Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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Examination of the phases of metasynthesis: A study on patients' duties as an example
ABSTRACT In recent years, the use of metasynthesis as a research method has increased within nursing science. In the present paper, we focus on examining the phases of metasynthesis, using a study of patients' duties as an example. The aim of this paper is to increase the understanding of synthesis as a method in order to promote research trustworthiness by making the research process more transparent and thereby increasing the readers' awareness of it. We formulated a purpose for each phase of metasynthesis in order to better understand synthesis as a rational thinking process. We found that the collaboration of several researchers during all phases of metasynthesis is needed in order to maintain research ethics and trustworthiness. In addition, further study of the phases of metasynthesis is needed for improving research methods in order to produce new, accumulated knowledge based on previous qualitative study.Key words: Qualitative study, Metastudy, Methodology, Synthesis.RIASSUNTO Negli ultimi anni, l'uso della metasintesi come metodo di ricerca si è diffuso nell'ambito delle scienze infermieristiche. Questo lavoro si focalizza sulle fasi della metasintesi , prendendo come esempio i doveri dei pazienti. Scopo dello studio è di migliorare la comprensione della sintesi come metodo per promuovere l'affidabilití della ricerca, rendendo il processo di ricerca più trasparente e più comprensibile. Gli autori hanno stabilito uno scopo per ogni fase della metasintesi per paragonare meglio la sintesi ad un processo razionale di pensiero. E' necessaria la collaborazione di alcuni ricercatori durante tutte le fasi della metasintesi per garantire l'etica della ricerca e la sua affidabilití . Inoltre , sono necessari ulteriori studi sulle fasi della metasintesi per migliorare i metodi di ricerca ed accumulare nuove conoscenze basate su precedenti studi qualitativiParole chiave: Studio qualitativo, Metastudio, Metodologia, Sintesi
La mutualití nel caregiving: una revisione della letteratura
Introduzione: La mutualití , intesa come sentimento di intimití e relazione positiva tra caregiver e carereceiver, sta acquistando un interesse crescente nel panorama della ricerca internazionale alla luce del cambiamento sociodemografico e dell'aumento delle patologie cronico-degenerative. Lo scopo di questo articolo è effettuare un'analisi critica della letteratura sulla mutualití al fine di individuarne i predittori e gli outcome Metodo: E' stata eseguita una ricerca bibliografica sulle banche dati PubMed, CINAHL, PsycInfo, Sociological Abstract ed ASSIA e sono stati selezionati 20 articoli. Risultati: Dall'analisi critica degli articoli la mutualití emerge come variabile fondamentale nel processo del caregiving e nella salute psicofisica del caregiver e carereceiver. Nei caregiver, alti livelli di mutualití sono associati a minore stress, depressione e burden a ad una migliore qualití di vita e salute percepita; nei pazienti un'alta mutualití è in grado di velocizzare il recupero dalla malattia, ridurre l'ansia e la depressione e migliorare la qualití di vita. Conclusioni: Studi futuri finalizzati allo studio di questa variabile anche nella popolazione italiana potrebbero essere di supporto a sviluppare programmi mirati a migliorare la qualití di vita dei caregiver e carereceiver. Key words: Mutualití , caregiver, carereceiver________________Mutuality in caregiving: a literature reviewIntroduction: Mutuality, understood as a feeling of intimacy and positive relationship between caregiver and care receiver, is gaining an increasing interest in the scientific arena in the light of socio-demographic change and the increase in chronic degenerative diseases. The purpose of this article is to carry out a critical analysis of the literature on mutuality in order to identify predictors and outcomes. Method: A literature search was carried out the databases PubMed, CINAHL, PsycInfo, and ASSIA Sociological. Twenty (20) articles were selected. By analysing critically all articles, emerges that mutuality is a key variable in the process of care giving and in mental and physical health of both caregiver and care-receiver. In the caregiver, high levels of mutuality are associated with less stress, depression and burden to a better quality of life and self perceived health; in patients high mutuality is able to speed up the recovery from the disease, to reduce anxiety and depression and to improve the quality of life. Conclusion: Future studies aimed at the study of this variable also in the Italian population could be of support in developing programs to improve quality of life of caregivers and care receiver.Keyword: mutuality, caregiver, carereceive
