Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    Le cadute pediatriche in ospedale: una indagine italiana

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    RIASSUNTO Tra gli incidenti dei minori (0-18 anni) ricoverati in ospedale pediatrico le cadute possono considerarsi maggiormente rilevanti per frequenza e severití  degli esiti. Attualmente non esiste una mappatura italiana o europea degli aspetti chiave rilevanti per le cadute nei centri pediatrici. L'obiettivo dell'indagine è stato indagare gli aspetti chiave legati alle cadute nei principali centri pediatrici italiani. Nel 2010 è stato inviato un questionario a 15 centri pediatrici scelti tramite campionamento di convenienza. Sono stati restituiti 14 questionari (93,3%). Sei centri (42,9%) hanno affermato di avere una formale una definizione di "caduta", e 8 (57.1%) di monitorarne la frequenza; 3 (21,4%) di monitorare la frequenza dei loro esiti. Le conseguenze della caduta sul piano di cura sono monitorate in 4 centri (28,6%). Frequente è la raccolta di informazioni sull'evento e sul minore che cade (10 centri, 71,4%), e la presenza di procedure di segnalazione delle cadute (10 centri, 71,4%); più raramente di gestione dell'evento (5 centri, 35,7%). Cinque centri (35,7%) affermano di usare strumenti di valutazione del rischio di caduta (quasi tutti creati ex-novo e non validati); degli interventi di prevenzione rivolti ai minori ad alto rischio non è stata valutata l'efficacia. I dati mostrano carenza o grande variabilití  delle pratiche correlate alle cadute nei centri pediatrici italiani, che rendono difficile misurare il fenomeno, il suo impatto sul piano assistenziale ed economico, e la comparazione tra i centri. Una collaborazione fra i maggiori centri pediatrici è auspicabile per stabilire basi comuni e condividere l'approccio per comparare i dati.Parole Chiave: Bambini, cadute, incidenti, lesioni, ospedale pediatrico, prevenzione delle cadute, valutazione del rischio di cadutaFalls of paediatric in- and out-patients in hospital: an Italian surveyABSTRACTFalls can be considered as the most relevant accident for frequency and severity among in-hospital paediatric accidents (0-18 years). There is still a lack of a common framework in defining and categorizing paediatric falls across European and Italian paediatric centres. The aim of this survey was to explore key aspects of paediatric in-hospital falls in a number of Italian paediatric facilities. In 2010, a questionnaire was sent to 15 paediatric centres selected through convenience sampling. Fourteen questionnaires (93.3%) were returned, six centres (42.9%) define clearly the term "fall", while 8 (57.1%) declare to track falls frequency; three (21.4%) trace the consequences of falls. Four centres (28.6%) track the impact of falls on care plans. Usually information on falls and on children are collected (10 centres, 71.4%) and reporting procedures are frequently in place (10, 71.4%); whereas, fall management procedures (5 centres, 35.7%) are rarely in place. Five centres (35.7%) use a paediatric fall risk assessment tool (devised by the centre itself, and not validated); none of the implemented prevention measures for high-risk patients evaluate effectiveness. Data show a lack or no consistency of paediatric fall-related practices in Italian paediatric facilities, this phenomenon its impact on care plans and healthcare costs is therefore difficult to evaluate, as well as making a comparison between facilities. Collaboration among major paediatric centres should be encouraged in order to establish a common framework and share approaches.Key words: Children, falls, accidents, injuries, pediatric hospital, falls prevention, fall risk assessmen

