Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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"The grandest hero who has ever lived": Una lettera inedita di Florence Nightingale su Garibaldi
RIASSUNTONel 150° anniversario dell'Unití d'Italia, gli Infermieri Italiani non possono dimenticare che proprio Florence Nightingale, fondatrice del Nursing moderno, fu un'accesa sostenitrice della causa risorgimentale e dell'Unití . Una lettera autografa inedita, recuperata presso l'Archivio di Stato di Pistoia, ci aiuta a ripercorrere l'atteggiamento di Florence Nightingale nel processo unitario della Nazione in cui era nata.Parole Chiave: Storia del Nursing, Italia, Florence Nightingale.ABSTRACTIn the year of the 150th anniversary of the Unity of Italy, Italian nurses cannot forget that Florence Nightingale herself, founder of modern Nursing , was a fervid support of the Risorgimento and of Italian unity. An unpublished letter, signed by her and conserved in the State archives of Pistoia, illustrates her feelings about the process of unity under way in the country where she was born.Key words: History of Nursing, Italy, Florence Nightingale
Il rischio di emolisi nel prelievo di sangue da catetere venoso periferico: revisione della letteratura
Scopo. L'emolisi è uno dei fattori principali in grado di compromettere un campione di sangue. La disponibilití di un accesso venoso gií posizionato spinge molti infermieri ad utilizzare questa via per il prelievo ematico, anche se è noto come questa tecnica sia associata a maggior incidenza di emolisi rispetto al prelievo con ago diretto. L'intento di questo lavoro è individuare gli interventi che prevengono il rischio di emolisi qualora il campione di sangue provenga da un ago cannula periferico. Metodo. E' stata condotta una revisione della letteratura attraverso la consultazione delle banche dati MEDLINE, CINAHL e Cochrane database of Systematic Reviews. Risultati. Sono stati selezionati 15 articoli. Fattori quali il materiale e il calibro del catetere venoso periferico (CVP), la presenza di ostruzioni, la sede anatomica, la permanenza del laccio emostatico, la difficoltí di posizionamento dell'ago cannula, il volume della provetta utilizzata e le abilití dell'operatore sono determinanti nel rischio di emolisi del campione di sangue ottenuto dalla cannula periferica. In termine di costi e di preferenze del paziente, la tecnica del prelievo ematico da CVP è da preferirsi. Conclusioni. I prelievi di sangue ottenuti da cannula periferica sono associati a maggiore rischio di emolisi. Tuttavia, prelevare un campione di sangue da CVP per effettuare un'analisi e, nel contempo, ridurre il rischio di emolisi è possibile se vengono seguiti alcuni accorgimenti.Parole chiave. Emolisi, catetere venoso periferico, venipuntura, prelievo ematico.Risk of hemolysis in blood sampling from peripheral intravenous catheter: a literature reviewScope. Hemolysis is one of the main factors that can damage a blood sample. The availability of an intravenous line already placed pushes many nurses to use this route for blood drawing, even if it is known that this technique is associated with an increased rate of hemolysis compared to blood sampling with a needle. The aim of this work is to identify interventions that reduce risk of hemolysis if the blood sample is from a peripheral IV catheter. Method. A review of relevant literature was conducted through the databases MEDLINE, CINAHL and Cochrane database of Systematic Reviews. Results. Fifteen studies were retrieved. Factors such as the material and the caliber of the IV catheter, the presence of obstructions, the anatomical site, the permanence of the tourniquet, the difficulty of positioning of the catheter, the volume of the tube used and the skills of the operator are decisive in the risk of hemolysis of the sample. In term of cost and preferences of the patient, the technique of blood sampling from a peripheral IV catheter is preferable. Conclusions. Sample collection through intravenous catheters is associated with significant higher risk of hemolysis. Take a sample of blood from a peripheral catheter to carry out an analysis and, at the same time, reduce the risk of hemolysis is possible if some precautions are followed. Key words: Hemolysis, peripheral intravenous catheter, venipuncture, blood specimen collectio
La misurazione delle cure personalizzate: traduzione e validazione semantica dell'Individualized Care Scale
