale, dalle cure fondamentali alle competenze avanzate, con prescrizione. E allo stesso tempo avere un ruolo centrale nelle vaccinazioni e nella transizione verso un nuovo futuro dei servizi sanitari. L’infermieristica è una professione cruciale per avere un mondo più sano e più giusto. Quando si investe in assistenza infermieristica, l'intero sistema sanitario sarà meglio allineato per migliorare la salute dei cittadini. Gli infermieri si trovano in ogni fase del continuum sanitario, dalla promozione del benessere, alla prevenzione delle malattie, dalla diagnosi, al trattamento e all'assistenza di fine vita e nella sanità pubblica, nelle cure ospedaliere e nelle cure primarie

    Valutazione della qualità percepita dell’assistenza infermieristica nei reparti sedi di tirocinio: uno studio osservazionale in una realtà spagnola

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    Background: Nursing students represent an important resource both for the patients and for the company organization; however, the impact of their presence on the quality of care is still underestimated. Objective: to provide an objective assessment of the quality of care perceived by the patient admitted to hospital departments where internships are held for nursing students. Method: a descriptive observational study was conducted, recruiting a convenience sample made up of patients hospitalized in clinical departments where internships for nursing students of La Fe Hospital in Valencia (ES) are located. Results: they participated in survey no. 75 patients out of 160 hospitalized (response rate equal to 46.87%). Most patients believe that nurses have careless attitudes towards them (42.9%) even though there is a noticeable emotional support from nurses perceived by patients (90.1%). The degree of relationship and information perceived by patients (96%) suggests that nurses in most cases guaranteed confidentiality and the assistance time employed (70.5%) was perceived as longer than usual, defining a high opinion of patients about the treatment received. Conclusions: The data showed that patients were very keen to be taken into consideration from a social and human point of view and not only from a clinical point of view, so much so that they claimed to perceive a careless attitude from nurses. Despite this, however, the perceived quality of nursing care by the patient was not affected. Regarding the presence of the trainee student, being the latter in the Spanish reality totally flanked by that of the nurse, almost in symbiosis, the degree of attention perceived by the patient in relation to the assistance provided does not vary.Introduzione: Gli studenti infermieri rappresentano una risorsa importante sia per gli assistiti che per l’organizzazione aziendale; tuttavia l’impatto della loro presenza sulla qualità assistenziale è ancora sottostimata. Obiettivo: fornire una valutazione oggettiva della qualità assistenziale percepita dal paziente ricoverato nei reparti ospedalieri sedi di tirocinio per gli studenti infermieri. Metodo: è stato condotto uno studio osservazionale descrittivo, arruolando un campione di convenienza composto da pazienti ricoverati nei reparti clinici sede di tirocinio per studenti infermieri dell’Ospedale La Fe di Valencia (ES). Risultati: hanno partecipato all’indagine n. 75 pazienti sui 160 ricoverati (tasso di risposta pari al 46,87%). La maggior parte dei pazienti crede che gli infermieri hanno atteggiamenti poco curanti nei loro confronti (42,9 %) anche se si nota un notevole supporto affettivo da parte degli infermieri percepito dai pazienti (90,1%). Il grado di relazione e informazione percepito dai pazienti (96%) fa intendere che gli infermieri nella maggior parte dei casi garantivano la riservatezza ed il tempo di assistenza impiegato (70,5% ) sia stato percepito come più lungo del solito definendo un’alta opinione dei pazienti circa le cure ricevute. Conclusioni: I dati hanno evidenziato che i pazienti ci tenessero molto a essere presi in considerazione dal punto di vista sociale e umano e non solo da quello clinico, tanto da affermare di percepire un atteggiamento poco curante da parte degli infermieri. Malgrado questo tuttavia la qualità percepita dal paziente dell’assistenza infermieristica non ne ha risentito. Relativamente alla presenza dello studente tirocinante, essendo quest’ultima nella realtà spagnola totalmente affiancata a quella dell’infermiere , quasi in simbiosi, non varia il grado di attenzione percepito dal paziente relativamente all’assistenza erogata

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