    Validity and reliability of the Italian version of the oral assessment guide

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    ABSTRACTMucositis is a frequent side-effect of chemotherapy and radiotherapy. Assessment of oral cavity is important to detect alterations in the mouth and plan appropriate interventions. A reliable tool can help to have a better assessment of mucositis and a major knowledge about this phenomenon. Since no valid and reliable tool for the assessment of mucositis is still available in Italy, the aim of this study was to establish the validity and reliability of the Italian version of the Oral Assessment Guide (OAG). A panel of health care experts established the content validity of the tool both for the items and the descriptors. To establish the reliability of the tool, a sample of 14 inpatients with haematological diseases were recruited. Couples of dental hygienists separately performed 60 pairs of assessments (for a total of 120 assessments) on the sample. The Italian version of OAG was found to have an acceptable Content Validity Index (CVI) for items and related descriptors ranging between 0.67 and 1. Cronbach's alpha was 0.84, agreement of assessment ranged between 0.87 and 0.65 with Cohen's Kappa coefficient ranging from good to very good. This study showed that the Italian version of the OAG has good psychometric properties of validity and reliability to assess mucositis in patients undergoing chemotherapy. This tool will have a great importance to carry out future research in Italy aimed to improve the patient's outcomes particularly in terms of functional ability and quality of life. Parole Chiave: Mucositis, Oral Assessment Guide, Oral health, Chemotherapy, Validity and Reliability RIASSUNTOLe mucositi sono un frequente effetto indesiderato della chemio e radioterapia. La valutazione della cavití  orale è importante per rilevare alterazioni e pianificare interventi. Un valido strumento è indispensabile per valutare le mucositi in modo attendibile ed aumentare le nostre conoscenze sul fenomeno. In Italia al momento non è disponibile nessuno strumento valido ed affidabile per la valutazione delle mucositi. Lo scopo del presente studio è stato quello di stabilire la validití  e l'affidabilití  delle versione italiana dell'Oral Assessment Guide (OAG). Un gruppo di esperti ha stabilito la validití  di contenuto della strumento sia in riferimento agli item sia ai singoli descrittori. Per stabilire l'affidabilití  dello strumento è stato arruolato un campione di 14 pazienti ematologici sottoposti a chemioterapia sul quale coppie di igienisti dentali, in modo indipendente, hanno effettuato 60 coppie di valutazione (per un totale di 120). La versione italiana dell'OAG ha dimostrato di possedere una buona validití  di contenuto (CVI) sia per gli item che per i descrittori con un range di variabilití  compreso tra 0,67 e 1. L'alfa di Cronbach è risultato di 0,84, la concordanza delle valutazione è risultata compresa tra 0,87 e 0,65 con un Kappa di Cohen compreso tra buono e molto buono. Questo studio ha mostrato che la versione italiana dell'OAG possiede buone proprietí  psicometriche. Il suo utilizzo potrebbe risultare importante per future ricerche in Italia aventi lo scopo di migliorare gli outcomes dei pazienti, con particolare riferimento alle abilití  funzionale e alla qualití  della vita.Key words: Mucosite, Oral Assessment Guide, Salute orale, Chemioterapia, Validití  e Affidabilití 

    La collaborazione tra infermiere e operatore socio sanitario: indagine conoscitiva sui comportamenti in ambito ospedaliero

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    Questo studio osservazionale prospettico di tipo quantitativo nasce dalla volontí  della Direzione delle Professioni Sanitarie dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia di analizzare la collaborazione tra Infermiere e Operatore Socio Sanitario.Anche se l'argomento è di grande rilevanza per le aziende sanitarie, finora sono pochi nella letteratura nazionale e internazionale studi specifici relativi alla valutazione dell'interazione fra queste due figure professionali. Lo scenario internazionale fornisce un quadro molto variegato delle diverse tipologie di figure deputate a tali mansioni, che trovano solo in Italia una normativa unica nazionale che individua l'operatore socio-sanitario quale figura di supporto alle professioni sanitarie nei contesti sia sociali che sanitari.Lo scopo principale dello studio è quello di individuare aree di miglioramento nell'ambito della collaborazione tra infermiere e operatore socio sanitario ed elevare cosí¬ il livello della qualití  assistenziale erogata, attraverso interventi che favoriscano le capacití  di negoziazione e di confronto fra le due figure professionali.L'ipotesi che la percezione da parte dell'infermiere della collaborazione con l'operatore socio sanitario sia molto diversa tra le due figure, è stata confermata dal lavoro di un gruppo multi professionale che si è avvalso dell'uso di uno strumento opportunamente tradotto, adattato e validato: la Jefferson Scale of Attitude Toward Pysician Nurse Collaboration, nata negli Stati Uniti per indagare la collaborazione fra medico e infermiere, ma che considera anche altre figure professionaliI risultati hanno permesso alla Direzione delle Professioni Sanitarie di identificare alcune aree prioritarie sulle quali intervenire, per migliorare l'accoglienza, la permanenza e la sicurezza del paziente in ospedale.I limiti sono relativi alla scelta di un campione non randomizzato per lo studio.Parole chiave: accoglienza, sicurezza, comunicazione interprofessional

