Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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Valutazione dell'efficacia del Gelclair® nella prevenzione e cura della stomatite nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche: Studio randomizzato
RIASSUNTOIntroduzione: La stomatite da farmaci chemioterapici è un importante effetto collaterale del trattamento. I protocolli per la cura del cavo orale, si basano su due livelli di intervento: senza e con uso di medicamenti . La letteratura descrive numerosi interventi di profilassi e terapia ma ad oggi non esiste ancora un intervento considerato gold standard. Obiettivo: Valutare l'efficacia del Gelclair® nella prevenzione e trattamento di pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche. Materiale metodi: 57 pazienti (28 gruppo di controllo e 29 gruppo sperimentale ) hanno utilizzato i colluttori 3 volte al giorno, la valutazione è stata effettuata con i seguenti strumenti: scala di valutazione della stomatite (WHO), scala VAS per dolore e Likert per gradimento. I pazienti sono stati osservati mediamente per 17 giorni. Risultati: 38/57 pazienti osservati (61%) hanno manifestato stomatiti .Non è stata rilevata differenza tra i due gruppi in termine di grado di stomatite p= 0.75 in tutto il periodo di osservazione. Il dolore è stato registrato in 31 soggetti su 57 (54%). Non si sono registrate differenze tra i due gruppi per quanto riguarda il valore medio di dolore riferito prima dell'utilizzo dei colluttori per tutti i giorni di osservazione p=0,06, gli utenti del gruppo sperimentale hanno dimostrato una riduzione del grado di dolore dopo l'utilizzo del collutorio p=0,04. Conclusioni: Gelclair® non influenza i tempi di insorgenza e l'andamento della stomatite. E' in grado di ridurre il dolore, sono necessari però ulteriori studi multicentrici per confermare la reale utilití di utilizzo nei pazienti sottoposti a Trapianto.Parole chiave: Stomatite, trapianto di cellule staminali emopoietiche, infermieristicaAbstract Introduction: Chemotherapy-induced stomatitis is a major side effect of the treatment. Numerous approaches are described in the literature for the prevention and treatment of this complication. Objective: the aim was assess the effectiveness of Gelclair® in patients undergoing hematopoietic stem-cell transplantation in terms of reducing the incidence of stomatitis, stomatitis-pain and the severity of stomatitis Interventions/Methods: Fifty-seven patients (28 control group and 29 experimental group) used a mouthwash 3 times a day and were evaluated by means of a specially-tailored form containing the following assessment items:stomatitis evaluation scale (WHO), VAS for pain and Likert-Scale for agreement. Results: 61% of patients presented with stomatitis. No difference was observed between the two groups with regard to stomatitis grade throughout the observation period. Painful symptoms were observed in 54% subjects. No differences were observed in terms of average pain perception before the use of mouthwashes throughout the period of observation p=0.06. Results showed a pain-relieving effect in the experimental group after using the mouthwash p=0.04. Conclusions: Although Gelclair® had no influence on the onset and severity of stomatitis in transplanted patients, a significant benefit was observed in terms of pain control. Our study suggest the possibility to implementation the use of Gelclair® in clinical practice. However, further multicenter trials are needed to provide stronger evidence on the real usefulness of this product.Key words: stomatitis; Bone marrow transplantation; nursin
Progetto di Ricerca INfermieristica sulla FORmazione Manageriale (IN.FOR.MA): costruzione di uno strumento per la valutazione delle competenze acquisite dai professionisti durante il master in management per le funzioni di coordinamento
RIASSUNTOObiettivo. Definire lo stato dell'arte della formazione manageriale infermieristica italiana, per rilevarne l'efficacia, il livello di competenze esito del master/competenze acquisite dai corsisti e la percezione di efficacia dell'apprendimento in relazione all'attivití lavorativa del coordinatore e del professionista clinico. Metodo. Il Progetto IN.FOR.MA (Ricerca INfermieristica sulla FORmazione MAnageriale) prende inizio con la costruzione dello strumento per la rilevazione dei dati, un questionario elaborato in base ad un paradigma metodologico pedagogico. Successivamente è stato svolto lo studio pilota per testarne l'affidabilití . Risultati. La misura dell'affidabilití , effettuata con l'alfa di Cronbach ha indicato valori compresi tra 0,79 e 0,82 per la scala totale e tra 0,71 e 0,90 per le sottoscale. L'espressione massima di percezione dell'acquisizione di competenza attraverso l'utilizzo di una scala Likert