Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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Sfide etiche nell'assistenza agli anziani in contesto acuto e residenziale: una revisione di scopo
Introduction: The discontinuity between the high ideals of nursing education and real-world practice is a major cause of frustration, moral distress and burnout among the youngest, and pushes up to half nurses to change career within two years. These conditions are accentuated in the care of elderly patients with multiple chronic needs.
Method: A multidisciplinary team of nurses and philosophers investigated the chronic determinants of ethical issues in aged care nursing, building on insightful experiences from different institutional settings, in order to provide evidence for contextualized and patient-oriented professional support. A scoping review protocol was employed at this purpose.
Results: Most of the environmental and organizational deteminants of chronical ethical issues are outside the control of nurses, and most of the relational ones follow as a result in both settings. Many of the them have been confirmed and further aggravated by the COVID-19 pandemic. Discussion: Although there are not universal solutions to the issues described, still it is possible to distinguish which determinants fall within the control of nurses, to help them prevent or manage their occurrence; and what are beyond, to help them avoid self-blame and transfer constructive information to those who can intervene.
Conclusion: Education can help exercise critical thinking and communicate properly. However, once maximized team cooperation, organizational efficiency, and individual soft skills, diminishing room for improvement will be available at increasing human and financial costs. Improving the condition of nurses is an urgent political responsibility and requires a broader socio-cultural change.
Keywords: burnout, COVID-19, elderly, moral distress, workplace health promotion.Introduzione: La frattura fra educazione infermieristica e realtà lavorativa quotidiana rappresenta una frequente causa di frustrazione ed esaurimento psicofisico, che spinge fino a metà degli infermieri a ritirarsi entro due anni dal conseguimento del titolo. Tali condizioni sono accentuate nell’assistenza alla persona anziana affetta da bisogni cronici e complessi.
Metodo: Un gruppo multidisciplinare di infermieri e filosofi ha studiato i determinanti ambientali, organizzativi e relazionali alla base dei problemi etici che emergono con maggior frequenza nell’assistenza alla persona anziana, sia nelle strutture per acuti, sia nelle strutture di ricovero a lungo termine, alla ricerca di evidenze utili a migliorare le condizioni dei professionisti. A tal proposito è stata una condotta una revisione di scopo.
Risultati: La maggior parte dei problemi ambientali e organizzativi risultano essere al di fuori del controllo dei singoli infermieri, e la maggior parte dei problemi relazionali ne rappresentano la conseguenza. Molti di questi problemi sono stati confermati e aggravati dalla pandemia di COVID-19. Discussione: Sebbene non vi siano soluzioni trasversali a tutti i contesti, resta possibile distinguere quali problemi rientrino nel dominio di azione degli infermieri, per aiutarli a prevenirne o gestirne l’occorrenza; e quali invece vadano oltre, onde evitare sentimenti di autoaccusa, e trasferire informazioni utili a coloro che invece possono di volta in volta intervenire.
Conclusioni: La formazione può allenare il pensiero critico e la comunicazione fra operatori, pazienti e familiari. Una volta raggiunti i massimi livelli possibili di cooperazione ed efficienza, tuttavia, margini di miglioramento sempre più ridotti saranno acquisiti a costi umani ed economici sempre maggiori. Il miglioramento delle condizioni degli infermieri dipende sempre sempre più da investimenti allocativi e culturali urgenti.
Keywords: anziani, COVID-19, esaurimento psicofisico, politiche allocative, salute sul luogo di lavoro
Analisi della Customer Satisfaction relativa la campagna vaccinale rivolta alle persone estremamente vulnerabili nella Asl di Latina
Introduction and Aim: Customer Satisfaction is a tool for assessing the effectiveness and efficiency of the service offered and related corrective measures to improve the quality of services provided by hospitals Collection and analysis of data regarding customer satisfaction during the vaccination campaign was estremely important.
Method: A specific analisys on extremely vulnerable people during the vaccination campaign. An observational study was conducted through a survey on a List of extremely vulnerable people provided by specialists to the Medical Management.
Results: There was good feedback with the return of most of the questionnaires administered and above all a good degree of satisfaction and protection on the part of the user.