    The Use of Complementary Therapies for Chronic Pain in Italian Hospices - L'Uso delle Terapie Complementari per il Dolore Cronico negli Hospices

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    Purpose: Although there has been an increase in the use of CT (Complementary Therapy) in Europe, little is known about CT available in Italian hospices. The present study is aimed at assessing the diffusion and typologies of CT used to treat chronic pain in Italian hospices.Methods. An online survey was e-mailed to a regional sample of 16 hospices, which included questions on common CT used to treat malignant or nonmalignant chronic pain, and the barriers to their utilization.Results: The response rate was 81%. Only 5 hospices (38%) offered CT with conventional treatment. Massage therapy was the most common type of CT used, followed by naturopathy, nurturing touch, hypnotherapy, guided imagery, and aromatherapy. Barriers to the delivery of CT included insufficient knowledge of CT by staff, limited knowledge, and lack of funding.Conclusions: Although limited to Lazio hospices, this survey shows a partial use of CT for the treatment of chronic pain, caused by economic and cultural barriers. Keywords: Complementary therapy; Palliative care; Hospice; Chronic pain; CAM; Nonpharmacological_______________________________________________________________________________________________ RiassuntoScopo: Sebbene ci sia un incremento dell'utilizzo delle Terapie Complemntari (CT) in Europa, ancora è poco noto l'utilizzo di esse negli hospice italiani per il trattamento del dolore cronico. Questa indagine ha lo scopo di descrivere la diffusione delle CT e le loro diverse tipologie impiegate per il trattamento del dolore cronico nel setting assistenziale delle Cure Palliative. .Metodi. È stata realizzata una indagine on-line su tutto il campione dei 16 hospices presenti nel territorio della Regione Lazio, utilizzando un questionario adattato e validato per descriverne utilizzo e barriere dell'uso delle CT per il trattamento del dolore cronico oncologico e benigno.Resultati: Il tasso di risposta è stato dell' 81%. Solo 5 hospices (38%) offrono CT abbinati a trattamenti convenzionali. Il Massaggio è il più comune trattamento usato, seguito dalla Naturopatia, dal Nurturing Touch, l'Ipnosi, l'Immanginario guidato, e l'Aroma Terapia. Le barriere rilevate all'utilizzo delle CT includono insufficienti conoscenze sulle CT da parte del team assistenziale, e limitati fondi destinati all'implementazione di tali trattamenti..Conclusioni: Anche se si strata di un campione esiguo di tutti gli hospices della Regione Lazio, questo studio rileva il parziale uso di CT per il trattamento del dolore cronico, dovuto per lo più a barriere culturali ed economiche. Parole Chiave: Terapie Complementarie, Cure Palliative,  Hospice; Dolore Cronico, CAM; Non Farrmacologico.