si è attestata su un livello 4 (Abbastanza), con un valore massimo di 5 nel 53,06% del campione totale nell'area "Gestione", ed un valore minimo tra 3 (Mediamente) e 4 (Abbastanza) nel 33,67% del campione totale nell'area "Formazione e Ricerca". La percezione dell'efficacia dell'esperienza formativa sul lavoro si è attestata su un livello 5 (Molto), con un valore medio pari al 54,08% sul totale del campione. Discussione. Il questionario IN.FOR.MA ha consentito la valutazione del corso attraverso la percezione dell'acquisizione delle competenze. L'affidabilití del questionario ideato consente di sviluppare la seconda fase del Progetto IN.FOR.MA, per la valutazione della formazione effettuata nei percorsi master di primo livello in management infermieristico per le funzioni di coordinamento presso tutte le sedi dell'U.C.S.C. Parole chiave: management, formazione manageriale, infermiere coordinatoreABSTRACT The aim of the present study is to define the state of the art in nursing management training in Italy and to assess the effectiveness of training in a working context. The first phase of the IN.FOR.MA project consisted of creating a data collection tool, a questionnaire, based on paradigmatic pedagogic methodology. This was followed by a pilot study to test its effectiveness . Reliability was tested using the Cronbach's alpha test and the values obtained were between 0.79 and 0.82 for the overall scale and between 0.71 and 0.90 for the subscales. The maximum expression of the competencies perceived using the Likert scale was 4 (Fair) , with a maximum value of 5 obtained in 53,06% of the total sample in the "Management" area and a minimum value between 3 (discreet) and 4 (fair) in 33.6% of the total in the area "Training and Research". Perception of the working value of the training experience reached 5 (very) , with an average value of 54,08% of the overall sample. The IN.FOR.MA questionnaire made it possible to assess the training course by focusing on the perception of the competencies acquired, with medium to high levels according to the Likert scale. The level of usefulness of these competencies in daily activities was highest in "Management" followed by "Programming and organization" and "Integration". Key words: management, managerial training , nursing coordinato
Accessi non urgenti nel Dipartimento di Emergenza (D.E.) e ruoli dell'infermiere. Una revisione narrativa della letteratura
Scopo: Descrivere quanto si scrive in letteratura in merito agli accessi non urgenti nei Dipartimenti di Emergenza e evidenziare i ruoli infermieristici associati, nel periodo 2003 - 2013. Metodo: E' stata effettuata una revisione della letteratura internazionale utilizzando la banca dati PubMed. Sono stati utilizzati 41 articoli significativi. Risultati: Gli articoli analizzati riguardano: l'organizzazione dei D.E., i modelli di risposta (Fast Track-See and Treat etc.) in alcuni Paesi e la valutazione dei ruoli e delle competenze infermieristiche. In letteratura, il modello e i ruoli studiati si sono rivelati efficaci nel ridurre i tempi di attesa nei D.E. e nell'aumentare la soddisfazione degli utenti senza ridurre la qualití dell'outcome delle cure erogate. Conclusioni: In letteratura emerge che l'attuazione del sistema Fast Track non può esulare dall'impiego di personale infermieristico con competenze avanzate nell'ambito dell'emergenza. L'introduzione di queste figure presuppone che i sistemi sanitari debbano affrontare il problema del lavoro interprofessionale.Parole Chiave: Fast Track, infermieristica di emergenza, pronto soccorso, traumi minori, affollamento, accessi non urgenti, See and TreatNon-urgent accesses and nurses' roles in Emergency Department: a narrative literature reviewPurpose: To detect what is written in literature with respect to the access of non-urgent patients in Emergency Department, highlighting associated nursing roles during the period 2003-2013. Method: A literature review on international literature was carried out using PubMed database, where 41 significant articles were selected. Results: The articles analyzed are focused on the organization of the E.D., the response patterns (Fast Track-See and Treat etc.) in some countries and the evaluation of the nursing roles and competences. In literature, the model and the roles studied have proved to be effective in reducing waiting times in E.D. and increasing users' satisfaction without reducing the quality of provided care. Conclusions: The literature shows that the implementation of Fast Track must be developed with a nursing staff with advanced skills on emergency. The introduction of these roles assumes that health systems should address the problem of inter-professional work.Keywords: Fast Track, Emergency Nursing, Advanced Nurse Practitioner Nurse Practitioner, Crowding, Emergency Department, Minor Injuries, Non urgent Emergency access, See and Trea