RIASSUNTO Tradurre e validare semanticamente in italiano l'Individualized Care Scale e fornire alcune indicazioni per il suo utilizzo nel contesto culturale e professionale italiano per migliorare la capacití di misurazione di questo indicatore di esito dell'assistenza infermieristica in Italia. La strategia d'indagine utilizzata ha suddiviso il lavoro in due fasi distinte, una dedicata alla traduzione dello strumento e l'altra incentrata sulla sua validazione semantica e culturale. Anche la traduzione semantica ha avuto due momenti distinti: prima una doppia forward translation parallela in cieco eseguita da traduttori bilingui specializzati italiano-inglese di madrelingua italiana e successivamente l'applicazione della tecnica definita Committee approach che consiste nell'eseguire una valutazione delle traduzioni svolte tramite panel specifico. La seconda fase del lavoro, con un approccio esplorativo e descrittivo di tipo fenomenologico, ha testato la validití culturale dei contenuti dell'ICS per ottenere indicazioni circa le percezioni degli infermieri sull'utilizzo dello strumento nel contesto culturale e professionale di riferimento. La traduzione italiana dell'ICS ottenuta dal nostro gruppo di studio si è rivelata essere comprensibile e facilmente utilizzabile nel contesto culturale e professionale italiano, offrendosi come un valido strumento di misurazione delle opinioni del / della paziente circa l'assistenza ricevuta e di quanto da lui / lei percepito in occasione della propria esperienza nosocomiale. I risultati confermano l'utilití dello strumento per la misurazione delle cure personalizzate; la versione italiana dell'ICS si è dimostrata essere un promettente strumento per misurare il grado di personalizzazione dell'assistenza ricevuta durante il ricovero in ospedale. Tuttavia, dopo questa prima validazione culturale e semantica, è necessario attivare ulteriori ricerche volte alla sua piena validazione statistica. ABSTRACT Tradurre e validare semanticamente in italiano l'Individualized Care Scale e fornire alcune indicazioni per il suo utilizzo nel contesto culturale e professionale italiano per migliorare la capacití di misurazione di questo indicatore di esito dell'assistenza infermieristica in Italia. La strategia d'indagine utilizzata ha suddiviso il lavoro in due fasi distinte, una dedicata alla traduzione dello strumento e l'altra incentrata sulla sua validazione semantica e culturale. Anche la traduzione semantica ha avuto due momenti distinti: prima una doppia forward translation parallela in cieco eseguita da traduttori bilingui specializzati italiano-inglese di madrelingua italiana e successivamente l'applicazione della tecnica definita Committee approach che consiste nell'eseguire una valutazione delle traduzioni svolte tramite panel specifico. La seconda fase del lavoro, con un approccio esplorativo e descrittivo di tipo fenomenologico, ha testato la validití culturale dei contenuti dell'ICS per ottenere indicazioni circa le percezioni degli infermieri sull'utilizzo dello strumento nel contesto culturale e professionale di riferimento. La traduzione italiana dell'ICS ottenuta dal nostro gruppo di studio si è rivelata essere comprensibile e facilmente utilizzabile nel contesto culturale e professionale italiano, offrendosi come un valido strumento di misurazione delle opinioni del / della paziente circa l'assistenza ricevuta e di quanto da lui / lei percepito in occasione della propria esperienza nosocomiale. I risultati confermano l'utilití dello strumento per la misurazione delle cure personalizzate; la versione italiana dell'ICS si è dimostrata essere un promettente strumento per misurare il grado di personalizzazione dell'assistenza ricevuta durante il ricovero in ospedale. Tuttavia, dopo questa prima validazione culturale e semantica, è necessario attivare ulteriori ricerche volte alla sua piena validazione statistica. Key words: Nursing, individualized nursing, instrument translation, cross-cultural research
Progettazione e attivazione di un servizio di consulenza infermieristica formalmente riconosciuto all'interno del presidio ospedaliero San Giovanni Bosco di Torino