    Il percorso di continuití  assistenziale ospedale-territorio nei pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite. Le aspettative dei caregiver e dei professionisti

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    RIASSUNTOUtilizzando il modello teorico della GAP Analysis sono state analizzate le percezioni che gli operatori sanitari e i caregiver di pazienti "Gracer" (Gravi Cerebrolesioni Acquisite) hanno della continuití  assistenziale (declinata in informativa, organizzativa e relazionale), per rilevare quali sono gli aspetti su cui il divario tra aspettative e realtí  viene maggiormente sentito e quale è la dimensione della continuití  assistenziale più importante sia per i professionisti della salute che per i caregiver. 122 professionisti della salute e 21 caregiver di pazienti Gracer ricoverati (fra 12 e 36 mesi dall'evento acuto) in quattro strutture sanitarie della regione Emilia-Romagna che utilizzavano e applicavano il Piano Assistenziale Individuale (PAI), hanno compilato un questionario riadattato dal ServQual per rilevare la percezione che i partecipanti avevano della continuití  assistenziale informativa, organizzativa e relazionale effettiva (piano reale) ed attesa (piano ideale) nelle strutture sanitarie considerate. Per entrambi i gruppi la dimensione più importante della continuití  assistenziale è risultata quella relazionale seguita con notevole scarto da quella informativa e da quella gestionale. I professionisti sanitari hanno descritto la realtí  come peggiore delle aspettative in quasi tutte le dimensioni considerate. Per i caregiver la realtí  è risultata peggiore delle aspettative soltanto per alcuni aspetti relativi alla continuití  informativa e gestionale. La ricerca ha messo in evidenza che la dimensione relazionale della continuití  assistenziale andrebbe ulteriormente indagata, come confermato anche in letteratura. Occorrerebbe inoltre approfondire presso i professionisti l'area di insoddisfazione risultante dal bilancio negativo tra aspettative e realtí . Parole chiave: Continuití  assistenziale, caregiver, professionisti della salute, soddisfazione, lesioni cerebraliABSTRACTThe present study analyses how continuity of care is perceived by health professionals and GRACER (Gravi Cerebrolesioni Acquisite Emilia Romagna) patients' caregivers, in order to investigate where the gap between expectations and reality is more heavily felt and which dimension of the continuity of care is the most important both for health professionals and GRACER patients' caregivers. The study has been developed following the Gap Analysis theoretical model. A questionnaire, based on ServQual model, was used to collect data about the three dimensions of the construct of continuity of care related to information, management and relation, declined along the lines of expectations and perception of reality. The questionnaire was administered to health professionals and caregivers of GRACER patients (12-36 months after the event) inside 4 healthcare institutes in Emilia Romagna. The PAI (Piano Assistenziale Individuale) approach was the methodology applied in these 4 sites. To both groups the relational continuity was the most important dimension, followed at a long distance by the informational and the management ones. It has also been noted that to professionals reality is always worse than expectations, with the exception of only two items in the dimension of management continuity. To caregivers reality is worse than expectations in some items in the dimensions of information and management The study has shown that the relational dimension of continuity of care should be more investigated, as confirmed by literature. More research is needed about the professionals' dissatisfaction generated by the negative balance between expectations and perception of reality.Key words: Continuity of patient care, caregiver, health professionals, expectations, perceptions, customer satisfaction, brain injur

    Il 25° Congresso quadriennale del Consiglio Internazionale degli Infermieri Equití  e accesso all'assistenza sanitaria