Conclusion The analysis carried out found that by placing the centrality of the person, "patient-oriented" in the foreground, with listening, the "taken care of", creates an empathic relationship between the healthcare professional and the user. This humanization makes the user feel satisfied and above all protected even during such a particular path as vaccination.
Key words: vaccination campaign, customer satisfaction, users, vaccination exitancy Introduzione: La Customer Satisfaction è uno strumento per valutare l’efficacia e l’efficienza del servizio offerto e relative le misure correttive per migliorare la qualità delle prestazioni erogate dalle strutture ospedaliere. L’obiettivo è di valutare le aspettative degli assistiti del centro vaccinale a livello di percorsi di dedicati e professionalità (informazione e cortesia) del personale sanitario: La valutazione della customer satisfaction durante la campagna vaccinale per le persone estremamente vulnerabili presso il presidio ospedaliero S.M. Goretti di Latina.
Metodo: E’ stato effettuata una indagine osservazionale attraverso la somministrazione di un questionario ad una lista di persone estremamente vulnerabili forniti dagli specialisti alla Direzione Medica.
Risultati: Si è rilevato un buon feedback con la restituzione della maggior parte dei questionari somministrati e soprattutto un buon grado di soddisfazione e tutela da parte dell’utente
Conclusioni: L’analisi svolta ha rilevato che mettendo in primo piano la centralità della persona, “patient-oriented”, con l’ascolto, la “presa in cura”, questo crea tra operatore sanitario e utente un rapporto empatico. Questa umanizzazione fa sì che l’utente si senta soddisfatto e soprattutto tutelato anche durante un percorso cosi particolare come la vaccinazione.
Parole Chiave: campagna vaccinale, customer satisfaction, utente, esitazione vaccinale
Bullying in Ticino’s healthcare contexts: Impact on employee’s well being and organization
INTRODUCTION: Bullying in health care setting has a globally prevalence between 1% and 87% and it’s in constant increase described by ”WHO” as: “Bullying is a major public health problem”. It is defined as a repeated ill-treatment, harmful for the health of one or more individuals by one or more people. There are different types of behaviours and they vary from verbal abuse, offensive conduct, humiliating and intimidating attitudes. Those attitudes won’t help you doing your job. Different are the outcomes that those actions have on victims: anxiety, sleep disturbances, generalized pain and reduced attention. The objective of the study was to investigate the presence of the phenomenon within the Ticino (Swiss Canton) on healthcare contexts and to explain its experiences.
METHODS: A qualitative study was conducted on a sample of healthcare professionals who are active in the Ticino (Switzerland) healthcare context through 18 semi-structured interviews and their thematic analysis.
RESULTS: The results that emerged shows how the problem is also relevant in Ticino`s healthcare contexts, sometimes with different modalities and outcomes, moreover, experiencing these situations during one's working career leads to re-proposing such behaviours, as it is considered a rite of passage.
What emerges in a predominant way is the lack of programs or structures aimed to prevent and support the victim and the perpetrator.
CONCLUSION: It has emerged that the presence of bullying in Ticino healthcare’s sector is relevant and it has a negative impact on the bullied care staff and on the outcome of quality care to patients. INTRODUZIONE: Il bullismo nel settore sanitario ha una prevalenza, a livello mondiale, che varia dal 1% al 87%, ed è in continuo aumento, descritto dalla WHO come un “grave problema di salute pubblica”.
Viene definito come ripetuti maltrattamenti dannosi per la salute di uno o più individui da parte di una a più persone. Diverse sono le tipologie di comportamenti e variano da abusi verbali, condotte offensive, atteggiamenti umilianti e intimidatori che impediscono di svolgere il proprio lavoro. Come diversi sono gli esiti che tali azioni hanno sulle vittime: ansia, disturbi del sonno, dolori generalizzati e ridotta attenzione.
L’obiettivo dello studio è stato indagare la presenza del fenomeno all’interno dei contesti sanitari ticinesi ed esplicitarne i vissuti.
METODI: È stato condotto uno studio di tipo qualitativo ad un campione di professionisti attivi nel contesto sanitario ticinese (Svizzera) attraverso 18 interviste semi-strutturate e l’analisi tematica delle stesse.