Problematiche delle donne con tumore al seno e attivazione di un programma di follow-up infermieristico presso il Centro di Senologia della Svizzera Italiana
E' ampiamente riconosciuto il ruolo importante che le infermiere possono avere nell'identificazione e nella gestione delle problematiche di varia natura conseguenti alla malattia e ai trattamenti nei pazienti oncologici guariti, per cui programmi di follow-up clinici infermieristici per pazienti oncologici guariti sono ormai presenti in numerose realtí a livello internazionale.Lo scopo del seguente studio è la rilevazione delle principali problematiche di natura fisica, emotiva e socio-familiare delle donne con tumore al seno seguite dal Centro di Senologia della Svizzera Italiana, dopo la fine dei trattamenti al fine di meglio indirizzare l'attivazione di un programma di follow-up infermieristico.Si tratta di uno studio descrittivo, trasversale. I dati sono stati raccolti mediante questionario inviato via posta a tutte le pazienti operate presso il Centro dal 2005 al 2009 per un totale di 527 pazienti.L'analisi statistica dei dati è stata svolta su un complessivo di 202 pazienti.L'astenia risulta la problematica fisica maggiormente evidenziata dal campione di donne (52%), seguita dai dolori ossei e/o muscolari (45.5%) e dalle vampate di calore (44.1%). Sul piano emotivo, paura e preoccupazione sono riferite dal 40.1% delle donne, seguite da tristezza riferita dal 31.3% delle donne. Sul piano socio-familiare una donna su 5 evidenzia difficoltí lavorative (21.2%).Correlazioni statisticamente significative si evidenziano tra alcune problematiche e alcune variabili contestuali (etí , tipo di trattamento, tempo intercorso dalla fine dei trattamenti).Lo studio ha permesso di caratterizzare tale popolazione nello specifico contesto e di strutturare un programma di follow-up infermieristico attivo da gennaio 2012.Parole chiave: Tumore alla mammella, follow-up, guarigione, infermieristica.Breast Cancer: End of treatment issues and set up of nursing follow up in the Italian Switzerland Breast UnitIt's widely recognized the important role that nurses can have in identifying and managing problems of various kinds resulting from the illness and treatment in survivor cancer patients, so that clinical nursing follow-up programs for cancer patients are now widely diffused internationally.The aim of the following study is the detection of the main physical, emotional, social-familial problems of women with breast cancer followed by the Italian Switzerland Breast Unit, after the end of treatment in order to better target the activation of a nursing follow-up program.This is a descriptive study. Data were collected through a questionnaire mailed to all patients who underwent surgery in the Breast Unit from 2005 to 2009 for a total of 527 patients.The statistical analysis of data was carried out on a total of 202 patients.Fatigue is the physical problem most highlighted by the sample of women (52%), followed by bone pain and / or muscle pain (45.5%) and hot flushes (44.1%). On an emotional level, fear and worry are reported by 40.1% of women, followed by sadness reported by 31.3% of women. Regarding the socio-familial aspect, one of 5 women shows working difficulties (21.2%).Statistically significant correlations are highlighted between some problems and some contextual variables (age, type of treatment, time from the end of treatment).The study has allowed to characterize this population in the specific context and to structure a nursing follow-up program which is active since January 2012.Key words: Breast neoplasm, follow up, survivorship, nursing
The undergraduate nursing student evaluation of clinical learning environment: an Italian survey
AbstractBackground: Nursing students have to deal with many different clinical and practical aspects of knowledge to become skilled professionals. Student perception may be considered an indicator of teaching quality, since positive perception of students is strictly related to their effective professional learning. The Clinical Learning Environment and Supervision plus Nurse Teacher (CLES+T) scale is considered the gold standard psychometric instrument to evaluate both the quality and the climate of clinical learning environment. Aims: To evaluate the quality of nurse teaching by means of CLES+T scale and to highlight significant correlations between CLES+T scale and selected characteristics of both students and clinical environments. Methods: On 4 March 2013, a cross-sectional survey was conducted at University of Modena: CLES+T scale was administered during a plenary convocation to 242 nursing students who attended the second and third years of Nursing