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    Il 25° Congresso quadriennale del Consiglio Internazionale degli Infermieri (ICN) si è svolto a Melbourne dal 19 maggio 2013 al 22 maggio 2013. Melbourne, capitale dello stato di Victoria, è una cittí  dell'Australia sud-orientale, la seconda cittí  più popolosa dell'Australia dopo Sydney ed è la cittí  con la più numerosa comunití  di immigrati italiani. Il 23 maggio è stato dedicato alle visite professionali presso strutture sanitarie e per la formazione (Olivia Newton John Cancer & Wellness Centre di Heidelberg, Turning Point Drug and Alcohol Program and Maroondah Mental Health Inpatient Facility di Wantirna, ed il Chestnut Gardens teaching and research residential aged care facility di Doveton)"ˆ che hanno dato un segno tangibile ed uno spaccato reale di come gli Infermieri australiani rendano davvero visibile il loro contributo in materia di salute. Il tema del Congresso è stato "Equití  e accesso all'assistenza sanitaria" e si è articolato sviluppando questi obiettivi: 1. Migliorare l'equití  e l'accesso all'assistenza sanitaria; 2. Dimostrare il contributo infermieristico per la salute degli individui, delle famiglie e delle comunití ; 3. Fornire opportunití  per un approfondito scambio di esperienze e competenze all'interno e al di fuori della comunití  infermieristica internazionale. Hanno partecipato 3990 delegati e rappresentanti di 120 associazioni nazionali, tra cui è doveroso segnalare due nuovi ingressi nell'ICN: l'Associazione Infermieristica Cinese (CNA) e l'Associazione Infermieristica e Ostetrica della Palestina che sono diventate ufficialmente membri. Come sempre ed in virtù di tali numeri il 25 ° Congresso ICN si è confermato uno dei maggiori eventi infermieristici mondiali. Numerose le Autorití  intervenute e, tra queste, la Segretaria per la Salute del Parlamento dello Stato di Victoria, Georgie Crozier (infermiera per 16 anni) che ha sottolineato il fondamentale ruolo degli infermieri nel soddisfare le esigenze dei cittadini e la necessití  che gli stessi siano sempre più nella definizione delle strategie e delle politiche per la salute. Il programma del Congresso ha proposto sessioni particolarmente interessanti insieme a dibattiti di approfondimento per un elevatissimo numero di argomenti in tutte le tematiche dell'assistenza infermieristica, quali pratica clinica, regolazione della professione, politiche sanitarie. Largo spazio è stato dedicato a tematiche che caratterizzeranno il futuro: migrazione del personale sanitaria, assistenza sanitaria primaria, patologie croniche ed infettive, gestione del rischio e informatizzazione dei dati. Nel corso della conferenza, è stata presentata la versione 2013 dell'ICNP® (International Classification of Nursing Practice), il sistema terminologico dell'ICN che, fin dal 1989, si adopera per offrire una documentazione infermieristica standardizzata, quale punto chiave per la trasformazione dell'assistenza. La versione 2013 prevede l'introduzione di 783 nuove diagnosi e 809 interventi. Ad oggi, l'ICNP è tradotto in 14 lingue. La versione italiana è stata realizzata congiuntamente dall'Universití  di Roma "La Sapienza" e dalla CNAI. Il congresso si è concluso con una emozionante cerimonia e con la presentazione del nuovi componenti del Board e della nuova presidente ICN, Judith Shamian (Canada) che ha sostituito Rosemary Bryant (Australia). In ultimo, la presenza italiana (13 infermieri) più che nei congressi precedenti è stata rilevante soprattutto in termini di contributi scientifici come si evince nella tabella riassuntiva (Tabella 1). I prossimi appuntamenti ICN sono la Conferenza biennale prevista a Seoul, in Corea, dal 19 al 23 giugno 2015 e il prossimo Congresso a Barcellona, in Spagna, nel 2017. Ci auguriamo una partecipazione sempre più numerosa di infermieri italiani! [a cura della Redazione

    L'infermieristica tra etica ed estetica. La professione descritta dai media.