RISULTATI: I risultati emersi evidenziano che la problematica è presente anche nei contesti sanitari ticinesi con modalità ed esiti talvolta differenti, inoltre che sperimentare queste situazioni durante la propria carriera lavorativa porta a riproporre tali comportamenti, in quanto ritenuto un rito di passaggio.
Ciò che è emerge in maniera preponderante è la mancanza di programmi o strutture volte alla prevenzione e al sostengo sia della vittima che del carnefice.
CONCLUSIONE: Le esperienze emerse hanno confermato la presenza del bullismo nel settore sanitario ticinese e come le conseguenze abbiano un impatto negativo sia sul personale curante bullizzato sia sulla qualità delle cure erogate ai pazienti.
 
Scale di misurazione del dolore nel neonato: revisione della letteratura
Introduction: The measurement of pain is the fundamental prerequisite for its proper management. Since newborns are unable to communicate verbally, neonatal algometric scales have been developed. However, no gold standard has been identified yet.
Objective: To identify and classify the most suitable and effective scales for different kinds of pain for term and preterm newborns in different clinical settings.
Method: The review was carried out between December 2019 and November 2020 by consulting the PubMed and CINAHL Database, combining Mesh terms and free text with appropriate inclusion and exclusion filters. The references reported in the articles found in the first part of the research were also analyzed, in order to identify further relevant studies.
Results: Out of 2442 papers initially identified, we included 45 articles, describing 50 pain assessment scales (34 for acute pain, 12 for procedural pain, 24 for prolonged/chronic pain and 19 for pain after surgery). Scales with higher evidence are N-PASS, NFCS, BIIP and PIPP for acute and procedural pain, N-PASS, ALPS-Neo, EDIN and EDIN6 for prolonged/chronic pain, and PIPP, CRIES and COMFORT for pain after surgery.
Discussion: There is no unanimously accepted gold standard scale for neonatal pain. However, some are more suitable and effective: PIPP, NFCS, N-PASS and BIIP for acute pain; N-PASS, ALPS-Neo and EDIN/EDIN6 for chronic and prolonged pain; PIPP, CRIES and COMFORT for postoperative pain. Among all, N-PASS scale is the most complete and fits to different settings.
Key words: Newborn, pain, pain assessment, pain measurement scale.Introduzione: La misurazione del dolore è il prerequisito fondamentale per un’adeguata gestione. Poiché il neonato è incapace di comunicare verbalmente, sono state elaborate numerose scale algometriche specifiche per l’epoca neonatale. Tuttavia, non esiste una scala adottata universalmente o significativamente più efficace di altre.
Obiettivo: Individuare e classificare le scale più idonee ed efficaci nella misurazione dei diversi tipi di dolore nel neonato a termine e pretermine in diversi contesti clinici.
Metodi: Tra Dicembre 2019 e Novembre 2020 sono state consultate le banche dati scientifiche PubMed e CINAHL, combinando in maniera crociata termini Mesh e parole semplici, applicando filtri di inclusione ed esclusione adeguati. Inoltre, sono state analizzate le voci bibliografiche citate negli articoli reperiti nella prima parte della ricerca.
Risultati: Dei 2442 record inizialmente individuati, sono stati inseriti nella revisione un totale di 45 articoli, in cui sono descritte 50 scale algometriche (34 per il dolore acuto, 12 per quello procedurale, 24 per quello prolungato/cronico e 19 per quello post-operatorio). Le scale supportate da maggiori evidenze sono N-PASS, NFCS, BIIP e PIPP per il dolore acuto e procedurale, N-PASS, ALPS-Neo, EDIN e EDIN6 per il dolore prolungato e cronico e PIPP, CRIES e COMFORT per quello post-operatorio.
Conclusioni: Allo stato attuale, non esiste una scala per la misurazione del dolore neonatale accettata unanimemente come gold standard. Tuttavia, alcune sono più idonee ed efficaci: per il dolore acuto PIPP, NFCS, N-PASS e BIIP, per il dolore cronico e prolungato N-PASS, ALPS-Neo ed EDIN/EDIN6 e per il dolore postoperatorio PIPP, CRIES e COMFORT. Tra tutte, la N-PASS è la più completa e adatta a contesti differenti.