Convegno nazionale CNAI 2013 Le scienze infermieristiche in Italia: riflessioni e linee di indirizzo
Per chiudere questo anno molto intenso, ricco di eventi associativi, si sceglie di accennare al Convegno nazionale CNAI 2013 e alla recentissima visita della Presidente ICN del 23 novembre scorso, e di rimandare alla Rubrica dedicata alla vita associativa del n. 1 del prossimo anno ulteriori approfondimenti sulle attivití in programma.Del Convegno nazionale, che ha visto la partecipazione di 150 infermieri provenienti da diverse regioni italiane, è utile sottolineare almeno tre aspetti. Il primo è il tema, il secondo l'articolazione dei contributi e il terzo l'approvazione del Comunicato finale a difesa del SSN. Innanzitutto il tema (Le scienze infermieristiche in Italia: riflessioni e linee di indirizzo), che intendeva riavviare la riflessione, iniziata a Napoli con il XV Congresso nazionale dell'allora CNAIOSS (oggi CNAI) del 1996, sullo stato delle scienze infermieristiche in Italia. In quell'occasione si fece un punto sull'evoluzione dell'assistenza infermieristica nei primi 50 anni di storia dell'Associazione, facendo conoscere le elaborazioni teoriche italiane e le loro applicazioni nella formazione, organizzazione e ricerca. A distanza di 17 anni, pareva urgente rileggere il tratto di cammino percorso e identificare gli indirizzi futuri delle scienze e della professione infermieristica italiana in questo difficile momento per il Paese. Il Convegno si è innestato quindi nella tradizione di CNAI e ha inteso proseguire il suo contributo all'evoluzione degli aspetti teorici e metodologici che fondano la pratica infermieristica in Italia. Per accennare a quali e a quanti passi sono stati compiuti sono stati invitati il prof. Ivan Cavicchi, che ha presentato le problematiche dell'attuale contesto socio sanitario italiano a partire dalla complessití della definizione di salute e i problemi posti alle scienze che intendono studiarla. Distinguendo tra ciò che è "complicato" e ciò che è "complesso", Cavicchi ha evidenziato la rilevanza delle capacití del cognitor, ovvero del professionista che compie gli atti, non riducibili a compiti tecnici, ma che implicano impegno professionale. E' seguita una Open Discussion che ha offerto diversi stimoli sulla disciplina e la scienza infermieristica (Julita Sansoni, Edoardo Manzoni), sono stati offerti aggiornamenti sulla situazione degli infermieri in universití e il ruolo della SISI (Societí italiana di Scienze infermieristiche, rappresentata da Cristina Arrigoni) nello sviluppo delle scienze infermieristiche e, al termine di questa I sessione, come l'impiego della narrazione possa sostenere il cambiamento dell'approccio tradizionale ispirato ancora al paradigma medico (Giovanna Artioli e Silvia Marcadelli).Nelle sessioni successive si è inteso, dopo aver fornito una lettura dell'evoluzione delle conoscenze infermieristiche nel nostro Paese, introdurre il tema del linguaggio e presentare esperienze dell'impiego di elaborazioni teoriche, tassonomie, classificazioni e linguaggi in diversi ambiti e contesti socio-sanitari. Le discussioni e la partecipazione dei presenti hanno confermato l'urgenza di lavorare per conoscere e diffondere gli strumenti più idonei per aiutare gli infermieri a pianificare l'assistenza e a gestire le informazioni sulla salute delle persone assistite.Il Convegno si è concluso con la lettura ed approvazione di un Comunicato finale che formalizza l'adesione di CNAI alla campagna per salvare il Sistema sanitario nazionale avviata dal GIMBE (www.gimbe.org/pagine/751(it/salviamo-ssn) e alla quale CNAI aveva gií aderito on-line e pubblicizzato tramite la propria pagina Facebook (il Comunicato è riportato integralmente sul sito CNAI, www.cnai.info). L'invito rivolto a tutti i lettori di Professioni infermieristiche è di aderire sottoscrivendo, per unire le forze ed evitare che le conquiste di anni di impegno a tutela della salute non svaniscano proprio in un periodo di sofferenza delle fasce più deboli della popolazione italiana.Temevamo che la scelta del tema del convegno, apparentemente lontano dai problemi che viviamo ogni giorno nelle nostre sedi lavorative, non cogliesse un bisogno reale della professione. La nutrita e vivace partecipazione, le