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    RIASSUNTODa una presa visione del messaggio mediatico, riguardo alla figura infermieristica, il ruolo e l'evoluzione che la professione ha avuto negli anni, restano sconosciuti ai non addetti ai lavori. L'obiettivo della ricerca è definire come l'immagine dell'infermiere è descritta dai media. Metodo: analisi di articoli di due quotidiani (a tiratura locale e nazionale) in merito a numero di articoli riguardante la professione, posizione dell'articolo, argomento (malasanití , truffe/reati, lavoro/tagli, riconoscimenti/elogi). A questo è seguita un'integrazione con analisi di quotidiani on line, utilizzando parole chiave. Analisi dei medical drama televisivi, relativamente a presenza, competenze, relazione con medico e paziente, aspetti sociali, contesto di cura in cui opera, impatto sul benessere della persona ed eventuali aspetti etico-deontologici. Risultati: su circa trecento articoli relativi all'ambito della salute, trentanove parlano di infermieri; cinque di questi hanno rilevanza da prima pagina. Il 39% degli articoli parla di truffe/reati, il 19% lavoro/tagli, il 15% malasanití . Dai quotidiani on line emerge un 66% di articoli relativi a truffe/reati. Nei format televisivi alla figura si porge poca attenzione, con competenze generiche a qualsiasi figura diversa da quella medica; quasi esclusivamente di sesso femminile, rispecchia stereotipi considerati di genere. Discussione: da entrambi i media presi in esame emerge una figura poco professionale; nello specifico della televisione, la figura dell'infermiere non ha una precisa identití  ed è relegata a un ruolo di debolezza, riscontrabile nel contesto lavorativo e privato.Parole Chiave: infermiere, immagine, media.ABSTRACTNurse's role, according to the media, does not fit the role and evolution that nursing had in these last years: nursing remains unknown to public. Objective of research is to define how nurse's image is described by media. Method: analysis of two newspapers, at national and local level with respect to articles about nurses, taking into account numbers of articles, position, topic (malpractice, frauds/crimes, job/economical cuts, praise). A second part of research has been focused on online newspapers, by using key words. Analysis of television medical dramas about presence of nurse, competences, relationship with physician/patient, social elements, context of work (acute or chronic), impact on patients welfare, and eventually ethical-deontological aspects has been carried out. Results: on three hundred articles related health context, thirty-nine talk about nurse; five of those are in first page. 39% of articles regards frauds/crimes, 19% job/economical cuts, 15% malpractice. With respect to online articles, 66% concerns frauds/crimes. In medical dramas there is small attention to nurse who has generic competence as well as other health professional but doctor. The nurse character is played only by women. Discussion: a low level of professionalism comes out both from newspaper and television. A specific professional identity is often absent furthermore nurses are relegated to a role of weakness in work and private circumstance.Key words: nurse, image, media

    Misurare l'impatto dell'assistenza infermieristica sulla salute: una revisione della letteratura

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    Misurare il contributo dell'assistenza infermieristica ai risultati conseguiti dai servizi sanitari rappresenta un interesse primario per la ricerca infermieristica a livello internazionale. Lo scopo di questa revisione della letteratura è stato quello di delineare i principali filoni o ambiti di ricerca che hanno studiato gli effetti dell'assistenza infermieristica sulla salute. Una ricerca bibliografica è stata condotta nelle principali banche dati di interesse infermieristico e sanitario e nei siti di autorevoli associazioni e societí  scientifiche internazionali. I principali filoni di ricerca individuati in letteratura sono quattro e hanno studiato: la numerosití  e la tipologia del personale impiegato nell'assistenza; la definizione del livello di assistenza infermieristica necessario per garantire i risultati attesi in ambito ospedaliero; le caratteristiche dell'ambiente di lavoro e l'organizzazione dell'assistenza; l'impiego di terminologie e classificazioni nella descrizione dei risultati assistenziali. Sebbene i ricercatori riportino la necessití  di rafforzare le prove di efficacia disponibili su questo argomento, le raccomandazioni suggeriscono di sostenere lo sviluppo del gruppo professionale infermieristico nell'area clinica, formativa, organizzativa e nella definizione delle politiche sanitarie allo scopo di tendere ai migliori risultati di salute per le comunití .Parole Chiave: risultati per i pazienti, risultati sensibili all'assistenza infermieristica, risultati relativi al personale, ambiente di lavoro positivo, classificazioni infermieristiche, definizione degli organici infermieristici, revisione della letteratura.Measuring the impact of nursing on health: a literature reviewMeasuring nursing contribution to health services' outcomes represents a primary issue for nursing research internationally. The aim of this literature review was to outline main research lines studying the effect of nursing practice on health. A search of the literature was performed asking health and nursing-specific major database and consulting websites of authoritative nursing associations and scientific societies. Four main nursing research lines were found in literature and they concerned, nurse staffing and patient and staff-related outcomes; level of nursing care needed to achieve attended outcomes in hospitals; practice environments and patient and staff-related outcomes; the use of nursing terminologies and classifications to describe nursing-specific and nursing sensitive outcomes. Although researchers report the need to strengthen available evidences, recommendations suggest to empower nurses and nursing in clinical, educational, organizational and policy-making settings in order to draw toward the best health outcomes for communities.Key words: patient outcomes, nursing sensitive outcomes, staff-related outcomes, positive practice environment, nursing classifications; nurse staffing, literature review