Parole chiave: Neonato, dolore, valutazione del dolore, scala di misurazione del dolore. 
Pre and post natal care and new organizational models during COVID-19 pandemic: the experience of the Autonomous Province of Trento
on the female population. Health services have been characterized by significant changes that have involved a review and reorganization of care pathways and clinical practices. The midwife continued to play a key role for the health of women and children, for the continuity of care and for a health-oriented approach throughout their life. The experience of the Pre and Post Natal Care of the Autonomous Province of Trento ensured the continuity of care during the pandemic thanks to the activation of a well-established Hospital-Territory network. The dedicated Case Manager Midwife allowed continuity and appropriateness of care during all phases of the birth pathway. The possibility of having the first interview electronically led to a continuous annual increase in the first interviews. In addition, for all women in the third trimester of pregnancy, the antenatal classes are organized remotely, using simple IT supports, in videoconferencing mode, maintaining homogeneous contents and objectives throughout the territory. The involvement of fathers from the early stages of pregnancy has shown the value of co-parenting even during the pandemic. This organizational model rooted in the territory and in the network of connection between the Territory and the Hospital proved to be a resource to withstand the impact of the emergency and guaranteed appropriate and timely assistance to women, fathers and the family.
Keywords: Pre and post-natal care; Covid-19; Organizational Model; Case Manager MidwifeLa pandemia da COVID-19 ha avuto importanti ripercussioni sul percorso nascita e, più in generale, sulla popolazione femminile. I servizi assistenziali sono stati caratterizzati da cambiamenti significativi che hanno comportato una revisione e una riorganizzazione dei percorsi di cura e delle pratiche cliniche. L’ostetrica ha continuato a ricoprire un ruolo cruciale per la salute delle donne e dei bambini e bambine, per la continuità delle cure e per un approccio orientato alla salute durante tutto l’arco della vita. L’esperienza del Percorso Nascita della Provincia Autonoma di Trento ha garantito durante la pandemia la continuità della presa in carico grazie all’attivazione di una rete ormai consolidata Ospedale-Territorio. La figura dell’Ostetrica Case Manager dedicata ha permesso una continuità e una appropriatezza assistenziale durante tutte le fasi del percorso nascita. La possibilità di effettuare il primo colloquio per via telematica ha comportato un continuo incremento annuale dei primi colloqui. Inoltre, per tutte le donne nel terzo trimestre di gravidanza gli incontri di accompagnamento alla nascita vengono organizzati a distanza, utilizzando semplici supporti informatici, in modalità di videoconferenza, mantenendo contenuti e obiettivi omogenei sul territorio. Il coinvolgimento dei padri fin dalle prime fasi della gravidanza ha mostrato il valore della co-genitorialità anche durante la pandemia. Questo modello organizzativo radicato nel territorio e nella rete di collegamento tra Territorio e Ospedale si è rivelato una risorsa per reggere l’urto dell’emergenza e ha garantito alle donne, ai padri e a tutto il nucleo familiare, un’assistenza appropriata e tempestiva.
Parole chiave: Percorso Nascita; Covid-19; Modello Organizzativo; Ostetrica Case Manager 
Proprietà psicometriche della scala CLEI-19 nella valutazione dell’apprendimento clinico degli studenti infermieri: studio osservazionale multicentrico
Introduction: The clinical learning environment is the context of overlap between the educational system and the working environment. Here students apply the knowledge learned during theoretical teachings, acquire practical, relational and caring skills. It is fundamental for nursing training and there are several rating scales aimed at evaluating it: the presence and quality of the studies that investigate their performances are heterogeneous, so it is difficult to identify the best tool. The CLEI-19 scale is the most concise instrument and its performance has not been tested in the Italian context.
Objectives: The study aims to evaluate the psychometric properties of the instrument in terms of factor structure and reliability.
Methods: A multicenter cross-sectional observational study was conducted in Italy, at the University of Milan-Bicocca. Two tools were used: a context data collection questionnaire and the Italian CLEI-19 scale. The data were analyzed through descriptive statistics, the scale’s factorial structure was tested by Exploratory Structural Equation Modeling ESEM. The reliability of the scale was evaluated by Alpha and Omega coefficients.