valutazioni dei questionari di gradimento cosí¬ come gli incontri personali con i colleghi presenti, ci fanno ritenere ben spese le energie e la dedizione impegnate nella sua organizzazione.Il secondo evento che si vuole ricordare è lo storico incontro della Presidente ICN, Judith Shamian, con la Presidente CNAI, i Vice-Presidenti nazionali, la Presidente di ARLI e Delegati dalle Associazioni/ Nuclei della Puglia, ARLI/Nucleo brianteo, Firenze, Padova e Torino, riuniti per l'occasione a Milano (una ventina di infermieri). La Presidente era in Italia per un Summit, tenuto il 20 novembre a Bellagio presso il Centro conferenze della Fondazione Rockefeller, sul coinvolgimento a livello nazionale e internazionale della societí civile nella protezione degli operatori sanitari, dei pazienti e delle strutture in tempo di violenza (www.icn.ch). La dott.ssa Shamian è giunta a Milano il 22 novembre e ha condiviso l'intera giornata di sabato 23 con noi.Dopo un Welcome coffee presso la sede ARLI/CNAI di via Russo, il gruppo si è recato in una vicina sala riunioni per la presentazione degli infermieri intervenuti e, successivamente, della situazione infermieristica italiana. La Presidente CNAI ha illustrato il panorama nazionale e quello associativo elencando i punti di debolezza e di forza di CNAI, portando fatti illustrativi degli indirizzi intrapresi dal 2011 e concludendo con le iniziative aperte e previste o possibili nei prossimi anni. Judith Shamian ha offerto suggerimenti e portato utili esempi di associazioni e collegi infermieri di altri Paesi e, in particolare, del Canada. La sua lunga esperienza in ambito lavorativo, come leader d'importanti organizzazioni e associazioni, ha fornito elementi molto utili alla riflessione sull'evoluzione di CNAI, dell'associazionismo, e dei rapporti con i Collegi e la Federazione nazionale. Alcuni degli aspetti confortanti sono stati: la comune situazione di numerose associazioni infermieristiche di tutto il mondo basate unicamente sul volontariato, le difficoltí a reperire fondi che devono sempre più provenire da fonti diverse da quelle delle quote associative (insufficienti), l'importanza di unire gli intenti e le forze con il maggior numero di associazioni di infermieri possibili, la necessití di rinnovare i membri (in particolare chi occupa delle cariche associative) e associare infermieri delle generazioni più recenti, la necessití di attivare strategie per migliorare lo status e l'immagine degli infermieri. Sono emersi anche suggerimenti operativi sulla linea della Rivista e la valorizzazione di altri "elementi di forza" di CNAI che lasciano un segno di cui si auspicano copiosi frutti non solo per tutti coloro che hanno partecipato.La linea che stiamo seguendo nel far conoscere il più possibile e a livello capillare la ricchezza di CNAI, dovuta alla nostra storia e ai suoi nessi internazionali e la costante ricerca di collaborazione con i Collegi IPASVI e la Federazione nazionale, le Associazioni professionali e non solo, è senz'altro da perseguire.Per sintetizzare il vissuto di tutti della giornata trascorsa con Judith Shamian, penso sia stato un potente stimolo a proseguire con forza le attivití associative e a "contagiare" i colleghi dello spirito internazionale e impregnato di forti valori e concretezza dell'ICN e dello stile di leadership della nuova Presidente canadese
Gli outcomes del nursing: strumenti per rendere visibile l'efficacia dell'assistenza infermieristica
RIASSUNTO Esistono in letteratura diverse definizioni di esiti sensibili alle cure infermieristiche. Van Der Bruggen e Groen, li hanno definiti come un aspetto osservabile e misurabile dell'individuo, gruppo o popolazione che deve essere obiettivo per clinici e ricercatori e soggettivo per il paziente e la famiglia. Johnson e Maas, come stati, comportamenti o percezioni variabili del paziente, della famiglia o del caregiver conseguenti ad interventi assistenziali. Per l'International Classification for Nursing Practice (ICNP), l'outcome infermieristico è lo status di una diagnosi infermieristica dopo un intervento assistenziale. Nell'Iowa Outcome Project, in cui è stato elaborato il sistema Nursing Outcomes Classification (NOC) l'esito assistenziale è una condizione, comportamento o percezione misurabile della persona o della sua famiglia, concettualizzata come variabile sensibile alle cure infermieristiche. Gli esiti individuati dal sistema NOC sono focalizzati sull'individuo, sulla famiglia e sulla comunití , e si riferiscono a stati, comportamenti o percezioni. Gli elementi da considerare