    Assistenza infermieristica interculturale: analisi delle variazioni nella percezione delle problematiche relazionali con i pazienti stranieri

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    RIASSUNTOLa nostra societí  è fortemente soggetta al fenomeno immigrazione, ed è sempre più probabile anche in ambito sanitario intraprendere relazioni con persone con un background culturale differente. Scopo di questa indagine è analizzare la percezione che gli infermieri italiani hanno rispetto alle dinamiche relazionali con i pazienti stranieri, valutandone l'evoluzione nel tempo ed identificando le variabili che possono influire sulla qualití  della relazione. E' stato condotto studio quanti-qualitativo con finalití  descrittiva tramite questionario volto a rilevare: grado di preparazione teorico-pratico degli infermieri verso l'assistenza agli stranieri, impatto emotivo ed esperienziale della relazione, difficoltí  emerse e strategie di risoluzione. Campione costituito da 101 infermieri italiani operanti presso l'Ospedale San Raffaele di Milano in 6 specifiche Unití  Operative: 91 questionari compilati nel periodo maggio-giugno 2011. Analisi dei dati ottenuti attraverso strumenti statistici e confronto degli stessi con quelli rilevati in un'analoga indagine svolta nel 2004. L'esperienza relativa all'assistenza interculturale è giudicata complessivamente interessante e gratificante e la reazione emotiva registrata dagli infermieri intervistati è prevalentemente positiva. Vi sono difficoltí  legate soprattutto a problemi di comunicazione e/o lingua e, secondariamente, al maggior carico assistenziale derivato dalla presenza degli immigrati. Alle difficoltí  gli infermieri rispondono più con risorse attitudinali proprie dei singoli che con competenze specifiche e tendono a delegare il problema al servizio di Mediazione Culturale. L'impatto che i pazienti stranieri hanno sugli infermieri è molto intenso. Nel tempo le difficoltí  emerse non sono diminuite: poco o nulla è stato fatto in questi anni, a parte un miglioramento della formazione accademica; tuttavia è emerso che la buona preparazione teorica non sembra fornire soluzioni realmente fruibili all'atto pratico. Questo studio, pur avendo un valore statistico relativo ed un grado di approfondimento limitato, vuole attirare sull'argomento l'attenzione degli infermieri e, in special modo, di coloro che ricoprono ruoli dirigenziali, nella speranza di trovare soluzioni ai problemi messi in luce.Parole chiave: infermieristica interculturale, assistenza infermieristica, alterití  culturale, fenomeno migratorio.ABSTRACTToday's society is highly impacted by immigration, as well as healthcare system. It is becoming increasingly common and frequent to establish relationships with patients with different cultural backgrounds. The aim of this study is analyzing Italian nurses' perception of the relational dynamics with foreign patients, to determine its evolution, and to identify the variables which can affect the quality of care. The study is both qualitative and quantitative with descriptive aim, using a questionnaire that assesses the theoretical–practical level of preparation, both perceptive and effective, of nurses when assisting foreign patients. To evaluate the emotional and experiential impact of the relationship with foreign patients, the difficulties encountered while establishing such relationship, and the resolution strategies – both effective and potential. The sample, composed of 101 Italian nurses employed at SanRaffaele Hospital in 6 specific Operational Units, resulted in a total of 91 returned questionnaires during the period May-June 2011. The data was analyzed through statistical instruments and compared to the results of a similar study done in 2004. The experience of intercultural nursing is seen by the sample as interesting and rewarding. The vast majority of nurses have positive responses. The more frequent issues are those connected with communication with foreign patients, and those connected with the increase workload due the presence of foreign patients. Nurses responded to difficulties more with human skills than with specific abilities, and tend to delegate the problem to the Cultural Mediation service. This new issue has a very high impact on nurses. The emerged difficulties have not decreased over time, this due to the lack of a proper policy within health care facilities in recent years, with the exception of a little improvement on the academic education. However the current academic education does not provide solutions useful in the everyday routing. This study, despite the small sample and a rather narrow degree of analysis, likes to draw attention on the topic both of nurses and on health care facilities managerial team in order to develop a effective startegie to deal with the emerged issues.Keywords: intercultural nursing, nursing care, cultural otherness, migratio