Results: The sample consists of 1095 statistical units. The factor analysis shows the presence of two latent factors that have been called Internship Assistant and Internship Environment. They correlate significantly and the fit indices confirm the solidity of the two-factor model. Internal coherence was adequate or more than adequate for single factors and overall tool.
Conclusions: The CLEI-19 scale is a reliable tool, which comprehensively investigates the two key components of the clinical learning environment: the Internship Assistant and the Environment. The employment simplifies the process of evaluating the internship environment, offers the possibility of improving its quality, facilitates the comparison between realities and enhances the perception of students.
Keywords: Learning environment, assessment, students, education, nursing.Introduzione: L’ambiente di apprendimento clinico è il contesto di sovrapposizione tra il sistema educativo e l'ambiente lavorativo in cui gli studenti applicano le conoscenze apprese durante gli insegnamenti teorici, apprendono abilità pratiche, relazionali e di caring. È fondamentale per la formazione infermieristica ed esistono numerosi strumenti finalizzati a valutarlo: la qualità degli studi che ne indagano le performance è eterogenea. La scala CLEI-19 è uno strumento conciso e facile da usare ma le sue performance non sono state testate nel contesto italiano.
Obiettivi: Lo studio ha l’obiettivo di valutare le proprietà psicometriche dello strumento in termini di struttura fattoriale e affidabilità.
Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale trasversale multicentrico in Italia, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Sono stati impiegati due strumenti: un questionario di raccolta dati di contesto e la scala CLEI-19 italiana. Le variabili di contesto sono state analizzate tramite statistica descrittiva. La struttura fattoriale della scala è stata indagata attraverso i modelli esplorativi di equazione strutturale (ESEM). L’affidabilità della scala è stata valutata mediante i coefficienti Alpha e Omega.
Risultati: Il campione è costituito da 1095 unità statistiche. Dall’analisi fattoriale emerge la presenza di due fattori latenti correlati che sono stati denominati “Assistente di Tirocinio” ed “Ambiente di Tirocinio”. Gli indici di fit confermano la solidità del modello a due fattori. La coerenza interna è risultata adeguata o più che adeguata sia per i singoli fattori che per lo strumento complessivo.
Conclusioni: La scala CLEI-19 è uno strumento affidabile, che indaga in modo esaustivo le due componenti cardine dell’ambiente di apprendimento clinico: l’Assistente di Tirocinio e l’Ambiente di Tirocinio nel complesso. L’impiego semplifica il processo di valutazione dell’ambiente di tirocinio, offre la possibilità di migliorarne la qualità, agevola il confronto tra realtà e valorizza la percezione degli studenti.
Parole chiave: Ambiente di apprendimento, valutazione, studenti, formazione, infermieri
Efficacia del peer learning sulla capacità di ragionamento diagnostico, sulle capacità decisionali e sulla conoscenza degli studenti di infermieristica: uno studio pilota
Background: Peer learning is an important teaching strategy for nursing students, alongside more tradi-tional approaches, in the development of diagnostic reasoning and critical thinking, leadership, teaching and tutorship skills.
Objective: to evaluate the effectiveness of peer learning for nursing students in developing knowledge, diagnostic reasoning and decision making skills.
Design: Randomized controlled single-centre pilot study.
Setting: Degree Course in nursing in Turin, in June 2019. Participants: Nursing students were 113 (intervention group = 68, control group = 45) . Intervention: The peer learning method was used in sessions attended by 1st, 2nd and 3rd year students simultaneously. These students conducted a clinical case study without teacher supervision.
Results: The intervention group students (IG) responded better than those of the control group (CG). Statistically significant differences were found in the percentages of correct answers given to questions requiring diagnostic reasoning (p=0.001; p=0.008). Two students of the intervention group were shown to have competence with regard to nursing diagnosis and to be at a higher level in terms of diagnostic rea-soning skills.