nella definizione degli outcome infermieristici sono quattro: aspetti specifici dell'assistenza infermieristica, la patologia, aspetti generali dell'assistenza, la tipologia di paziente. E' importante pensare quali sistemi di valutazione degli esiti possono essere più appropriati in Italia, dove il campo d'azione dell'infermiere ha dei confini sfumati, con funzioni che si fondono e si confondono con altre figure professionali. Studi sull'effettiva possibilití di applicare la tassonomia NOC in Italia potrebbero essere una base di partenza per la definizione o l'adattamento di un sistema di valutazione degli esiti che consenta realmente la visibilití oggettiva del contributo che la figura infermieristica offre nel miglioramento globale della persona assistitaParole chiave: Studi sugli esiti, misurazione degli esiti, processo di nursing, ricerca infermieristicaABSTRACTLiterature reports several definitions of outcomes sensitive to nursing care. Van Der Bruggen & Groen defined nursing outcomes as observable and measurable aspects in individuals, groups and population that should be objective for clinicians and researchers and subjective for patients and families. Johnson & Maas defined nursing outcomes as variable behaviors or perceptions of family or caregiver after the caring intervention. According to the International Classification for Nursing Practice (ICNP), nursing outcomes are the status of a nursing diagnosis after the intervention. In the IowaOutcome Project, where Nursing Outcomes Classification (NOC) system has been elaborated, nursing outcome is a measurable condition, behavior or perception of the person or family conceptualized as sensitive variable to nursing care. Outcomes of NOC system are focused on individuals, families and community and refers to status, behavior or perceptions. Elements to be considered in nursing outcome definition are four: specific aspects of nursing care, the illness, general aspects of care, patient typology. It is important to identify which system for nursing evaluation outcomes are more suitable for Italy, where the field of action of nurses has faded edge with functions that mix and confuse with other professionals. Studies on the application of NOC taxonomy in Italy could be a starting point for defining and adapting an outcome evaluation system that will allow the objective visibility that nursing care gives to the global improvement of the cared person.Key words: Outcome study, evaluation of outcome, nursing process, nursing researc
Un sistema per valutare le competenze nell'infermieristica: la definizione degli strumenti operativi
RIASSUNTOPossiamo affermare che c'è poca consuetudine a valutare e ad autovalutarsi. Da entrambi i lati il processo di valutazione è apprendimento, è crescita, consapevolezza e sviluppo di competenze. Il sistema per la monitorizzazione delle competenze del personale infermieristico fa confluire i concetti propri di Advanced Practice Nursing nel modello Learning organization. La rappresentazione mentale che ci ha guidato per accrescere il livello di apprendimento di ogni membro dell'organizzazione è lo sviluppo del pensiero sistemico, come se fosse un modo abituale di pensare rendendo cosí¬ ogni operatore pienamente partecipe all'organizzazione. Valutare le competenze diviene un elemento necessario nella gestione del personale. Molti sono gli approcci studiati a livello internazionale ma la loro applicazione non è cosí¬ semplice in quanto tarati su altri contesti culturali. Nell'Asl 11 di Empoli ci stiamo interrogando da tempo su sistemi di valutazione delle competenze, questo articolo vuol essere un contributo in tal senso. Lo studio propone lo sviluppo di un sistema di valutazione delle competenze del personale infermieristico attraverso la definizione di schede di valutazione ed autovalutazione e dei relativi indicatori di esito. La prima fase dello studio ha permesso di definire le aree, le variabili, gli ambiti oggetto di valutazione, i relativi indicatori, la metodologia di rilevazione. La prima fase dello studio ha portato alla definizione degli strumenti e della metodologia di rilevazione, oggetto di validazione nel 2009. Parole chiave: competenza, indicatori, standard, valutazione, assistenza infermieristica, risultati, advanced practice nursing, learning organizationABSTRACT Assessment of competencies is an essential element of staff management. Many approaches have been suggested at international level but their application is not always straightforward due to cultural interference. The system for monitoring nursing competencies merges the concepts of Advanced Practice Nursing and the Learning Organization model. This study addresses the introduction of a system of for assessing nursing competencies by modules for evaluation and self-assessment as well as outcome indicators The first phase of the study has made it possible to define the areas , variables and contexts to be evaluated together with the relevant indicators and methodology, as established in 2009.Key word: competency, indicators, standard, evaluation, nursing care, outcome, advanced practice nursing , learning organizatio