    La Prevalenza del Dolore Cronico Non Oncologico nell'Adulto e Patologie Associate: una revisione narrativa della letteratura

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    Il dolore cronico non oncologico rappresenta un problema sanitario sottostimato dal punto di vista epidemiologico ed in termini di salute pubblica. Esso è una malattia in senso stretto, e rappresenta una delle maggiori motivazioni per cui i soggetti si rivolgono ai servizi sanitari. La grandezza del fenomeno si esprime in termini di sofferenza umana e di costi sociali. L'obiettivo di questa revisione è quello di identificare le cause e la prevalenza del dolore cronico non oncologico nei soggetti adulti. E' stata realizzata una revisione della letteratura dal 1998 al 2012 utilizzando le emeroteche virtuali partendo dalle banche dati (Pub-Med, CINHAL, Cochrane). È stata effettuata una revisione narrativa degli articoli ottenuti. Sono stati esclusi articoli riguardanti cefalee, fasce di etí  pediatriche e geriatriche, oncologici e articoli specifici per patologia. Gli studi ottenuti sono stati classificati per anno, autore campione, metodi, fasce di etí  e definizione di dolore. Sono stati selezionati 7 articoli. Questi studi epidemiologici, realizzati in diverse parti del mondo, riportano un tasso di prevalenza relativo al dolore cronico tra il 16-53%. Emerge una elevata eterogeneití  di risultati relativi alle diagnosi e metodi. Seppure limitato il numero degli articoli, emerge una elevata complessití  del fenomeno.Parole chiave: Dolore Cronico, Prevalenza, EpidemiologiaABSTRACTThe chronic nonmalignant pain is an underestimated epidemiologic health problem. It is a disease in its own right. It is one of the major reasons because patients use health service. The magnitude of chronic pain is in terms of human suffering and costs to society. The aim of this review is to identify the diagnosis and the prevalence of nonmalignant chronic pain in the adults. We have done a review of the literature from 1998 to 2012 using the virtual newspaper libraries starting from data bases (Pub-Med, CINAHL, Cochrane). We have made a narrative review of the articles obtained. Excluding topics of headache, pain for pediatric and geriatric groups, cancer pain and disease-specific items. Studies were classified for year, author sample, methods, age groups and definition of pain. We have obtained 7 articles. These epidemiological studies conducted in different part of the world, reported prevalence rates of chronic pain ranging from 16-53%. They shows a high heterogeneity of results concerning diagnosis and methods. Although limited the number of articles, show the high complexity of the phenomenon.Key Words: Chronic Pain, Prevalence, Epidemiology.

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