Conclusion: Better diagnostic reasoning skills were demonstrated by students in the intervention group. There were, however, few items with statistically significant differences in favour of these stu-dents. This could be attributed to the limited available time for the experimentation and to the small number of students on the degree course.. A formal assessment with certification could also enhance the peer learning experience more than a simple training exercise. The fear of teacher's vote could lead students to a better performance
Keywords: peer learning, studenti infermieristici, competenza, ragionamento diagnostico, strategie pedagogiche.Introduzione: L’apprendimento tra pari è una strategia didattica importante, insieme a quelle tradizionali, nello sviluppo di competenze di ragionamento diagnostico e pensiero critico, di leadership, di insegnamento e tutorship degli studenti infermieri.
Obiettivo: valutare l’efficacia dell’apprendimento tra pari nello sviluppo delle competenze di ragionamento diagnostico, di capacità decisionale e conoscenza degli studenti infermieri.
Disegno: Studio randomizzato controllato monocentrico di tipo pilota.
Setting: Sede di un Corso di Laurea in Infermieristica di Torino, nel mese di giugno 2019.Partecipanti: 113 studenti infermieri (gruppo di intervento: n=68, gruppo di controllo: n= 45).
Intervento: Applicazione dell’apprendimento tra pari in sessioni in cui erano presenti contemporaneamente studenti del primo, secondo e terzo anno. Questi studenti hanno condotto una discussione di un caso clinico senza la supervisione dei docenti.
Risultati: Gli studenti del gruppo di intervento (GI) hanno risposto meglio rispetto al controllo (GC); sono state rilevate differenze statisticamente significative rispetto alle percentuali di correttezza delle risposte ai quesiti di ragionamento diagnostico e capacità decisionale (p=0,001; p=0,008). Rispetto alla diagnosi infermieristica, due studenti del gruppo di intervento hanno dimostrato di possedere questo tipo di competenza.
Conclusioni: Gli studenti del GI hanno dimostrato competenze di ragionamento diagnostico più elevate. Sono pochi però gli items nei quali sono emerse differenze statisticamente significative a favore degli studenti del GI. Ciò potrebbe essere attribuito al poco tempo a disposizione della sperimentazione e al numero esiguo di studenti coinvolti nello studio. Una valutazione certificativa, e non solo formativa all’esperienza, potrebbe potenziare ulteriormente l’efficacia dell’apprendimento tra pari.
Keywords: “peer learning”, “nursing students”, “competence”, “diagnostic reasoning”, “pedagogic strategie
Revisione della letteratura sugli strumenti che misurano le conoscenze, atteggiamenti e percezioni dei professionisti sanitari rispetto ai programmi di antimicrobial stewardship
Introduction: The establishment of multi-disciplinary antimicrobial stewardship programmes means that there is a need to study how well healthcare personnel are able to deal with the problem on a daily basis. This study therefore aimed to identify and critically examine existing tools to measure knowledge, attitudes and practices with respect to antimicrobial stewardship among physicians and nurses.
Method: After a literature review of biomedical databases such as PUBMED, EMBASE, SCOPUS, CINAHL, a total of 14 instruments were identified between May and November 2021, the purpose, theoretical framework and statistical validity of which were analysed and described.
Results: The theoretical framework and validation process vary widely between instruments and are not described in all of them. The pilot study was not always conducted or well detailed. The questionnaires varied in length and were mostly answered on a 5-7 point Likert scale. The work of Baraka et al 2019 together with that of Ashiru-Oredope et al 2021 appear to be the best from the point of view of statistical validity. Baraka has the high number of questions.
Discussion and conclusions: The literature review and the use of already existing instruments, even by the same author, are the basis of all the identified studies even if the explanation with respect to the reason for this choice is missing. The validation process was not described for all instruments. When selecting and adapting instruments, attention should be paid to the domains within the scale, the number of items and the theoretical-cultural fit.Introduzione: L’istituzione di programmi di antimicrobial stewardship multidisciplinari comporta la necessità di studiare quanto il personale sanitario sia in grado di affrontare il problema quotidianamente. Con questo studio si è voluto, pertanto, andare ad identificare ed esaminare criticamente gli strumenti esistenti per misurare le conoscenze, gli atteggiamenti e le pratiche rispetto all’antimicrobial stewardship fra i medici e gli infermieri.
Metodo: Dopo una revisione della letteratura su database biomedici come PUBMED, EMBASE, SCOPUS, CINAHL, tra maggio e novembre 2021, sono stati identificati un totale di 14 strumenti di cui sono stati analizzati e descritti scopo, quadro teorico e validità statistica.