L'esperienza dei caregiver primari che assistono a domicilio le persone affette dalla Malattia di Alzheimer
RIASSUNTO Nel presente studio si vuole indagare quale sia l'esperienza dei caregiver (uomini e donne) primari delle persone affette da Malattia di Alzheimer in ambito domiciliare. Obiettivo dello studio è di discutere su come i caregivers vivano la loro esperienza di fornitori di assistenza in modo da poter mettere in atto programmi che possano contribuire al miglioramento dell'esperienza assistenziale e personale. Per lo studio è stato utilizzato un metodo qualitativo e il campione è stato definito in base alla saturazione dei dati. Le interviste, effettuate presso un Centro Diurno, sono state registrate, trascritte verbatim ed analizzate in modo rigoroso per estrapolare i temi fondamentali dell'esperienza. Dall'analisi delle stesse sono stati estratti i concetti costitutivi (codici sostanziali) e sono stati raggruppati in categorie simili con l'estrapolazione di sei temi fondamentali. I nostri risultati sono in accordo con la letteratura ove esiste un generale consenso relativo alle problematiche riguardanti l'esperienza di caregiving. Alla luce dei risultati si pongono le basi per strutturare un modello riferito al Nursing che necessiterí di ulteriore analisi e futura validazione. Parole chiave: caregiver, infermieristica, ricerca qualitativa, sindrome di AlzheimerAbstractThe aim of this study is to investigate the experience of primary caregivers (men and women) of Alzheimer Disease dementia, in order to tailor program and project to avoid care giving burden. A qualitative phenomenological method was used and the sample was defined by data saturation. Interviews were carried out and recorded in a day care Centre, transcribed verbatim. The analysis was conducted coding common themes and phrases. Six main themes emerged. Our results are similar to those existing in literature, showing care givers as individual in great danger physically and mentally. In the light of the study it is possible to tailor a nursing model in order to improve quality of life and decrease the burden of caregivers, this model should be implemented and analyzed.Keyword: Caregiver, burden, qualitative research, Alzheimer Diseas
Infezioni della ferita chirurgica e glicemia nelle pazienti sottoposte a chirurgia della mammella: studio descrittivo
RiassuntoBackground: L'incidenza delle infezioni della ferita (SSIs) nelle pazienti sottoposte a chirurgia senologica è del 3.1% . Il rischio di sviluppare SSIs sembra sia correlato al livello di innalzamento della glicemia. Materiali e metodi: La finalití di questo lavoro è quella di valutare attraverso uno studio longitudinale prospettico se vi è correlazione tra i valori glicemici e SSIs nelle pazienti sottoposte a chirurgia senologica. Questo lavoro, effettuato nel Dipartimento Chirurgico di una Azienda Ospedaliero Universitaria Friulana, si inserisce nel contesto del programma di Sorveglianza Regionale indetto dalla Agenzia Regionale della Sanití . Il campione è di convenienza. Risultati: Sono state prese in considerazione 100 pazienti. L'incidenza delle SSIs è del 5.7%. Le pazienti che hanno sviluppato le SSIs sono tutte in ricovero ordinario, Si riscontra in queste pazienti un valore glicemico mediamente più alto rispetto alle pazienti senza SSIs sia in fase pre (92.6 vs 88.5; p>0.05) che post operatoria (104 vs 91.8 e 108.3 vs 94; p<0.05). Conclusioni: Non è stata dimostrata alcuna correlazione tra valori glicemici e SSIs visto anche la consistenza del campione. Tuttavia dal punto di vista della pratica clinica ci sono importanti indicazioni di comportamento.Parole chiave: Infections, Breast Neoplasms, Hyperglycemia, Diabetes Mellitus, Blood Glucose.AbstractBackground: The incidence of postoperative surgical site infections (SSIs) in breast surgery is 3.1%. The risk to develop SSIs seems correlated to the level of glycemia. Materials and methods: The aim is to test a correlation between glycemic values