RIASSUNTO La figura dell'Infermiere Consulente è prevista in alcuni paesi esteri. La letteratura sottolinea l'esperienza del Regno Unito che ne ha formalmente definito il ruolo e il profilo. In Italia si hanno poche esperienze in materia e tutte di iniziativa locale, nonostante il Codice Deontologico riconosca all'infermiere la possibilití di esercitare attivití di consulenza. Nel Presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco di Torino, in conseguenza di maggiore complessití dei pazienti da trattare, si è si è sviluppata, a livello informale, l'attivití di consulenza infermieristica. L'obiettivo del presente lavoro è di descrivere la metodologia seguita per la realizzazione di un progetto di attivazione di un servizio di consulenze infermieristiche, formalmente riconosciuto, all'interno del Presidio e di presentare i risultati raggiunti dalla sua applicazione. Si è costituito un gruppo di lavoro, revisionato la letteratura e condiviso la definizione di "Infermiere Consulente". Si è provveduto alla: Somministrazione di un questionario validato per mappare le tipologie di consulenze richieste sia erogate che erogabili; Graduazione delle tipologie rilevate attraverso un sistema di pesatura basata su frequenza, urgenza e gravití ; Elaborazione della struttura di ogni profilo con la declinazione dei requisiti attivando focus group con professionisti esperti e l'elaborazione una procedura per l'attivazione delle consulenze, Programmazione della formazione. I risultati sono stati l'individuazione di 5 tipologie di consulenze prioritarie e redazione del relativo profilo, l'accertamento dei requisiti del personale per l'idoneití alla copertura della posizione. Redazione di una procedura operativa che disciplina le modalití di funzionamento del servizio all'interno del Presidi Parole Chiave: consulente infermieristico, ruolo infermieristico, complessití delle cure, assistenza infermieristica avanzata ABSTRACT In some countries the figure of the Consultant Nurse already exists. The literature highlights the experience of the United Kingdom has formally defined the role and profile. In Italy there are few experiences in this area and all local initiative, although the Code of Ethics recognizes the nurse the opportunity to engage in counseling. In the Hospital San Giovanni Bosco di Torino as a result of increased complexity of patients to be treated has been developed at the informal advisory nursing. The aim of this paper is to describe the methodology used for the realization of plans to activate a service of advice nursing, recognized, in the Presidio and to present the results achieved from its application. It is a working group, reviewed the literature and shared the definition of "Nurse Consultant". This is done to administration of a validated questionnaire to map the types of assistance required and paid and payable, graduation of the types detected by means of a weighing system based on frequency, urgency and seriousness, elaboration of the structure of each profile with the declination of the requirements enabling focus groups with experienced professionals, develop a procedure for the activation of the advice and the schedule training. Results are identification of 5 types of advice and drafting of the profile priority, establishment of requirements for the suitability of staff to cover the position and drafting an operating procedure which governs the operation of the service within the Presidio. Keywords: Nursing consultancy, out-patient service, complex care, advanced nursin
Editoriale
Cari Associati a CNAI, Cari lettori di Professioni infermieristiche, In questo Editoriale vorrei affrontare un tema a cui tengo in modo particolare e che si collega a quanto trattato nel nostro ultimo Convegno nazionale di Milano sullo sviluppo delle scienze infermieristiche nel nostro Paese (ottobre 2013, atti disponibili sul nostro sito http://cnai.info/index.php/pubblicazioni-gratuite). Avrei numerose informazioni e progetti da condividere con tutti voi di attivití intraprese, relazioni nazionali e internazionali, iniziative per Nurses4EXPO, i preparativi per il Convegno nazionale del 9 e 10 ottobre 2014, condiviso con le associazioni del GPAIN e i Collegi IPASVI della Lombardia, il lavoro intrapreso negli ultimi Consigli di amministrazione e Assemblee dei Presidenti e Delegati dei Nuclei per rinnovare CNAI, ma ritengo prioritario porre all'attenzione degli infermieri italiani l'utilití di effettuare revisioni della letteratura. Con tutte le "urgenze" che viviamo nelle nostre sedi di lavoro potrebbe sembrare una scelta azzardata, ma l'ormai massiccia presenza di infermieri formati in universití e che proseguono la loro formazione e pubblicano su riviste nazionali e internazionali merita attenzione perché il futuro della nostra assistenza è di chi sarí formato da loro. Più precisamente, si tratta di uscire dalla confusione e dall'ambiguití all'interno della nostra professione che sta portando ad approcciarsi a qualsiasi ricerca bibliografica che sfoci in una Review come se si dovesse sempre e solo giungere ad una revisione sistematica (Systematic Review, SR).....