Risultati: Il quadro teorico e il processo di validazione variano molto fra gli strumenti e non in tutti sono descritti. Lo studio pilota non sempre è stato condotto o ben dettagliato. I questionari, di lunghezza variabile, prevedevano per lo più risposte su scala Likert a 5-7 punti. Il Lavoro di Baraka et al 2019 insieme a quello Ashiru-Oredope et al. 2021 risultano essere i migliori dal punto di vista della validità statistica. Baraka ha il maggior numero di domande.
Discussione e conclusioni: La revisione della letteratura e l’utilizzo di strumenti già esistenti, anche dello stesso autore, sono la base di tutti gli studi individuati anche se manca la spiegazione rispetto al motivo di tale scelta. Il processo di validazione non è stato descritto per tutti gli strumenti. Quando si selezionano e si adattano gli strumenti, si dovrebbe prestare attenzione ai domini all'interno della scala, al numero di item e all'adattamento teorico-culturale. 
Eutanasia e Suicidio assistito: indagine sulla percezione del personale infermieristico
INTRODUCTION: Despite the possibility of providing palliative care, the global requests of patients to be included in assisted suicide and euthanasia pathways have significantly increased in the last 15 years. According to the law, the discussion on these procedures is still open in many countries, including Italy. Therefore, it is important to investigate the opinion of health care workers.
METHODS: A questionnaire was designed and administered to nurses working in two hospitals in Milan, with the aim of investigating their opinion and working propensity in the context of assisted suicide. The instrument has undergone a preliminary validation process to in order to asses its psychometric properties.
RESULTS: The opinions of the sample (n=430) were mostly in favor of assisted suicide and euthanasia; however, as regards "propensity", only a small majority was in favor or very much in favor of working in contexts where the procedures described above were practiced, with increase in undecided and in those against.
DISCUSSION: According to the Italian law in force, anyone participating in assisted suicide or euthanasia procedures would be prosecuted by law; this implies that healthcare professionals do not have direct knowledge of assisted dying procedures and could be an explanation for the large numbers of undecided respondents in the last questions of the questionnaire. In spite of the limitations of the survey carried out, consisting mainly in the limited sample and in the monocentric design, the opinion of the staff seems to be largely in favor of the patient's freedom of choice; it is likely that similar percentages are justified by a deep-rooted direct experience in a general situation where the assistance that can be provided to the patient is not sufficient INTRODUZIONE: Nonostante la possibilità di ricorrere alla palliazione, le richieste globali dei pazienti di essere inclusi in percorsi di suicidio assistito ed eutanasia sono notevolmente aumentate negli ultimi 15 anni. A livello legislativo, la discussione sulla normazione di queste procedure è ancora aperta in molti Paesi, fra cui l’Italia. Assume dunque certa importanza strategica conoscere l’opinione del mondo sanitario e vagliarne l’eventuale propensione lavorativa.
METODI: È stato ideato e somministrato un questionario al personale infermieristico afferente a due presidi ospedalieri milanesi, con l’intento di indagarne l’opinione e la propensione lavorativa in contesti di morte assistita. Lo strumento creato è stato sottoposto a processo di validazione preliminare per testarne le proprietà psicometriche.
RISULTATI: Le opinioni del campione (n=430) si sono schierate in maggioranza a favore della possibilità di accesso a percorsi di suicidio assistito ed eutanasia; per quanto concernente invece la “propensione” lavorativa, una maggioranza solo relativa si è dichiarata favorevole o molto favorevole a lavorare in contesti dove si praticavano le procedure descritte precedentemente, riscontrando un incremento degli indecisi e dei contrari.
DISCUSSIONE: secondo l’attuale assetto legislativo italiano, chiunque partecipasse a procedure di suicidio assistito o eutanasia sarebbe perseguibile per legge; questo implica che il personale sanitario non abbia una conoscenza diretta dei percorsi di morte assistita e potrebbe costituire una spiegazione per gli ampi numeri di indecisi subentrati nelle ultime domande del questionario. Nonostante i limiti dell’indagine svolta, consistenti principalmente nel campione limitato e nel disegno monocentrico, l’opinione del personale sembra schierarsi ampiamente a favore della libertà di scelta del paziente; è probabile che percentuali simili siano giustificate da una radicata esperienza diretta in una situazione generale dove l’assistenza erogabile, per il paziente, non sia sufficiente. 