and SSIs in breast surgery with a longitudinal perspective study. The data were collected in a Surgical Department of a University Hospital of north-east Italy; the study is in the context of the Regional Surveillance Program of Health Agency. Results: We have observed 100 patients. The incidence of the SSIs has been 5.7%. The patients that have developed the SSIs were in ordinary recovery, with a glycemic value taller then the patients without SSIs both in preoperative (92.6 vses 88.5; p>0.05) that in postoperative period (104 vses 91.8 and 108.3 vses 94; p < 0.05). Conclusions:"ˆWe cannot test a correlation between SSIs and glycemic value nevertheless for the clinical practice we have important guideline. Key words: Infections, Breast Neoplasms, Hyperglycemia, Diabetes Mellitus, Blood Glucose
L'immagine dell'infermiere in Italia dall'analisi dell'archivio storico di un quotidiano nazionale
RiassuntoScopo. Descrivere l'immagine dell'infermiere delineata da uno dei principali quotidiani nazionali. Metodo. Studio retrospettivo condotto attraverso l'analisi degli articoli pubblicati nel periodo compreso tra il 1906 e il 2005 sul quotidiano nazionale "La Stampa". Risultati.Dall'analisi dei 2017 articoli sono emerse 11 categorie tematiche. Gli articoli a maggior occorrenza sono stati quelli relativi alla tematica "cronaca", che hanno registrato un importante incremento a partire dalla seconda metí degli anni '80, seguiti da "condizioni di lavoro", che hanno mostrato massima diffusione a partire dagli anni '90. Gli articoli a minore occorrenza, invece, sono stati quelli riguardanti "estetica" e "concorsi". Oltre la metí degli articoli inerenti la "carenza infermieristica" riferivano di disservizi da essa provocati. La quasi totalití degli articoli relativi a casi di "malasanití " evidenziava l'inadeguata assistenza erogata dagli infermieri con un trend di pubblicazione omogeneo a partire dagli anni '50. Gli articoli categorizzati nella tematica "carenza infermieristica", "innovazione", e "formazione", hanno avuto la loro massima diffusione a partire dagli anni '90. Conclusioni. L'analisi condotta attraverso gli articoli apparsi sul quotidiano "La Stampa" ha consentito di leggere la storia della professione infermieristica come travagliata, fatta di conquiste professionali ottenute con lotte, rivendicazioni e innumerevoli cambiamenti, sia di tipo organizzativo che in ambito formativo, anche se gli articoli esaminati non sempre hanno contribuito a far apprezzare la professione per i suoi reali contenuti e contributi forniti al miglioramento della salute nella popolazione.Parole chiave: immagine infermieristica, quotidiani, infermieri, studio retrospettivo AbstractPurpose. The main aim is to describe the nursing profession image as it appears in one of the main national newspaper. Method. A retrospective study has been conducted through the analysis of 2017 articles published between 1906 and 2005 on the national newspaper "La Stampa". Results. 11 thematic clusters emerged from the analysis. The articles published with a higher frequency were those concerning "news and chronicle", with a relevant increase after the second half of the '80s, followed by "working conditions" with a maximum spread during the '90s. Instead the articles that rarely appeared on the newspaper were those concerning, "aesthetic" and "contests". More than half of the articles concerning "staff shortage" reported consequent disruptions. Almost all the articles concerning "malpractice" highlighted the inadequate care delivered from nurses and they have been published with constant trend starting from the a '50s. The articles concerning "staff shortage", "innovation", and "education", showed their maximum spread starting from the '90s. Conclusions. The analysis of the articles published in the newspaper "La Stampa" allowed to read the nursing profession story as troubled, made of professional achievements obtained from struggles, claims and countless educational and organizational changes though many of the analyzed articles did not contributed to show, and consequently to appreciate, the nursing profession for its real content and contributions to the population's health.Keywords: nursing image, newspaper, articles, nurses, retrospective stud
Legge sulla Sicurezza: è conosciuta dagli infermieri