Il contributo allo sviluppo della professione infermieristica delle congregazioni religiose del XIX secolo
RIASSUNTO Lo scopo del presente lavoro di ricerca storica è di esaminare il contributo allo sviluppo della professione infermieristica delle congregazioni religiose del XIX secolo prendendo come esempio le Suore di Maria Bambina conosciute anche come Suore della Carití delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa. Sono state analizzate 63 fonti bibliografiche reperite nell'archivio storico Casa Madre delle Suore di Maria Bambina a Milano in via S. Sofia n.13, ad esclusione di una fonte reperita presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano. Il lavoro di ricerca ha posto una lente d'ingrandimento sul contributo che le Suore di Maria Bambina hanno fornito, rispetto alle aree professionali e allo sviluppo degli attributi distintivi della professione infermieristica nell'ottica sociologica (Greenwood, 1980). Per l'analisi delle fonti documentarie è stato applicato il metodo di ricerca storica secondo Chabod (2006). Per l'esegesi delle fonti si è creata una griglia di analisi della fonte documentaria. Dall'aggregazione dei dati sono emersi due filoni d'indagine: il primo riguarda il ruolo di Suor Emilia Vinante come esperta per la professione infermieristica e il secondo per quanto attiene alla politica professionale promossa dalla Federazione Italiana Religiose Ospedaliere ( FIRO). Alla luce dei risultati della ricerca si può affermare che le congregazioni religiose hanno operato nell'ambito della professione infermieristica diventando una forza sociale in grado di incidere in modo determinante sullo sviluppo culturale e professionale degli infermieri. Parole Chiave: formazione, storia dell'assistenza infermieristica, infermiere religioseContribution of 19th-century religious congregations in the development of the nursing professionABSTRACT The purpose of this historical research project is to examine the contribution of 19th-century religious congregations in the development of the nursing profession, based on the historical example of the Sisters of Charity of Sts. Bartolomea Capitanio and Vincenza Gerosa (or the Sisters of the Holy Child Mary). To this end, sixty three volumes were analysed, all taken from the historical archive of the Generalate of the Sisters of the Holy Child Mary in Milan, in via S. Sofia n.13, with the exception of just one, taken from the Braidense National Library, also in Milan. This research project has highlighted the sociological contribution provided by the Sisters of the Holy Child Mary to the professional nature of nursing, and to the development of the distinctive features of the nursing profession (Greenwood, 1980). All documentary sources were analysed in line with the Chabod historical research method (2006), and for their critical interpretation, a scheme of analysis was created. Two lines of investigation emerged from the data collected: the role of Sister Emilia Vinante as an expert with regard to the nursing profession, and the professional strategies promoted by FIRO (Federation of Italian Religious Nurses). Based on the conclusions of the research project, it may be stated that religious congregations contributed greatly to the nursing profession, leaving a decisive mark on the cultural and professional development of nurses. Key words: nursing education, historical research, religiuos nurs
La pratica infermieristica basata sui modelli teorici: uno studio qualitativo sulla percezione degli Infermieri
RIASSUNTO Molti studiosi sostengono che teoria e teorizzazione sono strettamente correlate alla pratica clinica e che il sapere disciplinare non procede solo dall'applicazione dei principi generali di grandi teorie ai casi particolari, ma si sviluppa, in maniera più pertinente, a partire dallo specifico contesto assistenziale nel quale si realizza. Ogni infermiere, infatti, possiede un modello mentale del quale può o meno essere consapevole, che motiva e sostanzia ogni azione e scelta professionale. Il presente studio descrive il modello teorico infermieristico che orienta l'agire professionale, il modello mentale e le conoscenze tacite ad esso sottese. Identifica nel modello teorico esplicito del gruppo professionale che gli infermieri partecipanti rappresentano, aspetti di continuití con il modello teorico proposto da questo Corso di Laurea in Infermieristica, Sono stati realizzati 4 focus group ai quali hanno partecipato complessivamente 22 Infermieri, rappresentanti di quasi tutte le unití operativa dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. E' possibile sostenere che il modello teorico infermieristico di ciascun gruppo professionale è il risultato di conoscenze tacite, che contribuiscono a definire il modello mentale di ciascun professionista e di un modello teorico esplicito cui sono sottesi contenuti teorici appresi applicati consapevolmente e riadattati alla/dalla pratica assistenziale. Ragionare sull'uso della teoria nella pratica ha permesso di dare visibilití a un modello teorico esplicito autenticamente infermieristico orientato ai bisogni della persona, nella sua complessití in specifici contesti.Parole chiave: modelli teorici dell'infermieristica, conoscenze tacite, sapere esplicito, pratica clinica, Focus Group. Nursing practice based on theoretical models: a qualitative study of nurses' perceptionABSTRACTMany faculty argue that theory and theorizing