Degree. All 34 items of the scale were statistically analysed using the median test. Results: The median values were uniformly represented by "4" level (on the Likert scale). The final marks of clinical learning experience were the only variable statistically significantly related to the scale scores (p<0.01). The paediatrics and emergency areas obtained the highest scale scores. Conclusions: The nursing student evaluations were uniformly positive and related to their positive final marks. A positive ward atmosphere was identified as especially important in this study. These data indicate that a non-hostile and hospitable environment can favour the best clinical learning. We conclude that CLES+T scale can be a useful instrument to explore the clinical climate in all hospital areas and to highlight critical clinical situations. Key-words: clinical learning environment, nursing student, CLES+T scale RiassuntoIntroduzione: Per divenire dei professionisti qualificati, gli studenti infermieri sperimentano diverse esperienze di tirocinio clinico. L'opinione dello studente può essere considerata un indicatore della qualití dell'insegnamento e una percezione positiva dell'esperienza di tirocinio si correla strettamente ad un apprendimento efficace. La scala CLES+T (Clinical Learning Environment and Supervision plus Nurse Teacher) è lo strumento psicometrico "gold standard" per valutare la qualití dell'ambiente di apprendimento clinico. Scopo: Valutare la qualití dell'ambiente di apprendimento clinico mediante la scala (CLES+T) ed evidenziare significative correlazioni inerenti le caratteristiche degli studenti, del modello tutoriale e dell'ambiente clinico. Metodo: Il 4 marzo 2013, durante una convocazione plenaria, è stata somministrata la scala CLES+T ai 242 studenti del 2° e 3° anno del Corso di Laurea in Infermieristica di Modena (Universití di Modena e Reggio Emilia). Tutti i risultati sono stati statisticamente analizzati (Test della mediana). Risultati: Tutti i valori mediani si sono attestati ad un livello "4" (scala di Likert). La valutazione ottenuta dallo studente al termine del tirocinio clinico è l'unica variabile statisticamente correlata ai punteggi della scala (p<0.01), più il voto è basso peggiore risulta la valutazione dell'esperienza di tirocinio. In base all'opinione degli studenti le aree cliniche pediatriche e critiche hanno valutazioni più elevate. Conclusioni: Le valutazioni degli studenti erano uniformemente positive ed erano correlate al voto finale di tirocinio. Un clima di apprendimento positivo è stato considerato molto importante in questo studio. Questi risultati suggeriscono che un ambiente di apprendimento clinico favorevole e non ostile può influenzare gli esiti dell'apprendimento degli studenti. Concludiamo affermando che la scala CLES+T può essere uno strumento utile per esplorare il clima in tutte le aree ospedaliere e consentire di mettere in evidenza situazioni critiche.Parole Chiave: ambiente di apprendimento clinico, studente infermiere, scala CLES+
L'approccio infermieristico all'emergenza pediatrica pre-ospedaliera: indagine conoscitiva in due coorti di infermieri
RIASSUNTO L'emergenza pediatrica ha un'incidenza relativamente bassa rispetto al totale degli interventi che vengono svolti in ambito pre-ospedaliero. Molti elementi possono migliorare la qualití delle cure del bambino in emergenza: un'appropriata formazione in ambito extra-ospedaliero, l'acquisizione di specifiche abilití nelle manovre rianimatorie, la disponibilití di un equipaggiamento appropriato per le cure del bambino e l'adozione di protocolli pediatrici uniformi e condivisi. Lo scopo dello studio è la valutazione della preparazione professionale e gestionale/organizzativa percepita dagli infermieri dell'emergenza nei confronti delle emergenze pediatriche extra-ospedaliere attraverso la somministrazione di due questionari strutturati a due coorti di infermieri in servizio sui mezzi di soccorso del 118. Il campionamento dei soggetti è di tipo non probabilistico propositivo: i soggetti non hanno avuto la stessa probabilití di essere valutati, bensí¬ sono stati selezionati con cura. Infatti il campione scelto è stato quello del personale infermieristico del 118, in quanto quotidianamente a contatto con l'emergenza territoriale. Dai risultati emersi, la coorte di infermieri intervistati sembra suggerire nell'adeguata formazione, comprensiva di didattica formale, ma anche di simulazioni di scenari di emergenza pediatrica, con particolare attenzione alla componente emotiva da affrontare, e nella completezza dell'equipaggiamento dei mezzi di soccorso, le risposte alle criticití specifiche delle emergenze pediatriche pre-ospedaliere. Solo un infermiere che coniughi una adeguata formazione a competenze relazionali, sociali e psicologiche