RIASSUNTOL'iter di approvazione del Decreto Sicurezza, concernente la regolamentazione dell'accesso ai servizi sanitari per gli stranieri irregolari, è stato ampiamente dibattuto dai media e ha visto la mobilitazione delle associazioni degli addetti ai lavori, in difesa del diritto alla salute. L'approvazione della legge, con modifiche importanti rispetto alla precedente proposta, non ha avuto stessa risonanza e lascia spazi di discrezionalití . Obiettivo: analizzare la conoscenza degli infermieri in merito alla legge, in vigore. E' stato somministrato un questionario appositamente strutturato e testato a duecento infermieri di un'azienda ospedaliera. Il 70% degli infermieri dichiara di avere ricevuto informazioni dai media; il 51% è a conoscenza del fatto che la legge fa riferimento sia a medici, sia a infermieri e il 40% indica che non esiste obbligo di esibire/richiedere documenti alla persona immigrata. Solo il 19% indica correttamente che non vi è obbligo di denuncia; il restante 81% del campione ritiene la denuncia obbligatoria (19%) o non sa come comportarsi. Il 72% ritiene necessarie maggiori informazioni per lo svolgimento del proprio lavoro. Si conferma il dubbio relativo alla mancanza di conoscenza della nuova normativa: solo una piccola parte del campione risulta correttamente informata di quanto concerne l'accesso alle prestazioni da parte dello straniero irregolare.Parole chiave: Decreto Sicurezza, assistenza, immigrato.ABSTRACTProposal of the recent Security Law, which regulates access of irregular immigrants to health services , provoked much debate and uprising. However, little attention was paid to its approval, after substantial modification. This study was performed to assess how much nurses know about this law, by means of a questionnaire issued to 200 nurses working in one hospital. Results showed that they had been informed by the media, 51% were aware that the law regards both physicians and nurses and 40% stated that immigrants were not obliged to present identification. Only 19% of the sample correctly stated that denouncement to the authorities is not obligatory; the remaining 81% believed the contrary to be true . A need for greater information was expressed by 72%. The outcome of the study confirmed the need for greater information on this topic.Key words: Security Law, care, immigran
La sicurezza della somministrazione farmacologica in sala operatoria: studio osservazionale
RIASSUNTO La somministrazione farmacologica in un ambito come quello della sala operatoria è estremamente complesso sia per la tipologia di farmaci sia per il contesto. Tutto ciò aumenta a livello esponenziale la complessití del lavoro e la possibilití di incorrere in errori. Gli obbiettivi dello studio sono quelli di analizzare come nelle sale operatorie viene organizzata la conservazione dei farmaci, quali caratteristiche ha la prescrizione farmacologica e la modalití operativa dell'infermiere. E' stato condotto uno studio descrittivo prospettico in otto sale operatorie di una Azienda Ospedaliero Friulana. Sono state analizzate le prescrizioni farmacologiche avvenute in 96 giornate lavorative. Sono stati analizzati 257 processi di somministrazione farmacologica. Il 100% delle sale operatorie conserva i farmaci in ordine alfabetico e per nome commerciale. Nel 50% (104/208) delle preparazioni farmacologiche vengono utilizzate etichette con codice colore e nelle restanti si utilizzano etichette libere. Nel 69,2% (144/208) dei casi vi sono dei doppi controlli della prescrizione che si effettuano tra medico ed infermiere e nel 29,8% (62/208) dei casi vi sono doppi controlli della preparazione del farmaco tra medico ed infermiere. Il 35,6% (74/208) dei farmaci viene preparato da un operatore diverso da quello che lo somministra. I nodi critici del processo di lavoro risiedono in campi che sono degli infermieri ma anche di altri professionisti. Si può concludere affermando che tale indagine, pilota, è stata sicuramente utile per avere alcune informazioni generali sui processi di lavoro rispetto alla somministrazione farmacologica.ABSTRACT Administration of medication in an environment such as operating rooms is extremely complex and considerably increases the possibility of errors . This study was performed to analyze how medication is stored, prescribed and administered in operating rooms. Eight operating rooms in a Northern Italy hospital were taken into consideration, analyszing the medication prescribed in 96 working days. The critical points that emerged from the study regarded tasks performed by nurses , but also other professionals. This pilot study was useful for acquiring basic data on the working processes that surround the administration of medication. Key words: medication safety, medication use process, operating room, perioperative nursin