are closely related to the clinical practice, that the disciplinary knowledge grows, more relevantly, from the specific care context in which it takes place and, moreover, that knowledge does not proceed only by the application of general principles of the grand theories to specific cases. Every nurse, in fact, have a mental model, of what may or may not be aware, that motivate and substantiate every action and choice of career. The study describes what the nursing theoretical model is; the mental model and the tacit knowledge underlying it. It identifies the explicit theoretical model of the professional group that rapresents nursing partecipants, aspects of continuity with the theoretical model proposed by this degree course in Nursing.. Methods Four focus groups were made which were attended by a total of 22 nurses, rapresentatives of almost every Unit of Reggio Emilia Hospital's. We argue that the theoretical nursing model of each professional group is the result of tacit knowledge, which help to define the personal mental model, and the theoretical model, which explicitly underlying theoretical content learned applied consciously and reverted to / from nursing practice. Reasoning on the use of theory in practice has allowed us to give visibility to a theoretical model explicitly nursing authentically oriented to the needs of the person, in all its complexity in specific contexts.Key Words: nursing theories, tacit knowledge, explicit knowledge, clinical practice, focus group roups
La metodologia di determinazione degli Indici di Complessita' Assistenziale (ICA): studio osservazionale prospettico in una Stroke Unit
Il metodo di determinazione degli Indici di Complessití Assistenziale (ICA) è un sistema integrato multidimensionale capace di rispondere efficacemente al problema della misurazione della complessití assistenziale. I campi d'applicazione della metodologia ICA sono multidisciplinari. Il metodo ICA è stato applicato: negli ospedali (degenza, ambulatori, sala operatoria, area critica ed "osservazione breve" nell'emergenza) e nel territorio (assistenza domiciliare, hospice e R.S.A.). Anche l'ambito della libera professione ne potrebbe trarre un indiscutibile vantaggio. La metodologia è parte integrante del processo di cura quindi non prevede inserimento di dati dedicati al calcolo della classificazione dei pazienti ma gli "score" derivano direttamente dal flusso di dati che vengono tracciati nelprocesso di cura (piano assistenziale)
La cultura della sicurezza tra le figure di assistenza. Una indagine conoscitiva presso un'Azienda Ospedaliera Piemontese
Il monitoraggio della cultura della sicurezza rappresenta il primo passo verso un sistema attento e consapevole neiconfronti degli errori e della qualití delle prestazioni erogate. Lo studio descrittivo si proponeva di valutare la culturaorganizzativa tra le figure di assistenza di un'Azienda Ospedaliera Piemontese. A tal fine è stata effettuata una indaginestatistica trasversale utilizzando lo strumento AOS-Accertamento Opinioni Sicurezza.Hanno risposto al questionario 707 operatori su 1056 (67%). Il livello di sicurezza percepito dal personale dicomparto è positivo: i risultati delle dimensioni "Informazione e comunicazione", "Proposte e sviluppo" e "Garanziedi sicurezza" tendono ad essere discreti, mentre quelli del fattore "Team" si attestano sulla sufficienza. Nello specifico,le aree critiche dell'organizzazione si riferiscono alle variabili: "Veniamo interpellati per gli acquisti di apparecchiaturee materiali che dovremo utilizzare" con 25.9% di accordi, "A fine anno discutiamo insieme delle attivití svolte e dei risultati conseguiti" con 31,8% di consensi, "L'organizzazione del lavoro (turni, carichi di lavoro) nelservizio, non creano sovraccarichi e stress" con 25.3% di accordi e "nel caso capitasse un errore, sappiamo comecomunicarlo al paziente perché abbiamo una linea guida che indica cosa fare" con 35.8% di consensi. L'indagine evidenzia che sebbene la cultura organizzativa risulti complessivamente positiva, vi sono alcuni aspetti che determinano disagio e incertezza tra gli operatori. Parrebbe auspicabile progettare percorsi di formazione finalizzati a rafforzare le dinamiche relazionali dei gruppi, nonché aumentare le opportunití di confronto, organizzandosistematicamente audit multiprofessionali per riflettere in maniera strutturata sulla prassi lavorativa
Nurses: Advocating, Leading, Caring!
This speech was delivered on 27 October at the 2012 Conference and general meeting of the Italian Nurses Association CNAI (Consociazione nazionale delle Associazioni infermiere/i) held in Rome from 25 to 27 October 2012. The theme of the conference was "No Nurses No Future". The "No Nurses No Future" is a national campaign developed by the nurses of the Italian Nurses Association to fight for the rights of the profession to sustain not only the practice of the nurse, strong nursing education, research and regulation, but more importantly to ensure that in the future there will be enough nurses in the healthcare workforce to advocate, lead and care for the citizens of Italy. Italian nurses took advantage of the presence of prof. Ferguson and, before travelling to Rome, the Region Lombardy IPASVI Colleges (Coordinameno dei Collegi IPASVI della regione Lombardia) invited her to talk on the same topic during a jointed Conference with CNAI at Circolo della Stampa of Milan on 23rd October