idonee potrí fornire al bambino-paziente un'assistenza infermieristica in situazioni critiche efficace ed efficiente.Parole chiave: emergenza pediatrica, emergenza pre-ospedaliera, formazione, assistenza infermieristicaABSTRACTPediatric emergencies have a relatively low incidence compared to the total number of pre-hospital events. The quality of emergency care for pediatric patients can be improved by specific training, a dedicated team and uniformity of pediatric protocols. The aim of this study is to assess how nurses perceive pediatric emergencies in a non-hospital environment by means of two questionnaires issued to two cohorts of nurses working on ambulances. The results of the study show that nursing care of pediatric patients in critical situations seems to depend on adequate training, not only formal but also with simulations, paying particular attention to the emotional situation nurses have to face, and complete equipment of the ambulance and emergency personnel.Key words: pediatric emergency, pre-hospital emergency, training, nursing car
In ricordo della Dottoressa Giovanna Bollini e della Dottoressa Giuseppina Pontello
Giovanna non c'è più! La nostra cara Giovanna ci ha lasciati il 24 settembre u.s. dopo due anni di tribolazioni e sofferenze per una malattia che non le ha lasciato scampo. La vogliamo ricordare come persona e come professionista, nella quale spiccava l'intelligenza, la determinazione, la lungimiranza, l'attenzione alla persona, l'impegno, la progettualití , la tensione al risultato, la tenacia, la spiccata identití infermieristica e i valori guida cui sempre si è riferita. Coordinatore infermieristico a Niguarda dal 1989, è poi diventata Direttore del DITRA della stessa Azienda Ospedaliera di Milano dopo circa una decina di anni. In ARLI (Associazione Regionale Lombardia Infermieri) è entrata come Membro del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione nel 1994, rivestendo da subito la carica di Vicepresidente. Nel 1996 è stata nominata Presidente dell'Associazione ARLI, carica che ha mantenuto sino al 2013. In CNAI ha assolto tre mandati quadriennali nel Consiglio di Amministrazione della CNAI: in qualití di Consigliere Nazionale dal 1999 al 2007 e con la carica di Vice Presidente dal 2007 al 2011. Negli stessi anni ha assunto anche l'impegno di Referee nella nostra rivista "Professioni Infermieristiche". Nel 2011 è stata eletta nel Collegio dei Probiviri. E' quindi doveroso ricordarla in questa sede di Convegno Nazionale CNAI e per me un onore piangerla pubblicamente. Il suo ricordo rimarrí indelebile in noi e il patrimonio che ci ha lasciato ci accompagnerí costantemente nell'agire quotidiano. Ciao Giovanna! Salutiamola con un applauso ... Con Giovanna, non posso non ricordare qui un'altra carissima amica e collega scomparsa recentemente (7 luglio 2014): la Dottoressa Giuseppina Pontello. Dirigente del SITRA dell'Ospedale di Vigevano per molti anni, la voglio ricordare, come sicuramente tanti infermieri che l'hanno conosciuta, soprattutto per il suo tratto relazionale dolcissimo, autentico e sincero, insieme ad una profonda e rigorosa conoscenza scientifica e ad un notevole spessore culturale ed umano. Anche Giusy è stata Membro del Consiglio di Amministrazione della CNAI per un mandato quadriennale negli anni Ottanta, ma tutti i Dirigenti Infermieri presenti in questa sala la ricordano certamente come maestra di Management Infermieristico, prima insegnato alla SUDI (Scuola Universitaria di Discipline Infermieristiche di Milano) e poi al Corso di Laurea Magistrale in Scienze infermieristiche ed Ostetriche dell'Universití Statale di Milano Bicocca. Inoltre, moltissimi di voi l'avranno incontrata nei tanti Convegni ARLI e CNAI cui ha partecipato in qualití di prestigioso relatore. Ciao, Giusy, non ti possiamo dimenticare ... ti salutiamo con un applauso, quasi a significare un affettuoso abbr
Ospedalizzazione a domicilio in Grecia, Italia e Albania: somiglianze e differenze
RIASSUNTO L'assistenza a domicilio è l'assistenza sanitaria completa che un paziente può ricevere nella propria casa. L'assistenza a domicilio è un settore dell'assistenza sanitaria primaria che si sta sviluppando rapidamente. La sua espansione si deve specialmente al continuo aumento del percentuale di persone anziane in quasi tutti i paesi del mondo e allo stesso tempo è dovuto alla necessití di ridurre il costo dell'assistenza sanitaria acuta e cronica. Lo scopo dell'assistenza domiciliare sarebbe quello di offrire assistenza infermieristica di alta qualití e contemporaneamente offrire un supporto sociale e psicologico al paziente e alla sua famiglia. L'assistenza a domicilio si espande in tutto il mondo. Quasi tutti i paesi hanno incluso l'assistenza a domicilio nel provvedimento dell'assistenza sanitaria, anche