Investire per la salute e l’assistenza infermieristica
CNAI expresses support and support to all professional and trade union organizations engaged in the enhancement of the profession and supports the forms of exercise permitted aimed at making the voice and the discomfort of nursing heard. What has happened in recent years is that nurses, who have represented the maximum expression of commitment on the front line in the pandemic fight, despite their total dedication and self-denial, continue to feel constantly powerless and not listened to. Their voice is essentially ignored by many of the institutional decision-makers and by politics, and by the media it is often used in an improper and instrumental way. Even the contract of the Healthcare sector 2019-2021, has seen considerable slowdowns in the concrete legal and economic definition and, in fact, we must already work on the next renewal, without having yet implemented the previous one. This situation, combined with the very serious staff shortages due, mainly, to obvious programming errors, to continuous divestment, to certain bureaucratic aspects, to the complex organizational and personal situations linked to the pandemic, are leading to a motivational disaster with the obvious correlated sequelae. Long before the pandemic began, nurses felt that their concerns were not being taken seriously, and now, two years later, these feelings have not changed, rather they have consolidated. Many decisions, and just as many missed decisions, not only appear to be taken at the expense of nurses and citizens, but seem to aim at maintaining unaltered balances, powers and systems of relationships, even within the profession, instead of with nurses: with PNRR resources it seems really, as per the Leopardian memory that everything changes for the structures, but nothing is aimed at changing for those who work inside. The State, the Ministry, the Regions and the Agencies (in all its collaborative expressions), make promises but in reality postpone the courageous choices and investments that must instead be made quickly. It is necessary to become aware of this and to note that many aspects of communication, of mediation, of dialogue at different levels have turned out to be very small.NAI esprime sostegno e supporto a tutte le Organizzazioni professionali e sindacali impegnate nella valorizzazione della professione e sostiene le forme di esercizio consentite volte a far sentire la voce ed il disagio infermieristico. Quello che è accaduto in questi anni è che gli infermieri, che hanno rappresentato la massima espressione dell’impegno in prima linea nella lotta pandemica, nonostante la loro totale dedizione e abnegazione, continuano a sentirsi costantemente impotenti e non ascoltati. La loro voce è sostanzialmente ignorata da molti dei decisori istituzionali e dalla politica, e dai media è spesso utilizzata in forma impropria e strumentale. Anche il contratto del comparto Sanità 2019-2021, ha visto notevolissimi rallentamenti nella concreta definizione giuridica ed economica e, di fatto, bisogna già lavorare sul prossimo rinnovo, senza aver ancora messo in atto il precedente. Questa situazione, unita alle gravissime carenze di organico dovute, principalmente, a palesi errori di programmazione, al disinvestimento continuo, a taluni aspetti burocratici, alle complesse situazioni organizzative e personali legate alla pandemia, stanno portando al disastro motivazionale con le ovvie sequele correlate. Già da molto prima dell'inizio della pandemia, gli infermieri sentivano che le loro preoccupazioni non venissero prese sul serio, e ora, a distanza di due anni, queste sensazioni non sono mutate, anzi si sono consolidate. Molte decisioni, e altrettante mancate decisioni, non solo appaiono prese a scapito degli infermieri e dei cittadini, ma sembrano volte a mantenere inalterati equilibri, potentati e sistemi di relazioni, anche interne alla professione, invece che con gli infermieri: con le risorse PNRR sembra davvero, come da gattopardiana memoria che tutto cambi per le strutture, ma nulla sia volto a cambiare per chi ci lavora all’interno. Lo Stato, il Ministero, le Regioni e le Agenzie (in tutte le sue espressioni collaborative), fanno promesse ma nella realtà rimandano le scelte coraggiose e gli investimenti che vanno invece realizzati in tempi brevi. Bisogna prendere consapevolezza di questo e constatare che molti aspetti anche di comunicazione, di mediazione, di interlocuzione a diversi livelli sono risultati davvero esigui