se il livello di provvedimento e di copertura si basa nella situazione particolare economica del paese. L'articolo presente si concentra nella descrizione comparativa dell'organizzazione e il funzionamento dei servizi d'assistenza a domicilio in Grecia, Italia e Albania. I ritrovamenti mostrano che esistono differenze nell'organizzazione dei servizi d'assistenza a domicilio fra i tre paesi, anche se l'intenzione è simile. Parole chiave: assistenza domiciliare, sistema sanitario, ospedalizzazione a domicilio, welfareABSTRACTHome care is the total of services of healthcare that a patient can receive in his house. Home care is a rapidly developing sector of sanitary care. Its growth is mainly due to the continuous increase of the percentage of old individuals in almost all countries of the world and at the same time is due to the need for reduction of the cost of acute or urgent healthcare. Aim of home healthcare is the provision of nursing care of high quality under medical follow-up and at the same time the provision of social and psychological support of the patient and his family. Home Care is widely widespread all over the world. Almost all countries apply some of its form, according to the organization of sanitary services of the country, the level of provided social support, its economic situation and all the other social and humanitarian particularities. The present work is focused in the analytic description of organization and operation of home service in the Health Care Systems of Greece, Italy and Albania.Key words: Home care, health care system, nursing, welfar
Sviluppo di un sistema informativo utilizzando un linguaggio infermieristico standard per la realizzazione di un Nursing Minimum Data Set
RIASSUNTOUn sistema informativo infermieristico, dovrebbe fornire dati utili per valutare l'assistenza infermieristica erogata e per descrivere lo stato di salute della popolazione. Attualmente, sia in Italia che in altri paesi, a causa di una documentazione infermieristica poco strutturata, le informazioni sull'assistenza prestata e sui reali bisogni di salute della popolazione, risultano incomplete. Lo sviluppo di sistemi informativi contenenti dei Nursing Minimum Data Set (NMDS) è indispensabile per poter valutare l'assistenza infermieristica. Per poter essere utilizzati nella valutazione dell'assistenza, dei costi e dei bisogni di salute, i dati del NMDS devono essere raccolti tramite l'utilizzo di un linguaggio infermieristico standard. Il futuro prossimo è senz'altro legato all'utilizzo di una documentazione sanitaria informatizzata che utilizzi terminologie standardizzate. La transizione demografica e l'evoluzione epidemiologica impongono al sistema sanitario di favorire la continuití assistenziale e con essa la creazione di solidi flussi informativi. In quest'ottica si inserisce il progetto, nato da una collaborazione tra l'Universití Tor Vergata di Roma e l'Agenzia di Sanití Pubblica della Regione Lazio, per realizzare un sistema informatico utilizzando un linguaggio infermieristico standard. Il software che si intende sviluppare, tramite collegamenti esistenti al suo interno tra accertamento infermieristico, diagnosi infermieristiche, interventi, risultati di assistenza e problemi collaborativi, si propone di fornire un supporto al processo decisionale dell'infermiere ed alla documentazione della sua attivití . I dati forniti dal sistema informatico permetteranno la misurazione delle attivití , dei costi della pratica infermieristica, nonché l'impatto di essa sulla salute dell'assistito. Durante la sperimentazione, determinante sarí la formazione e il coinvolgimento del personale.Parole chiave: Documentazione infermieristica, Diagnosi infermieristiche, Informatica infermieristica, Documentazione sanitaria elettronica, Sistemi informativi, Nursing Minimum Data SetABSTRACTThe aim of a nursing data set is to provide useful information for assessing the level of care and the state of health of the population. Currently, both in Italy and in other countries, this data is incomplete due to the lack of a structured nursing documentation , making it indispensible to develop a Nursing Minimum Data Set (NMDS) using standard nursing language to evaluate care, costs and health requirements. The aim of the project described , is to create a computer system using standard nursing terms with a dedicated software which will aid the decision-making process and provide the relative documentation. This will make it possible to monitor nursing activity and costs and their impact on patients' health : adequate training and involvement of nursing staff will play a fundamental role. Key words: Nursing documentation, nursing diagnosis, computerized nursing , electronic health documentation, computer systems, Nursing Minimum Data Set